Obama: conclusa oggi la vacanza toscana

Si è conclusa oggi la vacanza nel senese per Barack Obama e la moglie Michelle a Borgo Finocchieto ospiti dell’ex ambasciatore statunitense John Phillips.
Gli Obama sono partiti, accompagnati da una scorta di sei macchine, alle 14,20 alla volta dell’aeroporto di Grosseto dove erano arrivati venerdì scorso dopo una vacanza, tra sport, shopping e cultura (anche enogastronomica) che li ha visti protagonisti, sabato, a Montalcino tra una partita di golf per l’ex presidente sul 18 buche di Castiglion del Bosco, e una passeggiata nel centro storico per la moglie.

Ricarica 101 arriva a Montalcino. La mobilità sostenibile a Castello Banfi

A Montalcino è tempo di Ricarica 101 di Repower, gruppo attivo da oltre 100 anni nel settore dell’energia elettrica. E la rivoluzione della mobilità elettrica arriva tra i vigneto di Brunello. La Toscana si accende con l’elettricità di Ricarica 101, progetto definito best practice a livello europeo che vanta ad oggi, su tutto il territorio nazionale, oltre 100 Palina istallate. La prima “Palina Burrasca” da 22kW in un vigneto toscano è quella di Castello Banfi, circondato dai vigneti della rinominata azienda vitivinicola conosciuta in tutto il mondo per il suo Brunello, permette oggi di ricaricare velocemente e gratuitamente il proprio veicolo elettrico. Creare una rete di ricarica è il primo passo fondamentale per diffondere la mobilità elettrica ed è questa la sfida accettata da tutte le strutture d’eccellenza che hanno aderito al circuito: promuovere una mobilità a costo e a impatto zero. Grazie alla mappa di Ricarica 101 (disponibile in versione desktop e su app) è possibile seguire l’accensione del circuito che unirà il Nord e il Sud Italia in un unico viaggio a portata di ogni driver elettrico, a prescindere dal luogo di partenza.

Marone Cinzano: “Obama, prestigio per Montalcino e la Denominazione”

“La nostra è una realtà importante del territorio che annovera, in cantina, bottiglie prestigiose di annate che segnano le tappe fondamentali della vita di capi di Stato. Essere su tavole di questo pregio rappresenta un vanto non solo per la nostra cantina ma per Montalcino e per la Denominazione tutta. Un biglietto da visita importante per il territorio e per i vini che qui si producono”.
Così il conte Francesco Marone Cinzano, proprietario della cantina Col d’Orcia, ha commentato con la MontalcinoNews la notizia del “Dream Tasting” di Filippo Bartolotta con la Cena del superchef Massimo Bottura “allestiti” a Borgo Finocchieto per la ex coppia presidenziale americana – in vacanza – e la loro cerchia di amici lo scorso sabato.
Un viaggio “fantastico” nel vino italiano, ripercorrendo attraverso 10 annate di bottiglie cult le tappe fondamentali e più importanti della vita insieme, personale e politica, dell’ex coppia presidenziale Usa: calice alla mano, secondo quanto riporta WineNews, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere, è questo il dream tasting “The Amazing Italian Wine Journey” regalato a Barack e Michelle Obama nel loro viaggio in Toscana, sabato sera e nella cena offerta a Borgo Finocchieto a due passi da Montalcino a dai vigneti di Brunello, dai padroni di casa Linda Douglass e dall’ex Ambasciatore Usa in Italia John Phillips, per pochi ed intimi amici della coppia (12 commensali, tra cui Richard Parsons, uomo d’affari, ex consigliere economico del Presidente e produttore di Brunello a Il Palazzone, dal 2006) e preparata dallo chef italiano n. 1 al mondo Massimo Bottura, come anticipato nei giorni scorsi, nella quale i grandi vini non potevano certo mancare. Il “cerimoniere” è Filippo Bartolotta “The Grape Trotter”, giornalista, critico (con Diploma Wine and Spirit Education Trust of London), eclettico promotore de Le Baccanti – che organizza Luxury food & wine vacations and day tours per americani in Italia, e per italiani in Usa (con clienti d’eccezione come Dustin Hoffman e Emma Thompson) – e del “dream tasting” per gli Obama al quale lui stesso ha partecipato, conosciuto in una charity dinner in Usa organizzata da Alice Waters, vice presidente Slow Food, pioniera oltreoceano dell’educazione alimentare e ispiratrice del celeberrimo orto voluto da Michelle alla Casa Bianca. Le etichette? Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2005 e Apollonio Rosè 18 Fanali 2014, un Oddero Barolo 1961 ed un Col d’Orcia Brunello di Montalcino 1964 – anni di nascita, rispettivamente, di Barack e Michelle – e, a seguire, un Caprai Sagrantino di Montefalco 25 anni 2010 ed un Cecchi Coevo 2011 che hanno scandito un “Wine Journey”; per la cena, Gravner Ribolla 2008, Tasca d’Almerita Tascante Buonora 2016, Tenuta San Guido Sassicaia 2009 ed il Castello di Ama Chianti Classico Riserva 2008.
Come un sogno che diventa realtà – “dream” è una parola cara all’ex Presidente Usa, dalla campagna elettorale all’autobiografia “Dreams from My Father: A Story of Race and Inheritance” (1995) – il viaggio nel vino italiano degli Obama, ancora una volta e attraverso l’ex primo cittadino americano, testimonia l’intramontabile passione del popolo a stelle e strisce per il vino italiano ed i suoi territori, che da sempre vede le colline di Toscana come una meta dei desideri.
Un gioco delle parti, quello durante la degustazione tra Barack e Michelle che, assaggiando i vini proposti per le rispettive annate di nascita, si sono entrambi innamorati del proprio vino, Oddero Barolo 1961 per l’ex presidente e Brunello Col d’Orcia 1964 per la ex first lady.
L’amore degli americani per i grandi vini italiani va oltre la bottiglia (il made in Italy agroalimentare negli Stati Uniti ha raggiunto nel 2016 il record storico di 3,8 miliardi di euro, cresciuto del +78% negli otto anni dell’amministrazione Obama, con il vino a tirare la volata), e affonda le sue radici nella storia, le cui vicende, da una parte all’altra dell’Oceano continuano ad intrecciarsi, da quando secoli fa Philip Mazzei, antenato di quella che sarebbe diventata una delle famiglie più importanti proprio del vino toscano, amico del “predecessore” di Obama, Thomas Jefferson, arrivò in Virginia e piantò le prime viti europee in Usa, ai nuovi imprenditori appassionati, molti vip, che, da ogni settore, ancora oggi scelgono di investire sogni e finanze tra i vigneti di Toscana per produrre il loro vino. E tra un impegno e l’altro, visite, incontri e conferenze attorno al cibo e alla Obama Foundation, anche Barack e Michelle Obama hanno scelto di ritagliarsi una vacanza di privacy e relax a Borgo Finocchieto, la residenza di lusso di Phillips, che per loro ha organizzato la cena con Bottura, confermando la passione per il Belpaese tante volte passata per la tavola sotto l’Amministrazione Obama, “salutisticamente” rivoluzionaria in tema di cibo.
Anche la storia personale e politica della ex coppia presidenziale americana non poteva che esser ripercorsa attraverso il vino, grazie ad un viaggio pensato per gli Obama e i loro ospiti commensali, suddiviso tra l’aperitivo e la cena, tra una portata e l’altra del celebre chef tre stelle Michelin dell’Osteria Francescana di Modena, in “un menu molto italiano – ha detto Bottura – con le 5 stagionature del Parmigiano mio piatto celebre. Poi la Chianina. Il tortellino, ma come dolce. E per dessert, una creazione leggera a base di fiori”. Il tutto sullo sfondo della campagna toscana e dei vigneti di Montalcino, dove Michelle ha trascorso qualche ora tra un gelato, shopping e un tour dei luoghi storici della città, dalla Piazza principale alla Fortezza.

Obama beve Montalcino nella cena senese all’Enoteca I Terzi

Un ricco menù innaffiato dalle eccellenze enoiche del senese, Montalcino in primis, quello che ieri sera, dopo la visita pomeridiana a Palazzo Pubblico e alla Cattedrale, la carovana di Barack e Michelle Obama, hanno gustato alla rinomata Enoteca I Terzi di Siena di Michele Incarnato.
Si è partiti con un tripudio di antipasti, gli immancabili salumi e formaggi toscani, ma anche fiori di zucca fritti con burrata e pomodorini confit ed un millefoglie di carciofi e patate con emulsione di capperi. Tris di primi, per gli ex inquilini della Casa Bianaca: risotto agli asparagi, pinci al ragù chiantigiano ed una specialità “della casa”, spaghetti con cipollino di Tropea, acqua di pomodoro, basilico e pecorino romano. I secondi? L’immancabile tagliata e Fiorentina. La cena si è conclusa con un tripudio di dolci: la tavolata ha assaggiato tutti i dessert in carta e, per Barack e Michelle, un bis con il tortino al cioccolato.
Il tutto innaffiato da un Igt Made in Montalcino, il Giodo 2014, del super enologo Carlo Ferrini, da un Chianti Classico Riserva 2011 di Carpineto Fontalpino ed un Tenuta di Trinoro vendemmia 2011.
Montalcino sembra, dunque, essere stato onnipresente nella vacanza toscana della ex coppia presidenziale: dallo sport allo shopping e sulla tavola di Michelle e Barack Obama.

Frode: vini toscani (Brunello di Montalcino) contraffatti

Come si legge dalla velina dell’agenzia AdnKronos, la Guardia di Finanza di Siena ha scoperto una frode nel settore vitivinicolo: un produttore di vini è stato denunciato per contraffazione di marchi e di indicazioni geografiche e denominazioni di origine. Il produttore è accusato di aver contraffatto il marchio di varie tipologie di vino, tra cui Brunello di Montalcino, Chianti Riserva e Vernaccia di San Gimignano per migliaia di bottiglie. I finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Siena hanno scoperto una vera e propria frode nel settore vitivinicolo commessa da una azienda agricola con sede a Montepulciano. Le indagini svolte dalle Fiamme Gialle sono state coordinate dal sostituto procuratore Aldo Natalini ed hanno permesso di denunciare il titolare dell’azienda vinicola per contraffazione di marchi e di prodotti agroalimentari. Le indagini sono state avviate dopo che i finanzieri della tenenza della Guardia di Finanza di Poggibonsi avevano notato, nel corso di una verifica fiscale condotta nei confronti di un rivenditore di vini locale, delle anomalie sulle etichette apposte su alcune bottiglie di vino. I finanzieri hanno accertato anche una frode sulla qualità di vino commercializzato dall’azienda coinvolta nelle indagini. La frode ha riguardato la produzione e la commercializzazione di 15.000 bottiglie di vino falsamente etichettate con indicazione geografica e denominazione di origine non corrispondenti alla realtà. Nello specifico i finanzieri della tenenza della Guardia di Finanza di Poggibonsi, con la collaborazione di personale dell’Icqrf di Firenze, hanno accertato che era stata messa in vendita una partita di vino Chianti Docg 2014 con applicazione di false etichette Chianti Riserva Docg 2013 nonché una partita di vino falsamente etichettato come Igt Toscana 2014 e prodotto, invece, dalla miscelazione di un bianco da tavola e un anonimo rosso. Il produttore vitivinicolo infedele è stato denunciato all’autorità giudiziaria per i reati di contraffazione, alterazione o uso di marchi e contraffazione di indicazioni geografiche e denominazioni di origine di prodotti agroalimentari. Gli approfondimenti investigativi successivamente eseguiti hanno fatto emergere due distinte tipologie di frode: una riguardante la contraffazione, mediante utilizzo senza titolo, di uno storico marchio di una azienda vinicola di San Gimignano, registrato all’ufficio italiano marchi e brevetti, mentre l’altra è stata perpetrata attraverso la contraffazione delle certificazioni di origine qualitativa di prodotti vitivinicoli di eccellenza della provincia senese. La frode relativa al marchio è stata realizzata attraverso la produzione di una partita di 2.500 bottiglie di vino sulle quali era stata apposta una etichetta riportante un marchio di cui i produttori non erano proprietari e che, pertanto, veniva sfruttato per trarne profitto senza averne titolo. Durante le indagini i militari, oltre alle bottiglie sequestrate pronte per essere vendute, hanno rivenuto 51.000 etichette dello stesso tipo che verosimilmente sarebbero state utilizzate per il confezionamento di altrettante bottiglie di vino ed hanno accertato l’avvenuta commercializzazione di ulteriore 30.000 bottiglie di vino, già in precedenza prodotte e vendute. La contraffazione del marchio ha riguardato vari tipologie di vino, tra cui Brunello di Montalcino, Chianti Riserva e Vernaccia di San Gimignano. “L’operazione odierna – si legge in una nota della Gdf – si inserisce nella più ampia lotta che la Guardia di Finanza persegue contro la contraffazione, a garanzia della genuinità dei segni distintivi dei prodotti agroalimentari di eccellenza italiani, a tutela dei consumatori ed a sostegno delle aziende virtuose che rispettano le regole”.

Vacanze toscane a tutto sport per Obama: oggi in bici

Vacanze toscane a tutto sport per Barack Obama che, dopo aver solcato il green di Castiglion del Bosco, ieri, per questo assolato pomeriggio domenicale, ha scelto di uscire dal blindatissimo Borgo Finocchieto per trascorrere un paio d’ore in sella alla sua mountain bike.
Le strade bianche, quelle dell’Eroica, che raccontano un ciclismo d’altri tempi, la meta di questo pomeriggio dell’ex presidente americano che, scortato da personal trainer, bodyguard e auto della sicurezza, ha optato, da sportivo e amante della natura quale è, per una pedalata nelle splendide campagne tra Buonconvento e Montalcino.

Vino (Brunello) e cibo italiano per gli Obama

Un viaggio “fantastico” nel vino italiano, ripercorrendo attraverso 10 annate di bottiglie cult le tappe fondamentali e più importanti della vita insieme, personale e politica, dell’ex coppia presidenziale Usa: calice alla mano, secondo quanto riporta WineNews, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere, è questo il dream tasting “The Amazing Italian Wine Journey” regalato a Barack e Michelle Obama nel loro viaggio in Toscana, questa sera e nella cena offerta a Borgo Finocchieto a due passi da Montalcino a dai vigneti di Brunello, dai padroni di casa Linda Douglass e dall’ex Ambasciatore Usa in Italia John Phillips, per pochi ed intimi amici della coppia (12 commensali, tra cui Richard Parsons, uomo d’affari, ex consigliere economico del Presidente e produttore di Brunello a Il Palazzone, dal 2006) e preparata dallo chef italiano n. 1 al mondo Massimo Bottura, come anticipato nei giorni scorsi, nella quale i grandi vini non potevano certo mancare. Il “cerimoniere” è Filippo Bartolotta “The Grape Trotter”, giornalista, critico (con Diploma Wine and Spirit Education Trust of London), eclettico promotore de Le Baccanti – che organizza Luxury food & wine vacations and day tours per americani in Italia, e per italiani in Usa (con clienti d’eccezione come Dustin Hoffman e Emma Thompson) – e del “dream tasting” per gli Obama al quale lui stesso ha partecipato, conosciuto in una charity dinner in Usa organizzata da Alice Waters, vice presidente Slow Food, pioniera oltreoceano dell’educazione alimentare e ispiratrice del celeberrimo orto voluto da Michelle alla Casa Bianca. Le etichette? Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2005 e Apollonio Rosè 18 Fanali 2014, un Oddero Barolo 1961 ed un Col d’Orcia Brunello di Montalcino 1964 – anni di nascita, rispettivamente, di Barack e Michelle – e, a seguire, un Caprai Sagrantino di Montefalco 25 anni 2010 ed un Cecchi Coevo 2011 che hanno scandito un “Wine Journey”; per la cena, Gravner Ribolla 2008, Tasca d’Almerita Tascante Buonora 2016, Tenuta San Guido Sassicaia 2009 ed il Castello di Ama Chianti Classico Riserva 2008.
Come un sogno che diventa realtà – “dream” è una parola cara all’ex Presidente Usa, dalla campagna elettorale all’autobiografia “Dreams from My Father: A Story of Race and Inheritance” (1995) – il viaggio nel vino italiano degli Obama, ancora una volta e attraverso l’ex primo cittadino americano, testimonia l’intramontabile passione del popolo a stelle e strisce per il vino italiano ed i suoi territori, che da sempre vede le colline di Toscana come una meta dei desideri.
L’amore degli americani per i grandi vini italiani va oltre la bottiglia (il made in Italy agroalimentare negli Stati Uniti ha raggiunto nel 2016 il record storico di 3,8 miliardi di euro, cresciuto del +78% negli otto anni dell’amministrazione Obama, con il vino a tirare la volata), e affonda le sue radici nella storia, le cui vicende, da una parte all’altra dell’Oceano continuano ad intrecciarsi, da quando secoli fa Philip Mazzei, antenato di quella che sarebbe diventata una delle famiglie più importanti proprio del vino toscano, amico del “predecessore” di Obama, Thomas Jefferson, arrivò in Virginia e piantò le prime viti europee in Usa, ai nuovi imprenditori appassionati, molti vip, che, da ogni settore, ancora oggi scelgono di investire sogni e finanze tra i vigneti di Toscana per produrre il loro vino. E tra un impegno e l’altro, visite, incontri e conferenze attorno al cibo e alla Obama Foundation, anche Barack e Michelle Obama hanno scelto di ritagliarsi una vacanza di privacy e relax a Borgo Finocchieto, la residenza di lusso di Phillips, che per loro ha organizzato la cena con Bottura, confermando la passione per il Belpaese tante volte passata per la tavola sotto l’Amministrazione Obama, “salutisticamente” rivoluzionaria in tema di cibo.
Anche la storia personale e politica della ex coppia presidenziale americana non poteva che esser ripercorsa attraverso il vino, grazie ad un viaggio pensato per gli Obama e i loro ospiti commensali, suddiviso tra l’aperitivo e la cena, tra una portata e l’altra del celebre chef tre stelle Michelin dell’Osteria Francescana di Modena, in “un menu molto italiano – ha detto Bottura – con le 5 stagionature del Parmigiano mio piatto celebre. Poi la Chianina. Il tortellino, ma come dolce. E per dessert, una creazione leggera a base di fiori”. Il tutto sullo sfondo della campagna toscana e dei vigneti di Montalcino, dove Michelle ha trascorso qualche ora tra un gelato, shopping e un tour dei luoghi storici della città, dalla Piazza principale alla Fortezza.

Michelle Obama a Montalcino tra shopping e cultura

Mentre il marito si dilettava, insieme all’amico Richard Parsons, nel 18 buche di Castiglion del Bosco, Michelle Obama ha optato, insieme alla famiglia, per un giro turistico nel centro storico di Montalcino.
Guardie del corpo e forze dell’ordine hanno scortato la ex first lady americana prima a gustare un ottimo gelato artigianale (i gusti scelti sono stati prima cioccolato, poi cocco) nella gelateria artigianale Why Not in Costa Garibaldi, poi in Piazza del Popolo dove Michelle e la sua famiglia hanno fatto incursione nel negozio Montalcino 564 dove la signora Obama ha misurato un panama e acquistato delle stole in lino e seta.
Il tour non poteva che concludersi nella Fortezza trecentesca di Montalcino dove Michelle, affacciandosi alla terrazza del giardino interno della rocca, ha ammirato e fotografato le campagne del territorio.
Una sorridente e festosa Michelle, si è diretta poi all’uscita salutando calorosamente la folla di giornalisti, abitanti e turisti accorsi ad omaggiarla, concedendo, prima di salire in auto, un selfie a due bambine emozionatissime.

Obama e Parsons giocano a golf a Castiglion del Bosco

Barack Obama, come prima uscita ufficiale delle sue vacanze in Toscana, ha scelto il territorio di Montalcino. Dopo l’arrivo blindato, ieri, a Borgo Finocchieto, insieme a Richard Parsons – ex consigliere economico e proprietario a Montalcino della cantina Il Palazzone, arrivato a sorpresa insieme alla coppia e, per questo, costretto a controlli serrati da parte delle forze dell’ordine – una cena nel resort durante la quale la ex coppia presidenziale ed il suo entourage ha sorseggiato l’ottimo Brunello della cantina dell’amico, in queste ore, Obama sta solcando i prati del campo da golf di Castiglion del Bosco per una partita tra amici. Avvistati, nello splendido 18 buche circondato da boschi e dai vigneti di Brunello, Obama si sta rilassando, insieme a Parsons in una partita sotto il sole di Montalcino. Splendida tenuta, quella di Castiglion del Bosco, resort situato a Montalcino, fondato da Massimo e Chiara Ferragamo nel 2003 e, dal gennaio 2015, all’interno della prestigiosa collezione Rosewood Hotels&Resorts, dove Paul McCartney scelse di festeggiare, nel 2012, i suoi settant’anni farà da cornice, nelle prossime ore alla partita dell’ex presidente americano. È quindi poco probabile che, dopo la giornata sui campi da golf, che Obama scelga di visitare la città. Stando alla stretta amicizia che unisce l’ex presidente e Parsons, giunto in Toscana insieme alla coppia, è logico pensare che sarà tra i pochi eletti ammessi alla tavola dove verrà servita una cena gourmet preparata dallo chef tristellato Massimo Bottura.

Il Consorzio del Brunello lancia la nuova App

Presentata in occasione dei 50 anni del Consorzio nell’incontro con il fondatore di “Vivino” Heini Zachariassen, la App fornisce informazioni dettagliate sulle aziende vinicole, i vigneti, le tipologie di vini prodotti e altre informazioni utili a scoprire questa zona del centro Italia.
L’applicazione “Brunello”, voluta dal Consorzio per fornire ad appassionati, curiosi e turisti un nuovo strumento per scoprire il territorio di Montalcino è scaricabile gratuitamente dalla homepage del sito del Consorzio www.consorziobrunellodimontalcino.it e dagli store Apple ed Android.
“Con il nostro impegno a sostegno di questo progetto – commenta il Presidente del Consorzio Patrizio Cencioni – il Consorzio conferma il proprio impegno a supportare, valorizzare e incentivare lo sviluppo turistico di Montalcino. Il Brunello è un volano fondamentale per spingere questo territorio verso una continua crescita in termini turistici e i numeri degli ultimi anni dimostrano che siamo sulla strada giusta”.
Solo nel 2016 il flusso turistico a Montalcino ha infatti registrato +20% di presenze, passando dal milione dell’anno scorso ai 1.200.000 di persone di quest’anno, mentre i pernottamenti sono stati oltre 135.000.
“La digitalizzazione del territorio – spiega Marco Antoni della società Copernico che ha realizzato la App – è la nuova frontiera su cui si stanno spostando gli orizzonti della promozione turistica, ma anche della gestione aziendale attraverso le nuove piattaforme di Smart Specialisation e di High-tech farming”.
L’app “Brunello” ha molteplici potenzialità di sviluppo. A breve sarà integrata con informazioni che implementano il livello di conoscenza delle aziende del territorio e con dati e cartografie sull’aspetto turistico della zona, itinerari naturalistici, circuiti enogastronomici e l’offerta culturale.