Cittadinanza onoraria a James Suckling

James Suckling, uno dei critici enologici più autorevoli al mondo, riceverà la cittadinanza onoraria di Montalcino. Oggi il Consiglio Comunale delibera la concessione dell’onorificenza, che avverrà durante una seduta aperta al pubblico, probabilmente il 20 gennaio, prima della partenza per “Benvenuto Brunello Usa”. La cittadinanza onoraria può essere proposta dal Consiglio Comunale, da (almeno) il 15% della popolazione o dal sindaco in persona, come in questo caso. “La valorizzazione del distretto rurale e della viticoltura sono nostri elementi statutari – spiega Silvio Franceschelli -. È dal 1985 che Suckling divulga il nome di Montalcino nel mondo, non è una cosa estemporanea. È sempre stato legato al nostro territorio. Naturalmente siamo aperti a valutare altre proposte”.

Con Casanova di Neri il Brunello di Montalcino per la prima volta nella Power 100 di Liv-Ex

Per la prima volta nella storia il Brunello di Montalcino entra nella Power 100 di Liv-Ex, la classifica dei grandi marchi di vino nel mondo realizzata dal benchmark del mercato secondario dei fine wine e dal magazine britannico “The Drinks Business”. Il prestigioso traguardo è raggiunto da Casanova di Neri, che chiude così un 2017 da sogno dopo anche il quarto posto nella Top 100 dei migliori vini in assoluto di Wine Spectator. Come riporta il sito specializzato Winenews, la vera star è la Borgogna, che nel 2017 ha mosso, in valore, il 12% del mercato (dal 7,7% del 2016), guidata dalla crescita della domanda sul mercato asiatico, con ben 22 brand tra i primi 50 ed il Romanée-Conti alla posizione n. 4, dietro ai “soliti” tre di Bordeaux: nell’ordine Lafite Rothschild, Margaux e Mouton Rothschild, mentre perdono terreno Haut Brion (dalla posizione n. 4 alla n. 9) e Latour (dalla 5 alla 12), così come perde l’intera Regione, che nel 2017 ha pesato appena per il 68,6% del valore totale delle transazioni, il valore più basso mai toccato (nel 2010 Bordeaux rappresentava il 95,8% del mercato, un anno fa il 74,6%). L’Italia, nel complesso, chiude un anno decisamente positivo, con una quota di mercato, in valore, del 6,3%, dal 5,6% di un anno fa, ma ancora lontana dal 7,1% del 2015. La performance quantitativa del Sassicaia non gli vale la posizione più alta tra le griffe tricolore, dove è invece il Masseto a spiccare, alla n. 20 (dalla 51 del 2016), grazie principalmente ad un prezzo medio altissimo, 5.136 sterline a cassa, il decimo più caro in classifica, una quotazione cresciuta del 23,36% sul 2016. Il Sassicaia, invece, sale fino alla posizione n. 33 (dalla 55 dello scorso anno), frenato proprio dal punto di forza del Masseto, il prezzo, 692 sterline a cassa, che ne fanno il secondo miglior vino al mondo per rapporto qualità/prezzo, il che spiega benissimo il volume di bottiglie mosse negli ultimi 12 mesi. Nella seconda metà della classifica, invece, arrivano i primi passi indietro per i brand italiani. Gaja, ad esempio, si deve accontentare della posizione n. 56 (dalla 47esima di un anno fa), mentre il Solaia, al contrario, sale dalle n. 86 alla n. 80. Perdono qualche posizione anche l’Ornellaia, che passa dalla 73 alla 86 e, in misura minore, il Tignanello, dalla n. 84 alla n. 88. Il vero crollo è quello dell’altro piemontese in classifica, Giacomo Conterno, che passa dalla n. 59 del 2016, quando fece un salto enorme, alla n. 96, quasi affiancato dall’unica new entry del Belpaese e dall’unica griffe del Brunello presente in classifica, Casanova di Neri. Escono dai primi 100 sia Bruno Giacosa, un anno fa alla posizione n. 87, come new entry, e Petrolo, nel 2016 alla n. 91.

Il Brunello e il Rosso di Montalcino nella cucina di MasterChef Italia

Non è un premio, ma è comunque una bella soddisfazione oltre ad una grande vetrina mediatica per tutto il territorio. I vini di due aziende di Montalcino, Altesino e Caparzo, sono entrati nella cucina di MasterChef, lo show culinario di Sky più seguito d’Italia giunto alla sua settima edizione e partito proprio ieri sera con la prima puntata.

Altesino e Caparzo accompagneranno insieme a Borgo Scopeto (Castelnuovo Berardenga) i concorrenti di Masterchef Italia e forniranno alcune delle loro etichette più prestigiose: Altesino Brunello di Montalcino, Altesino Rosso di Montalcino, Caparzo Rosso di Montalcino e Caparzo Brunello di Montalcino. La partnership, inoltre, riconoscerà loro un ruolo leader all’interno del programma seguito da milioni e milioni di telespettatori.

Al centro di Masterchef, da quest’anno nel Guiness World Records come format TV culinario più di successo al mondo (adattato in ben 52 paesi diversi), c’è la giuria composta da Joe Bastianich, Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Antonia Klugmann, che ha preso il posto di Carlo Cracco, salutato con un funerale con tanto di bara, corona di fiori e lumini all’inizio della prima puntata.

A Castelgiocondo c’è un museo da non perdere: e il vino incontra il mondo dell’arte

Oltre alle botti, alle vigne e a quel panorama da cartolina, a Castelgiocondo c’è molto di più. Perché è possibile fare visita a un vero e proprio museo permanente che va a impreziosire ulteriormente la cantina e il castello. Un’idea per certi versi innovativa che lega il mondo del vino con quello dell’arte e che ha il merito di incrementare in modo positivo ed emozionale l’esperienza di un visitatore in cantina. Anche quest’anno, inoltre, si rinnova l’iniziativa Artisti per Frescobaldi con alcune importanti novità. “Si tratta – spiega Tiziana Frescobaldi – di un progetto nato quattro anni fa che si lega a una tradizione della famiglia collegata al mecenatismo e alla committenza. Ci sarà un premio consegnato all’artista mentre in precedenza c’è stata una selezione molto accurata per i partecipanti. Abbiamo voluto fortemente questo premio per valorizzare l’arte contemporanea e al tempo stesso invitando gli artisti stessi qui a Castelgiocondo per avere un’idea, una percezione di quella che loro hanno per questo luogo così forte e connotato. L’artista che vincerà sarà selezionato dalla giuria formata da tre direttori di museo internazionali”. Ma preferiamo non svelare altro e far parlare le immagini. Nel video troverete alcune collezioni che è possibile visitare e tutte le spiegazioni necessarie per entrare dentro a questo mondo artistico. Buon viaggio!

Benvenuto Brunello, i biglietti sono online. La novità di quest’anno sono i seminari

Per il secondo anno consecutivo Benvenuto Brunello, l’anteprima del grande rosso toscano che si svolgerà a febbraio 2018 a Montalcino e che giunge alla 26° edizione, apre le porte al pubblico. Da oggi sul sito del Consorzio http://www.consorziobrunellodimontalcino.it/ sono infatti disponibili per i wine lovers i biglietti al costo di 40,00 Euro per l’accesso nelle giornate di sabato 17, domenica 18 e lunedì 19 febbraio. Confermata la collaborazione con Vivaticket per i servizi di accredito e prevendita. Nella suggestiva cornice del Complesso di Sant’Agostino si potranno degustare il Brunello di Montalcino 2013, la Riserva 2012, il Rosso di Montalcino 2016, Moscadello e Sant’Antimo. Nel febbraio scorso, accanto agli oltre 250 giornalisti provenienti da tutto il mondo e ai molti operatori, si sono accreditati migliaia di appassionati, riscontrando la soddisfazione dei produttori.

La prossima edizione sarà caratterizzata anche da un’importante novità: parallelamente al programma di degustazioni, il calendario si arricchisce di numerosi seminari. Si comincia domenica 18 alle ore 11 con l’evento dal titolo “Territorio, eccellenza, unicità: Brunello e tartufo, incontro emozionante” (costo 50,00 Euro), per proseguire alle ore 14.30 con il seminario “Quel si divino e leggiadretto”: Moscadello, il più antico dei moderni” (costo 20,00 Euro). Lunedì 19 febbraio alle ore 11 sarà invece la volta del Rosso di Montalcino con l’incontro “Rosso di Montalcino: un vino che non teme il tempo” (costo 50,00 Euro), mentre alle 14.30 l’appuntamento è con “La sfida intrigante alla cieca: Brunello giovane vs Rosso vecchio” (costo 30,00 Euro). Tutti i seminari sono accessibili al pubblico dotati di biglietto d’ingresso alla manifestazione.

La panoramica di Vinarius sul mercato delle enoteche italiane. Brunello a +7%

A pochi giorni dal Natale, Vinarius, l’associazione delle enoteche italiane che conta un centinaio di locali sul territorio nazionale e una decina in tutto il mondo, fornisce una panoramica sulla situazione di mercato relativo alle enoteche associate che costituiscono nei vari territori un punto di osservazione privilegiato e che rilevano nel complesso un aumento degli incassi tra il 10% e il 20% rispetto alla corrispondente campagna natalizia del 2016.

“Come sempre la tipologia più venduta è quella dei vini spumanti – commenta Andrea Terraneo, presidente di Vinarius – dove registriamo un’ascesa dello Champagne (+18%), dei metodi classici italiani, in primis Trentodoc e Franciacorta (+8%). Per i vini fermi le denominazioni più richieste sono Barolo (+12%), Brunello di Montalcino (+7%), Amarone (+3%). Si nota invece una modesta flessione per Barbaresco (-5%), Taurasi (-8%) e Chianti Classico (-2%). Ma al di là delle denominazioni annotiamo una crescita dei vini cosiddetti “naturali”. In questo caso è difficile stabilire percentuali precise ma sembrerebbe di poter dire che la richiesta, interesse o curiosità, per questa categoria di vini potrebbe essere del doppio rispetto allo scorso anno”.

Per quanto il core business delle enoteche sia il vino, tutte le enoteche Vinarius hanno anche una selezione molto accurata di distillati, liquori ed affini. A questo riguardo il presidente di Vinarius afferma che “dopo anni di cali costanti va registrata una vera inversione di tendenza che ha riportato interesse per questa tipologia. Il traino è ovviamente il gin, che sta conoscendo un exploit formidabile da almeno tre anni e che ancora non si ferma grazie anche al fiorire di una gamma molto ampia e alla riscoperta del bere miscelato che traina anche distillati tipicamente utilizzati per i cocktails come cachaça, tequila, vodka, vermouth e akvavit. Fra i distillati è sempre molto in voga il rhum e sta conoscendo una nuova stagione di successo il whisky, in particolare nella versione single malt”. A riguardo dei distillati, quello che rimarca l’osservatorio Vinarius è una frequente tendenza del consumatore verso la ricerca del prodotto speciale di alta qualità e di prezzo sostenuto. In generale, quindi, lo scenario delineato in occasione del Natale da Vinarius sembra essere positivo e con risultati soddisfacenti sia nell’ambito dei vini sia in quello dei distillati.

La perfezione? Non esiste. Ma, nella classifica dei migliori vini di “wine lister”, le etichette italiane ci vanno vicine

La perfezione? Non esiste. Ma ci si può avvicinare, specie se si parla di vino. Basta, se così si può dire, eccellere nelle nove categorie che, insieme, concorrono al punteggio finale di “Wine Lister”, l’indice sintetico che mette in fila i migliori vini del mondo, analizzati per “Qualità”, “Brand” e “Fattori economici” (www.wine-lister.com). Fattori mutevoli e migliorabili, con le dinamiche di prezzo e la reperibilità di una bottiglia che possono cambiare da un mese all’altro, diverso l’aspetto qualitativo, perché i punteggi su un’annata restano tali, ma tant’è, nella classifica delle migliori etichette del Belpaese di questa fine del 2017 ci sono novità e passi in avanti, ma a primeggiare è il Barolo, che fa meglio dei Super Tuscan e del Brunello.

Al top, con ben 979 punti, il Giacomo Conterno Barolo Monfortino Riserva, ma la griffe di Langa si prende anche la seconda posizione, con il Giacomo Conterno Barolo Cascina Francia (962 punti), davanti al Masseto, tra i protagonisti italiani delle aste internazionali, con 956 punti. Alla posizione n. 4 il primo vino di Montalcino, il Soldera Case Basse Sangiovese (954 punti), seguito ad una sola lunghezza dal Montervertine Le Pergole Torte (953 punti), mentre alla n. 6 si torna in Langa, con il Bartolo Mascarello Barolo, ex aequo con il Sassicaia a 951 punti. Alla posizione n. 8, con 950 punti, il Azienda Agricola Falletto (Bruno Giacosa) Barolo Rocche Falletto Riserva, mentre il Solaia, alla posizione n. 9, si ferma a 948, con il Gaja Langhe Nebbiolo Sperss a chiudere la top 10 con 944 punti.

Vale la pena, però, allargare l’orizzonte alle prime 20 posizioni. Alla n. 11, infatti, ancora Gaja, con il Langhe Nebbiolo Sorì San Lorenzo (940 punti), seguito dall’Ornellaia alla n. 12 (936 punti), con il Tignanello alla n. 13 a quota 934 punti, a pari merito con il Giuseppe Rinaldi Barolo Brunate Le Coste. Alla posizione n. 15 il Gaja Langhe Nebbiolo Sorì Tildìn, staccato a 923 punti, come il Giuseppe Mascarello e Figlio Barolo Monprivato ed il Luciano Sandrone Barolo Cannubi Boschis. Alla n. 18 il Biondi Santi Tenuta Greppo Brunello di Montalcino Riserva, con 922 punti, seguito dal Giuseppe Quintarelli Amarone della Valpolicella (918 punti), e Luciano Sandrone Barolo Le Vigne (910 punti) a chiudere la top 20.

Il Brunello nelle classifiche di fine anno di Wine-Searcher analizzate da WineNews

Fine anno, è tempo di classifiche. E il sito Winenews.it è andato a vedere quali sono i vini italiani più popolari, quelli più costosi, quelli migliori per giudizio della critica e quelli dal miglior rapporto qualità prezzo nel database di Wine-Searcher (www.wine-searcher.com, aggiornato a dicembre 2017), tra i principali motori di ricerca di vini e quotazioni, che ogni giorno processa oltre 1 milione di ricerche. Grandi nomi del vino italiano, dove non poteva mancare il Brunello di Montalcino, che non a caso sono poi quelli che dominano nelle aste e che, pur appannaggio di pochi, sia per quotazione che per volumi di produzione, contribuiscono in maniera decisiva a tenere alta l’immagine del Belpaese enoico.

In testa alla classifica dei “Most popular”, basata sulla frequenza di ricerca, il n. 1 degli italiani (e n. 10 a livello della lista “mondiale”, dominata dai francesi), è il Sassicaia della Tenuta San Guido, seguito dal Tignanello di Antinori e dal Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno. Nella “top 10” italiana, al nono e al decimo posto, compaiono il Brunello di Montalcino della Tenuta Greppo di Biondi Santi ed il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova di Casanova di Neri.

Guardando al prezzo medio a bottiglia, termometro importante per il mercato del vino, il n. 1 assoluto è il Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno, con quotazioni di 860 euro a bottiglia in media, seguito dal Barolo Falletto Riserva di Bruno Giacosa, a 703 euro. Sul podio anche il Masseto, con 613 euro a bottiglia. A seguire, il Brunello di Montalcino Riserva della Tenuta Greppo di Biondi Santi con 479 euro, davanti al Brunello di Montalcino Riserva di Case Basse di Gianfranco Soldera a 461.

Diversissima, ovviamente, la classifica dei “Best Value”, che mette in fila i vini con il miglior rapporto tra punteggio della critica e prezzo. Al top viene il Brunello di Montalcino Pianrosso 2012 di Ciacci Piccolomini d’Aragona (94 punti, per un costo medio a bottiglia di 55 euro), seguito dal Duemani 2012 di Duemani (95 punti e 89 euro), e dal Giusto di Notri 2010 di Tua Rita (94 punti e 57 euro). Ai piedi del podio la Barbera d’Asti La Villa 2015 di Tenuta Olim Bauda (92 punti e 14 euro), seguita dal Barolo Bricco di Pernice 2010 di Elvio Cogno (94 punti e 63 euro), dal Sammarco 2007 di Castello dei Rampolla (94 punti e 66 euro), dal Galatrona 2007 di Petrolo (95 punti e 100 euro a bottiglia in media), dal Vigna di Alceo 2007 ancora di Castello dei Rampolla (95 punti e 107 euro), dal Saffredi 2015 di Fattoria Le Pupille (94 punti per 67 euro), e di nuovo dal Brunello di Montalcino Pianrosso di Ciacci Piccolomini d’Aragona 2010 (94 punti per 68 euro).

Nessun Brunello invece nella classifica dei “Best”, ovvero dei vini con il miglior punteggio dalla critica internazionale, che Wine-Searcher ottiene mettendo insieme quelli di testate come “The Wine Advocate” (Monica Larner per l’Italia), “Wine Spectator” e “The Wine Enthusiast” (con la italian editor Kerin O’Keefe), e di Antonio Galloni e Jancis Robinson, tra gli altri. Qui, a pari merito con 95 punti, vengono nell’ordine il Masseto, il Sorì San Lorenzo di Gaja, il Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno, ed il Barolo Le Rocche del Falletto di Bruno Giacosa. Con 94 punti, seguono il Villa d’Alceo di Castello dei Rampolla, il Sorì Tildin di Gaja, il Solaia di Antinori, il Barolo Romirasco Bussia di Aldo Conterno, lo Sperss di Gaja e l’Ornellaia.

A marzo la prima Winter School Sanguis Jovis, progetto della Fondazione Banfi

La Fondazione Banfi sta ultimando i lavori per la prima edizione della Winter School Sanguis Jovis, che si terrà a Montalcino dal 14 al 16 marzo ad OCRA, l’Officina Creativa dell’Abitare che si trova nel cuore della città del Brunello. La formula ripercorrerà quella della Summer School ma orientata questa volta al marketing e alla comunicazione. Il tema sarà infatti “Lo Storytelling del Sangiovese nell’era digitale”. Previsti tre giorni di lezioni full immersion, dalle ore 9 alle ore 18, aperte a venti candidati, dieci nella categoria Student (ovvero laureati ma non ancora occupati) e altrettanti nella categoria Professional. “Sanguis Jovis – Alta Scuola del Sangiovese, Centro Studi permanente sul Sangiovese”, si pone l’obiettivo di fare ricerca, diffondere la conoscenza e di formare i tecnici del vino. “Una delle caratteristiche principali dei mercati del vino contemporanei – spiegano gli organizzatori – è l’elevato contributo di valore riconosciuto alla componente intangibile della bottiglia. Il corso intende far conoscere ai partecipanti su quali variabili di gestione aziendale esso impatti e fornire loro le competenze necessarie per la sua generazione, in particolare nell’ambiente digitale social e con riferimento alle produzioni del Sangiovese”. Previste dieci borse di studio del valore di 450 euro ciascuna, offerte dai patner di Sanguis Jovis.

“I grandi toscani del 1998. Supertuscan Vs. Brunello” in un confronto-degustazione in Puglia

Sono tante le iniziative legate al mondo del vino in giro per il Belpaese. A Roma riparte l’Aperitivo a Bibendamania, l’appuntamento cult per gli appassionati del vino della Capitale in calendario dal lunedì al sabato, nello showroom della Fondazione Italiana Sommelier al Rome Cavalieri, dove sarà possibile degustare un calice di vino o acquistare un’importante bottiglia dalla cantina a voi dedicata. Dalla Capitale alla Puglia con Montalcino in prima linea con “I grandi toscani del 1998. Supertuscan Vs. Brunello” dove dalla nostra regione saranno protagoniste, in un confronto-degustazione stasera ore 20.30 a La Locanda di Beatrice a Corato (Bari) con la Fondazione Italiana Sommelier Puglia, le visioni enoiche e gli stili produttivi di celeberrime e nobili famiglie toscane, quali Antinori, Incisa della Rocchetta e Biondi Santi, per tre grandi territori raccontati, Chianti Classico, Bolgheri e Montalcino, espressioni di quattro Supertuscans e di due Brunello: Tignanello, Solaia e Guado al Tasso di Antinori, il Sassicaia della Tenuta San Guido, Pian delle Vigne di Antinori e Biondi Santi-Tenuta Greppo. La degustazione e la successiva esperienza sensoriale dedicata agli abbinamenti con il cibo sarà guidata da Daniela Scrobogna, responsabile della Didattica Nazionale di Fondazione Italiana Sommelier.