Il bilancio finale di Vinitaly 2018

4.380 aziende espositrici (130 in più rispetto al 2017) provenienti da 36 paesi e 128.000 visitatori da 143 nazioni. Numeri significativi che certificano il bilancio dell’edizione n. 53 di Vinitaly, la manifestazione enoica più importante in Italia. I produttori di Montalcino sono stati protagonisti sin dalla prestigiosa anteprima di Vinitaly, Opera Wine, con nove etichette del nostro territorio rappresentate (a cui vanno aggiunti altri otto in veste di produttori) nella rosa dei 107 “Greatest Italian Producers”. Nei quattro giorni di Vinitaly, a Verona Fiere, ben 65 aziende hanno animato il grande padiglione del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino mentre altre 71 sono state presenti con uno stand in proprio. “Il Vinitaly è cresciuto in termini di qualità, con maggiore attenzione agli ingressi. Noi come Consorzio abbiamo lavorato bene fin dalla domenica, che normalmente non era un giorno top”. Così Patrizio Cencioni, presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, ha commentato i quattro giorni di Vinitaly, dove numerosi visitatori, tra buyer e winelovers, hanno affollato gli spazi dedicati al Brunello. Tanta la curiosità manifestata per scoprire le nuove annate e le caratteristiche di un vino che continua ad avere un rapporto speciale con i consumatori. Il Brunello è il Brunello, aspetto sottolineato da più di una persona, un vino che ha una sua storia consolidata e un mercato ben definito. E che, allo stesso tempo, non ha paura di affrontare un mercato in evoluzione dove nuovi Paesi, soprattutto in Oriente, si stanno affacciando con poca timidezza. Tra le sfide del futuro c’è quella di continuare a comunicare un prodotto che va oltre il contenuto della bottiglia, ma anche tutta la filosofia che c’è dietro. A Vinitaly ci sono state anche alcune iniziative speciali che si sono trasformate in veri e propri eventi: Banfi ha svelato le novità di Sanguis Jovis e nella giornata di martedì ha omaggiato con una cerimonia toccante Rudy Buratti attraverso i suoi vini del cuore. Oppure la degustazione, in collaborazione con Doctor Wine, di sei etichette del nostro territorio e quella della  Fondazione Italiana Sommelier negli spazi del Mipaaf con il Brunello di Montalcino de Il Poggione. Giorni di lavoro, ma anche di soddisfazione, per un Vinitaly 2018 che ha rispettato le aspettative. Guarda il video:

Operatori, buyers e giornalisti: le degustazioni del Consorzio del Brunello a Vinitaly

“Siamo soddisfatti, la 2013 è una buona annata. La qualità è alta come del resto ci aspettavamo perché ormai è da tanto tempo che frequentiamo il Consorzio del Brunello”. “Abbiamo trovato alcuni vini interessanti, veniamo tutti gli anni al Vinitaly”. “Il Brunello è un vino che puoi mettere in cantina, scordartelo e ricordartelo per una serata particolare”. Sono solo alcuni dei commenti di giornalisti del settore, operatori e buyers provenienti da tutto il mondo che hanno visitato lo stand del Consorzio del Brunello durante Vinitaly, approfittando per degustare le nuove annate (Brunello 2013, Brunello Riserva 2012).

Guarda il video:

I vini del cuore e un omaggio toccante. Banfi ricorda Rudy Buratti a Vinitaly

Una giornata che ha commosso i presenti ma che, allo stesso tempo, ha saputo guardare al futuro con fiducia e ottimismo. Perché quello che di grande è stato fatto in passato continuerà a vivere. Oggi a Vinitaly, Banfi ha ricordato Rudy Buratti, l’indimenticato enologo scomparso, troppo presto, lo scorso gennaio. Per l’iniziativa “I 3 vini del cuore di Rudy Buratti” hanno fatto sentire in tanti la loro presenza tra quelli che hanno lavorato a fianco di questa persona che è rimasta nel cuore di Montalcino e non solo. Il ricordo è stato toccante e puro. Ha parlato Enrico Viglierchio, direttore generale di Banfi, Marica Mencarelli, Gabriele Pazzaglia e Matteo Bagnoli, ovvero il giovane team che ha reso omaggio al maestro attraverso i suoi vini: Mencarelli ha presentato l’Excelsus 2014, Pazzaglia il Brunello di Montalcino Poggio alle Mura Riserva 2007 e Bagnoli il Florus 2014. Una giornata dove il cuore e i sentimenti hanno guardato verso il cielo. Rudy ne sarà orgoglioso. (Montalcinonews).

I produttori di Montalcino parlano del mercato a Vinitaly 2018 (Video!)

Cosa ne pensano i produttori di Montalcino del mercato attuale? Cosa deve fare la città per mantenere un ruolo di primo piano nel mondo del vino? E i nuovi mercati, in primis quello della Cina e dell’Oriente, che valore possono avere per il nostro territorio? Di questo (e molto altro), abbiamo parlato a Vinitaly con i produttori di Brunello che hanno fatto il punto della situazione sullo scenario nazionale e internazionale…

Guarda il video!

Che musica al Vinitaly! E il Brunello di Montalcino è come una sinfonia di Mozart

Il Tignanello? Come La Traviata di Verdi. L’Amarone? Jazz come Miles Davis. Brunello? Una sinfonia di Mozart: sono solo alcuni degli “abbinamenti” tra alcuni dei più celebri vini italiani, scrive il sito Winenews.it,  e le note di uno dei più apprezzati complessi del mondo, l’Ensemble Strumentale Scaligero composto dai principali solisti dell’Orchestra della Scala, nel concerto per il Comitato Grandi Cru d’Italia che è andato in scena al Teatro Nuovo a Verona, nei giorni di Vinitaly. E che ha una nuova presidente: Valentina Argiolas, alla guida della cantina di famiglia Argiolas. L’occasione è la presentazione del volume “WineMusic” con uno scrittore, esperto di vini, Cesare Pillon, e un critico musicale, Luca Zaramella di Radio Classica, hanno abbinato ogni vino dei Grandi Cru con un brano musicale dei più grandi compositori del mondo. In un teatro che è un piccolo gioiello in stile Scala, i quattordici Solisti suoneranno musiche di Rossini, Mozart e Verdi, ma anche di compositori moderni come Bernstein e Piazzolla. “Siamo felici di aver dato un contributo culturale così importante al Vinitaly, proprio nel momento in cui il più grande evento vinicolo al mondo allarga i suoi confini” spiega Paolo Panerai, vice presidente del Comitato.

Aspettando “Brunello Library”…I produttori di Montalcino scommettono su Taiwan

Una bella foto, dove molti produttori del Brunello di Montalcino mettono in mostra il sorriso dei giorni migliori (e anche qualche pregiata bottiglia…). Il tutto per il progetto “Brunello  Library” curato da Xiaowen Huang, una pubblicazione che uscirà a giugno e che servirà a fare un quadro generale delle aziende produttrici di Brunello per il mercato di Taiwan che, oltre ad essere in forte crescita, ha già dimostrato un certo interesse per il prodotto principe del nostro territorio. Montalcino e il Brunello ancora una volta…ci sono!

“Montalcino è molto di più, dietro alla bottiglia c’è una storia incredibile”

“Montalcino è molto di più, perché dietro alla bottiglia c’è una storia incredibile. E raccontare il nostro passato può essere il nostro futuro”. Questo è uno dei tanti commenti dei produttori del territorio pronunciati dalle eleganti postazioni inglobate nel grande stand del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino. Il mercato è sempre più ricco di concorrenti, il “vino buono”, anche nel Belpaese, ormai si fa ovunque, sottolineano in più di una persona. E questo è un bene, per l’Italia soprattutto, ma anche perché la competizione fa aumentare la qualità. Montalcino però continua a rimanere al vertice. Lo fa perché non ha bisogno di guardare alla quantità ma solo e soltanto alla qualità. E la posizione geografica, il background dei produttori, le antiche tradizioni portate avanti dalle nuove generazioni continuano a rendere questa storia unica. In questi giorni al Vinitaly tanti wine-lovers hanno affollato i “corner” dei produttori di Brunello di Montalcino. Fa piacere notare come molti giovani si avvicinino al nostro vino con competenza, spesso già molto informati su quello che stanno per assaggiare. Il Brunello continua a ricoprire con fierezza un ruolo di vertice. E questo nonostante i tempi cambino velocemente… Vi aspettiamo al Vinitaly, non siete ancora venuti a trovarci?

A Vinitaly 2018 la Fondazione Banfi presenta la seconda edizione di Sanguis Jovis

La Fondazione Banfi ha presentato a Vinitaly, in una sala molto affollata, “I nuovi progetti Sanguis Jovis Alta Scuola del Sangiovese”. Un anno fa, sempre davanti alla platea della manifestazione del mondo del vino più importante in Italia, fu illustrata la nascita dell’iniziativa dedicata a uno dei vitigni più pregiati. Ieri Fondazione Banfi ha fatto il punto della situazione, esprimendo soddisfazione per quanto fatto negli ultimi dodici mesi. Ma allo stesso tempo ha rilanciato sui nuovi progetti. Il presidente della Fondazione Banfi Rodolfo Maralli ha sottolineato come presto “Sanguis  Jovis” potrà allargare i propri confini mirando ancora più in alto ma restando fedele ai tre perni su cui l’idea si è fondata: formazione, comunicazione e ricerca scientifica. Il professore Attilio Scienza, presidente di Sanguis Jovis, ha rimarcato come “in questo anno abbiamo fatto tantissime cose, la Summer e la Winter School sono due risultati importanti anche per la comunità di Montalcino e i suoi produttori. Il Sangiovese è un vitigno misterioso: non vogliamo svelare i suoi segreti ma soltanto che dia il meglio di sé. Adesso cercheremo di capire in che modo i territori del Sangiovese stanno subendo i danni del cambiamento climatico. Partiremo dalle radici per scoprire come una pianta può adattarsi”. Non a caso il tema della prossima Summer School è “Quale sarà il Sangiovese del futuro” in programma dal 10 al 14 settembre 2018 a Montalcino. Alberto Mattiacci, direttore scientifico di Sanguis Jovis precisa come “questo progetto nasca ambizioso, ha un’ariosità importante. Vogliamo formare nuove professionalità mondo del vino. Tra le prossime iniziative in cantiere ci sono i Montalcino Colloquial, i quaderni che raccolgano i contributi sullo storytelling”. (Fonte Montalcinonews).

Guarda il video:

Vinitaly, il primo giorno nello stand del Consorzio del Brunello

Prima giornata di Vinitaly con i produttori di Montalcino che si sono messi subito all’opera per far conoscere il loro mondo e quello che c’è dietro al Brunello di Montalcino, un vino che continua ad affascinare e a raccogliere consensi tra i wine-lovers e gli addetti ai lavori. Un pubblico di tutte le età si è “affacciato” nei numerosi stand per conoscere il vino del nostro territorio e, allo stesso tempo, per ritrovare vecchi amici e rinsaldare nuovi legami. Già perché il Vinitaly è questo ed altro, una bella occasione per parlare di vino tra colleghi ma anche per introdurre i tanti eno-appassionati a scoprire le numerose caratteristiche di un vino particolare qual è il Brunello. Lo stand del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino occupa uno stand importante nel padiglione della Toscana, uno dei più visitati, e tra i produttori c’è stata piena soddisfazione per l’esito della prima giornata. Il pubblico è sempre più esigente e competente e questo è sicuramente un bene. Le aziende hanno confermato (e sottolineato) una volta tanto come il gioco di squadra sia fondamentale per il futuro e in particolar modo per vincere le sfide di un mercato sempre più globale e dove la concorrenza aumenta. Il Brunello ha però una sua statura, una storia che va anche al di là (ed è tanto…) di quello che troviamo dentro la bottiglia. E le nuove generazioni hanno tutta l’intenzione di portare avanti, e ampliare, quanto di speciale fatto fino ad adesso da genitori e nonni. Domani, nuova giornata di Vinitaly. Venite a trovarci!

Guarda il video:

Che spettacolo i produttori di Montalcino ad Opera Wine!

Un brindisi per la prima. Opera Wine è stato il gustosissimo antipasto di Vinitaly, l’appuntamento enoico per eccellenza del Belpaese che prenderà il via domani. Atmosfera elegante, giacche e cravatte, camicie a righe, pannelli colorati con i nomi delle aziende (in stile americano!) e accenti da tutto il mondo hanno animato l’evento targato Wine Spectator con la celebre rivista americana che ha selezionato i 107 “Greatest Italian Producers”. Ovviamente non potevano mancare i produttori di Montalcino con 9 etichette rappresentate (Brunello di Montalcino Montosoli 2011 di Altesino, Brunello di Montalcino Tenuta Greppo Riserva 1997 di Biondi-Santi, Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2006 di Casanova di Neri, Brunello di Montalcino Poggio alle Mura 2012 di Castello Banfi, Brunello di Montalcino 2010 de Il Poggione, Brunello di Montalcino Castelgiocondo 2012 di Marchesi de’ Frescobaldi, Brunello di Montalcino Vigna Schiena d’Asino 2010 di Mastrojanni, Brunello di Montalcino PS Riserva 2010 di Siro Pacenti, Brunello di Montalcino Madonna del Piano Riserva 1988 di Valdicava) e diciassette produttori complessivi a cui si aggiungono, a quelli sopra citati, Allegrini, Antinori, Bertani, Carpineto, Famiglia Cotarella, Gaja, San Felice, Tommasi Family Estates. Dopo la conferenza stampa di questa mattina, la giornata è proseguita con l’ormai tradizionale pioggia di flash per la foto di rito, quest’anno predisposta nella scalinata interna del Palazzo della Gran Guardia, storico edificio nel cuore della città veneta. E poi via con il grande tasting, davvero affollatissimo di addetti ai lavori ed esperti. Gli stand delle aziende di Montalcino sono stati presi d’assalto anche perché le “chicche” esposte erano numerose e ricercate. Un bagno di folla che ha di fatto dato inizio, nel migliore dei modi, al lunghissimo weekend di Vinitaly. Dove il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino ha un ruolo importante: lo stand, posizionato negli spazi della Toscana (padiglione 9, con oltre 800 mq suddivisi in cinque isole: B4, B5, B6, B7 e B8), accoglierà ben 65 aziende della città con le altre 71 che hanno la propria location. Insomma, noi ci saremo! Venite a trovarci? Guarda il video: