Che successo il Brunello di Montalcino con i sapori della Sicilia

C’era anche il Consorzio del Brunello di Montalcino, come ospite d’onore per aver celebrato i suoi primi 50 anni di storia, all’evento “Castelbuono DiVino”. La tre giorni di festival siciliana si è inserita ormai da qualche anno, con merito, nel calendario degli appuntamenti italiani dedicati all’enogastronomia di qualità. Anche perché la passione, di questa zona in particolar modo, per i vini rossi è risaputa così come il numero di wine-lovers che scelgono un prodotto di eccellenza da versare nel proprio calice. Il Consorzio del Brunello di Montalcino era presente con sette aziende ed è stato protagonista della masterclass che vedeva il nostro vino abbinato, con ottimi risultati, ai prodotti e ai sapori siculi delle Madonie. E proprio sul binomio tra vini di qualità e ricette locali si era incentrato il seminario della domenica mattina. Una vera sorpresa per molti perché, davanti a una platea incuriosita, è avvenuta la dimostrazione di come i “re del rosso”, in questo caso Brunello, Barolo, Bordeaux e Borgogna, riescano ad esaltare e ad esaltarsi se accostati a pietanze semplici ma dal grande gusto e tradizione come il panino con la milza e le polpette di sarde. Si tratta di abbinamenti che, di primo impatto, forse non vengono mai in mente di fare ma che in realtà si sono rilevati come una piacevole scoperta per gli appassionati di enogastronomia. Una conferma, ancora una volta, che il Brunello di Montalcino è un prodotto di qualità e che tra le sue caratteristiche non manca quella della versatilità. A guidare le degustazioni c’era anche Luca Martini, uno dei sommelier più quotati a livello internazionale.

Caldo, mancanza d’acqua e ungulati: i rischi per il settore vino

Il caldo e la mancanza d’acqua portano alla la maturazione delle uve che, pur rischiando di perdere aromi, sono ad oggi qualitativamente ottime. Ma la siccità crea conseguenze indirette come quella di rendere più “intrepidi” caprioli e cinghiali che aumentano di numero nelle campagne toscane e che, assetati, già da settimane attaccano i grappoli ancora non maturi. Secondo una stima di Confagricoltura Toscana il danno per la produzione di vino in Toscana si aggirerà intorno ai 20 milioni di euro.

“La situazione è disastrosa perché anche i sistemi di recinzione che gli agricoltori hanno predisposto intorno alle vigne, oltre ad avere un impatto notevole sul paesaggio, funzionano in maniera molto marginale – ha spiegato Francesco Colpizzi, presidente della Federazione Vitivinicola di Confagricoltura Toscana – il numero degli ungulati cresce in modo esponenziale e in mancanza d’acqua affrontano anche le barriere che dovrebbero tenerli lontani per andare a prendere i frutti. Anche l’impiego di repellenti, in queste condizioni, rappresentano una forma di prevenzione dissuasiva con modesti risultati”. In attesa di provvedimenti per riportare la popolazione degli ungulati entro i limiti di densità sostenibili, nelle campagne gli agricoltori stanno mettendo in atto quelle lavorazioni del terreno per limitare i danni dati dalla siccità: “Bisogna sperare che dopo questa ondata di caldo le piante possano avere un po’ di ristoro. In alcune zone il processo di maturazione è in anticipo di almeno 20 giorni, ma l’arrivo della pioggia sarebbe essenziale per conseguire una maturazione equilibrata”, conclude Colpizzi.

Il problema degli animali che cercano acqua nei vigneti non è nuovo a Montalcino. Qualche settimana fa, Andrea Machetti, amministratore delegato di Mastrojanni (gruppo Illy) dichiarò alla Montalcinonews come “la selvaggina è grosso problema. In questo momento gli animali hanno sete e si buttano nei vigneti. Non c’è acqua e anche se l’uva è acerba, dà sollievo”.

Enoturismo: oltre il 50% è straniero e acquista vino in cantina

Sei enoturisti su dieci sono stranieri. Il dato, verificato anche in Toscana dalle stime del Movimento Turismo del Vino Toscana, proviene dal rapporto sul turismo del vino che parla di circa 14 milioni di enoturisti all’anno, per un indotto economico che supera i 2,5 miliardi di euro. Numeri significativi che, come detto, ritrovano ampio riscontro in Toscana dove il turismo estivo è soprattutto proveniente da fuori confine, grazie al traino delle città d’arte che allo stesso tempo sono anche vitivinicole, come Siena, Firenze, San Gimignano, Montepulciano e Montalcino. “Visitare le nostre cantine vuol dire vivere un’esperienza che va oltre la semplice degustazione grazie a tante attività emozionali proposte – spiega il presidente del Movimento Turismo del Vino Toscana, Violante Gardini – ed è per valorizzare questa differenziazione di offerta che come Movimento abbiamo voluto puntare su un portale, da oggi on line anche in lingua inglese, che permetta al turista di poter trovare, grazie alla georeferenziazione, la cantina più vicina a dove si trova che meglio soddisfi le sue aspettative”. Da oggi infatti la nuova vetrina internet del Movimento Turismo del Vino Toscana parla anche lingua inglese ed è pensata proprio per queste migliaia di enoturisti che provengono da fuori Italia. Il portale è stato ideato dall’agenzia Winetrade con la principale caratteristica di poter essere visualizzato al meglio soprattutto sui telefoni e tablet, come un’applicazione, dando ampio spazio al concetto di referenziazione delle cantine: ogni appassionato, usando comodamente il suo smartphone e in particolare attraverso il filtro di localizzazione e dei servizi riceve l’elenco delle cantine più vicine a dove si trova e che meglio si sposano con le sue richieste. Scelta la cantina preferita, automaticamente, il sistema farà partire la navigazione con le indicazioni stradali per arrivare direttamente a destinazione. Sul sito si trovano inoltre le raccolte video, le news e gli stream ti tutti i canali social media del movimento. Un vero, nuovo punto di partenza per scoprire l’enoturismo toscano. La versione in inglese del sito è stata lanciata non a caso alla vigilia di Calici di Stelle, con l’obiettivo di attrarre fin da subito i tanti turisti stranieri presenti nel periodo di ferragosto in Toscana. “Goditi le stelle, al vino ci pensiamo noi”: con questo slogan le cantine di tutta la Toscana aspettano gli appassionati di stelle e di vino. Dal 10 al 15 agosto tornano infatti gli appuntamenti con l’evento dell’estate, Calici di stelle. Proprio le stelle potranno essere viste con consapevolezza grazie allo stellario che il Movimento Turismo del Vino Toscana distribuirà a tutti i partecipanti: una mappa celeste del cielo di agosto, insieme al kit per “godersi l’attimo” ed essere pronti ad esprimere i più grandi desideri, brindando con i migliori vini e godendo della natura vitivinicola della regione. Ad offrire la possibilità di guardare le stelle dai vigneti di Montalcino ci penserà Fattoria dei Barbi, che venerdì 11 agosto (dalle 18 alle 23) aprirà le porte ad appassionati e curiosi per far vivere un’esperienza indimenticabile durante una delle notti più magiche dell’anno. Sarà Stefano Cinelli Colombini a guidare i partecipanti nella visita alla sua cantina e al Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello. Dopo la visita, si proseguirà con un aperitivo al tramonto, per poi gustare una cena a base di prodotti locali abbinati a dei calici di vino. Costo cena inclusa: € 35,00. E’ necessaria la prenotazione. Contatti: 0577/841111 – info@fattoriadeibarbi.it.

Il borgo rinato con il Brunello

Luciano Ferraro, giornalista del Corriere della Sera, lo scorso 28 luglio ha dedicato un lungo articolo sul “borgo rinato con il Brunello” – per citare il titolo del pezzo. Stiamo parlando di Castiglion del Bosco, a 14 anni dall’arrivo di Massimo Ferragamo. Questo l’articolo completo: Massimo Ferragamo stava guardando un anfiteatro di boschi dalla bellezza selvaggia contrapposti a vigne ordinate. Come un personaggio di Vassilij Grossman ha capito che «sarebbe bastato unire il suo passato a quell’istante per carpire il segreto della vita e vedere ciò che non è dato di vedere: i meandri del suo stesso cuore, là dove si decide il destino». È stato in quel paesaggio fermo al1500 che il figlio del «calzolaio delle dive» Salvatore Ferragamo ha scelto di diventare vignaiolo. E ha comprato Castiglion del Bosco, duemila ettari di foresta con 62 di vigne, a Montalcino. Era il 2003. Quattordici anni dopo la linea della fortuna di questo luogo è stata ridisegnata. L’azienda cupa che, per un guizzo bizzarro del caso, la moglie, Chiara Miari Fulcis, ex campionessa di sci, aveva visitato 20 anni prima del marito, ora risplende grazie al vino. Il Brunello ha cambiato la sorte di Castiglion del Bosco. Da borgo dimenticato a cantina super votata, con un resort di 23 suites e 20 casali trasformati in ville per turisti. Qui, nel campo di golf a 19 buche (chi completa il percorso vince un Brunello, 60 mila euro la tassa d’ingresso per i soci), ha giocato due volte la scorsa primavera Barack Obama. Qui Paul McCartney si è fatto prestare la chitarra da un cameriere e ha suonato con lui sotto le stelle, mentre Gwyneth Paltrow, premio Oscar di Shakespeare in Love, dopo la scuola di cucina, preparava i pici Simonetta, governante dell’hotel gestito dal gruppo Rosewood. «Il posto da cui è iniziata l’avventura a Montalcino – racconta Massimo Ferragamo – è Capanna: da un piccolo casale si vedono le vigne di Sangiovese inerpicarsi fino a 450 metri. Mia moglie diceva che avrei potuto comprarmi le bottiglie migliori del mondo e godermi una bella cantina senza diventare vignaiolo, ma io avevo già scelto». Gli enologi Cecilia Leoneschi e Beppe Caviola si occupano dei vini. La cantina è quasi per intero sottoterra, 200 mila le bottiglie l’anno. Oltre al Rosso e al Brunello, due cru dalla zona di Capanna, Campo del Drago (una bottiglia del 2006 è stata venduta all’asta per beneficenza a 35 mila dollari) e Millecento (anno di costruzione del castello di Castiglion del Bosco, che svetta sulla tenuta con la chiesa affrescata dal Lorenzetti). Il Millecento 2011, in vendita quest’anno, è di un’eleganza avvolgente. «Questo Brunello è il nostro traguardo raggiunto – dice Leoneschi – una riserva che contiene una parte di ognuno di noi». Massimo Ferragamo, come la madre Wanda Meretti che lavora ancora a 95 anni, controlla tutto. Anche la Member’s cellar. È simile al caveau di una banca, una stanza circolare, tra divani e tappeti. «In ogni scomparto – spiega Ferragamo – i soci del club custodiscono i loro vini». Cinesi, turchi, argentini, francesi, arrivano qui a stappare le loro bottiglie o se le fanno spedire a casa. Massimo, uno dei sei figli di Salvatore, è il «Ferragamo d’America», vive e lavora a New York. «Mio padre emigrò nel 1914 negli Stati Uniti. Aveva 10 dollari in tasca, ritornò 13 anni dopo in prima classe, portando le forme dei piedi usate per le sue clienti, Greta Garbo, Elisabetta d’Inghilterra, Brigitte Bardot. E della moglie di Gregory Peck, per lei inventò i tacchi a spillo. Morì nel 1960 a 62 anni. Io ne avevo 3. E da adulto sono volato nella sua America». Per poi tornare e, in un istante, decidere il destino davanti alle colline di Castiglion del Bosco.

Cotarella, presidente Enologi Italiani: “Inutile fare previsioni, aspettiamo la vendemmia”

La mancanza di precipitazioni, le gelate di aprile, la siccità estiva. I fattori climatici hanno spinto gli addetti ai lavori a fare previsioni e stime, anche qualitative, sull’attuale annata del vino. C’è chi ha posto analogie col 2012, ricordando, per esempio, che il Sangiovese dà il meglio di sé in presenza di leggeri stress idrici. Per Riccardo Cotarella, presidente degli Enologi Italiani, è inutile fare previsioni infondate o proclami sulla qualità. “Mai come quest’anno – spiega Cotarella a Winenews.it – le conclusioni si potranno tirare solo alla fine della vendemmia. È auspicabile che tutti lavorino con serietà, senza lanciarsi in previsioni infondate o proclami sulla qualità, o sulla solita annata eccezionale”. “Anche perché – continua Cotarella – i danni della siccità di queste settimane non li conosciamo, e dobbiamo vedere se questa situazione perdurerà ancora a lungo o le cose cambieranno. Potremmo già fare qualche previsione, ma in Assoenologi non giochiamo a dare i numeri al lotto. Abbiamo già attivato i nostri 4000 “sensori umani”, ovvero i tanti colleghi che per mestiere, esperienza e conoscenza delle loro realtà sono i migliori rilevatori, e verso il 20 di agosto verosimilmente divulgheremo le prime previsioni. Anche se, lo ribadisco, quest’anno più che mai si deve essere prudenti e rigorosi”.

Camigliano Blues Festival, quando il Brunello incontra la musica

Una rassegna musicale da intenditori che punta sulla qualità e che propone a tavola, e durante le esibizioni, una ricca selezione di vini di Montalcino. Domani inizia la dodicesima edizione del “Camigliano Blues”. Un festival nato per volontà degli appassionati di musica e che conta sull’entusiasmo e la forza lavoro dell’Associazione Culturale Ricreativa di Camigliano; 140 soci sparsi per tutto il territorio di Montalcino che si ritrovano quando c’è da costruire qualcosa di bello per il piccolo borgo. La manifestazione musicalmente è cresciuta nel corso degli anni grazie alla collaborazione con il “Torrita Blues” che ne cura – con Luca Romani – la direzione artistica. Aprirà la serata la Moscato Blues Band, formazione che si è esibita ad “Effetto Blues” di Torrita, e che anticiperà l’ingresso dei musicisti Bonfanti e Gnola coadiuvati da Marza Band. Sabato 5 agosto la seconda serata sempre nel borgo di Camigliano. Oltre all’aspetto musicale c’è anche quello legato ai sapori e alle eccellenze locali. Perché se è vero che Montalcino ha unito il suo nome al jazz, anche con il blues il Brunello ha da anni un legame speciale. D’altronde vino e musica è un binomio che va sempre d’accordo e che piace al pubblico. Non è dunque un caso che la cena, accompagnata dai grandi vini del territorio, è uno dei punti di forza del Camigliano Blues. Un festival che vive grazie anche alle aziende vinicole della zona che supportano l’evento. “La nascita del Camigliano Blues – spiega Elia Palazzesi, presidente dell’Associazione Culturale e Ricreativa – deriva infatti dall’abbinamento con il vino. In origine ci chiamavamo “Blues&Vino” poi abbiamo deciso di mettere il nome di Camigliano. Tutte le aziende del territorio, a rotazione, sponsorizzano il festival e nella carta dei vini si può scegliere ogni anno tra 7-8 etichette diverse. Per noi il loro appoggio è fondamentale per andare avanti altrimenti sarebbe davvero molto difficile. Avevamo pensato di legare il blues al territorio e il territorio da noi vuol dire soprattutto vino. Puntiamo a serate di qualità, non ci interessa il pienone ma attirare un pubblico appassionato di musica che vuole godersi il concerto magari accompagnato da un buon calice di rosso”.

Il Brunello illumina la notte di San Lorenzo

Il 10 agosto, la notte di San Lorenzo, nelle piazze e nelle cantine italiane gli appassionati di vino saranno protagonisti del brindisi più atteso dell’estate. Stiamo parlando di Calici di Stelle, evento organizzato dal Movimento Turismo del Vino e dall’Associazione Nazionale Città del Vino che comprende una miriade di appuntamenti in tutta Italia, dalla Val d’Aosta alla Sicilia. A Siena, tra le tante iniziative (apertura del Museo Civico e della Torre del Mangia, visita del Cantiere Maestà’ di Simone Martini), sarà possibile entrare anche nel piano nobile di Palazzo Sansedoni (dalle ore 20,30 alle 24), per poter ammirare alcuni tra i pezzi più pregiati della collezione di opere d’arte della Fondazione MPS. L’ingresso costa 7 euro e prevede due degustazioni, curate da Enoclub Siena, in cui si potrà scegliere tra il Brunello di Montalcino, il Chianti Classico e la Vernaccia di S. Gimignano.

Ma Montalcino sarà presente ‘fisicamente’, con Fattoria dei Barbi che venerdì 11 agosto (dalle 18 alle 23) aprirà le porte ad appassionati e curiosi per far vivere un’esperienza indimenticabile durante una delle notti più magiche dell’anno, la notte delle stelle cadenti. Sarà Stefano Cinelli Colombini a guidare i partecipanti nella visita alla sua cantina e al Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello. Dopo la visita, si proseguirà con un aperitivo al tramonto, per poi gustare una cena a base di prodotti locali abbinati a dei calici di vino. Per l’occasione il Movimento Turismo del Vino Toscana distribuirà uno stellario a tutti i partecipanti, con la mappa del cielo di agosto. Costo cena inclusa: € 35,00. E’ necessaria la prenotazione. Contatti: 0577/841111 – info@fattoriadeibarbi.it.

Nella patria del Brunello ha fatto tappa una stella del cinema: l’attrice Michelle Williams

Come anticipato da Montalcinonews una star del cinema ha scelto di passare le vacanze nel territorio di Montalcino. E’ Michelle Williams, volto noto a tutti gli appassionati della settima arte, che proprio quest’anno ha ricevuto la quarta candidatura personale agli Oscar. Montalcino, il suo paesaggio e le sue eccellenze eno-gastronomiche: ingredienti vincenti di una formula che continua ad attrarre i turisti nella terra del Brunello. E all’appello non mancano le celebrità che in questo fazzoletto di Toscana trovano il posto ideale per quella forma di “turismo” slow che è prima di tutto uno stile di vita e poi un’esigenza per staccare la spina dai ritmi frenetici delle metropoli.

Dopo la famiglia Obama, Massimiliano Allegri e Ambra Angiolini, pochi giorni fa è stata la volta di Michelle Williams. L’americana è una delle attrici più quotate a livello internazionale ed è diventata popolarissima al grande pubblico sin dai tempi, era la fine degli anni ’90, di “Dawson’s Creek”, la fortunata serie televisiva che ha tenuto incollato davanti al piccolo schermo milioni di giovani. La Williams, in vacanza in Italia, pochi giorni fa si è concessa una sosta in Toscana consumando un pranzo alla trattoria “Il Pozzo” a Sant’Angelo in Colle nel territorio comunale di Montalcino. Un luogo accogliente e che punta sulla qualità scegliendo di valorizzare le tradizioni culinarie della zona. Nonostante gli occhiali scuri la bella attrice statunitense è stata notata molto presto, ma su questo c’erano davvero pochi dubbi. Il suo pranzo è stato leggero con il menù che ha privilegiato i piatti simbolo di questa terra. “E’ stata molto gentile – ha spiegato lo chef Simone Meattini a Montalcinonews – si è presentata con la figlia e, probabilmente, con il nuovo compagno. Ha parlato e si è intrattenuta con gli ospiti e abbiamo fatto una divertente foto ricordo”.

La Williams è diventata una delle interpreti più popolari del cinema e per ben quattro volte è stata candidata all’Oscar come migliore attrice. L’ultima proprio quest’anno nel film drammatico “Manchester by the Sea” dove la prova dell’attrice nata a Kalispell è stata molto apprezzata da tutti gli appassionati di cinema, senza dimenticare che la pellicola di Kenneth Lonergan ha conquistato due Oscar. Le altre candidature erano legate a film di successo come “I segreti di Brokeback Mountain”, “Blue Valentine” e “Marilyn”.

Un Brunello dal cuore d’oro, è in Fortezza il primo defibrillatore donato dal Consorzio

E’ stato installato un nuovo defibrillatore a Montalcino. Si tratta del primo macchinario donato dal Consorzio del Brunello di Montalcino e che già si trova a disposizione della città. Presto ne arriveranno altri che saranno posizionati in varie zone del territorio comunale.Un’iniziativa quella promossa dal Consorzio che vede come beneficiaria la Misericordia. Ma non solo, perché tutti i cittadini, se avranno effettuato il corso specifico, potranno utilizzare in caso di necessità uno strumento indispensabile perché in grado di poter salvare una vita umana. Si può dire, a ragione, che il defibrillatore è a tutti gli effetti una risorsa per l’intera comunità. Acquistare bottiglie d’eccezione per sostenere la raccolta fondi per il territorio, questo era il significato di “l’unione fa la forza”, l’iniziativa di solidarietà organizzata dal Consorzio del Brunello di Montalcino in occasione delle celebrazioni del 50° anniversario della sua fondazione. L’idea si è sviluppata con l’organizzazione di una cena di gala, con tanto di asta benefica, i cui proventi, compresi quelli derivati dalla vendita dei cofanetti speciali, sono finiti alla Misericordia in beneficenza. L’associazione ha collaborato alla piena riuscita del progetto. La cifra, circa 40.000 euro, servirà non solo per l’acquisto e l’installazione di nuovi defibrillatori ma anche come un importante contributo per le attività della Misericordia. “Non abbiamo ancora fatto il rendiconto – spiega Giuseppe Antichi – ma probabilmente queste risorse contribuiranno anche all’acquisto di un’ambulanza. Qui alla Misericordia abbiamo già iniziato a fare i corsi di formazione, a settembre ne inizierà un altro”. Un progetto che conferma il forte legame esistente tra il Consorzio del Brunello di Montalcino e il sistema territoriale oltre a un grande passo avanti nella trasformazione di Montalcino in una “città cardioprotetta”.

Si è chiuso Jazz&Wine in Montalcino. “Affluenza record, è stato l’anno della maturità”

Si è chiusa ieri sera con uno dei più straordinari musicisti italiani, Danilo Rea, e il suo omaggio ai successi dei Beatles e dei Rolling Stones, la ventesima edizione di Jazz&Wine in Montalcino. “È stato il Festival della maturità, un’edizione record” – afferma soddisfatto Rodolfo Maralli, presidente della Fondazione Banfi e organizzatore della rassegna che ha animato Montalcino per tre settimane. “Siamo molto contenti perché la presenza del pubblico è stata sempre costante, senza picchi, segno dell’attecchimento del Festival. Adesso c’è consapevolezza nel territorio che a luglio arriva Jazz&Wine. Ho visto facce nuove a Montalcino, gente che altrimenti non sarebbe venuta e magari tornerà. Enoteche, alberghi e ristoranti hanno lavorato tantissimo”. I dati del Festival sono decisamente significativi. Per i cinque concerti in Fortezza, i numeri registrano un’affluenza media di 350-400 spettatori, una crescita del 10-15% rispetto agli scorsi anni. “È un format ormai maturo – chiude Maralli – ma vogliamo farlo crescere ancora, per esempio con una decina di concerti su due settimane. Per questo chiediamo il supporto del territorio”. Questa sera, sulla scia di Jazz&Wine, sempre in Fortezza, ci sarà spazio per “Musicisti nati a Montalcino e dintorni”, la serata di beneficenza in favore della Confraternita della Misericordia di Montalcino giunta al quinto anno e nata da un’idea di Stefano Ciatti, che ha ringraziato Banfi “senza il quale non sarebbe possibile tutto ciò. Poter usufruire del service utilizzato per il Jazz & Wine in Montalcino è per noi di grande aiuto”. Curiosità per la presenza di Stefano De Sando, “voce” di Robert De Niro in tanti film interpretati dall’attore statunitense.