Patitucci loves Brunello. A Montalcino unica data italiana per “Children Of The Light”

Città di Brunello, di bellezza incredibile, che tutto il mondo conosce, una delle poche città italiane conosciute anche nei paesi emergenti, nei mercati nuovi, che la scelgono come luogo d’elezione e, nei giorni di “Jazz & Wine”, Montalcino è anche grande palcoscenico per la musica più raffinata e al tempo stesso “popolare”, il Jazz . Ieri sera in Fortezza di è svolto uno dei concerti più attesi: il trio  “Children Of The Light” composto dai grandi Danilo Perez al piano, John Patitucci al basso e Brian Blade alla batteria. E John Patitucci, a nome personale e della nuova formazione, che ha debuttato in uno dei templi della musica come il Blue Note Jazz Festival, ha dichiarato il suo amore per la Toscana, per Montalcino e per i suoi vini. Patitucci, il “bassista che può muoversi in qualsiasi direzione, in qualunque momento” come l’ha definito il “New York Times”, infatti, ama la buona cucina e nella sua casa di New York prepara, lui stesso, i ravioli fatti a mano. Come? Secondo l’antica ricetta che i suoi parenti, emigrati negli Stati Uniti da Calabria e Campania, gli hanno tramandato. E con i piatti tipici della tradizione italiana Patitucci non ha dubbi, abbina il Rosso e il Brunello di Montalcino.

Il nuovo Rinascimento passa per il Brunello

L’essere umano che lavora in condizioni migliori è più creativo, geniale, ha un livello di responsabilità altissimo e, Montalcino, che come il “made in Italy” di qualità, ha una grande potenzialità, partendo dalle sue eccellenze, come il Brunello, può intraprendere un nuovo Rinascimento. Ecco, dal punto di vista “filosofico”, l’abstract dell’incontro dal titolo “Brunello di Montalcino e Brunello Cucinelli. Il successo di due grandi marchi del made in Italy” che si è svolto oggi, in Fortezza, a cui hanno partecipato Fabrizio Viola, Ad di Banca Mps, Brunello Cucinelli creatore dell’azienda nata nel 1978 e approdata con successo in Borsa il 27 aprile 2012, Fabrizio Bindocci presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino e Silvio Franceschelli sindaco di Montalcino. A moderare l’incontro Tommaso Strambi, caporedattore de “La Nazione”, che in un botta e risposta con gli “interpreti” del successo di questi brand ha sottolineato come il “Brunello di Montalcino e la Brunello Cucinelli siano nati in due piccoli borghi, in Umbria e in Toscana, forse, non a caso”. Convinto dell’unicità, e dell’eccezionalità di due territori come Montalcino e Solomeo, infatti, è anche Brunello Cucinelli che ha sottolineato che “non ho dubbi, se avessi avuto l’impresa in un luogo diverso non avrebbe avuto lo stesso successo”. E sull’importanza del luogo, sulla necessità di preservare la bellezza dei territori, il “re” del cachemire è tornato anche in relazione al turismo.  “Se fra 5 o 10 anni avremmo il 50% in più di turisti i nostri borghi saranno affievoliti – ha detto Cucinelli, spiegando che – il misticismo di certi luoghi collima con i prodotti. Non bisogna per forza avere qui, a Montalcino, milioni di persone: viviamo in luoghi speciali non facciamoci abbindolare dal consumismo. Questi 20 anni ci hanno portato ad essere troppo consumisti. Noi italiani, per primi, stiamo vivendo il declino del consumismo, dobbiamo essere tutti in dieta. E questo non è un aspetto negativo, l’essenziale, l’importante, e non il superfluo, ci consentono di vivere nel bel clima del Rinascimento”. Una “dieta” necessaria, per entrare nel nuovo Rinascimento, da seguire anche nel settore turistico: “non è la quantità di persone che fa la differenza: questo è il grande tema dei prossimi tre secoli. Secondo me, infatti, il grande valore di cui andremo alla ricerca nei prossimi anni sarà il silenzio. Inconciliabile con le grandi masse”. E su turismo e mercati il presidente del Consorzio del Brunello, Fabrizio Bindocci, ha detto: “il modello Montalcino è un modello vincente ma non dobbiamo fermarci, l’apice non si deve credere, mai, di averlo raggiunto. Occorre sforzarsi per migliorarsi e i produttori di Brunello di Montalcino sono bravi a farlo”. Migliorare e crescere sono state anche le parole chiave di Viola, ad Mps, che a Montalcino ha detto: “abbiamo combattuto due anni e mezzo affinché questa banca continuasse ad esistere come ente autonomo. Traversie che non sono riconducibili, se non poco, con la gestione ordinaria della banca. Il Monte Paschi deve tornare a fare la banca e se lo farà avrà le soddisfazioni che credo meriti. Siamo nati secoli fa, tempi in cui il mondo era completamente diverso, e, oggi, queste due realtà che stasera sono al centro delle nostre attenzioni hanno visto Mps fare la banca. Mps, infatti, c’era nella fase di start u, all’inizio, in tempi non sospetti, per il Brunello di Montalcino e per Brunello Cucinelli. E c’è anche oggi con una struttura organizzativa “schiacciata”, rapida, per essere tempestiva nelle risposte, piccola per essere vicina ai clienti e grande per operare nel mondo e consentire alle aziende di operare anche sui mercati internazionali”. Infine una battuta sul futuro e sulle scelte “politiche” che ha visto il sindaco di Montalcino Franceschelli sulla stessa lunghezza d’onda di Brunello Cucinelli. Su questo aspetto, infatti, Cucinelli ha detto che l’imprenditore si deve sentire “custode” e non “proprietario”. Perché il custode  “restaura per lasciare a chi verrà. I nostri avi progettavano a 500 – 1.000 anni, oggi non lo facciamo più. E, invece, abbiamo il dovere di abbellire, lasciare una città più bella. Dobbiamo tornare a credere nello Stato, rispettare le leggi, che a volte possono piacere o meno e pensare alle future generazioni”. Una “visone” di futuro e di scelte che per Franceschelli, nella pratica amministrativa, si concretizza nel “conservare ciò che abbiamo, recuperare e valorizzazione l’esistente. Quando parlo di Montalcino sono abituato a dire – ha continuato Franceschelli – che è un territorio fortunato in cui negli anni ’60 sono state prese scelte lungimiranze e il tasso di disoccupazione è vicino allo zero. Ma qui c’è la sfida. Non siamo al punto di quiete. Dobbiamo preoccuparci di vendere il nostro prodotto in nuovi mercati e portare il nostro territorio sempre più in giro per il mondo”.

Brunello di Montalcino for “Italy’s Top 50 Most Expensive Wines”

Il Brunello di Montalcino c’è, e con uno dei suoi più “blasonati” ambasciatori. È il Brunello di Montalcino Riserva Biondi Santi Tenuta il Greppo che entra in una delle classifiche più attese e seguite dell’estate:“Italy’s Top 50 Most Expensive Wines” stilata da Wine-Searcher, il motore di ricerca più utilizzato al mondo per le quotazioni delle bottiglie (è visitato ogni giorno da oltre 1 milione di persone). Il 1 luglio, dopo la prima metà dell’anno, Wine-Searcher ha aggiornato le sue “chart” e se in quella dei vini più costosi al mondo sul mercato (compilata in base al prezzo medio per bottiglia, tenendo conto di tutte le annate disponibili, con dati estratti da 46.432 carte dei vini), tra i primi 50, non figura neanche un italiano (sul podio Henri Jayer Richebourg Grand Cru, a parire da 16.500 dollari, Domaine de la Romanee-Conti Romanee-Conti da 13.900, e il tedesco Egon Muller-Scharzhof Scharzhofberger Riesling Trockenbeerenauslese, da 7.680), le etichette del Belpaese, e con loro Montalcino, spuntano tra le migliori quotazioni allo scaffale. Al n. 1 l’Amarone della Valpolicella Classico Riserva di Quintarelli, ad un prezzo medio di 754 dollari a bottiglia (arrivando a vette di 1.999), seguto dal Matsseto, con 741 (e fino a 5.200), e dal Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno, a 678 dollari a bottiglia (e fino a 3.156). Posizione n. 4 per il Barolo Falletto Riserva di Bruno Giacosa, a 611 dollari a bottiglia (e fino a 1.219 euro), seguito dal Brunello di Montalcino Riserva Biondi Santi Tenuta il Greppo, in media a 575 dollari a bottiglia ma che, nei casi più estremi e di annate rarissime, arriva anche a 52.464 dollari, cifra superata solo da pochissimi francesi e da qualche annata dell’australiano Penfolds.

Jazz & Wine in Montalcino il festival più longevo e imitato d’Italia

Diciassettesima edizione per il festival più longevo, e più imitato, d’Italia,  che quest’anno porta in Toscana grandi nomi di richiamo internazionale come Incognito, Children of the Light e The Bad Plus. È Jazz & Wine in Montalcino (15 – 20 luglio), che con un grande cartellone tutto internazionale di star del jazz, nel 2014, si conferma la rassegne più conosciuta e seguita nel panorama musicale italiano. Nato dalla collaborazione tra la Castello Banfi, l’associazione culturale Jazz & Image di Roma ed il Comune di Montalcino, il festival propone una programmazione di assoluto livello, con artisti italiani e internazionali di indiscussa fama mondiale che saranno preceduti, come di consueto, dall’attesissima serata “Aspettando Jazz & Wine” che si terrà, il 10 luglio, all’interno delle storiche mura di Castello Banfi, con Fabio Mariani Gipsy Three, lo straordinario chitarrista che affronta in modo divertente e “funambolico” il repertorio di Django. Martedì 15 luglio, sempre all’interno delle mura di Castello Banfi, arrivano i talentuosi Deidda Brothers Plus che, con Amedeo Ariano e Pierpaolo Bisogno che sul palco si scambiano ruoli e strumenti, incarnano l’essenza degli “Harlem Globe Trotter” della musica. Dal 16 luglio il festival si trasferirà nella trecentesca Fortezza di Montalcino con il progetto “Sei in Jazz”, un originale tributo musicale al grande Lucio Battisti riletto in chiave jazz: musiche spogliate dei testi e rilette con l’eleganza e il gusto dell’improvvisazione. Si prosegue giovedì 17 luglio con un trio stellare: Danilo Perez al piano, John Patitucci al basso e Brian Blade alla batteria. I tre straordinari musicisti, conosciuti in tutto il mondo, anche per la loro decennale collaborazione con il mitico Wayne Shorter, che presentano a Montalcino, “Children Of The Light”: un mix magico e portentoso tra sonorità latine e jazz.
A salire sul palco di Jazz & Wine venerdì 18 luglio l’incredibile trio The Bad Plus, con l’unica data italiana del tour estivo, con Salerno, per la musica di questo gruppo che combina elementi di jazz d’avanguardia con influenze pop e rock sfuggendo, però, ad ogni classificazione di genere. Nell’infinita esplorazione di possibilità che solo il jazz riesce ad offrire, i tre musicisti: Reid Anderson al basso, Ethan Iverson al piano e David King alla batteria, suonano in perfetta sintonia. Sabato 19 luglio è la volta di Herbie Goins & Mauro Zazzarini Blues Inn. Goins è il raffinato cantante soul-blues di fama internazionale che suona con uno dei migliori sassofonisti jazz-blues italiani, Zazzarini, per formare una coppia inedita, per un concerto che spazia dal blues, al funky, per arrivare al jazz. A chiudere questa straordinaria edizione del festival, domenica 20 luglio, gli Incognito. Da trent’anni sulla cresta dell’onda, la band è da sempre la casa di ottimi musicisti che, a fasi alterne e in momenti differenti, hanno partecipato e dato vita alla straordinaria avventura del gruppo che ancora ruota attorno al suo primo leader, il mauritiano Jean-Paul ‘Bluey’ Maunick, fondatore e spirito guida, che è rimasto costantemente fedele nel tempo alla sua creatura, Incognito, e quest’anno festeggia trentacinque anni di carriera con  il nuovo lavoro “Amplified soul”.
Per il diciassettesimo anno consecutivo, a Montalcino, due piaceri così intimi ed intensi, la musica jazz ed il grande vino di qualità, celebrano con crescente successo il loro entusiasmante incontro nella città simbolo dell’enologia italiana, la patria del Brunello. Confermato, anche il gemellaggio tra il festival Jazz & Wine in Montalcino, Jazz&Wine of Peace Festival di Cormòns e Zola Jazz & Wine, a cui da quest’anno si aggiunge anche Vino & Jazz Marche. Toscana, quindi, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Marche, unite dalla passione per la musica di qualità e il buon vino. Un confronto imperdibile, con realtà territoriali e produttive diverse tra loro, accomunate dalla stessa passione e dallo stesso “stile di vita”, il jazz.

Brunello di Montalcino e Brunello Cucinelli: il successo di due grandi marchi

Innovazione e artigianalità, tradizione e identità del gusto per la produzione di una rigorosa espressione del “made in Italy”. È la filosofia che sta alla base di due grandi marchi del Belpaese, solo apparentemente diversi tra loro, il vino e la moda. E i due brand capaci di incarnare questo approccio al mercato e questa “visione”  di prodotto sono il vino Brunello di Montalcino e la griffe leader nella moda casual chic Brunello Cucinelli. Di queste due eccellenze del territorio si parlerà a Montalcino, nel suggestivo piazzale della Fortezza militare, in occasione dell’evento promosso da Banca Monte dei Paschi di Siena, in programma mercoledì 15 luglio, ore 19. “Brunello di Montalcino e Brunello Cucinelli. Il successo di due grandi marchi del made in Italy” è il titolo della tavola rotonda a cui parteciperanno Fabrizio Viola, Ad di Banca Mps, Brunello Cucinelli creatore dell’azienda nata nel 1978 e approdata con successo in Borsa il 27 aprile 2012, Fabrizio Bindocci presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino e Silvio Franceschelli sindaco di Montalcino. A moderare l’incontro Tommaso Strambi, caporedattore de La Nazione.

Londra e Manchester per il Brunello di Montalcino

Il Brunello di Montalcino è sempre più British. Dopo l’incoming, a Montalcino, di Sarah Jane Evans Master of Wine, Peter McCombie Master of Wine, Richard Siddle giornalista, Andrew Catchpole scrittore freelance, Natasha Hughes esperta di vino e cibo, Christine Austin giudice in molte competizioni dedicate al vino e Rachel Davey, Proven Communication, sei etichette di Brunello di Montalcino volano in Gran Bretagna. Per il progetto triennale di promozione del vino Brunello e Franciacorta “Top of the Dop” dedicato ai media e agli operatori attraverso azioni che si sviluppano all’estero, il Consorzio farà tappa a Manchester, il 1 luglio e a Londra il 2 luglio. A tenere alta la bandiera dei vini di Montalcino nel Paese della Union Jack saranno Bottega, Col d’Orcia, La Gerla, Paradisone Colle degli Angeli, Tenuta di Sesta, Tenuta Silvio Nardi. I seminari, guidati da Peter Mc Combie, offriranno spunti e approfondimenti sull’annata 2009 di Brunello di Montalcino.

Brunello in “Una Di Vino commedia” per Expo 2015

Da Montalcino, dalla musica, dal Brunello, dalla fantasia di un vignaiolo come Carlo Cignozzi e dalla sensibilità di un compositore eclettico come Luis Bacalov nasce un’opera che porterà un pezzo di Toscana all’Expo, Milano 2015, per essere inserita tra gli eventi musicali e fare il giro del mondo. L’“Opera Buffa” dal titolo “Una Di Vino commedia”, ispirata alle vigne che ascoltano Mozart, quelle del Paradiso di Frassina, è anche in sintonia con il tema di Expo, la eco sostenibilità, perché l’opera contiene un messaggio importante per il mondo del vino. E la prima assoluta si terrà sabato 6 giugno 2015 (ore 20.30) all’Auditorium di Milano. Per Cignozzi quest’opera è il coronamento di un sogno iniziato 5 anni fa, quando il Consorzio del Brunello ha sponsorizzato la rappresentazione teatrale “Barbatelle”, in occasione del 40esimo anniversario della fondazione, presentata dall’Associazione culturale teatrale “Teatro dell’Accatto” di Montalcino e rappresentata anche al Teatro Povero di Monticchiello. Il premio Oscar per le musiche del film “Il Postino”, Bacalov, ha musicato l’opera sui testi di Franca Verducci e Carlo Cignozzi che sono stati adattati proprio dall’opera satirica e buffa scritta da Cignozzi negli anni scorsi. Correva l’anno 2007 quando la commedia “Barbatelle” raccontava in chiave ironica la “storica” rivalità tra i vitigni internazionali e globalizzanti che hanno omologato le produzioni vinicole di tutto il mondo, ed i vitigni di antica coltivazione che reclamano il diritto alla loro biodiversità. Cignozzi, produttore di vino e amante delle arti, aveva immaginato uno scenario animato dalle “barbatelle”, ovvero le giovani piante che, poi, danno corpo ai più nobili vini, impersonate da attori che danno vita ad un intreccio divertente e inusuale, recitando ruoli di potere, amori, gelosie tradimenti e cospirazioni.

“Convinum” tra gusto e cultura con Brunello Terre Nere

Montalcino c’è nel “Convinum”, il ciclo di incontri simposiali a metà strada tra gusto e cultura. Appuntamento sabato 21 giugno al Little David, di Firenze, per parlare del consumo di vino nella Firenze medievale, insieme a Giovanni Roncaglia (Soprintendenza Archeologica della Toscana). Il pomeriggio, a partire dalle 17, visita al museo del vino Winex – dove è conservata anche una brocca di epoca medievale, concessa dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze – e a seguire l’incontro simposiale con Roncaglia. Al termine, alle 18, ecco la degustazione dei vini dell’azienda Terre Nere di Montalcino: il “Maestà dei Sassi” Sant’Antimo 2011, il Rosso di Montalcino Terre Nere 2010 e il Brunello di Montalcino Terre Nere 2009. Infine, buffet di specialità regionali toscane per approfondire la discussione sui vini in degustazione e il Medioevo. Un’occasione per avvicinarsi al mondo del vino in maniera completa e multidisciplinare, per scoprire non solo i dettagli tecnici ma anche quanto c’è da sapere sul vino in chiave culturale.

Solo Italiano – Simply Italian Great Wines: Brunello in Russia

Si chiude oggi il tour in Russia del Brunello di Montalcino, con IEM (International Exhibition Management), Solo Italiano – Simply Italian Great Wines, dedicato alla diffusione e promozione che, in occasione della sua quarta edizione, ha toccato le città di Mosca (16 giugno) e San Pietroburgo (18 giugno). Il mercato del vino russo è considerato dagli esperti del settore come uno dei più dinamici e ampi degli ultimi anni, con ulteriori buoni margini di crescita per il futuro. Secondo una ricerca di Wine Intelligence, infatti, il numero di bevitori assidui di vino estero in questo Paese è notevolmente cresciuto negli ultimi due anni. Se nel 2012 solo il 29% degli intervistati dichiarava di bere abitualmente (almeno due volte a settimana) vino importato, nel 2014 la percentuale passa addirittura al 40%. Andamento ulteriormente rafforzato dalle analisi dell’istituto Canadean, il quale stima un tasso di crescita annuo dell’industria del vino per il periodo 2012-2017 del 2,8% in valore e dell’1,8% in volume. La terra degli Zar, in particolare, trova nell’Italia uno dei primi Paesi di riferimento nelle importazioni. Mosca ha infatti più volte dimostrato un crescente interesse nei confronti del nostro prodotto che, dal 2008, ha conosciuto una fortissima accelerata con un aumento dell’84% nei volumi esportati e di quasi il 90% in valore, grazie soprattutto ai vini fermi imbottigliati che negli ultimi cinque anni hanno conosciuto una vera esplosione, triplicando i volumi e raggiungendo i 28,7 milioni di litri nel 2013. “I primi due mesi del 2014 mostrano ulteriori segnali positivi per le nostre esportazioni – spiega Marina Nedic Managing Director di IEM – con un aumento complessivo del 14,2% in valore e del 10,2% in volume, crescita determinata in modo particolare dagli imbottigliati, che hanno segnato un aumento di quasi 14 punti percentuali nel prezzo medio, a dimostrazione della netta predilezione dei russi per il vino di qualità”. Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino ha portato gli interlocutori anche alla scoperta della tradizione e delle particolarità che contraddistinguono questo territorio, con una doppia edizione, sia a Mosca che a San Pietroburgo.

L’Harley-Davidson Street Glide Discover More sceglie il Brunello

Un percorso attraverso due continenti e più di 30 nazioni, un’esperienza di viaggio dal nome “Discover More” e una sola tappa a Montalcino, quella alla tenuta Le Potazzine. La moto Street Glide Discover More, la numero uno nella linea di motociclette Harley, dallo stile puro da strada e il comfort nelle lunghe percorrenze, con un motore più potente e centinaia di altre dotazioni, ha intrapreso il lungo cammino partendo dalla città medio-orientale di Amman, capitale della Giordania, ha già macinato quasi 3.000 chilometri del suo roadbook e, in Italia, nel tour dedicato a panorami spettacolari e contraddistinto da temi enogastronomici, visite alle eccellenze produttive locali e sosta tra città dal grande fascino come Venezia, Bologna e Firenze, una tappa nella città del Brunello era quasi d’obbligo. E l’unica cantina scelta dal tour “Discover More” ideato da Harley-Davidson e iniziato il 5 maggio 2014 è stata, appunto, la Tenuta Le Potazzine, l’etichetta di Brunello che prende il nome dal nomignolo che la nonna materna ha dato alle proprie nipoti, Viola e Sofia, le figlie di Gigliola e Giuseppe Gorelli. Il tour del Balpaese è iniziato a nord, a San Daniele del Friuli. dove il protagonista di Discover More, ha visitato e “degustato” un prosciuttificio, a seguire Venezia con la sua magica laguna e Bologna con una cena speciale. D’obbligo il passaggio a Faenza e, attraverso il tortuoso Passo della Futa, l’arrivo a Brisighella, uno dei 100 borghi più belli d’Italia. Le irrinunciabili Firenze e Montalcino, e poi, la carovana Discover More corre a Bolgheri dove saranno protagoniste le prestigiose etichette Sassicaia e Ornellaia. Ancora questo territorio con Siena e Pisa con sosta in Pazza dei Miracoli. Sempre in Toscana il programma ha in serbo un saluto al villaggio di Collodi, casa di Pinocchio, e dopo curve e tornanti sul Passo Appenninico arrivo a Maranello con visita al  Museo Ferrari. Tappa gastronomica a Parma e di nuovo, partenza. L’ultima fase del percorso vedrà protagonista la provincia di Como e il suo nostalgico lago fatto di storiche dimore, paesaggi da  favola e prelibatezze a base di pesce. L’incontro con i pescatori locali sarà l’ultima esperienza del team italiano del Discover More che ha arruolato oltre 50 selezionati rider per condurre la moto in tutta Europa, Medio Oriente e Nord Africa, tra cui utenti dei social media, celebrità, giornalisti e viaggiatori professionisti. Durante il tragitto avverranno molti incontri con personaggi noti e gente comune;  ognuno con una storia da raccontare grazie alla quale diventerà parte di questo epico tour di quattro mesi.