Brunello nelle tavole più importanti e anche per capi di Stato

Sempre più Brunello di Montalcino nei luoghi e tra le mani dei potenti della Terra. Non solo negli incontri ufficiali della politica sanciti a tavola, bevendo il vino di Montalcino, ma anche regali che contengono Brunello. Dopo Barak Obama, la Regina Elisabetta, l’imperatore del Giappone, il re di Svezia e il Principe William e la Principessa Kate per il loro matrimonio, ma anche l’ex Primo Ministro tedesco Gerhard Schroder, e tanti altri ancora, adesso è il Governo italiano a sceglierlo, insieme ad altri 5 vini, per la cassetta-dono che il premier Renzi ha consegnato ai Capi di Stato che gli fanno visita. Prima cassetta già consegnata, nelle mani della delegazione cinese in visita in Italia, quando a Roma è arrivato il primo ministro Li Keqiang, conteneva il Brunello di Montalcino griffato Mastrojanni. Con il vino di Montalcino, insieme al Brunello Vigna Loreto 2008 di Mastrojanni, c’era L’Alceo 2006 di Rampolla, Sassicaia 2010, l’olio extravergine di oliva pugliese, del Frantoio Muraglia, Alteni di Brassica (sauvignon blanc) 2011, Barbaresco 2010 di Gaja e Barolo Cannubi Boschis 2009 di Luciano Sandrone. Toscana, Piemonte e Puglia, quindi, le tre regioni rappresentate in questo “cadeaux” che premia l’agroalimentare italiano, scegliendo dei simboli di italianità e del made in Italy. La visita della delegazione a Roma, tra l’altro, aveva proprio finalità economiche,  e la Cina, per l’Italia, è il secondo partner commerciale extra Unione europea, dopo gli Stati Uniti.

Brunello di Montalcino nella “Top 100 Cellar Selection”

Il Brunello di Montalcino torna a confermarsi tra i vini più importanti dell’Italia enoica. A proclamarlo la “Top 100 Cellar Selection” della rivista Usa “Wine Enthusiast”, la cui  corrispondente dall’Italia è Kerin O’Keefe, che ha selezionato i migliori vini usciti sul mercato nel 2014 e quelli da far invecchiare in cantina per in prossimi anni.  Tra i 100 vini il Brunello di Montalcino compare al n. 27 con 97 punti con la Riserva 2006 di Paradiso di Manfredi e, al n. 72, con 95 punti su 100 Col d’Orcia ed il suo Poggio al Vento Riserva 2006.
Con il Brunello, l’immancabile Barolo, Bolgheri superiore con Tenuta San Guido 2010 Sassicaia Bolgheri Sassicaia al numero 31,  Ornellaia 2010 Bolgheri Superiore in posizione 35 e, a quota 44 con il 2010 Solaia  dei Marchesi Antinori. Ad arricchire la schiera degli italiani anche Chianti Classico, Taurasi, Soave e Amarone.

Focus – Gli italiani (ed il podio) della “Top 100 Cellar Selection” 2014 di “Wine Enthusiast”
1 – Paolo Scavino 2010 Bric dël Fiasc Barolo
2 – Giuseppe Rinaldi 2010 Brunate Barolo
3 – Lagniappe Syrah 2010 Gamercy Cellars Columbia Valley (Washington)
4 – Massolino 2010 Parafada Barolo
7 – Giacomo Fenocchio 2010 Bussia Barolo
11 – Cantina Bartolo Mascarello 2010 Barolo
14 – Comm. G. B. Burlotto 2010 Monvigliero Barolo
16 – Brezza 2010 Sarmassa Barolo
22 – Sandrone 2010 Cannubi Boschis Barolo
27 – Paradiso di Manfredi 2006 Riserva Brunello di Montalcino
31 – Tenuta San Guido 2010 Sassicaia Bolgheri Sassicaia
35 – Ornellaia 2010 Bolgheri Superiore
39 – Monteraponi 2010 Baron’ Ugo Riserva Chianti Classico
44 – Marchesi Antinori 2010 Solaia
54 – Isole e Olena 2010 Cepparello
60 – Allegrini 2010 Amarone della Valpolicella Classico
72 – Col d’Orcia 2006 Poggio al Vento Riserva Brunello di Montalcino
75 – Terredora Di Paolo 2009 Fatica Contadina Taurasi
81 – Gini 2012 La Froscà Soave Classico
83 – San Felice 2010 Poggio Rosso Riserva Chianti Classico
93 – Speri 2010 Vigneto Monte Sant’Urbano Amarone della Valpolicella Classico

“Sagra del tordo”: Montalcino rivive il glorioso medioevo

Count down per la “Festa” di Montalcino. Di scena questo week end (25 e 26 ottobre 2014) la Sagra del Tordo: l’evento più importante dell’anno che coinvolge persone di ogni fascia d’età e che impegna tutta la comunità nei Quartieri per allestire una delle più antiche rievocazioni medievali del territorio. Saranno proprio i Quartieri Borghetto, Pianello, Ruga e Travaglio a raccontare attraverso i costumi, la sfilata, il ballo del Trescone, l’annuncio del Banditore e la rievocazione delle cacciate medievali con la gara di tiro con l’arco, il passato glorioso della città. Emozioni, antagonismi e profumi della tradizione si respireranno non solo nelle vie della città del Brunello ma anche tra gli stand dei Giardini, a cornice della trecentesca Fortezza, dove si potrà trovare una golosa sinfonia di piatti della tradizione di Montalcino, e non solo. Bruschette, “donzelline”, affettati e formaggi, pappardelle alla lepre, trippa allo zafferano, polenta, gnocchi e pinci al ragù, porchetta e lampredotto, funghi fritti, carne alla brace, cinghiale, polpette di carne, cartoccio di castagne, pan dei santi, solo per citare alcuni piatti, sono i sapori che si potranno degustare in abbinamento agli immancabili Brunello, Rosso e Moscadello di Montalcino.
La rievocazione storica della “Sagra del Tordo”, manifestazione nata nel 1958, la più antica d’Italia nel suo genere, prenderà il via sabato 25 ottobre (ore 11) da Piazza del Popolo, con il Ballo del gruppo folcloristico Il Trescone di Montalcino. Alle 11,30 arriverà il corteo che in trepidante attesa ascolterà il sorteggio degli arcieri dei Quartieri (ore 12) e, nel pomeriggio, alle ore 16,45, l’appuntamento è al Campo di tiro, con l’attesissima Provaccia di tiro con l’arco.
Domenica 27 Ottobre l’appuntamento è partire dalla mattina presto, già alle ore 9 per le vie di Montalcino si ballerà il Trescone di Montalcino e alle 11 in Palazzo comunale arriverà il corteo delle dame per scendere in piazza del Popolo. La rievocazione medievale ha uno dei suoi momenti più intensi e suggestivi alle ore 11,30, quando il banditore annuncia la festa e l’offerta dei doni ai Signori di Fortezza. E l’acme della Sagra del Tordo, come ogni anno, sarà raggiunto nel primo pomeriggio, ore 15,45, quanto al Campo si terrà il Torneo di tiro con l’arco fra i quattro Quartieri della città che decreterà quale sarà il popolo di Montalcino ad aggiudicarsi la vittoria.

Brunello, alcuni produttori di Montalcino iniziano la vendemmia

La vendemmia a Montalcino è appena iniziata o, per meglio dire, alcuni ancora sono in vigna. Abbiamo incontrato tre produttori che, proprio in questi giorni, stanno vendemmiando: Piombaia, Nostra Vita e Cava d’Onice. Perché hanno aspettato il 20 ottobre? Per tre motivi: la pratica biologica, ovvero la tecnica e i tempi di lavoro dettati da questa metodologia; la zona che, per tutti e tre i produttori, mette in risalto altitudine, buona esposizione al sole e protezione dalle perturbazioni metereologiche. E, ultimo aspetto, l’attenzione al vigneto che consiste nella vendemmia di selezione e nella tempestività delle operazioni. Fra queste lo sfogliamento e le pratiche agronomiche. Nella video intervista tutti i dettagli della loro vendemmia 2014:

A Castello Banfi l’“Oscar” di viticoltore “Piazza de’ Chavoli”

L’“Oscar” di viticoltore va ai fratelli italoamericani John e Harry Mariani, fondatori di Banfi. A decretarlo è il premio “Piazza de’ Chavoli”, ovvero quello che internazionalmente viene definito l’Oscar dell’enogastronomia italiana. La riconosciuta valenza socio-economica e culturale della manifestazione – organizzata dall’Associazione Cuochi Pisani, sotto l’egida della Federazione italiana cuochi (Fic), e con il contributo fattivo della “Fondazione Pisa”, che, per il secondo anno consecutivo, è partner ufficiale dell’evento, unitamente all’Airchef, il catering aeroportuale presente in 23 aeroporti italiani e a bordo delle maggiori compagnie aeree mondiali – vede la premiazione di scena oggi sul Lungarno Gambacorti di Pisa, con la consegna dei premi internazionali “Piazza de’ Chavoli” anche ad illustri personaggi che, a vario titolo, hanno reso grande l’enogastronomia italiana nel mondo. Ecco, infatti, che con i Fratelli Mariani (viticoltore), vengono premiati gli chef Crippa (ristoratore) e Pontoni (cuoco), Alberto Lupini (giornalista), Paolo Baracchino (storico) e Federico Fazzuoli (personaggio). Il “Piazza de’ Chavoli”, quest’anno, è giunto alla quattordicesima edizione, un Premio che prende il nome da Piazza Cairoli, della Berlina, dell’Abbondanza, dell’Ortaggio, tutti nomi usati in epoche diverse, a Pisa, per indicare quella che in origine era conosciuta appunto come Piazza de’ Chavoli, dove già nel XV sec. si svolgeva un animatissimo mercato: “la piazza de’ chavoli dove del chontinovo si v’è uno mercato d’ogni chosa, dove i contadini istanno a vender lenghie, lino, polli, frutte et ogni legume”. Un’origine tutta legata al lavoro, e alla storia di Pisa, tanto che il premio ne sottolinea il forte legame anche nel riconoscimento: un’apposita incisione di una veduta della piazza firmata dal pittore pisano Enrico Fornaini. Un premio che andrà allo chef friulano e maestro di cucina Germano Pontoni, autore di volumi di successo; il miglior ristoratore è Enrico Crippa, lo chef, tre stelle Michelin, del Piazza Duomo di Alba, mentre il migliore tra i giornalisti enogastronomici è Alberto Lupini, caposervizio della redazione Economia de “L’Eco di Bergamo”, a lungo corrispondente de “Il Sole 24 Ore”; l’“Oscar” allo storico enogastronomico va a Paolo Baracchino, assaggiatore del Grand Jury Européen, e a Federico Fazzuoli, celebre volto Rai dei tempi passati, infine, quello di personaggio del mondo enogastronomico.

Focus – Premio Cantina Banfi, motivazione

Nel 1978 dal sodalizio tra Ezio Rivella, affermato enologo ed esperto viticultore, con i fratelli italoamericani John e Harry Mariani , importatori di vino l’azienda vinicola Banfi consolida il proprio marchio e propone vini di alta qualità, raggiungendo punte di vera eccellenza. Situata nel versante sud del Comune di Montalcino, l’azienda possiede 2830 ettari di terreno dei quali circa 800 sono destinati a vigneti specializzati oltre all’immancabile Sangiovese, qui si coltiva anche il Cabernret Sauvignon, il Merlot, il Syrach, lo Chardonnay . Il vino viene conservato in una grande cantina termocondizionata, dotata delle più moderne apparecchiature per la produzione di vini di alta qualità.

La viticoltura sostenibile: un’opportunità per il territorio toscano, se ne parla a Montalcino

Il settore vitivinicolo è una delle colonne portanti della produzione e dell’esportazione agroalimentare italiana. Non solo, i vigneti sono una delle componenti principali del paesaggio agrario di molte regioni e Montalcino, attraverso il suo Brunello può essere eletto portavoce di questo settore, nei confini del Belpaese ed in giro per il mondo. Il 29 ottobre, dalle 10,00 alle 13,00, il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, in collaborazione con Dnv Gl – ente di certificazione leader nel mondo, che lavora con le aziende per supportare le performance delle loro organizzazioni, prodotti, persone, infrastrutture e supply chain con servizi di certificazione, verifica, assessment e training – organizza un convegno presso la Nuova Sala AstrusiOff – (ex Centro Convegni) Piazza Cavour, 15 – Montalcino, con l’obiettivo di evidenziare i vantaggi della viticoltura sostenibile, grazie anche al progetto V.I.V.A. del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare. Interverranno al convegno Silvio Franceschelli, sindaco del Comune di Montalcino, Gianni Salvadori, assessore all’Agricoltura della Regione Toscana, Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, Fiamma Valentino, Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, Ettore Caprì, Opera – Centro di Ricerca Opera per l’agricoltura sostenibile dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Stefano Santamato, Dnv Gl – Business Assurance, Stefano Cantelmo, Monte Vibiano Vecchio, Simona Bosco, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Riccardo Maria Pulselli, Indaco2, Spin-off Università di Siena. L’ingresso è libero previa iscrizione.
Focus – Il progetto Viva
Il progetto Viva Sustainable Wine, avviato dal Ministero dell’Ambiente nel luglio 2011, promuove la valutazione dell’impatto sull’ambiente del comparto vitivinicolo italiano, dal nord al sud del Paese, dalle piccole alle grandi imprese. Questo progetto è finalizzato a creare un modello produttivo che rispetti l’ambiente attraverso uno dei primi programmi concreti di sviluppo sostenibile, con l’obiettivo di conservare e tutelare la qualità e la produzione di vini italiani, e insieme preservare il territorio ed offrire opportunità di valorizzazione e di competitività dei prodotti italiani d’eccellenza sul mercato internazionale. Viva permette di tracciare la sostenibilità della filiera vite-vino, attraverso uno strumento di trasparenza che, per primo nel panorama internazionale del vino, fornisce al consumatore tutti i dati di sostenibilità validati da un ente terzo certificatore e garantiti dal Ministero dell’Ambiente. L’evento è stato anche l’occasione per la cerimonia di consegna alle aziende dei certificati di validazione dell’analisi. La sperimentazione del Ministero ha coinvolto nove aziende del settore – Castello Monte Vibiano Vecchio, F.lli Gancia & C, Marchesi Antinori, Masi Agricola, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Planeta, Tasca d’Almerita e Venica&Venica – che potranno “marchiare” uno o più dei loro prodotti con il brand “VIVA”. Le aziende sono state scelte sulla base di criteri geografici e di prodotto, e tre enti di ricerca (Agroinnova, Centro di Competenza dell’Università di Torino; il Centro di Ricerca Opera per l’agricoltura sostenibile dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; il Centro di Ricerca sulle Biomasse dell’Università degli Studi di Perugia). Il progetto è ora in fase di espansione, hanno già aderito a Viva: Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano, Principi di Porcia, Vicobarone, Vinosia, Donnachiara, Cantine Riunite & Civ, Arnaldo Caprai, La Gioiosa. Si tratta del primo esempio di “gioco di squadra” tra ministero, aziende vitivinicole, enti di ricerca, università ed enti certificatori.
Viva Sustainable Wine nasce con lo scopo di misurare e migliorare le performance di sostenibilità della filiera vite-vino, a partire dalla sperimentazione su alcuni grandi produttori italiani, che hanno sottoposto il loro processo produttivo ad una valutazione dell’impronta ambientale dal campo al consumo. Grazie all’individuazione di quattro indicatori (Aria, Acqua, Territorio e Vigneto), accompagnati dai relativi disciplinari, le aziende hanno potuto misurare l’impatto della loro produzione in termini di sostenibilità ed intraprendere in tal modo, su base volontaria, un percorso di miglioramento. I dati ottenuti, validati da parte di un ente terzo indipendente e riconosciuto, sono accessibili grazie all’etichetta del Ministero che rimanda con il suo QRcode ad una pagina web dedicata che contiene descrizione approfondita del prodotto, valori numerici e i grafici.
L’etichetta offre dunque al consumatore uno strumento di trasparenza sulla performance ambientale dell’azienda produttrice del vino, e rende conto sia dei risultati attuali che del percorso compiuto dall’azienda nel tempo. Le aziende per la prima volta avranno degli indicatori standardizzati, validati e riconosciuti su cui lavorare per migliorare la loro performance e dimostrare di essere sempre di più rispettose dell’ambiente.
Viva è già anche disponibile come applicazione per tutti i sistemi mobile. Il progetto intende infine definire le linee guida per una produzione sostenibile, sviluppare un codice che permetta una certificazione per le aziende che le adottano, formare tecnici per lo sviluppo di protocolli di sostenibilità nel settore e sensibilizzare il consumatore sul mercato interno e internazionale. Il progetto si propone dunque di avere valore internazionale ed pronto per essere utilizzato da tutte le aziende piccole, medie e grandi del settore vinicolo.

Brunello di Montalcino nei “Super Tre Stelle” 2015 by Veronelli

Sono 24 le etichette di Brunello di Montalcino, fra Annata e Riserva, premiate dalla “Guida Oro I Vini di Veronelli 2015”, intitolata all’indimenticabile Gino, con le “Super Tre Stelle”, il massimo riconoscimento per i vini che superano i 93 punti su 100 negli assaggi coordinati da Gigi Brozzoni e Daniel Thomases, chiamati ad esprimere il loro libero e ponderato giudizio sui vini italiani.
Le “Super Tre Stelle” della Guida Veronelli, giunta quest’anno all’edizione numero 27, sono un prezioso riconoscimento, assegnato solo ai migliori vini d’Italia, 548 in questa edizione, e un punto di riferimento per professionisti e appassionati alla ricerca di eccellenze enologiche.
Se parliamo di regioni, nel podio del top dell’enologia del Belpaese secondo la “Guida Oro I Vini di Veronelli 2015” la Toscana quest’anno, con 161 vini premiati di cui 24 Brunello di Montalcino, si deve accontentare del secondo posto, scalzata dal Piemonte, la Regione più premiata in assoluto con 162 vini mentre, se parliamo di vini, al comando c’è il Barolo con 124 vini, davanti all’Amarone, a quota 31, ed al Brunello, a 24.

Focus:
Brunello di Montalcino 2009 Castiglion del Bosco
Brunello di Montalcino 2009 Fanti
Brunello di Montalcino 2009 Fossacolle
Brunello di Montalcino 2009 La Cerbaiola
Brunello di Montalcino 2009 La Fiorita
Brunello di Montalcino 2009 La Rasina
Brunello di Montalcino 2009 Oliveto
Brunello di Montalcino 2009 Valdicava
Brunello di Montalcino “Altero” 2009 Poggio Antico
Brunello di Montalcino “Campo del Drago” 2009 Castiglion del Bosco
Brunello di Montalcino “Cerretalto” 2008 Casanova di Neri
Brunello di Montalcino “Le Potazzine” 2009 Le Potazzine
Brunello di Montalcino “Madonna delle Grazie” 2009 Il Marroneto
Brunello di Montalcino “Poggio Doria” 2009 Nardi
Brunello di Montalcino Riserva 2008 Oliveto
Brunello di Montalcino Riserva 2008 Uccelliera
Brunello di Montalcino Riserva “Gli Angeli” 2008 La Gerla
Brunello di Montalcino Riserva “Poggio Abate” 2008 La Poderina (Saiagricola)
Brunello di Montalcino Riserva “Poggio al Vento” 2007 Col d’Orcia
Brunello di Montalcino Riserva “Poggio alle Mura” 2008 Banfi
Brunello di Montalcino “Tenuta Nuova” 2009 Casanova di Neri
Brunello di Montalcino “Vigna La Casa” 2008 Caparzo
Brunello di Montalcino “Vigna Loreto” 2009 Mastrojanni
Brunello di Montalcino “Vigna Spuntali” 2009 Val di Suga

Vinarius: tre giorni di lezioni sul Brunello a Montalcino

Anche quest’anno il gruppo Vinarius è venuto a Montalcino, a lezione di Brunello, sui banchi del Consorzio. Da Villa I Cipressi a Banfi, da Barbi a Campogiovanni, da La Magia a Caparzo, da Tornesi a Col d’Orcia, da Pinino a San Polo, passando per Tenute Silvio Nardi, i produttori di Brunello di Montalcino hanno accolto gli “addetti ai lavori” dell’Associazione delle enoteche italiane con una tre giorni intensa di seminari agronomici, enologici, degustazioni e visite alle cantine. Ben sette le enoteche arrivate da ogni dove del Belpaese che hanno scelto Montalcino per una full immersion nel territorio per approfondire le conoscenze e veicolare sempre al meglio i vini di questa realtà, al consumatore finale. Tra queste Enoteca Il Tralcio – Monopoli (Ba), Enoteca L’Angolo Di Vino – Ruvo di Puglia (Ba), Enoteca Piccolomini@Nannini – Siena, Enoteca Vini e Delizie Aigrum – Firenze, Enoteca La Barrique – Cantu’ (Co), Enoteca Bischoff – Trieste ed Enoteca Bottiglieria Terruli – Martina Franca (Ta). Gli stage sui vini di Montalcino, nati nell’ottica di un momento di incontro, dialogo e conoscenza della realtà produttiva di questo terroir, si sono articolati in diversi momenti di approfondimento: una presentazione introduttiva al territorio, alla sua storia e alla sua unicità nel panorama produttivo internazionale, esperienze degustative con la presenza e la partecipazione diretta delle aziende, visite aziendali con focus incentrati sui processi produttivi, presentazione e spiegazione dei vigneti, delle loro caratteristiche e dei sistemi di allevamento, e, per finire, wine tasting approfonditi con verticali di vecchie annate.

Brunello e Rosso di Montalcino, l’eccellenza by L’Espresso 2015

Conta 25 mila vini degustati, circa 8 mila recensiti, 2.100 aziende classificate, ovvero, il meglio della produzione enologica italiana, carte regionali delle principali Doc e Docg, con un’ampia sezione sulla conservazione e sull’abbinamento dei vini.: è la guida de l’Espresso, curata da Fabio Rizzari ed Ernesto Gentili, “I Vini d’Italia 2015”, che, per la sua quattordicesima edizione, porta delle novità: per la prima volta nella storia un vino binaco, lo scintillante Trebbiano d’Abruzzo 2010 di Valentini, affianca il leggendario Barolo Vigna Rionda di Massolino, che con l’annata 2008 bissa il risultato ottenuto lo scorso anno dal 2007, ai vertici della “classifica” con il punteggio massimo di 20 ventesimi. Un vero colpo di scena e segno di un cambiamento nella guida diretta da Enzo Vizzari, anche se, niente paura, il Brunello di Montalcino resta sempre saldo ai piani alti insieme alle altre denominazioni “Vip” del Belpaese: Barolo, Barbaresco e Chianti Classico.
Il Brunello di Montalcino, infatti, è nel gotha dei migliori vini del Belpaese grazie a Poggio di Sotto entra nella lista delle cantine da “tre stelle”, il massimo riconoscimento assegnato dal team di degustatori de “Le Guide de l’Espresso”.
Nella Top 20 per rapporto qualità-prezzo svetta, con 17/20, il Rosso di Montalcino 2012 Fattoria dei Barbi.
Ma, per Montalcino, non è certo finita qui. Ad aggiudicarsi un posto nei gradini più alti della classifica 2015 sono ben 16 le etichette, tra Brunello e Rosso, ad aggiudicarsi l’Eccellenza, ovvero quei vini che hanno ottenuto un punteggio di almeno 18/20, le punte di diamante del territorio: da Col d’Orcia a Biondi Santi, da Baricci a Cerbaiona, da Salvioni a Mocali, da Pian dell’Orino a Pian delle Querci, da Poggio di Sotto a Podere Salicutti, dalle Ragnaie a Tenimenti Angelini-Val di Suga, da Le Chiuse a Siro Pacenti fino a Tenuta le Potazzine.

Focus – Tutti i riconoscimenti per Montalcino by “Le Guide de l’Espresso: I Vini d’Italia 2015”

Tre Stelle
Cantina Poggio di Sotto

Top 20 per rapporto qualità-prezzo
Rosso di Montalcino 2012 Fattoria dei Barbi.

Eccellenze
18.5 Brunello di Montalcino Riserva Poggio al Vento 2007 Col d’Orcia
18.5 Rosso di Montalcino 2010 Biondi Santi
18 Brunello di Montalcino 2009 Baricci Colombaio Montosoli
18 Brunello di Montalcino 2009 Cerbaiona
18 Brunello di Montalcino 2009 Salvioni
18 Brunello di Montalcino 2009 Mocali
18 Brunello di Montalcino 2009 Pian dell’Orino
18 Brunello di Montalcino 2009 Pian delle Querci
18 Brunello di Montalcino 2009 Poggio di Sotto
18 Brunello di Montalcino Riserva 2008 Biondi Santi
18 Brunello di Montalcino Tre Vigne 2009 Podere Salicutti
18 Brunello di Montalcino 2009 Vecchie Vigne Le Ragnaie
18 Brunello di Montalcino 2009 Vigna del Lago Tenimenti Angelini – Val di Suga
18 Rosso di Montalcino 2012 Le Chiuse
18 Rosso di Montalcino 2012 Pacenti Siro
18 Rosso di Montalcino 2012 Gorelli – Tenuta Le Potazzine

Brunello alfiere dell’Italia enoica: il “wine dream” italiano

Il Brunello di Montalcino tra gli alfieri dell’Italia enoica: il “wine dream” italiano per eccellenza, amato dai wine lover, dai vip e sempre presente sulle tavole “ufficiali”. A ribadire l’importanza enoica di questo territorio e la grandezza del Brunello, questa volta, è il sondaggio di www.winenews.it, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere, e Vinitaly (www.vinitaly.com), appuntamento enologico internazionale e “regia” del progetto “Vino – A Taste of Italy” in Expo2015. Dal sondaggio “Vedo l’Expo, sogno l’Italia del vino: l’Esposizione Universale, di cui il vino è il “fiore all’occhiello” del made in Italy, sarà un trampolino di lancio per i suoi distretti”, emerge che la curiosità verso l’Expo2015 è tanta, tanto che, l’89% degli eno-appassionati la visiterà, ma nel loro cuore ci sono i terroir, e per l’83% un’incursione in un territorio del vino sarà una tappa obbligata. Le mete? Su tutti, le Langhe che, fresche del riconoscimento Unesco, sembrano vivere un “secondo Rinascimento”; la Franciacorta delle famose “bollicine”, a due passi dall’Expo; la Sicilia, regione del momento celebrata in patria e oltreconfine; la Toscana, meta cult per eccellenza; e la Valpolicella, patria dell’Amarone. Ecco il sentiment che si respira tra 1.539 “enonauti” di tutto il mondo, appassionati già fidelizzati al vino e al web, che hanno risposto ad un sondaggio che mette in evidenza come per il 97% dei wine lover, l’Esposizione Universale avrà ricadute turistiche ed economiche sul vino italiano, chiamato ad essere “ambasciatore” del made in Italy, un ruolo appropriato per il 92%, così come il fatto che, in primo piano, ci saranno proprio i territori (97%). Gli “alfieri” dell’Italia enoica? Il Barolo, seguito dal Chianti, dal Brunello di Montalcino, dal Chianti Classico e dall’Amarone della Valpolicella.
L’Expo2015 sarà, dunque, un’occasione fondamentale per visitare gli eno-distretti: si recheranno a Milano a vedere il Padiglione Vino (89%), ma l’intenzione degli “enonauti” (83%) sarà quella di andare alla scoperta dei grandi territori del vino italiano. Dove andranno? Su tutti, nelle Langhe, per scoprire e ri-scoprire uno dei più famosi e storici terroir del vino italiano, ora anche Patrimonio Unesco; poi in Franciacorta, il terroir più vicino a Milano, patria delle sempre amate “bollicine”; quindi, in Sicilia, il territorio più celebrato del momento per la vivacità del suo mondo del vino; in Toscana, che arretra in una classifica che solitamente la vede ai primi posti, forse perché in molti l’hanno già visitata; e, infine, in Valpolicella, patria dell’Amarone, con tappa a Verona, dicono i wine lover, che per l’Expo2015 ospita forse la più ricca mostra mai realizzata di opere d’arte ispirate a Bacco. Il vino italiano in Expo2015 sarà ambasciatore del made in Italy e il cuore pulsante del Padiglione Italia: uno spazio e un ruolo appropriati per il 92% degli “enonauti”, convinti che, con gli altri prodotti made in Italy altrettanto conosciuti nel mondo, possa fare da traino a tutte le eccellenze enogastronomiche e turistiche del Belpaese. E la grande maggioranza dei wine lover (97%) è d’accordo che all’Expo2015 in primo piano ci saranno i territori. Anche perché un altro 97% dichiara che l’Esposizione Universale avrà ricadute turistiche ed economiche sul vino italiano. A patto di saperla sfruttare bene, perché vale anche il viceversa, con gli “enonauti” che si augurano che possa essere occasione di scambio con altri Paesi, soprattutto in termini di marketing.
Protagonista del Padiglione Vino sarà tutta l’Italia, “per far avvicinare soprattutto i visitatori internazionali alla sua cultura emozionandoli”, ha detto Giovanni Mantovani, ad Vinitaly-Veronafiere, in questi giorni in giro per l’Italia ad illustrare il progetto Expo. Ma se si chiede agli “enonauti” quale siano i vini “portabandiera” dell’Italia enoica, i più rappresentativi dei territori, il risultato sono “cinque alfieri” in bottiglia: n. 1, il Barolo, il grande rosso piemontese, il vino che più evoca la storia d’Italia, a partire dal suo celebre “inventore” Camillo Benso Conte di Cavour; n. 2 è il Chianti, forse il vino più conosciuto al mondo, i cui vigneti abbracciano praticamente tutta la Toscana; n. 3 è il Brunello di Montalcino, il “wine dream” italiano per eccellenza, amato dai wine lover, dai vip e sempre presente sulle tavole “ufficiali”; n. 4 è il Chianti Classico, un vino e un territorio tra le città d’arte di Firenze e Siena, da sempre nei desideri degli appassionati di tutto il mondo; infine, chiude il “quintetto”, l’Amarone della Valpolicella, tra i più importanti rossi italiani, sempre più amato oltreconfine.