Top of the Dop: il Brunello vola in Germania

Nuovo appuntamento per la campagna di informazione e valorizzazione sui vini e sui salumi a denominazione d’origine “Top of the Dop”. Dopo che Montalcino ha ospitato, il 5 e il 6 novembre 2014, l’incoming per giornalisti ed addetti ai lavori provenienti dalla Germania, con l’obiettivo di implementare la conoscenza dei prodotti vinicoli e di salumeria italiani più prestigiosi per un maggior mercato europeo, è arrivato il momento di ricambiare la visita. In questi giorni, infatti, sono i produttori di Brunello volati in Germania per presentare l’annata 2010 del Sangiovese più famoso e conosciuto al mondo.
L’evento caratterizzato da seminari condotti dal giornalista Christian Eder e organizzati in cooperazione con la rivista Vinum, sono iniziati il 18 maggio 2015 e si sono divisi in tre tappe: lunedì a Berlino, ieri a Francoforte e termineranno oggi a Stoccarda. Durante i seminari, organizzati con il Consorzio di Tutela del Franciacorta, un progetto promosso da Federdoc e Istituto Valorizzazione Salumi Italiani e cofinanziato dalla Comunità Europea e dallo Stato, degustati i Brunello di Montalcino 2010 di 6 cantine: Capanna, Caparzo, Caprili, Col d’Orcia, Le Macioche, Tenuta San Giorgio.

Brunello all’inaugurazione del Padiglione “Vino-A Taste of Italy”

Anche il Brunello di Montalcino all’inaugurazione del Padiglione “Vino-A Taste of Italy”, lo spazio espositivo dell’esperienza vitivinicola italiana che sarà inaugurato ufficialmente sabato 23 maggio dal ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina. A Milano ci sarà il presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci, e il coordinatore Giampiero Pazzaglia. Una presenza istituzionale per il padiglione organizzato da VeronaFiere (con Giovanni Mantovani) e allestito dall’architetto Italo Rota. La terrazza al secondo piano, riservata agli eventi, aprirà il 23 maggio. Il percorso didattico al piano terra è invece già ultimato: l’idea è di unire modernità, reperti antichi e citazioni classiche. La distorsione ottica a cui Rota ha pensato sul Bacco di Caravaggio vede anche qualche fumetto animato. C’è il simbolo pop dell’amore, la statua di Giulietta portata da Verona, che ha subito attratto post it da innamorati perché “Wine is love”. Frasi di questo tipo, che sono anche il filo conduttore nelle sale: “Wine in design”, “Wine in culture”. E poi grandi nasi restituiscono i profumi dei vini, dalla pesca alla pietra focaia. “Il Padiglione sarà un percorso emozionale. Uno strumento di divulgazione attraverso i cinque sensi”. È quanto ha dichiarato il Ministro per le politiche agricole e ambientali Maurizio Martina nel corso della presentazione del Padiglione del Vino a Expo Milano 2015, che trova spazio all’interno del Padiglione Italia . “Un grande gioco di scoperte”, lo definisce l’architetto Italo Rota, il progettista di questa installazione di duemila metri quadrati. Il progetto, frutto della collaborazione tra Ministero delle politiche agricole, Padiglione Italia e Veronafiere, ha tra i suoi obiettivi raccontare la storia e la cultura del vino italiano coinvolgendo i visitatori in un’esperienza a tutto campo, da quella emozionale, realizzata attraverso un percorso multimediale, a quella degustativa nell’enoteca “Biblioteca del Vino”. I visitatori del Padiglione al primo piano troveranno proprio la Biblioteca del vino, un’enoteca con bottiglie da tutta Italia, 1.400 etichette. Qui saranno organizzate le degustazioni con i sommelier. Ci sarà poi una Cantina Web per gli acquisti e uno spazio sulla terrazza per gli eventi e i corsi di approfondimento per raccontare la viticoltura italiana, dai piccoli vignaioli di montagna ai produttori dei vini prestigiosi esportati in tutto il mondo. Sabato 23 maggio l’inaugurazione vedrà il talk show su presente e futuro con il cibo e la gastronomia, in programma alle ore 11.30, a seguire una parata di stelle della cucina e con alcuni tra i nomi più importanti dell’editoria, della critica e del giornalismo enogastronomico del Belpaese.

“Oscar del Vino” 2015: nomination a Biondi Santi

Le votazioni on line sono chiuse, i giochi sono fatti, ma per accendere i riflettori e conoscere il verdetto di uno degli eventi più glamour e attesi del vino italiano, bisognerà aspettare fino a sabato 6 giugno per la notte degli “Oscar del Vino” by Bibenda, di scena al Rome Cavalieri. One man show della serata, come sempre, la guida della Fondazione Italiana Sommelier, Franco Ricci. E, tra i “nominati” eccellenti, in lizza per la nomination “Miglior azienda vinicola” c’è anche Montalcino con Biondi Santi e il suo Brunello di Montalcino Riserva 2008 che lotterà contro la cantina Centopassi con Tendoni di Trebbiano 2012 e la cantina Santadi con il Carignano del Sulcis Superiore Terre Brune 2010.
Tante, poi, le categorie degli Oscar: “Miglior Vino Rosso”, “Miglior Vino Bianco”, “Miglior Vino Rosato”, “Miglior Vino Spumante” “Miglior Vino Dolce”, “Migliore Etichetta con Miglior Vino”, “Miglior Vino di grande qualità prezzo”, “Migliore Olio del Raccolto 2013”. E, come sempre, i premi speciali “Migliore Enologo”, “Miglior Ristorante”, “Miglior Scrittore”, “Migliore Innovazione nel Vino”, “Migliore Addetto Commerciale” ed il Premio Speciale della Giuria.
A contendersi, poi, la palma di “Miglior vino Bianco” sono invece Tasca d’Almerita con il Sicilia Contea di Sclafani Chardonnay 2012, Jermann con il Vintage Tunina “Tappo a vite” 2005, e Cataldi Madonna con il Pecorino Giulia 2013; il “Miglior vino spumante”, ancora, sarà uno tra il Dubl + 2011 di Feudi di San Gregorio, il Verdicchio dei Castelli di Jesi Brut M. C. Ubaldo Rosi Riserva 2008 di Colonnara e il Soldati La Scolca Brut d’Antan Millesimato 2003 de La Scolca. In corsa per il “Miglior vino rosato” ci sono l’Alto Adige Brut Rosé Athesis Talento Metodo Classico di Kettmeir, loa Spumante Metodo Classico 4478 Nobleffervescence di Quatremillemètres, ed il Rosé Brut 2011 di Terrazze dell’Etna; il Moscato Passito di Saracena 2013 di Cantine Viola, il Vinsanto del Chianti Classico 2004 di Fontodi ed ilMoscato Giallo Passito Baronesse Baron Salvadori 2011 di Nals Margreid si contendono il titolo di “Miglior vino dolce”. Infine, saranno il Molise Aglianico Contado 2012 di Majo Norante, il Frascati Superiore Vigneto Santa Teresa 2013 di Fontana Candida ed il Vino Nobile di Montepulciano 2011 Tenute del Cerro a correre per la categoria “Miglior vino di grande qualità-prezzo”, e il Bolle di Lambrusco To You di Ceci, il Trentino Chardonnay del Diaol Ritratti 2013 di La Vis ed il Suisassi 2011 di Duemani per quella di “Migliore etichetta con miglior vino”.

“Il sangue di Montalcino”: il giallo di Negri diventa film

Il Sangue di Montalcino by Giovanni Negri“Il Sangue di Montalcino”, primo successo editoriale da eno-giallista di Giovanni Negri e prima avventura del commissario Cosulich, ormai investigatore-icona del mondo del vino, potrebbe presto arrivare sul grande schermo.  “Abbiamo firmato a Cannes il contratto per la cessione dei diritti con il produttore di lungo corso Galliano Juso”, così Negri dichiara, dalla Francia a WineNews, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere.
Niente, eccetto la firma del contratto, per ora di chiaro e  definito, ancora, ma sembra che l’idea di Juso, che ha alternato nella sua carriera la produzioni di film ora più ironici come i tanti polizeschi negli anni 70 con protagonista “Er Monnezza” Tomas Milian, ora più impegnati come “Tatanka”, del 2001, con il pugile Clemente Russo, sia “quella di una storia ambientata soprattutto a Montalcino, tra i vigneti del Brunello, come il libro – spiega Negri – ma con scene girate anche a Londra e altre ambientazioni prestigiose”.
Tutto da vedere per il cast, dove potrebbe figurare il celebre attore inglese Jude Law, più volte candidato all’Oscar, e protagonista in titoli come “Ritorno a Cold Mountain”, “Closer”, “Sherlock” Holmes o “Il talento di Mr. Ripley”.
E chissà che il film non diventi magari il primo di una saga ambientata nel mondo del vino, che in versione libro è continuata negli anni, e che vive in questi giorni con il “Il vigneto Da Vinci”, storia ambientata nella Milano dell’Expo 2015.

Presentata l’opera by Cignozzi-Bacalov

“Il vino, soprattutto un grande vino come il Brunello, è storia, tradizione e cultura legati ad un territorio. Già dieci anni fa, in occasione dei 40 anni del Consorzio, sostenemmo la pubblicazione del libro di Carlo Cignozzi. Oggi, con l’opera di Bacalov, eseguita in prima assoluta da laVerdi di Milano, abbiamo un’altra grande opportunità per far parlare del Brunello”. Così Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, commenta la nuova opera – prosa (Singspiel, divertimento buffo), o teatro con musica, tratta liberamente dalla commedia Barbatelle di Giancarlo Cignozzi; musiche di Luis Bacalov,  libretto di Giancarlo Cignozzi, con la collaborazione per le arie di Francesca Verducci e la regia di Carlos Branca (durata 90 minuti ca) -  presentata in conferenza stampa questa mattina all’Hotel Baglioni di Milano e che sarà eseguita in prima assoluta e in data unica, sabato 6 giugno (ore 16.00), all’Auditorium di Milano in largo Mahler, da Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, diretti rispettivamente da Luis Bacalov ed Erina Gambarini.
“Non è casuale la scelta del tema del vino per questa nuova opera originale di Luis Bacalov – afferma il direttore generale de laVerdi Luigi Corbani -. Il collegamento con la filosofia dell’Expo milanese è evidente: il vino infatti non è solo un prodotto della terra ma è un modello culturale, frutto del lavoro e dell’ingegno di molti, che affonda le radici nella nostra cultura millenaria”.
Il cast dei cantanti è composto da Federica Vitali (Malvy), Francesca Pacileo (Syrah), Katerina Kotsou (Dolcetta), Matteo Mezzaro (Pinot Noir),  Raffaele Facciolà (Nebbiolo, Gwandar), Marco Calabrese (Burattinaio), Dario Ciotoli (Duka), Matteo d’Apolito (Amarone), Daniele Caputo (Cabernet Franc), Andrea Vincenzo Bonsignore (Petit Verdot).
In scena anche gli attori Lorenzo Frediani, Alessandro Grima, Ivano La Rosa e Gabriele Scaprino della Civica Scuola Teatro Paolo Grassi di Milano, nei ruoli di Caberlot, Merlot, Sangiò e Aglianico.

Focus – La storia di Luis Bacalov
I maggiori vini francesi e italiani hanno un diverbio importante, in quanto il duca di Cabernet- Sauvignon, che non è altro che il vitigno omonimo che ha inondato il mondo di sé – dall’Europa alle Americhe, dall’Australia al Sud Africa -  a sua volta  non vuole avere vitigni autoctoni, a cominciare dagli italiani (Nebbiolo, Sangiovese, etc.) che gli facciano ombra. Ma neanche francesi, come il Pinot Noir, del quale il duca è fortemente geloso, al punto di trovare un escamotage per sminuirlo, fino a farlo sparire dal mercato. Trattandosi del tiranno del grande impero bordolese, l’ostilità a questa supremazia del duca raccoglie il consenso sia dei vini italiani sia di alcuni vini francesi dissidenti e malcontenti – Merlot e Cabernet Franc tra gli altri  – i quali, per una ragione o per l’altra, non ne possono più del duca.
Intanto i vini italiani, che si sono costituiti in una gran loggia vinicola, organizzano una congiura, usando Malvasia come spia (una specie di Mata Hari), che va come ospite a un direttorio del grande impero bordolese, convocato dal duca, invitata da Merlot.
Segue tutta una serie intrecci, fino a che scoppia la rivoluzione: il Duca viene fatto prigioniero dai francesi dissidenti, i quali proclamano l’impero bordolese decaduto, con beneplacito degli italiani (vini autoctoni) e dei francesi sminuiti dal Cabernet Sauvignon. Il tutto, all’insegna del buffo in senso operistico.
Il compositore – il Premio Oscar Luis Bacalov – per scrivere quest’opera ha lavorato anche con spunti e sequenze delle musiche strumentali mozartiane.
La morale dell’opera risulta chiara allo spettatore e si collega direttamente al tema di Expo Milano 2015: bisogna lasciare la biodiversità fiorire senza imposizioni; bisogna accettarle senza pregiudizi e, anzi, favorirle, coltivarle, diffonderle, perché costituiscono una ricchezza per l’uomo e per il pianeta.

Focus – Note di regia di Carlos Branca
Per questa opera originale, dal soggetto nuovo e accattivante, perfettamente attuale, ho pensato che sarebbe stato interessante trovare un codice di recitazione  moderno, popolare, del nostro tempo. Quando noi registi veniamo chiamati lavorare su opere classiche, molto spesso siamo condizionati da tutto il materiale che ci ha preceduto e spesso il nostro lavoro di concetto registico può risultare un po’ “forzato”.
Inoltre mi succede molte volte, durante la direzione attoriale dei cantanti lirici (non dimentichiamo che oltre ad essere cantanti, sono attori), di trovarmi di fronte a dei clichè che chiamo “effetto cinema muto”, in quanto gli interpreti esprimono situazioni, anche drammatiche, con gesti esagerati, forzatamente descrittivi, con l’effetto e a volte, di rendere caricaturale o falsa un’Aria drammatica.
In questo caso, tuttavia, ho approfittato ampiamente e consapevolmente di questi clichè, trattandosi di un’opera buffa, avendo a disposizione un cast di cantanti e attori molto bravi ed espressivi, che ho potuto far muovere sulla scena senza suscitare in loro la paura per la voce e per il canto.

Biografie
Luis Bacalov Pianista, compositore (Misa Tango ha aperto il Festival di Pasqua della Accademia Nazionale di Santa Cecilia nel 1999; Il Postino, Premio Oscar a Los Angeles per la musica del film), direttore d’orchestra (nominato direttore stabile della Orchestra della Magna Grecia). Nato a Buenos Aires, inizia la sua formazione musicale all’età di cinque anni, studiando pianoforte con Enrique Barenboim, continuando quindi con Berta Sujovolsky (allieva di Artur Schnabel). Comincia ben presto l’attività concertistica in Argentina come solista e in duo con il violinista Alberto Lisy, nonchè in gruppi di musica da camera. Fa ricerche sul folklore musicale di varie nazioni sudamericane, lavorando in questa disciplina per la Radio e la Televisione Colombiana, dove inoltre fa conoscere, come interprete, la produzione pianistica delle Americhe dell’Ottocento e del Novecento.
In Italia e in Francia, a partire dagli anni ’60, si dedica anche alla composizione di musiche per il cinema, collaborando con registi quali Lattuada, Damiani, Scola, Petri, Faccini, Giraldi, Wertmüller, Kurys, Stora, Lefebvre, Borowczyk, Greco, i fratelli Frazzi, Pasolini, Fellini, Radford e Rosi. Per le musiche de Il Postino, con la regia di Michael Radford, ha avuto numerosi premi e nomination: il Davide di Donatello, il Globo d’Oro della Stampa Estera in Italia, il Nastro d’Argento dell’Associazione dei Critici Cinematografici, il Premio Oscar della Academy of Motion Pictures Arts and Science, il Premio Bafta (British Academy for Film and Television Arts), il Premio Nino Rota. Per La tregua di Francesco Rosi ha ottenuto una nomination per il Davide di Donatello, mentre per il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini una nomination dalla A.M.P.A.. Ha vinto il Globo d’oro per la musica del film Il Consiglio d’Egitto di Emidio Greco. È anche l’autore delle musiche di Il cielo cade con la regia dei fratelli Frazzi, con i quali ha collaborato anche per Almost American.
Come pianista si è dedicato a partiture di Bach, Chopin, Beethoven, Strawinskij e Berio, tra le altre.
Come direttore d’orchestra, accanto al repertorio tradizionale e contemporaneo, esegue musiche di autori latino-americani, incluse le sue proprie. Ha inaugurato la Cavea dell’Auditorium – Parco della Musica di Roma il 2 luglio 2003 con il programma “Cinema Italiano”, dirigendo l’Orchestra della Accademia Nazionale di Santa Cecilia. È stato interprete al pianoforte del suo Triple Concierto, per soprano, bandoneon e pianoforte, con la Santa Barbara Symphony Orchestra in California in prima esecuzione, eseguito poi con la Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e con la Rotterdam Philharmonic. È stato ospite dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dove ha suonato con la concittadina Martha Argerich in occasione dei programmi dedicati ad autori latino americani. Ha partecipato al concerto di fine anno del Teatro San Carlo di Napoli.
È autore di composizioni per chitarra, violino, per vari gruppi strumentali e per pianoforte e orchestra. La sua composizione per soli, coro e orchestra intitolata Misa Tango, registrata dalla D.G.G. sotto la direzione di Myung-Whun Chung con Placido Domingo, Ana Maria Martinez e Hector Ulises Passarella, è stata eseguita a Roma con l’Orchestra della Accademia Nazionale di Santa Cecilia durante il Festival di Pasqua 1999. Per la D.G.G. Luis Bacalov ha registrato, nella rielaborazione per pianoforte e orchestra, i tanghi di Piazzolla e il suo Tangosain. L’intero album DGG\Universal ha avuto la nomination al Latin American Grammy Awards 2001.
Luis Bacalov Ha diretto la prima esecuzione mondiale della sua prima opera teatrale Estaba la Madre, è andata in scena al Teatro Nazionale di Roma per il Teatro dell’Opera di Roma, con la regia di Giorgio Barberio Corsetti, nel 2004 e ripetuta nel 2005. A Città del Messico nel 2006 ha diretto la prima mondiale della sua opera Un ingenioso hidalgo en America. Nel luglio 2008 ha diretto, a Siena per l’Accademia Musicale Chigiana, la prima mondiale della sua opera-balletto y Borges cuenta que …,con la regia di Giorgio Barberio Corsetti. L’Ente Arena di Verona gli ha tributato un omaggio con un concerto gala al Teatro Filarmonico da lui stesso diretto.
Nel 2008 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli ha conferito il Premio Vittorio de Sica per la Cultura come personalità di rilievo nel campo della musica.
È docente di Composizione di musica per il cinema alla Accademia Chigiana di Siena.
Ha formato un quartetto con bandoneón, contrabbasso, percussioni e pianoforte, con il quale esegue composizioni che ricercano punti d’incontro fra diverse culture musicali, approdando a un risultato fortemente sincretico (musica etnica, urbana, contemporanea).
Con il quartetto ha suonato al Teatro San Carlo Felice di Genova, Teatro Regio di Parma, Teatro Massimo Bellini di Catania, Teatro Olimpico di Roma e al Teatro dell’Opera di Roma in uno spettacolo di danza “Aria Tango” con la coreografia di Micha van Hoecke.
Nel 2014 è stato coordinatore artistico di “Festival Tango” per “Un’estate con la musica”, la stagione estiva de laVerdi.

Giancarlo Cignozzi, librettista. Avvocato in Milano per 35 anni, nel 2000 fonda l’azienda vitivinicola Il Paradiso di Frassina. Già in piena esperienza sul territorio di Montalcino sin dal 1972, aveva creato dal nulla la Tenuta Caparzo, oggi una delle più importanti aziende del Brunello.
Nel suo percorso Montalcinese, diviene amico e sostenitore delle tesi di Luigi Veronelli, aiutando a sviluppare tra i piccoli vignaioli di Montalcino il concetto di “crus”, di “terroir” e di naturalezza produttiva, operando nel Consorzio del Brunello come Sindaco e legale.
Negli anni di crescita del Brunello, allora quasi sconosciuto nel mondo, si fa paladino dei piccoli produttori aiutandoli ad affacciarsi nel mercato del vino e nel mondo mediatico.
Unitamente ai puristi di Montalcino, da sempre Cignozzi è stato protagonista nella lotta per la difesa dell’intangibilità del “Sangiovese Grosso”, unico e indiscusso vitigno del Brunello e del Rosso di Montalcino.
Nel 1999, vende la propria quota maggioritaria della società Caparzo, divenuta troppo grande per la sua filosofia produttiva e trova finalmente nel podere de Il Paradiso di Frassina la dimensione e la suggestione di un sito a giusta misura per un piccolo e fantasioso vignaiolo.
Ci vorranno quasi due anni per restaurare questo antico podere risalente all’anno mille ed abbandonato da oltre cinquant’anni, e alla fine il suo sogno si avvera.
In questo meraviglioso sito, viene folgorato dalla magia della musica tra i vigneti.
La storia di tale sofferto e luminoso percorso è raccolta nel suo libro L’uomo che sussurra alle vigne edito da Rizzoli nel 2011, ora reperibile su Amazon book. Il libro testimonia tutte le tappe esistenziali, emozionali e tecniche dell’ intuizione che sfocerà nel progetto di musicoterapia applicato alla vigna, divenuto oggetto di ricerca delle Università di Firenze e di Pisa.
Tra il 2000 e il 2001 quattro ettari di “Sangiovese di Brunello” vengono messi a dimora al Il Paradiso di Frassina e crescono coccolati con musiche sacre e barocche diffuse da alcune casse acustiche. Per dare un tono unico, geometrico e discreto al tessuto armonico, nel 2008 i ricercatori scelgono la musica di Mozart come unico manto protettivo dei vigneti di Brunello.
Dal 2002 in poi gli esperimenti sugli effetti delle frequenze sonore sulla “vitis vinifera”, sono condotti al Paradiso di Frassina con la collaborazione dell’ equipe del Professor Stefano Mancuso dell’Università di Firenze per gli aspetti bio-fisiologici e del Professor Andrea Lucchi dell’Università di Pisa per gli aspetti entomologici.
Nel 2006 la U.S. Bose Company, incuriosita da tali ricerche, fornisce gratuitamente gli apparati di diffusione sonora, grazie all’interessamento personale del suo fondatore Amar Bose. Successivamente, fino al 2012, è intervenuta Bose Italia, finanziando le ricerche universitarie con un importante contratto pluriennale. La pubblicazione finale delle ricerche è in fase di attuazione e apparirà sulle riviste internazionali del settore Bioviticolo, a conferma della serietà e dell’importanza delle sperimentazioni. Nel frattempo è stata presentata domanda di brevetto si in Italia che in Europa.
L’interesse per questo studio ha già creato emulazione tra alcuni viticultori italiani e stranieri.
È auspicabile che quando le ricerche saranno pubblicate e diffuse a livello internazionale, confortate da un protocollo operativo e dai relativi brevetti, molte tra le imprese viticole, accoglieranno le sperimentazioni biomusicali aprendo un percorso naturale a “dosaggio zero” sulla chimica e sulle manipolazioni genetiche.
Per continuare le sperimentazioni di questa importante ricerca scientifica, occorrono fondi privati e pubblici che ad oggi è difficile reperire in questo nostro “Bel Paese”.
“Se è vero che l’armonia musicale apre uno scenario inaspettato in agricoltura , occorre anche sondare tutte le frequenze udibili, nonché gli infra e gli ultra suoni al fine di completare in laboratorio e in campo l’indagine sugli effetti del suono nel mondo vegetale”.
Professor Stefano Mancuso & Giancarlo Cignozzi

Erina Gambarini, Maestro del Coro. Figlia d’arte, ha iniziato la sua attività artistica a 13 anni al Teatro alla Scala di Milano, come voce bianca, protagonista nell’opera di Britten Il giro di vite.
Dopo alcuni anni di intensa attività solistica, ha proseguito lo studio del pianoforte con il padre, lo studio del canto, come soprano, con Teresa Stich Randall a Vienna, direzione interpretazione corale e musica da camera con Marcel Couraud, tecnica vocale e interpretazione con Schmidt-Gaden. Ha collaborato con la RSI, la RAI, la Fenice di Venezia, Teatro Sociale di Como, Teatro Olimpico e Valle di Roma, Teatro Carignano di Torino, Verdi di Trieste, La Pergola di Firenze, Teatro Grande di Brescia. Ha inciso numerosi CD per Nuova Era, Carrara e Ricordi. Nel 1989 fonda il gruppo corale Canticum Novum, che in pochi anni si distingue per la qualificata e ricca attività artistica e parallelamente dirige vari gruppi strumentali. Nel 1996 inizia la sua collaborazione con il Maestro Romano Gandolfi, che nel 1998 la chiama come sua assistente e maestro del coro in occasione della costituzione del Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, incarico che ricopre tuttora. Ha collaborato con molti direttori d’orchestra, tra i quali Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Gianandrea Gavazzeni, Aldo Ceccato, Ettore Gracis, Oleg Caetani, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Rudolf Barshai, Vladimir Jurowski, Helmuth Rilling, Leonard Slatkin, Nevil Marriner, Roger Norrington, Vladimir Fedoseyev, Robert King.
Dal 1997 è membro dell’Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo per i suoi meriti artistici.

Carlos Branca, Regia. Regista di teatro di prosa, lirica, attore e maestro di teatro, è nato a Buenos Aires, Argentina, da genitori italiani. A luglio 2014 è partito il suo nuovo spettacolo Con el repiro del Tango, con Luis Bacalov e l’attore Michele Placido. Nel maggio 2013 ha realizzato lo spettacolo Tango y nada mas, insieme con Giorgio Zagnoni (direttore artistico del Teatro Manzoni di Bologna) e Luis Bacalov. Sempre con Bacalov, ha diretto Estaba la madre (opera lirica rappresentata in Italia e in Argentina), Baires concerto, Y Borges cuenta que… (con la regia di Giorgio Barberio Corsetti), Mi Buenos Aires Querid. In Italia dal 2006, lavora nei principali teatri nazionali: Regio di Parma, Manzoni di Bologna, Verdi di Busseto, Accademia Chigiana di Siena, fra gli altri. Laureato in Giurisprudenza all’Università di Buenos Aires, diplomato presso la Scuola di Teatro di Buenos Aires, diretta da Raúl Serrano, col quale collaborò in numerosi progetti teatrali, ha frequentato il corso di regia lirica presso l’Istituto Superiore d’Arte del Teatro Colón. Come regista di opera lirica ha diretto, fra le altre, il Barbiere di Siviglia di Rossini nel Teatro Lola Membrives e nelle sale di varie province argentine. Per l’Istituto Superiore d’Arte del Teatro Colón ha diretto Il sogno di Ulisse del maestro Bruno D’Astoli e La Dirindina di Scarlatti. Nella stagione 2005 ha realizzato la regia de La scala di seta di Rossini al Teatro Avenida e l’opera lirica Tlausicalpan (prima mondiale) di E. Mastronardi al Teatro Argentino, che nel 2006 ha ottenuto il Premio della critica come migliore opera dell’anno. Nel teatro di prosa ha diretto più de cinquanta opere di autori argentini e internazionali, fra cui La madre di   Brecht, Le astuzie di Scapino, Tartufo e Il malato immaginario di Molière.
Dal 2010 dirige Assenza, spettacolo musicale da lui ideato, in vari teatri Italiani. Tiene master class di tecnica teatrale per cantanti lirici insieme con il maestro Paolo Coni in Italia.

Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi. Dalla sua fondazione nel 1951, a opera di Paolo Grassi e Giorgio Strehler, la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi è un punto di riferimento formativo per il mondo teatrale italiano. Collegata nei suoi primi anni di vita al Piccolo Teatro, in seguito gestita dal 1967 dal Comune di Milano, entra a far parte nel 2000 della Fondazione Scuole Civiche di Milano, di cui costituisce il Dipartimento di Teatro. I suoi corsi coprono la completa gamma di attività professionali nel campo dello spettacolo. La ricerca continua di una formazione al passo con i tempi caratterizza la storia e l’identità della Scuola Paolo Grassi. Se la finalità di ogni Scuola è l’immissione dei propri allievi nel mondo del lavoro, l’impegno dell’istituzione milanese è sempre stato quello di accompagnare gli studenti nelle “trasformazioni” del sistema teatrale. Da qui un’originale storia pedagogica e un’identità innovativa non si è mai ancorata a metodi cristallizzati. Una caratteristica che le è riconosciuta dal mondo del lavoro teatrale nazionale ed internazionale. La Scuola è aperta alla testimonianza del pensiero innovatore di tutti i principali maestri del XX secolo; nella sua pedagogia è facile riconoscere contributi di Stanislavskij, Copeau, Brecht, Strehler, Lecoq. La capacità di offrire formazione di base di alta qualità permettendo al contempo la differenziazione dei percorsi, dei talenti e delle carriere, è il tema su cui si gioca l’eccellenza di una Scuola di teatro.

Gambero Rosso assaggi 2015: la parola a Guerini e De Cristofaro

Come ogni maggio, approda a Montalcino, nelle stanze del Consorzio del Brunello, il Gambero Rosso, rappresentato Eleonora Guerini, Paolo De Cristofaro ed Antonio Boco per gli assaggi delle nuove annate. E come ogni anno la Montalcinonews è andata a “sbirciare” e a chiedere in anteprima i giudizi sui vini presi in esame.
“La 2010 – racconta Eleonora Guerini – è un’ottima annata per il Sangiovese e ne avevamo preso coscienza già negli scorsi anni con gli assaggi di altri vini a base di questo vitigno. C’è da dire, comunque, che non tutti i Brunello sono dei grandi vini ma “vincono” senza dubbio i bravi e preparati produttori che riescono ad interpretare al meglio annate felici con del potenziale come questa”.
A raccontare il Rosso di Montalcino 2013, in modo molto lusinghiero è poi Paolo De Cristofaro che spiega: “il Rosso rappresenta sicuramente la tipologia di vino che negli ultimi anni è cresciuta maggiormente. Si è saputa ritagliare nel panorama enologico una sua identità distaccandosi dall’etichetta di “Brunello mancato” sviluppando una sua specifica fisionomia. Un’annata come il 2013, poi, da modo di avere dei vini molto freschi da sbicchierare e mettere in tavola senza dover fare degli abbinamenti eccessivamente studiati. È un’annata che ci piace molto”.

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“Cantine Aperte 2015”: in Toscana tra vini e cibi rari

Cantine aperte in Toscana è l’occasione per assaggiare vini unici, rari e fuori commercio. Un’esperienza irripetibile a cui si collegano iniziative speciali nelle cantine del Movimento Turismo Vino Toscana. Dalle degustazioni ai corsi di cucina e ricamo, dai raduni di Harley Davidson al gelato al vino, passando per l’arte. Ecco alcune delle oltre 70 proposte di “Cantine Aperte in Toscana” che nell’anno di Expo fa il botto e offre un programma all’insegna di “Vini e cibi rari” una straordinaria occasione per degustare vini introvabili in abbinamento alle eccellenze agroalimentari del territorio, in perfetto accordo con il tema di Expo Milano 2015. “Mai come quest’anno il viaggio nei terroir del vino della Toscana, tra piccoli e grandi gioielli enoici, è stato così ricco di offerte e cose da fare – spiega Violante Gardini, presidente del Movimento Turismo del Vino Toscana -. I nostri vignaioli, per celebrare Expo, hanno dato il meglio di loro per organizzare con creatività e passione programmi all’altezza del brand Toscana. Esperienze indimenticabili fatte di bottiglie rare, annate fuori commercio, cibi tipici e  da scoprire, incontri, storia e tradizione della Toscana che sposano esperienze uniche che consentono agli eno-appassionati di fare dei veri e propri tour lungo i quattro giorni della manifestazione e visitare ogni angolo della regione”. “Cantine Aperte” che da sempre porta gli eno-appassioanti a fare visite e degustazioni, in cantina e tra i vigneti, porta alla scoperta della Toscana del vino, dal Carmignano al Nobile di Montepulciano, dal Chianti Classico al Chianti, dal Brunello di Montalcino ai vini della Valdichiana, da quelli della Val d’Orcia, fino alle Doc Cortona e Colline Lucchesi.

Focus – Cantine Aperte in Toscana
Arezzo
Degustazioni emozionali, quando bere un bicchiere rilassa e coccola, a Cortona, alla cantina Baldetti dove domenica 31 maggio saranno di scena anche raduni di moto d’epoca e Harley Davidson, sempre in provincia di Arezzo, da Camperchi sarà possibile scoprire e degustare i gelati del primo campione italiano di gelateria, Palmiro Bruschi. Per scoprire la storia e i sapori del Valdarno c’è Il Borro dove si potranno prendere anche lezioni di pittura, di ricamo e di orafo, ricevendo in regalo anche il gioiello realizzato durante il corso. Alla Tenuta La Pineta di scena la Mostra fotografica a tema “Il paesaggio agreste toscano visto dall’obiettivo di David Butali e degustazione della propria produzione di vini e salumi a Laterina, alla Tenuta Vitereta.
Firenze
Nel cuore del Chianti Classico, la cantina Ruffino sarà aperta per l’intero week-end di Cantine Aperte (30 e 31 Maggio) e si potranno degustare abbinamenti culinari della tradizione Toscana molto particolari, come il Gran Fritto dell’Aia. Cantine Aperte anche nella Cantina Antinori nel Chianti Classico dove si potrà partecipare ad un’avventura che si snoda lungo sei secoli di storia, quella della Famiglia Antinori e della sua passione nel produrre vino. Degustazione della prima annata dell’Igt “Il Massiccio” all’agricola Tamburini, visite guidate a Carpineto, menù speciali ai Castelli del Greve Pesa, visite e degustazioni a Castello di Querceto e a Fattoria Castello di Verrazzano. Tour anche a Il Fossato e alla Tenuta Bacco a Petroio, e visita a Giardini alla Vinsantaia e alla Cantina a Villa Calcinaia.
Grosseto
Nel cuore della Maremma Toscana visite guidate della cantina ipogea a Fattoria Le Mortelle, tour della Fattoria Aldobrandesca a Sovana, mentre alla Parrina visita di agriturismo, caseificio, cantina e shop. Doppio appuntamento alla Tenuta L’Impostino, sia sabato 30 maggio con cena degustazione in abbinamento ai vini Montecucco, sia domenica 31 con visite gratuite alla cantina e ai vigneti, con assaggi dei formaggi del caseificio Spadi. Giornata alla scoperta della storia e dei sapori dei territori della Maremma a Roccapesta e passeggiata nella tenuta con wine tasting di Morellino di Scansano 2013 e Vermentino 2014 alla cantina Val delle Rose.
Lucca
Visite in cantina, degustazioni di vini, ma anche di olio extravergine d’oliva e prodotti gastronomici del territorio a Fattoria di Fubbiano, e a Montecarlo appuntamento per quattro giorni consecutivi dal 30 maggio al 2 giugno alla Tenuta del Buonamico.
Pisa
Vino e salumi dell’antica norcineria Marianelli in provincia di Pisa, nei sotterranei del Castello di Usiglian del Vescovo (risalente al 1078), laboratori gastronomici che vedono il coinvolgimento di produttori locali in abbinamento a vecchie annate a Fattoria Varramista. Degli Azzoni Avogadro allestiranno un evento coinvolgendo produttori di eccellenze locali, mentre a Tenuta Podernuovo si potrà fare trekking in vigneto alla scoperta della vigna, del vino, di contadini e vignaioli.
Pistoia
Spazio ai divertimenti a Pistoia con “Giochi Antichi della Tradizione Contadina” percorso di giochi d’abilità per grandi e piccini ispirati a quelli dell’epoca medievale a cura della compagnia “Nobiltà e Contado di Pistoia” alla cantina Marini.
Prato
A Prato visite guidate alla villa medicea La Ferdinanda (parte del gruppo Artimino e patrimonio Unesco), visite alla cantina di produzione, mini corsi di avvicinamento al vino, degustazioni dei vini di Artimino, visite al Museo Archeologico alla Tenuta Artimino. Showcooking con lo chef Daniele Persegani all’Immobiliare Castelvecchio, mentre a Capezzana visita nelle cantine storiche e vinsantaia e assaggi gratuiti dei vini, con possibilità di pranzare o cenare nel wine bar con taglieri di affettati e formaggi, verdure del’orto e vini al bicchiere.
Siena
Pic-nic con vista sui vigneti con prodotti e cibi rari come salumi di Cinta Senese Dop,  Pecorino di Pienza Dop in abbinamento a creme di frutta e spezie, a Montepulciano alla cantina Bindella, al Casato Prime Donne degustazione dell’atteso Brunello di Montalcino Riserva 2010 che entrerà in commercio solo a gennaio 2016, ma anche Spumante Trento Metodo Classico Tespi, Chianti Superiore Docg e Cenerentola Doc Orcia della Fattoria del Colle. A Torrita di Siena si salirà di gradi con le Distillerie Bonollo, dove saranno preparati diversi tipi di cocktail studiati appositamente per l’occasione da barman professionisti utilizzando nella ricetta grappe e liquori firmati Bonollo. A Montalcino alla cantina Loacker Corte Pavone vino e Fiorentina, ma anche specialità dell’Alto Adige. Alla Fattoria del Colle di Trequanda piccola lezione sui “pinci” pasta fresca locale fatta a mano, happy wine in cantina tre formaggi pecorini in abbinamento a 3 vini e visita al birrificio artigianale di San Quirico d’Orcia. Mostra fotografica e viaggio nella tradizione di famiglia nell’arte della norcineria alla cantina Melini a Poggibonsi, mentre a Castellina in Chianti, a Rocca delle Macie, sarà possibile fare una degustazione verticale Sergioveto. Illustrazione delle varie fasi di lavorazione e dello stato vegetativo della vigna alla cantina Canneto, degustazione ma anche esperienza di vita e qualità con la famiglia Carletti a Poliziano, a Badia a Coltibuono pranzo e cena con piatti di forte impronta toscana, visita ai giardini del Castello di Brolio alla Barone Ricasoli, visite e degustazioni a Cantalici – L’antica fornace di Ridolfo, alla Casa Vinicola Triacca la tenuta “Santavenere” rimarrà aperta con orario continuato, degustazione di tre vini al Castellare di Castellina, nel Chianti. A Castello Banfi visita al Museo del Vetro e della Bottiglia, ma anche degustazioni e uno speciale menu Cantine Aperte presso la Taverna. Wine tasting a Castello d’Albola, Castello di Fonteruotoli, Col d’Orcia, Castello di Radda, Contucci, Fattoria dei Barbi, Rocca di Castagnoli, Tenuta Bichi Borghesi, Tenuta di Lilliano, Tenuta Silvio Nardi, San Fabiano Calcinaia e Podere Le Ripi. Degustazioni anche a Siena, a pochi passi da Piazza del Campo, all’Enoteca Emporio Mediterraneo, pranzo con prodotti tipici del territorio preparati da produttori locali alla cantina Felsina. Una produzione limitatissima, solo 100 litri, per il Vin Santo Occhio di Pernice, ricavato dalla fermentazione di uve appassite di Sangiovese, sarà in degustazione a Borgo Santinovo, e degustazione dei vini di Montepulciano e Cortona alla Fattoria La Braccesca. A Montepulciano, alla Vecchia Cantina apertura straordinaria della bottaia sotterranea. Ecco alcune “pillole” dei tanti programmi creati per Cantine Aperte in Toscana 2015, per informazioni su visite & degustazioni, a pagamento e gratuite: www.mtvtoscana.com.

Su Kijiji.it il Brunello Biondi Santi spopola

Il vino, anche se in Italia ancora un po’ a fatica a vendere online sbarca, attraverso i grandi   dell’e-shopping, come Kijiji.it, il sito di annunci gratuiti del Gruppo eBay, che ha lanciato la sezione “beverage”, nelle vetrine virtuali di internet e vende. Ed il Brunello è tra i più apprezzati e venduti anche online.
Tra le esperienze più rappresentative c’è proprio quella del Gruppo eBay, che oltre alla casa madre ha inglobato da qualche anno uno dei più importanti siti di annunci gratuiti locali, Kijiji.it (www.kijiji.it) appunto, che ha messo in fila la top 10 delle rarità da mettere nel bicchiere acquistabili sul web, perché è il vintage l’ultimo trend nel mondo beverage.
Kijiji.it poche settimane fa ha lanciato la nuova categoria “Gastronomia”, con un’apposita sezione dedicata al mondo beverage, che sta riscuotendo un grande successo e, dopo l’abbigliamento, il vintage spopola anche sulla tavola. Whiskey, liquori, grappe, oltre agli immancabili vini, tutti in versione rigorosamente “invecchiata” sembrano conquistare sempre di più appassionati e collezionisti, con alcuni pezzi unici davvero introvabili.
I primi 10? Li ha messi in fila proprio Kijiji.it, tra tutti i suoi annunci. Partendo dal vino, troviamo una bottiglia di “Brunello Biondi Santi Riserva 1955” a 8.500 euro, ma anche un “Dom Perignon 1955”, in vendita a 5.000 euro. Quindi, si va dalla “Collezione Grappe Bepi Tosolini 1990”, enorme verticale di grappe in vetro di Murano, a 12.000 euro, al “Passito Erbaluce Enrico Serafino 1920”, in vendita a 2.500 euro. E ancora, dal “Liquore Millefiori del 1968” a 2.000 euro al “Salaparuta Sherry del 1841”, per 8.000 euro, dalla “Collezione Cognac Curvoiseier collezione Erté”, in vendita a 6.500 euro, alla “Collezione Signatory vintage Wiskey”, a 2.000 euro. Per finire, una bottiglia di “Brandy Invecchiato Camel 1992”, a 1.600 euro, ed un “Marsala Florio 1840”, a 12.000 euro.
Un grande traguardo per il Brunello che approda anche online e che spopola con bottiglie di pregio.

Asta Pandolfini: Montalcino all’incanto

Per i winelovers che amano il Brunello, e tutto il mondo che ruota intorno al re del Sangiovese, e che hanno voglia di accaparrarsi vini eccezionali e da collezione, è in arrivo una ghiotta occasione da non perdere. È la Casa d’Aste Pandolfini, che dal 1999 si dedica alle aste di vini pregiati e da collezione, offrendosi al pubblico italiano come una piazza valida e alternativa a quelle rinomate di Londra, New York e Parigi, a proporre, per Expo 2015, una doppia asta di vini pregiati al Centro Svizzero di Via Palestro a Milano. Un appuntamento doppio con i migliori vini, come nella più classica tradizione Pandolfini, italiani e francesi che animerà i pomeriggi di giovedì 21 e venerdì 22 maggio 2015 degli enoappassionati che parteciperanno. All’incanto, tra i 396 lotto che verranno battuti nella due giorni milanese, Montalcino ed i suoi gioielli non potevano mancare. 15 i lotto tutti dedicati a Montalcino ed ai vini del suo territorio: CastelGiocondo, tenuta di proprietà dei Marchesi de’ Frescobaldi, ma anche il prestigioso Luce, il primo vino mai prodotto a Montalcino unendo le uve dei vitigni Sangiovese e Merlot, sempre di “casa” Frescobaldi, Case Basse e Biondi Santi, Casanova di Neri, Siro Pacenti e Salvioni.

Focus – I lotti di Montalcino al dettaglio

Lotto 1 – Luce
Tenuta Luce della Vite Toscana, Igt
2012 – 1 bottiglia Magnum in cassetta di legno (Bottiglia speciale anniversario “20 anni Luce”)
2011 – 1 bottiglia Magnum in cassetta di legno
2 bottiglie – Base d’asta euro 150/250

Lotto 2 – Luce
Tenuta Luce della Vite Toscana, Igt
2012 – 1 bottiglia Magnum in cassetta di legno (Bottiglia speciale anniversario “20 anni Luce”)
2004 – 1 bottiglia Magnum in cassetta di legno
1999 – 1 bottiglia Magnum in cassetta di legno
3 bottiglie – Base d’asta euro 300/400

Lotto 3 – Luce
Tenuta Luce della Vite Toscana, Igt
2012 – 1 bottiglia Doppia Magnum in cassetta di legno (Bottiglia speciale anniversario “20 anni Luce”)
2001 – 1 bottiglia Doppia Magnum in cassetta di legno
2 bottiglie – Base d’asta euro 450/550

Lotto 4 – Luce
Tenuta Luce della Vite Toscana, Igt
2012 – 1 bottiglia Doppia Magnum in cassetta di legno (Bottiglia speciale anniversario “20 anni Luce”)
2010 – 6 bottiglie in cassetta di legno
7 bottiglie – Base d’asta euro 400/500

Lotto 5 – Luce
Tenuta Luce della Vite Toscana, Igt
2012 – 1 bottiglia (Bottiglia speciale anniversario “20 anni Luce”)
2006 – 1 bottiglia
2004 – 1 bottiglia
2000 – 1 bottiglia
1999 – 1 bottiglia
1995 – 1 bottiglia
6 bottiglie in cassetta di legno – Base d’asta euro 250/350

Lotto 14 – Luce
Tenuta Luce della Vite Toscana, Igt
2006 – 1 bottiglia Magnum in cassetta di legno
2001 – 1 bottiglia Magnum in cassetta di legno
2000 – 6 bottiglie
8 bottiglie – Base d’asta euro 500/600

Lotto 78 – Selezione Toscana
1982
Tignanello Antinori – 2 bottiglie
Solaia Antinori – 2 bottiglie
Sassicaia Tenuta San Guido – 2 bottiglie
Brunello di Montalcino Riserva Soldera Case Besse di Gianfranco Soldera – 1 bottiglia
Sammarco Castello dei Rampolla – 1 bottiglia
8 bottiglie – Base d’asta euro 500/600

Lotto 201 – Brunello di Montalcino Luce
Tenuta Luce della Vite
2010 – 1 bottiglia Magnum in cassetta di legno
2006 – 1 bottiglia Magnum in cassetta di legno
2 bottiglie – Base d’asta euro 200/300

Lotto 202 – Brunello di Montalcino Luce
Tenuta Luce della Vite (Verticale Completa)
2010 – 1 bottiglia
2009 – 1 bottiglia
2008 – 1 bottiglia
2007 – 1 bottiglia
2006 – 1 bottiglia
2005 – 1 bottiglia
2004 – 1 bottiglia
2003 – 1 bottiglia
8 bottiglie – Base d’asta euro 350/450

Lotto 207 – Brunello di Montalcino CastelGiocondo Riserva Ripe al Convento
Marchesi de’ Frescobaldi
2007 – 1 bottiglia Magnum in cassetta di legno
2006 – 1 bottiglia Magnum in cassetta di legno
2004 – 1 bottiglia Magnum in cassetta di legno
3 bottiglie – Base d’asta euro 200/300

Lotto 235 – Selezione Brunello di Montalcino
Cerretalto Casanova di Neri
2001 – 1 bottiglia
Riserva Biondi Santi
1997 – 1 bottiglia
Riserva Case Basse di Gianfranco Soldera
1983 – 1 bottiglia
3 bottiglie – Base d’asta euro 500/700

Lotto 258 – Brunello di Montalcino
Salvioni
1997 – 2 bottiglie
1990 – 4 bottiglie
1988 – 2 bottiglie
1985 – 2 bottiglie
10 bottiglie – Base d’asta euro 550/650

Lotto 263 – Brunello di Montalcino
Siro Pacenti
1997 – 3 bottiglie
1991 – 2 bottiglie
Riserva 1990 – 2 bottiglie
1990 – 1 bottiglia
1988 – 2 bottiglie
10 bottiglie – Base d’asta euro 300/500

Lotto 287 – Intistieti Toscana, Vino da Tavola
Case Basse di Gianfranco Soldera
1985 – 5 bottiglie
5 bottiglie – Base d’asta euro 850/950

Lotto 290 – Brunello di Montalcino
Case Basse di Gianfranco Soldera
1983 – 6 bottiglie
6 bottiglie – Base d’asta euro 1.600/1.800

“Barbatelle ovvero Una di vino commedia”: Cignozzi incontra Bacalov

Il vino, si sa, è l’arte dell’incontro ed il Brunello, nettare detto da meditazione, ne è il simbolo. Senza il Brunello, magari l’uomo che fa sentire Mozart alle vigne, Carlo Cignozzi, che produce Brunello a Montalcino al Paradiso di Frassina, e Luis Bacalov, premio Oscar per le musiche de Il Postino, forse, non si sarebbero mai conosciuti e, forse non avrebbero mai dato vita ad un’opera in musica. “Barbatelle ovvero Una di vino commedia”, questo il titolo dell“Barbatelle ovvero Una di vino commedia” opera che avrà una vetrina d’eccezione: l’Expo di Milano. Habitat naturale, Expo, per un’opera che sventola la bandiera della biodiversità e del vivere, bere e mangiare sano, in perfetta sintonia con lo spirito del prestigioso appuntamento.
Il 6 giugno l’opera sarà rappresentata all’auditorium Giuseppe Verdi. Carlo Cignozzi, che da da parecchi anni ormai “alleva” i suoi vigneti al suono delle arie di Mozar, ha scritto il libretto con Franca Verducci.
Ridendo e scherzando, insomma, con cantanti nel ruolo dei grandi rossi si affrontano temi importanti, che Cignozzi aveva già trattato nella commedia di qualche anno fa che ha ispirato questa opera buffa che lunedì 18 maggio alle 11 sarà presentata al Baglioni di Milano. Ci saranno i due autori, il presidente del Consorzio del Brunello Fabrizio Bindocci, il direttore generale della Fondazione Luigi Corbani, il sindaco di Montalcino, Silvio Franceschelli. Senza prendersi troppo sul serio, come del resto accade nelle opere (letterarie e non) più riuscite, Barbatelle mette in scena le piccole grandi frizioni all’interno del mondo del vino, frizioni che per fortuna non rompono la magia di quel nettare che regala gioia al palato e fa incontrare le persone.