Consorzio Brunello: prima tappa a Seoul per i “Guided tasting seminars in Asia”

Sono iniziati oggi, con l’incontro al Ritz Carlton di Seoul, i seminari programmati dal Consorzio del Brunello di Montalcino nel Sud Est Asiatico. I meeting, organizzati in cooperazione con la giornalista Master of Wine Debra Meiburg, grande conoscitrice del mercato asiatico e che vive ad Hong Kong da più di 20 anni, si soffermeranno sulla diversità dei terroir di Montalcino e dei suoi caratteristici microclimi e toccheranno altre importanti città, come Taipei (30 agosto), Singapore (31 agosto), Kuala Lumpur (1 settembre). Si tratta della prima esperienza del Consorzio nel Sud Est Asiatico, dove spera di aprire nuovi sbocchi commerciali.
I vini che verranno presentati in degustazione in queste date sono: Brunello di Montalcino 2011, Brunello Riserva 2010 e Rosso di Montalcino 2014, le etichette presenti saranno Banfi, Bottega, Casisano Tommasi Family Estates, Col d’Orcia, Campogiovanni, Capanna, Castello Romitorio, Fossacolle, Le Macioche, La Gerla, Poggio di Sotto, San Polo e Villa Poggio Salvi.

È il Brunello 2010 di Altesino il vino più ricercato negli States nel 2016

È di Montalcino il vino più ricercato quest’anno negli Stati Uniti. Si tratta del Brunello 2010 di Altesino, una delle aziende che si trovano sulla collina di Montosoli, una delle zone più interessanti per la produzione di Brunello. A dare la notizia è The Drink Business, una delle più autorevoli riviste on line di vino, leggendo i dati del 2016 del Liv-ex.
Secondo The Drink Business nel mondo c’è sempre molta voglia di bere vini francesi, ma nei vari mercati, sia storici come quello Francese, quello inglese e quello americano, sia nei nuovi mercati orientali, c’è voglia di scoprire qualcosa di nuovo. I gusti dei consumatori mondiali si stanno affinando e si ricerca anche la qualità di altri Paesi produttori storici, come appunto l’Italia. E il Brunello di Montalcino, è tra le prime scelte dei nuovi consumatori.

Cantine Aperte in Vendemmia torna in Toscana

Dal 17 al 18 settembre i Pokemon si andranno a cercare nei vigneti e nelle cantine del Movimento Turismo del Vino Toscana dove sarà festa grande con uno degli eventi più attesi dell’anno: Cantine Aperte in Vendemmia infatti permetterà a tutti gli appassionati di vino di entrare nelle aziende vitivinicole della Toscana in uno dei momenti più suggestivi dell’anno. Cavalcando il fenomeno dell’estate, quello dell’applicazione per smartphone Pokemon Go, MTV Toscana ha lanciato la sfida a tutti gli appassionati di vino: venite a cercarli nei vigneti mentre si raccoglie l’uva. “Naturalmente si tratta di una provocazione – spiega Violante Gardini, presidente del Movimento Turismo del Vino Toscana – anche se l’idea di rendere geolocalizzabili i wine lovers che arriveranno nelle nostre cantine in vendemmia potrebbe servire a rafforzare la rete che MTV ha creato tra le tante aziende aderenti anche a questa iniziativa, per noi significativa perché permette a chi non lo ha mai fatto di vivere uno dei momenti più particolari del ciclo di produzione di una bottiglia di vino”.
Cantine Aperte in Vendemmia. Dal trekking nei vigneti per imparare come si vendemmia un grappolo d’uva, alle visite guidate nelle cantine già al lavoro per dare vita alla nuova annata, fino al tradizionale pranzo dei vendemmiatori. Sarà possibile assaggiare il mosto in fermentazione, pigiare l’uva con i piedi. Inoltre tante attività per i più piccoli che potranno per un giorno diventare vendemmiatori in erba. Insomma un modo diverso e divertente per scoprire le cantine, tra i tini in fermento, le botti o in mezzo ai filari che in questo particolare periodo si animano di persone come fosse una vera e propria festa.
Cantine Aperte. E’ il marchio enoturistico che dal 1993 ha cambiato l’approccio dei turisti nei confronti delle aziende vitivinicole. Nata come manifestazione per l’ultima domenica di maggio, da qualche anno il Movimento Turismo del Vino ha reso Cantine Aperte un evento diffuso anche in Vendemmia, poi a San Martino e infine a Natale. Una manifestazione che è una filosofia, uno stile di viaggio e di scoperta dei territori del vino italiano, che vede, di anno in anno, sempre più turisti, curiosi ed enoappassionati avvicinarsi alle cantine, desiderosi di fare un’esperienza diversa dal comune. Cantine Aperte è un marchio di proprietà del Movimento Turismo del Vino, registrato e protetto giuridicamente per contrastarne qualunque abuso/imitazione e garantire ai consumatori qualità e professionalità nell’accoglienza, tratti distintivi delle cantine MTV.
L’Associazione Movimento Turismo del Vino Toscana è un ente non profit che raccoglie oltre 80 fra le più prestigiose cantine del territorio, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti quello della qualità dell’accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione.
Per scoprire le aziende aderenti a Cantine Aperte in Vendemmia e i relativi programmi è in aggiornamento la pagina dedicata all’evento su www.mtvtoscana.com.

Bianchi al via

Con la fine di agosto, a Montalcino, si comincia a respirare aria di vendemmia. Ma se per i celebri rossi del territorio è ancora presto, se ne riparlerà tra un mese, con un’annata che si preannuncia buona sotto il profilo aromatico, complici le forti escursioni termiche tra giorno e notte, c’è chi ha già inaugurato la stagione con il primo taglio del grappolo, ovviamente di uve bianche. Ad anticipare tutti è stata l’azienda Col d’Orcia che già da oggi ha cominciato a vendemmiare il Pinot Grigio (in foto). Tra poco sarà anche la volta della Castello Banfi che ha in programma di iniziare la vendemmia delle uve bianche già da lunedì 29 agosto.

Brunello a New York per Wine Spectator

L’Italia del vino è regina in Usa e lo sarà, come sempre, anche in uno degli eventi più celebri dedicato a Bacco negli States, ovvero la “New York Wine Experience” firmata dalla prestigiosa rivista “Wine Spectator”, di scena dal 20 al 22 ottobre al Marriott Marquis Hotel New York City. Una tre giorni davvero esclusiva e per super-appassionati (i biglietti sono in vendita a 2.495 dollari a persona, www.nywineexperience.com), che riunirà i vini migliori del mondo (ammessi solo quelli valutati almeno 90/100 dai degustatori della rivista che hanno ricevuto il “Critics’ Choice Award”), in un “Grand Tasting” dove saranno gli stessi produttori a servire gli appassionati, con le firme del Brunello grandi protagoniste. Montalcino sarà rappresentato infatti da nomi di assoluto prestigio, come Allegrini, Altesino, Antinori, Castello Banfi, Casanova di Neri, Ciacci Piccolomini d’Aragona, Donatella Cinelli Colombini, Frescobaldi, Fuligni, Gaja, Mastrojanni, Siro Pacenti, Il Poggione, San Felice e Valdicava. Ma non finisce qui: il Brunello sarà protagonista anche in altri importanti momenti di quello che considerato il “weekend enoico” più esclusivo degli Stati Uniti: con il Brunello di Montalcino 2010 de Il Poggione, presentato dal direttore commerciale della cantina di proprietà della famiglia Franceschi, Alessandro Bindocci, nel tasting dedicato ai primi 10 vini della “Top 100” 2015 di “Wine Spectator”. Ma ci sarà anche un focus dedicato al Brunello di Montalcino annata 2010, con quattro diverse etichette, anche in questo caso presentate direttamente dai produttori, selezionate per “sottolineare i differenti stili e sottozone” del territorio: il Brunello di Montalcino Riserva 2010 di Altesino, con Elisabetta Gnudi Angelini, il Brunello di Montalcino Riserva 2010 di Donatella Cinelli Colombini, il Brunello di Montalcino Vigna Schiena d’Asino 2010 di Mastrojanni, con Riccaro Illy, ed il Brunello di Montalcino Campogiovanni 2010 di San Felice presentato da Leonardo Bellaccini.

A Chaimaa Fatihi il Premio Casato Prime Donne 2016

Va a Chaimaa Fatihi il Premio Casato Prime Donne 2016, il riconoscimento consegnato ogni anno a un personaggio simbolo del mondo femminile: donne che si sono particolarmente distinte per coraggio, eticità di comportamenti e costituiscono un modello per tutte le altre.
Chaimaa Fatihi, 23 anni, studentessa di legge a Modena e delegata dei Giovani Musulmani d’Italia al Forum Nazionale Giovani, all’indomani della strage al Bataclan ha dato voce ai fedeli del Corano che hanno orrore della violenza con una lettera aperta ai terroristi ripresa nella prima pagina di “Repubblica” “Maledetti terroristi” ha scritto “La mia fede è l’Islam, una religione che predica la pace… Da musulmana vi rinnego, vi combatto con la parola, l’informazione, con la voce di chi vive quotidianamente la propria fede, dando esempio dei suoi insegnamenti”.
La giuria del Premio Casato Prime Donne, per la prima volta presieduta da Donatella Cinelli Colombini, sceglie quindi come simbolo dell’universo femminile una giovane araba di fede islamica che si oppone all’Isis.
“In questa giovane donna che ha affrontato gli integralisti con il velo indosso e a mani nude, la Giuria del Premio Casato Prime Donne – composta anche da Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione – ha visto un esempio di coraggio e di una nuova femminilità capace di muovere le coscienze”.
I premi della sezione giornalistica, destinati a chi divulga il territorio di Montalcino e il Brunello, sono andati invece a Giuseppe Casciaro per l’articolo “Dall’albergo vicino a Montalcino un panorama suggestivo. Castello di Velona” pubblicato  ne “La Repubblica”, Bruno Gambacorta per il servizio televisivo intitolato “50 anni della DOC” trasmesso in TG2 Eat Parade e Filippa Lagerback per il programma TV “In bici con Filippa: Montalcino” trasmesso in “Bike Channel”.
La cerimonia di premiazione è per domenica 18 settembre a Montalcino e proseguirà al Casato Prime Donne.

Fusione. Ne parla il New York Times

Sarà perché Brunello e tartufo sono due prodotti di eccellenza famosi e apprezzati anche oltre i confini del Belpaese, ma la notizia della fusione che potrebbe interessare i Comuni di Montalcino e San Giovanni d’Asso – i cittadini saranno chiamati alle urne per esprimere il loro assenso o meno attraverso un referendum il 16 ottobre 2016 – ha varcato i confini italiani e fa il giro del mondo. A parlarne, oggi, è addirittura il New York Times che affronta la questione soprattutto da un punto di vista enogastronomico e turistico. Tenendo conto anche degli aspetti tecnici, burocratici e quelli che hanno spinto le due amministrazioni a “cercare” la fusione dei Comuni, per prima cosa la scarsa popolazione che potrebbe portare alla diminuzione dei servizi per il cittadino – l’analisi che il quotidiano online fa rispetto alla fusione è soprattutto incentrata sul valore aggiunto che la fusione può portare tenendo conto dei prodotti di eccellenza che caratterizzano i due territori il Brunello di Montalcino ed il tartufo di San Giovanni d’Asso, senza tralasciare la vocazione turistica di entrambi i territori, meta molto “gettonata” dagli americani.

Il Consorzio del Brunello alla conquista del sud est asiatico

La promozione, per i produttori di Brunello e per il Consorzio di tutela delle Denominazioni di Montalcino non si ferma mai. E, a fine mese, per la prima volta, il Consorzio del Brunello volerà nel sud est asiatico.
In cooperazione con la giornalista Master of Wine Debra Meiburg, grande conoscitrice del mercato asiatico e che vive ad Hong Kong da più di 20 anni, sono stati infatti organizzati ben quattro seminari che toccheranno rispettivamente le città di Seoul (29 agosto), Taipei (30 agosto), Singapore (31 agosto), Kuala Lumpur (1 settembre).
A Singapore verrà inoltre organizzato un press lunch con la presenza di prestigiosi giornalisti locali.
I vini che verranno presentati in degustazione sono: Brunello di Montalcino 2011, Brunello Riserva 2010 e Rosso di Montalcino 2014, le etichette presenti saranno Banfi, Bottega, Casisano Tommasi Family Estates, Col d’Orcia, Campogiovanni, Capanna, Castello Romitorio, Fossacolle, Le Macioche, La Gerla, Poggio di Sotto, San Polo e Villa Poggio Salvi.

“Vivino”: in classifica Brunello di Montalcino Banfi e CastelGiocondo

“Vivino”, l’app n. 1 della wine community mondiale, che conta oltre 17 milioni di utenti nel mondo ha stilato una classifica di gradimento sui vini italiani ed ha anche pubblicato il ranking dei vini italiani più popolari, ovvero quelli che sono stati giudicati più volte dagli utenti dell’applicazione. E, analizzando le prime 25 posizioni, emerge chiaro il dominio della Toscana, con 16 etichette sulle prime 25, seguita dal Veneto, con 7. Il Brunello è presente con 2 etichette.
Al top assoluto c’è la storica Antinori, che piazza in “top 25” non solo i primi due vini in assoluto, il Tignanello e il Villa Antinori, ma un totale di ben 5 etichette della sua galassia, con il Santa Cristina al n. 9, Il Bruciato della Tenuta Guado al Tasso al n. 15 ed il Chianti Classico Marchese Antinori Riserva prodotto nella Tenuta Tignanello. A completare la top 10, poi il Sassicaia al n. 3, l’Amarone Classico della Valpolicella e il Campofiorini di Masi, al n. 4 e al n. 5, l’Amarone Classico della Valpolicella di Tommasi al n6, Il Vino “Dal Tralcetto” di Zaccagnini al n. 7, il Sessantanni di Feudi San Marzano al n. 8, e il “Ripassa” Superiore di Zenato al n. 10. Il Brunello di Montalcino si piazza alla posizione n. 14 con Castello Banfi e al n. 20 con CastelGiocondo. Entrambi con un punteggio di 4.2.
Ancora una volta, il Brunello di Montalcino, si conferma tra le etichette del Belpaese più prestigiose e ricercate in tutto il mondo.

Focus – La “top 25” dei vini italiani più popolari nel mondo secondo gli utenti di Vivino

1 – Marchesi Antinori Tignanello – Rosso Toscana – 4.4
2 – Marchesi Antinori Villa Antinori – Rosso Toscana – 3.8
3 – Tenuta San Guido Sassicaia – Bolgheri Sassicaia – 4.6
4 – Masi Costasera – Amarone della Valpolicella Classico – 4.2
5 – Masi Campofiorin – Rosso Veronese – 3.7
6 – Tommasi Amarone della Valpolicella Classico – Amarone della Valpolicella Classico – 4.3
7 – Ciccio Zaccagnini Il Vino “Dal Tralcetto” – Montepulciano d’Abruzzo – 3.8
8 – Feudi San Marzano Sessantanni – Primitivo di Manduria – 4.4
9 – Santa Cristina Toscana – Rosso Toscana – 3.4
10 – Zenato “Ripassa” Superiore – Valpolicella Ripasso – 4.0
11 – Ruffino Chianti – Chianti – 3.3
12 – Castello di Nipozzano Chianti Rufina Riserva – Chianti Rufina – 3.7
13 – Tommasi Valpolicella Ripasso – Valpolicella Ripasso – 4.0
14 – Banfi Brunello di Montalcino – Brunello di Montalcino – 4.2
15 – Marchesi Antinori Guado al Tasso Il Bruciato – Bolgheri – 3.9
16 – Le Volte dell’Ornellaia – Rosso Toscana – 3.8
17 – Piccini Memoro – Rosso Toscana – 3.7
18 – Ruffino Riserva Ducale – Chianti Classico – 3.7
19 – Marchesi Antinori Tenuta Tignanello “Marchese Antinori” Riserva – Chianti Classico – 4.0
20 – Castelgiocondo Brunello di Montalcino – Brunello di Montalcino – 4.2
21 – Ornellaia Bolgheri Superiore – Bolgheri – 4.6
22 – Allegrini Palazzo della Torre – Rosso Veronese – 3.9
23 – Carpineto Dogajolo – Rosso Toscana – 3.6
24 – Masi Nectar Costasera – Amarone della Valpolicella Classico – 3.9
25 – Gaja Ca’Marcanda Promis – Rosso Toscana – 4.0

“Collisioni”: Montalcino è disponibile al dialogo

Una disponibilità al dialogo sembra si sia aperta a Montalcino dopo la proposta lanciata qualche giorno fa da Filippo Taricco, direttore artistico di “Collisioni”, il Festival letterario nato a Barolo, tra i più importanti d’Italia per portare nelle terre del Brunello un progetto simile a quello piemontese, già punto di riferimento nel panorama degli eventi musicali italiani, e non solo. La proposta è quella di realizzare a Montalcino un evento di alto livello qualitativo che, oltre a consolidare la notorietà di territorio e delle sue Denominazioni a livello mondiale, rappresenterebbe un importante richiamo per il turismo e una via di arricchimento morale ed economico del territorio che, proprio attraverso questo genere di progetti, può consolidare la propria notorietà e dei brand ad esso connessi. A confermare l’apertura al dialogo le parole del sindaco Silvio Franceschelli: “per l’Amministrazione Comunale – conferma alla MontalcinoNews – ogni iniziativa che nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, artistico, culturale e paesaggistico del territorio è bene accetta. Se si parla, poi, di eventi che hanno un target elevato come quello di “Collisioni” a Barolo, è ancora più importante. Siamo pronti e disponibili al dialogo e allo studio di fattibilità della cosa, ovviamente di concerto, come spesso accade anche in modo proficuo, con il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, che è chiamato a tutelare e valorizzare le Denominazioni del territorio”. Al sindaco ha fatto coro il presidente del Consorzio del Brunello, Patrizio Cencioni: “siamo aperti a qualsiasi intervento che porti visibilità, al territorio in primis, ma anche al Brunello. Ben vengano certe manifestazioni, ma non bisogna pensare che gravino solo sul bilancio del Consorzio. Se arrivasse una proposta concreta ci sederemmo intorno a un tavolo per discuterne. Magari cercando di coinvolgere anche altri tipi di sponsor, per una sinergia ed un lavoro corale che coinvolga tutti gli attori del territorio”.