Vendemmia 2014 a Montalcino? Per vignaioli “esperti” e giocata sulla selezione

Se la quantità della vendemmia 2014 è ormai, come si vede dai primi dati, sicuramente in calo sul 2013, a Montalcino, tra i produttori di Brunello, c’è meno preoccupazione di quanto si possa credere sul fronte della qualità. Questo perché, come spiega Francesco Ripaccioli, Canalicchio di Sopra e vicepresidente del consorzio del Brunello, il know how dei produttori, il maggiore lavoro in vigna e la riduzione delle quantità stanno portando in cantina uva di buona qualità. Se, a quanto pare, non ci sarà la Riserva 2014, il Brunello e il Rosso di Montalcino saranno le punte di diamante su cui i produttori del “Sangiovese grosso” investiranno. Un investimento che parte dalla vigna dove, tra i filari, i produttori hanno fatto una prima scelta, con un lavoro attento e certosino. Selezioni in vigna, quindi, ma anche vagli ai cosiddetti “tavoli di scelta”, dove il Brunello di Montalcino viaggia su pedane vibranti che consentono una valutazione accurata sullo stato dell’uva.

Suckling: “My top 100 Tuscan wines in 2014”

“Questo è un momento estremamente eccitante. Si producono vini di forza, dall’equilibrio formidabile e dall’incredibile complessità e persistenza. La vendemmia 2010 ridefinisce lo stile del Brunello, in un’annata in cui sono stati prodotti vini raffinati e dalle intense note minerali a causa della lunga stagione di maturazione per il Sangiovese. Ho riscontrato una salinità e una sapidità di fondo che ho assaporato raramente nei Brunello prodotti negli ultimi trent’anni”. Così James Suckling, il guru del vino che, anche se non è più corrispondente europeo di Wine Spectator, è spesso definito come “one man show” del settore, uno dei più seguiti critici enologici del mondo, descrive il Brunello, dopo ben 100 assaggi di altrettante cantine  di Montalcino, nella sua personalissima “My Top 100 Tuscan Wines in 2014”.
Sono molte le etichette del territorio che Suckling “recensisce” in classifica ma, come spesso accade, non si parla solo di Brunello. E questo anche a ricordare che Montalcino è famosa non solo per il suo prezioso Sangiovese ma per la sua “vocazione” alla viticoltura e alla produzione di diverse tipologie di vino. Sono infatti ben 10 le cantine presenti in classifica con i loro Brunello e 4 presenti con altre etichette anch’esse ormai famose e apprezzate in tutto il mondo.

Focus – Montalcino nella “My Top 100 Tuscan Wines” by James Suckling

Ciacci Piccolomini D’Aragona – Brunello di Montalcino Vigna di Pianrosso Santa Caterina D’oro Riserva 2007 (97 punti)
San Polino – Brunello di Montalcino Helichrysum 2009 (97 punti)
Altesino – Brunello di Montalcino Montosoli 2009 (95 punti)
Banfi – Toscana Summus 2011 (95 punti)
Frescobaldi – Toscana Lamaione 2010 (95 punti)
Uccelliera – Brunello di Montalcino Riserva 2008 (95 punti)
Argiano – Toscana Solengo 2011 (94 punti)
Lisini – Brunello di Montalcino Riserva 2008 (94 punti)
Marchesi Antinori – Brunello di Montalcino Pian delle Vigne 2009 (94 punti)
Marchesi dè Frescobaldi – Brunello di Montalcino Castelgiocondo (94 punti)
Col d’Orcia – Brunello di Montalcino Poggio al Vento Riserva 2007 (94 punti)
San Felice – Campogiovanni Arkeos 2010 (94 punti)
Siro Pacenti – Brunello di Montalcino 2009 (94 punti)
Valdicava – Brunello di Montalcino 2009 (94 punti)

Brunello di Montalcino by “Slow Wine” 2015

Dopo le anticipazioni della scorsa settimana sulle “Chiocciole”, ecco tutte le etichette di Brunello presenti in “Slow Wine” 2015, la guida ai vini d’Italia di Slow Food, curata da Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni, che si basa sui giudizi e non sui voti per classificare il mondo del vino italiano. Come già detto, ad aggiudicarsi le famigerate “Chiocciole”, sono in 4 a Montalcino: Baricci, Fattoi, Il Paradiso di Manfredi e Le Chiuse. Ma non finisce qui. Tra le diverse sezioni annoverate in guida, Montalcino ed il suo Brunello si fanno ben valere. Ad ottenere l’appellativo di “Grande Vino”, ovvero quei vini valutati soltanto secondo le loro qualità organolettiche, sono 8 etichette di Montalcino – Tenuta Greppo Biondi Santi, Col d’Orcia, Fuligni, Pietroso, Poggio di Sotto, Sesti Castello di Argiano, Talenti e Tenuta le Potazzine. Se nella sezione “Vini Quotidiani” (254), ossia quelli con il miglior rapporto qualità prezzo, il Brunello non compare, è nella sezione “Vini Slow” – quelli, cioè, capaci di rappresentare al meglio la filosofia produttiva ricercata dall’associazione di Bra, che sommano ai risultati organolettici, attenzione massima all’ambiente in vigna e in cantina e prezzi non proibitivi – che Montalcino ed il suo nettare spopolano con ben 15 etichette: Baricci, Brunello Le Chiuse di Sotto, Camigliano, Caprili, Collemattoni, Fattoi, Il Paradiso di Manfredi, Mastrojanni, Piancornello, Pian delle Querci, Pian dell’Orino, Agostina Pieri, Podere Salicutti, Podere Sante Marie Colleoni e Terre Nere.
Un buon risultato per Montalcino in una guida che basa i propri giudizi anche sulla consapevolezza che il legame tra viticoltura e territorio di provenienza è alla base dei buoni vini del Belpaese e su quanto la gerarchia di qualità della produzione enologica italiana si vincoli alla capacità di esprimere la vocazione dei luoghi di origine.

Focus – Il Brunello nella guida “Slow Wine” 2015

Grandi Vini
Jacopo Biondi Santi Tenuta Greppo – Brunello di Montalcino 2009
Col d’Orcia – Brunello di Montalcino Poggio al Vento Riserva 2007
Fuligni – Brunello di Montalcino 2009
Pietroso – Brunello di Montalcino 2009
Poggio di Sotto – Brunello di Montalcino 2009
Sesti – Castello di Argiano – Brunello di Montalcino Phenomena Riserva 2008
Talenti – Brunello di Montalcino 2009
Tenuta Le Potazzine – Brunello di Montalcino 2009
Vini Slow
Baricci – Rosso di Montalcino 2012
Brunelli Le Chiuse di Sotto – Rosso di Montalcino 2012
Camigliano – Brunello di Montalcino 2009
Caprili – Brunello di Montalcino 2009
Collemattoni – Brunello di Montalcino 2009
Fattoi – Brunello di Montalcino Riserva 2008
Il Paradiso di Manfredi – Brunello di Montalcino 2009
Mastrojanni – Rosso di Montalcino 2012
Piancornello – Brunello di Montalcino Riserva 2008
Pian delle Querci – Brunello di Montalcino 2009
Pian dell’Orino – Brunello di Montalcino 2009
Agostina Pieri – Rosso di Montalcino 2012
Podere Salicutti – Brunello di Montalcino Tre Vigne 2009
Podere Sante Marie – Colleoni – Brunello di Montalcino 2009
Terre Nere – Brunello di Montalcino 2009

Il vigneto non è una criticità. Aspettiamo il cambiamento del Pit

“Vanno cancellate intere parti, va preso un pennarello nero e tirata una riga su pagine e pagine. Non abbassiamo certo la guardia, ne va della vita delle nostre imprese e del nostro lavoro, nella logica di un interesse collettivo”. Così i Consorzi del vino della Toscana, presente anche il Consorzio del Brunello di Montalcino con il presidente Bindocci, hanno presentato, oggi, la loro posizione contro il Piano Paesaggistico adottato dal Consiglio Regionale lo scorso 2 luglio, il Pit. Dopo un tavolo di confronto che, secondo molti, poteva arrivare prima, l’incontro “dimostra – dice Fabrizio Bindocci, presidente Consorzio del Brunello di Montalcino – che da parte della Regione Toscana c’è stata una minima apertura al dialogo, partita, soprattutto, dall’Assessore all’Agricoltura Gianni Salvadori che ci fa dire che il bicchiere è mezzo pieno. Il problema che perdura e che noi abbiamo evidenziato, questa mattina, all’assessore all’Urbanistica Anna Marson, è che non si può considerare il vigneto una criticità. Senza toni trionfalistici, aspettiamo fiduciosi, perché questa mattina hanno promesso che continueranno ad andare avanti – conclude Bindocci – sulla linea del cambiamento. Vedremo”.
I Consorzi, in questa occasione, si stanno muovendo uniti e compatti, tanto che fanno registrare un unicum nella lunga storia dei Consorzi toscani dove, raramente, è stata raggiunta una così ampia unitarietà d’intenti, a dimostrazione del fatto che tutto il settore vitivinicolo toscano, senza distinzioni di sorta, condivide la medesima valutazione del Piano Paesaggistico e la medesima preoccupazione. E i Consorzi, che oggi si sono ritrovati, avevano già dimostrato in più occasioni la loro posizione, tanto che avevano inviato anche un documento congiunto ai consiglieri regionali, nel quale giudicano “anacronistico e sbagliato il Piano Paesaggistico”, approvato dal Consiglio Regionale. “Sbagliato – si legge nel documento – perché rilancia un modello di agricoltura vecchio e non competitivo, bloccando, se attuato nelle sue direttrici, lo sviluppo della agricoltura di qualità che pure è parte integrante e decisiva del Pil toscano. Sbagliato perché viziato da pesanti pregiudizi ideologici che rischiano di confinare la nostra agricoltura e, in particolare, la stragrande maggioranza del comparto vitivinicolo, in un ghetto residuale e di carattere quasi esclusivamente “museale”. Anacronistico perché ignora, colpevolmente, il ruolo fondamentale che l’agricoltura toscana ha avuto, nei secoli, per la salvaguardia e la tutela del nostro paesaggio, uno dei più belli e invidiati del mondo intero, dimenticando, anche in questo caso colpevolmente, che da sempre, i nostri agricoltori sono stati non solo i migliori custodi, ma anche i più autorevoli, realistici ed innovativi architetti del nostro paesaggio. Anacronistico e sbagliato perché contrapporre, in maniera manichea, intransigente, categorica, tradizione e innovazione è un errore politico e, prima ancora, culturale. Anzi, proprio la capacità di tenere assieme questi due fattori è stata la straordinaria arma vincente grazie alla quale il Made in Tuscany si è ormai da tempo affermato come un brand fra i più apprezzati nel mercato globale dell’agroalimentare, garantendo uno sviluppo costante e continuo dei livelli occupazionali diretti e dell’indotto. Ci appare un fatto molto grave che in una regione come la nostra che, da sempre, ha favorito, con le sue politiche l’armoniosa integrazione tra la agricoltura di qualità ed un paesaggio unico al mondo – sia stato approvato un piano paesaggistico che, nei fatti, rinnega una storia ormai secolare. Il vero nemico delle nostre bellezze è infatti l’abbandono delle colture che si può combattere soltanto favorendo lo sviluppo di una agricoltura di qualità, capace contemporaneamente di tutelare l’ambiente e di favorire occasioni di reddito continue e costanti nel tempo per gli operatori. Bene ha fatto l’Assessore alla Agricoltura Gianni Salvadori a precisare il suo punto di vista, che coincide peraltro con quello della quasi totalità degli attori che operano nel settore agricolo. Auspichiamo che le recenti parole del Presidente della Regione Toscana Rossi, anticipino un radicale ripensamento del piano stesso. Ci appelliamo alle forze politiche, all’amministrazione regionale, ai consiglieri che pure hanno votato, forse distrattamente, alla unanimità il piano perché contribuiscano, alla ripresa della attività legislativa a modificarlo decisamente e drasticamente. Invitiamo, altresì le Organizzazioni Professionali, che pure si sono già autorevolmente e chiaramente mobilitate, a sostenere, con sempre maggiore forza la battaglia comune che abbiamo intrapreso. E non è questione di emendamenti o di piccole modifiche per cambiare, qua e là, alcune cose, quanto piuttosto di un profonda e radicale inversione di rotta che superi la filosofia di fondo del piano stesso, restituendo così dignità alla intera agricoltura toscana, valorizzandone il proprio potenziale sia sul versante dello sviluppo economico che su quello della tutela del paesaggio e dell’ambiente”.

Bibenda: Brunello in testa in Toscana

Dopo Angelo Gaja con 6 etichette e Antinori con 5 etichette, a salire sul podio di produttori e gruppi vinicoli più premiati con i “5 Grappoli”, con 3 etichette (Bolgheri Superiore Grattamacco Rosso 2011 di Grattamacco, Brunello di Montalcino 2009, Brunello di Montalcino Riserva 2008 di Poggio di Sotto) è Claudio Tipa, proprietario della cantina Colle Massari, nel cuore della Doc Monte Cucco, della cantina Grattamacco, nella zona di Bolgheri e della cantina Poggio di Sotto, a Montalcino.
Sul podio delle Regioni più premiate con i “5 Grappoli”, il massimo riconoscimento assegnato da “Bibenda 2015”, la guida che sarà presentata sabato 15 novembre a Roma, primeggia il Piemonte, con 119 “Cinque Grappoli”, seguito dalla Toscana, con 87, e dal Veneto, staccato, con 33.
Il Brunello di Montalcino è ancora una volta la denominazione più premiata, il “vino d’eccellenza” della Toscana; tra gli 87 vini del Granducato, con i cinque grappoli assegnati da Bibenda 2015, ben 17 sono Brunello. Anche se, a differenza degli anni passati, nessun Rosso di Montalcino compare fra i premiati. Ma, a ben vedere, il territorio di Montalcino è, un po’, anche sul podio di Bibenda se consideriamo che le “roi” del Barbaresco Angelo Gaja è attivo anche sul terroir del Brunello con la cantina Pieve Santa Restituta, così come Antinori, le 26 generazioni del vino italiano, che da più di venti anni sono alla guida della Tenuta Pian delle Vigne.

Focus: I cinque grappoli – I vini dell’eccellenza

Brunello di Montalcino 2009 – Biondi Santi Tenuta Greppo
Brunello di Montalcino 2009 – Le Potazzine
Brunello di Montalcino 2009 – Poggio di Sotto
Brunello di Montalcino 2009 – Salvioni
Brunello di Montalcino 2009 – Tenuta Oliveto
Brunello di Montalcino 2009 – Uccelliera
Brunello di Montalcino Cerretalto 2008 – Casanova di Neri
Brunello di Montalcino Phenomena Riserva 2008 – Sesti
Brunello di Montalcino Poggio alle Mura Riserva 2008 – Castello Banfi
Brunello di Montalcino Riserva 2008 – Biondi Santi Tenuta Greppo
Brunello di Montalcino Riserva 2008 – Poggio di Sotto
Brunello di Montalcino Selezione Madonna delle Grazie 2009 – Il Marroneto
Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2009 – Casanova di Neri
Brunello di Montalcino Ugolaia 2008 – Lisini
Brunello di Montalcino Vigna delle Raunate 2009 – Mocali
Brunello di Montalcino Vigna Pianrosso S.Caterina d’Oro Ris. 2007 – Ciacci Piccolomini D’Aragona
Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2009 – Mastrojanni

“Tre Bicchieri”: Montalcino al top con 11 etichette

Tre Bicchieri Gambero Rosso 2015: una della guide più autorevoli e attese del mondo del vino, che svela le eccellenze del vino italiano e i produttori di tutta Italia, premia Montalcino assegnando i “Tre Bicchieri” a ben 11 etichette. “Vini d’Italia” del “Gambero Rosso”, il bestseller dell’enologia italiana, a cura di Marco Sabellico, Eleonora Guerini e Gianni Fabrizio, ogni anno, attraverso i “Tre Bicchieri”, premia il lavoro, ed il prodotto delle migliori cantine e denominazioni d’Italia. Tra riconferme e nuove proposte, il “re” del Sangiovese, compare al top della guida con bene 11 etichette, di cui 10 Brunello ed un Rosso, ribadendo quanto, le sue innumerevoli potenzialità e la professionalità dei produttori di Montalcino, sempre in movimento e alla ricerca della perfezione, rendano il terroir di Montalcino sempre un punto di riferimento per l’enologia del Belpaese.

Focus – Le 11 etichette di Montalcino premiate con “Tre Bicchieri”
Brunello di Montalcino 2009 – Pietroso
Brunello di Montalcino Vigna Manapetra 2009 – La Lecciaia
Brunello di Montalcino 2009 – Casanova di Neri
Brunello di Montalcino 2009 – Baricci
Brunello di Montalcino 2009 – Biondi Santi
Brunello di Montalcino Riserva 2008 – Caprili
Brunello di Montalcino 2009 – Donna Olga
Brunello di Montalcino Altero 2009 – Poggio Antico
Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2009 – Mastrojanni
Brunello di Montalcino 2009 – La Cerbaiola
Rosso di Montalcino 2010 – Stella di Campalto

Matt Damon in vacanza nella terra del Brunello di Montalcino

Matt Damon, attore super corteggiato di Hollywood e premio Oscar, sceglie Montalcino, la terra del Brunello, per le vacanze. A lanciare il rumors la Montalcinonews, che rivela indiscrezioni sulla presenza del divo, in questi giorni, ospite nel relais Castiglion del Bosco. Damon è solo l’ultimo delle star che sceglie la Toscana, in particolare proprio Montalcino, infatti, nei mesi scorsi sono passati per la città del Brunello Josh Hartnett, Paul Mc Cartney che, proprio a Montalcino ha festeggiato il suo compleanno, Mark Knopfler, chitarrista dei Dire Straits e Pink.
Matt Damon arriva a Montalcino dopo una carriera strepitosa che lo ha visto debuttare al cinema, appena diciottenne, dopo aver calcato i palcoscenici teatrali, nel 1988 con un piccolo ruolo in “Mystic Pizza”. Dopo una serie di ruoli minori ottiene la prima prova importante interpretando un reduce tossicodipendente della guerra del Golfo al fianco di Denzel Washington e Meg Ryan ne “Il coraggio della verità”, quando, per interpretare questo ruolo, Damon perde circa 20 kg. Da questo momento la sua carriera inizia a decollare, tant’è che nel 1997 viene chiamato da Francis Ford Coppola per il ruolo da protagonista nell’adattamento cinematografico del bestseller di John Grisham “L’uomo della pioggia”. Nello stesso anno, assieme all’amico Ben Affleck, scrive la sceneggiatura di “Will Hunting – Genio ribelle”, diretto da Gus Van Sant, che nel 1998 li porta a vincere l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale; i due recitano nella pellicola accanto a Robin Williams, anche lui premiato come miglior attore non protagonista. Dopo aver conseguito l’Oscar viene scelto da Steven Spielberg per “Salvate il soldato Ryan”. Nello stesso anno (1998) è protagonista in “Il giocatore (Rounders)”, regia di John Dahl, al fianco di Edward Norton. A questo punto Matt diventa uno degli attori più richiesti di Hollywood: recita ne “Il talento di Mr. Ripley” (per il quale riceve una candidatura al Golden Globe), “La leggenda di Bagger Vance”, “Ocean’s Eleven” e in molti altri film di successo. Verrà nominato all’Oscar come Miglior Attore non protagonista nel 2010 per la sua interpretazione in “Invictus – L’invincibile”. Nel 2011 ha recitato nel film “Contagion” di Steven Soderbergh e ne “I guardiani del destino”, basato da un racconto di Philip K. Dick. Nel 2013 recita a fianco di Jodie Foster in “Elysium”, diretto da Neill Blomkamp, e nel film per la tv “Dietro i candelabri”, accanto a Michael Douglas, presentato al Festival di Cannes 2013. Nello stesso anno affianca anche l’amico George Clooney nella pubblicità della Nespresso. Nel 2014 prende parte al film “Monuments Men”, diretto proprio da George Clooney, la pellicola che narra la storia di un gruppo di storici dell’arte che durante la Seconda Guerra Mondiale si mette a caccia di tutti i capolavori finiti nelle mani dei nazisti, per salvaguardare il patrimonio culturale dell’umanità.

Primo taglio del grappolo per il Brunello di Montalcino

Primo taglio del grappolo di Brunello di Montalcino benedetto dal sole. Una vendemmia, la 2014, influenzata più che mai dall’andamento climatico, dall’altitudine e dall’esposizione del vigneto. “Grande frutto, qualità eccellente ma  – dice Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Brunello – annata difficile a causa della mancanza di vento e della troppa pioggia. Non è un’annata in cui produrre la Riserva che, a Montalcino, viene fatta solo nelle grandissime vendemmie”. E se, il 2014, probabilmente, non vedrà la Riserva, per alcuni produttori, ad oggi, la vendemmia non è ancora iniziata.

Il roadshow di Vinitaly fa tappa anche a Montalcino

Il roadshow  di Vinitaly fa tappa anche a Montalcino. Un occasione per illustrare nel dettaglio al Consorzio del Brunello e a tutti i produttori, il progetto del padiglione concepito per rappresentare e raccontare la storia e i vini d’Italia. “Expo 2015 presenta tra i suoi padiglioni, proprio al centro dell’area espositiva – ha detto Gianni Bruno, Veronafiere – il padiglione “Vino a Taste of Italy”, una grande installazione dedicata al vino, al vino italiano. In circa 2.000 metri quadrati, “Vino a Taste of Italy” vuole raccontare la storia del rapporto tra umani, natura e territorio che produce questa meravigliosa “materia” che è il vino italiano. Dal mito primigenio degli Enotri all’attualità, 5.000 anni contenuti in un profumo, in un colore, in un sapore”.
Multimedialità, esperienze sensoriali e degustazioni per la “rappresentazione democratica” di tutti i produttori, grandi e piccoli, di Brunello di Montalcino, che contribuiscono alla ricchezza e all’unicità di questo vino che, a Expo, vuole andare “preparato”, tanto che sta pensando a un progetto basato proprio sulla valorizzazione del vino e del territorio. A dirlo Bernardo Losappio, vicepresidente del Consorzio del Brunello di Montalcino che ha parlato del progetto legato a Expo 2015, una vetrina dove ciascun etichetta rappresenta un titolo con una specifica storia da raccontare che i visitatori potranno leggere, degustando, per scoprire la storia del Brunello e del territorio da cui arriva.
Partendo da un percorso emozionale di scoperta e conoscenza multisensoriale del primo livello, si passerà poi al piano superiore, vero e proprio cuore del padiglione. Il vino italiano, hanno spiegato Bruno e Margherita Maimeri di Veronafiere, troverà spazio in tutte le sue innumerevoli storie e sfumature.
Una volta entrati, immersi in paesaggi umani che producono, viti che ogni anno si allungano verso il cielo, mani che selezionano chicchi, orientali che degustano, ci si ritrova davanti alla materia vino, 50.000 litri che vibrano e profumano, davanti ai visitatori, introducendoli all’esperienza più particolare di questo padiglione: la scoperta della propria capacità olfattiva, un grande gioco per adulti e bambini dove riconoscere il profumo del ciclo del vino, dai fiori della vite al mosto. Un’iniziazione, una scoperta da proseguire con calma e voluttà nel gioco “discovery” che verrà offerto a tutti i visitatori. Attraversando una foresta di chicchi parlanti si arriva, poi, alla “biblioteca del vino”. La biblioteca del vino offre alla “lettura” dei visitatori più di 1.000 vini da apprezzare e degustare, vini da leggere, capire e ricordare, una grande esperienza che riunisce i cinque sensi, dove, a fianco della biblioteca, sommelier offriranno letture più approfondite di romanzi enologici ai visitatori più esigenti. Una volta usciti dall’installazione il viaggio si conclude con l’attraversamento di una grotta di viti ricordando che tutto comincia da questi alberi che, con l’ulivo, hanno generato la cultura dei popoli mediterranei.

Brunello di Montalcino al roadshow di Vinitaly: “Vino – A taste of Italy”

A pochi mesi dall’assegnazione al Vinitaly dell’incarico per la realizzazione del padiglione del vino a Expo Milano 2015, sulla base del protocollo d’intesta tra il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il Padiglione Italia e Expo 201, i vertici del Vinitaly di Veronafiere hanno dato oggi il via al roadshow di presentazione sul territorio del progetto e del listino. E, dopo aver fatto tappa a Bari, Napoli e Ancona, oggi a Siena presso l’Enoteca Italiana all’interno della Fortezza Medicea, sarà presente anche il Consorzio del Brunello di Montalcino, con il coordinatore Giampiero Pazzaglia, al roadshow che vedrà impegnati i vertici del Vinitaly di Veronafiere nella presentazione del padiglione “Vino – a taste of Italy” per Expo 2015. Il roadshow è l’occasione per illustrare nel dettaglio a regioni, associazioni, consorzi e a tutti i produttori, il progetto del padiglione concepito per rappresentare e raccontare la storia e i prodotti di tutto il comparto, ambasciatore indiscusso del “Made in Italy” nel mondo.
Un obiettivo quello della “rappresentazione democratica” di tutti gli eccellenti produttori, grandi e piccoli, che contribuiscono alla ricchezza e unicità del nostro sistema che si riflette oltre che nel concept del progetto anche nel listino, pensato per offrire realmente a tutti la possibilità di partecipare ad un evento unico.
Duemila metri quadrati, situati all’incrocio strategico tra cardo e decumano dell’area Expo, sull’arteria centrale che porta verso la Lake Arena; un padiglione indipendente, contiguo all’area della Comunità Europea e proprio di fronte a Palazzo Italia e al padiglione delle Regioni, tutti spazi che insieme ai due blocchi situati al di là del cardo costituiscono lo spazio del Padiglione Italia.
Partendo da un percorso emozionale di scoperta e conoscenza multisensoriale del primo livello, si passerà poi al piano superiore, vero e proprio cuore del padiglione. Il vino italiano troverà qui spazio in tutte le sue innumerevoli storie e sfumature, una vera e propria “Biblioteca del Vino”, dove ciascun prodotto rappresenta un titolo con una specifica storia da raccontare, una moltitudine di storie scritte, che i visitatori potranno leggere degustando e conoscendo, per immaginare insieme la storia da scrivere, il futuro. Infine, al terzo livello, gli spazi dedicati agli incontri.
Un padiglione ad alto contenuto tecnologico, pensato in un’ottica di totale sostenibilità poiché ogni singolo elemento sarà riutilizzato. “Il progetto del Padiglione del Vino all’Expo è perfettamente in linea con la storica mission di Vinitaly ed è frutto – dice Ettore Riello, Presidente di Veronafiere – della precisa visione strategica portata avanti negli ultimi anni da Veronafiere, che qui potrà valorizzare la sua esperienza a beneficio del settore e del Paese, arricchendo un evento già unico per natura con la messa a punto di un’azione di promozione e supporto che prenderà vita prima, durante e anche dopo la manifestazione”.
“Avevamo dichiarato che l’obiettivo era quello di dare massima e piena rappresentazione del comparto, della sua storia e identità e delle sue potenzialità, e infatti questo progetto fonda su una filosofia inclusiva e democratica, poiché crediamo fermamente che solo dando spazio all’immensa ricchezza e varietà dei nostri vini si possa realmente rappresentare l’esclusivo valore della produzione italiana”, dichiara Giovanni Mantovani, Direttore Generale di Veronafiere.
A Siena, quindi, si parlerà soprattutto di aspetti concreti come la messa a punto, dei dettagli economici, per le grandi realtà (Regioni, Consorzi e grandi produttori) che desiderano o necessitano di ampi spazi dedicati. Per loro nelle aree Diamante e Platino saranno disponibili spazi che verranno completamente allestiti e personalizzati, dotati di banchi multimediali con video e tablet, attraverso i quali sarà possibile arricchire la presentazione della storia dei vini proposti. Inoltre verrà messa a loro disposizione un sala per l’organizzazione di una degustazione a settimana. I vini saranno anche inclusi nell’offerta dell’enoteca virtuale per la vendita online durante tutta la durata della manifestazione. Ad ogni visitatore inoltre sarà offerta la possibilità di avvalersi di una Applicazione Mobile che, grazie al collegamento wireless con le postazioni wine dispenser, sarà in grado di fornire dettagliate informazioni sui vini in degustazione, guidando il visitatore alla scoperta del mondo del vino italiano con la possibilità poi di acquistare direttamente online i vini appena degustati. Ma l’incontro non si esaurirà questa mattina, nel pomeriggio, infatti, al Consorzio del Brunello di Montalcino arriverà anche Margherita Maimeri Project Manager di Veronafiere a presentare le opportunità legate a Expo 2015, un occasione per iniziare a tracciare anche le linee guida del progetto che il Consorzio vuole sviluppare per dare la massima importanza e visibilità alla denominazione.