“Previsioni Vendemmiali 2014”: Brunello di Montalcino terra fortunata

Una vendemmia complicata, quella 2014, caratterizzata da una produzione di vino a livello nazionale stimata attorno a 41 milioni di ettolitri, -15% rispetto ai 48,2 milioni diffusi dall’Istat per il 2013 (lo scorso anno si è avuta una produzione particolarmente abbondante, +8% sulla media dei cinque anni precedenti). Una riduzione consistente a Nord e Sud del Belpaese che racchiudono l’isola felice del Centro Italia con Toscana, Umbia e Marche uniche regioni a mantenere segno positivo.
E certo non potevano mancare, oggi, dal convegno “Previsioni Vendemmiali 2014”, riferimenti – con tanto di richieste al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali partite da Domenico Zonin presidente Unione Italiana Vini – all’argomento più caldo, per la Toscana, di un’estate che, climaticamente parlando, ha lasciato invece molti “brividi”: il Pit.
E se il Ministro Martina, ieri, è stato molto diplomatico, il sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole Giuseppe Castiglione non lascia scampo alle interpretazione e chiaramente si schiera dalla parte dei vignaioli: “il vigneto è una bellezza del territorio”.
Al centro dell’incontro le analisi della vendemmia Regione per Regione, il quadro nazionale in raffronto con le vendemmie precedenti e i nuovi scenari conseguenti l’andamento dell’annata 2014. I risultati della ricognizione operata tra la fine di agosto e la prima decade di settembre sul territorio nazionale da Ismea e Unione Italiana Vini, sono stati presentati oggi nella conferenza stampa di scena a Castello Banfi da Domenico Zonin, Presidente Unione Italiana Vini, Ezio Castiglione di Ismea, Paolo Castelletti, Segretario Generale Unione Italiana Vini, con il contributo di José Ramon Fernandez – Segretario Generale CEEV (Comité Européen des Entreprises Vins) che ha saputo dare un respiro internazionale alle tematiche trattate portando la propria testimonianza in merito agli scenari nel comparto vitivinicolo di Paesi come Spagna, Francia, Germania. Ha introdotto i lavori il padrone di casa, Enrico Viglierchio, Amministratore Delegato di Banfi e ha moderato Giorgio Dell’Orefice. Il compito di chiudere l’incontro è stato affidato al Sottosegretario alle Politiche Agricole Giuseppe Castiglione.
“Una vendemmia difficile, complicata, che ancora in molte zone lascia spazio all’incertezza come non si vedeva da tempo – Commenta Domenico Zonin, Presidente Unione Italiana Vini – numerosi gli attacchi di patogeni, soprattutto peronospora e botrite, favoriti da un meteo instabile. Nonostante tutto, la maggior parte dei viticoltori ha mostrato preparazione e tempestività negli interventi. Anche se, in sintesi, possiamo concordare che la produzione sia stata scarsa a livello quantitativo e con un minor grado zuccherino, non possiamo esprimerci sulla qualità, rimandando ogni valutazione alla verifica in cantina”.
“Con l’appuntamento di oggi – prosegue il Presidente Zonin – Unione Italiana vini e Ismea consolidano il proprio impegno al sevizio del mondo vitivinicolo proponendo queste elaborazioni come momento di sintesi e confronto da ripetere ogni anno, magari in modo itinerante chiedendo ospitalità alle diverse realtà esistenti sul territorio, con l’obiettivo di fornire indicazioni probabilmente utili ad orientare alcune scelte aziendali cui ogni imprenditore è chiamato. Il contributo delle Istituzioni, qui rappresentate dal Sottosegretario Giuseppe Castiglione, ci sprona a proseguire in questo percorso certi di trovare supporto operativo concreto anche da parte dello Stato”.
Dello stesso avviso Ezio Castiglione, Ismea, che aggiunge: “Questa collaborazione istituzionale UIV-ISMEA ci consente di proporre dati che si prestano a differenti declinazioni, partendo ovviamente dal punto di vista enologico/vitivinicolo per arrivare a quello economico. Facile immaginare, quindi, quanto conoscere l’andamento della vendemmia nelle varie regioni sia rilevante per ogni operatore. L’idea di riproporla ogni anno con un momento dedicato, come in questa circostanza, ci trova allineati; credo sia proficuo per tutti un confronto diretto per valutare i punti di forza e di debolezza del nostro sistema vino, partendo proprio dalla base, ovvero dalla vendemmia”.
“Il dato stimato per il 2014 – conclude Castiglione – è di fatto una sintesi tra un’ipotesi minima che porterebbe la vendemmia attuale al di sotto di 40 milioni di ettolitri e un’ipotesi più ottimistica che la vedrebbe a 42,2 milioni di ettolitri. La cautela è sempre d’obbligo quando si parla di stime, considerando tra l’altro l’inclemenza delle condizioni climatiche di quest’annata particolare”.

“Brunello protagonista di Expo 2015”, il Ministro Martina a Montalcino

“Il ruolo del Brunello sarà centrale, tra i protagonisti dell’esperienza che racconteremo in Expo Milano 2015”, così Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, alla Montalcinonews anticipa il ruolo di Montalcino all’interno del Padiglione “Vino – A Taste Of Italy” che occuperà uno spazio di circa 2.000 metri quadrati nell’ambito di Padiglione Italia di Expo 2015 e avrà come obiettivo quello di raccontare la storia del rapporto tra uomo, natura e territorio nella produzione vitivinicola. Per Martina “il vino è una delle chiavi di racconto più importanti che l’Italia può presentare al mondo”. Ad Expo non si parlerà solo a un settore o a una filiera, ma, nelle intenzioni, c’è l’obiettivo di provare a usare l’esperienza vitivinicola italiana per dimostrare le potenzialità di questo Paese, ed è proprio in quest’ottica che, secondo Martina, il Brunello gioca un ruolo molto importante. Di Brunello di Montalcino e di Expo 2015 il Ministro Martina ha parlato, ieri sera, in occasione di una cena a Castello Banfi, palcoscenico, in questi giorni, di “Incontri Unione Italiana Vini”sulle previsioni vendemmiali 2014. Sul tanto discusso Pit, invece, Martina non scende nel dettaglio e glissa sulla bagarre, tutta toscana, dicendo: “credo che ci siano tutte le condizioni per costruire un punto di equilibrio e risolvere questa discussione in termini positivi. Credo che dopo aver aperto un confronto e misurare le idee, si possa arrivare a costruire una soluzione che abbia il consenso e la condivisione della stragrande maggioranza degli attori che sono coinvolti in questo dibattito”.

Montalcino secondo i big della letteratura e della scienza

Molti sono i personaggi famosi che hanno passeggiato per le vie di Montalcino o che, anche se mai stati nella città del Brunello, si sono soffermati a pensare e parlare del territorio e dei prodotti d’eccellenza che qui si producono. La Montalcinonews, oggi fa un excursus sulle frasi di letterati e Premi Nobel che hanno parlato della città. “Mi tersi con il vin d’Argiano, il quale è buono tanto”, così Giosuè Carducci, Nobel per la letteratura nel 1906, scriveva all’amica contessa Ersilia Caetani Lovatelli, proprietaria di Argiano. Mentre il poeta decadente Gabriele D’Annunzio, nel suo libretto “La Beffa di Buccari” racconta: “Un altro è di Montalcino, alto, svelto e duro come una torre della sua rocca. E stando egli in piedi con una berretta da podestà, scopro dietro di lui la cruda terra senese, vedo lo sfondo della Val d’Orcia mutula e severa, con le sue crete, con le sue rupi, con i suoi cerri”. Mentre Rita Levi Montalcini parla di Montalcino come di “una città bellissima e piena di storia”, Alfonso Gatto scrive“un paese così antico che suggerisce per la sua pace la notizia del quotidiano e il bisogno dell’essere, è un paese che ha una libertà endemica. È un paese di confidenza e insieme un davanzale per l’apocalisse”. Ma non finisce qui. Dario Fo descrive Montalcino come “una città intatta, inalterata, pulita nelle forme, rimasta nel medioevo. E la Fortezza è il simbolo dell’affascinante storia della città del Brunello” mentre Vittorio Sgarbi parla del vento dicendo: “qui sopra, infatti, spira un vento che rievoca azioni coraggiose, quelle stesse per cui la rocca fu costruita, ultimo avamposto della Repubblica di Siena, che sempre resistette e mai fu conquistato”. A fare una sintesi tra i cavalli di battaglia del territorio, il panorama ed il Brunello, è Saul Bellow: “non ho mai avuto un debole per i panorami, ma la bellezza di una vista tanto ampia penetrò nella corazza della mia anima novecentesca, tanto ostile ai paesaggi … La voglia di Brunello, quella, non passa mai. Il desiderio torna alla stessa velocità con cui si riempie il bicchiere”.

Edizione stellare per il Premio Casato Prime Donne 2014

Simbolo della fuga dei cervelli dall’Italia, Sandra Savaglio è la vincitrice del Premio Casato Prime Donne 2014, la prima scienziata italiana a dare l’esempio opposto tornando in patria, da Montalcino, dispensa consigli per le donne capaci che, come lei vogliono affermarsi: “ho sempre fatto quello che la gente non si aspettava da me come donna: la scienziata, lo sport, la difesa di chi non ha voce, contro gerarchie di cui in tanti hanno smisurato rispetto”. Il 14 settembre 2014 per il Premio Casato Prime Donne è stato un’edizione stellare: le stelle dell’astrofisica Sandra Savaglio, la luna fotografata da Andrea Rontini e le tre star del giornalismo enologico Anna Di Martino, Daniele Cernilli, Ian D’Agata e “Vita” la vignaiola che guarda il sole di Piero Sbarluzzi. Il Premio che, da sedici anni, trasforma Montalcino in un palcoscenico per le grandi donne, quelle che cambiano il profilo femminile, propone quest’anno un esempio positivo al mondo della ricerca: Sandra Savaglio l’astrofisica che ha deciso di tornare all’Università della Calabria a Cosenza dopo 23 anni di lavoro con i maggiori telescopi stranieri e dopo essere diventata l’icona della fuga di cervelli. Infatti, nel 2004 il settimanale “Times” la mise in prima pagina con il titolo “How Europe lost its science stars”. La giuria del Premio Casato Prime Donne composta da Francesca Cinelli Colombini (presidente), Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione, ha dunque puntato in alto, su personalità di grandissimo livello, con una decisione pienamente condivisa dalla cantina Casato Prime Donne, la prima in Italia con un organico interamente in rosa, che organizza il premio.

Focus – Il dettaglio i vincitori 2014

Premio fotografico sul tema “Genti e terre dei vini Brunello e Orcia” a Andrea Rontini, “Luna a Torrenieri” del luglio 2013. Rontini è uno dei fotografi che nel 2002 portò in Italia la coppa del mondo per il paesaggio. La sua immagine essenziale, l’uso magistrale di luce e colore rinnova la percezione della campagna senese. Scelte stilistiche che hanno colpito la giuria popolare, di tutto il mondo, che ha scelto via web la sua immagine fra le 5 finaliste di Paolo Busato, Gianni Brunacci e Andrea Pettinari.
Daniele Cernilli è autore del racconto Quel Brunello del ‘64 pubblicato in “DoctorWine” che ha vinto il Premio sul tema “Io e Montalcino”. E’ la storia della prima, carissima, bottiglia di Brunello acquistata da Cernilli e dei suoi primi passi nel mondo dei grandi vini. Un percorso che lo condusse a diventare un protagonista o meglio un propulsore dell’innalzamento qualitativo del vino italiano e del successo internazionale che ne seguì. Nel 1986 è stato fra gli artefici del Gambero Rosso e della Guida dei vini d’Italia per la quale ha ideato il sistema di classificazione e i premi basati sulla degustazione.
Premio Consorzio del Brunello sul tema “Il Brunello e gli altri vini di Montalcino” consegnato dal Presidente Fabrizio Bindocci a Ian D’Agata per l’articolo intitolato Focus on Rosso di Montalcino, pubblicato in “Tanzer’s International Wine Cellar” la rivista statunitense che maggiormente orienta il mercato cioè i sommelier e i buyers. Oltre che con questa importante testata D’Agata collabora con Decanter, Le Figaro, La New York University e più recentemente con Vinitaly per il quale è il direttore scientifico di “Vinitaly International Academy”. Straordinario degustatore dimostra sempre grande attenzione agli uomini e ai territori del vino.
Anna Di Martino vince il Premio “Montalcino la sua storia, la sua arte e il suo vino” per opere a firma femminile con gli articoli “Il vino è buono se ha il fondo” pubblicato ne “Il Mondo” Produzione: le magnifiche 88 italiane che imbottigliano l’oro in cantina, pubblicato nel “Corriereconomia – Corriere della Sera”. Giornalista economica di grande spessore abituata a intervistare banchieri e ministri, Anna Di Martino ha concentrato la sua attenzione sulla capacità, del vino, di creare business e occupazione. Sua è la classifica annuale delle 88 cantine italiane con maggior fatturato per la quale ha creato un sito.
La “Prima Donna” 2014, il personaggio indicato come rappresentativo di una nuova femminilità caratterizzata da talento, coraggio e eticità è l’astrofisica Sandra Savaglio. Fra pochi giorni la Savaglio lascerà il Max-Planck Institute di Garching in Germania, il maggior polo europeo dell’astrofisica, per diventare professore ordinario all’Università della Calabria a Cosenza, dove si è laureata. La procedura “per chiamata diretta” con cui è stata riportata in Italia, è lo strumento, che la Ministro Stefania Giannini intende promuovere per innalzare il livello della ricerca nell’insegnamento universitario.
In agosto l’Academic Ranking of World Universities- Arwu sugli atenei migliori del mondo ha ammesso solo 3 università italiane fra le prime 100 per lo studio della fisica dando un giudizio complessivamente negativo sulle nostre università di cui solo 14 sono fra le migliori 200 del mondo e tutte oltre il 150° posto. Alla luce di queste valutazioni la scelta di Sandra Savaglio di tornare in Italia assume un grandissimo significato e può essere un esempio da seguire per la rinascita della ricerca e dell’alta formazione nel nostro Paese. Obiettivi questi, che il Premio Casato Prime Donne intende sostenere accendendo i riflettori su di lei.

Albo d’oro delle Vincitrici del Premio Casato Prime Donne

2004 – Kerry Kennedy diritti umani

2005 – Congregazione delle Missionarie del S. Cuore di Gesù

2006 – Volontarie del Telefono Rosa

2007 – Frances Mayes, scrittrice

2008 – Josefa Idem, atleta olimpionica

2009 – Ilaria Capua, virologa Deputata al Parlamento italiano

2010 – Samantha Cristoforetti, astronauta

2011 – Carla Fendi, stilista e mecenate della cultura

2012 – Maria Carmela Lanzetta, ex sindaco di Monasterace e attuale Ministro degli affari regionali

2013 – Linda Laura Sabbadini Dirigente ISTAT autrice indagini sulla violenza sulle donne

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Miele, a Montalcino la rassegna più antica d’Italia

Quella di Montalcino è la rassegna più antica d’Italia, presenta una produzione bellissima, anche se quest’anno le api hanno dovuto affrontare condizioni climatiche avverse, e rappresenta un settore che mostra importanti spazi di crescita. Così l’assessore all’agricoltura e foreste della Regione Toscana, Gianni Salvadori, si è espresso oggi in occasione della conferenza stampa di presentazione della XXXVIII settimana del miele che si è svolta in Regione. Quello apistico è un settore – ha continuato Salvadori – sul quale uno studio presentato proprio a Montalcino, nell’edizione dello scorso anno, dice che è possibile raddoppiare la produzione ed è un settore nel quale tanti giovani si stanno impegnando. E’ un settore che va sostenuto e va sostenuta la manifestazione che ne esalta il ruolo, quella che si svolge da 38 anni e che quest’anno si terrà a Montalcino dal 12 al 14 settembre prossimo. La XXXVIII settimana del miele di Montalcino è sostenuta dalla Regione Toscana e dal Comune di Montalcino. Alla conferenza stampa di stamani in Regione era presente il sindaco, Silvio Franceschelli, e il presidente della “Settimana del miele” e di ASGA, l’associazione degli apicoltori di Siena, Grosseto e Arezzo, che organizza la manifestazione, Hubert Ciacci. Grazie alla sensibilità e all’attenzione della Regione Toscana per il mondo delle api – ha ribadito Hubert Ciacci – è stato possibile realizzare l’edizione 2014 della “Settimana del Miele”, gli stati generali dell’apicoltura toscana: un settore che permette di legare la tutela del patrimonio ambientale alla creazione di prodotti alimentari di eccellenza. Dal miele a tutti i prodotti dell’alveare, l’apicoltura crea un’economia che, anche in un periodo di crisi come questo, da lavoro e cresce sul mercato. Fare l’apicoltore significa svolgere un lavoro paziente e manuale, immutato da decenni, in mezzo alla natura, con strumenti semplici e tradizionali ma, soprattutto, significa monitorare con attenzione, giorno dopo giorno, lo stato di salute delle api, le sentinelle dell’ambiente, indispensabili a tutto il settore agricolo.

In Toscana 2 mila apicoltori e 80 mila alveari. Quest’anno produzione in calo per il maltempo

Ciacci ha fornito anche i dati dell’apicoltura in Toscana: 2 mila apicoltori, 80 mila alveari, 35 mila quintali di miele all’anno e un giro d’affari stimato di 25 milioni di euro, il cui valore sale a un miliardo di euro tenendo conto del servizio di impollinazione offerto dalle api all’agricoltura della Toscana. A livello nazionale, sempre secondo il presidente della “Settimana del miele” , si contano 50 mila apicoltori mentre il settore vale 70 milioni di euro. Per quanto riguarda la produzione di quest’anno, a livello nazionale si lamentano cali che toccano il 70% a causa del maltempo. In Toscana la media regionale registra un -40% con punte di -50%.

Nuova truffa ai danni del Brunello: la posizione del Consorzio

In merito alle vicende emerse dalle inchieste della procura di Siena che vedono il Brunello vittima di truffa sia sotto il profilo amministrativo sia commerciale, il Presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci sottolinea come “E’ un fatto molto grave che potrebbe arrecare un danno sensibile al Brunello di Montalcino, ai produttori ed al suo territorio, un sistema che però fortunatamente – come in questo caso – ha  la forza e gli strumenti per individuare, isolare e combattere con successo chi abusa della notorietà del Brunello.  I reati contestati non lasciano dubbi: si tratta di una truffa verso il consumatore e soprattutto verso il produttori di Brunello, che subiscono questa vicenda e che reagiranno con durezza. Se e quando l’inchiesta confermerà le varie responsabilità il Consorzio si costituirà immediatamente parte civile e ricorrerà a tutti gli strumenti necessari per colpire simili comportamenti, ed in modo particolare coloro che sul territorio eventualmente avessero condotto gravi irregolarità o adottato  iniziative lesive dell’immagine del Brunello.  Del resto proprio il Consorzio a nome di tutti i produttori e del territorio ha collaborato sin dall’inizio delle indagini, indagini partite proprio dal sistema stesso dei produttori. Questa è infatti una vicenda che avrebbe potuto attentare alla credibilità e alla notorietà di un brand importantissimo del made in Italy che da sempre ha puntato sulla qualità in modo da distinguersi sul mercato mondiale e che proprio per questo, analogamente alle grandi griffes della moda, è maggiormente a rischio di truffa. Ed è proprio per evitare il ripetersi di comportamenti illeciti e lesivi del territorio - prosegue Bindocci - che già nei mesi scorsi abbiamo preso due provvedimenti molto importanti. Innanzitutto a luglio l’Assemblea ha approvato l’inserimento di un nuovo articolo nel disciplinare che introduce il controllo preventivo sulle vendite di uva e vino sfuso. I produttori dovranno comunicare le vendite con un preavviso di 48 ore, facilitando così ulteriormente il lavoro degli organi preposti al controllo. Sempre a luglio è stata varata la commissione che entro ottobre redigerà il Codice Etico cui tutti i produttori e coloro che ruotano intono al mondo del vino dovranno attenersi. Del resto – conclude Fabrizio Bindocci – da molti anni il Consorzio è impegnato a salvaguardare il lavoro dei produttori e tutelare i consumatori, un impegno che richiede una sempre maggiore attenzione e un aggiornamento continuo delle regole, a vantaggio del territorio, del brand e della qualità dei prodotti” .

False certificazioni: nuova truffa per Mr. Brunello

Torna alla ribalta il Brunello di Montalcino ma, purtroppo, ancora una volta, per truffe e contraffazioni. Nuove indagini – a distanza di qualche mese dalla scoperta di 30.000 bottiglie di vino etichettato come Brunello di Montalcino, Chianti e altre Docg (Sagrantino, Chianti Classico), ma falso e di scarsa qualità e dal nuovo abuso di marchio, lanciato dalla Montalcinonews appena ieri (Brunello di di Valle de Guadalupe) – coinvolgono, oggi, il Re del Sangiovese.  Grazie ad una segnalazione del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, la Procura della Repubblica e la Guardia di Finanza senesi scoprono una clamorosa frode a danno dell’immagine di una delle Docg nazionali più famose nel mondo. Un consulente tecnico di svariate aziende agricole produttrici di vino della zona di Montalcino, rimaste vittime della frode – coadiuvato da collaboratori a vario titolo e con diverse funzioni nell’ambito dell’intera filiera della produzione e messa in vendita di uve e vino, in corso di identificazione – dal 2011 al 2013 è riuscito a commercializzare, spacciandolo come vino Brunello e Rosso di Montalcino, un enorme quantitativo di vino di modesta qualità. Il professionista, abusando del rapporto lavorativo in essere e della fiducia confinatagli anche in virtù di dimostrate elevate capacità professionali, si impossessava di documentazione e di materiale genuino attestante la Docg (contrassegni di Stato, documenti di trasporto, fatture …) ovvero ne riproduceva di ulteriore in maniera artefatta. I documenti contabili gli consentivano di accompagnare partite di uva e di vino comune – acquistate, presumibilmente in nero – che vendeva alle cantine durante la fase della vendemmia e dell’invecchiamento, mentre i contrassegni gli avrebbero permesso, invece, di “vestire” da Brunello – in modo perfetto e impossibile da scoprire – bottiglie di qualunque vino rosso. Una parte del vino sequestrato all’esito delle delegate perquisizioni, infatti, era ancora nella fase dell’invecchiamento in botte: in quei casi l’acquirente avrebbe conservato per anni quel prodotto convinto di ottenere, alla fine del ciclo previsto dal disciplinare, un prodotto eccellente. Il meccanismo risultava poi ineffabile grazie alle straordinarie abilità informatiche del soggetto, che è riuscito perfino ad inserire dati falsati nella banca dati ARTEA della Regione Toscana (Agenzia Regionale Toscana per le Erogazioni in Agricoltura), creando perfetta corrispondenza tra la documentazione amministrativa mendace ed i dati telematici consultabili dagli organi di controllo. Dalle indagini – delegate dal Sostituto Procuratore di Siena, il Dottor Aldo Natalini al dipendente Nucleo di Polizia Tributaria del capoluogo – è emerso in effetti che l’abile truffatore aveva eseguito ripetuti accessi telematici al citato sistema informatico ARTEA, falsificando i dati delle dichiarazioni di produzione delle vendemmie, delle giacenze contabili e delle cessioni di vino sfuso. Le indagini delle Fiamme Gialle, svolte con la preziosa e determinante collaborazione del personale dell’Ispettorato Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole, sede di Firenze, sono partite in seguito ad una segnalazione da parte  dall’Ente che si occupa della tutela del prestigioso marchio, famoso in tutto il mondo, il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, il quale, anche attraverso il dipendente Ente di certificazione Valoritalia Srl, ha poi fornito agli inquirenti preziosa e costante collaborazione. Le investigazioni finora svolte hanno consentito di rinvenire, a seguito di plurime perquisizioni, e sottoporre a sequestro probatorio 165.467 litri di vino – pari a 220.600 bottiglie del formato da 0,75 cl. – di cui 75.620 litri di Brunello di Montalcino e 89.847  litri di Rosso di Montalcino, per un valore di almeno un milione di euro, ed inoltre di 2.350 contrassegni di Stato e copiosa documentazione e materiale contraffatto. Le particolari abilità informatiche del “truffatore seriale” gli hanno consentito di introdursi all’interno del sistema “home banking” personale di due imprenditori, tentando di trasferire a suo nome fondi su istituti di credito esteri e di impossessarsi,  con operazioni di sportello, di ben 350.000 euro dai conti correnti di uno di essi su conti propri. Il consulente è stato denunciato per frode in commercio, accesso abusivo ad un sistema informatico, appropriazione indebita aggravata e continuata e reati di falso.
Lo stesso – su richiesta dal P.M. titolare e su disposizione del GIP di Siena, confermata dal Tribunale del Riesame di Firenze – è sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Montalcino. Inoltre, nei suoi confronti è stato disposto il sequestro preventivo delle disponibilità finanziarie acquisite grazie alle truffe perpetrate, fino alla concorrenza della somma di € 350.000,00, a titolo di profitto del reato ad oggi provvisoriamente quantificato. Le indagini – tuttora in corso per meglio definire il quadro probatorio e la rete di corresponsabilità di eventuali altri soggetti coinvolti – costituiscono un esemplare caso di perfetta sinergia e collaborazione, non solo tra uffici investigativi (Autorità Giudiziaria, Guardia di Finanza e Ispettorato Antifrode del Ministero Politiche Agricole), ma soprattutto, tra questi e l’Ente (Consorzio del Vino Brunello) che ha la grande responsabilità di tutelare l’immagine di uno dei prodotti eno-grastronomici italiani più importanti e rinomati nel mondo, vera e propria “copertina” del nostro sistema-Italia. Le investigazioni svolte hanno, in questo senso, contribuito a tutelare il consumatore al momento dell’acquisto del prodotto ed a garantire, nel contempo, la trasparenza del mercato del vino, settore di primaria importanza per l’economia nazionale e l’immagine del “Made in Italy”.

Brunello di Montalcino re degli “sfusi”

Quanto costano i vini “sfusi”? Stando ad un’indagine di WineNews condotta interpellando esperti del settore e Consorzi, i territori leader del vino italiano, anche se in un’annata problematica per la vendemmia ma forti dei risultati nell’export, lanciano una risposta chiara: i prezzi sono stazionari o addirittura in aumento, con conseguente rammarico dei consumatori e dei loro portafogli. La tendenza, anche se la vendemmia in molti casi non è ancora iniziata, parla di un leggero rialzo dei prezzi dello sfuso ed il Brunello di Montalcino, con i suoi 900 euro ad ettolitro, si conferma re incontrastato, in Italia, anche per i costi del vino non imbottigliato.

Granfondo del Brunello: in bici tra i panorami toscani e i colori di Montalcino

Count down per la Granfondo del Brunello. Il 12 ottobre si corre l’edizione numero 25 della classicissima italiana della ruote grasse. Per il 2014 in programma un itinerario spettacolare lungo 50 km con un dislivello di 1600 metri. A rendere suggestiva, e unica, la gara, ancora una volta saranno i panorami toscani, i sentieri impervi e le discese mozzafiato della Toscana che hanno ispirato le parole di Henry James e le tele degli impressionisti del nuovo mondo. Per l’ultima tappa del Mtb Tour Toscana ci sono importanti novità: il percorso sarà formato da una sorta di anello da ripetere due volte con alcune variazioni ogni volta. In entrambi i giri gli atleti dovranno affrontare la nuova e inedita salita di Monte Caprili: 3,5 km belli impegnativi nella prima parte e più “rilassati” nella seconda, dove si attraverserà il bosco con pendenze decisamente meno impegnative. Oltre a questo, il percorso per rientrare a Montalcino prevede una nuova discesa che porterà gli atleti al Mulin dei Diavoli (di nome e di fatto) e alla salita del Canale: un muro lungo 1,5 km che negli anni scorsi era stato fatto percorrere solo negli ultimi 300 metri. Dopo questo passaggio decisivo, dove sicuramente si delineeranno le sorti della gara, ci si immetterà nello stupendo passaggio dentro Montalcino caratterizzato da scalette e impennate, tutto in lastricato e sasso antico.
Un percorso selettivo quello di questa edizione, da veri bikers, ma anche un’esperienza che accontenterà sia gli scalatori che i discesisti che si potranno divertire sfoggiando le proprie abilità tecniche tra i colori e i paesaggi dell’autunno della Terra di Siena.

Vendemmia, Brunello in ritardo di 20 giorni

Foto del 2012

L’estate “delle piogge” in alcuni vigneti, ma non in tutti, ha alzato il tasso di ansia dei viticoltori di Montalcino nei confronti di un’annata che a primavera sembrava avere tutte le carte, meteorologiche, in regola per arrivare alla vendemmia in condizioni straordinarie. Se in alcuni casi piogge, umidità e malattie della vite hanno portato al calo della produzione, quindi alla riduzione quantitativa, di vino biologico e non solo, per altri i problemi sono stati “arginati dalle mani dell’uomo”. “Il biologico è un modo di condurre le vigne in cui – spiega Giuliano Dragoni, agronomo Col d’Orcia -l’opera dell’uomo può fare la differenza, molto di più di quanto non avvenga con il metodo convenzionale”. Se le troppe precipitazioni, ovvero le lunghe ore di bagnatura fogliare, l’eccessiva umidità dei suoli, l’incessante sviluppo vegetativo e l’anomala compattezza dei grappoli, che ha portato, la Montalcinonews lo ha scritto a luglio, al fenomeno del gigantismo, hanno portato a ridurre il livello di rese quantitative, ora i produttori di vino biologico, e non solo, auspicano il bel tempo. Per la qualità della vendemmia 2014, infatti, qualche pioggia nel mese di settembre non sarà di disturbo, ma a complicare tutto potrebbero essere le piogge abbondanti e il pericolo di basse temperature diurne (circa 15° centigradi). Sul fronte dello stato di salute Francesco Cantini, Piombaia, dice che “l’uva sta bene, a livello fitosanitario è in buona salute ma, rispetto alle annate precedenti, la maturazione è indietro di 15-20 giorni. Sta finendo ora la fase di invaiatura che, normalmente, termina i primi di agosto. Grazie al metodo della biodinamica, con cui lavoriamo da quattro anni, nonostante tutte le piogge, non abbiamo avuto attacchi significativi”.
È già le piogge, tanta acqua, un numero impressionante di precipitazioni, proprio quelle precipitazioni che i metereologi,  fino allo scorso anno, nelle estati del gran caldo diffuso delle recenti annate (due anni fa si contarono in estate ben 7 anticicloni battezzati con nomi altisonanti come Hannibal o Caronte), dicevano che non sarebbero più arrivate. Fino ad allora, il “mantra” era la desertificazione, l’assenza di acqua che i maestri del meteo profetizzavano come una situazione di non ritorno. Ma la natura, come sempre, ha sconfessato gli apprendisti stregoni e i vignaioli, da sempre abituati al contatto diretto con la terra e le intemperie meteorologiche, si sono “attrezzati” per affrontare anche gli effetti potenzialmente deleteri delle piogge eccessive. “La nostra vigna, a conduzione tradizionale, senza eccessi nei trattamenti, non ha risentito delle piogge – dice Gianni Bernazzi, Bellaria, che spiega – i grappoli di Brunello non hanno subito l’effetto del gigantismo grazie alla coltura della non lavorazione delle vigne, in altre parole il fatto di aver inerbito il vigneto ha permesso alla pioggia di scorrere velocemente in superficie penetrando il meno possibile nel terreno”.
Schietto e senza mezzi termini è Maurizio Marmugi, agronomo Banfi, che dice: “ci sono stati seri problemi a causa delle piogge, se il tempo non volge al meglio ci sono tutte le premesse per una tragedia, speriamo che non accada”. Cosa devono augurarsi i vignaioli di Montalcino? “ Che la stagione continui come in questi ultimi giorni, con vento e sole, che consentono di asciugare l’uva, perché – continua Marmugi – se ricominciasse a piovere potrebbero venire fuori problemi seri. In questi giorni abbiamo vendemmiato i bianchi riscontrando una buona qualità ma per arrivare a cogliere il Brunello c’è ancora un mese e per un’ottima qualità serve il bel tempo di settembre, caldo di giorno, fresco di notte e buona ventilazione”.
Nonostante i viticoltori siano intervenuti gestendo al meglio la difesa dei vigneti, ad oggi le previsioni sono in chiaro scuro, per alcuni, invece, la partita è tutta da giocare: “al momento è presto parlare di qualità – dice Elia Loia, Palazzo – l’uva non è eccezionale, ma il sole sta migliorando la situazione. Siamo un’azienda biodinamica che è intervenuta in modo drastico, arrivando a dimezzare la quantità. Nonostante questo non credo che sarà un’annata al top, ma ancora dobbiamo aspettare perché da qui, alla fine di settembre, può succedere di tutto: da avere una buona qualità fino al decidere di non fare il Brunello”. Biologici in conversione da quest’anno, sono i vigneti della tenuta di Montalcino del gruppo Allegrini, su cui Nicola Biasi, enologo di San Polo, chiosa: “il tempo ci sta mettendo alla prova. Le uve – spiega Biasi – sono sane ed è stato fondamentale, in questa annata, il lavoro manuale ovvero non tanto i trattamenti antiparassitari, quanto, la selezione del germoglio, la gestione della chioma e i diradamenti. L’altitudine e l’esposizione dei vigneti sono stati altrettanto fondamentali proprio grazie al fatto che hanno assicurato una costante ventilazione ai vigneti che ha permesso di arrivare ad oggi con uva in buon stato fitosanitario”. Per Paolo Bianchini, Ciacci Piccolomini, le prossime settimane saranno il tempo cairologico delle sue vigne: “in questo momento stiamo defogliando, ci sono vigne più avanti nella maturazione ed altre che sono in ritardo. Le attese sono tutte rivolte alle prossime due settimane, nulla è compromesso ma tutto è da vedere”.