Viaggio in Canada per il Brunello di Montalcino

Limpido, brillante, di colore granato vivace, dal profumo intenso, persistente, ampio ed etereo, dall’accattivante, ed entusiasmante, storia che parla di rarità destinata a pochi raffinati intenditori che nella seconda metà del Novecento si trasforma in un simbolo mondiale del migliore made in Italy. È il Brunello di Montalcino che Michael Fagan, Contributor at Lcbo Food & Drink Magazine e Fabian Schwarz, produttore di vino e membro del CdA del Consorzio, presenteranno domani, a Toronto, all’ Holiday Inn Yorkdale. In 90 minuti Fagan e Schwarz presenteranno il terroir, daranno una visione generale e complessiva della varietà e della complessità del territorio di Montalcino e forniranno gli strumenti per una maggiore comprensione di una delle principali denominazioni italiane. “Experience the variety of Montalcino” è dedicata ad oltre 270 “Product Consultants” provenienti da diverse province canadesi. Una platea, quindi, di esperti del settore beverage che assistono e guidano i consumatori agli acquisti, fornendo loro raccomandazioni sui prodotti, consigli in merito agli abbinamenti cibo – vino oltre ad organizzare anche degustazioni guidate ed educational workshop. Figure professionali importanti, impegnate in tutti gli aspetti: dall’assistenza ai clienti alla commercializzazione dei prodotti. Ogni anno i“Product Consultants” partecipano ad educational di questo tipo per approfondire le loro conoscenze attraverso presentazioni formative e degustazioni guidate dai responsabili delle aziende leader del settore beverage e domani, 28 gennaio, grazie al Monopolio dell’Ontario LCBO (Liquor Control Board of Ontario) che ha accolto la richiesta del Consorzio del Brunello, promossa via bando di partecipazione, l’educational sarà su Montalcino. Le aziende ed i vini scelti tramite Commissione di Degustazione sono questi 9: il Rosso di Montalcino 2013 La Poderina, il Rosso di Montalcino 2012 Caparzo, il Brunello di Montalcino 2010, Castelgiocondo, il Brunello di Montalcino 2008 Il Cocco, il Brunello di Montalcino 2007 Val di suga Vigna spuntali, il Brunello di Montalcino 2006 Le macioche, il Brunello di Montalcino Riserva 2008 Banfi poggio alle mura, il Brunello di Montalcino Riserva 2007 Col d’orcia Poggio al vento, Brunello di Montalcino Riserva 2006 Palazzo.

Joe Campanale: “Brunello 2010 is really beautiful”

Il Brunello 2010 è veramente bello, a dirlo Joe Campanale, beverage director di Epicurean Group in New York. “Ho avuto la possibilità di assaggiare l’annata 2010 e la qualità è davvero straordinaria – spiega Campanale – una grande quantità elevata di acidità con una grande quantità di maturazione. E i tannini sono molto morbidi. Penso che questi vini siano davvero belli, complessi, anche in gioventù. È sorprendente, ma penso che l’acidità li farà durare per un tempo molto lungo. Gli Stati Uniti continuano ad essere uno dei mercati più importanti per il Brunello di Montalcino e non vedo alcuna ragione per cui non sia così anche in futuro. Abbiamo tre ristoranti italiani: sembra che i newyorkesi non sappiano mettere fine al loro amore per tutto ciò che è italiano e il Brunello di Montalcino rappresenta alcuni dei più grandi vini di qualità italiani. I consumatori stanno diventando sempre più colti, viaggiano, sono esigenti e il Brunello di Montalcino sa tenere il passo con questa evoluzione. Posso anticipare che i nostri clienti hanno la capacità anche di comprendere i diversi terroir di Montalcino. I nostri clienti che acquistano e bevono Brunello sono più istruiti di una volta su ciò che riguarda il vino: il Brunello è più un prodotto di qualità, di lusso, una combinazione perfetta per le persone che lo apprezzano e che se lo possono permettere. Devo dire che il Brunello ha un posto d’onore rispetto agli altri grandi vini del mondo” .

Jorge Mendoza: il Brunello 2010 è un vino italiano moderno

L’annata 2010, per Jorge Mendoza, Sommelier del Ritz Carlton Miami, è il culmine di una decade di grandi annate, a partire dalla 2001 e dall’ottima 2004, passando per la deliziosa 2006, la 2010 le abbraccia tutte. Quest’annata ha creato grandi promesse ed aspettative, tanto che sul mercato Usa la quota del 25% di Brunello esportato potrebbe crescere. È un vino italiano moderno che ha incontrato il palato del consumatore, che sta cambiando anche grazie alla leadership del Consorzio che ha guidato tutti i produttori in una direzione, dichiarando cosa vogliono fare insieme.

Brunello 2010, una meravigliosa annata. A dirlo Dwight Casimere

Il Brunello di Montalcino 2010 è una meravigliosa annata, è un vino accogliente che esprime anche il valore del frutto, il gusto pieno e il corpo del vino, ma esprime anche il gusto della regione da dove proviene. A dirlo nell’intervista è Dwight Casimere, Wine and Food Editor presso The Times Weekly, che spiega: “è vino che può essere bevuto con qualsiasi tipo di pasto. È importante per promuovere il vino con il cibo e una cosa che deve essere fatta. Ho viaggiato molto in Italia e il vino viene sempre servito con il cibo. Speriamo e vogliamo promuovere l’idea del connubio tra il vino italiano e l’ottimo cibo in America”.

“2010 Annata eccezionale” by Colin Thoreen – Sommelier Alta Marea Group

La 2010, per Colin Thoreen, Sommelier presso Alta Marea Group, è stata un’annata eccezionale. “Credo che si possa parlare di un’annata in grado di risaltare perché vanta – dice Thoreen nell’intervista – sia una grande bevibilità, sia un’incredibile capacità di invecchiare, che piace ai collezionisti. Sul mercato Usa stiamo assistendo ad un grande cambiamento: la 1997 e la 2010 sono entrambe, in modo diverso, dei veri e propri bench-mark. Ma la 2010 credo che avrà un impatto ancora maggiore, perché adesso il vino italiano è accettato e conosciuto nel suo complesso. Credo che il numero dei consumatori Usa continuerà a crescere, in questo momento sta nascendo uno slancio che può far diventare l’Italia la prossima Borgogna o la prossima Champagne. Credo che il Brunello si stia muovendo nella giusta direzione, ma penso che i produttori debbano tenere in considerazione ciò che si beve oggi e ciò che si berrà in futuro per mantenere un equilibrio, visto che in Usa esistono già due gruppi distinti di consumatori. I miei clienti al ristorante hanno principalmente la curiosità di bere ciò che è già bevibile adesso, più approcciabile e pronto. I ristoranti hanno ancora molte difficoltà a portare a tavola le vecchie annate, per questo i vini che vuole la gente, quelli più pronti, sono quelli che i ristoratori decidono di vendere.

Anteprima Usa: il 2010 è l’anno del Brunello

La grande attesa per il re del Sangiovese 2010 è finita: la settimana scorsa, l’ultimo nato in casa Brunello, il 2010, ha attraversato l’oceano per sbarcare negli States per l’edizione americana di “Benvenuto Brunello”. Ed il grande interesse – che nei mesi scorsi si era creato intorno all’uscita sul mercato di quella che sembrava avere tutte le caratteristiche di un’ottima annata – in questi primi giorni di degustazione a stelle e strisce, non ha deluso le enormi aspettative sul re del Sangiovese.
“Il Brunello 2010 – spiega Francesco Ripaccioli, vicepresidente del Consorzio del Vino Brunello, volato negli States – è stato salutato dal mercato americano con una grande risposta in termini di visitatori alle manifestazioni ed apprezzamento per la qualità dei vini presentati. Sto assistendo in questi giorni di presentazioni aziendali ad una grande euforia dei principali buyers del mercato americano che rappresenta il più importante “ponte” per i nostri vini”.
Altissima qualità dei vini, un mix omogeneo ed interessante tra stile, eleganza, profondità, purezza del frutto e acidità: tutte componenti formali di un vino che, se in equilibrio come risultano nell’annata appena sbarcata sui mercati, lo rendono degno di nota dalle ottime potenzialità.  Ma un’annata, per diventare storica, ha bisongo anche di risposte convincenti dal mercato e sembra che per il Brunello 2010 ci siano ottime possibilità di vincere anche in questo settore. Come spiega Ripaccioli: “ci troviamo di fronte ad un mercato, quello americano, con un pil in crescita, che sta bene economicamente e sembra tornato agli anni ’90, a cui si aggiunge un cambio euro dollaro che favorisce le esportazioni come non accadeva dal 2005. Insomma una grande trepidazione a cui aggiungerei anche il grande rapporto che Montalcino ha costruito, per la sua capacità di raccontare un territorio unico, con i sommellier dei più grandi gruppi di ristorazione (molti dei quali di ownership italiana o comunque italo americana) che raccontano ed esaltano i nostri vini giornalmente ai tavoli. Credo e questa e’ la mia sensazione che questa sia un nuovo punto di partenza per Montalcino, per il futuro di montalcino, un nuovo standard qualitativo da cui non dobbiamo staccarci. I grandi buyer – conclude il vicepresidente Ripaccioli – e gli attori principali di questo vino sono tutti in attesa di vedere dove saremo in grado di portare la qualità con le Riserve 2010 che usciranno il prossimo anno”.

L’annata 2010 è decisamente bella. A dirlo Christy Canterbury

Per Christy Canterbury Master of Wine N.Y. l’annata 2010 è decisamente bella, “lo sapevamo da tempo. Ci sono pochissimi vini che ho assaggiato che sono stati preservati, trattenuti e desiderosi di uscire dalla bottiglia. Il frutto è rotondo e maturo, qualche volta tendente alla ciliegia ed i tannini sono già abbastanza approcciabili. Credo che gli Stati Uniti siano innamorati dei vini italiani da molto tempo, e questa “marea” continuerà a crescere. E non si tratta solo di Chianti, Brunello, Barbaresco, Valpolicella, ma anche di vini che vengono dagli angoli più remoti del Paese, come quelli che vengono dalla Sicilia o dalla Sardegna, siamo pronti praticamente a tutto. E l’opinione diffusa sul vino italiano è che vanti un prezzo decisamente buono: sotto i 20 dollari è facile trovare sullo scaffale qualcosa di nuovo da provare.È difficile distinguere il Brunello dagli altri grandi vini italiani e francesi, perché non ci sono che una manciata di grandi vini in questo modo. Credo che ciò che distingua il Brunello è la sua storia: due pionieri che hanno piantato un vigneto che 100 anni dopo, tutti avrebbero voluto piantare. La storia è un elemento distintivo fondamentale.

“Stiamo vendendo più Brunello di quanto non ne avessimo mai venduto prima” by Angelo Brutico – Wine Access

Quali aspettative ci sono per questa annata e quali sono i giudizi sul Brunello di Montalcino 2010, ecco alcuni dei temi affrontati da Angelo Brutico, Senior Vice President Winery Relations di Wine Access, nell’interivista. “Rappresentiamo 1,5 milioni di membri, e quindi di consumatori, solo negli Stati Uniti, spediamo vino in 38 Stati con un certo successo. Il seminario di New York – spiega Angelo Brutico – è stato molto interessante, abbiamo degustato 9 vini dagli stili diversi e non vediamo l’ora di assaggiare la prossima batteria dell’annata 2010, che ci auguriamo possa avere lo stesso successo della 2006 o della 2007. I vini che stiamo assaggiando sono declinati con due stili diversi, da una parte c’è uno stile più tradizionale, dall’altra uno più moderno ed il palato americano si posiziona proprio a metà: tra chi preferisce uno stile e chi ne preferisce un altro. Aspettiamo impazienti che escano le impressioni della stampa. Suckling ha definito la 2010 l’annata migliore di sempre, adesso speriamo che vadano bene anche le vendite. Nel nostro sito attualmente stiamo vendendo più Brunello di quanto non ne avessimo mai venduto prima. Credo che l’acquirente medio di Brunello sia l’amante dei Cabernet Sauvignon della California: sono entrambi dei brand molto forti, vanno saputi apprezzare. Le persone che comprano Brunello in maniera costante dal nostro sito sono circa 20.000, la maggior parte di loro acquista ogni annata, non solo le grandi annate: hanno comprato intere casse della 2006 e della 2007, della 2008 e della 2009 invece magari si sono limitati a 3 o 6 bottiglie, e, adesso, della 2010 speriamo di tornare a vendere intere casse.

Mantova, Udine e nel 2015 Sondrio. Le tappe del Brunello

Il Consorzio continua con gli appuntamenti promozionali di degustazione e approfondimento dei vini del territorio attraverso le serate realizzate in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier. L’ultima, di scena a Montava, al Tesoro Living Resort di Rivalta, si è svolta il 6 novembre e ha visto la partecipazione di un centinaio di winelovers, sommelier, operatori ed appassionati, mossi dalla voglia di avvicinarsi e capire il mondo del vino. L’approfondimento sul territorio e la degustazione di Brunello sono state guidate da Massimo Castellani, con la collaborazione di Ais Lombardia. Sempre Castellani ha guidato l’approfondimento del 28 novembre di scena all’Executive Meeting Centre di Udine, grazie alla collaborazione dell’Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia. I protagonisti assoluti di entrambe le iniziative sono stati: il Brunello di Montalcino annata 2009 delle cantine  Cerbaia, Col d’Orcia, Fanti, Ferrero, Il Poggione, Le 7 Camicie, Loacker – Corte Pavone e SanCarlo. Il prossimo appuntamento sarà di nuovo in Lombardia, nel 2015 a Sondrio.

Il Brunello di Montalcino festeggia 60 anni di Guida Michelin Italia

A rendere omaggio alla Rossa d’Italia, oltre allo stato maggiore Michelin, il gotha dei cuochi italiani, i ristoranti “tristellati”, anche il Brunello di Montalcino. Ben 47 le etichette di Brunello volate all’East End, di Milano, per assistere all’evento nell’evento: il servizio “live” dei maestri della cucina italiana che hanno abbinato ogni piatto a un decennio. La “Guida Rossa”, nata nel 1956, d’altronde ha un legame particolare con queste terre, 60 anni fa è nata con il nome “Dalle Alpi a Siena” con l’obiettivo di aiutare gli automobilisti nella scelta dei ristoranti in cui sostare e, dall’anno successivo, il 1957 la Guida Michelin ha iniziato a copre tutto il territorio nazionale per, nel 1959, cominciare ad assegnare le prime stelle. Tanto che oggi la Guida non solo rappresenta il “termometro” della cucina italiana ma, guardando alla sua storia, rappresenta anche un’enciclopedia di trasformazioni, cambiamenti, stili, modi di vita, scelte di gusto e tendenze in voga in 60 anni di storia enogastronomica d’Italia. Il Brunello di Montalcino, partner e vino “ideale” di questo evento “pluristellato” ha fatto da cornice ai tanti piatti – uno al finger food – preparati dai grandi chef dello Stivale: Nadia Santini con il figlio Giovanni, Enrico Crippa, Annie Feolde, Niko Romito, Heinz Beck, Massimiliano Alajmo (il più giovane a conquistare le tre Stelle), Chicco e Bobo Cerea, Massimo Bottura. Ecco cosa hanno preparato i “tristellati”: I tortelli di zucca (Dal Pescatore); Riso alla piemontese (Piazza Duomo); Crostino di piccione con la sua coscia condita nell’olio, cipolla fondente, spinaci e marmellata di prugne (Enoteca Pinchiorri); Brodo leggero di vitello e cannella con ravioli di manzo (Reale); Tonno tonnato (La Pergola); Involtini di scampi fritti con salsa di bottarga (Le Calandre); Spuma di pancetta con carpaccio di baccalà, croccante di nocciole e caffè (Da Vittorio) e Croccantino di foie gras (Osteria alla Francescana). Tra i finger food, invece, c’erano: Tuilles di Parmigiano Reggiano e Spiedini di anguilla in carpione al profumo di arancia (Dal Pescatore); Crocchette di baccalà e Crema di patate, uovo di quaglia, Lapsang Souchong (Piazza Duomo); Sfera di pecorino, gelatina di zafferano, riso croccante e Polenta morbida con intingolo di lumache alle spezie (Enoteca Pinchiorri); Spezzatino croccante al pomodoro e Alice impanata (Reale); Tapioca soffiata con fegato grasso d’anatra, fava di cacao e Tartare di ricciola, tofu di mandorle e olive disidratate (La Pergola); Wafer di riso nero con crudo di pesce e Battuta di vacchetta piemontese al curry (Le Calandre); Meringa rosa con crema di zola e Patata calda con crema acida e caviale di aringa (Da Vittorio); Ricordo di un panino alla mortadella e il Borlengo, proteina di Parmigiano Reggiano croccante, pesto modenese e tartufo (Osteria alla Francescana).
Le etichette di Brunello che hanno preso parte ai festeggiamenti di Guida Michelin Italia sono: Abbadia Ardenga, Agostina Pieri, Argiano, Baccinetti, Bottega, Camigliano, Campogiovanni, Canalicchio di sopra, Canalicchio Franco Pacenti, Capanna, Caparzo, Castelgiocondo, Cerbaia, Col di lamo, Col d’orcia, Collemattoni, Donatella Cinelli Colombini, Fanti, Il grappolo fortius, Il poggione, La gerla, La magia, La palazzetta, La poderina, Lambardi, Le chiuse, Luce della vite, Mastrojanni, Pian delle querci, Pian delle vigne, Pietroso, Pinino, Sancarlo, Scopone, Siro Pacenti, Talenti, Tassi – Franci Franca, Tenuta la fuga, Tenuta le potazzine, Tenuta San Giorgio, Tenute piccini, Tenute Silvio Nardi, Tiezzi, Uccelliera, Valdicava, Villa i cipressi e Villa poggio salvi.