Vendemmia 2016: ottime premesse per il Brunello

In un territorio come Montalcino, la vendemmia non è solo un momento importante per tutta la comunità: la raccolta delle uve simboleggia anche la raccolta dei frutti di un anno intero di lavoro, e la preparazione per affrontare un percorso, lungo ben 5 anni, in cui l’uva che si raccoglie in questi giorni matura, si evolve e si affina fino a diventare Brunello, uno dei vini simbolo dell’enologia mondiale che affascina e conquista gli eno-appassionati di tutto il mondo. Uva che si trova “al giusto punto di maturazione con un ottimale equilibrio tra acidità e zuccheri dovuto ad un’estate non troppo calda, caratterizzata da escursioni termiche tra notte e giorno, ideali per intensificare anche profumi e colori. Tra i vigneti a nord e quelli a sud del territorio ci sono delle differenze: i primi sono ancora un po’ in ritardo rispetto ai secondi e, anche a causa della pioggia dei giorni scorsi, intensa ma che serviva per il raggiungimento ottimale della maturazione, alcuni non hanno ancora iniziato la raccolta. La vendemmia 2016, ad oggi, sembra avere ottime prospettive”, sottolinea il presidente del Consorzio del Brunello, Patrizio Cencioni. “Abbiamo dovuto interrompere la raccolta per le piogge dei giorni scorsi – spiega alla MontalcinoNews Jacopo Biondi Santi, dal Greppo, la tenuta di famiglia – piogge comunque utili alle uve, che si presentano bellissime. Attendiamo qualche giorno che i grappoli “elaborino” le precipitazioni e riprendiamo a vendemmiare. Se le condizioni climatiche dei prossimi giorni si mantengono possiamo azzardare a dire che la vendemmia sarà eccellente, quasi ai livelli della 2015”. Ermanno Morlacchetti, enologo a CastelGiocondo, spiega che “l’andamento della vendemmia, ad oggi, è molto positivo, siamo di fronte a grappoli sani, belli, profumati e ricchi di colore. La partita per le uve Sangiovese che diverranno Brunello si gioca nelle prossime due settimane e, se il bel tempo prosegue, ci sono tutte le premesse per un’annata davvero interessante”.

Fondazione in progress

Il presidente del Consorzio, Patrizio Cencioni, spiega, alla MontalcinoNews, lo stato dell’arte della Fondazione Territoriale Brunello di Montalcino. “Siamo ancora agli albori. Nei giorni scorsi è stato nominato gran parte del consiglio direttivo. Stiamo lavorando perché, già dalla fine dell’anno, la Fondazione sia operativa e pronta a lavorare. Al vaglio alcuni nomi di esperti che potrebbero far parte del comitato scientifico, che avrà il compito di esaminare e sostenere, dal punto di vista sia burocratico che operativo, la fattibilità dei progetti. Un comitato che, all’occorrenza, potrà essere supportato anche da consulenze esterne”.

“BIWA 2016”: la premiazione

L’obiettivo del “Best Italian Wine Awards” è mettere in luce e raccontare alla stampa nazionale e internazionale le eccellenze italiane del settore vitivinicolo. In quest’ottica gli awards puntano a premiare i vini, le aziende e i professionisti che si sono distinti nel mondo vitivinicolo assegnando loro premi speciali. E il sommelier Luca Gardini, uno dei palati e dei nasi più apprezzati nel mondo enoico, dal 2012 insieme ad Andrea Grignaffini, mette in fila le 50 etichette più buone di Italia, ovvero quelle che hanno ricevuto le valutazioni più alte dalla giuria internazionale – di cui hanno fatto parte tre master of wine (l’inglese Tim Aktin, l’americana Christy Canterbury e il giapponese Kenichi Ohashi), la spagnola Amaya Cervera, gli italiani Pier Bergonzi (vice direttore della Gazzetta dello Sport) e Luciano Ferraro del Corriere della Sera e i critici enoici Daniele Cernilli, Antonio Paolini e Marco Tonelli – e il Brunello, per l’edizione 2016 ha sbancato. A conquistare la classifica sono ben dieci etichette made in Montalcino: al n.1 c’è Casanova di Neri, con il Brunello di Montalcino Cerretalto 2010 a cui, all’inizio dell’anno proprio Gardini aveva assegnato 100/100, seguito da Ciacci Piccolmini d’Aragona, Brunello di Montalcino Riserva Vigna di Pianrosso Santa Caterina d’Oro 2010 al quinto posto, Podere le Ripi, Brunello di Montalcino Riserva Lupi e Sirene 2011 al n.15, Biondi Santi, Tenuta Greppo Brunello di Montalcino Riserva Tenuta Greppo 2010 al n. 20, Le Potazzine, Brunello di Montalcino 2012 al n. 25, Le Ragnaie, Brunello di Montalcino Brunello V.V. 2011 al posto n. 31, Mocali, Brunello di Montalcino Riserva Vigna delle Raunate 2010 e Il Poggione, Brunello di Montalcino Riserva Vigna Paganelli 2010 rispettivamente al n. 33 e 34 e Canalicchio di Sopra, Brunello di Montalcino 2011 e Siro Pacenti, Brunello di Montalcino Pelagrilli 2011 ai numeri 41 e 42. Un ricco bottino per Montalcino ed il suo nettare che sbaraglia ogni altra Denominazione italiane tra le più famose e apprezzate nel mondo. Ieri, durante la premiazione, che ha visto una standing ovation della sala per Giacomo Neri ed il suo Brunello di Montalcino Cerretalto 2010, sono stati assegnati anche altri riconoscimenti: il Premio azienda e tradizione a Mastroberardino, per quella cantina che ha saputo, vendemmia dopo vendemmia, preservare e rilanciare le tradi¬zioni enologiche del proprio territorio; il Premio vino promessa a Boroli-Barolo Villero come etichetta da poco arrivata sul mercato o recentemente riscoperta che si prepara ad entrare nel pantheon dei grandi vini italiani; il Premio vino da uve autoctone rosso a Bussoletti – Ciliegiolo di Narni – Brecciaro 2014 per quell’etichetta che continua a portare avanti il messaggio enologico del proprio territorio attraverso l’utilizzo di una o più varietà autoctone a bacca rossa; il Premio vino da uve autoctone bianco a Santa Barbara – Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva Tardivo ma non tardo 2013 per quell’etichetta che continua a portare avanti il messaggio enologico del proprio territorio attraverso l’utilizzo di una o più varietà autoctone a bacca bianca; il Premio vino pop a Enio Ottavi – Sangiovese di Romagna Superiore – Caciara 2015 come semplice ma sanguigno, schietto ma di carattere. È il vino pop, il giusto mix tra genuinità e originalità; il Premio miglior sommelier a Francesco Ciora del ristorante San Domenico di Imola per la classe, l’eleganza e e la professionalità, autentiche e imprescindibili credenziali di un ambasciatore del vino italiano nella ristorazione italiana di eccellenza; il Premio alfiere del territorio a Pacherhof per quell’azienda che riesce a mostrare le potenzialità di un territorio nel suo complesso. Focus – La classifica 1. Casanova di Neri – Brunello di Montalcino Cerretalto 2010 2. Cantine Marisa Cuomo – Costa D’Amalfi Furore Bianco Fiorduva 2014 3. Tenuta San Guido – Bolgheri Sassicaia 2013 4. Feudo Maccari – Sicilia Nero d’Avola Saia 2014 5. Ciacci Piccolomini d’Aragona – Brunello di Montalcino Riserva Vigna di Pianrosso Santa Caterina d’Oro 2010 6. Comm. G.B. Burlotto – Barolo Monvigliero 2012 7. Damijan Podversic – Venezia Giulia Bianco Kaplja 2012 8. Duemani – Costa Toscana Duemani 2013 9. Marco de Bartoli – Vecchio Samperi 10. Cantina Terlano – Alto Adige Terlano Terlaner I Grande Cuvée 2013 11. Azienda Agricola Alberto Lusignani – Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno 2006 12. Elvio Cogno – Barolo Riserva Vigna Elena 2010 13. Skerk – Venezia Giulia Malvasia 2013 14. Fattoria Zerbina – Romagna Albana Passito Scaccomatto 2013 15. Podere Le Ripi – Brunello di Montalcino Riserva Lupi e Sirene 2011 16. Argiolas – Isola dei Nuraghi Turriga 2012 17. Ca’ del Baio – Langhe Riesling 2014 18. Azienda Agricola Giuseppe Mascarello e Figlio – Barolo Monprivato 2011 19. Sobrero – Barolo Riserva Pernanno 2010 20. Biondi Santi – Tenuta Greppo Brunello di Montalcino Riserva Tenuta Greppo 2010 21. Castellare di Castellina – Toscana I Sodi di San Niccolò 2012 22. Giovanni Rosso – Barolo Ester Canale Rosso Poderi dell’Antica Vigna Rionda 2012 23. Azienda Agricola Zidarich – Vitovska Kamen Pietra 2014 24. Gravner – Venezia Giulia Bianco Breg 2008 25. Le Potazzine – Brunello di Montalcino 2012 26. Azienda Agricola Uberti – Franciacorta Extra Brut Quinque Cuvée 5 Vendemmie seconda edizione 27. Guido Berlucchi & C. – Franciacorta Riserva Palazzo Lana Extrême 2007 28. La Scolca – G dei G D’Antan 2005 29. Jermann – Vintage Tunina 2014 30. Ca’ del Bosco – Franciacorta Vintage Collection Dosage Zéro Noir 2006 31. Le Ragnaie – Brunello di Montalcino Brunello V.V. 2011 32. Massolino – Barolo Riserva Vigna Rionda 2010 33. Mocali – Brunello di Montalcino Riserva Vigna delle Raunate 2010 34. Il Poggione – Brunello di Montalcino Riserva Vigna Paganelli 2010 35. Azienda Agricola Fratelli Bucci – Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva Villa Bucci 2013 36. Torre dei Beati – Abruzzo Pecorino Bianchi Grilli 2014 37. Franz Haas – Vigneti delle Dolomiti Bianco Manna 2014 38. Livio Felluga – Rosazzo Terre Alte 2013 39. Azienda Agricola Conte Emo Capodilista – Colli Euganei Passito Cuore di Donna Daria 40. Cantina Tramin – Alto Adige Gewürztraminer Vendemmia Tardiva Terminum 2013 41. Canalicchio di Sopra – Brunello di Montalcino 2011 42. Siro Pacenti – Brunello di Montalcino Pelagrilli 2011 43. Roagna – Barbaresco Pajè Vecchie Viti 2010 44. Azienda Agricola Giovanni Sordo – Barolo Perno 2012 45. Bussia Soprana – Barolo Riserva Vigna Colonnello 1999 46. Azienda Agricola Fontodi – Colli Toscana Centrale Flaccianello della Pieve 2012 47. Valentini – Montepulciano d’Abruzzo 2012 48. I Clivi – Collio Goriziano Clivi Brazan 2014 49. Benito Ferrara – Greco di Tufo Vigna Cicogna 2015 50. Cantina Zucchi – Lambrusco di Sorbara Rito 2015

Fatihi: “attraverso il coraggio il futuro sarà migliore”

“Sono veramente onorata di ricevere questo premio in un momento storico così importante è così difficile. Credo che i giovani come me che appartengono a due culture diverse, quella occidentale e quella Musulmana, attraverso l’educazione, che arriva sia in famiglia sia a scuola che dalla società civile, possano riuscire ad integrarsi e a far crescere i valori positivi che caratterizzano entrambe queste culture che, pur nella loro diversità, possono convivere e crescere. C’è bisogno di valorizzare ed agevolare le donne che devono, nella società di oggi, avere l’opportunità di vivere la propria libertà e di fare del proprio corpo ciò che ritengono più opportuno, senza imposizioni e costrizioni di nessun genere, in ogni parte del mondo. La sfida per le donne è grande e devono raggiungere una maggiore consapevolezza di loro stesse e della propria forza. Dove ci sono le differenze e lì che ci si può arricchire, bisogna essere coraggiosi perché è proprio attraverso il coraggio delle donne e delle nuove generazioni che il futuro potrà essere migliore”. Così, questa mattina, Chaimaa Fatihi, la pacifista di fede islamica che a soli 23 anni è esempio di coraggio nell’opporsi al terrorismo, nella splendida cornice ha ricevuto il Premio Casato Prime Donne 2016, il riconoscimento creato da Donatella Cinelli nel 1999 e che, ogni anno, consegna premia una figura femminile che si sia distinta per coraggio ed eticità di comportamenti e che, con il suo impegno, abbia valorizzato la presenza femminile nella società e nel lavoro.
Insieme a Chaimaa Fatihi, nel rinnovato Teatro degli Astrusi di Montalcino, che proprio oggi, torna ad ospitare la cittadinanza, hanno un premio altri tre personaggi del mondo della comunicazione che si sono distinti nella promozione e divulgazione del territorio e l’autore dello scatto che si aggiudica il premio fotografico.
Giuseppe Casciaro, capo redattore dei supplementi del quotidiano romano che si è aggiudicato il Premio “Io e Montalcino” per l’articolo “Dall’albergo vicino a Montalcino un panorama suggestivo. Castello di Velona”: una breve cronaca di viaggio, ironica, incalzante ma anche capace di affascinare e stupire i lettori che già conoscono i luoghi, Bruno Gambacorta, giornalista radiotelevisivo specializzato nel ramo vitivinicolo che grazie al servizio andato in onda su Tg2 EatParade dal titolo “50 anni della Doc” che ha vinto il Premio Consorzio del Brunello sul tema “Il Brunello e gli altri vini di Montalcino” e Filippa Lagerback, conduttrice tv che, con il servizio televisivo intitolato “In bici con Filippa: Montalcino” trasmesso in “Bike Channel” nell’ottobre 2015 ha conquistato il Premio “Montalcino la sua storia, la sua arte e il suo vino” per opere a firma femminile.
Nell’occasione è stato premiato anche Andrea Rabissi, vincitore, con “Discreta … presenza”, del Premio per fotografie sul tema “Genti e terre dei vini Brunello e Orcia”, scelto da una giuria on line fra le 5 immagini finaliste scelte dalle giurate del Premio Casato Prime Donne. Il 2016 ha segnato una evoluzione nel modo di fotografare la bellissima campagna a sud di Siena con un maggior ricorso al “racconto” e alla quotidianità riscoperta attraverso particolari che la luce rivela senza mai forzare il rispetto del vero.
Come ogni anno, poi, un artista, per l’occasione, è stato chiamato ad arricchire il museo itinerante tra i vigneti e la cantina del Casato Prime Donne. Quest’anno, il compito è stato assegnato a Roberto Turchi, pittore, esperto di vino, oste, interior designer e montalcinese al 100% che ha reinterpretato uno spazio industriale con straordinaria sensibilità dimostrando una capacità narrativa eccezionale ma anche un’adattabilità non comune nell’uso delle moderne tecnologie. La sua opera “The Dove’s Flight”, il volo della colomba, è una storia dipinta che, un sofisticato sistema tecnologico, fa apparire sui tini come un’opera dinamica e coinvolgente che per 3 minuti, porta i visitatori in un mondo dove si mescolano immagini dipinte e reali, colori e suoni, emozioni e leggerezza.
Ad accompagnare l’istallazione la dedica che Chaimaa Fatihi ha donato al Casato Prime Donne: “A tutte le Donne del mondo che sanno farsi forza e non mollano mai di fronte alle paure, ai pregiudizi. Alle madri, alle figlie, alle sorelle, nonne e zie di ogni nazione, fede e pensiero, la condivisione e la reciproca solidarietà che le caratterizza. Che le Donne possano essere la scintilla del cambiamento del nostro paese, continente, mondo”.

Torna Cantine Aperte in Vendemmia in terra di Brunello

Dal 17 al 18 settembre i Pokemon si andranno a cercare nei vigneti e nelle cantine del Movimento Turismo del Vino Toscana dove sarà festa grande con uno degli eventi più attesi dell’anno: Cantine Aperte in Vendemmia infatti permetterà a tutti gli appassionati di vino di entrare nelle aziende vitivinicole della Toscana in uno dei momenti più suggestivi dell’anno. Cavalcando il fenomeno dell’estate, quello dell’applicazione per smartphone Pokemon Go, MTV Toscana ha lanciato la sfida a tutti gli appassionati di vino: venite a cercarli nei vigneti mentre si raccoglie l’uva. “Naturalmente si tratta di una provocazione – spiega Violante Gardini, presidente del Movimento Turismo del Vino Toscana – anche se l’idea di rendere geolocalizzabili i wine lovers che arriveranno nelle nostre cantine in vendemmia potrebbe servire a rafforzare la rete che MTV ha creato tra le tante aziende aderenti anche a questa iniziativa, per noi significativa perché permette a chi non lo ha mai fatto di vivere uno dei momenti più particolari del ciclo di produzione di una bottiglia di vino”. Cantine Aperte in Vendemmia. Dal trekking nei vigneti per imparare come si vendemmia un grappolo d’uva, alle visite guidate nelle cantine già al lavoro per dare vita alla nuova annata, fino al tradizionale pranzo dei vendemmiatori. Sarà possibile assaggiare il mosto in fermentazione, pigiare l’uva con i piedi. Inoltre tante attività per i più piccoli che potranno per un giorno diventare vendemmiatori in erba. Insomma un modo diverso e divertente per scoprire le cantine, tra i tini in fermento, le botti o in mezzo ai filari che in questo particolare periodo si animano di persone come fosse una vera e propria festa. Cantine Aperte. E’ il marchio enoturistico che dal 1993 ha cambiato l’approccio dei turisti nei confronti delle aziende vitivinicole. Nata come manifestazione per l’ultima domenica di maggio, da qualche anno il Movimento Turismo del Vino ha reso Cantine Aperte un evento diffuso anche in Vendemmia, poi a San Martino e infine a Natale. Una manifestazione che è una filosofia, uno stile di viaggio e di scoperta dei territori del vino italiano, che vede, di anno in anno, sempre più turisti, curiosi ed enoappassionati avvicinarsi alle cantine, desiderosi di fare un’esperienza diversa dal comune. Cantine Aperte è un marchio di proprietà del Movimento Turismo del Vino, registrato e protetto giuridicamente per contrastarne qualunque abuso/imitazione e garantire ai consumatori qualità e professionalità nell’accoglienza, tratti distintivi delle cantine MTV. L’Associazione Movimento Turismo del Vino Toscana è un ente non profit che raccoglie oltre 80 fra le più prestigiose cantine del territorio, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti quello della qualità dell’accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione. Per scoprire le aziende aderenti a Cantine Aperte in Vendemmia e i relativi programmi è in aggiornamento la pagina dedicata all’evento su www.mtvtoscana.com.

“Best Italian Wine Awards 2016”: il Brunello sbanca

Il sommelier Luca Gardini, uno dei palati e dei nasi più apprezzati nel mondo enoico, per la “Best Italian Wine Awards 2016” (www.biwawards.it), ideata nel 2012 insieme ad Andrea Grignaffini, ha messo in fila le 50 etichette più buone di Italia, ovvero quelle che hanno ricevuto le valutazioni più alte dalla giuria internazionale – di cui hanno fatto parte tre master of wine (l’inglese Tim Aktin, l’americana Christy Canterbury e il giapponese Kenichi Ohashi), la spagnola Amaya Cervera, gli italiani Pier Bergonzi (vice direttore della Gazzetta dello Sport) e Luciano Ferraro del Corriere della Sera e i critici enoici Daniele Cernilli, Antonio Paolini e Marco Tonelli – e il Brunello, quest’anno sbanca.
A conquistare la classifica sono ben dieci etichette made in Montalcino: al n.1 c’è Casanova di Neri, con il Brunello di Montalcino Cerretalto 2010 a cui, all’inizio dell’anno proprio Gardini aveva assegnato 100/100, seguito da Ciacci Piccolmini d’Aragona, Brunello di Montalcino Riserva Vigna di Pianrosso Santa Caterina d’Oro 2010 al quinto posto, Podere le Ripi, Brunello di Montalcino Riserva Lupi e Sirene 2011 al n.15, Biondi Santi, Tenuta Greppo Brunello di Montalcino Riserva Tenuta Greppo 2010 al n. 20, Le Potazzine, Brunello di Montalcino 2012 al n. 25, Le Ragnaie, Brunello di Montalcino Brunello V.V. 2011 al posto n. 31, Mocali, Brunello di Montalcino Riserva Vigna delle Raunate 2010 e Il Poggione, Brunello di Montalcino Riserva Vigna Paganelli 2010 rispettivamente al n. 33 e 34 e Canalicchio di Sopra, Brunello di Montalcino 2011 e Siro Pacenti, Brunello di Montalcino Pelagrilli 2011 ai numeri 41 e 42.
Un ricco bottino per Montalcino ed il suo nettare che sbaraglia ogni altra Denominazione italiane tra le più famose e apprezzate nel mondo. Per la presentazione della classifica del Biwa, il Best Italian Wine Awards che quest’anno cambia nome, aggiungendo quello dello sponsor, The Wine Insider, bisogna attendere qualche giorno, ovvero lunedì 19 settembre a Milano (alle ore 18 – Centro congressi della Fondazione Cariplo, Via Romagnosi 8).

Focus – La classifica
1. Casanova di Neri – Brunello di Montalcino Cerretalto 2010
2. Cantine Marisa Cuomo – Costa D’Amalfi Furore Bianco Fiorduva 2014
3. Tenuta San Guido – Bolgheri Sassicaia 2013
4. Feudo Maccari – Sicilia Nero d’Avola Saia 2014
5. Ciacci Piccolomini d’Aragona – Brunello di Montalcino Riserva Vigna di Pianrosso Santa Caterina d’Oro 2010
6. Comm. G.B. Burlotto – Barolo Monvigliero 2012
7. Damijan Podversic – Venezia Giulia Bianco Kaplja 2012
8. Duemani – Costa Toscana Duemani 2013
9. Marco de Bartoli – Vecchio Samperi
10. Cantina Terlano – Alto Adige Terlano Terlaner I Grande Cuvée 2013
11. Azienda Agricola Alberto Lusignani – Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno 2006
12. Elvio Cogno – Barolo Riserva Vigna Elena 2010
13. Skerk – Venezia Giulia Malvasia 2013
14. Fattoria Zerbina – Romagna Albana Passito Scaccomatto 2013
15. Podere Le Ripi – Brunello di Montalcino Riserva Lupi e Sirene 2011
16. Argiolas – Isola dei Nuraghi Turriga 2012
17. Ca’ del Baio – Langhe Riesling 2014
18. Azienda Agricola Giuseppe Mascarello e Figlio – Barolo Monprivato 2011
19. Sobrero – Barolo Riserva Pernanno 2010
20. Biondi Santi – Tenuta Greppo Brunello di Montalcino Riserva Tenuta Greppo 2010
21. Castellare di Castellina – Toscana I Sodi di San Niccolò 2012
22. Giovanni Rosso – Barolo Ester Canale Rosso Poderi dell’Antica Vigna Rionda 2012
23. Azienda Agricola Zidarich – Vitovska Kamen Pietra 2014
24. Gravner – Venezia Giulia Bianco Breg 2008
25. Le Potazzine – Brunello di Montalcino 2012
26. Azienda Agricola Uberti – Franciacorta Extra Brut Quinque Cuvée 5 Vendemmie seconda edizione
27. Guido Berlucchi & C. – Franciacorta Riserva Palazzo Lana Extrême 2007
28. La Scolca – G dei G D’Antan 2005
29. Jermann – Vintage Tunina 2014
30. Ca’ del Bosco – Franciacorta Vintage Collection Dosage Zéro Noir 2006
31. Le Ragnaie – Brunello di Montalcino Brunello V.V. 2011
32. Massolino – Barolo Riserva Vigna Rionda 2010
33. Mocali – Brunello di Montalcino Riserva Vigna delle Raunate 2010
34. Il Poggione – Brunello di Montalcino Riserva Vigna Paganelli 2010
35. Azienda Agricola Fratelli Bucci – Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva Villa Bucci 2013
36. Torre dei Beati – Abruzzo Pecorino Bianchi Grilli 2014
37. Franz Haas – Vigneti delle Dolomiti Bianco Manna 2014
38. Livio Felluga – Rosazzo Terre Alte 2013
39. Azienda Agricola Conte Emo Capodilista – Colli Euganei Passito Cuore di Donna Daria
40. Cantina Tramin – Alto Adige Gewürztraminer Vendemmia Tardiva Terminum 2013
41. Canalicchio di Sopra – Brunello di Montalcino 2011
42. Siro Pacenti – Brunello di Montalcino Pelagrilli 2011
43. Roagna – Barbaresco Pajè Vecchie Viti 2010
44. Azienda Agricola Giovanni Sordo – Barolo Perno 2012
45. Bussia Soprana – Barolo Riserva Vigna Colonnello 1999
46. Azienda Agricola Fontodi – Colli Toscana Centrale Flaccianello della Pieve 2012
47. Valentini – Montepulciano d’Abruzzo 2012
48. I Clivi – Collio Goriziano Clivi Brazan 2014
49. Benito Ferrara – Greco di Tufo Vigna Cicogna 2015
50. Cantina Zucchi – Lambrusco di Sorbara Rito 2015

Orto WineNews: con Banfi riparte l’educazione al gusto

Al suono della campanella, si torna a scuola anche nell’orto: è qui che i più giovani “coltivano” il proprio futuro e imparano ad alimentarsi correttamente ed in modo consapevole, grazie al “Laboratorio Winenews per l’Educazione al Gusto”, il progetto interdisciplinare con tutte le materie scolastiche ideato dalla WineNews, che riparte a Montalcino nelle Scuole per l’Infanzia, Primaria e Secondaria di Primo Grado dell’Istituto Comprensivo “Insieme”, insieme e con il sostegno, a partire dal nuovo anno scolastico 2016-2017, della Castello Banfi, cantina leader del territorio del Brunello e del vino italiano nel mondo. Nato nel 2008 da un’idea dei fondatori di WineNews Alessandro Regoli ed Irene Chiari, la mission del Laboratorio “La nostra terra Dacg-Da amare con gusto” è quella di avvicinare le nuove generazioni al territorio ed educarle ad un’alimentazione corretta, prima tra i banchi e poi con le “mani nella terra”, imparando divertendosi.
“WineNews ha deciso di investire sul futuro delle nuove generazioni, consumatori e adulti di domani in alcuni dei territori del vino più importanti d’Italia, con l’educazione alimentare – spiega Alessandro Regoli, direttore WineNews – in un progetto che a Montalcino, dove è nato, incontra ora la sensibilità della Castello Banfi, da sempre attiva nello sviluppo del territorio in una chiave di marketing locale e mondiale”.
“La Castello Banfi crede in tutto ciò che avviene nel territorio di Montalcino e nell’educazione alimentare, e questo progetto è in linea con la nostra filosofia: produrre e diffondere la cultura dei nostri prodotti – sottolinea Rodolfo Maralli, direttore marketing Castello Banfi – ci piace perché ha questo duplice aspetto: educa, in maniera anche sostenibile, fin da bambini, ed è fondamentale dar loro questa possibilità, perché viviamo in un Paese fatto di tesori agroalimentari, ma lo scopriamo tardi, mentre, invece, farlo da piccoli ti segna e ti rimane dentro; il secondo aspetto è che avviene a Montalcino, e questo incontra la nostra volontà di sostenere progetti che fanno crescere il territorio. È un progetto che parte da un’iniziativa privata e trova sponsor per sostenerlo. Dovrebbe nascere a livello istituzionale, ma in mancanza di questa volontà, ben vengono le iniziative private. Per questo abbiamo accettato d’istinto di sostenerlo, pentendosi di non averlo fatto prima”.
Il Laboratorio, con referenti l’insegnante Sonia Corsi (per la Scuola Primaria) e l’agronoma Gabriella Ferrari (per la Winenews), si articola in una serie di laboratori didattici in aula sui prodotti del territorio, dal vino all’olio, dal miele all pasta, dal pane alle erbe aromatiche, nella realizzazione di orti nei giardini delle scuole, in attività ludico-didattiche, incontri con gli esperti e visite alle aziende. Tutto in compagnia dell’agronoma. “Nei quasi dieci anni di attuazione nelle scuole – spiegano le referenti Corsi e Ferrari – la collaborazione con gli insegnanti e la loro partecipazione attiva è stata fondamentale per la buona riuscita del progetto, con l’inserimento degli argomenti del Laboratorio nelle materie del Piano dell’Offerta Formativa (P.O.F). È così che che il cibo diventa tema comune nelle nostre scuole”. Cuore del progetto, è un orto urbano nel centro storico di Montalcino, dove ha sede la WineNews, curato dai bambini, dalla semina al raccolto, durante tutto l’anno e seguendo il ciclo delle stagioni.
“Partito dal territorio del Brunello, il progetto – sottolineano Alessandro Regoli e Irene Chiari, fondatori di WineNews – è oggi attivo, grazie ad una formula “esportabile”, anche nel cuore del Chianti Classico grazie alla griffe Marchesi Antinori, e presto lo sarà anche a Montefalco, nel territorio del Sagrantino, con il sostegno della cantina artefice del suo rilancio, la Caprai. Bello sarebbe che ci fosse un orto in ogni scuola, per far capire ai bambini l’importanza di coltivarne uno e favorire l’integrazione di chi proviene da altri Paesi, e che ci fosse in quei territori, del vino ma non solo, i cui prodotti sono apprezzati e conosciuti in tutto il mondo”.

Slow Wine e le “chiocciole” 2017

Arriva l’autunno e, come ogni anno, per gli enoappassionati, finisce l’attesa e si scoprono quali sono i vini più apprezzati da esperti e guide. Oggi è la volta delle “chiocciole”, 193 quelle dell’edizione 2016, della guida Slow Wine, edita da Slow Food. Sono 5 in più dello scorso anno, e rappresentano il vertice di una piramide formata dalle cantine presenti in guida, in pratica, quelle che per l’associazione della chiocciola possono essere considerate come una sorta di Bignami del “Buono, pulito e giusto”, vale a dire quelle in grado di interpretare al meglio i valori (organolettici, territoriali, ambientali e identitari) della filosofia Slow Food. Tra le Regioni, in testa Toscana e Piemonte, con 30 aziende “chiocciolate”, davanti al Friuli Venezia Giulia con 17, il Veneto con 15 e alla Sicilia, medaglia di legno con 12 cantine (www.slowfood.it). Per quanto riguarda il Brunello, che non poteva certo mancare, sono 4 le etichette a rappresentare il re del Sangiovese in guida: Baricci, Fattoi, Il Paradiso di Manfredi e Le Chiuse. Una ottima prestazione, per Montalcino ed il suo prodotto principe e soprattutto per le etichette in guida che, dopo la nomina dello scorso anno, sono riuscite a riconfermare la loro presenza ed il loro valore.

Querce Bettina nella Douja D’Or di Asti

I vini della Toscana sono tra i protagonisti al Salone Nazionale di Vini Selezionati “Douja d’Or” in programma ad Asti fino al 18 settembre. Ed il Brunello la fa da padrone.
Nella capitale mondiale dell’enologia si svolge infatti un concorso nazionale di altissimo livello, destinata ai vini Doc e Docg scelti dall’Onav. La selezione è dura: oltre 1000 vini di tutti Italia vengono degustati, di questi solo quelli con una valutazione superiore a 87/100 arrivano alla fase finale e solo chi va oltre i 90/100 ottiene l’esclusivo Oscar ovvero la possibilità di fregiarsi della Douja D’or sull’etichetta.
E sono quattro i vini toscani che hanno superato la selezione. Due dell’azienda agricola Querce Bettina: il Brunello di Montalcino Docg 2011 e il Rosso di Montalcino 2013. E due della cantina Conte Guicciardini di Ferdinando Guicciardini: il Chianti Colli Fiorentini Docg Riserva 2012 Castello di Poppiano e il Morellino di Scansano Docg Riserva 2012 Massi di Mandorlaia.
La manifestazione nel 2016 è diventata ancora più esclusiva, alzando l’asticella per la selezione (fino al 2015 era di 85/100), scelta che ha ristretto la rosa dei finalisti e dei premiati, innalzando decisamente la qualità. Una scelta che è piaciuta ai produttori vitivinicoli: le adesioni a questa edizione, infatti, non sono diminuite.
Fino al 18 settembre anche loro saranno tra i 354 vini esposti a Palazzo Ottolenghi. Un salone arrivato sua 50ma edizione proprio nel 2016 che comprende davvero il gotha della produzione enologica nazionale racchiuso in una meravigliosa enoteca sotto volte affrescate. Tutti i vini saranno in degustazione e acquistabili. Il palazzo sarà sede anche di numerosi incontri sul territorio e serate d’assaggio guidato a cui si aggiungono pomeriggi di degustazioni a cura delle camere di commercio Piemontesi.

Sì alla “zonazione”

Un interrogativo, quello se attuare o meno la zonazione nel territorio del Brunello, su cui, da anni, si dibatte a Montalcino e non solo. Un territorio che varia molto per la sua estensione e le sue diverse altitudini, e un vino di eccellenza da tutelare e, su cui, in tanti, ritengono si debba intervenire creando delle sottozone di produzione.
Ad esprimersi in merito Enrico Viglierchio, dg di Castello Banfi, una delle cantine leader del territorio che, ai microfoni di WineNews, ha dichiarato il suo “si alla zonazione del territorio di Montalcino. Per la nostra cantina, non sarebbe una novità. Il progetto interno di zonazione è iniziato nel lontano 1982”.