Consorzio del Brunello e Wine&Siena: perplessità su anteprima generale

L’edizione 2017 di Wine&Siena come anteprima delle anteprime? L’idea, lanciata per allargare gli spazi e i contenuti della rassegna enologica, ha chiamato in causa i principali Consorzi del vino della Toscana, Brunello di Montalcino, Chianti Classico e Nobile di Montepulciano, primi a dare il via alla formula delle anteprime, che all’unisono hanno mostrato le proprie perplessità.
“Siamo convinti – ha commentato Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Brunello – che sia utile coinvolgere tutti i Consorzi. Il confronto e la concertazione sono importanti per definire per tempo tutti i passaggi che servono. Ben venga un Wine&Siena capace di attirare attenzione, anche in un periodo diverso come novembre o dicembre. Però, e non lo dico per campanilismo, vedo difficile una formula che sposti da Montalcino a Siena la presentazione dei nostri vini”.

Gruppo Illy: Mastrojanni sarà anche relais

“La struttura ci aiuterà a comunicare il territorio e l’azienda Mastrojanni”. Così Andrea Machetti, amministratore delegato di Mastrojanni, spiega al Sole 24 Ore il nuovo progetto del gruppo di Riccardo Illy a Montalcino: entro giugno, infatti, la tenuta Mastrojanni, a Montalcino, diventerà anche un relais che a regime avrà sei camere e cinque suites grazie a un investimento di 1,2 milioni che coinvolge anche la cantina. Ma la storia di Illy a Montalcino parte da lontano. Nel 1975 l’avvocato Gabriele Mastrojanni comprò i poderi San Pio e Loreto e decise di piantare le prime vigne che, in parte, ancora oggi sono in produzione. Verso l’inizio degli anni Novanta, Antonio Mastrojanni, figlio dell’avvocato, iniziò a seguire l’azienda personalmente e in quegli stessi anni l’enologo Maurizio Castelli divenne il consulente di riferimento dell’azienda. Insieme ad Andrea Machetti che si offrì di seguire a tempo pieno l’azienda. Nel 2008 l’azienda venne acquistata dalla famiglia Illy ed entrò nel polo del gusto. Un investimento consistente che negli anni è cresciuto con altri investimenti: per gli iIlly il ritorno è molto lontano ma in questi sette anni l’asset si è molto rivalutato.
Nel 2015 l’azienda di Castelnuovo dell’Abate ha venduto 112mila bottiglie, con ricavi per oltre 2 milioni e un balzo, a valore, del 33,5%. L’export arriva al 65%. L’obiettivo è quello di arrivare, con i nuovi vigneti (e l’introduzione del ciliegiolo), a 150mila bottiglie.
La cantina di Brunello di Montalcino ha una filosofia propria: “Per qualsiasi altra coltura – conclude Machetti – la terra dei poderi San Pio e Loreto sarebbe una vera e propria iella. Ma il vino diventa buono proprio grazie alla magrezza della terra: meno le viti trovano per alimentarsi e più lo devono cercare. Noi ci siamo adattati a questo imperativo della natura sapendo che ci avrebbe dato risultati strepitosi e da esso nasce la nostra filosofia: intervenire il meno possibile in vigna e in cantina, ed essere capaci di conservare la meraviglia che la natura regala a queste uve”.

Brunello Ciacci Piccolomini nella serie televisiva “Mom”

Il Brunello di Montalcino Ciacci Piccolomini Pianrosso, una delle cantine più conosciute e rinomate del territorio, è “apparso” in tv. È accaduto nella puntata, andata in onda ieri sera, della serie televisiva “Mom”, una sitcom statunitense che vede protagonista una giovane madre single di nome Christy, interpretata da Anna Faris, che tenta di dare una svolta alla sua vita lasciandosi alle spalle i suoi problemi con alcol e droghe.
Al minuto numero 9:00 della puntata di “Mom”, che in Italia è possibile vedere sul canale Fox di Sky, la cliente del ristorante richiama l’attenzione sul pregiato vino che, a suo dire, “è andato” e la protagonista della serie, di tutta risposta, afferma che “non è possibile perché si tratta di un eccellente Brunello”, dando così il via ad una serie di botta risposta dal gusto comico.

Ecco la puntata andata in onda ieri sera:

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Terre di Toscana 2016. Ecco il parterre del Brunello

Torna, domenica 28 e lunedì 29 febbraio 2016, la nona edizione di Terre di Toscana (www.terreditoscana.info), una tra le più importanti kermesse dedicate al vino toscano, e Golisizia, evento nell’evento, elogio alla cucina dei grandi chef regionali. Uno spaccato unico e irripetibile che permette di incontrare, negli spazi dell’Una Hotel Versilia di Lido di Camaiore, nomi tanto prestigiosi e che vede convergere ogni anno migliaia di persone, fra appassionati consapevoli ed operatori professionali da tutta Italia, giornalisti e i buyers internazionali.
Ben 130 produttori, fra vignaioli di nicchia e marchi di livello internazionale, in rappresentanza della migliore produzione vitivinicola del territorio come il Brunello di Montalcino, il Chianti ed il Chianti Classico, il Nobile di Montepulciano, la Vernaccia di San Gimignano, ed i rossi di Bolgheri, dai più celebri a quelli dei nuovi interpreti, per spingersi fino all’estremo sud andando a scoprire la Maremma del Morellino di Scansano e la sua costa. Ma anche la possibilità di assaporare vini provenienti dalle zone emergenti del Granducato come il Montecucco, la Val di Cornia, la Val d’Orcia, Cortona, le Colline lucchesi, pisane e massesi, e quelle insolite e sorprendenti, come i Colli di Luni, la Garfagnana, il Casentino, il Mugello, l’Isola del Giglio, la Versilia.
E Montalcino sarà presente con ben 25 cantine e molte etichette di Brunello da gustare e assaporare.

Focus: Le cantine di Brunello presenti a Terre di Toscana
Argiano
Banfi
Barbi
Baricci
Col d’Orcia
Il Marroneto
La Cerbaiola-Salvioni
La Gerla
Le Chiuse
Le Ragnaie
Lisini
Mastrojanni
Pietroso
Podere Salicutti
Podere San Giacomo
Poggio di Sotto
San Lorenzo
San Polo
Sesti
Stella di Campalto
Talenti
Tenuta di Sesta
Tenuta Il Poggione
Tenuta Le Potazzine
Tiezzi

Parla Fabrizio Bindocci: “la fine della mia presidenza, il futuro del Consorzio del Brunello di Montalcino”

“Benvenuto Brunello” (dal 19 al 22 febbraio 2016) ormai dietro l’angolo, un mandato quasi in scadenza, tante progetti e tanti eventi ancora in programma. Fabrizio Bindocci, Presidente uscente del Consorzio del Brunello di Montalcino, come racconta a cronachedigusto.it, vuole chiudere “alla grande” questi tre anni del secondo mandato.
Un’edizione, quella di Benvenuto Brunello, speciale perché come spiega Bindocci “avrà una location eccezionale a Montalcino, come i locali di Sant’Agostino ed i due chiostri della casa di riposo, appena ristrutturati”. Ai banchi di assaggio, saranno protagonisti il Brunello 2011 e la Riserva 2010: “Si corre – dice metaforicamente Bindocci – con due grandi cavalli. In più ci sarà l’anteprima 2015, un’annata straordinaria, che arriva dopo due annate zoppicanti come la 2013 e la 2014 ed è paragonabile per grandezza alla 2010 e alla 2012”.
Per Bindocci, però, è tempo di tirare le somme di questa esperienza e spiega: “Come tutte le cose belle era destinata a finire e devo dire che sono davvero dispiaciuto. Ma ritengo sia giusto che ci sia un ricambio generazionale. Occorre che arrivino persone motivate con nuove idee e portino una ventata di freschezza all’interno del Consorzio. È stata un’esperienza meravigliosa, impegnativa, che però mi ha permesso di conoscere tante belle persone. Abbiamo fatto tante cose belle, ma mi riservo qualche ultimo colpo da qui a maggio, quando scadrà il mio mandato”. Proprio a maggio ci sarà la cerimonia di passaggio delle consegne e i soci del Consorzio potranno votare in base al loro “peso, nel senso che ognuno ha a disposizione tanti voti in base alle dimensioni del vigneto e alle bottiglie prodotte. Ci sarà una rosa di candidati su cui scegliere, ma ancora la lista dei nomi è top secret.
Il Brunello di Montalcino, però, continua a inanellare un successo dietro l’altro, soprattutto nel mercato americano: “Il nostro segreto? – dice Bindocci – Sappiamo fare squadra. Tutti camminiamo nella stessa direzione, di attenzione alla qualità, al territorio ed alla comunicazione”.
Ed i numeri sono importanti: oltre 9 milioni le bottiglie prodotte lo scorso anni di Brunello, 4,5 milioni quelle di Rosso. “In questo mio mandato abbiamo anche affrontato la delicata questione della modifica del disciplinare – spiega il Presidente – con la rimozione del limite dell’altitudine a 400 metri, l’inserimento dell’irrigazione di soccorso e il blocco dei nuovi vigneti”. Sono più di 2.100 gli ettari destinati alla produzione di Brunello, 520 per il Rosso e 250 i soci del consorzio, ormai vera icona del vino toscano. “Un ettaro qui – prosegue Bindocci – in media costa 500 mila euro. Diamo lavoro a oltre 4 mila persone, un fatturato di 160 milioni di euro, 30 milioni dall’indotto. Stiamo attraversando una fase positiva grazie anche al cambio generazionale che stanno vivendo molte aziende socie, perché i ragazzi hanno voglia di dimostrare che sono bravi ed hanno un approccio diverso, soprattutto con i compratori esteri. Hanno una marcia in più”.
Parentesi finale dedicato al cosiddetto “Consorzio dei consorzi”, un mega consorzio dei vini toscani per sfondare nel mercato estero: “Non è utopia. Al 90% lo Statuto è pronto. Dobbiamo solo definirlo ed andare dal notaio a firmarlo” conclude Bindocci.

DoctorWine: “il Brunello 2011 è un’annata dell’uomo”

È iniziato il countdown per l’edizione 2016 di “Benvenuto Brunello”, la kermesse che svela in anteprima le nuove annate pronte ad entrare in commercio di Rosso, Brunello e Riserva, a Montalcino da venerdì 19 a lunedì 21 febbraio 2016, i critici sono già all’opera con i primi assaggi. È Stefania Vinciguerra, caporedattore di DoctorWine (www.doctorwine.it), che, accompagnata dal suo team di degustazione, è a Montalcino per degustare i nuovi nati in casa Brunello. Ecco le sue impressioni sul Brunello Riserva 2010 e sul Brunello annata 2011. “La Riserva 2010 – ha spiegato Vinciguerra – ha confermato, in piena regola, come con il Brunello Annata il suo altissimo livello. Se il 2010 è un’annata della natura, il Brunello 2011 è un’annata dell’uomo. Il lavoro dell’agricoltore e dell’enologo hanno fatto la differenza”.

Guarda il video

“Anteprima delle anteprime”: è tempo di Buy Wine

Primo e unico modello nel panorama vinicolo italiano che mette insieme i vari Consorzi, specie i più piccoli ed emergenti, in un unico “collettore” e che rappresenta una sorta di anteprima delle anteprime, torna Buy Wine (12 e 13 febbraio 2016), il workshop internazionale organizzato da Toscana Promozione che si avvia ad entrare negli annali della promozione economica come uno degli format più riusciti degli ultimi anni.
Lunedì 8 febbraio, a partire dalle ore 12, sarà di scena, presso la sala stampa “Maria Grazia Cutuli”, all’interno della presidenza della Giunta Regionale di Piazza Duomo a Firenze, la conferenza stampa di presentazione della sesta edizione di Buy Wine, con gli interventi di Marco Remaschi, assessore all’Agricoltura Regione Toscana e Silvia Burzagli, vice direttrice di Toscana Promozione.
Nato nel 2010 e giunto alla sesta edizione, il workshop B2B, organizzato dall’Agenzia regionale Toscana Promozione per favorire l’incontro tra la Toscana del vino e il trade internazionale porterà il 12 e 13 febbraio 2016, oltre 200 tra i produttori toscani, ed il Brunello di Montalcino non potrà certo mancare, che incontreranno 240 buyer stranieri tra importatori, distributori e operatori di Gdo e Horeca, provenienti da mercati storici, ma anche da piazze “nuove” per un totale di 36 Paesi rappresentati. Tra questi un ruolo importante è giocato da Stati Uniti (44 operatori), Canada (39), Cina (25), Brasile (12), Australia (12), Giappone (11), Danimarca (10), Germania (8), Corea del Sud (7) e Messico (7) che, complessivamente, rappresentano oltre il 72.9% dei buyer internazionali partecipanti. I produttori, invece, arrivano da tutte le denominazioni e provincie della Regione.
Buy Wine è un evento in costante crescita che, negli anni, si è accreditato come punto di riferimento per i buyer di tutto il mondo interessati al vino toscano. Nell’edizione 2015 sono stati 6.000 gli incontri di business in agenda che hanno portato, nel 63% dei casi, alla stipula di contratti grazie ai quali il 46% delle aziende toscane partecipanti è riuscita ad incrementare il proprio fatturato. Per un evento, Buy Wine, che come ormai da tradizione lancia la volata alle tante anteprime dei vini del Granducato.

Biondi Santi firma esclusiva con Pol Roger

Tenuta Biondi Santi, patriarca del Brunello di Montalcino con una tradizione vinicola che risale al 18esimo secolo, ha firmato oggi un accordo esclusivo con Pol Roger (www.polroger.co.uk) rendendo l’azienda distributore esclusivo dei suoi vini nel Regno Unito.
“Vorremmo ringraziare – ha dichiarato Jacopo Biondi Santi, custode dei 25 ettari della Tenuta Il Greppo a Montalcino dove lavora al fianco di suo figlio Tancredi Biondi Santi – Nicholas Belfrage MW e il suo team presso Vinexus per aver capito le nostre esigenze e per l’ottimo lavoro con i nostri vini preziosi. Siamo entusiasti di questa nuova collaborazione con Pol Roger e abbiamo grandi aspettative per il nostro futuro insieme”.
Biondi Santi si unisce così ad “artisti” del calibro di Pol Roger Champagne, Borgogna Tenuta Joseph Drouhin, Alsazia Domaine Josmeyer e California Abreu.
“Siamo lieti di rafforzare la nostra gamma di grandi produttori di vino a conduzione familiare, con l’aggiunta di questi brillanti vini delle storiche tenute Biondi Santi. Inoltre, il Castello di Montepò ci permette di mostrare il meglio della Maremma e di portare questi vini ad un nuovo pubblico” ha aggiunto James Simpson MW, amministratore delegato di Pol Roger.

Allarme Città del Vino: “a rischio le grandi denominazioni” ma non il Brunello

Con la fusione dei Comuni sotto i 5.000 abitanti c’è il rischio caos per tante denominazioni importanti del vino Italiano. A lanciare l’allarme è l’Associazione Nazionale Città del Vino (www.cittadelvino.it) che accende i riflettori sui rischi che potrebbe comportare l’approvazione della proposta di legge che obbliga i Comuni sotto i 5.000 abitanti a fondersi, presentata alla Commissione Affari istituzionali della Camera da 20 parlamentari Pd. Un rischio concreto che potrebbe creare molta confusione ed effetti collaterali sul sistema delle denominazioni d’origine italiane, già ricca di vini conosciuti per il nome del Comune in cui sono prodotti, e con riflessi negativi anche sull’enoturismo e sulla produzione, per aspetti d’etichettatura, promozione e così via.
Un rischio che riguarda decine e decine di comuni ma che, almeno per il momento, salva Montalcino che con 5.139 anime potrà conservare il titolo di Comune; finché la demografia lo consente.
“La nostra vitivinicoltura di qualità ha anche un’altra specificità: quella cioè d’essere prodotta in tanti Comuni sotto i 5.000 abitanti – sottolinea il direttore di Città del Vino, Paolo Benvenuti – in questa prospettiva la proposta di legge sullo scioglimento dei piccoli Comuni rischia di mandare in tilt il nostro sistema di qualità. Anche su questo è necessaria una riflessione attenta e una revisione, perché un conto sono le funzioni amministrative, un altro la rappresentanza degli interessi e del valore che le amministrazioni locali hanno in dote per storia, tradizioni, patrimonio e comportamenti”.
“La vitivinicoltura italiana e il sistema delle qualità delle denominazioni – aggiunge il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon, sindaco di Conegliano – ha come riferimenti principali il vitigno e il territorio, l’origine e la tipicità, ovvero quei presupposti delle denominazioni che andrebbero rafforzati e difesi e non minacciati dall’interno, con le nostre stesse mani. L’Associazione prevede due strade possibili per scongiurare ulteriori pericoli: il Testo Unico del Vino in corso di redazione, dove abbiamo sottolineato più volte ai relatori che andrebbe specificata meglio la caratteristica identitaria dei nostri vitigni, poiché nessun Paese al mondo basa la propria vitivinicoltura su un numero così elevato di varietà (oltre 500 quelle iscritte al Catalogo nazionale e molti gli autoctoni) e la veloce approvazione della proposta di legge che riconosce il mondo del vino italiano come patrimonio culturale”.

Poggio di Sotto sostiene il “Premio Giulio Gambelli”

Valorizzare giovani enologi, sotto i 35 anni, artefici o co-artefici di un vino nato nel “solco” tracciato da Giulio Gambelli, il maestro assaggiatore, scomparso il 3 gennaio 2012, che ha seguito la vita e l’evoluzione dei più grandi vini toscani di sempre: questo l’obiettivo del “Premio Giulio Gambelli”. Il vincitore di questa quarta edizione riceverà, oltre alla targa, un assegno da 1500 euro reso possibile grazie al contributo di alcune delle aziende di cui Giulio Gambelli è stato amico e consulente fra cui Poggio di Sotto a Montalcino, la cantina nella patria del Brunello acquistata nel 2011 da Claudio Tipa, patron del gruppo ColleMassari.
La consegna del prezioso riconoscimento avverrà martedì 16 febbraio all’Hotel Villa San Paolo di San Gimignano (18:30), in occasione dell’Anteprima del Consorzio della Vernaccia dove, i dieci degustatori in giuria (soci ASET e giornalisti IGP) si ritroveranno presso il Consorzio della Denominazione per assaggiare, rigorosamente alla cieca, i numerosi campioni in gara.
Un successo crescente quello del Premio Gambelli che ha registrato quest’anno un autentico boom con oltre 30 candidature giunte da tutta la Penisola attraverso la segnalazione da parte di giornalisti di settore e, novità dell’edizione 2016, con auto candidatura. Fra queste sono 19 quelle in possesso dei requisiti e ammesse alla finale di domenica, con ben 4 donne: giovani under 35 operanti in Basilicata, Sicilia, Toscana (6), Veneto, Trentino, Friuli (2), Piemonte (5), Liguria e Lombardia.