Biondi Santi e altri gioielli dell’enologia mondiale all’incanto con Bolaffi e Slow Food

In un evento dal sapore principesco, di scena il 13 maggio nel concept store Miroglio Piazza della Scala, nel cuore della moda a Milano, in occasione dell’Expo, Aste Bolaffi, proseguendo il percorso intrapreso nel mercato dei vini rari e pregiati con Slow Food, metterà all’incanto, una serie di lotti top con veri e propri gioielli dell’enologia italiana ed internazionale. Ed il Brunello non poteva mancare e si “esibirà” attraverso bottiglie tra le più prestigiose. Tra una  rarissima bottiglia da 15 litri della cantina storica Masseto, annata 2010, mai passata all’asta in Italia, battuta da 10.000 euro (bottiglia n. 5 di 20 esemplari esistenti al mondo),  una bottiglia di Romanée-Conti Grand Cru 1988 di Domaine de la Romaneé-Conti (4.500 euro); una bottiglia di Dom Pérignon 1928 (1.000 euro) e una bottiglia di Champagne Moet&Chandon del 1842 (basa d’asta: 4.000 euro), primo millesimo prodotto nella storia dello Champagne darà bella mostra di sé anche una bottiglia di Brunello di Montalcino Riserva 1891 di Biondi Santi (base d’asta 1.500 euro).
Tra i lotti top ci saranno anche una pregiata selezione della cantina Ornellaia e un capitolo dedicato allo Champagne con esemplari unici dal punto di vista collezionistico, un’interessante sezione sarà dedicata alle “Grandi verticali d’Italia”, le migliori annate di vini importanti come Sassicaia, Solaia, Tignanello, Pergole Torte, Biondi Santi, Monfortino, Gaja e molti altri. Per un totale di 500 lotti di vini rari e pregiati italiani e internazionali di grandi cantine per un valore totale di base d’asta di circa 370.000 euro.
Tra i lotti top di vini rari e pregiati in asta con Bolaffi e Slow Food, vi sono anche – oltre ad una bottiglia di Brunello di Montalcino Riserva 1920 di Biondi Santi (1.500 euro), e una Magnum di Brunello 1982 di Case Basse (500 euro) -  due Magnum di Masseto 1993 (1.100 euro), tre di Masseto 1997 (2.000 euro), e ancora 3 di Masseto 1998 (2.000 euro), una Imperiale (6 litri) di Masseto 1998 (2.500 euro) e una Magnum di Masseto 2001 (1.000 euro); ancora una Imperiale di Masseto 2006 (2.500 euro), il Sassicaia della Tenuta San Guido, con una bottiglia di Sassicaia 1968 (700 euro) e una di Sassicaia 1985 (500 euro) ed una bottiglia di Barolo Monfortino Stravecchio 1941 (250 euro) by Giacomo Conterno.
Un nuovo traguardo per il Brunello e per il territorio di Montalcino tutto.

Consorzio: passo avanti verso le modifiche ai disciplinari

A distanza di 9 mesi dall’assemblea consortile che approvò alcune modifiche sui disciplinari delle denominazioni di Montalcino, un passo in avanti è stato fatto verso l’approvazione definitiva e quindi verso l’applicazione delle nuove normative.
Del 13 aprile 2015 è infatti l’approvazione, da parte della Giunta Regionale, delle variazioni sui disciplinari di Rosso e Brunello di Montalcino. Il prossimo passo sarà la verifica e l’eventuale approvazione da parte del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, la pubblicazione sul Gazzettino Ufficiale e la conseguente applicazione. Dal Consorzio del Brunello fanno sapere che la speranza è di poter applicare le modifiche già a partire dalla vendemmia 2015. Ma entriamo nello specifico elencando le varie modifiche: molte di esse, apportate su tutti i disciplinari di competenza del Consorzio del Brunello, sono strettamente di carattere formale ma esistono anche dei cambiamenti che vanno a toccare molti aspetti che riguardano i vini di Montalcino.
Si parla di densità di impianto: per quelli già realizzati valgono le norme vigenti al momento dell’impianto, per quelli nuovi o per eventuali reimpianti, a partire dal 1 gennaio 2015, la densità minima, sia per viti iscritte a Brunello, sia per quelle a Rosso e Sant’Antimo si passa da una densità minima di 3.000 ad una di 4.000 piante per ettaro. Per il Moscadello, invece, la densità resta invariata a 3.000 unità.
Se per tutti e quattro i Disciplinari resta assolutamente vietata ogni pratica di forzatura, da oggi sarà invece consentita l’irrigazione di soccorso, fino a questo momento non prevista dai Disciplinari.
Sono specificate, poi, norme dettagliate sulla produzione per i vigneti nei primi anni dall’impianto, ed anche per i Cru, ovvero le rivendicazioni per porzioni di produzione denominate in etichetta come “Vigna” o “Vigneto”.
Compaiono, poi, nei “nuovi” disciplinari, nuove norme sui tagli che è possibile effettuare in cantina. Sia per il Brunello che per il Rosso sono ammessi tra tutte le annate presenti in cantina per un quantitativo massimo che consenta di ottenere un prodotto finale che, dopo il taglio, contenga un minimo dell’85% dell’annata rivendicata.
Per il Rosso di Montalcino si parla anche di “arricchimento”. Nel caso in cui, infatti, particolari condizioni lo richiedessero, è consentito effettuarlo esclusivamente con mosto concentrato prodotto da uve provenienti dai vigneti destinati alla produzione di Brunello o Rosso di Montalcino, o attraverso Mosto Concentrato Rettificato.
Aggiunta importante – anche a seguito degli ultimi eventi che hanno visto il Consorzio truffato a seguito, lo scorso maggio, del sequestro condotto dai Carabinieri del reparto operativo di Siena, di 30.000 bottiglie di vino etichettato soprattutto come Brunello di Montalcino – è quella che riguarda la commercializzazione in zona di produzione di partite di uva o di vino nuovo ancora in fermentazione o in fase di affinamento destinato a divenire Brunello o Rosso di Montalcino. Sarà obbligatorio, infatti, darne comunicazione, almeno due giorni lavorativi prima del trasferimento, all’Organismo di controllo incaricato. Questa aggiunta al disciplinare è stata introdotta per avere una maggiore sorveglianza su partite di uva o vino e per dare la possibilità agli enti addetti ai controlli di poter effettuare sopralluoghi ed ispezioni vigilando in modo più attento e puntuale sui flussi di uva o vino a Montalcino.
Resta solo da attendere la risposta del Ministero e, se affermativa, l’applicazione delle nuove norme.

Premi Leonardo 2014 convocato da Mattarella Andrea Machetti

Diffondere e rafforzare l’immagine di eccellenza dell’Italia nel mondo. Con questo obiettivo nacque, nel 1993, dall’idea comune dei senatori Sergio Pininfarina e Gianni Agnelli, di Confindustria, dell’Ice e di un gruppo di imprenditori, il Comitato Leonardo, che da 20 anni consegna i premi a coloro che si contraddistinguono nel raccontare e far conoscere l’imprenditoria italiana nel mondo. E ieri, in Quirinale, alla cerimonia di consegna dei Premi Leonardo 2014, c’era anche un po’ di Montalcino e delle persone che qui lavorano per produrre autentica qualità italiana.
Ad assistere alla cerimonia, invitato personalmente dal presidente Mattarella, Andrea Machetti, amministratore delegato della cantina di Montalcino Mastrojanni.
Un grande riconoscimento, per Andrea Machetti e per tutta la popolazione di Montalcino che vede riconosciuto il lavoro e la dedizione al territorio ed ai suoi frutti che viaggiano sui mercati mondiali come ambasciatori del Made in Italy.

Focus – I Premi Leonardo 2014
“I Premi Leonardo 2014 celebrano il meglio della nostra imprenditoria, quel Made in Italy che punta su innovazione e internazionalizzazione, contribuendo a consolidare il ruolo del nostro Paese nel mondo. Questo governo ha fatto dell’aumento dell’export e delle capacità delle nostre imprese di espandersi all’estero un obiettivo prioritario delle sue attività” ha dichiarato Carlo Calenda, Vice Ministro dello Sviluppo Economico. “Il miglioramento – sia su base mensile che trimestrale – del volume del nostro commercio estero extra – UE, con incremento dei saldi positivi, dimostra che il ruolo dell’Italia negli scambi commerciali è sempre più importante: è frutto delle azioni dell’esecutivo in collaborazione con il sistema produttivo, cioè di un lavoro di squadra tra le migliori imprese italiane, le loro associazioni e le Istituzioni”.
Il Premio Leonardo 2014, riservato ad un personaggio che si sia particolarmente distinto nel promuovere l’immagine dell’Italia nel mondo, è stato conferito quest’anno a Nerio Alessandri, Presidente di Technogym, un imprenditore che ha saputo ideare macchine per il fitness capaci di diffondere a livello mondiale l’antico valore di mens sana in corpore sano.
I Premi Leonardo Qualità Italia 2014, attribuiti ad aziende che nell’ultimo anno hanno primeggiato per qualità e vocazione all’export, sono stati assegnati a 4 eccellenze made in Italy dei settori automotive, tessile, abbigliamento sportivo e gioielleria: Dainese Spa (Presidente: Lino Dainese); Dallara (a.d. Andrea Pontremoli); Damiani (Presidente Guido Grassi Damiani); Rubelli Spa (Presidente: Alessandro Favaretto Rubelli).
Il Premio Leonardo alla Carriera è stato conferito a Rosita Missoni Jelmini, Presidente onorario di Missoni spa, tra i rappresentanti dell’eccellenza della moda e del design italiano nel mondo.
Come ogni anno, uno speciale riconoscimento è stato riservato ad un imprenditore straniero che ha contribuito a sviluppare e rafforzare i legami culturali ed economici con l’Italia. Il Premio Leonardo International 2014 è stato assegnato a Jeffrey R. Immelt, presidente e amministratore delegato di General Electric. “Dimostrando sincero apprezzamento verso il sistema industriale italiano, Jeffrey R. Immelt ha trasformato Ge in uno dei maggiori investitori esteri in Italia nelle alte tecnologie, nella ricerca e nell’innovazione” ha ricordato la Presidente del Comitato Leonardo, Luisa Todini.
Anche quest’anno il Comitato Leonardo, in collaborazione con il MISE e l’Agenzia ICE, ha assegnato il Premio Leonardo Start Up ad una giovane azienda di successo: Ennova, nata nell’incubatore I3P del Politecnico di Torino, che ha sviluppato un innovativo modello di assistenza remota per il settore delle tlc.
Come ogni anno, la Cerimonia è stata anche l’occasione per consegnare i Premi di Laurea, finanziati da imprenditori soci del Comitato Leonardo. “Il Comitato Leonardo sostiene e promuove il talento dei giovani che rappresentano il futuro dell’economia italiana” ha commentato Luisa Todini. “L’obiettivo dei Premi di Laurea è dare loro spazio, premiando le tesi più brillanti e meritevoli che raccontino il meglio dell’Italia di oggi nei vari settori. Dal 1997 abbiamo premiato e sostenuto 140 neolaureati di tutta Italia”.

Brunello di Montalcino nel “menu” dei turisti americani

Brunello di Montalcino nel “menu” dei turisti lungo tutto lo Stivale. A dirlo è la Coldiretti che spiega anche che l’apprezzamento per il vino varia molto a seconda delle nazionalità. Sarebbero gli americani ad amare particolarmente il Brunello di Montalcino, un vino che prediligono insieme a Chianti, Pinot Grigio, Barolo e Prosecco che piace però, molto, anche ai tedeschi insieme all’Amarone della Valpolicella ed al Collio mentre i russi bevono soprattutto Chianti, Barolo, Asti e Moscato d’Asti e gli inglesi Prosecco, Chianti, Barolo. “L’Italia – dice il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo – è l’unico Paese al mondo che può contare sulla leadership europea nella produzione biologica, ma anche sulla più ampia varietà di specialità alimentari legate al territorio con una presenza di residui chimici fuori norma nei cibi di appena lo 0,6 per cento, dieci volte inferiore alla media dei Paesi extracomunitari e meno della metà della Unione Europea”. Secondo Coldiretti, gli stranieri a tavola spenderebbero 1,75 miliardi di euro. Al cibo sarebbe destinato un terzo del budget che i turisti stranieri spenderanno durante il soggiorno in Italia per l’Expo con ben un miliardo di euro per ristoranti, pizzerie, bar, caffè e rosticcerie ai quali vanno aggiunti 750 milioni di euro per acquisti di vini e prodotti agroalimentari da consumare o da regalare. Emerge dalla prima mappa sulle vi del gusto elaborata dalla Coldiretti. Vino, formaggi ed olio di oliva Made in Italy raccolgono insieme il 44,9% degli interessi potenziali sul segmento del “Culinary Travel”, secondo la società specializzata in indagini sul turismo Jfc che ha analizzato le aspettative dei turisti stranieri. Dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano ma anche mozzarella di bufala in Campania, Gorgonzola in Lombardia, Asiago in Veneto, Toma in Piemonte, Fontina in Valle d’Aosta, Caciocavallo in Puglia, Basilicata e Molise, Pecorino in Sardegna, Sicilia, Lazio e Toscana sono, secondo la Coldiretti, i formaggi più richiesti. Molto gettonate anche specialità dal culatello di Zibello alla coppa piacentina, dal prosciutto di San Daniele a quello di Parma, dalla finocchiona Toscana alla porchetta di Ariccia, dalla soppressata alla salsiccia di Calabria.

Banca Cras al fianco delle imprese di Montalcino

Si può fare business a livello globale mantenendo le caratteristiche di eccellenza locale? Sembra proprio di sì stando al convegno “Eccellenze Glocal, l’assist di Banca Cras”, patrocinato dal Comune di Montalcino e dal Consorzio del Brunello che si è appena concluso nel chiostro della Chiesa di Sant’Agostino a Montalcino.
L’incontro, destinato in modo particolare ai produttori vitivinicoli del territorio è stata sicuramente un’occasione preziosa per parlare di due aspetti determinanti nella gestione di aziende locali votate al mercato globale: le prospettive di sviluppo del settore e gli strumenti per conseguire un posizionamento globale che valorizzi  l’eccellenza locale.
“18 anni di presenza di Banca Cras a Montalcino, realtà importante per l’economia senese, ci hanno permesso di essere protagonisti, insieme alle imprese del territorio, nel panorama economico locale”. Così ha esordito Florio Faccendi, presidente Banca Cras a cui ha fatto eco il direttore generale Umberto Giubboni: “per questa sera ho coniato una nuova parola, Terriglocal, per puntualizzare su quanto il territorio sia importante e la base su cui tutto si forma. Per pensare globale e glocal si deve necessariamente partire dal territorio”.
A salire sul palco, poi, il presidente del Consorzio del Brunello, Fabrizio Bindocci, che ha introdotto l’importanza fondamentale che assume la collaborazione tra imprese e banche su un territorio come Montalcino: “le nostre aziende – spiega – i nostri imprenditori, si adoperano ogni giorno, investono per mantenere il livello di eccellenza e l’unicità che da sempre contraddistingue il Brunello di Montalcino. Ma per fare questo hanno bisogno di supporto economico finanziario e di qualcuno che sia disposto a credere nel valore di questa eccellenza e ad aiutare gli imprenditori nel loro non sempre facile lavoro. Le banche hanno un ruolo importantissimo, aiutano a favorire la crescita e lo sviluppo di un territorio ed è fondamentale che siano pronte a sostenere il lavoro degli imprenditori”.
La conduzione della serata, affidata al giornalista Claudio Della Seta, caporedattore della redazione economica del Tg5 che, a portato a fare un viaggio nella storia della globalizzazione e a fare il punto sul futuro per le eccellenze agroalimentari. “In un mondo che ha sempre visto la globalizzazione di alcuni settori, l’agroalimentare rappresenta una più recente frontiera sul mercato mondiale. Questo dal secondo dopoguerra ad oggi ha portato ad una crescente diversificazione dell’offerta ma anche delle motivazioni d’acquisto e le identità territoriali come quella di Montalcino, devono, per essere “competitive” ed aprirsi ai nuovi mercati, sfruttare dei canali specifici: puntare sulla caratterizzazione geografica, sull’unicità, l’inimitabilità, l’individualità la conoscenza su larga scala. Per fare questo c’è bisogno di una rete di contatti, una comunicazione mirata – attraverso il web, che permette di dialogare con tutti a tutti i livelli – e finalizzata, ma anche una grande capacità di sapersi adattare al mercato e alle sue esigenze che, necessariamente cambiano di Paese in Paese, di cultura in cultura. È fondamentale difendere – conclude Della Seta – le denominazioni a livello globale attraverso, come nel caso di Montalcino e del Brunello, i consorzi di tutela, così come imprescindibile è salvaguardare l’identità locale dei prodotti tramite una comunicazione studiata ad hoc”.
È poi  Enrico Giancoli, responsabile Area Affari Imprese di Iccrea Banca Impresa, su quanto importante sia la sinergia tra territorio, imprese e banche: “il mercato di riferimento delle aziende che oggi vogliono fare business è il mondo e le banche, che devono essere un tutt’uno con il territorio e con chi lì lavora ed investe, ricoprono un ruolo fondamentale di supporto e ausilio alle imprese”.
Ad intervenire anche il vice responsabile crediti speciali di Ibi Luigi Duranti che ha parlato delle caratteristiche fondamentali che gli investimenti delle aziende devono avere per essere glocal mentre il direttore centrale mercato di Banca Cras Giovanni Cinelli è entrato sullo specifico spiegando che Banca di Credito Coperativo metterà a disposizione, a Montalcino – che rappresenta un territorio importante dal punto di vista dei mercati, che ha offerto molto ma su cui molto può ancora essere fatto – per aziende e famiglie, un plafond di 25 milioni di euro.
A concludere il convegno, sono saliti sul palco i fondatori di FC&M Cristiano Brambilla e Manolo Bianchini per presentare la piattaforma di e-commerce, aperta al mondo dell’enogastronomia e del vino, messa a disposizione delle imprese correntiste dal Credito Coperativo: una rete di 400 Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, messa in collegamento con il portale Scontiriservati.
Un servizio decisamente vantaggioso, soprattutto per le piccole e medie imprese, che spesso ancora non possiedono un sito e-commerce, e per cui Scontiriservati può servire anche come ingresso in questo importante canale. Brand prestigiosi, flash sales e fast turnover, un servizio gratuito per le aziende e  un canale protetto ad impatto zero sulla gestione quotidiana aziendale per lo shopping online. A breve sarà introdotto anche un codice proprietario, che permetterà di “clonare” la stessa infrastruttura per le aziende che vorranno creare un proprio portale personale di e-commerce.
Un incontro importante e ricco di spunti di riflessione e un punto di partenza che potrebbe portare Montalcino e le sue eccellenze ad essere sempre più competitive sui mercati globali. Ma non solo questo: il convegno di stasera rappresenta un passo importante di una banca verso il territorio che fa capire quanto sia fondamentale la sinergia di tutti gli attori in scena per far crescere e sviluppare un luogo come Montalcino.

Il Brunello di scena a Zurigo

Belpoggio, Bottega, Caparzo, Castelgiocondo, Cerbaia, Collemattoni, Il Grappolo – Fortius, Il Poggiolo, Il Poggione, La Mannella, Paradisone – Colle degli Angeli, Poggio il Castellare, Ridolfi e Sassetti Livio – Pertimali. Queste le cantine di Montalcino oggi, lunedì 20 aprile, protagoniste del B2B al Zunfhaus zur Saffran House di Zurigo. Un programma ricco di iniziative quello che ha visto le cantine di Montalcino promuovere, presentare e far conoscere le nuove annate in commercio; dal seminario con degustazione guidata di 6 etichette (Bottega, Caparzo, Castelgiocondo, Il Grappolo – Fortius, Poggio il Castellare, Sassetti Livio – Pertimali) a cura di Carsten Fuss, Sommelier professionista, relatore di diversi eventi di vino, molto noto nella Svizzera tedesca grazie anche alla sua rubrica “In Vino Veritas” su una radio privata di Zurigo molto importante, agli incontri con importatori, sommelier e consulenti fino alla degustazione pubblica (stasera alle 18:00) per wine lovers, blogger, soci della Ccis, stampa e soggetti moltiplicatori di diffusione dell’evento e dei prodotti.

La CastelloBanfi premiata al “Concorso Enologico Internazionale” edizione 2015

Il “Concorso Enologico Internazionale” è una tra le più prestigiose “competizioni” enoiche al mondo e CastelloBanfi si conferma, a livello globale, uno dei marchi enologici più conosciuti e apprezzati.
Il concorso, giunto quest’anno all’edizione n. 22, si conferma anche nel 2015 un potente strumento di marketing e promozione, testimoniato dal sempre maggior numero di vini partecipanti. Ogni anno vengono assegnati i Premi speciali Gran Vinitaly, Vinitaly Nazione e le prestigiose medaglie Gran Medaglia d’Oro, Medaglia d’Oro, Medaglia d’Argento e la Medaglia di Bronzo. La competizione, che si è svolta a Verona nei giorni scorsi, nell’edizione 2015, ha visto assegnare 75 medaglie su 2.585 vini in concorso nonché un gran numero di  “gran menzioni”. E Montalcino attraverso una delle sue cantine più conosciute e prestigiose, la Castello Banfi, ha visto assegnarsi molti riconoscimenti: con il Piemonte Doc Albarossa “La Lus” 2012 ed il Toscana Igt Rosso “Cum Laude” 2011 nella categoria Vini tranquilli a Denominazione di Origine e a Indicazione Geografica gruppo 5 – vini rossi dai tre ai quattro anni dalla vendemmia (2012 – 2011); Toscana Igt Rosso “Excelsus” 2010 e Toscana Igt Rosso “Summus” 2010 nella categoria  Vini tranquilli a Denominazione di Origine e a Indicazione Geografica gruppo 6 – vini rossi dai tre ai sei anni dalla vendemmia (2010 – 2009).
Un grande risultato per la CastelloBanfi, che non manca mai all’interno di questa classifica, e a tutto il territorio di Montalcino che riesce, anche attraverso le sue Denominazioni minori ad essere competitiva in Italia e nel mondo.

Brunello Mastojanni arriva con Renzi alla Casa Bianca

Parla tutto toscano il dono che Matteo Renzi ha scelto di portare alla Casa Bianca ad Obama nella sua visita statunitense. E certo oltre a Chianti e Bolgheri, non poteva certo mancare il brunello di Montacino. Un omaggio che rispecchia la vocazione enologica del territorio toscano. Il presidente degli Stati Uniti ha ricevuto in dono dal nostro premier un Tignanello (Antinori), un Ornellaia (Frescobaldi) un Brunello Mastrojanni (Gruppo Illy) e un Sassicaia (Nicolò Incisa della Rocchetta). Un ritorno d’immagine di non poco peso, non solo per i produttori scelti da Renzi e le loro etichette ma anche per le tutte le denominazioni toscane e non solo.

Le etichette di Elisabetta Gnudi Angelini e la serie “1992”

“1992” la serie tv italiana targata Sky Atlantic interpretata e ideata da Stefano Accorsi con la collaborazione di Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo, in onda in questo periodo racconta lo scandalo di Tangentopoli  attraverso i punti di vista di sei diversi personaggi. Leonardo Notte è un pubblicitario di successo che cerca di mantenere il controllo della sua impresa in seguito agli eventi di Tangentopoli. Bibi Mainaghi è la ricca ereditiera di un famoso industriale i cui affari vengono colpiti dalle vicende politiche. Luca Pastore è un agente di polizia che lavora al fianco del magistrato Antonio Di Pietro per portare alla luce la verità sul sistema di corruzione e di tangenti; Rocco Venturi è un poliziotto che lavora insieme a Pastore ma che non è chi dice di essere. Pietro Bosco è un ex militare che decide di entrare in Parlamento al fianco della Lega Nord. Veronica Castello è una showgirl decisa a diventare una celebrità. Una serie avvincente, che narra le vicende di personaggi fittizi e della cronaca, in un momento chiave della storia italiana, e dove compare anche Montalcino. Grazie ad Elisabetta Gnudi Angelini e alle sue cantine toscane, Borgo Scopeto nel Chianti e Altesino e Caparzo a Montalcino, il territorio del Brunello approda su Sky Atlantic. In alcune scene è possibile vedere una bottiglia del re del Sangiovese e nei titoli di coda appare proprio il nome delle cantine come product placement per la sceneggiatura.

Bindocci: “ad Expo con le Docg toscane”

“Fare sistema con le altre denominazioni toscane per far conoscere i nostri territori, unici ed irripetibili. Presentarci uniti, aiuterà le eccellenze toscane a potenziare la già forte presenza sui mercati globali delle denominazioni più conosciute ma anche di quelle più giovani per essere più forti e competitivi al livello mondiale pur evidenziando tutte le peculiarità e le caratteristiche, spesso molto diverse tra loro, dei nostri vini di Toscana”. Così Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino commenta con la Montalcinonews la scelta di partecipare, insieme con le altre Docg toscane (Chianti, Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Vernaccia di San Gimignano e Morellino di Scansano) e oltre 200 cantine, nel Padiglione “Vino-Taste of Italy” di Expo Milano 2015 su cui si sta per alzare il sipario.