Brunello in Wine Spectator’s Grand Tour 2014

Montalcino fa la parte del leone, con ben 16 realtà enoiche presenti sul territorio, con proprie etichette, che voleranno negli States dal 29 aprile al 3 maggio, per il Wine Spectator’s Grand Tour 2014, uno dei road show più esclusivi e attesi dagli appassionati di vino americani che farà tappa a New York, Washington e Las Vegas. Tanto Montalcino per le 11 etichette di Brunello a cui si aggiungono 5 cantine presenti anche in questo territorio che testimoniano, ancora una volta, la grande passione degli americani per il vino di Montalcino.

Focus - Le cantine di Montalcino dello Wine Spectator’s Grand Tour 2014 (29 aprile New York, 1 Maggio Washington D.C., 3 Maggio Las Vegas)

Allegrini (è presente a Montalcino con San Polo)

Altesino

Antinori (è presente a Montalcino con Pian delle Vigne)

Castello Banfi

Caparzo

Casanova di Neri

Ciacci Piccolomini D’Aragona

A & G Folonari (è presente a Montalcino con Tenuta La Fuga)

Marchesi de’ Frescobaldi (è presente a Montalcino con CastelGiocondo)

Fuligni

Luce della Vite

Tenute Silvio Nardi

Siro Pacenti

La Poderina

San Felice (è presente a Montalcino con Campogiovanni)

Valdicava

Social network: “una risorsa per il Consorzio”

“Il Consorzio del Brunello di Montalcino ha dimostrato, portando avanti un progetto nato con la Montalcinonews nel 2012, di credere nella validità dei social network e nel tipo di comunicazione, più istantanea ed emozionale, che essi producono. Il mondo ormai viaggia sul web e per qualsiasi impresa che voglia essere competitiva sul mercato, ed il Brunello, anche se conosciuto a livello planetario non è esente, è necessario essere presenti in rete con ogni mezzo possibile”. Così Francesco Ripaccioli, vicepresidente del Consorzio con delega alla comunicazione e promozione, commenta il nuovo risultato raggiunto, attraverso il lavoro costante e capillare dalla Montalcinonews, che porta l’associazione di Montalcino in controtendenza rispetto alla maggioranza dei Consorzi di tutela dei vini italiani.
Stando, infatti, ai dati prodotti dall’indagine condotta dalla Maxfone srl, società di Ict (Information & communication technology) specialista nella comunicazione digitale e nell’analisi della web reputation, i Consorzi italiani sembrano essere carenti sul web e sui social network che, sempre di più, sembrano rappresentare la nuova frontiera della comunicazione a livello planetario, eccezion fatta per il Brunello di Montalcino e il Conegliano Valdobbiadene – anche se il il re del Sangiovese ed il Prosecco sono presenti su gli stessi canali e vincono, a pari merito, per la loro operosità sul web, altrettanto vero è che i numeri all’attivo, sono ben diversi ed il Brunello vince su tutti i social network attivi.
Ma il Consorzio del Brunello e la Montalcinonews che gestisce i social dell’associazione, non sono estranei a dei riconoscimenti: già lo scorso anno furono Viralbeat e il Centro studi Etnografia digitale, con un’indagine dal titolo “Vino e social media: la netnografia per un approccio strategico al nuovo marketing del vino” a premiare il nostro lavoro.
“Il Consorzio del Brunello ha capito quanto importante sia la presenza costante sul web, fatta di contenuti, di immagini e di curiosità – conclude Ripaccioli – un nuovo modo di comunicare attraverso il passaparola e la condivisione in tempo reale, che si affianchi a quello tradizionale, e si apra al mondo. Questo modo di comunicare, fresco, giovane senza orpelli e retorica, è divenuto imprescindibile se l’obiettivo di un’impresa come il Consorzio del Brunello, è quello di far crescere il brand e creare attenzione e partecipazione del più ampio pubblico possibile”.

Cinema nella terra del Brunello: i fratelli Taviani a Romitorio

In arrivo, a Montalcino, le grandi star del cinema italiano. Sono i fratelli Paolo e Vittorio Taviani che, scegliendo la suggestiva cornice del Castello di Romitorio per il loro prossimo film “Meraviglioso Boccaccio”, stando ad indiscrezioni, porteranno, nella patria del Brunello, stelle del calibro di Kim Rossi Stuart, Riccardo Scamarcio, Michele Riondino, Miriam Dalmazio, Eugenio Franceschini, Flavio Parenti, Carolina Crescentini, Paola Cortellesi, Vittoria Puccini, Fabrizio Falco e Rosabell Laurenti Sellers. Alcune delle scene del film – prodotto dalla Stemal Entertainment, Rai Cinema, con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo – che riproterà in pellicola le Novelle del Decamerone dal punto di vista dei Taviani, saranno girate proprio a Montalcino i primi giorni di maggio e vedranno protagonista il Castello di Romitorio. Il fortilizio – costruito nel XII secolo, circondato da una fitta foresta di lecci, abbandonato negli anni ’50 e tornato a nuova vita dopo l’acquisto di Sandro Chia, noto pittore della Transavanguardia, nel 1984 – con le sue possenti mura e la leggenda che lo vorrebbe collegato alla imponente Fortezza di Montalcino attraverso un passaggio segreto sotterraneo, sembra essere il luogo ideale per dar vita agli intrighi, agli inganni e ai sotterfugi che caratterizzano l’opera di Boccaccio.

Vinitaly 2014: il Consorzio del Brunello approda alla prestigiosa Kermesse

Il Brunello di Montalcino non conosce crisi e arriva al Vinitaly con 67 aziende per confermare il momento positivo e presentare i nuovi progetti. Il primo lo vede impegnato insieme a un altro dei marchi più importanti dell’enologia italiana: il Franciacorta. Lunedì 7 aprile alle 12 al PalaExpo – Padiglione Lombardia i due Consorzi presenteranno le azioni sinergiche e complementari di promozione all’estero.
Per il Presidente Fabrizio Bindocci “è un accordo importante che ci vede impegnati per la prima volta insieme nell’unire forze e competenze in una strategia comune. Credo che, al di là delle “caratteristiche enologiche”, siano molti gli elementi che ci accomunano con il Franciacorta: i produttori di entrambi i territorio hanno saputo investire nei mercati giusti e proporre un prodotto riconoscibile. A ciò si deve aggiungere l’esperienza e la capacità dei produttori  che nel tempo hanno trasformato la forza del territorio e la sua tipicità in un sistema unico ed  irripetibile. Così questi due brand sono diventanti dei modelli vincenti”.
Il giorno successivo, alle 15, lo stand del Consorzio (Padiglione 9, B6) accoglierà anche un altro appuntamento importante: la presentazione del Premio Giulio Gambelli 2015, conferito al miglior enologo italiano under 35 dell’anno dall’ASET – Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana) e dal network di blogger IGP – I Giovani Promettenti.  Il premio, istituito nel 2012 in memoria del grande maestro del Sangiovese, viene attribuito ogni anno in occasione delle anteprime dei grandi consorzi vitivinicoli toscani e, nel 2015, sarà il turno del Consorzio del Brunello.
Ma il vero, grande e unico protagonista di questa edizione del Vinitaly sarà ovviamente il vino: in degustazione le annate 2009 del Brunello e la Riserva 2008, il 2012 del Rosso, il Moscadello e il Sant’Antimo. Il 2009 è un Brunello elegante, piacevole e con tannini morbidi, adatto a rispondere alle richieste di un mercato che si rivolge sempre più alla qualità. I vini – presentati ufficialmente a febbraio durante Benvenuto Brunello – hanno già fatto il giro del mondo e degustati da esperti sommelier, enologi, giornalisti ed appassionati. Il Consorzio è infatti volato prima a New York e Los Angeles, poi a Toronto e Montréal e infine al ProWein di Düsseldorf, ottenendo grandi riconoscimenti da parte degli esperti che hanno assaggiato le annate immesse sul mercato.
“Il Brunello 2009 è stravaganza …” ha commentato Jeff Porter, Wine Director dei ristoranti di Joe e Lidia Bastianich di New York quando ha assaggiato l’annata 2009 nell’anteprima americana di Benvenuto Brunello. Dal Canada sono arrivati i commenti di Igor Ryjenkov, primo Master of Wine del Canada e attualmente consulente per LCBO (Monopolio dell’Ontario): “c’è grande interesse per il Brunello tra i consumatori, conoscitori e appassionati di questo vino, già confermato sul mercato. Si tratta di un prodotto prestigioso, rispettato sui mercati” e di Romain Gruson, Presidente dell’associazione sommelier Canada: “i Brunello assaggiati sono eleganti ed equilibrati, con aromi di frutta, tannini integrati e finale lungo”.
Anche il Rosso di Montalcino sta confermando il suo momento d’oro, puntando sulla forte personalità e prontezza nella bevibilità, che lo configurano come un altro grande rosso toscano. È un vino che unisce complessità e “istinto”, capace di valorizzare le caratteristiche del Sangiovese, declinate in una veste più “giovanile” e versatile, molto adatta anche alla ristorazione.
Il vino è quindi per il territorio un volano di crescita imprenditoriale ed economica e un attrattore di investimenti, sia interno sia esterni, e i numeri lo dimostrano: 67% di export nel 2013, con gli USA passati dal 25% al 28%. In crescita anche il giro d’affari del settore enoturistico a Montalcino (ristoranti, alberghi, enoteche, ecc.), che ha chiuso il 2013 con un +5% (oltre 30 milioni nel 2013). + 6% anche delle presenze di turisti nel 2013, sia italiani sia stranieri.

Il vino negli affari aiuta ed il Brunello si dimostra il più affidabile

Stringere rapporti d’affari non è sempre semplice ma sembra che farlo davanti ad un bicchiere di vino faccia chiudere un contratto su due. Ad influire è anche la scelta del vino, i rossi sono preferibili ai bianchi ed il Brunello di Montalcino si dimostra il più affidabile. Dalle cene romantiche alle occasioni formali e di lavoro: il vino rosso, ed in particolare il re del Sangiovese, sembra che non possano assolutamente mancare mai in tutte le tavole ed in ogni tipo di situazione. A dirlo un sondaggio di Vino75 enoteca online che mira alla diffusione della cultura enologica grazie alla tecnologia digitale, condotto in rete tra 800 manager e imprenditori, selezionati tra gli 11mila iscritti al sito web, equamente suddivisi tra uomini e donne, tra nord, sud e centro Italia, in occasione del prossimo Vinitaly 2014,  il Salone Internazionale del vino e dei distillati di Verona. Dal sondaggio emerge che ben un affare su due si conclude fuori dalle sale riunioni, durante un aperitivo o un pasto. Nel 60% dei casi a far decidere per il si o il no sono indicazioni contestuali, come la scelta del vino a tavola (80%), perchè indicative della personalità del futuro socio, collaboratore, cliente e o fornitore. I vini rossi (56%) sono i più apprezzati, seguiti dalle bollicine (21%) e dai bianchi (18%), staccati i rosati, fermi al 5%. Insomma, una nuova e moderna lettura del proverbio latino “in vino veritas”, ma attenti a non esagerare, il 100% degli intervistati boccia subito chi alza il gomito. Nell’80% dei casi scegliere il vino giusto aiuta le trattative, in particolare, i rossi (56%) sono preferiti ai bianchi (18%) e il Brunello di Montalcino, con il 57% dei consensi, è ritenuto garanzia di successo poichè indicatore di affidabilità delle persone che lo hanno scelto, seguito dal Chianti (56%), simbolo di praticità, e dal Soave (48%) preferito da chi cerca duttilità nei rapporti di lavoro. Il Ribolla Gialla (35%), poi, viene consigliato come indicatore di vivacità e creatività, mentre la scelta dell’Amarone (27%) è prova di passione verso il proprio lavoro.
Nel dettaglio, il 50% degli intervistati ha dichiarato di decidere di dar vita a nuovi rapporti di lavoro (assunzioni, collaborazioni, acquisti, investimenti etc.) durante incontri fuori dagli uffici.

Leccio d’Oro 2013: Tunde Pecsvari “regina” di “Io Donna”

C’è anche Tunde Pecsvari, sommelier e co-titolare dei ristoranti Bento sushi e Brunello Osteria, già vincitrice del premio Leccio d’Oro 2013, tra le “regine” selezionate da “Io Donna” il femminile del Corriere della Sera. Durante “Benvenuto Brunello” 2013 la sua “Osteria Brunello”, nella zona pedonale di corso Garibaldi a Milano, cuore della movida milanese, fu premiata dal Consorzio del Brunello di Montalcino perché dotata di un’ampia ed esaustiva carta dei vini che ben rappresenta e valorizza i prodotti del territorio di Montalcino. La Pecsvari, infatti, offre il meglio della cucina toscana tradizionale, di impronta tipicamente senese, con qualche omaggio alla Lombardia e l’ampia carta dei vini propone ben 54 etichette di 32 produttori di Montalcino. Un locale, nelc entro di Milano, che ogni anno conta, in media, tra le 800 e 1.000 bottiglie prodotte a Montalcino in degustazione. Oltre al Brunello, nell’articolo di Simone Fanti, emerge anche la creatività di questa imprenditrice del mondo della ristorazione che dichiara “sono follemente innamorata del Brunello di Montalcino”. E sarebbe racchiusa in questa frase, secondo “Io Donna”, una parte della storia di Tunde Pecsvari, ungherese di 35 anni titolare, e sommelier, dei ristoranti Bento Sushi e Brunello Osteria di Milano. “Vengo da una nazione che ha una lunga tradizione vinicola. Anche se si conosce soprattutto per il Tokaj, sono molti i vini ungheresi degni di nota – racconta con orgoglio Tunde. Sono nata sul lago Balaton dove mio nonno aveva un vigneto. E la passione mi è rimasta nel sangue. Fino al 2004 ho lavorato per una società di pubblicità via Web e ho girato il mondo a caccia di contratti e di gusti. In ogni luogo dove andavo per lavoro mi fermavo a gustare la cucina giapponese, così quando si è presentata l’occasione di acquistare un sushi restaurant ho accettato. Era il 2004 e avevo bisogno di cambiare lavoro. L’Osteria Brunello è venuta dopo ed è stata il coronamento della mia passione per il vino che mi ha accompagnata fin da piccola. Un immagine familiare: mi ricorda la cantina del nonno”.

Vinitaly 2014: il Consorzio del Brunello presenta il “Premio Giulio Gambelli”

Valorizzare giovani enologi, sotto i 35 anni, artefici o co-artefici di un vino, uscito in commercio nel 2014, fatto nel “solco” tracciato da Giulio Gabelli, il maestro assaggiatore, scomparso il 3 gennaio 2012, che ha seguito la vita e lʼevoluzione dei più grandi vini toscani di sempre, a cui ha dedicato tutta la sua vita per “interpretare” soprattutto il suo vitigno principe: il Sangiovese. Questo l’obiettivo del “Premio Giulio Gambelli” che promuove il lavoro dei “giovani enologi vicini all’idea di vino che fu propria di Gambelli: massima fedeltà e attinenza al vitigno, alle caratteristiche del terreno, alla diversità delle annate, in assoluta pulizia e correttezza esecutiva. Massimo rispetto per la materia prima e prodotti che esprimano in maniera “chiara e netta” sia i vitigni di provenienza che il territorio di origine. Giunto alla terza edizione, promosso da Aset (Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana) e dal gruppo blognetwork Igp (I Giovani Promettenti: Carlo Macchi, Luciano Pignataro, Roberto Giuliani, Stefano Tesi, Lorenzo Colombo) in collaborazione con i Consorzi di tutela del Brunello di Montalcino, Chianti Classico e Vino Nobile di Montepulciano, il Premio sarà presentato, a Vinitaly, martedì 8 aprile 2014 alle ore 15 presso lo stand del Consorzio del Brunello di Montalcino.
Schivo, modesto, a suo agio solo col suo lavoro e con i suoi vini più cari, figli del Sangiovese, era così Giulio Gambelli, classe 1925, il grande esperto del mondo del vino italiano che si è spento il 3 gennaio 2012. Originario di Poggibonsi, Gambelli ha dedicato tutta la sua vita al vino toscano e ad “interpretare” quello che è il suo vitigno principe: il Sangiovese.
Impara il mestiere all’Enopolio di Poggibonsi, sotto la guida di un maestro d’eccezione, quel Tancredi Biondi Santi, autore di una delle bottiglie forse più rappresentative del vino italiano: il Brunello di Montalcino Riserva 1955. La sua carriera si snoda poi attraverso una serie di collaborazioni di prestigio che lo vedono “maestro assaggiatore” praticamente in tutte le cantine più importanti della Toscana, dove contribuisce a rendere grandi Chianti Classico e Brunello di Montalcino (dove ha avuto un ruolo fondamentale anche nella Commissione d’Assaggio del Consorzio). Segno tangibile di grande considerazione, ad un maestro del vino che si è fatto sul campo, è stata la consegna, su suggerimento di WineNews, da parte dell’allora presidente della Camera di Commercio di Siena Vittorio Galgani della medaglia d’oro (13 dicembre 2002). Per la presentazione della sua biografia “L’uomo che sa ascoltare il vino”, edito da Veronelli Editore, era stata proposta da più parti anche la laurea honoris causa in enologia. Che, però, non è mai stata assegnata. “Bicchierino”, questo il suo soprannome visto l’innato talento e la particolarissima sensibilità nell’assaggio, è stato il padre di molti dei vini mito, che resteranno per sempre nella storia enoica della Toscana, sfumando nella leggenda, e che continueranno a raccontare non solo di luoghi e terre stupende, ma anche un po’ di lui, personaggio straordinario, di cui già si sente la mancanza.

Brunello di Montalcino per la visita del presidente degli Usa Barack Obama a Roma

È Montalcino questa volta a dire il celebre “yes we can”. Barack Obama, il presidente degli Stati Uniti d’America, infatti, nella cena romana a Villa Taverna, residenza dell’ambasciatore americano a Roma, nel cuore del quartiere Parioli, ha bevuto il vino di questo territorio. Durante la cena di ieri sera, ultimo appuntamento formale della visita del presidente degli Usa a Roma, è stato servito il Brunello di Montalcino 2006 Le Potazzine. Una “conferma”, la potremmo definire, dell’appeal del Brunello di Montalcino che, con la cena a stelle e strisce a Villa Taverna, dimostra di essere anche il “wine dream” per eccellenza degli amanti del buon bere, perché ognuno ha un’etichetta, un’annata o una cantina del cuore del celebre rosso tra i propri vini preferiti, da tirar fuori nei momenti da ricordare, da stappare e condividere nelle tavole “speciali”, ma la denominazione è sempre la stessa: Brunello di Montalcino. Obama, gli illustri ospiti di Villa Taverna, a quanto sembrerebbe anche il presidente della Fiat John Elkann, con la cena romana, vanno ad allungare la prestigiosa lista di vip, di governanti e capi di stato, che scelgono il Brunello per gli incontri ufficiali della politica sanciti a tavola.  Anche Barack Obama, insomma, beve Brunello nelle cene ufficiali, così come fanno la Regina Elisabetta, l’imperatore del Giappone, il re di Svezia e il Principe William e Kate per il loro matrimonio.

Brunello di Montalcino per il tour “SalumiAmo con Bacco”

Prima antichi mestieri, poi simboli dell’eccellenza del made in Italy nel mondo. Ma ora che si sono scoperti e ritrovati, insieme, per i gourmand offrono aperitivi indimenticabili. Ecco il tour dei grandi salumi e dei grandi vini italiani che, per la campagna europea “Top of the Dop”, promossa dall’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani – Ivsi e da Federdoc – Confederazione nazionale dei Consorzi volontari per la tutela delle denominazioni dei vini italiani, per la prima volta in azione congiunta, danno vita agli eventi “SalumiAmo con Bacco”. Prima tappa del tour 2014, dopo la presentazione a Vinitaly con il Consorzio del Brunello di Montalcino e il Franciacorta (7 aprile, ore 12, PalaExpo), a Milano (27 marzo), poi Modena(2 aprile),  Lecce (15 maggio) e Roma (21 maggio). A Milano l’appuntamento è alla libreria Feltrinelli Red di Piazza Gae Aulenti con Francesca Romana Barberini, autrice e noto volto televisivo, che condurrà un “talk show” informale coinvolgendo il Presidente di Ivsi, Francesco Pizzagalli, il Presidente di Federdoc, Riccardo Ricci Curbastro, e i rappresentanti dei Consorzi di tutela per approfondire, conoscere e apprezzare al meglio i salumi e i vini italiani, eccellenze del nostro patrimonio gastronomico. Cristian Broglia, chef di Alma – Scuola Internazionale di Cucina, valorizzerà Coppa Piacentina Dop, Mortadella Bologna Igp, Pancetta Piacentina Dop, Prosciutto Toscano Dop e Salame Cacciatore Dop, con ricette che ne esalteranno le caratteristiche e i sapori. Questi salumi verranno poi abbinati al Brunello di Montalcino e al Franciacorta per un aperitivo indimenticabile. “Gli ormai noti aperitivi SalumiAmo con Bacco, oltre ad essere un’esperienza sensoriale, sono anche un momento di formazione e un modo di fare cultura e – spiega il presidente di Ivsi, Francesco Pizzagalli – la scelta delle location nelle quattro città italiane, non è affatto casuale. I nostri aperitivi, non solo sono momenti in cui si esalterà il gusto ma hanno anche una forte connotazione informativa. Questo è il motivo per cui si svolgeranno in luoghi ricercati, veri e propri templi del sapere, come le librerie (Milano e Lecce), i musei (Roma) o, come nel caso di Modena, caffè letterari”. Il programma Top of the Dop – della durata di 3 anni e con un budget complessivo di 1.650.000 euro – beneficia di contributi dell’Unione Europea e dello Stato italiano e ha l’obiettivo di valorizzare e promuovere i salumi e i vini a denominazione d’origine in Italia, Germania e Inghilterra.

Importante e organizzato. Il Prowein secondo il Brunello di Montalcino

No traffico, organizzazione, importatori tedeschi e non solo, servizi e mezzi pubblici gratuiti per i produttori che, con la semplice tessera d’ingresso alla fiera, possono viaggiare gratuitamente dal centro alla fiera, e ritorno, verso le località limitrofe, verso l’aeroporto. Ecco la fotografia scattata dai produttori di Brunello di Montalcino al “Prowein” 2014 l’evento che ogni anno si tiene a Düsseldorf  (23 al 25 marzo) e che fa del legame tra la cultura enoica e i mercati, di Germania, del Nord Europa, del Regno Unito e anche di Usa e Asia, il suo punto di forza. “Il mercato tedesco, per i produttori di Montalcino, è molto importante ma la rilevanza del Prowein – spiega Patrizio Cencioni, vicepresidente del Consorzio del Brunello di Montalcino – non sta solo nel valore del mercato teutonico. La fiera di Düsseldorf , infatti, anche quest’anno ha saputo confermare la tendenza già in atto lo scorso anno di aprirsi anche a importatori provenienti dall’Europa dell’Est e del Nord, Usa e anche Asia, con una buona presenza di imprenditori cinesi. Il vantaggio di Prowein sta proprio nella diversità di provenienza degli importatori, i compratori tedeschi, a differenza di quanto avveniva anni fa, sono molto più prudenti e questa cautela negli acquisti è bilanciata da altri mercati”.  Al più importante evento enologico del Paese teutonico Nord, che quest’anno ha accolto 5.000 espositori provenienti da quasi 50 Paesi (1.200 italiani) e oltre 40 mila visitatori, Montalcino era presente con 19 produttori volati a Düsseldorf e 35 cantine che, con le loro etichette, hanno rappresentato il territorio e presentato l’annata 2009 dei Brunello di Montalcino e quella 2012 del Rosso.