Disoccupati a lavoro tra i filari: e a Montalcino ?

È noto che la vendemmia, per Montalcino e per tutti i territori in cui si produce vino, sia uno dei momenti in cui una cantina ha bisogno di molta manodopera e di assoldare molte “braccia” in più che vadano ad affiancare il personale di azienda. E se fino a qualche anno fa era un’occasione ghiotta per i pensionati che, lavorando tra i filari per qualche mese, riuscivano ad arrotondare la pensione, e per gli studenti che riuscivano, così, a permettersi libri e vacanze oggi, invece, imperversano gli Odt (detti anche braccianti agricoli o giornalieri di campagna) che vengono assunti per l’esecuzione di lavori di breve durata, a carattere saltuario. Perché, in un periodo di crisi come questo, non dare la possibilità di lavorare, anche se a tempo determinato, a coloro che hanno perso il lavoro? Questa idea è venuta a Coldiretti Brescia che, come racconta Il Sole 24 Ore, per venire incontro ai disoccupati della Franciacorta ha varato un progetto che, frutto di un accordo tra l’associazione di categoria, la Fai Cisl territoriale e Demetra srl (società specializzata nella fornitura di servizi per l’agricoltura), capace di diventare un efficace tampone alle pesanti difficoltà del mercato del lavoro, prevede la possibilità, per i disoccupati senza reddito residenti un uno dei 19 comuni della Franciacorta, di trovare un’occupazione stagionale da agosto ad ottobre, durante la vendemmia. Sembra anche che Col diretti abbia intenzione di estendere questo progetto a livello nazionale. Perché  Montalcino non prende spunto da questa idea per sviluppare occupazione sul territorio del Brunello e sui comuni limitrofi?

Contro la sindrome di Marfan: a Casa Raia il convegno internazionale

L’azienda agricola Casa Raia, cantina che a Montalcino produce Brunello biologico, in collaborazione con la Canadian Marfan Association, organizzazione nata in Canada nel 1986 per aiutare le persone con disturbi di Marfan e affini e le loro famiglie, ospiterà, dal 22 al 25 giugno 2013, un convegno internazionale di scienziati e dottori di fama globale. Argomento focale del convegno sarà lo studio di metodi di identificazione e di classificazione di malattie del tessuto connettivo come la sindrome di Marfan. Tra gli argomenti di discussione la classificazione delle malattie aortiche genetiche, la creazione di un consorzio internazionale l’identificazione dei geni patologici relativi all’aorta toracica e la pubblicazione della norma canadese della cura (cioè linee guida per la diagnosi, trattamento e gestione) per la sindrome di Marfan e Malattie Aortiche Genetice sulla base delle classificazioni, sviluppate in parte durante questa riunione internazionale. A partecipare al convegno sarà anche la dottoressa Eloisa Arbustini, direttore del dipartimento Cardiotoracovascolare del Policlinico San Matteo di Pavia.

Vino e moda by Anna Fendi: arriva Negligé Brunello

Cosa succede se due dei simboli dell’eccellenza dell’Italia nel mondo, vino e moda, si incontrano? Nasce una “collezione” senza precedenti.
È Anna Fendi Venturini, erede e proprietaria di una delle case di moda italiane, nata nel 1925 da Edoardo e Adele Fendi e oggi marchio di beni lusso tra i più famosi e apprezzati al mondo, a creare questo speciale connubio presentando una collezione di 21 bottiglie, tra vini e distillati, espressione del patrimonio enologico italiano, che sfilano sulla passerella del mondo enoico, “vestite” di nuovo. Etichette studiate ad hoc, ognuna con un “nickname” dedicato al fashion, dal fard alla zip, tutte targate “Afv” (iniziali del nome della stilista). Tra le bottiglie anche il Brunello di Montalcino 2007 La Togata dal nome Negligè, la succinta sottoveste sensuale e provocante, caratteristiche che contraddistingono anche il “re” del Sangiovese.
Un’iniziativa nata dalla passione di Giuseppe Tedesco, marito di Anna Fendi, che con lei per oltre un anno, affidandosi a un esperto del settore come Michelangelo Di Toma, Master Taster, hanno percorso l’Italia alla ricerca dei vini giusti, quelli che avessero le caratteristiche richieste per diventare una collezione Fendi. La ricerca ha portato ad una selezione con imbottigliamenti riservati in esclusiva che, sotto la sigla “Afv”, riunisce i grandi rossi d’Italia come Brunello, Barolo, Chianti e Amarone, le bollicine di Valdobbiadene e Alta Langa, ibianchi come Soave, Falanghina, Gavi e Vermentino di Gallura e vere e proprie “chicche” come Kerner, Riesling, Castel del Monte Rosato e altri ancora, senza dimenticare Grappa e Acquavite. Così, ogni cantina ha messo a disposizione di Anna Fendi un quantitativo limitato e selezionato della propria produzione. Un totale di circa 15.000 bottiglie che potranno essere acquistate unicamente on-line da una clientela orientata verso un prodotto differente.
“Non vogliamo fare i “vignerons” – spiega Anna Fendi – nasco come stilista ma stavolta anziché progettare abiti o borse ho progettato gli “abiti” per il vino. Il mio consorte ha scovato su e giù per l’Italia piccole cantine che nascondono storie di passione dentro una bottiglia di vino. Storie tutte italiane che fanno grande ancora una volta il made in Italy. Pino ha selezionato e scelto alcuni vini per un anno intero e io successivamente ho scelto un “abito” per le bottiglie. Così come quando lavoravo nell’azienda di famiglia mi occupavo della progettazione stavolta è stato anche molto divertente e stimolante, mi sono gettata a capofitto con la passione di sempre a progettare vini. Non voglio fare l’esperta enologa o rincorrere la fama delle grandi famiglie italiane dei vini. Sono e resto Anna Fendi Venturini – spiega – con un gusto e una passione per il bello. Vino compreso. Ecco perché i vini sono targati “Afv” con le iniziali del mio nome. Spero che piaceranno a molti. A cominciare dall’abito e dai nomi presi in prestito dal mondo della moda. Vi sembra curioso che una bottiglia possa chiamarsi tweed o decolleté? Alamaro o flanella? Fard o lamé? A me questi nomi piacciono – conclude la stilista – perché appartengono al mio mondo, alla vita trascorsa negli atelier e questa nuova avventura comincia proprio dal mio passato”.
Info: www.annafendivini.it

Il Consorzio riconferma Fabrizio Bindocci

“Desidero ringraziarvi per la fiducia. Mi impegnerò a sviluppare i progetti già in cantiere e a perseguire l’unità del Consorzio per soddisfare al meglio le esigenze dei produttori”. Così Fabrizio Bindocci, neoeletto presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, al momento della sua riconferma alla guida di una delle associazioni più influenti del territorio, ha iniziato ad illustrare le proprie linee programmatiche. “Un mandato, questo – prosegue Bindocci – che trova linfa vitale nell’unione tra produttori, Consorzio e territorio”. Essendo le aziende uno dei motori principali dell’economia di Montalcino, per il neopresidente è importante che il Consorzio, oltre ad essere il “gestore della denominazione”, assuma il compito di “catalizzatore di energie” capace di attivare nuove sinergie, svolgendo il ruolo di “agenzia di sviluppo” per la promozione e valorizzazione del territorio. “In questo senso – spiega Bindocci – il “progetto Sant’Agostino”, è un esempio. Il Consorzio potrebbe trovarvi una sede definitiva, e l’Amministrazione, a sua volta, collocarvi un centro permanente di documentazione, di educazione al gusto ed attività collaterali, capaci di destagionalizzare l’offerta turistica e creare un circolo virtuoso del Made in Montalcino”. L’altra principale novità che Fabrizio Bindocci ha intenzione di introdurre è il “Codice etico”, una sorta di “autocertificazione”, un insieme di regole deontologiche capaci di definire le azioni dei membri del Consorzio. Inoltre, è intenzione del neopresidente promuovere corsi di formazione per rendere il Brunello sempre più competitivo in Italia e all’estero. “Infine – conclude Bindocci – la fisionomia irregolare del territorio di produzione del Brunello necessita di un progetto, una sorta di carta di orientamento per clienti e appassionati che il Consorzio si ripropone di progettare”.
Ad affiancare Bindocci, per i prossimi tre anni, alla guida del Consorzio del Brunello tre neo vicepresidenti: Patrizio Cencioni, Bernardo Losappio e Francesco Ripaccioli.

The “Vinexpo” experience

Al Vinexpo, il Salone internazionale del vino e dei distillati più famoso e blasonato al mondo, di scena a Bordeaux dal 16 al 20 giugno, non può di certo mancare il Brunello di Montalcino. E così, il “re del Sangiovese”, vola all’appuntamento più importante e atteso nelle agende degli operatori del vino di tutto il mondo, pronto a “duellare” e competere con i vini rappresentati dagli oltre 150 Paesi presenti. Al Vinexpo, la più importante vetrina nel
mondo, con oltre 48.000 visitatori l’anno, 148 paesi e 1.245 giornalisti stimati, sarà presente anche il Consorzio del Brunello di Montalcino, impegnato a sviluppare opportunità e presentare i nuovi prodotti.

Arriva in Toscana Masters of Wine, il Brunello tra gli sponsor

Anche il Consorzio del Brunello di Montalcino sponsorizzerà l’edizione n. 8 del “Simposio mondiale del vino” dell’Institute of Masters of Wine che, per la prima volta, si terrà in Italia, a Firenze dal 15 al 18 maggio 2014. I guru mondiali del vino si danno quindi appuntamento in Toscana con 304 opinion leader provenienti da 28 Paesi diversi, che arriveranno grazie alla collaborazione con l’Istituto Grandi Marchi (www.istitutograndimarchi.it), che riunisce 19 delle aziende più rappresentative dell’enologia made in Italy (Alois Lageder, Argiolas, Biondi Santi Greppo, Ca’ del Bosco, Michele Chiarlo, Carpenè Malvolti, Donnafugata, Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute, Gaja, Jermann, Lungarotti, Masi, Marchesi Antinori, Mastroberardino, Pio Cesare, Rivera, Tasca D’Almerita, Tenuta San Guido, Umani Ronchi), che insieme raggiungono i 500 milioni di euro di cui il 60% realizzato all’estero, con un’incidenza del 6,5% sul valore complessivo dell’export nazionale. “Identità, innovazione e immaginazione” sono le parole chiave del simposio quadriennale che dopo Bordeaux, Napa Valley, Vienna, Perth e Oxford giunge per la prima volta nel nostro Paese. “L’Italia oggi non può essere solo una superpotenza produttiva del vino – ha detto il presidente dei Grandi Marchi, Piero Antinori, che a Montalcino produce Brunello con etichetta Pian delle Vigne – ma deve affermarsi maggiormente anche come opinion leader del settore. I Masters of Wine lo sono, grazie a una profonda conoscenza dei prodotti internazionali e l’influenza presso tutti i canali di sbocco della filiera, dall’ho.re.ca. ai principali media, dalle aste ai distributori e importatori di tutto il mondo, a partire dai mercati emergenti”. A sessant’anni dalla nascita (in Inghilterra) della più esclusiva compagine enologica al mondo, l’Italia, infatti, non è ancora rappresentata all’interno dell’Istituto. Una lacuna che, in seguito alla partnership avviata nel 2009 con i Grandi Marchi, unica realtà italiana major supporter dei Masters of Wine, sarà presto colmata con i primi Master of Wine italiani provenienti dai candidati selezionati nei due corsi organizzati per la prima volta in Italia negli ultimi due anni. La parte internazionale prevede, invece, l’organizzazione entro l’anno di un programma di formazione in Asia e Australia. “C’è molta attesa per il nostro primo evento italiano. La nostra accademia – ha detto la presidente del comitato organizzatore dell’Institute of Masters of Wine, Lynne Sherriff – vanta un profilo sempre più globale ed è importante per noi intensificare i rapporti con uno degli epicentri mondiali del vino. A Firenze partiremo dall’analisi delle radici dei luoghi e dei processi di vinificazione per scoprire i segreti di un successo planetario di un prodotto che è diventato simbolo di lifestyle a livello planetario”. “Il successo del vino italiano è prima di tutto espressione della cultura e della storia del territorio nel quale nasce – spiega il Ministro delle Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo – e delle straordinarie capacità dei nostri imprenditori, che hanno dimostrato di essere un modello da seguire, contribuendo in modo significativo a dare prestigio al Made in Italy. In questo momento così difficile che ci troviamo ad affrontare, ritengo ancora più apprezzabile la iniziativa dei Grandi Marchi e Institute of Master of Wine, che ha come obiettivo – ha concluso il Ministro – proprio quello di sostenere nel mondo l’immagine del vino di qualità italiano, soprattutto con la partnership avviata con il Simposio mondiale”. Al simposio, che conterà decine di relatori in 11 sessioni di lavoro, potranno partecipare anche gli operatori italiani che si iscriveranno al sito www.mastersofwine.org: tra gli altri, hanno già dato la loro adesione, Gaia Gaja, il Marchese Piero Antinori, Ferruccio Ferragamo, Alberto Tasca d’Almerita, il professor Cesare Intrieri (Università di Bologna), Maurizio Zanella (Ca’ del Bosco) ed Erica Landin (giornalista). Tra i relatori internazionali, che porteranno il loro contributo, fatto di esperienze in aziende importanti, associazioni di settore, multinazionali, testate ed università, ci saranno Daniel Alegre (Google), Annette Alvarez-Peters (Costco), Olivier Bernard (Domaine de Chevalier e presidente dell’unione dei Grands Crus de Bordeaux), Frank Cornelissen (winemaker sull’Etna), Peter Godden (Australian Wine Research Institute), Bill Harlan (Harlan Estate), Maggie Henriquez (Krug), Stephen Henschke (Henschke), Rowald Hepp (Schloss Vollrads), Hildegarde Heymann (University of California Davis), Greg Jones (Southern Oregon University), Willi Klinger (Austrian Wine Marketing Board), Lisa Perrotti-Brown (The Wine Advocate), Paul Pontallier (Château Margaux), Henri de Pracomtal (Taransaud Tonnellerie), Jancis Robinson (Master of Wine), Christophe Salin (Domaines de Baron de Rothschild), Rajeev Samant (Sula Vineyards, India), Hannes Schultz (Geisenheim Institute), Christian Seely (Axa Millésimes), Peter Sisseck (Pingus) e José Vuillamoz (ricercatore). Oltre al Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, per l’Italia, hanno già preannunciato la volontà di sponsorizzare il Simposio dell’Institute of Masters of Wine: Agriventure, Consorzio del vino Chianti Classico, Enoteca Italiana di Siena e Toscana Promozione.

Brunello rock per i 110 anni di Harley-Davidson

Pregiatissimo vino, rock intenso, mitica leggenda su due ruote, profonda spiritualità. Non sono espressioni umane messe insieme a caso, ma le parole chiave del più grande evento europeo dedicato alle celebrazioni dei 110 anni di Harley-Davidson: il 12 giugno, nella Pinacoteca Vaticana, di scena la presentazione delle 6 etichette Harley-Davidson di Brunello di Montalcino La Poderina, cantina del gruppo Unipol – Sai, uno dei brand più importanti del Belpaese enoico, selezionate da Riccardo Cotarella, enologo tra i più famosi al mondo. Saranno le 110.000 bottiglie di Brunello di Montalcino a dare il via all’evento, a Roma, dal 13 al 16 giugno.

Toscana, regione con migliore performance del vino

Calici di Brunello

Calici di Brunello

La Toscana enoica è la regione italiana che ha la migliore performance economica grazie ad export e redditività. Il risultato emerge dal Forum promosso da Unicredit dedicato alla “Filiera vitivinicola del Centro Italia” che si è tenuto questa mattina a Firenze, tra i presenti l’assessore toscano all’agricoltura Gianni Salvadori, l’ad e direttore generale di una delle cantine più blasonate della Toscana, Castello Banfi, Enrico Viglierchio e il Deputy Regional Manager Centro Nord UniCredit Luca Lorenzi.Nel 2012 la Toscana si è confermata la sesta regione produttrice di vino a livello italiano e la realtà del settore che ha complessivamente, secondo dati Mediobanca, la performance economica migliore della media nazionale, forte anche di un export in crescita pari al 65% del fatturato vinicolo regionale e una redditività dell’8,1%. Nel forum sono stati presentati i dati provenienti da analisi e report di più fonti: secondo dati di Valoritalia, è stato spiegato, la Docg del Chianti Classico è quella che pesa maggiormente sulla produzione regionale, con una quota del 26% in aumento del 3,7% rispetto all’anno precedente. “Nel settore vinicolo la Toscana ha registrato performance importanti e migliori della media del paese – ha dichiarato  l’assessore Salvadori – la produzione toscana si è concentrata sulla qualità e sulle innovazioni di prodotto e di produzione, sostenuti anche da una incrementata certezza nei sistemi dei controlli”.“I consumi mondiali di vino – ha sottolineato Enrico Viglierchio – si stanno spostando e questo influisce anche sulla modalità di produzione e commercializzazione. Tutto il modello vinicolo mondiale è in evoluzione e la Toscana, che certamente ha un ruolo fondamentale in Italia e nel mondo, non può pensare di rimanere ferma sui propri allori. A livello immagine, moda, componente emozionale i vini toscani dettano le regole, ma si deve lavorare per raggiungere quantità superiori per essere presenti in maggiori parti del mondo e contrastare le nuove produzioni. Inoltre il numero totale di ettolitri prodotti nel territorio è spacchettato in un numero elevatissimo di denominazioni che però non comunicano tra loro, sono come compartimenti stagni e non consentono un approccio commerciale di più grande respiro. Nei vari studi si parla poi sempre di ettolitri come misura, ma è necessario iniziare a pensare in termini di valore aggiunto che ognuno di questi ettolitri è in grado di sviluppare”. Il Forum è stato anche l’occasione per Unicredit per presentare i lavori che sta facendo sul territorio “quasi 120 milioni di euro sono stati destinati da UniCredit in Toscana nel 2012 al supporto della nuova imprenditoria e dell’innovazione e in regione – ha detto Lorenzi, Deputy Regional Manager Centro Nord UniCredit – abbiamo già finanziato 580 start up. Questi numeri fanno parte del progetto UniCredit per la Toscana attraverso cui nel 2012 la banca ha erogato complessivamente 472 milioni di euro alle imprese toscane”.

Ginevra, le organizzazioni internazionali brindano con il Brunello

Non poteva mancare il Brunello di Montalcino tra i prodotti dell’eccellenza agroalimentare italiana promossi in occasione delle celebrazioni per il 2 giugno organizzate dalla Rappresentanza italiana presso le organizzazioni internazionali di Ginevra. Ambasciatori, responsabili e funzionari delle numerose organizzazioni ed agenzie specializzate dell’Onu hanno “festeggiato” l’Italia con calici di Brunello di Montalcino e degustazioni di Parmigiano Reggiano e mozzarella campana. “La promozione della qualità alimentare dei nostri prodotti – commenta l’incaricato d’affari Amedeo Trambajolo – ha assunto da tempo un’importanza strategica nell’attività della nostra diplomazia multilaterale a Ginevra, impegnata a sensibilizzare i vertici delle organizzazioni internazionali del settore e a ricercare alleanze a tutela dei nostri prodotti, ma anche dei consumatori di tutto il mondo. Abbiamo voluto fare della nostra festa nazionale una occasione, non solo per celebrare, ma soprattutto per rafforzare la nostra azione di diplomazia economica”. A Ginevra la Rappresentanza italiana è attiva nella promozione della protezione delle denominazioni di origine e delle altre indicazioni geografiche nell’ambito della definizione di normative e standard sia presso l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) sia all’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (Ompi).

Brunello di Montalcino a Bordeaux per Vinexpo

Tante etichette di Brunello di Montalcino voleranno a Bordeaux, per uno degli appuntamenti più importanti e attesi nelle agende degli operatori del vino e dei distillati di tutto il mondo. È Vinexpo, il Salone internazionale del vino e dei distillati, di scena a Bordeaux dal 16 al 20 giugno 2013, dove il Consorzio del Brunello di Montalcino sarà impegnato a sviluppare opportunità e presentare i nuovi prodotti. All’appuntamento francese ci saranno oltre 150 Paesi rappresentati da operatori della filiera, con il 40% di espositori internazionali (più di 48.000 i visitatori attesi) e il Brunello sarà nel padiglione della Toscana, Hall 1, Stand DE 135. Ecco tutte le cantine di Montalcino che non perderanno l’appuntamento con Vinexpo: Banfi, Barbi, Bartoli Giusti Tenuta Comunali, Belpoggio, Campogiovanni, Caparzo, Casanuova delle Cerbaie, Castello Romitorio, Castello Tricerchi, Castiglion del Bosco, Col d’Orcia, Collematoni, Domus vitae, Donatella Cinelli Colombini, Il Poggione, la Gerla, La Lecciaia, La Magia, Loacker Corte Pavone, Mastrojanni, Pian delle Vigne Piccini, Poggio Antinco, Poggio il Castellare, Ridolfi, Tenuta di Sesta, Tenuta San Giorgio, Tenuta Vitanza e Uccelliera.