Le colline vitate di Montalcino raccontate da Luigi Anania su Radio 3

Le colline vitate di Montacino raccontate da Luigi Anania. Questo è il tema della puntata trasmessa ieri su Radio 3 Rai all’interno de “Le meraviglie in cammino per l’Italia”, trasmissione curata da Federica Barozzi e Diego Marras e ascoltabile il sabato e la domenica dalle ore 13 alle 13.30. Un programma che vuole mettere in evidenza luoghi meravigliosi ma insoliti e raccontati da narratori provenienti dal mondo dell’arte, della cultura e dello spettacolo. Ieri si è parlato della strada di Sesta nel territorio comunale di Montalcino, quella che collega Castelnuovo dell’Abate a Sant’Angelo in Colle. Una puntata “in presa diretta” visto che la registrazione è avvenuta sul posto, lo si nota anche da qualche rumore di sottofondo, e scandita da passeggiate lungo strade bianche e viti centenarie. Come ha sottolineato Luigi Anania, scrittore e produttore di vino dell’azienda La Torre, si tratta di una zona che è sempre stata attraversata da braccianti, operai, “una strada percorsa da tutti questi uomini che ho conosciuto e che adesso non ci sono più”. Persone con il quale Anania ha costruito un legame forte tanto da dedicargli pagine importanti. Già perché sono proprio loro “i responsabili di questa bellezza”, ovvero di quel paesaggio fortunatamente ancora oggi quasi del tutto immutato e ammirato in tutto il mondo. Proprio come il Brunello. Per ascoltare la puntata completa di “Le meraviglie in cammino per l’Italia” clicca qui.

Le anticipazioni dei “3 bicchieri” di Gambero Rosso: 14 vini (di cui 4 Rosso) sono di Montalcino

Come nel 2016, anche quest’anno sono 14 i vini di Montalcino che hanno ricevuto i “3 bicchieri”, il massimo riconoscimento della Guida Vini d’Italia 2018 del Gambero Rosso. Un successo clamoroso dei Rosso 2015, ben quattro, che “complice un’annata adattissima alla tipologia – si legge nell’anticipazione – regalano leggiadria, souplesse e articolazione. La 2012 sfodera qualche bel fuoriclasse, ma va detto che a differenza di tanta critica che l’ha osannata, a noi è sembrata meno interessante del previsto. Anche qui non mancano le novità a Tre Bicchieri: Corte dei Venti e Le Macioche con il Brunello 2012 e Palazzo con il Rosso 2015”. Un elogio al Rosso, dunque, e una smorzata sul Brunello.

“Ma le grandi annate spesso hanno bisogno di tempo – commenta Patrizio Cencioni, presidente del Consorzio del Brunello – non mi soffermerei tanto su questo dato. Di 2012 ci sono vini veramente ottimi, e magari tra dodici mesi avranno già un altro risultato. Il Rosso? Quattro premiati sono un bel risultato, e al di là dell’aspetto personale (nella lista c’è anche Capanna) sono contento anche per le altre aziende che puntano sul Rosso. È uno sprone per fare il Rosso e non solo Brunello. In fondo, si parla sempre di Montalcino”.

Gambero Rosso elogia inoltre la Toscana, che si conferma regione di grande tradizione vitivinicola e ospita da secoli aziende che affondano le proprie radici in quel passato fatto di commercio, intelligenze e intuito, conquista e latifondo. “Ma limitare la visione della Toscana a questo sarebbe non solo ingeneroso ma decisamente fuorviante. Perché questa regione in realtà non smette di stupire, cercare, proporre. A volte seguendo la tradizione pedissequamente, altre interpretandola in chiave contemporanea, altre facendo saltare il banco con irriverenza e coraggio da vendere, fregandosene di paradigmi e certezze e osando là dove i più indietreggiano”.

Focus – I vini di Montalcino premiati con Tre Bicchieri

Brunello di Montalcino ’12 – Biondi Santi – Tenuta Il Greppo Brunello di Montalcino ’12 – Brunelli – Le Chiuse di Sotto Brunello di Montalcino ’12 – Le Chiuse Brunello di Montalcino ’12 – Corte dei Venti Brunello di Montalcino ’12 – Poggio di Sotto Brunello di Montalcino ’12 – Salvioni Brunello di Montalcino Giodo ’12 – Giodo Brunello di Montalcino Poggio al Vento Ris. ’10 – Tenuta Col d’Orcia Brunello di Montalcino Ris. ’11 – Le Macioche Brunello di Montalcino V. Schiena d’Asino ’12 – Mastrojanni Rosso di Montalcino ’15 – Baricci Rosso di Montalcino ’15 – Capanna Rosso di Montalcino ’15 – Palazzo Rosso di Montalcino ’15 – Uccelliera

G7, più trasparenza e risorse per le Indicazioni Geografiche con la “Dichiarazione di Bergamo”

Creare un sistema multilaterale efficace e semplice per proteggere le Indicazioni Geografiche, migliorare la trasparenza e la protezione delle Ig su Internet, approfondire le ricerche sul positivo contributo delle Indicazioni Geografiche alla sostenibilità economica e ambien­tale e al cambiamento climatico, dare più risorse finanziarie per la cooperazione internazionale destinate al rafforzamento delle Ig. Sono i quattro punti chiave inseriti nella Dichiarazione di Bergamo, documento firmato mercoledì scorso dalle più importanti organizzazioni delle Indicazioni Geografiche di tutto il mondo (quattro i continenti rappresentati: Africa, America, Asia e Europa) in occasione del G7 dei Ministri dell’agricoltura del 14-15 ottobre che si tiene nella città lombarda.

“Con la Dichiarazione di Bergamo si delineano le sfide decisive per tutelare e promuovere il nostro patrimonio agroalimentare, definendo anche nuovi strumenti per la lotta alla contraffazione, i piani per una produzione sostenibile e il rilancio dei negoziati per la tutela legale dei marchi geografici”, ha affermato il Ministro dell’agricoltura Maurizio Martina.

Presente all’incontro anche Giacomo Pondini, direttore del Consorzio del Brunello che è associato alla Federdoc, la Confederazione Nazionale dei Consorzi per la tutela delle denominazioni di origine. “A nome del Consorzio del Brunello ci stanno a cuore queste tematiche – ha spiegato Pondini alla Montalcinonews – ogni associazione è intervenuta spiegando i propri obiettivi e lo stato dell’arte. La Fao, per esempio, ha sottolineato le direttive mondiali riguardo alla produzione agricola. È stata un’occasione di confronto con altre realità, come l’Africa, dove il discorso delle Indicazioni Geografiche non è assimilato come da noi e può essere un volano di sviluppo”.

Dei quattro temi proposti, due in particolare sembrano interessare il mondo del vino: la trasparenza sul web e la sostenibilità. “La tutela su internet è uno strumento che consente l’accesso al mercato anche a tante piccole aziende, senza rischiare la contraffazione – ha commentato, come riporta WineNews, il presidente di Federdoc Riccardo Ricci Curbastro -. Evidentemente la strada intrapresa con gli accordi con le grandi piattaforme come Alibaba, Amazon e Ebay è ottima, ma nonostante si sia vinta la prima dura battaglia con ICANN (l’ente internazionale che gestisce la rete Internet) per il riconoscimento del diritto delle denominazioni dell’uso del nome in abbinamento al suffisso “.wine” e “.vin”, non dobbiamo dimenticare che la questione resta ancora aperta per il resto del sistema delle denominazioni. Non possiamo permettere che sia un solo ente a sé stante a decidere senza un controllo rispetto quelle che sono le necessità del mercato. La seconda priorità è quella della sostenibilità, e penso allo standard Equalitas. Una sostenibilità che non riguarda soltanto gli aspetti ambientali, ma anche la sostenibilità sociale e il corretto comportamento nei confronti sia di chi lavora, sia di chi vive nei territori. Una sostenibilità economica che comprenda anche il comportamento corretto di tutti gli attori sul mercato. Su questo passaggio ci giocheremo buona parte del successo futuro del nostro mondo. La denominazione di origine ha dimostrato di essere un elemento forte di riconoscibilità nel nostro prodotto di territorio, che ora deve puntare a una sostenibilità misurata e certificata. La “Dichiarazione di Bergamo dà la misura del movimento non solo economico ma anche di pensiero culturale che sta dietro alle denominazioni. Rappresenta territori e produttori che hanno nelle IG una chance di sviluppo, economico e sociale anche in aree altrimenti destinate all’abbandono o a situazioni di marginalità”.

Focus sulla Dichiarazione di Bergamo: i quattro punti chiave:

1 – Creazione di un sistema multilaterale di protezione delle Indicazioni Ge­ografiche efficace, semplice e trasparente per i produttori e i consumatori, sostenendo anche l’applicazione dell’Accordo di Lisbona del 1958 – rivisto con l’Atto di Ginevra del 2015 – per garantire una tutela multilivello alle IG.

2 – Miglioramento della trasparenza della “Internet governan­ce” con il coinvolgimento degli stakeholders per una efficace protezione del­le IG quale diritto di proprietà intellettuale, in parti­colare nella gestione da parte di ICANN del sistema assegnazione dei nomi di dominio di primo e di secondo livello; nell’utilizzo dei nomi delle IG nei portali di commercio elettronico e nei motori di ricerca.

3 – Approfondimento delle ricerche e degli studi riguardo il positivo contri­buto delle Indicazioni Geografiche alla sostenibilità economica e ambien­tale e al cambiamento climatico.

4 – Incremento delle risorse finanziarie per la cooperazione internazionale destinate al rafforzamento delle IG attraverso modelli e sistemi di governance efficaci, nelle aree caratterizzate da sottosviluppo e conflitti, con il coinvolgimento diretto delle organizzazioni dei produttori dei Paesi più sviluppati.

Montalcino e la nettezza del Brunello. Paolo Massobrio (La Stampa) dedica la sua rubrica settimanale a Ridolfi

“Lo scorso anno la Guida ai vini dell’Espresso lo ha scelto come il miglior Rosso per il rapporto qualità-prezzo. Un Brunello di Montalcino che si aggira sui 40 euro, segno che la qualità c’è davvero. Ma quello che connota i vini di Ridolfi è la pulizia”. Paolo Massobrio, giornalista e critico gastronomico, dedica la sua rubrica settimanale su La Stampa a Giuseppe Walter Peretti, alla guida di una delle più importanti concerie di pelli d’Europa (ad Arzignano, nel Vicentino), dal 2011 titolare dell’Azienda Ridolfi, sul versante Nord Est di Montalcino, e dallo scorso agosto proprietario dell’Enoteca Osteria Osticcio. “In vigna – spiega Massobrio – contro i parassiti, utilizzano solo rame e zolfo, e la tecnica della confusione sessuale degli insetti; quindi semine e sovesci a orzo, oppure a sulla per i terreni più argillosi. Per il resto il vino matura tranquillo nelle grandi botti, per arrivare a quella pulizia che mi ha colpito. Anzi, la verità dei vini Ridolfi l’ho avvertita quando ho versato il Rosso di Montalcino 2015: rubino brillante e trasparente come un gioiello. Poi senti il rabarbaro, i fiori e in bocca note minerali e armoniche che reclamano la scottiglia. Sul Brunello di Montalcino 2012 ho appuntato: «Chiudi gli occhi e sei a Montalcino: vedi i paesaggi placidi come questo vino dal pregevole equilibrio. Un Brunello dove anche la tannicità è seta e supporta tutta la mineralità del terreno”.

In attesa di BaroloBrunello, ecco il programma completo dell’anteprima

Quattro appuntamenti, tre ristoranti, 12 vini: ecco l’anteprima di BaroloBrunello, a sei settimane dall’evento milanese dedicato alle due grandi B del vino italiano (18-19 novembre). Durante il periodo di attesa il gioco del vino si farà sempre più appassionante grazie ad alcune tappe che sveleranno i dettagli, un piccolo assaggio di ciò che si potrà scoprire durante la kermesse enoica.

Si parte venerdì 20 ottobre alle ore 20.30 con il Ristorante Antica Posteria dei Sabbioni (Località Sabbioni-San Martino Siccomario in provincia di Pavia) e a seguire venerdì 27 ottobre alle ore 20.30 saranno I Castagni di Enrico Gerli (Via Ottobiano, 8/20 a Vigevano) che avranno il compito di ricreare la magia che si ripeterà subito il venerdì successivo, 3 novembre sempre alle ore 20.30. Il Ristorante Daniel di Daniel Canzian (Via san Marco angolo Castelfidardo a Milano) delizierà i suoi ospiti mercoledì 8 novembre alle ore 20.30 con proposte moderne, raffinate e naturali. Gli chef di ciascun ristorante saranno chiamati a realizzare un menù che spazierà da ingredienti e piatti tipici delle due regioni di riferimento, il Piemonte e la Toscana, sino a dare il tocco esclusivo e gourmet che più li caratterizza, in abbinamento a grandi vini.

Le cene del 20 e del 27 ottobre vedranno protagonisti vini come il Brunello di Montalcino 2012 di La Rasina, caratterizzato da una vinificazione moderna e tanto frutto, il Brunello di Montalcino 2012 dell’Azienda agricola Verbena, con una vinificazione classica, e il Brunello di Montalcino 2012 di Collelceto, nato nella zona più a sud, un vino più caldo e in antitesi rispetto ai precedenti. Si proseguirà con la carrellata dei Baroli: Barolo Cannubi 2013 di Fratelli Borgogno, Barolo Monvigliero 2013 di Sordo Giovanni e il Barolo 2013 di Fratelli Alessandria. Il 3 novembre presso I Castagni e l’8 novembre al Ristorante Daniel i presenti si divertiranno con il Brunello di Montalcino Cava d’Onice 2012, Brunello di Montalcino Podere La Vigna 2012, Brunello di Montalcino Bellaria 2012 e poi Barolo Bruna Grimaldi Badarina 2013, Barolo Le Strette Corini-Pallaretta 2013, Barolo Alberto Voerzio La Serra 2013.

Le cene-degustazione saranno tutte condotte da Andrea Zarattini, uno degli organizzatori di BaroloBrunello, e permetteranno ai wine-lover di “allenarsi” in attesa del grande evento di Milano, che si terrà sabato 18 (dalle 14.00 alle ore 18.30) e domenica 19 novembre (dalle ore 10.30 alle ore 17.00) a Milano alle Officine del Volo in via Mecenate, con più di 50 produttori riconosciuti per la produzione di Barolo e Brunello di Montalcino, due vini irrinunciabili dell’enologia italiana e internazionale.

“Vinarius”, l’Associazione delle Enoteche Italiane in visita al Consorzio del Vino Brunello di Montalcino

A Montalcino si è concluso questa mattina il seminario del gruppo “Vinarius”, l’Associazione delle Enoteche Italiane, nata nel 1981 per promuovere e valorizzare l’enoteca come luogo dove si esercita il commercio specializzato del vino di qualità e per tutelare il ruolo dell’enotecario come professionista e divulgatore del vino e del mondo. Un legame, quello dell’associazione con il territorio del Brunello, che si rinnova ormai da nove anni dando vita allo stage più longevo tra tutti quelli organizzati. Il tema di quest’anno sono stati i vini, le terre e le aziende del territorio di Montalcino con il Consorzio del Brunello che ha fatto gli onori di casa contribuendo alle varie attività formative e rinnovando questo importante appuntamento attraverso una vera full immersion sul territorio che ha spaziato da momenti formativi, come seminari agronomici ed enologici con la presentazione della storia e dell’attività svolta dal Consorzio, a momenti di approfondimento concreto sul territorio, attraverso le visite aziendali accompagnate da degustazioni verticali anche di vecchie annate. Lezioni su vino e territorio sono state tenute da Paolo Vagaggini. Il gran finale si è consumato con la consegna degli attestati ai partecipanti. La delegazione di “Vinarius” è stata ospite del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino con tante persone che sono partite da tutta Italia (Milano, Brescia, Belluno, Puglia, Firenze…) per un aggiornamento professionale che è prima di tutto una passione. Il momento dello stage è stata anche l’occasione per presentare l’attività della neonata AEPI, Associazione Enotecari Professionisti Italiani, fondata con l’intento di approfondire e specializzare ulteriormente la figura di chi lavora con professionalità in enoteca, delineando il vero e proprio profilo professionale dell’enotecario, attraverso dei severi requisiti di ingresso e la formazione continua, elemento necessario per poter far parte dell’Associazione. Ma anche con un codice deontologico, dotandosi di uno sportello del cittadino consumatore per incrementare l’interazione fra il pubblico e i professionisti. L’appuntamento con lo stage si rinnoverà il prossimo anno quando si celebreranno i primi dieci anni di collaborazione tra “Vinarius” e il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino.

Granfondo del Brunello, quando lo sport incontra le eccellenze del territorio

Oltre mille iscritti alla vigilia e 50 km di puro spettacolo. La Granfondo del Brunello e della Valdorcia ha animato la domenica di Montalcino anche se, di fatto, già dal sabato ha fatto sentire la propria presenza e tutto il calore degli sportivi alla città. Davvero tanti i ciclisti arrivati da ogni angolo d’Italia per dare vita a una vera e propria festa a due ruote. Per molti è stata anche l’occasione di fare per la prima volta conoscenza del territorio e di assaggiare le nostre eccellenze con in testa il Rosso, il Brunello e il Moscadello di Montalcino che è stato abbinato ai piatti della tradizione locale durante la Cena Itinerante nei Quartieri di sabato scorso. Una manifestazione, la Granfondo, che è da anni una classica con un fascino unico e dalle caratteristiche impareggiabili. Ma è anche una gara dura che non a caso è stata vinta da Francesco Casagrande, ex professionista su strada e protagonista di vittorie memorabili in campo nazionale e internazionale. Sport, territorio e i nostri prodotti unici al mondo, come il Brunello, si confermano ancora una volta attraenti agli occhi dei visitatori.

Dominga Cotarella: “L’azienda Le Macioche è piccola ma bellissima, una bomboniera. Faremo solo Brunello e qualche Riserva”

“Montalcino è arrivata quasi per caso, l’abbiamo vista per la prima volta a luglio e in pochi mesi abbiamo concluso. La volontà è quella di mettersi alla prova in una delle zone più conosciute e blasonate. L’azienda è piccola ma bellissima, una bomboniera”. Dominga Cotarella, agronoma e figlia dell’enologo Riccardo Cotarella, commenta così, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, l’acquisto dell’azienda Le Macioche (5 ettari di cui 3,5 vitati a Brunello, investimento di oltre cinque milioni), in una delle zone più storiche del territorio, tra la Fattoria dei Barbi di Stefano Cinelli Colombini e Podere Salicutti, acquistato nel 2016 dalla tedesca Eichbauer, big dell’edilizia e fondatrice del ristorante bistellato Michelin “Tantris” a Monaco di Baviera. Un’operazione tutta al femminile, assieme alle cugine Marta (che si occupa dell’amministrazione) ed Enrica (comunicazione e social), figlie di Renzo Cotarella, amministratore delegato della Marchesi Antinori. Le Macioche, acquistata nel 2014 da tre soci veneti per una cifra attorno ai 4 milioni di euro e con un fatturato intorno ai 25 mila euro, si va ad aggiungere all’altra azienda di famiglia, Falasco (13,2 milioni di fatturato nel 2016), a sud di Orvieto, fondata Riccardo e Renzo e guidata sempre dalle figlie Dominga, Marta ed Enrica. “È stato amore a prima vista – spiega Dominga Cotarella - e quando ti innamori perdi anche l’obiettività. Faremo solo Brunello e qualche Riserva. Usciremo con l’annata 2013 coi vini già in cantina mentre la nostra prima prova totale sarà con l’annata 2017 che avrà anche il marchio biologico riconosciuto. Nelle bottiglie aggiunge resterà il nome Le Macioche, perché è quello della zona, ma introdurremo il nome aziendale Cotarella”. “Insieme – continua Cotarella – ci completiamo, formiamo un team forte e consapevole. Difficilmente andiamo in contrasto e ci concediamo piena fiducia. Abbiamo inoltre la fortuna di poterci confrontare sempre con genitori molto attenti ma che non ci hanno mai limitato nelle scelte, lasciandoci libere anche di sbagliare. Mio padre Renzo ha visto l’azienda qualche settimana fa per la prima volta. Spero di trasmettere anche ai miei figli questi valori. Quello che desideriamo è affrontare questa nuova avventura nel pieno rispetto del posto in cui siamo. Con umiltà, in punta di piedi, sviluppando un confronto continuo con chi ci vive ed opera da molto prima di noi”. Cotarella confessa che lei e le sorelle sono “entusiaste ma al tempo stesso un po’ impaurite, consapevoli di doversi rimboccare le maniche. Spesso parlando delle nuove generazioni si sente dire «al massimo non distruggeranno quello che c’è », invece noi cercheremo di dare e fare qualcosa in più. Il nostro Brunello punterà sul carattere, fedele, per quanto possibile allo stile di famiglia”.

A Milano con “Bottiglie Aperte” si brinda anche ai 50 anni di Brunello di Montalcino

Milano accende i riflettori, è in arrivo una settimana dedicata ai più grandi vini italiani: si parte domenica 8 ottobre con “Bottiglie Aperte”, sesta edizione dell’evento business dedicato all’enologia italiana al Palazzo delle Stelline. Un appuntamento che trasforma la città nella capitale internazionale del vino per stimolare scambi e nuove sinergie tra produttori, sommelier, ristoratori, distributori del settore, ma anche per incontrare i wine lovers. “Bottiglie Aperte” è un evento capace di portare in città 150 aziende, dai grandi produttori alle cantine di nicchia, con 900 etichette in degustazione. Ad arricchire la kermesse anche i vini del nostro territorio. Domenica, alle ore 17.30, nella Sala Bramante, appuntamento con i “50 anni del Brunello di Montalcino” con Conti Costanti (Andrea Costanti sarà il relatore) mentre lunedì alle ore 17, è la Sala Leonardo ad ospitare l’evento “Il Brunello che verrà … il 2012 e il 2013 …” (con cantine come Il Marroneto, Val di Suga, Caprili, Ciacci Piccolomini, Casanova di Neri per citarne solo alcune). E poi gli Awards di “Bottiglie Aperte”, con i Wine List Awards per la migliore carta dei vini al mondo della ristorazione italiana, e i Wine Style Awards assegnati alle aziende per la Miglior Presenza Fieristica, la Miglior Comunicazione Social, il Miglior Sito Web, il Miglior Packaging e il migliore evento aziendale (con WineNews in giuria).

Al via a Siena Millennials Fest. Tra le eccellenze anche il vino bio di Montalcino

L’innovazione e la ricerca nel mondo dell’agri-food, dell’agricoltura e del benessere, con tante proposte dei giovani millennials che già operano nel settore. Questo il tema di Millennials Fest 2017 “Siena Food Innovation”, la due giorni che si apre oggi nella città del Palio. Un viaggio nel cibo, nella salute, nella geopolitica e nella creatività, con dibattiti, interventi e spettacoli teatrali a tema. Presente, durante il primo food hackathon show della scuola italiana, il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca scientifica Valeria Fedeli. Parteciperanno anche i giornalisti Stefano Liberti e Lucia Goracci, corrispondente Rai, che domani sera, al teatro dei Rinnovati (ore 21.15), presenterà “Assedio. Frammenti di reportage”, opera multimediale tratta dai reportage in Iraq e Siria. Nel corso della kermesse, a rappresentare il mondo del vino, ecco l’azienda di Montalcino Tenuta Collosorbo. “Intervengo oggi pomeriggio, nel Cortile del Podestà di Piazza del Campo, all’interno del segmento full innovation – fa sapere alla Montalcinonews Laura Sutera Sardo, che si occupa della parte enologica e viticola dell’azienda – parlerò del nostro recente percorso di conversione al bio, della salvaguardia del territorio e di nuove prospettive per lavorare in agricoltura in modo differente. È un bell’evento, volto all’agrifood, all’innovazione, con realtà diverse a livello europeo. Venerdì invece mi tratterrò un paio d’ore nella Future Zone ad esporre i nostri prodotti, vino e olio”. La Future Zone è uno spazio che comprende tante altre novità, come l’orto in cassetta, l’arnia didattica, il drone che fa analisi di precisione in agricoltura e la prima batteria a flusso realizzata con una molecola organica, ovvero con il chinone estratto dal rabarbaro. Quella di Collosorbo è una delle tante storie di innovazione nel settore dell’agrifood “glocal” e bio. “Fare agricoltura biologica non è difficile, è solo diverso – spiega Laura Sutera Sardo -. Si tratta di cambiare approccio e di aprire la mente, gli strumenti ce li abbiamo. Montalcino, per fortuna, è molto avanti. In questo ci aiuta il territorio e la sensibilità dei produttori nel coniugare qualità e tutela delle risorse”. Millennials Fest 2017 Siena Food Innovation è side-event ufficiale del G7 Science&Technology, ed è promosso da Santa Chiara Lab (Università di Siena), con il patrocinio del Miur, del Comune di Siena, della Camera di Commercio di Siena e della Fondazione Prima. “Vorremmo fare di questo evento un appuntamento di rilievo nazionale” – ha sottolineato a La Nazione il professor Angelo Riccaboni, coordinatore del Comitato organizzatore – per dimostrare come l’innovazione può  fornire un contributo importante alla sostenibilità dei sistemi alimentari  e  al benessere delle nostre comunità. Voglio ricordare il progetto ‘Prima’(Partnership for Research and Innovation in the Mediterranea Area), un programma europeo incentrato sullo sviluppo sostenibile di soluzioni tecnologiche e organizzative in materia di risorse idriche, sistemi alimentari e catene agroalimentari, con budget di 500 milioni e la partecipazione di 11 Paesi europei e 8 della sponda Sud del Mediterraneo”.