Da Siena a Hong Kong fino alla California: i premiati del Leccio d’Oro

Durante Benvenuto Brunello sono stati consegnati i premi Leccio d’Oro 2018, assegnati ai ristoranti e alle enoteche con la miglior carta o lista dei vini o comunque con una gamma ampia, ricercata e rappresentativa del Brunello e dei vini di Montalcino. Premiati il celebre 8 1/2 Otto e Mezzo Bombana dello chef Umberto Bombana ad Hong Kong (unico ristorante italiano stellato Michelin all’estero, ndr) per la categoria “ristorante estero” e K&L Wine Merchants di San Francisco per quella “enoteca estera”. In Italia i riconoscimenti sono andati all’Osteria Le Logge di Siena, per la categoria “ristoranti”, e alla Gastronomia Galanti di Firenze, per quella delle “enoteche”.

ALBO DEI PREMI LECCIO D’ORO

  • 1994 RISTORANTE “IL MONTALCINO” – MILANO
  • 1995 RISTORANTE “VALENTINO” – LOS ANGELES USA ENOTECA “LA FORTEZZA” – MONTALCINO
  • 1996 RISTORANTE “ENOTECA PINCHIORRI” – FIRENZE ENOTECA “SIGRID BRANTL” – MONACO DI BAVIERA GERMANIA
  • 1997 RISTORANTE “TANTRIS” – MONACO DI BAVIERA GERMANIA ENOTECA “ZACHIS” – NEW YORK USA OSTERIA “DELLA CHIOCCIOLA” – CUNEO
  • 1998 RISTORANTE “FOUR SEASONS” – NEW YORK USA ENOTECA “SOLCI” – MILANO OSTERIA “DEVETAK” – SAN MICHELE DEL CARSO (GO)
  • 1999 RISTORANTE “CHECCHINO DAL 1887″ – ROMA ENOTECA “ETLIVIN” – YOKOAMA GIAPPONE OSTERIA “CIBREO” – FIRENZE
  • 2000 RISTORANTE “IL GIARDINO” – SAN LORENZO IN CAMPO (PS) ENOTECA “TRIMANI” – ROMA OSTERIA “BABBO” – NEW YORK USA
  • 2001 RISTORANTE “LA PERGOLA DELL’HILTON” – ROMA ENOTECA “LONGO” – MILANO OSTERIA “OASIS” – VALLESACCARDA (AV)
  • 2002 RISTORANTE “LE STELLE” – BRUXELLES BELGIO ENOTECA “VINOTECA ACCADEMIA” – ZURIGO SVIZZERA OSTERIA “DA IVAN” – FONTANELLE (PR)
  • 2003 RISTORANTE “SAN DOMENICO” – NEW YORK USA ENOTECA “PECK” – MILANO OSTERIA “DELL’ALBA” – PIADENA (CR)
  • 2004 RISTORANTE “DON ALFONSO” SANT’AGATA DEI DUE GOLFI, MASSA LUBRENSE – (NA) ENOTECA “WALLY’S” – LOS ANGELES USA OSTERIA “LE MASCHERE” – SARSINA (FC)
  • 2005 RISTORANTE “GRAPPOLO BLU” – COPENAGHEN DANIMARCA ENOTECA “LA MASCARETA” – VENEZIA OSTERIA “ENOTECA I TERZI” – SIENA
  • 2006 RISTORANTE “PER SE” – NEW YORK ENOTECA “GRUPPO FUSCO” – DUSSELDORF OSTERIA “TRATTORIA CASTELLO” – SERLE –BS
  • 2007 RISTORANTE “LE CALANDRE” – SARMEOLA DI RUBANO PD ENOTECA “ENOTECA CASTIGLIONESE” – CASTIGLION DELLA PESCAIA – GR OSTERIA “GIUSTI” – MODENA
  • 2008 RISTORANTE “OSTERIA FRANCESCANA” – MODENA ENOTECA “COSTANTINI” – ROMA OSTERIA “BRUSTA” – TOKIO
  • 2009 RISTORANTE “DA CAINO” – MONTEMERANO ENOTECA “LAVURI” – AGLIANA OSTERIA “TUTTI MATTI” – TORONTO
  • 2010 RISTORANTE “LOCANDA LOCATELLI” - LONDRA ENOTECA “BONATTI” – FIRENZE OSTERIA “LA FATTORIA DEL CAMPIGLIONE” – POZZUOLI – NA
  • 2011 RISTORANTE “ROMANO” – VIAREGGIO – LU ENOTECA “LA MIA CANTINA” – PADOVA OSTERIA “NOSTRANA” – PORTLAND – OREGON – USA
  • 2012 RISTORANTE GAIA RESTAURANT – HONG KONG ENOTECA BIONDIVINO WINE BOUTIQUE – SAN FRANCISCO OSTERIAANTICA TRATTORIA SUBAN – TRIESTE
  • 2013 RISTORANTE OSTERIA MOZZA – LOS ANGELES ENOTECAENOTECA CORTINA – CORTINA D’AMPEZZO OSTERIAOSTERIA BRUNELLO – MILANO
  • 2014 RISTORANTE BOTTEGA – NAPA VALLEY ENOTECAITALIAN WINE MERCHANTS” – HONG KONG OSTERIA “SORA MARIA E ARCANGELO – OLEVANO ROMANO (RM)
  • 2015 RISTORANTE A VOCE – NEW YORK CITY ENOTECACANTINE ISOLA” – MILANO OSTERIA “TRATTORIA DIVINO – EDIMBURGO
  • 2016 RISTORANTE DEL POSTO – NEW YORK CITY RISTORANTE “CONVIVIO TROIANI” – ROMA ENOTECA “LCBO” – TORONTO ENOTECA “MOLESINI” – CORTONA
  • 2017 RISTORANTE DEL CAMBIO – TORINO RISTORANTE ERA ORA – COPENHAGEN
  • Premio Speciale Leccio d’Oro 50° ANNIVERSARIO FONDAZIONE CONSORZIO RISTORANTE IL GIGLIO – MONTALCINO ENOTECA N’OMBRA DE VIN – MILANO ENOTECA A. LITTERI – WASHINGTON D.C. ENOTECA BD BRUNO DALMAZIO – MONTALCINO
  • 2018 RISTORANTE “8 1/2 OTTO E MEZZO BOMBANA” – HONG KONG ENOTECA “K&L WINE MERCHANTS” – SAN FRANCISCO RISTORANTE “OSTERIA LE LOGGE” – SIENA ENOTECA GASTRONOMIA GALANTI – FIRENZE

Benvenuto Brunello 2018, i produttori protagonisti della giornata

Nella giornata che sarà ricordata come l’arrivo di Sting che ha firmato la piastrella celebrativa poi posizionata sul muro del Palazzo Comunale di Montalcino, regalando prima emozioni con la sua “Message in a bottle” ed esprimendo il suo amore per il vino italiano, sentimento manifestato anche dalla moglie Trudie Styler, Benvenuto Brunello 2018 ha visto anche l’ingresso dei produttori al museo. Porte aperte agli addetti ai lavori e ai wine lovers che hanno letteralmente riempito i chiostri dove i 135 produttori hanno messo in vetrina i loro tesori: Brunello di Montalcino 2013, la Riserva 2012, il Rosso di Montalcino 2016, Moscadello e Sant’Antimo. Si è respirato un clima di grande entusiasmo e passione, con il “re” del Sangiovese che si conferma in cima alle preferenze della platea internazionale. Una giornata intensa per i produttori, che con grande professionalità e disponibilità hanno risposto alle numerose curiosità dei presenti. Al Chiostro di Sant’Agostino si sono sentite parlare molte lingue, una dimostrazione della vocazione internazionale del Brunello. E domani si replica, in una domenica che sarà caratterizzata anche dai seminari sull’incontro tra Brunello e tartufo (nuova eccellenza del neonato Comune di Montalcino, dopo la fusione con San Giovanni d’Asso) e sul Moscadello, “il più antico dei moderni”.

Montalcino affronta il climate change per il futuro del Brunello

“Gli eventi estremi saranno sempre più repentini e simultanei e questo renderà difficilissimo se non impossibile fare sia previsioni meteorologiche che previsioni climatiche di lungo periodo. La soluzione? È agire, ognuno nel suo piccolo. Perché peggio di fare qualcosa di sbagliato è non fare nulla”. L’ormai noto scenario climatico che Montalcino e tutto il mondo dovrà affrontare nei prossimi anni è stato confermato anche dal meteorologo di La7 Paolo Sottocorona, in un confronto organizzato oggi dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, durante “Benvenuto Brunello”, con le giovani generazioni di vignaioli alle prese con annate di certo non semplici, se solo si pensa alla difficile 2017, una vendemmia paradigmatica, tra i vigneti delle aziende di famiglia, dove si produce uno dei vini italiani più famosi al mondo.

“L’aumento della temperatura di un solo grado sembrerebbe poca cosa, ma questo aumento in un tempo breve come quello di un solo secolo, anziché 10.000 anni, com’è successo fino ad ora nel susseguirsi dei diversi periodi di glaciazione, ha conseguenze importanti sul pianeta. Importanti, ma soprattutto non uniformi che portano al sovrapporsi degli eventi: siccità e alluvioni, forte caldo e picchi di freddo. La neve nel Sahara, per intendersi”, ha spiegato Sottocorona, nel dibattito condotto da Luciano Ferraro, firma del “Corriere della Sera”, dove sono intervenuti anche Robert Camuto, inviato per l’Italia di “Wine Spectator”, e il giornalista Marcello Masi, autore e conduttore dei “Signori del Vino” su Rai2. Il 2017 ha dato, in questo senso, un significativo assaggio di ciò che potrebbe diventare la “norma” (se mai ne può dare l’imprevedibilità): siccità protratta per più stagioni, primavera anticipata con gelate tardive, temperature elevate e piogge scroscianti. Uno stress idrico, luminoso e termico estivo che, fino alle attese piogge di settembre, ha messo a dura prova le vigne di Montalcino e ha generato bacche piccole rugose e dure, dotate di elevata acidità tartarica e concentrazione zuccherina ma basso ph. Uno squilibrio solo in parte attutito da una attentissima gestione agronomica in vigna della parete fogliare, una vendemmia anticipata e poi un costante controllo dei processi fermentativi e di macerazione, per evitare che un mosto abbondante di sostanze polifenoliche andasse incontro ad arresti fermentativi e sviluppasse elementi indesiderati (come i batteri lattici o lieviti brettanomices).

Una dimostrazione di come i produttori di Brunello siano in grado di gestire e interpretare anche annate molto discontinue e anomale come quella appena passata. Ma quali sono gli strumenti che soprattutto le nuove generazioni di produttori hanno in mano per affrontare questa imprevedibile estremizzazione climatica? “Una buona gestione agronomica e un’approfondita conoscenza del proprio terreno e delle proprie piante per proteggere la vigna” secondo Viola Gorelli de Le Potazzine, in “un rapporto sempre più stretto tra cantina e campagna, coadiuvato dalle conoscenze scientifiche e dai nuovi strumenti di selezione disponibili oggi”, ha aggiunto Francesco Ripaccioli di Canalicchio di Sopra, mentre Giacomo Bartolommei di Caprili ripone la sua fiducia nella ricerca, perché “il problema più urgente oggi è la siccità. Servono portainnesti e cloni che abbiano meno fabbisogno idrico e la cisgenetica può essere una soluzione: una soluzione che non snatura il vitigno perché va ad intervenire solamente su quei singoli caratteri genetici che rendono le piante resistenti alla mancanza di acqua o di malattie, come la peronospora e l’oidio”.

Una Denominazione di prestigio come quella del Brunello deve però essersi posta il problema di come affrontare congiuntamente un cambiamento di tale portata. Se lo domanda Robert Camuto: “cosa sta facendo il Consorzio del Brunello? È possibile che prenda in considerazione la modifica di un disciplinare che è stato redatto in periodi più freschi di quello attuale?”. “Il Consorzio siamo noi 260 produttori insieme – risponde Ripaccioli – e tutti noi facciamo la differenza nelle decisioni che prendiamo singolarmente. Già il disciplinare ha tolto qualche anno fa il limite di altitudine che era previsto in precedenza, ma oggi è sulla qualità che bisogna investire, rendendola il più sostenibile possibile”. Nessuno tra i giovani produttori auspica cambiamenti stravolgenti nel prossimo futuro, ma sono tutti d’accordo nel voler crescere sul fattore umano e sullo sviluppo di una comunità più coesa, restando ben ancorati al lavoro fatto dai nonni, la generazione con cui non c’è mai stata una rottura, bensì una continuità d’intenti fondata sull’idea che puntare sul territorio è l’unico modo per fare vini non riproducibili altrove. Che è stata, ed è, la fortuna del Brunello.

Il fatto che non ci sia stata rottura nel cambio generazionale produttivo enoico è uno degli aspetti che rende armonico il “sistema Montalcino”. La stessa armonia con cui si sta gestendo anche il flusso di investimenti stranieri che sta investendo il territorio. “Qui c’è un equilibrio che non snatura il territorio: il lavoro umano, la sapienza, il clima, la natura stessa, ci sono condizioni uniche al mondo – ha commentato Masi – che rendono ancora più preziosa una ricchezza esagerata che l’Italia possiede. È naturale che Montalcino attragga investitori ed è certamente un fattore positivo in generale. In questo caso, nonostante la nota litigiosità delle persone di questo Paese, la comunità è riuscita anche a mantenere intatto il suo equilibrio. E questo alla lunga premia, perché chi sceglie questo territorio lo fa rispettandolo e diffondendo nel mondo questa armonia di cui gode. E questo a sua volta aiuta a far conoscere l’Italia e farla primeggiare”.

Armonia del territorio, consapevolezza tra le giovani generazioni e un prodotto di qualità, sono, secondo gli interlocutori, tre fattori che sono un buon punto di partenza rispetto agli scenari climatici catastrofici che molti esperti stanno delineando. “Ma la terra ha meccanismi di reazione ai cambiamenti che non conosciamo – ha concluso Sottocorona – e che ci fanno ben sperare. Se iniziamo ad inquinare tutti di meno, usando meno la macchina o facendo la raccolta differenziata, ad esempio, contribuiamo tutti alla causa. Sembrano gocce nel mare, ma il mare è fatto di gocce: se gli leviamo tutte le gocce, il mare non c’è più”.

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Un Brunello 2017 da 4 stelle, cronaca di un sabato da rockstar

Un Brunello a quattro stelle, un vino con un’Anteprima da rockstar. Ma soprattutto è stata una giornata piena di emozioni quella che si è consumata stamattina al Teatro degli Astrusi di Montalcino dove la stella di Sting ha brillato e scaldato il cuore della platea grazie a una “Messagge in a Bottle” mozzafiato. Prima di lui ci ha pensato Trudie Styler ad animare la scena omaggiando la città del Brunello, visibilmente contenta di essere stata invitata con il marito in una delle patrie internazionali del vino.

“Ringrazio il Presidente del Consorzio e il Sindaco oltre a tutti coloro che hanno reso possibile questo momento – ha detto Trudie – siamo incantati di essere qui a Montalcino insieme ai più importanti produttori del mondo”. Dopo la meritata standing ovation, a conclusione di uno dei suoi brani più celebri, ha preso la parola Sting. “Grazie, sono contento di essere qui a Montalcino per la prima volta in questo teatro. Io di solito canto e non parlo ma vorrei dire quanto è bello per noi essere qui”.

Emozionante anche il momento della presentazione della formella celebrativa, con l’assegnazione delle quattro stelle per la vendemmia 2017. Gli esperti che l’hanno valutata concordano nel sostenere di quanto, quest’anno più che mai, sia stato fondamentale il lavoro dei viticultori e degli enologi, tanto in vigna quanto in cantina. In base alla loro esperienza, vignaioli ed enologi hanno lavorato prima sulla pianta, per proteggerla dallo stress idrico, termico e solare, poi sulle uve per interpretarle e conferire al prodotto la propria identità. Gli esperti concordano nel prevedere un’annata di vini potenti e destinati a un lungo e lunghissimo invecchiamento. L’idea di Sting è stata comunicata con una chitarra stilizzata, quasi eterea, molto simile a quella con cui si è presentato sul palco, tracciata su uno sfondo naturale di tramonto in Toscana, a testimonianza del legame profondo tra questa terra, la sua luce e la musica. I colori sono chiari e brillanti: la formella è piaciuta ed è subito diventata l’obiettivo numero uno dei fotografi e dei fans di colui che è stato il leader dei Police. Nella conferenza stampa c’è stato lo scambio di doni tra Sting e il Presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino Patrizio Cencioni. Il Sangiovese 100% della Tenuta “Il Palagio” (di proprietà di Sting) con il Brunello di Montalcino. E poi via, a infiggere la piastrella nel muro del Palazzo Comunale con una pioggerellina quasi inglese e tanta gente ad applaudire la rockstar.

“Ci rende sempre molto orgogliosi quando grandi personaggi di fama internazionale accettano il nostro invito a cimentarsi in un’esperienza così diversa dall’ambito a cui sono abituati – ha commentato il Presidente del Consorzio Patrizio Cencioni. Fino a questo momento il mondo della musica era per noi inesplorato e siamo fieri di averlo scoperto attraverso l’arte, la sensibilità e l’amore per la nostra terra di due persone straordinarie come Sting e Trudie”. Una giornata di amore, di musica, di bellezza e di storia. Con il Brunello di Montalcino ancora una volta protagonista.

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La Cena di Gala ha chiuso la prima giornata di Benvenuto Brunello

“Abbiamo avuto praticamente il tutto esaurito con circa 250 giornalisti provenienti da tutto il mondo. Siamo contenti per come sono andate le degustazioni, abbiamo incrementato i numeri rispetto alle annate precedenti e questo è molto positivo”. Patrizio Cencioni, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, ha tracciato il bilancio della prima giornata di Benvenuto Brunello durante la Cena di Gala di ieri sera, nell’affascinante cornice di Sant’Agostino, dove il Consorzio e i suoi produttori hanno dato il loro “benvenuto” a critici, giornalisti e addetti ai lavori arrivati a Montalcino per l’edizione n. 26 dell’anteprima delle nuove annate del Brunello. Da registrare tantissimi commenti positivi, sia sulla qualità del menù sia sulla capacità di servire così tante persone con celerità. In molti sono rimasti colpiti dai gusti particolari, dalla ricerca di novità rimanendo però nella tradizione della cucina locale, e hanno voluto fare i complimenti allo chef. “Mi fa molto piacere – ha risposto Roberto Rossi (ristorante Il Silene) – e vorrei racchiudere il mio pensiero in tre concetti: “onorato”, “orgoglioso” e “sono un po’ stanco”! Però sono contentissimo, le persone erano tantissime ma l’organizzazione è stata importante. Sento che c’è positività, voglia di fare, di divertirsi. Gli stessi invitati erano vogliosi di capire, di degustare i vini e di assaggiare i prodotti di un territorio fantastico, che offre zafferano, tartufo, formaggio… alimenti che si sposano tutti con il Brunello”.

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Benvenuto Brunello, le prime impressioni dei giornalisti stranieri

Nel primo giorno di Benvenuto Brunello, dedicato alla stampa, Montalcino ha ospitato oltre 200 giornalisti provenienti da tutto il mondo (Usa, Canada, Cina, Germania, Giappone, Russia, Danimarca, Repubblica Ceca, solo per citare alcuni Stati), che hanno degustato i nuovi vini in uscita: Brunello di Montalcino 2013, Brunello di Montalcino Riserva 2012, Rosso di Montalcino 2016, Moscadello e Sant’Antimo. Le opinioni sono diversificate, ma la maggior parte è d’accordo nel definire la 2013 un’annata tradizionale, classica, elegante, interessante e più leggera e più facile da bere della 2012. Per alcuni è rischiosa, perché ci sono alti e bassi, per altri è meglio di quanto ci si aspettava, con una buona freschezza e buona acidità. Per altri ancora, è davvero difficile trovare delle similitudini con altre annate, perlomeno quelle più recenti. Per farlo bisogna andare parecchio indietro nel tempo.

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Anteprima Brunello di Montalcino, la parola alla stampa italiana

Chiostri del Museo di Montalcino gremiti dalla stampa nazionale e internazionale per la giornata inaugurale di Benvenuto Brunello 2018. L’attesa tra gli addetti ai lavori, ovviamente, era alta per il primo incontro con il Brunello di Montalcino 2013, la Riserva 2012, il Rosso di Montalcino 2016, Moscadello e Sant’Antimo. Come è andata? Giudizi in larga parte decisamente positivi, per un’annata, parliamo del Brunello 2013, che ha incuriosito molti e che lascia ben sperare per il futuro. Pareri, comunque, che hanno avuto sfumature diverse come è logico che sia in situazioni simili. La degustazione si è tenuta in un clima disteso, con giornalisti in arrivo da tutto il mondo che si sono seduti e “mischiati” ai tavoli insieme alla stampa del Belpaese. Tablet e portatili accesi, commenti in tempo reale, taccuini pieni di appunti. Uno spazio “vivo” oltre che un bel colpo d’occhio complessivo per questo inizio di evento che ha lasciato una buona impressione sui presenti. E i commenti sui social network, con l’hashtag #BenvenutoBrunello2018 subito salito tra i trends del giorno, hanno confermato l’attenzione che il mondo enoico, e non solo, stanno rivolgendo all’Anteprima che animerà Montalcino fino a lunedì prossimo.

Guarda il video con i primi giudizi della stampa specializzata italiana:

Il ruolo di apripista del Brunello di Montalcino sul web

Questa mattina il giornalista del Corriere della Sera e curatore del blog divini.corriere.it Luciano Ferraro ha dialogato con i protagonisti della rete sull’incidenza dell’e-commerce sul mercato mondiale del vino (clicca qui per rivedere la versione integrale dell’incontro). Il dibattito si è svolto al Teatro degli Astrusi all’interno di Benvenuto Brunello 2018, l’anteprima del Brunello di Montalcino che si è aperta oggi e si chiuderà lunedì 19 febbraio. “Il Brunello di Montalcino ha una porzione importante dei volumi fatti su Tannico – spiega Marco Magnavacallo, amministratore delegato di Tannico -. Nella fascia dei vini ultra-premium è la denominazione più venduta, ancor più del Barolo e dell’Amarone. Quello che beve il Brunello è un cliente particolare, che spende due volte tanto la media degli altri clienti e per ogni euro speso in Brunello ne spende un altro in champagne”. “Dal 2016/17 il Brunello è in grande crescita – sottolinea Andrea Nardi Dei, fondatore di Vino75 – e il suo ruolo è fare da apripista, per comunicare l’eccellenza della produzione vitivinicola italiana e dimostrare che anche l’Italia può competere con i grandi vini francesi”. “I cinesi non hanno ancora le competenze per riconoscere le diverse aziende. Comprano quindi o per prezzo o per marca – commenta Manfredi Minutelli, responsabile food & wine di Alibaba – e il Brunello è percepito come marca. Una marca posizionata nel settore premium che rappresenta il top della produzione vitivinicola italiana, e per questo è molto ricercato”. Domani, sabato 17 febbraio, sarà la volta del dibattito, guidato sempre da Ferraro, con il meteorologo Paolo Sottocorona, l’esperto Robert Camuto dell’autorevole rivista Wine Spectator e alcuni giovani produttori montalcinesi su prospettive e proposte sulle nuove modalità di viticoltura alla luce dei cambiamenti climatici in atto. Guarda il video:

Benvenuto Brunello, sabato si parlerà di clima e nuove generazioni

Domani, giorno di apertura di Benvenuto Brunello, sarà anche la volta della prima tavola rotonda in programma al Teatro degli Astrusi alle ore 11. Il tema, come abbiamo approfondito nei giorni scorsi, è “Il Brunello nel mondo, dalle cantine al Web. Incontro con i protagonisti della Rete”. Sabato 17 febbraio, alla stessa ora e nella medesima location, sarà invece la volta del dibattito “Il futuro del vino e del clima, visto dalle nuove generazioni”, guidato dall’esperto Robert Camuto dell’autorevole rivista Wine Spectator e ad alcuni giovani produttori montalcinesi con la partecipazione al dibattito anche del meteorologo de La 7 Paolo Sottocorona. Condurrà, come nella giornata precedente, il giornalista del Corriere della Sera Luciano Ferraro. “Sarà un convegno interessante – spiega lo stesso Ferraro – che vuole guardare al futuro. Le nuove generazioni sono diverse dai padri, hanno viaggiato di più e possiedono competenze linguistiche diverse. E poi c’è il fattore clima che è di stretta attualità”. Si discuterà, dunque, su cosa bisogna fare per vendere meglio nel mondo, valutando le prospettive e le proposte sulle nuove modalità di viticoltura alla luce dei cambiamenti climatici in atto.

Seminari di Benvenuto Brunello, lo chef Roberto Rossi illustra i piatti abbinati ai vini

“È un esperimento introdotto per vivacizzare ancora di più la manifestazione, concentrato su tutte le denominazioni, dal Brunello al Rosso fino al Moscadello, e le eccellenze del territorio come la new entry, il tartufo”. Così Patrizio Cencioni, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, ha spiegato la novità dell’edizione 2018 di Benvenuto Brunello, i quattro seminari di approfondimento (due domenica 18 e due lunedì 19 febbraio) condotti dal sommelier Luca Martini. Quattro incontri dove i vini saranno abbinati a piccoli piatti realizzati con ingredienti del territorio dallo chef Roberto Rossi (ristorante Il Silene), che curerà anche la Cena di Gala del venerdì sera. Si comincia domenica 18 febbraio, alle ore 11, con l’incontro emozionante tra Brunello e tartufo. In abbinamento battuta cruda al coltello con tartufo di San Giovanni d’Asso, tortelli al pecorino stagionato e tartufo di San Giovanni d’Asso. “Brunello e tartufo non è un abbinamento che viene naturale – spiega Rossi – ma se il tartufo viene cucinato e lavorato bene, può dare grandi soddisfazioni al palato. Ho creato questo piatto per andare sul sicuro e per dimostrare come il Sangiovese possa andar bene anche con la carne cruda. Non c’è nessuna intenzione di fare un confronto con la cucina piemontese. Il dualismo Piemonte-Toscana viene facile, ma ognuno ha le proprie caratteristiche. Vantano entrambi prodotti di altissima qualità”. Lo stesso giorno, alle ore 14.30, spazio al divino e leggiadro Moscadello, il più antico dei moderni.  “Il menù – continua lo chef – offre pathé al fegatino di faraona e insalatina di verdure e germogli, che si sposa perfettamente con un moscatello fermo. Preparerò poi un panettone a lunga lievitazione (54 ore), alle albicocche, che rimandano a uno dei profumi primari del Moscadello. Il panettone è senza chimica, col lievito madre, ha pochi ingredienti tra i quali spicca il burro, che è grasso. Ho voluto abbinarlo alle bollicine per pulire il palato”. Lunedi 19 febbraio, alle ore 11, il terzo seminario dedicato a vino che non teme il tempo, il Rosso di Montalcino. In abbinamento due piatti toscanissimi, la pappa al pomodoro (con germogli di barbabietola fresca e basilico) e raviolini di piccione all’olio nuovo di Montalcino. “Il Rosso è un vino fresco, meno impegnativo – sottolinea Rossi – ho voluto dargli la stessa importanza del Brunello. Anche perché non si può bere tutti i giorni il Brunello!”. Sempre lunedì l’ultimo seminario, alle ore 14.30, dove il Rosso si confronterà direttamente con il Brunello, in una degustazione alla cieca. “Qui si va su qualcosa di più osè – conclude Roberto Rossi – e ho preparato due piatti: uno spiedino di carne e verdura e una vellutata di zucca con uovo in camicia e tartufo, così si ritorna al concetto di tartufo e vino. La vellutata pulisce il palato e, come la patata, si può abbinare a tutto senza che crei imbarazzo. L’uovo invece si sposa perfettamente col vino”. Si ricorda che possono accedere ai seminari solo le persone munite già del biglietto di Benvenuto Brunello (ticket disponibili al seguente link). Per prenotare i seminari o ricevere ulteriori informazioni, invia una email a info@consorziobrunellodimontalcino.it o chiama il 0577 848246.