Istituto Agrario: nuova scuola per Montalcino

Formare, direttamente a Montalcino, una figura professionale capace di operare, a vari livelli, nelle aziende agricole e nelle cantine del territorio e non solo? Quello che per decenni è stato un “sogno” di tanti, nella culla del Brunello, oggi diventa realtà. L’Istituto Superiore Tecnico Agrario “Bettino Ricasoli” di Siena, infatti, attiverà proprio a Montalcino, a partire dall’anno scolastico 2017-2018, con la prima classe, un indirizzo di formazione tecnica e professionale in campo agrario. La nascita del nuovo percorso di studi rappresenta la risposta alla richiesta dell’Amministrazione Comunale, portavoce, a sua volta del bisogno espresso dal Consorzio del Brunello nonché delle associazioni di categoria del settore, di formazione di una figura professionale che possa poi trovare lavoro su un territorio, quello di Montalcino, che basa gran parte della propria economia sul settore vitivinicolo. Gli enti territoriali si sono già espressi favorevolmente e adesso manca solo il nulla osta della Regione che arriverà giusto in tempo per permettere agli alunni di completare le iscrizioni on line al nuovo indirizzo che prenderà il via nel plesso che ospita il Liceo Linguistico “Lambruschini”. “Poiché l’intenzione – fanno sapere dalle stanze comunali alla MontalcinoNews – è quella del mantenimento del Liceo Linguistico, per poter valutare la risposta dell’utenza alla nuova proposta formativa del territorio, la richiesta di deroga si riferisce, nello specifico, alla possibilità di attivare una sola classe prima del nuovo indirizzo di studi. I due istituti potranno convivere senza nessun tipo di problema ed il nuovo indirizzo andrà ad ampliare l’offerta formativa in grado di soddisfare le loro necessità scolastiche e di formazione senza dover, obbligatoriamente, andare a studiare fuori sede. Ci fa piacere che ci sia volontà da parte degli enti locali di voler investire sul nostro territorio e che, il progetto sul quale stiamo lavorando da diversi anni sia stato accettato nella sua interezza”.

“Top 100 di Wine Spectator 2016”, sono 2 i Brunello di Montalcino in classifica

Dopo gli ottimi voti di James Suckling sull’annata 2011, che vedeva molte eccellenze tra i vini di Montalcino, è uscita oggi la lista dei “Top 100 di Wine Spectator 2016”, che, a differenza del critico, non premia le colline del Brunello. Sono solo 2 infatti i vini di Montalcino degni di entrare nella classifica di uno dei siti leader del settore enoico. Alla posizione n.23, con ben 93 punti, troviamo il Brunello 2011 di Mocali, mentre alla posizione n.49 c’è il Brunello Riserva 2010 di Renieri, con 96 punti. Non proprio un bel bottino, considerato il fatto che solo nel 2015, la classifica vedeva ben 5 Brunello nella “Top 100 lists 2015” del magazine americano. Una classifica che non ha premiato molto i vini italiani (solo 13 in tutta la lista) e che ha privilegiato cantine Oltreoceano, mettendo al primo posto il Cabernet Sauvignon di Lewis, produttore della Napa Valley.

Brunello protagonista di “Opera Wine” 2017

È il Corriere della Sera, in un articolo di Luciano Ferraro, a svelare in anteprima le cantine selezionate da Wine Spectator per “OperaWine: Finest Italian Wines, 100 Great Producers”, la lista che segue i terroir d’Italia, “Anteprima” di Vinitaly ogni anno. Ed il Brunello di Montalcino, come ogni anno, sarà uno dei protagonisti del gran galà che si terrà al Palazzo della Gran Guardia l’8 aprile 2017, la notte prima dell’inizio ufficiale del Vinitaly. L’elenco sarà comunicato ufficialmente al Wine2Wine nei prossimi giorni.
Il “re” del Sangiovese, eccellenza del made in Italy enoico e vino che gli americani amano, torna protagonista, con 10 etichette su 104, all’“evento degli eventi”. Molte le conferme per il Brunello di Montalcino che, tra le 10 etichette che animeranno l’edizione 2017, annovera alcune novità: CastelGiocondo di Frescobaldi e San Felice con Campogiovanni. Torna, dopo il suo debutto nel 2016, anche Castello Banfi, mentre, sempre presenti le etichette di Brunello by Altesino, Biondi Santi, Casanova di Neri, Mastrojanni, Il Poggione, Siro Pacenti e Valdicava a cui fanno eco importanti brand dell’Italia enoica con interessi a Montalcino come Allegrini, che in terra di Brunello produce con la cantina San Polo, Gaja con Pieve Santa Restituta, Marchesi Antinori con la cantina Pian delle Vigne e Tommasi con Casisano.
Un bel traguardo per Montalcino che consolida il suo ruolo e l’importanza del lavoro che, negli anni, ha svolto e continuerà a svolgere nella produzione di Brunello, il suo prodotto principe e della sua promozione nel mondo.

Uniti si vince con BuyWine 2017

I vini toscani presentano le loro novità al mondo, in uno degli eventi di settore più seguiti dagli operatori internazionali, BuyWine, venerdì 10 e sabato 11 febbraio 2017 alla Fortezza da Basso. Dopo sei edizioni, il workshop di Regione Toscana, organizzato in collaborazione con PromoFirenze, azienda speciale della Camera di Commercio di Firenze, si consolida ormai come la più importante iniziativa commerciale per il settore vitivinicolo in Toscana, frequentata da importatori di tutto il mondo.
L’edizione 2017 di BuyWine aprirà le sue porte a 210 aziende vitivinicole toscane e ad altrettanti buyer in arrivo da USA, Canada, Regno Unito, Cina, Messico, Germania, Corea del Sud, Benelux, Sud Est asiatico e altri Paesi, che s’incontreranno nella due giorni di febbraio in appositi B2B mirati, nell’attico del padiglione Spadolini della Fortezza da Basso. BuyWine 2017 sarà collegato all’iniziativa “Anteprime di Toscana”, dieci giorni di eventi durante i quali i Consorzi toscani di tutela del vino presenteranno e racconteranno, direttamente nei loro territori, le nuove annate a operatori e giornalisti provenienti da tutto il mondo.
“Confermiamo l’impegno della Regione nella costruzione di un sistema integrato di promozione del wine e del food toscano; una rete in cui tutti gli operatori, produttori singoli e associati, Consorzi di tutela, territori, parlano al mondo con un’unica voce”, ha detto Marco Remaschi, assessore all’agricoltura della Regione Toscana. “Un format rinnovato per il 2017, in cui la filiera vitivinicola toscana, riunita in un’unica associazione, si presenterà al mondo, dal ProWein di Düsseldorf al Vinexpo di Bordeaux (per citare i principali appuntamenti), passando per il BuyWine e le Anteprime, qui in Toscana. In un mercato globale sempre più agguerrito e competitivo, la Toscana del vino affronterà le nuove sfide in modo coordinato, mettendo in rete tutte le iniziative dei singoli operatori, sia in ambito locale che internazionale”.
“Un evento che vede la collaborazione fra il sistema camerale e la Regione Toscana, con l’obiettivo comune di rafforzare l’immagine della Toscana in Italia e nel mondo, espressione unica di eccellenza e garanzia di origine”, ha aggiunto Claudio Bianchi, presidente di PromoFirenze e vicepresidente della Camera di Commercio di Firenze.
Le imprese vitivinicole interessate a partecipare possono iscriversi entro lunedì 5 dicembre 2016, attraverso il link http://adesioni.businessintuscany.com. Per le aziende ammesse sono previste attività formative di accompagnamento: approfondimenti su alcuni mercati target, utilizzo della piattaforma digitale di matching, oltre a specifici aggiornamenti sulle tecniche di promozione sul web.

I grandi vini nelle vie e palazzi storici della città del Palio: torna “Wine&Siena”

Presentato in anteprima al “Merano WineFestival” da Helmuth Köcher e Andrea Vanni, insieme a Elena Lapadula di Confcommercio Siena, che lo ha ideato con la collaborazione di Gourmet’s International – il sistema di selezione e valorizzazione di eccellenze che sta dietro ad eventi quali il Merano WineFestival – e con Comune di Siena e Camera di Commercio di Siena e il fondamentale coinvolgimento di Banca Monte dei Paschi di Siena e Grand Hotel Continental-Starhotels, dopo le Feste, il 21 e 22 gennaio 2017 torna “Wine&Siena”, con l’obbiettivo di valorizzare il territorio e le sue eccellenze attraverso l’attivazione di sinergie tra attori locali, con un percorso di degustazioni enogastronomiche ma anche culturale che si snoda attraverso il centro storico di Siena. Oltre a Rocca e Piazza Salimbeni (storica sede del Monte dei Paschi di Siena) e al Grand Hotel Continental – Starhotels Collezione, già location della prima edizione, il percorso sarà più ricco e articolato e coinvolgerà le vie e altri palazzi storici, con un percorso artistico per Banchi di Sopra e Banchi di Sotto, per raggiungere Palazzo Sansedoni – Fondazione Monte dei Paschi di Siena, in cui si terranno le degustazioni guidate, o il Rettorato dell’Università di Siena, in cui si terranno le degustazioni di prodotti food, e il Palazzo Comunale di Siena – Palazzo Pubblico, in particolare modo la Sala del Mappamondo, la Sala del Rinascimento e la Sala del Concistoro, nella maggior parte dei casi eccezionalmente aperti al pubblico. Helmuth Köcher, padre del “Merano WineFestival” e organizzatore dell’evento, si dice “convinto della formula di promozione e valorizzazione dell’alta qualità di vini in quel di Siena, città che si trova nel territorio vitivinicolo più quotato d’Italia”. Oltre 100 produttori di vino e artigiani del gusto, ma anche la rappresentanza del territorio attraverso la presenza dei Consorzi di tutela: questi i numeri che vuole raggiungere la seconda edizione di “Wine&Siena” (nel 2016, protagonisti furono 80 produttori da Montalcino, Chianti e Montepulciano, i Consorzi della Vernaccia di San Gimignano e Chianti Classico), alla quale hanno già aderito il Consorzio Chianti Classico, il Consorzio Chianti Colli Senesi e il Consorzio Vino Orcia, accanto a Rcr Cristalleria Italiana, di Colle Val d’Elsa (le adesioni per le aziende sono ancora aperte e vengono raccolte da Gourmet’s International; info@gourmetsi.com). Tra i prodotti in degustazione, anche vini e specialità premiate con i Merano Award – Wine e Culinaria, riconoscimenti assegnati ogni anno ai migliori prodotti enogastronomici degustati dalle commissioni The Wine Hunter. Ad aprire l’evento, sarà la Small Plates Gala, il 20 gennaio, al Rettorato dell’Università, una cena con menu degustazione composto dai piatti dei più rinomati ristoranti di Siena.

Il Brunello 2012 by James Suckling

Il Brunello 2012? una “Rockstar”. Così almeno James Suckling, il critico più seguito dell’enologia mondiale, commenta le prime 100 bottiglie di Brunello dell’annata che uscirà solo il prossimo anno (altre 100 le degusterà a gennaio). “Sono rimasto piacevolmente colpito dalla qualità: è un’annata che si avvicina molto alla “leggendaria” del 2010 e a quella altrettanto speciale del 2004 – dice Suckling – I frutti sono vibranti, gli aromi intensi, l’acidità è vivace e i tannini sono ultrafini. A dimostrazione della qualità, ho premiato ben 26 bottiglie con 95 e più punti. Nonostante l’annata particolarmente calda, come il 2011 – continua – i produttori hanno meglio compreso come gestire le uve, e non ci sono, nei vini, frutte “troppo cotte” e le caratteristiche troppo alcoliche che hanno afflitto molti Brunello 2011”. Al primo posto Suckling mette, con 98 punti, il Brunello di Livio Sassetti, seguito a 97 da Ciacci Piccolomini D’Aragona con il “Pianrosso” e Altesino con “Montosoli”. Con 96 punti troviamo Casanuova Delle Cerbaie, Valdicava, La Magia, Giodo, La Rasina, Argiano, Castiglion Del Bosco e Casanova di Neri con “Tenuta Nuova”. Focus – I punteggi 98. Livio Sassetti Brunello di Montalcino 2012 97. Ciacci Piccolomini D’Aragona Brunello di Montalcino Pianrosso 2012 97. Altesino Brunello di Montalcino Montosoli 2012 96. Casanuova Delle Cerbaie Brunello di Montalcino 2012 96. Valdicava Brunello di Montalcino 2012 96. La Magia Brunello di Montalcino 2012 96. Giodo Brunello di Montalcino 2012 96. La Rasina Brunello di Montalcino 2012 96. Argiano Brunello di Montalcino 2012 96. Castiglion Del Bosco Brunello di Montalcino 2012 96. Casanova di Neri Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2012 95. Siro Pacenti Brunello di Montalcino Pelagrilli 2012 95. San Polino Brunello di Montalcino Helichrysum 2012 95. Renieri Brunello di Montalcino 2012 95. Cortonesi Brunello di Montalcino Poggiarelli 2012 95. Banfi Brunello di Montalcino Poggio Alle Mura 2012 95. Biondi-Santi Brunello di Montalcino 2012 95. Uccelliera Brunello di Montalcino 2012 95. Livio Sassetti Brunello di Montalcino Pertimali 2012 95. Le Ragnaie Brunello di Montalcino V.V. 2012 95. Eredi Fuligni Brunello di Montalcino 2012 95. Canalicchio di Sopra Brunello di Montalcino 2012 95. Le Ragnaie Brunello di Montalcino Fornace 2012 95. Poggio Antico Brunello di Montalcino 2012 95. Talenti Brunello di Montalcino 2012 95. Siro Pacenti Brunello di Montalcino Vecchie Vigne 2012 94. Caprili Brunello di Montalcino 2012 94. Il Bosco di Grazia Brunello di Montalcino 2012 94. Marchesi Antinori Brunello di Montalcino Pian Delle Vigne 2012 94. Antonio Sasa Brunello di Montalcino Martina 2012 94. Col di Lamo Brunello di Montalcino 2012 94. Luce Della Vite Brunello di Montalcino 2012 94. Mastrojanni Brunello di Montalcino 2012 94. Castello Romitorio Brunello di Montalcino 2012 94. Villa I Cipressi Brunello di Montalcino Zebras 2012 94. Mastrojanni Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2012 94. Poggio Nardone Brunello di Montalcino 2012 94. Le Ragnaie Brunello di Montalcino 2012 94. Poggio Antico Brunello di Montalcino Altero 2012 94. Fanti Brunello di Montalcino 2012 94. La Lecciaia Brunello di Montalcino Vigna Manapetra 2012 94. Mocali Brunello di Montalcino Vigna Delle Raunate 2012 94. Caparzo Brunello di Montalcino Vigna La Casa 2012 94. San Filippo Brunello di Montalcino Le Lucere 2012 94. Pietranera Brunello di Montalcino 2012 94. Vitanza Brunello di Montalcino Tradizione 2012 94. Andretta Brunello di Montalcino 2012 93. Il Valentiano Brunello di Montalcino Campo di Marzo 2012 93. San Filippo Brunello di Montalcino 2012 93. Le Chiuse Brunello di Montalcino 2012 93. Gianni Brunelli Brunello di Montalcino 2012 93. Tenuta Buon Tempo Brunello di Montalcino 2012 93. Silvio Nardi Brunello di Montalcino 2012 93. Tenuta Buon Tempo Brunello di Montalcino 2012 93. La Magia Brunello di Montalcino Ciliegio 2012 93. Banfi Brunello di Montalcino 2012 93. La Fortuna Brunello di Montalcino 2012 93. Poggiarellino Brunello di Montalcino 2012 93. Collina Dei Lecci Brunello di Montalcino 2012 93. Frescobaldi Brunello di Montalcino Castelgiocondo 2012 93. Camigliano Brunello di Montalcino Paesaggio Inatteso 2012 93. Il Poggione Brunello di Montalcino 2012 93. Col D’orcia Brunello di Montalcino 2012 93. Il Paradiso di Frassina Brunello di Montalcino Moz Art Wine 2012 93. Citille di Sopra Brunello di Montalcino 2012 93. La Palazzetta Brunello di Montalcino 2012 93. Mocali Brunello di Montalcino 2012 93. La Serena Brunello di Montalcino 2012 93. Campogiovanni Brunello di Montalcino 2012 93. Altesino Brunello di Montalcino 2012 93. Tassi Brunello di Montalcino Franci 2012 93. Tassi Brunello di Montalcino 2012 93. Bellaria Brunello di Montalcino Assunto 2012 93. Colombaio Brunello di Montalcino 2012 93. Cava D’onice Brunello di Montalcino 2012 92. Casanova di Neri Brunello di Montalcino 2012 92. La Togata Brunello di Montalcino 2012 92. Baccinetti Brunello di Montalcino Saporoia 2012 92. Poggiotondo Brunello di Montalcino 2012 92. Tenuta Friggiali Brunello di Montalcino 2012 92. Antonio Sasa Brunello di Montalcino 2012 92. Terralsole Brunello di Montalcino 2012 92. Tenuta di Sesta Brunello di Montalcino 2012 92. Fornacina Brunello di Montalcino 2012 92. Camigliano Brunello di Montalcino 2012 92. Villa I Cipressi Brunello di Montalcino 2012 92. Castello Romitorio Brunello di Montalcino Filo di Seta 2012 92. La Lecciaia Brunello di Montalcino 2012 92. Palazzo Brunello di Montalcino 2012 92. Fanti Brunello di Montalcino Vallocchio 2012 92. Scopone Brunello di Montalcino 2012 92. Scopone Brunello di Montalcino L’olivare 2012 91. Cortonesi Brunello di Montalcino La Mannella 2012 91. San Carlo Brunello di Montalcino 2012 91. Voliero Brunello di Montalcino 2012 91. Caparzo Brunello di Montalcino 2012 91. Gorelli Brunello di Montalcino Le Potazzine 2012 89. Citille di Sopra Brunello di Montalcino Vigna Poggio Ronconi 2012 89. Bellaria Brunello di Montalcino 2012 88. Ferrero Brunello di Montalcino 2012

Giornalisti norvegesi in visita al Consorzio del Brunello

L’attività del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino di promozione e divulgazione delle Denominazione del territorio non si ferma mai. Oggi è la volta di quattro giornalisti norvegesi che stanno arrivando nella culla del Brunello per visitare le cantine della zona del Re del Sangiovese. Nel tour a Montalcino, i giornalisti, avranno l’opportunità di visitare e degustare le etichette delle cantine Col d’Orcia, Banfi, Barbi, Baricci, Camigliano, Capanna, Caparzo, Casisano Tommasi Family Estate, CastelGiocondo, Castello di Romitorio, Cupano, Fuligni, Greppone Mazzi, San Polino, San Polo e Val di Suga.

Insediato il cda della Fondazione Brunello di Montalcino

Inizia la fase di progettazione e programmazione che porterà l’assetto definitivo della nuova realtà. Obiettivo principale l’ampliamento della rappresentatività dei soggetti produttivi di Montalcino. La gestione sarà autonoma rispetto al Consorzio e verrà sostenuta grazie a contributi volontari.
Procede secondo programma il progetto della “Fondazione Territoriale Brunello di Montalcino”. Con l’insediamento del nuovo cda infatti è iniziata la fase di programmazione che in pochi mesi dovrebbe portare alla definizione degli strumenti e degli interventi che renderanno operativa sul territorio la nuova realtà.
Come sottolinea il Presidente Fabrizio Bindocci “al momento la Fondazione è un laboratorio in cui si pongono le basi per gli impegni futuri. Attualmente il nostro mandato principale, oltre ovviamente il portare avanti le pratiche per i vari riconoscimenti giuridici, è quello di cercare le modalità per una vera e profonda condivisione degli scopi della Fondazione e consentire a tutti i soggetti del territorio di contribuire alla crescita del sistema montalcinese. Noi infatti crediamo nel ruolo del Consorzio come forza economica che deve essere parte attiva dello sviluppo del territorio, territorio che nel suo complesso è uno dei grandi elementi che danno valore al Brunello di Montalcino e lo rendono unico, così come il Brunello continua a rendere importante Montalcino nel mondo”.
Sul modello di quelle bancarie, la Fondazione, la cui creazione è stata approvata la scorsa primavera dall’Assemble del Consorzio del Brunello, è nata per sostenere finanziariamente progetti di sviluppo del territorio su diversi fronti: dal turismo al recupero e restauro di beni artistici e culturali ma anche nel campo del sociale e dell’integrazione. Il Cda insediatosi in questi giorni è composto da Fabrizio Bindocci (Presidente), Remo Grassi (vice presidente), Silvio Franceschelli (Sindaco di Montalcino), Andrea Cortonesi, Patrizio Cencioni (Presidente del Consorzio del Brunello), Manuele Bartolommei, Andrea Machetti e, in qualità Responsabile Comitato Tecnico Scientifico, Bernardo Losappio.
Il vero punto di forza della Fondazione è che, pur essendo espressione del Consorzio, avrà una gestione autonoma e soprattutto sarà aperta partecipazioni e contributi esterni. La scelta di inserire il Sindaco di Montalcino nel board – in veste istituzionale e senza alcun ruolo politico – vuole ad esempio essere un contributo alla migliore comprensione di quali siano ambiti e progetti che necessitano di maggiore intervento.
Per quanto riguarda le risorse da destinare al territorio, una base importante dovrebbe venire dail contributi volontari dei produttori, quantificabili in 1-2 centesimi a bottiglia, o meglio a “fascetta”, che, secondo le prime stime, consentirebbe di ottenere un budget iniziale di 150-200.000 euro all’anno. I contributi non saranno distribuiti a pioggia ma, di anno in anno, puntando su progetti e idee concrete e ben delineate. Obiettivo è sostenere la crescita del sistema economico e sociale di Montalcino.
econdo il Presidente Fabrizio Bindocci “questa iniziative evidenzia il nuovo ruolo dei consorzi che da ente di tutela stanno diventando attori insostituibili della crescita e promozione dei territori. Un’esperienza, quella di una Fondazione di un Consorzio del Vino, già sperimentata in passato (dal Consorzio del Chianti Classico che, nel 1991, ha lanciato una sua Fondazione, per la tutela del territorio e valorizzazione dei suoi beni artistici, culturali e ambientali). Ma – prosegue Bindocci – che con alcune peculiarità, e con il valore del brand del Brunello di Montalcino, tra i più forti a livello mondiale, potrebbe aprire una strada virtuosa che altre importanti denominazioni del vino italiano che, in qualche modo, diventano “banche” per i loro territori. E’ un modello innovativo perché il valore aggiunto creato da Brunello rimane sul territorio e lo fa crescere.”

Brunello e Ais a Caserta e Brescia per promuovere la Denominazione

Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, in collaborazione con Ais, Associazione Italiana Sommelier, ha organizzato nei giorni scorsi (22 e 25 novembre) due seminari a Caserta – all’Enoteca La Botte – con le cantine Caprili, Cerbaia, Fanti, Il Colle, Il Poggione, Le Chiuse, Le Macioche, Sassodisole e Tornesi, e a Brescia – al Park Hotel Ca Noa – con le aziende Banfi, Barbi, Bottega, Camigliano, Capanna, Castello Tricerchi, Pinino, San Lorenzo e Sancarlo.
I seminari, guidati da Massimo Castellani hanno visto la presentazione, da parte delle cantine presenti, del Brunello di Montalcino 2011 e la partecipazione di numerosi sommelier e associati Ais.
Prosegue, dunque, con successo l’iniziativa del Consorzio per la promozione della Denominazione attraverso il racconto del territorio di Montalcino, con tutte le sue caratteristiche, sfaccettature e peculiarità coniugato a quello delle realtà produttive territoriali, il loro lavoro e la loro storia.

Poggio Landi ed il progetto top level per il Brunello

E’ uno dei più importanti terroir del mondo vitivinicolo. Stiamo parlando di Montalcino, patria del Brunello, vino che rientra di diritto nel gotha della produzione enologica internazionale. Ed è qui che il gruppo internazionale Alejandro Bulgheroni Family Vineyards, già proprietario della Tenuta Dievole in Chianti Classico, di Podere Brizio e Poggio Landi in Montalcino e della Tenuta Le Colonne a Bolgheri, ha posto le basi per un progetto ambizioso che mira a coniugare una buona quantità a una qualità al top, secondo quella che è la filosofia aziendale. Con l’annessione di ulteriori vigneti, e l’acquisizione del podere e la cantina di Tenuta Vitanza (che resta nominalmente ai vecchi proprietari), parte di fatto l’avventura di Poggio Landi che potrà contare ora su 33 ettari vitati di Brunello DOCG, un dato che pone la cantina in una posizione da protagonista assoluta nella produzione del Brunello di Montalcino.
“Dopo il Chianti Classico con Dievole e Bolgheri con la Tenuta Le Colonne – spiega Enrique Almagro, Presidente per l’Italia della Corporate – il nostro gruppo intraprende un’azione fondamentale in uno dei territori più ricercati dai winelovers di tutto il mondo. E lo fa con il rispetto e la passione che da sempre caratterizzano il nostro modo di approcciare il settore del vino, con l’obiettivo dichiarato di proporre etichette che siano l’espressione più autentica delle zone di produzione. Etichette di Brunello di Poggio Landi che pensiamo di presentare già al prossimo Vinitaly”.
L’acquisizione dei nuovi vigneti di Tenuta Vitanza, oltre ai 15 ettari di Brunello, porta in dote lo splendido Podere Belvedere, la nuova cantina situata a Torrenieri e altre vigne destinate alla produzione di Rosso di Montalcino, Chianti e IGT per un totale che, entro i prossimi anni, porterà Poggio Landi a sfiorare i 74 ettari vitati.
“Sono numeri rilevanti – sottolinea Stefano Capurso, da poche settimane Direttore Corporate della Dievole SpA – che fanno di Poggio Landi un player fondamentale del Pianeta Brunello di Montalcino. Questo ci consentirà di avviare strategie mirate sia per quanto riguarda la fase squisitamente produttiva che per quella concernente l’approccio commerciale con il mercato interno e con quelli internazionali”.
Mercati che certamente attendono con curiosità le prime etichette “firmate” Poggio Landi che potranno contare su alcuni plus fondamentali: la differenza dei terreni e delle esposizioni, la biodiversità che caratterizza la varie vigne, le altitudini che vanno dai 180 ai 320 metri sul livello del mare.
Ad Alberto Antonini, consulente enologo del gruppo, che guida un team composto da Giovanni Alberio, enologo in house, e Lorenzo Bernini, agronomo, il compito di sfruttare al meglio queste straordinarie potenzialità.
“Una sfida bella e stimolante – conclude Antonini, winemaker di fama internazionale – quella di poter creare vini provenienti da vigne dislocate nelle aree più prestigiose di Montalcino. Da quelle storiche poste nella parte nord dell’areale di produzione a quelle appena acquisite. L’obiettivo, ovviamente, è uno: quello di proporre dei vini che soddisfino le aspettative dei consumatori e che mantengano inalterate le caratteristiche di un terroir unico al mondo”.