Patitucci loves Brunello. A Montalcino unica data italiana per “Children Of The Light”

Città di Brunello, di bellezza incredibile, che tutto il mondo conosce, una delle poche città italiane conosciute anche nei paesi emergenti, nei mercati nuovi, che la scelgono come luogo d’elezione e, nei giorni di “Jazz & Wine”, Montalcino è anche grande palcoscenico per la musica più raffinata e al tempo stesso “popolare”, il Jazz . Ieri sera in Fortezza di è svolto uno dei concerti più attesi: il trio  “Children Of The Light” composto dai grandi Danilo Perez al piano, John Patitucci al basso e Brian Blade alla batteria. E John Patitucci, a nome personale e della nuova formazione, che ha debuttato in uno dei templi della musica come il Blue Note Jazz Festival, ha dichiarato il suo amore per la Toscana, per Montalcino e per i suoi vini. Patitucci, il “bassista che può muoversi in qualsiasi direzione, in qualunque momento” come l’ha definito il “New York Times”, infatti, ama la buona cucina e nella sua casa di New York prepara, lui stesso, i ravioli fatti a mano. Come? Secondo l’antica ricetta che i suoi parenti, emigrati negli Stati Uniti da Calabria e Campania, gli hanno tramandato. E con i piatti tipici della tradizione italiana Patitucci non ha dubbi, abbina il Rosso e il Brunello di Montalcino.

Il nuovo Rinascimento passa per il Brunello

L’essere umano che lavora in condizioni migliori è più creativo, geniale, ha un livello di responsabilità altissimo e, Montalcino, che come il “made in Italy” di qualità, ha una grande potenzialità, partendo dalle sue eccellenze, come il Brunello, può intraprendere un nuovo Rinascimento. Ecco, dal punto di vista “filosofico”, l’abstract dell’incontro dal titolo “Brunello di Montalcino e Brunello Cucinelli. Il successo di due grandi marchi del made in Italy” che si è svolto oggi, in Fortezza, a cui hanno partecipato Fabrizio Viola, Ad di Banca Mps, Brunello Cucinelli creatore dell’azienda nata nel 1978 e approdata con successo in Borsa il 27 aprile 2012, Fabrizio Bindocci presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino e Silvio Franceschelli sindaco di Montalcino. A moderare l’incontro Tommaso Strambi, caporedattore de “La Nazione”, che in un botta e risposta con gli “interpreti” del successo di questi brand ha sottolineato come il “Brunello di Montalcino e la Brunello Cucinelli siano nati in due piccoli borghi, in Umbria e in Toscana, forse, non a caso”. Convinto dell’unicità, e dell’eccezionalità di due territori come Montalcino e Solomeo, infatti, è anche Brunello Cucinelli che ha sottolineato che “non ho dubbi, se avessi avuto l’impresa in un luogo diverso non avrebbe avuto lo stesso successo”. E sull’importanza del luogo, sulla necessità di preservare la bellezza dei territori, il “re” del cachemire è tornato anche in relazione al turismo.  “Se fra 5 o 10 anni avremmo il 50% in più di turisti i nostri borghi saranno affievoliti – ha detto Cucinelli, spiegando che – il misticismo di certi luoghi collima con i prodotti. Non bisogna per forza avere qui, a Montalcino, milioni di persone: viviamo in luoghi speciali non facciamoci abbindolare dal consumismo. Questi 20 anni ci hanno portato ad essere troppo consumisti. Noi italiani, per primi, stiamo vivendo il declino del consumismo, dobbiamo essere tutti in dieta. E questo non è un aspetto negativo, l’essenziale, l’importante, e non il superfluo, ci consentono di vivere nel bel clima del Rinascimento”. Una “dieta” necessaria, per entrare nel nuovo Rinascimento, da seguire anche nel settore turistico: “non è la quantità di persone che fa la differenza: questo è il grande tema dei prossimi tre secoli. Secondo me, infatti, il grande valore di cui andremo alla ricerca nei prossimi anni sarà il silenzio. Inconciliabile con le grandi masse”. E su turismo e mercati il presidente del Consorzio del Brunello, Fabrizio Bindocci, ha detto: “il modello Montalcino è un modello vincente ma non dobbiamo fermarci, l’apice non si deve credere, mai, di averlo raggiunto. Occorre sforzarsi per migliorarsi e i produttori di Brunello di Montalcino sono bravi a farlo”. Migliorare e crescere sono state anche le parole chiave di Viola, ad Mps, che a Montalcino ha detto: “abbiamo combattuto due anni e mezzo affinché questa banca continuasse ad esistere come ente autonomo. Traversie che non sono riconducibili, se non poco, con la gestione ordinaria della banca. Il Monte Paschi deve tornare a fare la banca e se lo farà avrà le soddisfazioni che credo meriti. Siamo nati secoli fa, tempi in cui il mondo era completamente diverso, e, oggi, queste due realtà che stasera sono al centro delle nostre attenzioni hanno visto Mps fare la banca. Mps, infatti, c’era nella fase di start u, all’inizio, in tempi non sospetti, per il Brunello di Montalcino e per Brunello Cucinelli. E c’è anche oggi con una struttura organizzativa “schiacciata”, rapida, per essere tempestiva nelle risposte, piccola per essere vicina ai clienti e grande per operare nel mondo e consentire alle aziende di operare anche sui mercati internazionali”. Infine una battuta sul futuro e sulle scelte “politiche” che ha visto il sindaco di Montalcino Franceschelli sulla stessa lunghezza d’onda di Brunello Cucinelli. Su questo aspetto, infatti, Cucinelli ha detto che l’imprenditore si deve sentire “custode” e non “proprietario”. Perché il custode  “restaura per lasciare a chi verrà. I nostri avi progettavano a 500 – 1.000 anni, oggi non lo facciamo più. E, invece, abbiamo il dovere di abbellire, lasciare una città più bella. Dobbiamo tornare a credere nello Stato, rispettare le leggi, che a volte possono piacere o meno e pensare alle future generazioni”. Una “visone” di futuro e di scelte che per Franceschelli, nella pratica amministrativa, si concretizza nel “conservare ciò che abbiamo, recuperare e valorizzazione l’esistente. Quando parlo di Montalcino sono abituato a dire – ha continuato Franceschelli – che è un territorio fortunato in cui negli anni ’60 sono state prese scelte lungimiranze e il tasso di disoccupazione è vicino allo zero. Ma qui c’è la sfida. Non siamo al punto di quiete. Dobbiamo preoccuparci di vendere il nostro prodotto in nuovi mercati e portare il nostro territorio sempre più in giro per il mondo”.

Brunello di Montalcino for “Italy’s Top 50 Most Expensive Wines”

Il Brunello di Montalcino c’è, e con uno dei suoi più “blasonati” ambasciatori. È il Brunello di Montalcino Riserva Biondi Santi Tenuta il Greppo che entra in una delle classifiche più attese e seguite dell’estate:“Italy’s Top 50 Most Expensive Wines” stilata da Wine-Searcher, il motore di ricerca più utilizzato al mondo per le quotazioni delle bottiglie (è visitato ogni giorno da oltre 1 milione di persone). Il 1 luglio, dopo la prima metà dell’anno, Wine-Searcher ha aggiornato le sue “chart” e se in quella dei vini più costosi al mondo sul mercato (compilata in base al prezzo medio per bottiglia, tenendo conto di tutte le annate disponibili, con dati estratti da 46.432 carte dei vini), tra i primi 50, non figura neanche un italiano (sul podio Henri Jayer Richebourg Grand Cru, a parire da 16.500 dollari, Domaine de la Romanee-Conti Romanee-Conti da 13.900, e il tedesco Egon Muller-Scharzhof Scharzhofberger Riesling Trockenbeerenauslese, da 7.680), le etichette del Belpaese, e con loro Montalcino, spuntano tra le migliori quotazioni allo scaffale. Al n. 1 l’Amarone della Valpolicella Classico Riserva di Quintarelli, ad un prezzo medio di 754 dollari a bottiglia (arrivando a vette di 1.999), seguto dal Matsseto, con 741 (e fino a 5.200), e dal Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno, a 678 dollari a bottiglia (e fino a 3.156). Posizione n. 4 per il Barolo Falletto Riserva di Bruno Giacosa, a 611 dollari a bottiglia (e fino a 1.219 euro), seguito dal Brunello di Montalcino Riserva Biondi Santi Tenuta il Greppo, in media a 575 dollari a bottiglia ma che, nei casi più estremi e di annate rarissime, arriva anche a 52.464 dollari, cifra superata solo da pochissimi francesi e da qualche annata dell’australiano Penfolds.

Jazz & Wine in Montalcino il festival più longevo e imitato d’Italia

Diciassettesima edizione per il festival più longevo, e più imitato, d’Italia,  che quest’anno porta in Toscana grandi nomi di richiamo internazionale come Incognito, Children of the Light e The Bad Plus. È Jazz & Wine in Montalcino (15 – 20 luglio), che con un grande cartellone tutto internazionale di star del jazz, nel 2014, si conferma la rassegne più conosciuta e seguita nel panorama musicale italiano. Nato dalla collaborazione tra la Castello Banfi, l’associazione culturale Jazz & Image di Roma ed il Comune di Montalcino, il festival propone una programmazione di assoluto livello, con artisti italiani e internazionali di indiscussa fama mondiale che saranno preceduti, come di consueto, dall’attesissima serata “Aspettando Jazz & Wine” che si terrà, il 10 luglio, all’interno delle storiche mura di Castello Banfi, con Fabio Mariani Gipsy Three, lo straordinario chitarrista che affronta in modo divertente e “funambolico” il repertorio di Django. Martedì 15 luglio, sempre all’interno delle mura di Castello Banfi, arrivano i talentuosi Deidda Brothers Plus che, con Amedeo Ariano e Pierpaolo Bisogno che sul palco si scambiano ruoli e strumenti, incarnano l’essenza degli “Harlem Globe Trotter” della musica. Dal 16 luglio il festival si trasferirà nella trecentesca Fortezza di Montalcino con il progetto “Sei in Jazz”, un originale tributo musicale al grande Lucio Battisti riletto in chiave jazz: musiche spogliate dei testi e rilette con l’eleganza e il gusto dell’improvvisazione. Si prosegue giovedì 17 luglio con un trio stellare: Danilo Perez al piano, John Patitucci al basso e Brian Blade alla batteria. I tre straordinari musicisti, conosciuti in tutto il mondo, anche per la loro decennale collaborazione con il mitico Wayne Shorter, che presentano a Montalcino, “Children Of The Light”: un mix magico e portentoso tra sonorità latine e jazz.
A salire sul palco di Jazz & Wine venerdì 18 luglio l’incredibile trio The Bad Plus, con l’unica data italiana del tour estivo, con Salerno, per la musica di questo gruppo che combina elementi di jazz d’avanguardia con influenze pop e rock sfuggendo, però, ad ogni classificazione di genere. Nell’infinita esplorazione di possibilità che solo il jazz riesce ad offrire, i tre musicisti: Reid Anderson al basso, Ethan Iverson al piano e David King alla batteria, suonano in perfetta sintonia. Sabato 19 luglio è la volta di Herbie Goins & Mauro Zazzarini Blues Inn. Goins è il raffinato cantante soul-blues di fama internazionale che suona con uno dei migliori sassofonisti jazz-blues italiani, Zazzarini, per formare una coppia inedita, per un concerto che spazia dal blues, al funky, per arrivare al jazz. A chiudere questa straordinaria edizione del festival, domenica 20 luglio, gli Incognito. Da trent’anni sulla cresta dell’onda, la band è da sempre la casa di ottimi musicisti che, a fasi alterne e in momenti differenti, hanno partecipato e dato vita alla straordinaria avventura del gruppo che ancora ruota attorno al suo primo leader, il mauritiano Jean-Paul ‘Bluey’ Maunick, fondatore e spirito guida, che è rimasto costantemente fedele nel tempo alla sua creatura, Incognito, e quest’anno festeggia trentacinque anni di carriera con  il nuovo lavoro “Amplified soul”.
Per il diciassettesimo anno consecutivo, a Montalcino, due piaceri così intimi ed intensi, la musica jazz ed il grande vino di qualità, celebrano con crescente successo il loro entusiasmante incontro nella città simbolo dell’enologia italiana, la patria del Brunello. Confermato, anche il gemellaggio tra il festival Jazz & Wine in Montalcino, Jazz&Wine of Peace Festival di Cormòns e Zola Jazz & Wine, a cui da quest’anno si aggiunge anche Vino & Jazz Marche. Toscana, quindi, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Marche, unite dalla passione per la musica di qualità e il buon vino. Un confronto imperdibile, con realtà territoriali e produttive diverse tra loro, accomunate dalla stessa passione e dallo stesso “stile di vita”, il jazz.

Brunello di Montalcino e Brunello Cucinelli: il successo di due grandi marchi

Innovazione e artigianalità, tradizione e identità del gusto per la produzione di una rigorosa espressione del “made in Italy”. È la filosofia che sta alla base di due grandi marchi del Belpaese, solo apparentemente diversi tra loro, il vino e la moda. E i due brand capaci di incarnare questo approccio al mercato e questa “visione”  di prodotto sono il vino Brunello di Montalcino e la griffe leader nella moda casual chic Brunello Cucinelli. Di queste due eccellenze del territorio si parlerà a Montalcino, nel suggestivo piazzale della Fortezza militare, in occasione dell’evento promosso da Banca Monte dei Paschi di Siena, in programma mercoledì 15 luglio, ore 19. “Brunello di Montalcino e Brunello Cucinelli. Il successo di due grandi marchi del made in Italy” è il titolo della tavola rotonda a cui parteciperanno Fabrizio Viola, Ad di Banca Mps, Brunello Cucinelli creatore dell’azienda nata nel 1978 e approdata con successo in Borsa il 27 aprile 2012, Fabrizio Bindocci presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino e Silvio Franceschelli sindaco di Montalcino. A moderare l’incontro Tommaso Strambi, caporedattore de La Nazione.

Bindocci: “nuovo passo in avanti per salvaguardare produttori e consumatori”

“Si tratta di un ulteriore passo avanti verso quel processo necessario nel nostro paese per supportare al meglio le tante eccellenze del Made in Italy, di cui il Brunello è un esempio prestigioso. Da molti anni il Consorzio è impegnato a salvaguardare il lavoro dei produttori e tutelare i consumatori, un impegno che richiede una sempre maggiore attenzione e un aggiornamento continuo delle regole, a vantaggio del territorio, del brand e della qualità dei prodotti”. Così Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, commenta le modifiche, approvate dai soci lo scorso 26 giugno 2014 in sede d’assemblea, apportate ai Disciplinari di produzione di competenza del Consorzio del Brunello.
Una delle variazioni, in realtà una vera e propria aggiunta, più importante apportata ai Disciplinari è quella che riguarda la commercializzazione in zona di produzione di partite di uva o di vino nuovo ancora in fermentazione o in fase di affinamento destinato a divenire Brunello o Rosso di Montalcino. Sarà obbligatorio, infatti, darne comunicazione, almeno due giorni lavorativi prima del trasferimento, all’Organismo di controllo incaricato. Un modo, per il Consorzio, di vigilare in modo più fattivo e concreto su tutta la filiera, con l’obiettivo di cercare di evitare e prevenire situazioni gravi come quella che ha coinvolto il territorio del Brunello alcuni mesi fa quando è stata scoperta, a seguito del sequestro condotto dai Carabinieri del reparto operativo di Siena, di 30.000 bottiglie di vino etichettato soprattutto come Brunello, una truffa, ai danni proprio del Consorzio e di tutti i produttori di Montalcino.

Brunello & Franciacorta: continua il tour britannico

Continua il tour di Brunello di Montalcino e Franciacorta in giro per il mondo e, in questi giorni i simboli del Made in Italy enoico sono in terra inglese.
Dopo l’incoming, a Montalcino, di Sarah Jane Evans Master of Wine, Peter McCombie Master of Wine, Richard Siddle giornalista, Andrew Catchpole scrittore freelance, Natasha Hughes esperta di vino e cibo, Christine Austin giudice in molte competizioni dedicate al vino e Rachel Davey, Proven Communication, sei etichette di Brunello di Montalcino sono volate in Gran Bretagna, per portare avanti “Top of the Dop”, il progetto triennale di promozione del vino Brunello e Franciacorta  dedicato ai media e agli operatori attraverso azioni che si sviluppano all’estero. Ieri è stata la volta della Master Class a Manchester presso la Manchester Art Gallery Mosley Street, tenuto da Peter McCombie Master of Wine. Oggi, invece, Brunello e Franciacorta si trasferiscono a Londra per il Master Class tasting presso Il Bottaccio 9 Grosvenor Place, sempre con Peter McCombie. A tenere alta la bandiera dei vini di Montalcino nel Paese della Union Jack saranno Bottega, Col d’Orcia, La Gerla, Paradisone Colle degli Angeli, Tenuta di Sesta, Tenuta Silvio Nardi. I seminari, guidati da Peter Mc Combie, offriranno spunti e approfondimenti sull’annata 2009 di Brunello di Montalcino.

Firmato accordo con il Consorzio: Banca Mps sostiene il Brunello di Montalcino

Un pacchetto di iniziative create ad hoc, dai finanziamenti per il  per il reimpianto dei vigneti, agli anticipi delle spese per promuovere la qualità e affiancare la crescita dei produttori, con l’ntento di prevedere una serie di misure agevolate per i produttori di Montalcino. Questo il nuovo accordo firmato, questa mattina dal Consorzio del Brunello con Banca Monte dei Paschi di Siena. A siglare la convenzione Giovanni Arduini, direttore territoriale di Banca Monte dei Paschi, e Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino. Le linee di intervento e le condizioni previste dal protocollo sono studiate ed articolate per far fronte a tutte le esigenze dei produttori di uva e vino del comprensorio del Brunello in un momento particolare per il mercato nazionale ed internazionale che richiede prodotti di sempre maggior qualità e che, quindi, presuppongono innovazione e attenzione crescenti in vigna ed in cantina.
“Il Brunello – commenta Giovanni Arduini, direttore territoriale di Banca Mps – e gli altri vini di Montalcino sono un brand conosciuto e rappresentano uno dei biglietti da visita più prestigiosi del made in Italy nel mondo. Il Monte dei Paschi fin dalle sue origini ha nell’agricoltura e nelle imprese del territorio due riferimenti fondamentali. Non possiamo che guardare con attenzione alle esigenze di chi investe, crea lavoro e ricchezza in un settore a grande valore aggiunto e così importante per la bilancia commerciale italiana”.
La capillare presenza sul territorio di imprenditori agricoli e di aziende a supporto è fondamentale perché costituisce un presidio di sviluppo economico e di salvaguardia dell’ecosistema oltre a rappresentare un veicolo culturale tra i più appetiti dai consumatori che sanno apprezzare il legame tra prodotti e territorio.
“L’intesa raggiunta con Mps rappresenta un importante strumento per lo sviluppo ed il sostegno alle aziende associate al Consorzio – dice Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino -, soprattutto in un momento di difficoltà economica e di contrazione dei consumi. Banca Monte dei Paschi di Siena ha da tempo recepito dagli imprenditori del nostro territorio il segnale di una fattiva collaborazione che si concretizza oggi con questo accordo”.
Tra le misure previste dall’accordo ci sono: una linea di finanziamento per impianto e reimpianto di vigneti, una dedicata all’invecchiamento vini, una per l’acquisto di macchine per la lavorazione delle viti (quali cimatrici, spollonatrici, legatrici eccetera) e per l’attrezzatura di cantina (vasi vinari come botti e tini, pompe, filtri, attrezzatura minuta eccetera) ed una per l’anticipo di spese di produzione.
Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, nato nel 1967 all’indomani del riconoscimento della Doc, ha favorito la nascita di un tessuto produttivo fatto di aziende vecchie e nuove, piccole e grandi, unite da intenti comuni di rispetto della natura e aspirazione all’alta qualità del vino. Il Consorzio organizza gli eventi in Italia e all’estero e la partecipazione dei produttori alle fiere. Cura l’immagine delle denominazioni montalcinesi ed assiste i soci sulle normative che regolano la produzione del vino.
Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino ad oggi comprende un numero di 250 produttori (di cui 208 imbottigliatori), tutti associati al Consorzio. Complessivamente gli ettari a vigneto nel territorio di Montalcino sono 3500 così ripartiti: 2100 ettari coltivati a Brunello di Montalcino; 510 ettari coltivati a Rosso di Montalcino; 50 ettari coltivati a Moscadello di Montalcino; 600 ettari coltivati a Sant’Antimo Doc; la restante parte è coltivata a Igt.
Mediamente ogni anno sono prodotte 9.000.000 bottiglie di Brunello di Montalcino, 4.500.000 di Rosso di Montalcino, 80.000 di Moscadello di Montalcino e 500.000 di Sant’Antimo.
La produzione è esportata per circa il 68% e il valore complessivo del giro d’affari del settore vitivinicolo a Montalcino è mediamente di 167 milioni di euro.

Consorzio: approvate le modifiche ai Disciplinari

Un’assemblea importante, quella a cui, ieri pomeriggio, hanno partecipato i soci del Consorzio del Brunello di Montalcino. In “ballo”, infatti, alcune modifiche sui disciplinari, da quello del Brunello a quello del Rosso di Montalcino e del Moscadello fino ad arrivare al Sant’Antimo e l’approvazione delle rese di uva relativamente alla vendemmia 2014.
Molte delle modifiche apportate su tutti i disciplinari di competenza del Consorzio del Brunello sono strettamente di carattere formale ma ci sono anche dei cambiamenti che vanno a toccare molti aspetti che riguardano i vini di Montalcino.
Si parla di densità di impianto: per quelli già realizzati valgono le norme vigenti al momento dell’impianto, per quelli nuovi o per eventuali reimpianti, a partire dal 1 gennaio 2015, la densità minima, sia per viti iscritte a Brunello, sia per quelle a Rosso e Sant’Antimo si passa da una densità minima di 3.000 ad una di 4.000 piante per ettaro. Per il Moscadello, invece, la densità resta invariata a 3.000 unità.
Se per tutti e quattro i Disciplinari resta assolutamente vietata ogni pratica di forzatura, da oggi sarà invece consentita l’irrigazione di soccorso, fino a questo momento non prevista dai Disciplinari.
Sono specificate, poi, norme dettagliate sulla produzione per i vigneti nei primi anni dall’impianto, ed anche per i Cru, ovvero le rivendicazioni per porzioni di produzione denominate in etichetta come “Vigna” o “Vigneto”.
Compaiono, poi, nei “nuovi” disciplinari, nuove norme sui tagli che è possibile effettuare in cantina. Sia per il Brunello che per il Rosso sono ammessi tra tutte le annate presenti in cantina per un quantitativo massimo che consenta di ottenere un prodotto finale che, dopo il taglio, contenga un minimo dell’85% dell’annata rivendicata.
Per il Rosso di Montalcino si parla anche di “arricchimento”. Nel caso in cui, infatti, particolari condizioni lo richiedessero, è consentito effettuarlo esclusivamente con mosto concentrato prodotto da uve provenienti dai vigneti destinati alla produzione di Brunello o Rosso di Montalcino, o attraverso Mosto Concentrato Rettificato.
Aggiunta importante – anche a seguito degli ultimi eventi che hanno visto il Consorzio truffato a seguito, lo scorso maggio, del sequestro condotto dai Carabinieri del reparto operativo di Siena, di 30.000 bottiglie di vino etichettato soprattutto come Brunello di Montalcino – è quella che riguarda la commercializzazione in zona di produzione di partite di uva o di vino nuovo ancora in fermentazione o in fase di affinamento destinato a divenire Brunello o Rosso di Montalcino. Sarà obbligatorio, infatti, darne comunicazione, almeno due giorni lavorativi prima del trasferimento, all’Organismo di controllo incaricato.
Piccole aggiunte, poi, riguardano sia il Disciplinare del Sant’Antimo – che da oggi ammette anche il Rosato e lo Spumante, con le relative normative e due vitigni in più (Pugnitello e Canaiolo) – sia quello del Moscadello di Montalcino, dove, al contrario di ciò che avveniva in precedenza, sono dettagliatamente specificati tutti i parametri, dalla vigna fino all’imbottigliamento che comprende anche le diciture riportate in etichetta.
Approvate, poi, dall’assemblea dei soci, anche le rese per il 2014. I produttori hanno ratificato che la quantità di uva rivendicabile per il primo ettaro di vigneto iscritto a Brunello di Montalcino potrà essere di un massimo di 75 quintali superati i quali, la restante quantità (fino al massimo producibile compreso il supero del 20% rispetto ala massimale di 80 quintali per ettaro di cui al Disciplinare corrispondente a 96 quintali per ettaro), potrà essere rivendicata come Igt Toscana. A partire, poi dal secondo ettaro di vigneto iscritto a Brunello potrà essere di un massimo di 65 quintali per ettaro di Brunello, più 10 quintali di Rosso di Montalcino e la restante quantità (fino al massimo producibile compreso il supero del 20% rispetto ala massimale di 80 quintali per ettaro di cui al Disciplinare corrispondente a 96 quintali per ettaro), potrà essere rivendicata come Igt Toscana. La quantità di uva rivendicabile per ciascun ettaro di vigneto iscritto a Rosso di Montalcino potrà essere di un massimo di 80 quintali superati i quali, la restante quantità (fino al massimo producibile compreso il supero del 20% rispetto la massimale di 90 quintali per ettaro di cui al Disciplinare corrispondente a 108 quintali per ettaro), potrà essere rivendicata come Igt Toscana. Per definire il primo ettaro di vigneto iscritto a Brunello di Montalcino di ciascuna ditta, deve essere fatto riferimento alla situazione aziendale così come rilevabile alla data del 31 maggio 2014.

Intesa San Paolo e Consorzio: fondi per l’export del Brunello

Banca e territorio, progetti e soluzioni di sviluppo a sostegno del Brunello nel mondo. È questo l’obiettivo dell’iniziativa che questo pomeriggio sarà presentata a Montalcino, nei locali della Fortezza Trecentesca, dalla banca CR Firenze del gruppo Intesa San Paolo. Un importante accordo che vede interessati la banca, Agriventure – la società di consulenza e credito all’agricoltura – ed il Consorzio del Brunello di Montalcino. L’intenzione è quella di valorizzare maggiormente uno dei più apprezzati e prestigiosi vini italiani nel mondo tanto da essere ormai ritenuto uno dei marchi più importanti del made in Italy. Grazie a questo accordo, Banca CR Firenze e Agriventure (specializzata nel settore agroalimentare, agroindustriale e agroenergetico) metteranno, a disposizione delle aziende associate al Consorzio del Brunello, tutte le loro competenze di settore, anche a livello internazionale: dagli strumenti commerciali a quelli finanziari, dai propri canali alle relazioni che forniranno alle imprese agricole un supporto integrato. Un risultato di una grande evoluzione per un Istituto di credito che non si limita ad essere banca ma diventa anche erogatore di servizi che facilitano e rendono più dinamico il lavoro dell’impresa. Le aziende agricole di Montalcino potranno dunque contare su una presenza capillare nel territorio di Banca CR Firenze e sulla rete di istituti esteri del Gruppo Intesa San Paolo che potranno offrire supporto per l’export e sostenere la promozione dell’eccellenza enologica sui nuovi mercati internazionali. Di importanza fondamentale per lo sviluppo delle aziende oggetto dell’accordo è anche il fatto che il Gruppo Intesa San Paolo è Global Partner dell’Expo 2015, un’opportunità da cogliere per far conoscere ulteriormente il brand Brunello ovunque. “È un accordo importante – dicono al Consorzio del Brunello – al quale stiamo lavorando da tempo che sicuramente darà buoni risultati e potrà fornire considerevoli opportunità ai nostri soci clienti della banca”. All’evento parteciperanno, in qualità di relatori, Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Brunello, Emanuele Oberto Tarena, responsabile marketing di Agriventure e Susanna Marucelli del coordinamento territoriale prodotti di Banca CR Firenze.