“Amplum et nobile oppidum”

Sono i Commentarii di Pio II, opera di notevole valore storico, considerati il primo lavoro con cui si è tentato di raccontare il presente in modo in cui sarebbe apparso ai posteri, che raccontano quanto sia fondamentale basare la costruzione di una comunità sulla solidarietà e sulla volontà di adoperarsi per la collettività. Fu questo che mosse Pio II ad elevare Montalcino, “amplum et nobile oppidum”, a Città basandosi anche sull’importanza che la città ha avuto nell’arco dei secoli in territorio senese e non solo.

Rossi: Franco Biondi Santi “Un ambasciatore della qualità toscana”

Anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, in visita questo pomeriggio a Vinitaly, ha voluto ricordare Franco Biondi Santi, il fedele e prezioso “guardiano” della tradizione del Brunello e “custode” del famoso Sangiovese, all’indomani della sua scomparsa. Queste le sue parole: “con Franco Biondi Santi non se ne va solo uno dei grandi protagonisti della nostra viticoltura, ma anche un vero e proprio ambasciatore nel mondo della qualità e della cultura toscana. Ricordarlo significa anche ricordare le caratteristiche che hanno fatto grande il vino toscano nel mondo: qualità, tradizione coniugata con l’innovazione, legame con i territori e con le culture espresse dai territori. Caratteristiche – conclude Rossi – che, anche in questi anni, sono state riconosciute e premiate dai mercati internazionali e che devono molto anche a un uomo come Franco Biondi Santi”.

Il Principe Carlo a Montalcino, tra Brunello e passeggiate

Il Principe Carlo d’Inghilterrra, notoriamente un grande amante della Toscana e dei suoi vini – prestigiose annate di Brunello sono state spesso servite alle cene ufficiali della Regina Elisabetta a Buckingam Palace – non poteva farsi mancare Montalcino nei suoi numerosi viaggi nella regione. Carlo approdò qui la prima volta negli anni ’80, in compagnia dei marchesi Bona e Vittorio Frescobaldi (tra loro un’amicizia che dura da anni, tanto che sono stati tra i pochissimi italiani invitati al matrimonio di William e Kate nel 2011, ai quali hanno donato pregiate bottiglie di Brunello di Montalcino Riserva Castelgiocondo). Nel suo primo giorno a Montalcino – da allora c’è tornato spesso – Carlo si fermò all’Antica Fiaschetteria, storico locale Liberty che da decenni rappresenta, con i suoi arredi d’epoca, una delle soste obbligate per i visitatori, godendosi poi una passeggiata lungo le vie principali del paese. Non si fece naturalmente mancare, raccontano le cronache, un assaggio dei piatti tipici locali, anche se non sappiamo se sulla sua tavola siano comparse bistecche e selvaggina: risale proprio a quegli anni, infatti, la decisione di diventare vegetariano. Una scelta che ha poi abbandonato, pur continuando ad impegnarsi nella causa ambientalista.

I primati del Brunello

Brunello? Una delle punte di diamante dell’Italia enologica e sempre in testa, se parliamo di primati “legislativi”.Il “re del Sangiovese” è stato uno dei primi vini ad ottenere la Doc, Denominazione d’Origine Controllata, con il Decreto del Presidente della Repubblica del 28 marzo 1966 ed il primo vino italiano, con la vendemmia 1980, ad ottenere la Docg, Denominazione d’Origine Controllata e Garantita con il Decreto del Presidente della Repubblica del 1 luglio 1980. Non solo, è Montalcino il primo caso in Italia in cui, da un unico vitigno, si possono ottenere due vini a denominazione d’origine: il Brunello ed il Rosso.