Due bottiglie di Brunello per Italia – Germania

Oskar Lafontaine

Oskar Lafontaine

“Mi gioco due bottiglie di Brunello che vinciamo”. Chissà se lo dirà anche stasera che l’Italia gioca contro la Germania. A dirlo era Oskar Lafontaine, noto come “Oskar il rosso”, politico tedesco ed ex presidente del Partito socialdemocratico tedesco (SPD) e oggi leader della “Die Linke”, la sinistra tedesca che, nel 1990, alla vigilia delle elezioni in Germania, candidato Cancelliere contro il cristianodemocratico Kohl, ebbe la temerarietà di fare questa scommessa. A riportare d’attualità la notizia è, oggi, il Corriere della Sera che racconta come nel ’90, Lafontaine, innamorato della Toscana, soprattutto della Lucchesia, dove aveva il buen retiro e del Brunello di Montalcino, perse le elezioni e la scommessa. Il vecchio Granducato è da sempre il luogo preferito dei nostri vicini d’Oltralpe e il Brunello di Montalcino, da sempre e come dimostra questa scommessa, è simbolo di prestigio, potere, eccellenza e grande qualità. Come spiegava Luigi Barzini, giornalista ed opinionista, “una leggera follia li trasforma una volta attraversato il confine italiano. Essi sembrano obbedire a un profondo e segreto impulso naturale, si comportano come se avessero perduto i ruoli e le personalità assegnati loro da madre natura, perché questi sono improvvisamente diventati loro estranei o come se le regole della vita fossero d’un tratto state modificate o sospese”. Un’infatuazione collettiva insomma, che si manifestò in maniera esponenziale già a partire dalla metà degli anni Ottanta, quando una fetta trasversale della politica tedesca scoprì le raffinate e semplici dolcezze della Toscana, definita la più bella regione d’Italia e di Montalcino, la capitale del Brunello.

Cinema & Vino, Charlie Arturaola pensa al Brunello

Charlie Arturaola

Charlie Arturaola

Immaginate un luogo dai panorami mozzafiato, dalle colline e montagne incantate e dai vigneti a perdita d’occhio su cui è incastonato un piccolo borgo storico arroccato su un’altezza che supera i 500 metri sul livello del mare: siete a Montalcino, luogo ideale per un film. Probabilmente è stato questo quello che ha pensato Charlie Arturaola, celebre sommelier uruguaiano con l’Italia nel cuore, considerato uno dei 10 palati migliori al mondo dall’American Sommelier Association e protagonista, tra altri grandi nomi, del film “El Camino do Vino” di Nicolas Carreras, che vuole girare un nuovo lungometraggio proprio nella terra del Brunello. Arturaola si è fermato per due giorni a Montalcino con un “misterioso” produttore cinematografico per visitare i possibili set del prossimo film, una pellicola sui Paesi del vino del Mediterraneo: Francia, Spagna e Italia, ovviamente passando per Montalcino. Il progetto è in fase embrionale, ma Arturaola sta già pensando alla trama che potrebbe raccontare di un viaggio nel mondo del vino, partendo, magari, dall’immagine di un calice di Brunello sullo sfondo della Val d’Orcia, che fa da cornice a un’intensa storia d’amore, quella consolidata, tra vino e cinema, dove il nettare di Bacco è sempre il protagonista assoluto.

Brunello e Rally, trionfo di Stock al 3° Tuscan Rewind

Premiazione Tuscan Rewind 2012

Premiazione Tuscan Rewind 2012

Velocità, potenza, competitività ed estetica, queste le parole chiave del 3° Tuscan Rewind che si è svolto a Montalcino lo scorso week end. Il connubio Brunello e Rally ha richiamato oltre mille amanti di questo sport, arrivati a vedere le auto preparate, più e meno storiche, lungo i tracciati sterrati e le vie del centro storico di Montalcino, non solo sabato 9 e domenica 10 giugno, ma anche durante i giorni delle prove. Un’attenzione e una passione per il rally che ha attirato 80 equipaggi, provenienti da ogni parte del Belpaese e 15 dall’estero, soprattutto da Francia, Germania e Austria. A vincere tutte le prove speciali delle due tappe di gara è stato l’equipaggio tedesco composto da Michael Stock e dal figlio Matthias, a bordo della Porsche 911 Sc Safari “vestita” Martini Racing. Il duo tedesco, con il padre alla guida ed il figlio al quaderno delle note, ha preso subito il comando, incrementando ad ogni giro il vantaggio sugli inseguitori. Alle spalle dei vincitori si è insediato fin dal via il sempreverde Bruno Bentivogli, affiancato da Francesco Cozzula, ipovedente con la passione dei rally, con la Alfa Romeo Alfetta GTV6 che però, in tappa due, è stato rallentato da problemi ai freni. Questo ha consentito al comasco Enrico Guggiari, con Oberti alle note (Ford Escort Rs Mk2), di recuperare il distacco e di superarlo, nel finale. Più staccato, al quarto posto, è arrivato il livornese Roberto Bussotti, con Paolo Vallini a fianco, che però hanno accusato problemi ai carburatori della loro Opel Ascona 2.0 Sr. Ancora più sfortunati Riccardo Mariotti, con Renzo Mannini, autori di una gara di spessore alla prima esperienza sullo sterrato con la preziosa Fiat 131 Abarth “colorata” Alitalia, prima che guai alla alimentazione gli facessero accusare un ritardo irreparabile. I vincitori Michael e Matthias Stock, oltre ai vini Castello Banfi in premio, si sono aggiudicati un soggiorno week-end a Castello Banfi Il Borgo. Altro premio assegnato, il soggiorno di una settimana ad Antigua, in Resort 4 stelle, andato all’equipaggio Taddei-Marchiori, che ha vinto il maggior numero di prove speciali, indipendentemente dalla categoria. Nel Rally Omologazioni Scadute, al quale hanno avuto accesso anche le vetture Wrc fino al 2001, ha dominato il trentino Alessandro Taddei, con Mauro Marchiori, vincitore di tutte le prove con la Peugeot 206 Wrc del team Grifone. Taddei, già messosi in luce nelle Ronde moderne su sterrato, non ha avuto difficoltà a regolare la concorrenza, “armata” di pur splendide, ma meno potenti e tecnologicamente aggiornate, Lancia Delta Hf Integrale ex ufficiali. In particolare un terzetto di piloti di alto livello si è messo in luce, con nell’ordine, il pluricampione tricolore Terra “Pucci” Grossi, con a fianco Alex Pavesi, autore di tempi di rilievo assoluto, seguiti dal ligure Gabriele Noberasco, con Massimiliano Cerrai alle note, spettacolare come sempre con una Delta “vestita” Repsol ex Sainz, e con il piemontese Marcello Miotto, affiancato da Alessandro Verna, quarti assoluti con una splendida Delta colorata Martini Racing ex Casa. Ritirato per problemi al cambio “Peter” Zanchi, anche lui con una Delta Hf ex Auriol, mentre lottava per il podio, mentre già nelle primissima battute aveva lasciato la compagnia l’uruguaiano Gustavo Trelles, con Jorge Del Buono, per un principio di incendio, prontamente estinto dai Commissari di Percorso presenti, alla loro Toyota Celica St 205 decorata Magneti Marelli Checkstar, alla fine della prima speciale. Premi particolari, messi in palio da“Casato Prime Donne”, prima cantina italiana con staff tutto al femminile, sono stati consegnati da Donatella Cinelli Colombini alla campionessa elvetica Chantal Galli, con Emanuela Folci, a bordo Bmw 318 Is, primo equipaggio interamente femminile all’arrivo. La gara è stata arricchita dall’Autorally, in versione Hard e Soft (percorso ridotto) parata non competitiva, in cui gli equipaggi, senza assilli di classifica, hanno dato fondo al repertorio dei “traversi” al solo scopo di dare spettacolo, con vetture dai trascorsi gloriosi e dal fascino sportivo ancora intatto. In veste di apripista e di supporto all’Organizzazione, anche Alessandro Nannini, il campione senese di Formula Uno.

Jolie Jones: “Montalcino, I feel finally at home”

Jolie Jones e Bejinhos

Jolie Jones e Bejinhos

Lei è Jolie Jones ed è la figlia di Quincy Delight Jones jr, illustre arrangiatore, direttore d’orchestra, produttore discografico, compositore e attivista sociale statunitense di fama internazionale. È lei che, innamorandosi di Montalcino e della sua gente, ha rilasciato un’intervista a MontalcinoNews, descrivendo così questa città della Toscana: “sono arrivata per una vacanza di compleanno, un regalo che mi ha fatto mio padre a ottobre 2010. Ho soggiornato in un agriturismo in Maremma perché era uno dei pochi posti sprovvisto di rete wireless (o almeno così credevo). Sono ipersensibile alle radiofrequenze e ai campi elettromagnetici, per questo sono gravemente “colpita” da cellulari, wireless, antenne e linee elettriche. Dalla Maremma mi sono spostata e ho fatto dei piccoli tour in posti diversi: il Chianti, Firenze, Fiesole, Sovana, Sorano, Città di Castello, Pienza, Loro Ciuffenna … insomma, molti posti. Ma quando sono arrivata a Montalcino, ho avuto una sensazione speciale, una sorta di “strappo” all’anima. Ed è una sensazione inusuale quella che ho avuto quando ho visitato Sant’Antimo, la sensazione di non voler più andar via. Durante un canto gregoriano ho sentito qualcosa di molto familiare ma non riuscivo a capire l’origine di questa emozione. Ad ogni modo, pur lasciando un pezzetto del mio cuore a Montalcino sono ritornata verso la costa orientale degli Stati Uniti, in Vermont. Avevo da poco affittato una casa lì, in una zona molto appartata e vicina alla stalla del mio cavallo. Speravo che sarebbe stato un paradiso sicuro per me e per la mia ipersensibilità ed invece così non è stato. Ho finito per essere troppo vicina ad una linea di trasmissione che attraversava i boschi vicino a me. Nel febbraio del 2011, non ce la facevo più e ho deciso di tornare a Montalcino ed esplorare le possibilità di una vita qui. Sono finita nel più dolce e piccolo villaggio del mondo, Sant’Angelo in Colle. Lo amo … come anche tutte le persone della mia piccola nuova famiglia che ho creato qui dove ho un piccolo appartamento e, sia la gente di Montalcino sia quella della mia dolce Sant’Angelo in Colle, mi hanno abbracciato così teneramente che sono grata a tutti loro. Montalcino e Sant’Angelo in Colle sono i luoghi dove spero di restare e portare i miei figli, coi nipotini, a fa visita alla loro “nonna” che qui continua a fare arte. Quando mi sono diplomata alla scuola superiore dopo anni di lezioni di scultura, era mia intenzione andare a una scuola d’arte in Europa ma a volte la vita prende strade diverse e mi sono sposata. Dal mio matrimonio è nato il mio capolavoro, di nome Donovan, il mio primo figlio e, cinque anni dopo, è nato il mio secondo figlio, Sunny. Le mie migliori creazioni! Ora, mi è stata data una seconda opportunità. Posso studiare durante la settimana arte a Firenze e tornare a casa, a Sant’Angelo in Colle e a Montalcino, nei fine settimana. Sto studiando gli stili di disegno e pittura dei “vecchi maestri” e mi sento così bene. Adesso spero, con le mie nuove abilità sviluppate, di essere in grado di scrivere ed illustrare personalmente i miei libri per bambini. Ho scritto e pubblicato un libro per bambini con la Harper Collins Publishers – Collection Julie Andrew dal titolo “Little Kisses”, sul mio cane e “costante compagno” Bejinhos, nome brasiliano che in italiano vuol dire, appunto, “Piccoli Baci”. Non ho ancora trovato il posto per vivere completamente libera da onde e campi elettromagnetici, ma so che presto qualcuno chiamerà e dirà: “Hey Jolie, indovina? Ho la casa perfetta e sicura per te, con un bel giardino, in campagna”, e io spero proprio sia tra la dolce Sant’Angelo e l’elegante Montalcino, i miei posti favoriti al mondo. Tutti i giorni che sono qui, la mia anima fa un respiro profondo e mi ringrazia per averla finalmente riportata a casa”.