Brunello labels, 49 etichette di Montalcino alle Olimpiadi di Londra

Casa Italia

Casa Italia

A come Abbadia Ardenga, Altesino e Armilla, B come Barbi, C come Camigliano, Canalicchio di Franco Pacenti, Canalicchio di sopra, Capanna, Caparzo, Casisano Colombaio, Castello Romitorio, Citille di sopra, Col d’Orcia, Collosorbo e Cupano, poi F come Fanti, Ferrero e Fossacolle, G di Gianni Brunelli, I come Il Marroneto e Il Poggione. E ancora L come La Colombina, La Lecciaia, La Palazzetta, La Poderina, La Togata e Le Chiuse, M come Mastrojanni e Molino di Sant’Antimo, P di Padelletti, Palazzo, Paradisone, Pian delle Vigne e Pinino, R come Ridolfi, S come San Giacomo, San Polo, Sassodisole e Sesti, T come Talenti, Tenimenti Ruffino, Tenuta Croce di Mezzo, Tenuta Oliveto, Tenuta San Giorgio, Tenute Silvio Nardi e Terre Nere. Per finire l’alfabeto la lettera V come Villa i Cipressi, Villa Poggio Salvi e Vini Italiani da sogno. È questo l’alfabeto dei prestigiosi Brunello, arrivati nella capitale britannica, Londra, a difendere i colori italiani a fianco degli sportivi azzurri. I 49 Brunello di Montalcino sono arrivati tra gli scaffali del Winebar di “Casa Italia”, la prestigiosa location nei pressi di Westmister, e potranno essere degustati durante le cene e i molti momenti del programma di Casa Italia. Sei piani e 29 diversi spazi per eventi, 6 mila metri quadrati, attigua ai simboli della City, il Big Ben, l’Abbazia di Westminster e la grande ruota panoramica del London Eye, questi i numeri di “Casa Italia” che, sotto l’egida del Ministero per le Politiche Agricole e di Enoteca Italiana, seguirà e organizzerà le degustazioni di Brunello fornito dalle cantine di Montalcino, per ricreare a Londra profumi, atmosfere e sapori che parlano la lingua di Montalcino.

Il Brunello e Josefa Idem: è la longevità a vincere

È Josefa Idem, la canoista donna che ha disputato più Olimpiadi e l’atleta italiana più medagliata, che, nonostante i suoi 48 anni, un’età che per lo sport agonistico è proibitiva, vola a Londra per disputare l’Olimpiade 2012. Fu il 2008, quando a Pechino si aggiudicò la medaglia d’argento, l’anno in cui Josefa incontrò Montalcino e il suo Brunello, durante la cerimonia del Premio Casato Prime Donne – che ogni anno incorona i personaggi femminili che si sono distinti come esempio o aiuto alle altre donne – che la sportiva vinse proprio in quell’anno. Fu in quella occasione che Josefa scoprì il Brunello e fu amore a prima vista tanto che, in seguito, è tornata a festeggiare il suo ventesimo anniversario di matrimonio ospite della “Signora del Brunello”, Donatella Cinelli Colombini. Chissà che non furono proprio

Josefa Idem

Josefa Idem

le peculiarità del Brunello, che fonda la sua indole, le sue caratteristiche e la potenza del suo gusto proprio nella longevità, ad ispirarla e a incentivarla a proseguire la sua carriera? difronte ad una vigna del Sangiovese più famoso al mondo volle, con una dedica proprio al Brunello, dichiarare la sua grinta e il suo coraggio: “Motivazione è riuscire ad abbattere le barriere mentali, superare i propri limiti, raggiungere la capacità di esprimersi al meglio; solo mettendosi in gioco si può capire cosa si è in grado di fare, a costo di fallire, vale la pena provarci. Anche per questo atteggiamento ho il coraggio di dire che nulla è impossibile. Arrivederci a Londra 2012”?

Bio-combustibili, certificazioni ambientali e vini Biologici: ecco il Brunello “green”


Finalizzato all’autosufficienza energetica, il progetto è stato realizzato in collaborazione con la KWB, importante azienda austriaca che opera nel Nord Europa. Ma l’ispirazione “green” non si esaurisce qui e sono molte le cantine di Montalcino che hanno intrapreso, negli ultimi anni, una scelta di forte matrice ecologica: a partire da Castello Banfi che, nel 2001, è stata la prima cantina del territorio ad ottenere la certificazione ambientale Iso 14001, e che ha attivato di recente il progetto “Biobed”, strumento per la biodepurazione dei fitofarmaci in eccesso presenti nelle acque reflue derivanti dal lavaggio della strumentazione agricola e dei contenitori fitosanitari.
C’è anche, poi, chi ha deciso di darsi al biologico. Da Corte Pavone a Pian dell’Orino, da Sante Marie passando per San Polino e La Fornacella , sono numerosi i produttori di Montalcino che, con o senza certificazione, hanno deciso di orientarsi verso un tipo di viticoltura rispettosa dell’ambiente, producendo vini naturali, biologici o biodinamici. Molte aziende seguono poi i principi della bioarchitettura: Colle Mattoni, La Serena, Case Basse, Il Palazzone e Paradiso di Manfredi che, oltre a produrre vini biologici, vantano anche cantine sostenibili, grazie a collettori solari, energie alternative, pannelli solari fotovoltaici, impianti di aerazione naturale e raccolta delle acque piovane.

Montalcino meta turistica da rockstar, dopo Sir Paul, arriva Mark Knopfler, leader dei “Dire Straits”

Mark Knopfler

Mark Knopfler

Tra tutti i posti del mondo in cui è possibile andare in vacanza, senza limiti di tempo e budget, due, tra le più celebri icone della musica internazionale, scelgono Montalcino. Dopo Paul McCartney, arrivato nel cuore della Toscana, romanticamente “nascosto” insieme alla terza moglie Nancy nella tenuta di Ferragamo, per lo scoccare del settantesimo compleanno, a Montalcino, è arrivato Mark Knopfler, fondatore e leader carismatico della celebre rock band “Dire Straits” e chitarrista tra i più grandi della storia della musica. A dare la notizia, battuta dall’Ansa, il giornale online Montalcinonews che, sottolinea, come, per la città del Brunello, essere oggetto della scelta di personaggi di questo calibro è un risultato che vale più di mille piani di marketing del territorio, più di qualunque progetto promozionale studiato a tavolino. Montalcino, nell’estate 2012, si conferma un brand, un luogo del sogno, un’icona turistica capace di richiamare nomi di enorme fama, oltre a migliaia e migliaia di viaggiatori che vi approdano ogni anno. L’ultima conferma arriva proprio da Mike Knopfler, forse anche lui come Paul McCartney, nel riservatissimo relais di Castiglion del Bosco. Una location in linea con il carattere di Knopfler, da sempre noto per essere un personaggio modesto e riservato, lontano dai principi del music business, tanto da guadagnarsi l’appellativo: “l’uomo tranquillo del rock”. Prima di raggiungere la fama, ha conseguito la laurea in lingua e letteratura inglese ed ha lavorato come insegnante. Dopo lo scioglimento dei Dire Straits, nel 1995, Mark ha proseguito la sua carriera come solista suonando occasionalmente in altre band – come ad esempio il “supergruppo” The Notting Hillbillies – e con artisti, del calibro di Bob Dylan, Eric Clapton, Van Morrison, Bryan Ferry, John Fogrty, Phil Lynott, Sting, Emmy Harris, Steely Dan, The Chieftains e Chet Atkins. Ma il fondatore e leader dei “Dire Straits” è stato anche produttore di alcuni lavori di Tina Turner, Willy DeVille, Randy Newman e Bob Dylan e compositore per le colonne sonora di molti film, tra cui “Local Hero”, “La storia fantastica”, “Ultima fermata Brooklyn”, “Sesso & potere” e “Metroland”. Knopfler che è riconosciuto come una delle personalità più importanti della storia del rock, per la sua particolare tecnica fingerpicking che non prevede l’uso del plettro e per la carica poetica dei suoi testi, una rockstar che ha avuto la fortuna di viaggiare e fare tour nei quattro angoli del globo, tra le decine di destinazioni deluxe del mondo ha scelto quindi Montalcino e chissà se quest’estate, iniziata da appena un mese, non riservi altri ospiti illustri nella terra del Brunello.

Deputy Ambassador of Netherlands: “It is an honor to be here”

Montalcino Panorama dalla Torre del Palazzo Comunale

Montalcino Panorama dalla Torre del Palazzo Comunale

“È un onore, essere qui, perché Montalcino è una zona molto famosa anche per gli olandesi, non solo per i turisti ma anche per le persone che sono più interessate ad altri aspetti come il paesaggio, il cibo e naturalmente il vino, ma anche a tutto ciò con cui è possibile, in questo luogo, entrare in contatto”. Così Desirée Kopmels, Vice Ambasciatore d’Olanda in Italia ha spiegato cosa sentono gli olandesi quando arrivano nella capitale del Bunello. La Kopmels, con una piccola delegazione olandese, resterà per il fine settimana a Montalcino, in visita privata. Un viaggio organizzato in concomitanza con “Musica Reale”, il Festival Internazionale di Musica da Camera, che ha debuttato proprio ieri al Teatro degli Astrusi con concerti di musica da camera dal programma ricco e variopinto. A suonare sono 9 musicisti della Royal Concertgebouw Orchestra Amsterdam, accompagnati da due pianisti d’eccezione come Ronald Brautigam ed Eildert Beeftink, che propongono musiche di Brahms, Mozart, Bach, Mahler, Faurè e Beethoven. “Questo anno abbiamo organizzato “Olandiamo in Toscana” – continua  Desirée Kopmels, Vice Ambasciatore d’Olanda in Italia – un grande evento che contiene aspetti e contatti politici ed economici tra Italia e Olanda”. Ogni concerto è accompagnato da un aperitivo e una cena durante i quali è possibile interagire con i musicisti e, per stasera, sono previsti altri illustri ospiti ed esponenti del mondo istituzionale e diplomatico a stelle e strisce.

Bindocci: “il Brunello frutta 150 milioni di euro l’anno”

Fabrizio Bindocci

Fabrizio Bindocci

“Il disciplinare resterà così com’è”. Così Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, al Corriere Fiorentino, spiega che “non cambieremo, restiamo un’isola felice”. L’unica novità rispetto al passato sarà l’inserimento dell’irrigazione di soccorso che non serve a aumentare la produzione ma solo a migliorare la già alta qualità delle uve che, in annate difficili, causa siccità, come il 2011 e il 2012. Il presidente spiega anche quanto conta la natura e quanto il lavoro dell’uomo: “in un’annata climaticamente normale è l’uomo che fa la differenza, ma comunque si ricordi che è sempre la vigna che fa l’uva e non l’enologo”. E l’età della vigna quanto conta? “Una vigna di 4o anni supera molto più agevolmente le difficoltà di quanto non possa fare una vigna di nuovo impianto”. Il mondo del Brunello è in crisi? “Certo abbiamo avuto un periodo boom negli anni Novanta, ma tuttora il Brunello è un’isola felice nel panorama nazionale”. Qualche numero? “A Montalcino il Brunello frutta 150 milioni di euro all’anno e diamo da lavorare in media a 2-3 mila addetti diretti. La nostra forza è poi che quasi il 70 per cento viene esportato”. E l’Italia che acquirente di Brunello è? “In Italia non è un problema vendere il Brunello. Il problema è incassare i denari”.