Brunello di Montalcino in pista per le presidenziali americane

Ci sono simboli che rappresentano più immediatamente e concretamente di altri la voglia di successo e di affermazione, anche in politica. Uno di questi è il Brunello di Montalcino che, se già sapevamo essere molto apprezzato da Barak Obama, 44esimo Presidente degli Stati Uniti d’America, dopo l’incontro dei delegati repubblicani a Tampa scopriamo che lo bevono anche i più importanti finanziatori e sostenitori di Mitt Romney. A dare la notizia La Stampa che racconta come, durante una cena che serve a lanciare la Convention, ma soprattutto a pianificare la corsa finale per vincere a novembre le elezioni presidenziali americane, sui tavoli imbanditi, vicino ad un albero vero di mangrovie, trionfassero le più pregiate varietà di pesce, preziose noci macadamia delle Hawaii e, immancabilmente, Brunello di Montalcino e Champagne. Chi erano gli invitati? Personaggi che, spiega Paolo Mastrolilli, “valgono quanto il pil della Florida, gente di spettacolo tipo Jon Voight, senatori e deputati. L’ospite d’onore è il presidente del Gop, Reine Priebus, che porta i saluti di Mitt direttamente via telefono, e soprattutto Karl Rove, appena rientrato dalla luna di miele a Capri con la terza moglie Karen Johnson”. Insomma ancora una volta il Brunello di Montalcino si conferma non un prodotto ma un simbolo d’eccellenza amato e apprezzato nel mondo dello spettacolo, del jezset e della politica a stelle e strisce.

Col d’Orcia, il segreto della longevità

Il Conte Francesco Marone Cinzano, proprietario della Tenuta Col d’Orcia, parla di un viaggio alla scoperta di un versante e di una parte importante della storia del Brunello di Montalcino: il segreto della longevità. Situata sulle falde della zona sud di Montalcino, quasi come una terrazza che guarda sul fiume Orcia, la tenuta copre un territorio coltivato da secoli: alcuni degli olivi di Col d’Orcia, infatti, hanno più di quattrocento anni, piantati a filari, “a dimostrazione – spiega Francesco Marone Cinzano – che il clima eccezionale di queste zone a sud di Montalcino e la tipologia dei terreni unici, che venivano già sfruttati secoli fa, per una produzione agricola che andava, già allora, oltre all’autoconsumo”.
“Qui a Col d’Orcia siamo legati a questo territorio, alla storia e alla tradizione di Montalcino: pensiamo che la vera essenza del Brunello sia la capacità di invecchiare e migliorare nel tempo”. La tradizione di Montalcino vuole le botti grandi, per un “lento affinamento nel silenzio” e nella bottaia di Col d’Orcia, una delle più grande di Montalcino, regna il silenzio dominato solo da botti di rovere di Slavonia, barriques di rovere francese di pregiata provenienza e bottiglie di Brunello datate 1960, ’70 e ’80.
“È importante fare evolvere il Brunello – aggiunge Marone Cinzano – dargli modo di sentire il passaggio delle stagioni, lasciare che il tempo faccia il suo lavoro in queste grandi botti, perfette per l’affinamento del Brunello”. È la tradizione, quindi, a vincere a Col d’Orcia che riconosce nella longevità l’espressione peculiare del successo del Brunello e di Montalcino nel mondo.

Vini italiani, mondo unico e affascinante, parola de “Le Figaro”

Montalcino campagna Toscana

Montalcino campagna Toscana

Il panorama vinicolo del Belpaese, terra di vitigni autoctoni e locali, dal patrimonio vitivinicolo incredibilmente ricco, dove la vite si estende a perdita d’occhio, dalle Alpi alle Isole, annoverando grandi vini conosciuti e amati in tutto il mondo, come il Brunello di Montalcino, ma anche ottimi bianchi, che possono essere paragonati ai migliori prodotti al mondo, è il protagonista di uno speciale, a firma di Ian D’Agata, su “Le Figaro”, il più autorevole quotidiano francese. Secondo il giornalista francese ogni zona d’Italia riesce ad esprimere delle particolarità al vino qui prodotto e fa si che ogni volta che lo degustiamo il risultato non è mai scontato e noioso. L’Italia, secondo Le Figaro, con i suoi vitigni autoctoni e locali, possiede un patrimonio incredibile e ricco che anche la Francia dovrà invidiare negli anni a venire. Si potrebbero rimproverare molte cose agli italiani, ma non che non sappiano vivere bene. Perché, è ovvio, il vino, è una parte fondamentale della Dolce Vita.

Montalcino con “Casato Prime Donne” premia il sindaco anti-mafia

Maria Carmela Lanzetta saluta Rosy Bindi

Maria Carmela Lanzetta saluta Rosy Bindi

È stato assegnato a una donna-simbolo del coraggio e della legalità, il sindaco di Monasterace, Maria Carmela Lanzetta, il premio “Casato Prime Donne” 2012. Il riconoscimento è organizzato da Donatella Cinelli Colombini e dalla sua cantina di Brunello, di cui porta il nome e verrà consegnato, a Montalcino, il 15 settembre in una suggestiva cerimonia che si svolgerà al Teatro degli Astrusi. Maria Carmela Lanzetta è salita alla ribalta delle cronache nazionali nella primavera scorsa, quando ha deciso di rimanere sindaco dopo che le avevano incendiato la farmacia di famiglia e pesantemente minacciata, fino a sparare tre colpi di fucile sulla sua auto. Si era dimessa, ma quando si sono stretti intorno a lei cittadini e istituzioni, con in testa il Ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, la Lanzetta ha deciso di rimanere al suo posto. È per il suo coraggio e per l’impegno civile che la giuria del Premio “Casato Prime Donne”, composta da Francesca Cinelli Colombini, Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione, la propone come esempio di nuova femminilità. Maria Carmela Lanzetta ha commentato: “Non me lo aspettavo, ma sono felice di questo premio che viene da una terra che amo e dove spesso passo le vacanze”. Dopo la stilista Carla Fendi, l’astronauta Samantha Cristoforetti, l’olimpionica Josefa Idem, la scienziata Ilaria Capua, l’albo d’oro del premio Casato Prime Donne si arricchisce dunque di un altro personaggio simbolo. Tutte donne che rappresentano un universo femminile in crescita, dove talento, tenacia e coraggio sono messi al servizio della società.

Brunello, “cadeau d’anniversaire” di Elio Di Rupo

Elio Di Rupo e il Brunello di Montalcino

Elio Di Rupo e il Brunello di Montalcino

Il Brunello di Montalcino per festeggiare il sessantunesimo compleanno di Elio Di Rupo, primo ministro del Belgio. È questo il contenuto della rossa scatola regalo che il presidente del Partito Socialista, dal 1999, ha trovato sul tavolo della conferenza stampa di presentazione dell’accordo sul bilancio e del pacchetto di stimolo del Belgio, il 18 luglio. A rivelarlo Lesoir.be, il primo sito d’informazione del Belgio francofono, che ha indagato sul “cadeau d’anniversaire” che Joëlle Milquet, ministro degli Interni belga e altri esponenti del governo, hanno collocato al posto del Primo Ministro, prima del suo arrivo. Lesoir.be racconta lo stupore e l’imbarazzo di Elio Di Rupo nel trovare la grossa scatola rossa al suo posto, ma, forse, in privato, ha gradito visto che, come raccontano persone a lui vicine, il Brunello di Montalcino è il suo vino preferito. Una storia politica vincente, come il “re” del Sangiovese, quella di Elio Di Rupo, il Primo Ministro di origini italiane, primo francofono a ricoprire questa carica dopo oltre trent’anni (l’ultimo era stato Paul Vanden Boeynants nel 1979), che, oggi, governa un Paese molto importante per l’Eurozona ma che, per più di tredici mesi, non ha avuto una guida perché, secondo la stampa internazionale, i partiti che avrebbero dovuto negoziare la riforma dello stato sembravano paralizzati.

Il “quartetto d’oro” del fioretto femminile a cena con Brunello

Valentina Vezzali, Elisa Di Francisca, Arianna Errigo ed Ilaria Salvatori

Valentina Vezzali, Elisa Di Francisca, Arianna Errigo ed Ilaria Salvatori

Il “quartetto d’oro” del fioretto femminile italiano a cena con il Brunello. L’Italia del fioretto femminile che entrerà nella leggenda composto da Valentina Vezzali, Elisa Di Francisca, Arianna Errigo ed Ilaria Salvatori, che ha superato in finale la Russia, campionessa del Mondo 2011 e campionessa olimpica a Pechino 2008, col punteggio di 45-31, aggiudicandosi la medaglia d’oro, la quarta finora conquistata dalla delegazione italiana ai Giochi olimpici di Londra, ieri sera, a Casa Italia, a Londra, ha partecipato alla degustazione di Brunello di Montalcino. Una serata tutta dedicata al “re” del Sangiovese che ha richiamato 600 protagonisti delle Olimpiadi 2012 tra i quali non sono mancati anche tutti i rappresentati del Coni e il presidente Giovanni Petrucci. La cena è stata l’occasione “d’oro” per presentare le 49 etichette di Brunello di Montalcino volate a Londra per le Olimpiadi e per festeggiare la straordinaria prestazione delle azzurre. L’Italia della scherma, infatti, aveva conquistato l’accesso alla finale e la certezza di una medaglia, grazie alla vittoria sulla Francia col punteggio di 45-22. Una medaglia d’oro, che, porta Valentina Vezzali ad essere incoronata la donna italiana più medagliata alle Olimpiadi nella storia dello sport azzurro, con 9 medaglie olimpiche, uguagliando anche il record di 19 medaglie d’oro, tra Mondiali ed Olimpiadi, detenuto da Edoardo Mangiarotti.