Brunello, la vendemmia dei primi grappoli

Brunello, il taglio dei primi grappoli

Brunello, il taglio dei primi grappoli

Taglio del primo grappolo di Brunello: è Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, a vendemmiare il Sangiovese dopo che, nei giorni scorsi, sono state verificate le condizioni delle uve per stabilire il grado di maturazione. In realtà alcune cantine hanno già cominciato la raccolta dell’uva a partire dalla scorsa settimana. “I dati raccolti presentano un quadro complessivamente molto buono, in linea con quanto avvenuto negli ultimi anni, con uve che possono dare prodotti di qualità elevata -  dichiara il Presidente del Consorzio Fabrizio Bindocci – e la produzione potrebbe essere più bassa rispetto allo scorso anno, valutabile al momento del 10%. Quantità e qualità andranno valutate comunque a fine vendemmia, con dati certi alla mano”. Dopo un inverno piuttosto rigido e con fenomeni anche di abbondanti nevicate – eventi positivi che favoriscono l’equilibrio sia degli accumuli di acque sia di una serie di parametri utili per la vite – la primavera è stata relativamente calda, in linea con i normali andamenti, continua la nota del Consorzio. Nonostante un’estate molta caldo e secca, che ha portato in taluni casi i vigneti ai limiti dell’equilibrio per il corretto sviluppo della fase vegetativa, le piogge di fine estate e inizio settembre hanno ristabilito l’equilibrio e creato le migliori condizioni per la fase più importante di maturazione dell’uva sangiovese. Secondo le stime di Ismea, grazie alla ridotta presenza di patogene, la qualità delle uve si prospetta dal buono all’ottimo, con un grado zuccherino superiore alla media.

Brunello & giovani, la scommessa di Luca Brunelli

In un momento di crisi economica i giovani del Brunello credono nell’agricoltura e il territorio li premia. È il caso di Luca Brunelli che, a soli 23 anni, ha scelto di investire su Montalcino e produrre il “suo” Brunello di Montalcino. “Montalcino è un grande territorio dalla vocazione straordinaria per un grandissimo vino, ma anche una grande opportunità per coloro che scelgono l’agricoltura come mestiere per il proprio futuro. Questo territorio, infatti, può rappresentare anche una chance per i giovani , troppo spesso poco presenti in agricoltura,  Oltre a vivere la terra, questo mestiere, permette anche di vivere il mondo perché, nonostante la mia azienda sia una piccola realtà familiare, ho la fortuna di essere proiettato molto, dal punto di vista commerciale, all’estero. Brunelli Podere Martoccia è infatti presente in molti stati del mondo e, proprio questo, mi permette di viaggiare molto, visitare i clienti di ogni angolo del globo e conoscere le tante realtà in cui andiamo a vendere il nostro Brunello”. Così Luca Brunelli descrive il Brunello, Montalcino e la realtà vitivinicola di questo angolo di Toscana: “un’opportunità di crescita professionale e personale soprattutto per i giovani”. Un territorio in cui, forse, c’è ancora spazio per i giovani e soprattutto un settore, l’agricoltura, che potrebbe attrarre le nuove generazioni offrendo, in cambio, certezze introvabili altrove. Secondo i dati recentemente pubblicati da Almalaurea, per esempio, sembrerebbero essere molti gli sbocchi occupazionali per chi sceglie agraria. Una tendenza nazionale che vede occupati, ad un anno dalla laurea specialistica, oltre la metà dei laureati: il 53,5% dei giovani trova lavoro (di questi il 31% con un contratto stabile).