Bindocci: “Slow Wine valorizza i territori come Montalcino”

“Slow Wine non è semplicemente una guida ma è un progetto più ampio di valorizzazione dei territori italiani ed essere presenti con 68 produttori, di cui quasi la metà premiati, significa molto per le nostre aziende, che da sempre fanno propri i valori che rendono il mestiere del vignaiolo un’arte e che questa guida sostiene e promuove”. Così si è espresso Fabrizio Bindocci, Presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, in occasione della degustazione di oltre mille etichette della nuova guida Slow Wine 2013 di Slow Food che si è svolta ieri al Salone del Gusto e Terra Madre di Torino.
Ancora una volta, la guida, come già raccontato qualche giorno fa dalla Montalcinonews, ha premiato il grande Rosso toscano, recensendo 68 aziende del Consorzio del Brunello. Di queste, 19 hanno ricevuto un riconoscimento per le categorie “Vini” (Grande Vino, Vino Slow e Vino quotidiano) e 14 per quelle “Cantine” (chiocciola, bottiglia e moneta).
Un dato da non sottovalutare è poi la presenza, tra i premiati, anche di due Rossi di Montalcino: “la crisi economica, di per sé negativa – si legge nella guida – potrebbe essere un’occasione per approfondire la conoscenza di vini meno conosciuti che costituiscono uno dei lati più interessanti dell’attuale viticoltura toscana. A questo proposito vini come il [… ] Rosso di Montalcino possono essere citati come esempi di grande qualità, non esosi, pure espressioni territoriali”.

Focus: I premiati

VINI SLOW

Brunello di Montalcino 2007 Baricci
Brunello di Montalcino 2007 Fattoi
Brunello di Montalcino Riserva 2006 Pian di Conte Talenti
Brunello di Montalcino Riserva 2006 Terre Nere
Brunello di Montalcino Riserva 2006 Fornacina
Brunello di Montalcino Riserva 2006 Caprili
Brunello di Montalcino Riserva 2006 Tenuta di Sesta
Brunello di Montalcino Riserva 2006 Vigna Soccorso Tiezzi
Rosso di Montalcino 2010 Tenuta Le Potazzine

I GRANDI VINI

Brunello di Montalcino 2007 Biondi Santi Tenuta Greppo
Brunello di Montalcino 2007 Pietroso
Brunello di Montalcino Riserva 2004 Poggio al Vento 2004 Col d’Orcia
Brunello di Montalcino Riserva 2006 Il Paradiso di Manfredi
Brunello di Montalcino Riserva 2006 Poggio di Sotto
Brunello di Montalcino Riserva 2006 Fuligni
Brunello di Montalcino Riserva 2006 Brunelli – Le Chiuse di Sotto
Brunello di Montalcino Riserva 2006 Costanti
Brunello di Montalcino VV 2007 Le Ragnaie

I VINI QUOTIDIANI

Rosso di Montalcino 2009 Passo del Lume Spento

CANTINE

LE CHIOCCIOLE
Baricci
Le Chiuse
Fattoi
Il Paradiso di Manfredi

LE BOTTIGLIE

Biondi Santi Tenuta Greppo
Brunelli – Le Chiuse di Sotto
La Cerbaiola – Salvioni
Pietroso
Poggio di Sotto
Le Ragnaie

LE MONETE

Caprili
Fornacina
Terre Nere
Tiezzi

C’è anche il Consorzio del Brunello al Career Day 2012

C’è anche il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino tra le oltre quaranta le imprese nazionali e multinazionali che parteciperanno mercoledì 24 ottobre, al Career Day 2012 dell’Università di Siena. Un evento di placement al quale sono attesi centinaia di giovani. Per tutta la giornata, a partire dalle ore 9, cortile, primo e secondo piano del palazzo del Rettorato ospiteranno gli stand delle aziende e le aule saranno animate da presentazioni, seminari e dibattiti su specifiche realtà imprenditoriali e progetti innovativi nel ambito del lavoro. Gli studenti, i laureati e tutti gli interessati a prendere contatto con il mondo professionale avranno l’occasione di parlare direttamente con i responsabili della selezione del personale delle aziende che partecipano e presentare il proprio curriculum. Occasioni di dialogo, dunque, ma anche veri e propri colloqui individuali, “come in azienda”, saranno tenuti nei punti di incontro delle singole realtà aziendali dove verranno offerte informazioni e stabiliti contatti importanti tra chi cerca personale qualificato e chi si propone con il proprio bagaglio di esperienze formative. Il Career Day rientra tra le iniziative di placement dell’Ateneo senese e rappresenta una modalità concreta e dinamica per affrontare la ricerca del lavoro e i primi approcci con il mondo delle professioni. L’edizione 2012 del Career Day vede partner dell’Università di Siena “Italia Lavoro”, l’agenzia del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, che promuove azioni nel campo delle politiche dell’occupazione e dell’inclusione sociale e che avrà uno speciale spazio dedicato, nell’Aula magna storica. Oltre al Consorzio del Brunello queste le imprese e le istituzioni che parteciperanno al Career Day: Abercrombie Fitch, Accenture, Acquedotto del Fiora, Adecco, Alitalia, Alleanza, Altro lavoro, Alumni Scienze Politiche, Audio Nova, Business Integration Partner, camera di Commercio Siena, Colorobbia, Comune di Siena, Confindustria Arezzo, Confindustria Siena, Costa Crociere, CTP, Decathlon, DSU Toscana, EF Educational First, Enel, Esercito Italiano, Essere Benessere, Euro desk, Everis, Giovani si’, Banca Sella, Italia Lavoro, INA Assitalia, Jobadvisor, KPMG, A. Menarini, Monster, Nova.e, Novartis, Solmine, Object way, Procter Gamble, Philip Morris, Provincia di Siena, Prometeia, PricewaterhouseCoopers, RCR Cristalleria Italiana, Stages Ltd. Una bella iniziativa per i giovani che si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro e che devono “farsi le ossa”.

Benvenuto Brunello sbarca a Bergamo

È stato Benvenuto Brunello a trasferirsi a Bergamo e a divenire il protagonista, sabato scorso, al Centro Congressi Giovanni XXIII, insieme ai 28 produttori di Montalcino che hanno presentato i loro vini, di una manifestazione che ha radunato, tra enotecari, ristoratori, giornalisti, iscritti Ais e appassionati ben 700 persone.
L’evento, organizzato in collaborazione con l’Associazione Ais, delegazione di Bergamo, è stato caratterizzato da un’intera giornata di degustazioni ma anche approfondimenti su Montalcino e il suo territorio. Nel pomeriggio si è tenuto anche un seminario al quale hanno partecipato oltre cinquanta persone, che hanno potuto confrontarsi e avere riposte alle loro curiosità sul Brunello. Il seminario si è concluso con la degustazione del Brunello 1999 dell’Azienda Col d’Orcia.

Richard Parsons: “I’m a big Brunello fan”

“I love the wine, I love the place, I love the food, I love the people” così Richard Parsons, ex presidente di Citi e TimeWarner, oggi nel collegio della commissione bipartisan sui dibattiti presidenziali americani, ai microfoni della Montalcinonews, durante l’inaugurazione della sua nuova cantina, ha spiegato le motivazioni che, nel 2003, lo hanno spinto ad acquistare l’azienda Palazzone di Montalcino e ad aggiungere, al suo già ricco e vivace Curriculum Vitae, la qualifica di vigneron di Brunello. E così Parsons è arrivato a Montalcino per essere presente al taglio del nastro della sua nuova cantina, curata fin nei minimi dettagli e che rigorosamente si attiene alle leggi della bioarchitettura.
Perchè ha scelto proprio Montalcino per acquistare una cantina?
“Perchè Montalcino, a mio parere, è il più bel territorio che esiste. Amo molto la Toscana e Montalcino rappresenta ciò che di più bello vi si possa trovare. La sua gente è meravigliosa, il suo paesaggio è meraviglioso e il suo vino è il migliore al mondo. Sono uno dei più grandi fan del Brunello e adoro questo territorio, i paesaggi, le persone e il cibo, ed è per questo che ho scelto di acquistare una cantina qui”.
Cosa le piace di questa città?
“Hai mai visto al tramonto il panorama che si vede da qui?”
Come descriverebbe il suo vino?
“Tutti i Brunello sono potenti, molto eleganti e vi si respira e assapora il territorio. Ho un figlio che la prima volta che ha assaggiato il Brunello mi ha detto che sembra di bere la terra da cui proviene. Il mio è fruttato ma parla della terra da cui nasce”.
Un vino dalle caratteristiche interessanti, il Brunello di Richard Parsons: etereo, austero ed elegante sono gli aggettivi che meglio lo definiscono. Cantina piccola, il Palazzone: possiede, infatti, soltanto 5 ettari vitati a “Brunello” e ha una produzione che va dalle 6 alle 12.000 bottiglie: “qui si punta soprattutto sulla qualità e non sulla quantità”, spiega Laura Gray, che, tra le altre mansioni, si occupa del marketing dell’azienda, lanciando un progetto 2.0 per la comunicazione della cantina. Un nuovo modo di comunicare, attraverso i social media, e, il Palazzone, per primo in Italia, può vantare di aver inserito il proprio Id di twitter direttamente sulla bottiglia, in etichetta.

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Parte da Montalcino la “Val d’Orcia Wellness Valley”

Montalcino Panorama dalla Torre del Palazzo Comunale

Montalcino Panorama dalla Torre del Palazzo Comunale

“Val d’Orcia Wellness Valley” è questo il messaggio che parte da Vino e Salute. A lanciare l’idea del superamento delle differenze tra eccellenze tipiche e di altissimo livello qualitativo come il Brunello di Montalcino, il grano della Val d’Orcia, lo zafferano, il termalismo e tutto ciò che compone il “giacimento agroalimentare” del Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco è Winenews, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere d’Italia e del mondo, durante il convegno che si è svolto al Teatro degli Astrusi.
“La percezione immediata del paesaggio è concepita – ha spiegato Franco Pallini di WineNews – dal fruitore-cliente come una visione scenica del territorio, capace di suscitare reazioni essenzialmente estetico-emozionali (panorama), che, in qualche misura, lasciano sullo sfondo le dinamiche di sviluppo, sostenibile per esempio, nel senso però di ciò che funziona oggi e può funzionare anche in futuro, indipendentemente dall’esaurirsi di certe risorse o dal mutare di determinate condizioni, che caratterizzano il territorio in questione. La Val d’Orcia, che fa parte dei siti dell’Unesco, trova – continua Pallini – questa caratteristica ulteriormente amplificata (luogo di pubblicità, teatro/scena, appunto, per film come il Paziente Inglese, etc.). Ma il paesaggio, se non per una ristretta elite, non esiste in quanto prodotto turistico, tant’è che al suo posto si conviene abitualmente collocare il panorama, elemento, questo sì, del tutto consono agli scopi del turista più massificato. Una sostituzione che trova precisi riscontri sia nelle icone classiche del “paesaggio” turistico mondiale, un esempio per tutti la Monument Valley, sia in quelle culturalmente più accessibili come il paesaggio del Brunello all’interno della Val d’Orcia, per non andare troppo lontano, dove la scena contiene effettivamente i vigneti ma questi vi entrano come elemento quasi autoreferenziale, e non già come parte di un tutto dinamico che comprenda e dia un senso alle altre componenti del territorio. La Val d’Orcia è un giacimento agroalimentare (grano, formaggio, vino anche nella sua declinazione della per ora non completamente espressa Val d’Orcia, birra) e questo insieme di cose permette anche di superare il mero concetto di territorio del vino (per merito soprattutto del Brunello) e non solo. Questo luogo comprende anche termalismo (Bagno Vignoni), arte e una specie di “modus vivendi” particolare, capace di attirare anche la domanda più singolare.
Stiamo parlando di una sorta di incontro fra le eccellenze esistenziali capaci di dettare una vera e propria filosofia di vita che si può ricomporre in una vera e propria “Wellness Valley” (valle del benessere), un contenitore capace di superare il particolarismo dei turismi oggi già attivi (agroalimentare, del vino, termale, etc.) ed imporsi come “unicum”. Manca semmai un “centro” capace di unificare le varie offerte, e a questo riguardo, vale la pena di far cenno almeno ad una opzione fra le molte: un “centro studi” o “laboratorio” in cui sviluppare le conoscenze e le possibilità di una vita migliore e cioè con un rapporto più stretto con la natura, l’ambiente, il sapere, il saper fare, il passato e il futuro. Il trampolino necessario per definire progetti, programmi e strategie volte a garantire lo sviluppo di un comprensorio territoriale nel lungo periodo. Attività, insomma, che permettano non solo la “semplice” azione destinata alla definizione e allo sviluppo delle attività di promozione, ma che comprendano anche pianificazione e programmazione strategica”. L’idea lanciata da Franco Pallini ha suscitato opinioni diverse. Salvatore Lauro, senatore, presidente Progetto Benessere Ischia, presente all’incontro, ha dichiarato che “ciò che serve è una organizzazione territoriale – spiega – che mantenga la qualità etica dei servizi che vengono offerti. Il progetto della Valle del Benessere sembra essere un’idea attualissima ed estremamente interessante e spero che potremmo collaborare per creare un progetto che ci renda competitivi all’estero”.
Anche Roberto Rappuoli, sindaco di San Quirico d’Orcia è intervenuto sull’argomento: “questo progetto nasce con l’intento di promuovere il territorio, l’alta qualità della vita e dell’aria e la longevità della popolazione che qui vive ad esse legata, portando avanti un discorso più generale che comprende anche prodotti della terra e la gastronomia”.
“Il nostro è un territorio di straordinaria bellezza – spiega Donatella Colombini Cinelli, vicepresidende del Consorzio del Brunello, ai microfoni della Montalcinonews – riconosciuto come patrimonio dell’umanità dall’Unesco, tanto che è il paesaggio stesso a fungere da terapia. Fa bene vivere in un contesto come questo, in un territorio di eccellenza naturale e armonioso dove natura, storia e attività umana si coordinano armonicamente e danno vita a prodotti enogastronomici fantastici”.
E, secondo il sindaco di Montalcino, Silvio Franceschelli: “con “Val d’Orcia wellness”, Montalcino si fregia di un plusvalore in aggiunta al fatto di essere all’interno del Parco della Val d’Orcia, luogo del buon vivere che da sempre guarda al paesaggio, alle produzioni di qualità, terme e quant’altro. Un plus valore in un luogo già di eccellenze come Montalcino.

“Mi piacerebbe investire nel Brunello” parola di Gèrard Perse

Sembra utopia ma è tutto vero, l’eno-antagonismo tra Italia e i cugini d’Oltralpe potrebbe essere ormai solo un lontanissimo. La Prova? È Gérard Perse, uno degli uomini più importanti del vino a Bordeaux, proprietario di Chateau Pavie, che, durante i festeggiamenti per la nuova classificazione Premier Grand Cru Classé di Saint Emilion, appena ricevuta, ha confessato ai suoi ospiti: “mi piacerebbe investire in Toscana, e perché no nel Brunello a Montalcino”. Una dichiarazione assolutamente inconsueta vista la rivalità e la competizione che contrappone da sempre Italia e Francia nel mondo del vino e non solo. Ma la concorrenza probabilmente non può oscurare e offuscare la realtà e il Brunello di Montalcino, una delle denominazioni più prestigiose in Italia, una delle bandiere del Belpaese nel Mondo e questo Gérard Perse lo sa bene. “La Napa Valley mi tenta abbastanza ma – ha aggiunto Perse – vorrei avere 5 ettari, sì, 5 ettari in Toscana”. E se Gérard Perse avesse già qualche idea e qualche trattativa in atto?

Guida Oro I Vini di Veronelli 2013: 60 Brunello “Super Tre Stelle”

Tra le 1.860 aziende e i 13.090 vini presi in considerazione sulla “Guida Oro I Vini di Veronelli 2013”, è la Toscana a vincere e sono ben 183 i vini “Super Tre Stelle” con una forte presenza di Montalcino e del suo Brunello. Ma quali sono le etichette premiate? Ben 60 vengono da Montalcino, Brunello annata e Riserva, ma, sempre provenienti da qui, anche etichette di Rosso di Toscana e Rosato. I vini premiati con le “Super Tre Stelle” per l’Italia sono 545, selezionati attraverso una strettissima maglia fissata a 93 centesimi. Una soglia altissima dettata dal continuo miglioramento della qualità dei vini italiani di qualsiasi Regione, che ci pone ai vertici della produzione mondiale. Spicca su tutte la Toscana, seguita dal Piemonte con 132 etichette, ma signbificativa risulta essere la crescita da parte di quasi tutte le altre regioni con ottimi riscontri per Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Veneto.

Le etichette “Super Tre Stelle” di Montalcino

Brunello di Montalcino 2007 – Canalicchio di Sotto
Brunello di Montalcino 2007 – Capanna
Brunello di Montalcino 2007 – Corte Pavone
Brunello di Montalcino 2007 – Domus Vitae
Brunello di Montalcino 2007 – Fossacolle
Brunello di Montalcino 2007 – La Fiorita
Brunello di Montalcino 2007 – La Gerla
Brunello di Montalcino 2007 – La Rasina
Brunello di Montalcino 2007 – Oliveto
Brunello di Montalcino 2007 – Palazzo
Brunello di Montalcino 2007 – Renieri
Brunello di Montalcino 2007 – San Polo
Brunello di Montalcino 2007 – Sassetti Vasco
Brunello di Montalcino 2007 – Scopetone
Brunello di Montalcino 2007 – Uccelliera
Brunello di Montalcino 2007 – Nardi
Brunello di Montalcino Altero 2007 – Poggio Antico
Brunello di Montalcino Castelgiocondo 2007 – Frescobaldi
Brunello di Montalcino Cerretalto 2006 – Casanova di Neri
Brunello di Montalcino Il Marroneto 2007 – Il Marroneto
Brunello di Montalcino Le Lucere 2007 – San Filippo
Brunello di Montalcino Le Potazzine 2007 – Le Potazzine
Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2007 – Il Marroneto
Brunello di Montalcino Montosoli 2007 – Altesino
Brunello di Montalcino Podere Pian di Conte 2007 – Talenti
Brunello di Montalcino Poggio alle Mura 2007 – Banfi
Brunello di Montalcino Poggio Doria 2006 – Nardi
Brunello di Montalcino Riserva 2006 – Altesino
Brunello di Montalcino Riserva 2006 – Borgo Scopeto – Caparzo
Brunello di Montalcino Riserva 2006 – Capanna
Brunello di Montalcino Riserva 2006 – Collosorbo
Brunello di Montalcino Riserva 2006 – Fornacina
Brunello di Montalcino Riserva 2006 – Fuligni
Brunello di Montalcino Riserva 2006 – La Fiorita
Brunello di Montalcino Riserva 2006 – Le Chiuse di Sotto
Brunello di Montalcino Riserva 2006 – Oliveto
Brunello di Montalcino Riserva 2006 – Palazzo
Brunello di Montalcino Riserva 2006 – Podere Brizio – Roberto Bellini
Brunello di Montalcino Riserva 2006 – Poggio Antico
Brunello di Montalcino Riserva 2006 – San Polo
Brunello di Montalcino Riserva 2006 – Uccelliera
Brunello di Montalcino Riserva 2006 – Vitanza
Brunello di Montalcino Riserva Biondi Santi Tenuta Greppo Franco Biondi Santi 2006 – Greppo – Biondi Santi Franco
Brunello di Montalcino Riserva Castelgiocondo 2006 – Frescobaldi
Brunello di Montalcino Riserva gli Angeli 2006 – La Gerla
Brunello di Montalcino Riserva Le Due Sorelle 2006 – La Fuga
Brunello di Montalcino Riserva Le Lucere 2006 – San Filippo
Brunello di Montalcino Riserva Poggio Abate 2006 – La Poderina – Saiagricola
Brunello di Montalcino Riserva Poggio al Vento 2004 – Col d’Orcia
Brunello di Montalcino Riserva Poggio all’Oro 2006 – Banfi
Brunello di Montalcino Riserva Vigna del Paretaio 2006 – Talenti
Brunello di Montalcino Riserva Vigna delle Raunate 2006 – Mocali
Brunello di Montalcino Riserva Vigna Ferrovia 2006 – Pian delle Vigne
Brunello di Montalcino Riserva Vigna Paganelli 2006 – Il Poggione
Brunello di Montalcino Riserva Vigna Spuntali 2006 – Angelini – Val di Suga
Brunello di Montalcino Sugarille 2007 – Pieve Santa Restituta
Brunello di Montalcino Tassi 2007 – Franci Franca
Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2007 – Casanova di Neri
Brunello di Montalcino Vigna La Casa 2007 – Borgo Scopeto – Caparzo
Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2007 – Mastrojanni
Pietradonice Rosso di Toscana 2009 – Casanova di Neri
Re di Renieri Toscana Rosso 2009 – Renieri
Toscana Rosato Biondi Santi Tenuta Greppo Franco Biondi Santi 2008 – Greppo – Biondi Santi Franco

“I Vini d’ Italia de l’Espresso”: vince il Brunello

È la Guida “I Vini d’ Italia de L’Espresso”, una delle più quotate del settore, ad incoronare, con il punteggio massimo di 20/20, lo strepitoso Brunello di Montalcino Riserva 2006 di Poggio di Sotto, re incontrastato del panorama enologico italiano. La Guida “I Vini d’ Italia de L’Espresso”, che sottopone la produzione enologica nazionale ad una selezione attenta e sistematica effettuata su ben 25.000 vini assaggiati, è l’ormai consueta fotografia, puntuale e ricca di dettagli, dell’attualità vinicola del nostro paese.
Nel complesso il Piemonte, con 48 vini da “5 bottiglie”, conferma la propria leadership e anche il Barolo resta al primo posto nella gerarchia delle denominazioni, con 21 vini che si sono fregiati della massima valutazione. Ma la Toscana che, con ben 46 eccellenze, una in più dello scorso anno, resta un punto di riferimento dell’enologia nazionale, grazie anche alla consistente presenza ad alto livello del Brunello di Montalcino (15 i vini piazzati quest’anno sul podio). Il Barolo, dunque, detiene ancora lo scettro tra le varie denominazioni, ma è tallonato da vicino dal Brunello di Montalcino, mai così in stato di grazia, e anche il Barbaresco recita un ruolo di rilievo.
Sulla Guida “I Vini d’ Italia de L’Espresso”, le cantine di maggiore rilevanza qualitativa sono segnalate dall’attribuzione di stelle (da una a tre) in funzione della loro qualità e continuità negli anni. Nell’edizione 2013, le “stelle” sono state assegnate a 430 produttori, tra i quali 17 classificati, tra cui Poggio di Sotto, con la massima valutazione di “tre stelle”. Tra le cantine di Montalcino, ad aver conquistato le “due stelle”, ci sono Biondi Santi, Fuligni, La Cerbaiola-Salvioni, Marchesi Antinori e Siro Pacenti. La “stella” è andata, invece, a Castello Banfi, Cencioni Patrizia-Solaria, Cerbaiona, Col d’Orcia, Gorelli – Tenuta le Potazzine, Il Poggione, La Fortuna, Lambardi – Canalicchio di Sotto, Le Chiuse, Lisini, Marchesi de’Frescobaldi, Mastrojanni, Pietroso Podere Salicutti, Sesti, Stella di Campalto – San Giuseppe, Tenimenti Angelini – Val di Suga e Tenuta Caparzo. La massima classificazione della Guida è, invece, costituita da “I Vini dell’Eccellenza” e si distingue con il simbolo delle cinque bottiglie corrispondenti a un punteggio di almeno 18/20. La Guida 2013 ne attribuisce 232.

Le 15 etichette premiate da “I Vini d’ Italia de l’Espresso”

20 Brunello di Montalcino Riserva 2006 Poggio di Sotto
19 Brunello di Montalcino Riserva 2006 Fuligni
18.5 Brunello di Montalcino Riserva 2006 Biondi Santi
18.5 Brunello di Montalcino Riserva 2006 Pian delle Querci
18.5 Brunello di Montalcino 2007 Biondi Santi
18.5 Brunello di Montalcino 2007 Solaria
18.5 Brunello di Montalcino 2007 Poggio di Sotto
18 Brunello di Montalcino Colleoni 2007 Santa Maria
18 Brunello di Montalcino Riserva 2006 La Fortuna
18 Brunello di Montalcino Riserva 2006 Le Chiuse
18 Brunello di Montalcino Riserva 2006 Sesta
18 Brunello di Montalcino 2007 Pietroso
18 Brunello di Montalcino 2007 Tassi
18 Brunello di Montalcino Ugolaia 2006 Lisini
18 Brunello di Montalcino Vigna Schiena d’Asino 2007 Mastrojanni
18 Rosso di Montalcino 2009 Poggio di Sotto