Brunello di Montalcino il più premiato di “Vinibuoni d’Italia 2013”

Il Brunello di Montalcino riscuote ancora grandi successi tra le guide enologiche italiane e la “ViniBuoni d’Italia 2013” – unica nel panorama nazionale ed internazionale dedicata esclusivamente ai vini da vitigni autoctoni, cioè a quei vini prodotti al 100% nella penisola da oltre 300 anni – che sarà presentata sabato 1 dicembre (ore 10.30) presso il Teatro degli Astrusi di Montalcino, elegge proprio il Brunello a denominazione più premiata. Le “Corone” della guida edita da Touring Editore e curata da Mario Busso e Luigi Cremona, promuovono 14 Brunello e un Rosso di Montalcino, un risultato importante che contribuisce ad eleggere al primo porto la Toscana con 34 corone, a cui segue il Piemonte con 32 e il Veneto con 21.
La guida, ha assegnato anche numerosi altri riconoscimenti al “Re del Sangiovese”: tra i “Golden Star”  compaiono 7 Brunello e 2 Rosso e, tra i “Vini da non perdere” sono ben 14 le cantine di Montalcino a comparire nella lista. E la Toscana, grazie al Brunello, è stata tra le regioni più “blasonate”, insieme al Piemonte, con 34 corone.
«Ci onora la volontà dei curatori di recarsi anche quest’anno a Montalcino per presentare la guida – ha commentato il Presidente del Consorzio Fabrizio Bindocci. Nonostante il nostro vino abbia “soltanto” 150 anni di storia, i valori di autenticità e forza della tradizione di cui questa guida si fa portavoce incarnano perfettamente lo spirito che da sempre anima i nostri produttori».

 

Focus: I riconoscimenti

CORONE
Biondi Santi Franco -Tenuta Greppo – Brunello di Montalcino Docg Riserva Tenuta Greppo 2006
Cerbaiona – Brunello di Montalcino Docg 2007
Col d’Orcia – Brunello di Montalcino Docg Riserva Poggio al Vento 2004
Le Macioche – Palazzina – Brunello di Montalcino Docg Riserva 2006
Le Ragnaie – Brunello di Montalcino Docg Ragnaie V.V. 2007
Pietroso – Brunello di Montalcino Docg 2007
Poggio di Sotto – Brunello di Montalcino Docg 2007
Poggio di Sotto – Brunello di Montalcino Docg Riserva 2006
Poggio di Sotto – Rosso di Montalcino Doc 2009
Salvioni – La Cerbaiola – Brunello di Montalcino Docg 2007
Sesti – Brunello di Montalcino Docg Riserva Phenomena 2006
Siro Pacenti – Brunello di Montalcino Docg Riserva PS 2006
Tenuta Le Potazzine – Brunello di Montalcino Docg 2007
Tiezzi – Brunello di Montalcino Docg Vigna Soccorso 2007
Val di Suga – Tenimenti Angelini – Brunello di Montalcino Docg Vigna Spuntali 2006
GOLDEN STAR
Biondi Santi Franco -Tenuta Greppo – Brunello di Montalcino Docg Tenuta Greppo 2007
Cerbaiona – Rosso di Montalcino Doc 2009
Gianni Brunelli -Le Chiuse di Sotto – Brunello di Montalcino Docg 2007
Il Marroneto – Brunello di Montalcino Docg Selezione Madonna delle Grazie 2007
Le Chiuse – Brunello di Montalcino Docg Riserva 2006
Lisini – Brunello di Montalcino Docg Ugolaia 2006
Mastrojanni – Brunello di Montalcino Docg Vigna Schiena d’Asino 2007
Siro Pacenti – Rosso di Montalcino Doc 2010
Tenuta Il Poggione – Brunello di Montalcino Docg Riserva Vigna Paganelli 2006
VINI DA NON PERDERE
Celestino Pecci
Col di Lamo
Coldisole
Fornacina
Il Poggiolo – Rodolfo Cosimi
La Magia
La Mannella
La Palazzetta
Pian delle Querci
Podere Paganico
Tenuta San Giorgio
Terralsole
Vasco Sassetti
Ventolaio

Marracash “canta” il Brunello di Montalcino

“Fossi Cristo e spacciassero il mio sangue per vino vorrei che almeno fosse un Brunello di Montalcino”: così canta Marracash, all’anagrafe Fabio Bartolo Rizzo, classe 1979, rapper italiano cresciuto nella periferia di Milano, nelle note di “Se la scelta fosse mia” (Roccia Music II, 2011). Anche qui, anche se con toni forti e forse esagerati, il Brunello di Montalcino viene scelto, enfatizzato ed eletto come il re dell’enologia italiana, con un paragone che forse risulterà esagerato, ma che ben mostra la forza di questo vino.

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Brunello di Montalcino in “Venuto al mondo”

“Gli amori più assurdi sono i migliori” recita l’inizio del trailer del nuovo capitolo della coppia
Castellitto – Mazzantini. È il film “Venuto al mondo”, diretto e interpretato da Sergio Castellitto e tratto dal romanzo omonimo della moglie Margaret Mazzantini. Un film in cui una Sarajevo distrutta dalla guerra, un’ossessione di una coppia di amanti, le atrocità compiute nella città bosniaca, fanno da sfondo a un melodramma che parla anche di Montalcino. Insolito vero? Eppure, la città della Toscana, è citata. A farlo è l’esuberante Gojko, interpretato da Adnan Haskovic, guida locale di Gemma, la protagonista, una giovane studiosa italiana arrivata a Sarajevo sulle tracce di un poeta bosniaco,
interpretata da Penelope Cruz. Montalcino: fa da sfondo, forse come un
miraggio, anche in una situazione di tragico assedio, attraverso la citazione
del suo prodotto principe, il Brunello di Montalcino. Il “re” del Sangiovese
è in una battuta ironica di Gojko che, per un attimo, spezza la tensione del
melodramma. Una citazione “artistica” che sta facendo il giro del mondo.
In Italia il film è appena uscito ma è già stato presentato a Toronto e a San
Sebastian, dove però, non è stato accolto bene dalla critica.

Consorzio del Brunello: “Istituzione a difesa dei valori agroalimentari italiani”

È il Gruppo del Gusto dell’Associazione della Stampa Estera (119 soci di 30 paesi) – nato nel 2002 per rendere più organica la copertura giornalistica del settore agroalimentare italiano e far conoscere ai lettori stranieri le realtà enogastronomiche più autentiche – a premiare, anche quest’anno, gli uomini e le donne che hanno contribuito a svelare le anime della tradizione agroalimentare italiana, e, per l’edizione 2012, sono cinque gli imprenditori a salire sul podio.
Il Consorzio del Brunello di Montalcino si aggiudica l’alloro come ”Istituzione a difesa dei valori agroalimentari italiani”, al Pastificio Luca da Corte Croera di Borca di Cadore (BL) va il riconoscimento per la categoria ”Produzione di particolare valore e significato”, mentre Oscar Farinetti, anima di Eataly, vince la sezione ”Divulgatore dell’autenticita’ italiana”. Per la categoria ”Ristorante che da oltre 100 anni appartenga alla stessa famiglia” c’è un ex-aequo tra il ristorante Filippino di Lipari e il Sibilla di Tivoli. “Non possiamo conoscere tutte le realtà italiane, è evidente -  spiega Alfredo Tesio, responsabile del Gruppo e corrispondente in Italia per la stampa danese – ma tra le tante con cui però siamo entrati in contatto, la scelta è caduta su quelle che più ci hanno impressionato e nelle quali abbiamo riconosciuto l’immagine di un’Italia che vorremmo continuasse ad esistere. Solo l’Italia puo’ vantare certe cose: in poche parti del mondo un ristorante rimane di proprietà della stessa famiglia per oltre un secolo”. L’ appuntamento con la premiazione è per questa sera presso la Citta’ del Gusto del Gambero Rosso a Roma.

In Asia sbancano il Brunello e il vino del Belpaese

È proprio vero, in Asia piace sempre di più il vino italiano d’eccellenza e il Brunello di Montalcino. La conferma arriva, come rende noto il sito Winenews.it, dall’ultima asta di Gelardini & Romani Wine Auction ad Hong Kong, praticamente sold out (aggiudicato il 99,28% del valore di base d’asta, oltre 700.000 euro). Tra i lotti anche una bottiglia di Brunello di Montalcino. Anche se il lotto top (per 16.000 euro) è stato quello di 12 bottiglie di Domaine de la Romanée-Conti 1988, sul podio anche il Masseto di Tenuta dell’Ornellaia (Frescobaldi), con 18 bottiglie di 2001 a 12.000 euro, e 6 magnum di 1997 a 7.900 euro.
E sono tanti i “Grand Cru d’Italia” classificati da Gelardini & Romani che hanno visto rilanci importanti, come il +300% per una bottiglia di Brunello di Montalcino Tenuta Greppo Biondi Santi Tenuta del 1971, il +182% per la magnum di Luce della Vite 1997, il +175% per la doppia magnum di Flaccianello Fontodi 2001, il +122% per tre bottiglie di Barbaresco Gaja 1964, o il +117% per sei bottiglie di Le Pergole Torte 2001 di Montevertine, tra gli altri. O, ancora, il +105% per la doppia magnum di Oreno 2008 di Tenuta Sette Ponti, il +97% per 12 bottiglie di il Chianti Riserva il Poggio 2001 di Castello di Monsanto, il +67% per la magnum di Solaia 2001 di Antinori, il +63% per le 18 bottiglie di Masseto 2001, o il +60% per la magnum di Argentiera 2001 di Tenuta Argentiera.
Un bel risultato, dunque, per il vino italiano e per il Brunello di Montalcino ad Hong Kong, ormai capitale mondiale delle aste enoiche, con il nettare di Bacco d’alta gamma del Belpaese che, “asta dopo asta e aggiudicazione dopo aggiudicazione – spiegano a WineNews Gelardini & Romani – sta recuperando “terroir” sui prezzi dei cugini d’Oltralpe, oggi in forte calo, con valori anche dimezzati rispetto ai picchi del 2010”.

Obama regala il Brunello e sfida le regole della Camera

È il neo-rieletto presidente americano Barack Obama ad aver regalato un Brunello di Montalcino allo speaker della Camera, John Boehner, che il 17 novembre scorso ha compiuto 63 anni sfidando le regole della Camera. Questa la notizia battuta da molte agenzie, che svela però dei retroscena inaspettati. Obama stima John Boehner, speaker ufficiale della Camera USA ed è per questo che, per rapporti personali (ed anche per buona politica), ha deciso di festeggiare il suo compleanno regalandogli una bottiglia di Brunello di Montalcino 1997 “Altero” by Poggio Antico.
Il vino scelto dal Presidente è uno dei più pregiati e conosciuti al modo e lannata, il 1997, è veramente ottima e questo porta inesorabilmente ad un prezzo elevato della bottiglia che arriva a toccare i 125 dollari. Ed è qui che sorgono i problemi: le regole della Camera, infatti, prevedono che un singolo regalo non possa superare i 50 dollari e che più regali da una stessa persona nel corso di uno stesso anno non possano superare la soglia dei 100 dollari complessivi. Quindi, in base alle regole della Camera, Boehner non potrebbe accettare il regalo, a meno che Boehner e Obama non rientrino nella categoria “amici personali” prevista dal regolamento o che Obama sia considerato un“entità governativa”. Se le cose stanno così il pericolo è sventato e Boehner potrà accettare e finalmente bere il suo Brunello.

Wine Spectator: Ciacci Piccolomini d’Aragona in “top 10”

È iniziato il “count down” per i 10 migliori vini della “Top 100” dell’influente rivista Usa “Wine Spectator” e Montalcino c’è insieme al suo Brunello: è WineNews, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere d’Italia, ad annunciare che il Brunello di Montalcino 2007 Ciacci Piccolomini d’Aragona (nella foto, il produttore Paolo Bianchini), unico italiano al momento, è al n. 9 della classifica che vede, al n. 10, il Malbec Mendoza Finca Bella Vista 2010 Achával-Ferrer, il Cabernet Sauvignon Knights Valley Reserve 2009 Beringer al n. 8, Pinot Noir Willamette Valley Shea Vineyard Estate 2009 al n. 7, ed il Château Léoville Barton St.-Julien 2009 al n. 6.
“È un risultato importante – spiega il produttore Paolo Bianchini, proprietario, insieme alla sorella Lucia, della cantina, a Montalcinonews – che conferma il nostro lavoro e dedizione per il Brunello ed il territorio. Ricevere dei riconoscimenti crea motivazioni nuove e sprona a fare sempre meglio soprattutto in questi momenti di recessione. Una conferma, dunque, importante per il territorio, per la Ciacci Piccolomini d’Aragona e per il nostro vino che ogni anno si fa conoscere sempre di più e trova sempre più conferme …”.
Domani saranno rese note le posizioni della “Top 100” dalla n. 5 alla n. 2 e, il 16 novembre, il n. 1 … Forse potrebbero arrivare altre sorprese per il Brunello di Montaalcino, uno dei vini italiani più amati dalla rivista Usa e che ormai premia costantemente ogni anno.
Una classifica la “Top 100” di “Wine Spectator”, come si legge sul sito, che nasce scegliendo il meglio del meglio tra i 17.000 assaggi realizzati dai degustatori della rivista, e seguendo vari parametri, come il punteggio (che deve essere superiore a 90/100), il prezzo, la disponibilità sul mercato e un “fattore X”, che può essere “l’entusiasmo generato da un produttore considerato una stella nascente, o da un punto di riferimento del territorio”.

Montalcino & Michelin Italia 2013

È uscita oggi la guida Michelin Italia 2013, una delle pubblicazioni annuali più attese rivolte al turismo e alla gastronomia, che rappresenta il maggiore riferimento mondiale per la valutazione della qualità dei ristoranti e degli alberghi a livello nazionale ed internazionale. E Montalcino non poteva mancare …
Tra gli alberghi del territorio del Brunello, con “quattro casette rosse” (su un massimo di cinque) domina Castiglion del Bosco, hotel ameno dal lusso garbato e grande comfort, seguito, con “tre casette rosse” da “Il Borgo” di Castello Banfi – dalle camere e suites estremamente eleganti ricavate nell’antico Borgo in pietra, nato nel settecento all’ombra delle mura e delle torri del Castello – e “Castello di Velona” – le suites si trovano nel castello del X secolo che ospita anche una modernissima spa, che si affaccia su un panorama mozzafiato. È poi la volta dell’“Hotel Vecchia Oliviera”, dagli interni eleganti e dal panorama incantevole, con “due casette rosse”, e dell’“Hotel Il Giglio”, dall’antica tradizione e dall’ottimo ristorante, che di casette ne ha conquistata una.
Per i ristoranti, si aggiudica “tre forchette” (su cinque), il ristorante “Campo del Drago”, che fa parte del complesso di ville di Castiglion del Bosco, che si caratterizza per l’atmosfera e la sua sala elegante dove degustare cene all’insegna delle più tipiche ricette della tradizione toscana. La “Taverna di Castello Banfi”, con la sua cucina semplice ma estremamente ben fatta e la sua vasta scelta di vini italiani e internazionali, si aggiudica “due forchette”. “Una forchetta” va anche al ristorante “Boccon di Vino”, alle porte di Montalcino, una terrazza sulla Val d’Orcia dove gustare piatti della tradizione toscana rivisitati in chiave moderna. Nessuno tra gli alberghi ed i ristoranti di Montalcino si aggiudica i massimi riconoscimenti della guida Michelin, ma sembra, comunque, esserci un’ampia scelta per tutti i gusti, tutti i palati e tutti gli stili.