Donne del Vino: eletta Donatella Cinelli Colombini

Donatella Cinelli Colombini

Donatella Cinelli Colombini

Una grande soddisfazione per la Signora del Brunello, Donatella Cinelli Colombini, colei che ha puntato tutto sull’enologia “rosa”, organizzando le proprie cantine – Casato Prime Donne a Montalcino e Fattoria del Colle nel sud del Chianti – con uno staff interamente al femminile che, da oggi, entra nel Consiglio di Amministrazione delle Donne del Vino. Una elezione, quella di Donatella Cinelli Colombini, avvenuta a “furor di popolo”: con 122 voti, infatti, è la seconda delle elette dopo la Presidente in carica Elena Martuscello. Le altre elette nel Consiglio di Amministrazione delle Donne del Vino sono: Pia Donata Berlucchi, Paola Longo, Marina Ramasso, Maria Cristina Ascheri, Letizia Mori, Daniela Mastroberardino, Nadia Zenato, Michela Marenco, Marilisa Allegrini e Cinzia Mattioli. Otto produttrici, due ristoratrici, un’enotecaria e una manager.

Bindocci: “condanna per chi ha colpito il Brunello e Montalcino”

“Condanna di coloro che, a vario titolo, in modo cosciente e del tutto arbitrario, hanno voluto ricondurre quanto accaduto ad ipotesi criminali o vendette tra produttori, danneggiando consapevolmente l’immagine di Montalcino e, con essa, di uno dei più prestigiosi prodotti del Made in Italy nel mondo”. Così Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, in una nota stampa a seguito delle dichiarazioni degli inquirenti di questa mattina in merito alle indagini sull’atto vandalico che ha colpito duramente Gianfranco Soldera e l’Azienda Case Basse. “ad oggi – prosegue Fabrizio Bindocci – le evidenze presentate dalle forze dell’ordine confermano quanto già espresso dal Consorzio e dai rappresentanti istituzionali della comunità di Montalcino e cioè che si sia trattato di un atto vile ed inqualificabile totalmente estraneo alla cultura ed ai valori di questo territorio che a sua volta ne è stato vittima indiretta in quanto colpendo una delle sue eccellenze più conosciute di fatto ha danneggiato tutto il sistema dei produttori”.
Per il sindaco Franceschelli e il Presidente Bindocci “questo ovviamente non diminuisce la gravità della vicenda che, al di là di letture fantasiose e strumentali di cui nelle sedi opportune si chiederà conto, rimane un atto inaccettabile che ha colpito duramente un produttore stimato e conosciuto come Gianfranco Soldera, cui confermiamo tutta la solidarietà dei produttori, solidarietà che da sempre rappresenta un grande valore di questo territorio”. Nelle loro dichiarazioni, sia il Presidente Bindocci che il sindaco Franceschelli ringraziano le forze dell’ordine per la celerità e la competenza con cui hanno portato a termine le indagini: “dissipando così ogni lettura tendenziosa dei fatti e ridando serenità al territorio che da sempre presidiano con grande efficienza”.

Top 100 by “Gentleman”: nove i Brunello in classifica

Montalcino campagna Toscana
Montalcino campagna Toscana

->Una classifica, quella di “Gentleman”, mensile di Milano Finanza (gruppo Class), che incrocia i punteggi delle guide ai vini di Gambero Rosso, Espresso, Veronelli, Maroni e Bibenda e che premia, quindi il meglio del meglio dell’enologia italiana. Al top, per il secondo anno consecutivo, il Primitivo di Manduria Es 2010 Gianfranco Fino, con 476,5 “punti”, ma la Toscana domina e più del 20% dei vini di questa regione è rappresentato dal Brunello di Montalcino. Biondi Santi, Poggio di Sotto, Col d’Orcia, Le Chiuse, Tenute di Sesta, Castello Banfi e Fanti sono le cantine premiate. E i vini? Dall’annata 2007, passando per la Riserva 2006, fino ad arrivare a quella 2004. Il Brunello di Montalcino, il re del Sangiovese, ha ancora una volta, messo d’accordo tutti.

Focus: I Brunello nella Top 100 di “Gentleman”

n.6 Brunello di Montalcino Riserva 2006 Tenuta Greppo Biondi Santi (punti 466,5)
n.17 Brunello di Montalcino 2007 Tenuta Greppo Biondi Santi (punti 458,5)
n.17 ex aequo Brunello di Montalcino 2007 Poggio di Sotto (punti 458,5)
n.19 Brunello di Montalcino Riserva 2006 Poggio di Sotto (punti 457,5)
n.23 Brunello di Montalcino Riserva 2004 Poggio al Vento Col d’Orcia (punti 455)
n.27 Brunello di Montalcino Riserva 2006 Le Chiuse (punti 453)
n.33 Brunello di Montalcino Riserva 2006 Tenute di Sesta (punti 450)
n.35 Brunello di Montalcino Riserva 2006 Poggio all’Oro Castello Banfi (punti 449)
n.38 Brunello di Montalcino 2007 Fanti (punti 447,5)

Montalcino domina la “My top 100” by James Suckling

Montalcino vince su tutti i Principi del vino italiano e domina, con ben 30 vini la “My top 100 italian wines of 2012” by James Suckling, il guru della critica enologica, ex corrispondente europeo di “Wine Spectator”, oggi “one man show” del settore che, con il suo sito www.jamessucklig.com, continua nella sua opera di recensione del vino. Nella sua autorevole “My top 100 italian wines of 2012”, il 30% dei vini premiati (su 3.000 assaggi) viene dalla città del Brunello.

Focus: Ecco i vini di Montalcino premiati

Valdicava Brunello di Montalcino Madonna del Piano Riserva 2006 100
Casanova di Neri Brunello di Montalcino Cerretalto 2006 99
Altesino Brunello di Montalcino Montosoli 2007 98
Poggio Antico Brunello di Montalcino Altero 2007 98
Valdicava Brunello di Montalcino 2007 98
Casanova di Neri Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2007 97
Luce della Vite Brunello di Montalcino Luce 2007 97
Poggio di Sotto Brunello di Montalcino Riserva 2006 97
Siro Pacenti Brunello di Montalcino 2007 97
Siro Pacenti Brunello di Montalcino PS Riserva 2006 97
Castello Banfi Brunello di Montalcino Poggio all’Oro Riserva 2006 96
Castello Banfi Brunello di Montalcino Poggio alle Mura 2007 96
Castiglion del Bosco Toscana Prima Pietra 2009 96
Ciacci Piccolomini d’Aragona Brunello di Montalcino Pianrosso 2007 96
Eredi Fuligni Brunello di Montalcino Riserva 2006 96
La Poderina Brunello di Montalcino Poggio Abate Riserva 2006 96
La Serena Brunello di Montalcino Gemini Riserva 2006 96
Altesino Brunello di Montalcino Riserva 2006 95
Argiano Toscana Suolo 2009 95
Caparzo Brunello di Montalcino Vigna La Casa 2007 95
Casanova di Neri Toscana Pietradonice 2009 95
Ciacci Piccolomini d’Aragona Brunello di Montalcino Vigna di Pianrosso Caterina d’Oro Riserva 2006 95
Col d’Orcia Sant’Antimo Olmaia 2009 95
Eredi Fuligni Brunello di Montalcino 2007 95
La Rasina Brunello di Montalcino 2007 95
Marchesi de’ Frescobaldi Brunello di Montalcino Castelgiocondo Riserva 2006 95
Mastrojanni Brunello di Montalcino 2007 95
Renieri Brunello di Montalcino Riserva 2006 95
Renieri Toscana Re di Renieri 2009 95
Silvio Nardi Brunello di Montalcino 2007 95

Focus: “My top 100 italian wines of 2012” by James Suckling

Aldo Conterno Barolo Gran Bussia Riserva 2005 100
Bruno Giacosa Barolo Le Rocche del Falletto Riserva 2007 100
Castello dei Rampolla Toscana d’Alceo 2008 100
Valdicava Brunello di Montalcino Madonna del Piano Riserva 2006 100
Casanova di Neri Brunello di Montalcino Cerretalto 2006 99
Gaja Langhe Sori San Lorenzo 2007 99
Aldo Conterno Barolo Romirasco 2008 98
Altesino Brunello di Montalcino Montosoli 2007 98
Ceretto Barolo Bricco Rocche 2008 98
Gaja Langhe Conteisa 2008 98
Giacomo Conterno Barolo Monfortino Riserva 2005 98
Poggio Antico Brunello di Montalcino Altero 2007 98
Romano Dal Forno Amarone della Valpolicella 2004 98
Tenuta San Guido Bolgheri-Sassicaia Sassicaia 2009 98
Valdicava Brunello di Montalcino 2007 98
Zenato Amarone della Valpolicella Sergio Zenato Riserva 2006 98
Antinori Bolgheri Superiore Guado al Tasso 2009 97
Bruno Giacosa Barolo Le Rocche del Falletto Riserva 2008 97
Casanova di Neri Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2007 97
Gaja Langhe Sori Tildin 2007 97
Le Macchiole Toscana Messorio 2009 97
Luce della Vite Brunello di Montalcino Luce 2007 97
Pio Cesare Barolo Ornato 2008 97
Poggio di Sotto Brunello di Montalcino Riserva 2006 97
Roberto Voerzio Barolo Rocche dell’Annunziata Torriglione 2008 97
Roberto Voerzio Barolo Vecchie Vite dei Capalot e delle Brunate Riserva 2008 97
Siro Pacenti Brunello di Montalcino 2007 97
Siro Pacenti Brunello di Montalcino PS Riserva 2006 97
Terre Nere Etna Prephylloxera La Vigna di Don Peppino 2010 97
Aldo Conterno Barolo Cicala 2008 96
Aldo Conterno Barolo Colonello 2008 96
Allegrini Amarone della Valpolicella Classico 2008 96
Antinori Toscana Solaia 2009 96
Carnasciale Toscana Il Caberlot 2009 96
Casaloste Toscana Inversus 2009 96
Castello Banfi Brunello di Montalcino Poggio all’Oro Riserva 2006 96
Castello Banfi Brunello di Montalcino Poggio alle Mura 2007 96
Castello dei Rampolla Toscana Sammarco 2008 96
Castiglion del Bosco Toscana Prima Pietra 2009 96
Ciacci Piccolomini d’Aragona Brunello di Montalcino Pianrosso 2007 96
Damilano Barolo Cannubi 2008 96
Elvio Cogno Barolo Vigna Elena Riserva 2006 96
Eredi Fuligni Brunello di Montalcino Riserva 2006 96
Gaja Langhe Sori San Lorenzo 2009 96
Giacomo Conterno Barolo Cascina Francia 2008 96
La Massa Toscana Giorgio Primo 2010 96
La Poderina Brunello di Montalcino Poggio Abate Riserva 2006 96
La Serena Brunello di Montalcino Gemini Riserva 2006 96
Paolo Scavino Barolo Monvigliero 2008 96
Tenimenti Luigi d’Alessandro Cortona Migliara 2009 96
Tenuta dell’Ornellaia Bolgheri Superiore Ornellaia 2009 96
Tenuta Sette Ponti Toscana Oreno 2010 96
Tua Rita Toscana Redigaffi 2010 96
Allegrini Verona La Poja 2007 95
Altesino Brunello di Montalcino Riserva 2006 95
Argiano Toscana Suolo 2009 95
Bartolo Mascarello Barolo 2008 95
Brancaia Toscana Il Blu 2009 95
Bruno Giacosa Barolo Falletto 2008 95
Cabreo Toscana Il Borgo 2009 95
Caiarossa Toscana 2009 95
Caparzo Brunello di Montalcino Vigna La Casa 2007 95
Casanova di Neri Toscana Pietradonice 2009 95
Castello di Ama Toscana L’Apparita 2008 95
Ciacci Piccolomini d’Aragona Brunello di Montalcino Vigna di Pianrosso Caterina d’Oro Riserva 2006 95
Col d’Orcia Sant’Antimo Olmaia 2009 95
Domenico Clerico Barolo Pajana 2008 95
Elio Grasso Barolo Ginestra Casa Mate 2008 95
Elvio Cogno Barbera d’Alba Pre-Phylloxera 2010 95
Elvio Cogno Barolo Bricco Pernice 2007 95
Eredi Fuligni Brunello di Montalcino 2007 95
Fontodi Colli della Toscana Centrale Flaccianello della Pieve 2009 95
Gaja Barbaresco 2008 95
Gaja Langhe Costa Russi 2007 95
Gaja Langhe Sori Tildin 2009 95
Giacomo Borgogno & Figli Barolo Liste 2007 95
Gianni Gagliardo Barolo Cannubi 2008 95
Girolamo Russo Etna San Lorenzo 2010 95
La Rasina Brunello di Montalcino 2007 95
La Spinetta Barbaresco Vigneto Valeirano 2009 95
La Spinetta Barolo Vigneto Campe 2008 95
Luciano Sandrone Barolo Le Vigne 2008 95
Marchesi de’ Frescobaldi Brunello di Montalcino Castelgiocondo Riserva 2006 95
Mastrojanni Brunello di Montalcino 2007 95
Monteverro Toscana 2009 95
Orma Toscana 2009 95
Paolo Scavino Barolo Bricco Ambrogio 2008 95
Pecchenino Barolo Le Coste 2008 95
Petrolo Toscana Boggina 2010 95
Petrolo Toscana Galatrona 2010 95
Pietradolce Etna Archineri 2009 95
Pio Cesare Barbaresco Il Bricco 2008 95
Renato Ratti Barolo Rocche 2008 95
Renieri Brunello di Montalcino Riserva 2006 95
Renieri Toscana Re di Renieri 2009 95
Roberto Voerzio Barolo Sarmassa 2008 95
Silvio Nardi Brunello di Montalcino 2007 95
Tenuta dell’Ornellaia Toscana Masseto 2009 95
Tenuta di Biserno Toscana Biserno 2009 95
Tenuta di Biserno Toscana Lodovico 2008 95

“Grazie per la solidarietà, vado avanti da solo”

È passata una settimana dal “crudele sfregio – come recita oggi la nota stampa della Famiglia Soldera – al lavoro ed alla passione” che ha visto come protagonista la cantina Case Basse, che ha visto andare perdute sei annate del suo Brunello di Montalcino. Gli inquirenti stanno lavorando a pieno ritmo e anche Gianfranco Soldera, dopo alcuni giorni di silenzio, è tornato a parlare della vicenda. Ringrazia tutti quelle che, “direttamente o indirettamente, ci hanno espresso solidarietà e vicinanza”, da Montalcino e dal mondo. Si dissocia da tutte le pratiche speculative sui suoi vini, che alcuni privati potrebbero aver messo in atto, annunciando di aver sospeso tutte le vendite, ringraziando il distributore italiano (Heres, ndr) e gli importatori per la collaborazione ed il sostegno. E, soprattutto, ringraziando il cda del Consorzio del Brunello che aveva proposto di raccogliere vino tra i produttori per aiutare Case Base, risponde: “è preferibile che i frutti raccolti da questa azione vengano destinati a sostenere attività di ricerca e sperimentazione sul vitigno ed il vino Sangiovese nel territorio di Montalcino, con il coinvolgimento delle Università di Siena e di Firenze e l’apporto imprescindibile di giovani ricercatori”.
Una reazione cortese nei modi e comprensibile nel merito, da un produttore che, nel bene e nel male, ha sempre portato avanti con decisione le proprie idee anche quando non erano condivise che da pochissimi, pur senza perdere, nei fatti, una visione d’insieme: “questo territorio e i suoi frutti sono patrimonio unico di una comunità senza confini e ciò conferisce a tutti coloro che lo vivono e vi prestano il proprio lavoro la responsabilità di preservano e di valorizzarlo”.
Il comunicato di Case Basse
“Desideriamo innanzitutto ringraziare tutti coloro che – direttamente e indirettamente – ci hanno espresso la loro solidarietà e vicinanza; chi ci ha spronato a continuare e chi si è offerto di aiutarci anche con il proprio lavoro. Una partecipazione straordinaria, da ogni parte del mondo, che ci ha lasciati stupiti, commossi ed orgogliosi. Ad ogni messaggio abbiamo prestato attenzione ed ognuno rimarrà parte della nostra storia. Vorremmo rispondere a tutti se riuscissimo. Un filo invisibile ma indistruttibile ci unisce ormai a chi condivide i nostri valori, a chi si è indignato per questo crudele sfregio al lavoro ed alla passione, a chi come noi vuole reagire andando avanti senza cedere ai propri principi. Oltre l’ambito del settore in cui operiamo, oltre i confini geografici. Questo territorio e i suoi frutti sono patrimonio unico di una comunità senza confini e ciò conferisce a tutti coloro che lo vivono e vi prestano il proprio lavoro la responsabilità di preservarlo e di valorizzarlo.
In questa logica, la proposta sorta in seno al Consiglio del Consorzio del Brunello di Montalcino, riunitosi in seduta straordinaria il 7 dicembre, merita il nostro sentito ringraziamento. E’, peraltro, preferibile, a nostro parere, che i frutti raccolti da questa azione venissero destinati non a favore di Case Basse ma a sostenere attività di ricerca e sperimentazione che abbiano come oggetto il vitigno ed il vino Sangiovese nel territorio di Montalcino e la sua valorizzazione nel mondo, con il coinvolgimento delle Università di Siena e Firenze e l’apporto imprescindibile di giovani ricercatori.
Per quanto ci riguarda, intendiamo continuare la nostra attività basandoci sulle nostre forze oltre che sull’apprezzamento e sostegno del nostro distributore in Italia e di tutti i nostri importatori ed affezionati clienti. Desideriamo, infine, informare tutti che dal 3 dicembre, fino a data da stabilire, abbiamo sospeso la vendita dei nostri vini. Pur rispettando la libertà commerciale degli operatori del settore, pensiamo importante comunicare il nostro dissenso e la nostra estraneità a pratiche speculative sul prezzo dei nostri vini già sul mercato, pratiche che allontanando il consumatore finale dall’accessibilità al vino snaturano il senso del nastro lavoro: condividere con gli appassionati il piacere dì apprezzare un vino unico”.

Brunello contro Barolo: 1 a 1 palla al centro

Quella tra il Brunello e il Barolo è una “lotta” che dura da sempre, una accesa ma sana competizione, tra due fra i più grandi vini d’Italia e del mondo e tra due regioni, la Toscana e il Piemonte, apprezzate e lodate per la loro cultura enologica a livello planetario.
Una ricerca, commissionata dall’Accademia del Barolo all’Ispo (Istituto per gli Studi sulla ricerca d’Opinione) presieduto da Renato Mannheimer – presentata sabato scorso al Castello di Barolo, presso il Wimu-Museo del Vino – dedicata alla percezione del Barolo in ristoranti ed enoteche d’eccellenza e svolta su un campione di 50 ristoranti e 50 enoteche rivela che i re dei rossi italiani, si mostrano entrambi combattivi e il derby dell’enologia del Belpaese finisce con un pareggio.
Infatti, se al ristorante gli appassionati preferiscono bere Barolo (il 18% sceglie il Piemonte mentre l’8% stappa il re del Sangiovese), in enoteca – dove il 22% dei compratori sceglie di acquistare il Brunello mentre il 4% sceglie Barolo – la situazione si ribalta completamente. Se questi sono i risultati, lunga vita, dunque, alla competizione che fa crescere i territori e i prodotti d’eccellenza che in essi si producono.