È la vite il vero bene rifugio

La terra e la vite rappresentano sempre di più un bene rifugio e l’agricoltura si conferma un settore, in tempo di crisi, in controtendenza. Investire sul vino come “forma estetica”, passaggio mozzafiato e produzione ad alto valore aggiunto. Sono gli ingredienti di una ricetta che molti vorrebbero preparare e, in pochi, fortunati, riescono a realizzare: investire nelle terre del vino italiane e, quindi, anche a Montalcino. È Giampiero Cazzato che, per “Il Venerdì di Repubblica”, torna sull’argomento, “testimonia” ancora una volta che il vero bene rifugio, oggi, non è il mattone ma sono i vigneti che hanno raggiunto valori che Coldiretti definisce “stellari”, e stila una sorta di classifica delle quotazioni dei terreni dei vini pregiati. Un ettaro a Frascati (Roma), per esempio, vale 150.000 euro, 35 volte di più rispetto al valore che aveva nel 1966, anno in cui è stata riconosciuta la Doc; è la volta, poi, dei terreni di Montalcino, dove si produce il re dei Sangiovese, il Brunello. Qui un ettaro di terreno vale 380.000 euro. Nel lontano 1967. Il terreno più proibitivo risulta quello dove si produce il Nebbiolo a Barolo: per acquistare un ettaro di vigneto è necessario “sborsare” 800.000 euro.

È ufficiale: Monica Larner a The Wine Advocate

Via Twitter Monica Larner annuncia che sarà la prossima firma dell’Italia del vino per una delle riviste più influenti del mondo del vino: “Finally! It’s official…. I will be tasting Italian wines for the The Wine Advocate!”. È con un tweet dal social network di microblogging più seguito al mondo, anche dagli amanti del vino, che la Larner conferma i rumors anticipati, le scorse settimane da WineNews, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere. Dopo esser stata per oltre 10 anni la firma di un’altra importante rivista americana, “Wine Enthusiast”, adesso Monica Larner si accinge a diventare la firma di riferimento dell’Italia del vino per The Wine Advocate.  A lei, come a Kerin O’Kefee che prenderà il suo posto a “Wine Enthusiast”, vanno i migliori auguri di buon lavoro.

Kerin O’Keefe è il nuovo editore italiano di Wine Enthusiast

Kerin O’Keefe è il nuovo editore italiano di Wine Enthusiast Magazine. A dirlo una nota ufficiale di Wine Enthusiast, rivista Usa tra le più autorevoli che, quest’anno è arrivata al venticinquesimo anno di pubblicazione. “Kerin O’Keefe è una delle autorità più importanti sul vino italiano nel mondo – commenta Adam Strum, direttore ed editore di Wine Enthusiast Magazine – ed è universalmente rispettata dalla comunità italiana del vino per il suo prolifico stile di scrittura, brillante, e la sua professionalità. È lei la scelta perfetta per unirsi al nostro team globale di assaggiatori di Wine Enthusiast”. La O’Keefe che nel 1991 si è spostata dagli Stati Uniti in Italia, ha scritto regolarmente di vino italiano per Decanter, World of Fine Wine e WineSearcher.com. Ex redattore per la rivista Wine News, a Montalcino e in tutto il mondo, Kerin O’Keefe è nota soprattutto per aver scritto il libro: “Franco Biondi Santi: The Gentleman di Brunello” (Veronelli Editore, 2005), per cui ha vinto un Gourmand Wine Book Award. Nel 2008 ha vinto il Premio Consorzio Brunello di Montalcino per il suo articolo copertina “Brunello de-con-structed” uscito sul numero di Wine News a Ottobre-Novembre 2007. E, tra i riconoscimenti ottenuti, anche quello per l’ultimo libro che ha scritto su Montalcino: “Brunello di Montalcino: capire e apprezzare uno dei più grandi vini d’Italia” (University of California Press, 2012), finalista per il Premio André Simon.
Come editore italiano per Wine Enthusiast, la O’Keefe sarà responsabile della revisione di tutti i vini italiani, oltre a fornire chiavi contenuto editoriale, novità e tendenze provenienti dal paese, per la rivista di stampa, negli Stati Uniti, la rapida crescita dell’edizione digitale cinese e il sito Web Wine Enthusiast, WineMag.com. Alla O’Keefe farà riferimento un team di degustazione di 12 persone di Wine Enthusiast che, tutti insieme, offrono più di 100 anni di giornalismo del vino, degustazioni e recensioni di 20.000 vini all’anno.

Focus: Ecco tutti i responsabili del Tasting Panel globale di Wine Enthusiast

Steve Heimoff e Virginie Boone: California
Roger Voss: Alsazia, Bordeaux, Borgogna, Champagne, Loira, Portogallo e Austria
Michael Schachner: Argentina, Cile, Spagna
Kerin O’Keefe: Italia
Lauren Buzzeo: Linguadoca-Rossiglione, Sud Africa, Israele
Joe Czerwinski: Valle del Rodano, Australia, Nuova Zelanda
Paul Gregutt: Oregon, Stato di Washington
Sean Sullivan: Oregon, Stato di Washington, Idaho, Canada
Anna Lee Iijima: Germania, New York, Altri paesi europei
Susan Kostrzewa: Grecia e Cipro
Andrew Hoover: Virginia, Stati Uniti Altro
Kara Newman: Spirits

Riccardo Paccagnini tra i pionieri del Brunello

Sono l’originalità e la lungimiranza di alcune personalità a far crescere un territorio e Montalcino può vantare diversi personaggi che hanno reso grande la città e il suo Brunello.
Correva l’anno 1905 quando Riccardo Paccagnini, classe 1854, scrisse il “Trattato tecnico-pratico di agricoltura ed enologia”, un “manuale” dove fissò tutte le norme e le osservazioni, frutto di 36 anni di esperienza, che regolavano la produzione di Brunello. Un vero pioniere che, in un epoca in cui il Brunello, grazie alle famiglie Biondi Santi e Costanti, era agli esordi, individuò nell’enologia un filone portante di sviluppo per l’economia locale, indicando la strada per la valorizzazione di Montalcino. Il trattato, una vera “bibbia enologica” che descrive nei minimi particolari la produzione del Brunello, è un inno alla nobile arte agricola e al Sangiovese di Montalcino.

Il Brunello per “Tuscan Spring – a taste of Italy” in Irlanda

Un eccezionale evento di due giorni (15 e 16 aprile 2013) a Lucan House, residenza ufficiale dell’ambasciatore italiano in Irlanda Maurizio Zanini, per raccontare la Toscana e le sue eccellenze.  “Tuscan Spring – a taste of Italy”, questo il titolo  dell’incontro, organizzato come contributo italiano all’attuale presidenza irlandese dell’Unione Europea e, nel quale, sono state offerte ai presenti una serie di riproduzioni multimediali, artistiche, turistiche e culinarie rappresentative della Toscana. All’incontro, l’ambasciatore Zanini ha dato il benvenuto ai presenti ed ha presentare i membri della delegazione toscana giunta a Dublino per l’occasione. Fra le tante personalità a rappresentare il made in tuscany anche Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Brunello, Paola Binarelli della Trattoria il Pozzo a Sant’Angelo in Colle e Andrea Rabissi, capo dei vigili urbani e fotografo a Montalcino. L’ambasciatore ha poi concluso nel migliore dei modi, con una citazione del grande regista Federico Fellini: “la vita è una combinazione di magia e di pasta”.

Brunello: 50 anni di qualità

La legge sulle denominazioni di origine spegne le sue prime 50 candeline e, come ad ogni anniversario, è il momento di fare dei bilanci e tirare le somme. Il Dpr 930/1963 è una delle poche leggi che abbia realmente inciso su un comparto produttivo, quello vitivinicolo, in modo decisamente “pesante”, cambiando radicalmente il modo di intendere il vino, aprendo le porte, per l’Italia enoica, ad un successo mondiale. E probabilmente anche il Brunello di Montalcino, una delle prime denominazioni ad usufruire della legge già dal 1966, deve parte del suo successo nel mondo, alla Doc, che da 50 anni protegge e tutela il vino d’eccellenza italiano.

Montalcino, resort super-luxury firmato Ferragamo

Una destinazione appartata ed esclusiva, meta di celebrities e miliardari, capace di garantire lusso e privacy inviolabile in uno dei paesaggi più belli e ricercati del mondo: Castiglion del Bosco, di proprietà della famiglia Ferragamo, è un fiore all’occhiello nel panorama turistico di Montalcino, forse l’unica meta capace di intercettare un target di livello alto e internazionale. E dove nasce il Brunello, vino-icona desiderato e consacrato a livello planetario, non poteva mancare una struttura super-luxury, capace di innalzare l’offerta complessiva del territorio, promuovendo l’immagine di Montalcino nel mondo. Grazie alla location (un antico borgo completamente restaurato), alle enormi suite, ai ricercatissimi arredi, all’orto messo a disposizione degli ospiti per raccogliere personalmente la verdura da portare in tavola, al campo da golf (18 buche, progettato dal leggendario Tom Weiskopf, a cui si aggiungono 13 campi da allenamento, un putting e chipping green), alla grande piscina e soprattutto ad un rigido sistema di sicurezza, a garanzia della riservatezza degli ospiti, Castiglion del Bosco è stata scelta come meta per le vacanze da personaggi del calibro di Paul McCartney.

Viaggio nel vetro con Picasso

È una delle “chicche” culturali e artistiche di Montalcino, custodita tra le possenti mura trecentesche del Castello di Poggio alle Mura: il “Museo della Bottiglia e del Vetro”, voluto dalla famiglia Mariani, attraverso la Fondazione Banfi, racchiude una delle più grandi e importanti collezioni private al mondo. Attraverso antichi manufatti è possibile compiere nelle sale espositive un viaggio affascinante nella storia della produzione del vetro e dell’evoluzione dei contenitori del vino, dal V secolo a.C. ai giorni nostri. Una delle collezioni più importanti è quella degli oggetti dell’antica Roma, con vasi, balsamari e caraffe in vetro soffiato, ma non mancano opere moderne della produzione veneziana, tra tutte la stupenda “Portatrice” di Pablo Picasso. Alcuni reperti sono stati recentemente restaurati, per restituire ai vetri millenari l’antico splendore.

“Amplum et nobile oppidum”

Sono i Commentarii di Pio II, opera di notevole valore storico, considerati il primo lavoro con cui si è tentato di raccontare il presente in modo in cui sarebbe apparso ai posteri, che raccontano quanto sia fondamentale basare la costruzione di una comunità sulla solidarietà e sulla volontà di adoperarsi per la collettività. Fu questo che mosse Pio II ad elevare Montalcino, “amplum et nobile oppidum”, a Città basandosi anche sull’importanza che la città ha avuto nell’arco dei secoli in territorio senese e non solo.

Rossi: Franco Biondi Santi “Un ambasciatore della qualità toscana”

Anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, in visita questo pomeriggio a Vinitaly, ha voluto ricordare Franco Biondi Santi, il fedele e prezioso “guardiano” della tradizione del Brunello e “custode” del famoso Sangiovese, all’indomani della sua scomparsa. Queste le sue parole: “con Franco Biondi Santi non se ne va solo uno dei grandi protagonisti della nostra viticoltura, ma anche un vero e proprio ambasciatore nel mondo della qualità e della cultura toscana. Ricordarlo significa anche ricordare le caratteristiche che hanno fatto grande il vino toscano nel mondo: qualità, tradizione coniugata con l’innovazione, legame con i territori e con le culture espresse dai territori. Caratteristiche – conclude Rossi – che, anche in questi anni, sono state riconosciute e premiate dai mercati internazionali e che devono molto anche a un uomo come Franco Biondi Santi”.