Il Principe Carlo a Montalcino, tra Brunello e passeggiate

Il Principe Carlo d’Inghilterrra, notoriamente un grande amante della Toscana e dei suoi vini – prestigiose annate di Brunello sono state spesso servite alle cene ufficiali della Regina Elisabetta a Buckingam Palace – non poteva farsi mancare Montalcino nei suoi numerosi viaggi nella regione. Carlo approdò qui la prima volta negli anni ’80, in compagnia dei marchesi Bona e Vittorio Frescobaldi (tra loro un’amicizia che dura da anni, tanto che sono stati tra i pochissimi italiani invitati al matrimonio di William e Kate nel 2011, ai quali hanno donato pregiate bottiglie di Brunello di Montalcino Riserva Castelgiocondo). Nel suo primo giorno a Montalcino – da allora c’è tornato spesso – Carlo si fermò all’Antica Fiaschetteria, storico locale Liberty che da decenni rappresenta, con i suoi arredi d’epoca, una delle soste obbligate per i visitatori, godendosi poi una passeggiata lungo le vie principali del paese. Non si fece naturalmente mancare, raccontano le cronache, un assaggio dei piatti tipici locali, anche se non sappiamo se sulla sua tavola siano comparse bistecche e selvaggina: risale proprio a quegli anni, infatti, la decisione di diventare vegetariano. Una scelta che ha poi abbandonato, pur continuando ad impegnarsi nella causa ambientalista.

I primati del Brunello

Brunello? Una delle punte di diamante dell’Italia enologica e sempre in testa, se parliamo di primati “legislativi”.Il “re del Sangiovese” è stato uno dei primi vini ad ottenere la Doc, Denominazione d’Origine Controllata, con il Decreto del Presidente della Repubblica del 28 marzo 1966 ed il primo vino italiano, con la vendemmia 1980, ad ottenere la Docg, Denominazione d’Origine Controllata e Garantita con il Decreto del Presidente della Repubblica del 1 luglio 1980. Non solo, è Montalcino il primo caso in Italia in cui, da un unico vitigno, si possono ottenere due vini a denominazione d’origine: il Brunello ed il Rosso.

Montalcino, città etrusca, tra ritrovamenti e storia

“È in verità impressionante il constatare che … l’Etruria antica e la Toscana moderna, sia stata il focolaio determinante della civiltà Italiana”. Così Jacques Heurgon, uno dei più acuti studiosi della civiltà etrusca, definì il popolo dell’Italia antica che si affermò nell’area denominata Etruria, corrispondente alle attuali Toscana, Umbria, Lazio settentrionale, con propaggini in Liguria e verso le zone dell’Emilia-Romagna e della Lombarida, a partire dall’VIII secolo a.C. La presenza degli Etruschi nel territorio di Montalcino, che sulla carta topografica “Santuari d’Etruria”, compare tra i santuari isolati della campagna, anche se si tratta di testimonianze isolate, sembra attestata in insediamenti piuttosto consistenti. Il ritrovamento più importante, unico per ora in Italia, è stato riportato alla luce in località Civitella a Sud-Ovest nel territorio di Montalcino, a tre chilometri dal capoluogo. Una grande fortezza costruita a quota 670 metri sul livello del mare. Questo sito, segnalato già negli anni ’20 dal noto archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli, incaricato di elaborare una carta archeologica dell’Italia, comprende una vasta zona collinosa già abitata dagli etruschi nel VI sec. a.C. La grande fortezza è un presidio militare che serviva per difendere Chiusi e Roselle dai Galli che venivano dal nord e dai Romani che spingevano dal sud. Ma non finisce qui: un’altra zona estremamente interessante dal punto di vista archeologico, risulta essere Poggio alle Mura, dove, all’interno del castello, sono conservate urne cinerarie ed altro materiale rinvenuto nelle vicinanze.

Montalcino, Zola Predosa e Cormòns: gemellaggio Jazz&Wine

Si rinnova, per l’anno 2013, il gemellaggio tra i tre festival jazz italiani più importanti: Cormòns, nel Collio goriziano, Montalcino nella patria del Brunello e Zola Predosa nei Colli Bolognesi. Friuli Venezia Giulia, Toscana ed Emilia Romagna sono quindi di nuovo unite all’insegna della musica di qualità e del buon vino. Sarà proprio Castello Banfi, “madre” del Montalcino Jazz & Wine, manifestazione tra le più longeve e di maggior rilievo nel panorama musicale italiano in occasione di Vinitaly (mercoledì 10 aprile, ore 10.30), la principale manifestazione enologica d’Italia, a presentare questo progetto con lo Zola Jazz&Wine, la rassegna promossa dal Comune di Zola Predosa in provincia di Bologna e il Jazz&Wine of Peace Festival, promosso dal Comune di Cormòns, in provincia di Gorizia.
La presentazione del progetto di gemellaggio delle tre rassegne, in programma a partire dalla prossima primavera e fino ad autunno, sarà a cura di Simona Pinelli, direttore organizzativo di Zola Jazz&Wine, Rodolfo Maralli, Direttore Commerciale & Marketing Banfi, e Claudio Corrà, presidente del Circolo Culturale Controtempo.
Il Montalcino Jazz&Wine, l’evento più atteso dell’estate nella città simbolo del Brunello e giunto quest’anno alla 16esima edizione, avrà come consuetudine una programmazione di assoluto livello, con artisti italiani ed internazionali di indiscutibile fama mondiale. Dopo il concerto di apertura previsto per martedì 16 luglio, all’interno delle storiche mura di Castello Banfi, per le serate successive il festival si trasferirà nella splendida cornice della Fortezza trecentesca di Montalcino, il luogo che da sempre lega grande vino e musica d’autore. Ancora una volta, musica e vino, due dei piaceri più intensi, celebrano il loro incontro nella città simbolo del Brunello. Questo appuntamento con la musica di qualità, frutto della collaborazione tra la cantina Castello Banfi e il Comune di Montalcino, trasforma la patria del Brunello in “capitale” del grande jazz.
Giunto al suo quattordicesimo anno, Zola Jazz&Wine, in programma da giovedì 30 maggio a sabato 6 luglio con un’edizione dal titolo “Bla Bla Jazz”, si articolerà in cinque serate infrasettimanali, stile “jazz club”, ospitate all’interno delle cantine vitivinicole del territorio, e si concluderà il 5 e 6 luglio con un intero weekend nella prestigiosa area museale Ca’ la Ghironda, in compagnia di musicisti del calibro di Danilo Rea, Stefania Martin, Fulvio Sigurtà.
Da venerdì 25 a domenica 27 ottobre, sarà il turno del Jazz&Wine of Peace Festival, organizzato dal Circolo Culturale Controtempo, con tre giornate di festa che offriranno un’esclusiva veduta sul panorama del Jazz internazionale e consentiranno di gustare le eccellenti tipicità del Collio italiano e sloveno. Ad accogliere gli affezionati del Festival, è Cormòns, piccola cittadina nel cuore del Collio goriziano, che ospiterà la manifestazione nel Teatro, ma anche, nei ristoranti tipici, nelle enoteche, nelle piccole chiese e nelle antiche cantine.
Tre grandi appuntamenti da non perdere, dove la musica jazz e il vino di qualità si incontrano e si fondono in un’armonia di colori, profumi, odori e sensazioni.
La rete sviluppata tra i principali festival Jazz&Wine d’Italia punta a creare una serie di sinergie che si svilupperanno sia in ambito enologico, con la presenza dei migliori vini prodotti nei territori di riferimento dei festival in tutte e tre le manifestazioni, sia in ambito artistico, con eventi collaterali che ruoteranno all’interno delle rassegne, sia in ambito musicale, con la circuitazione di alcuni artisti che saranno invitati a suonare nelle tre diverse location.

Frescobaldi: tra mecenatismo e beneficenza a Vinitaly

È la Marchesi de’Frescobaldi che, in occasione di Vinitaly 2013, presenterà in anteprima l’edizione limitata e numerata di Magnum CastelGiocondo Brunello 2008. E le etichette di questa “selezione” raffigurano le opere realizzate dai tre artisti – Giovanni Ozzola, Ra Di Martino ed Elisa Sighicelli -della prima edizione di “Artisti per Frescobaldi”. “Sono felice di presentare in occasione di Vinitaly le tre etichette realizzate dagli artisti della 1 edizione di Artisti per Frescobaldi – ha affermato Tiziana Frescobaldi, Direttore Artistico, Consigliere di Amministrazione -. Il collezionismo è un fenomeno diffuso anche in Italia, che coinvolge soprattutto l’arte e il vino d’elevato prestigio. Gli appassionati potranno da quest’anno collezionare le bottiglie Magnum di CastelGiocondo 2008 che fanno parte della serie esclusiva, limitata e numerata che ogni anno potrà essere arricchita”.
Marchesi de’ Frescobaldi, che da settecento anni si dedica alla produzione di vino in Toscana, è il brand italiano che più ha sposato la filosofia che lega inscindibilmente vino e arte. E l’attività di mecentatismo, che la famiglia Frescobaldi ha, nel corso dei secoli, perpetrato, oggi si materializza con questo premio dedicato all’arte contemporanea e sarà di scena a Vinitaly 2013.
Dal mese di maggio, poi, le 1500 bottiglie Magnum (numerate da 1/500 per ogni etichetta) saranno in vendita in Italia e nei principali paesi e si potranno acquistare a partire da 200 euro solo nelle migliori enoteche.
Marchesi de’ Frescobaldi ha anche deciso di devolvere parte del ricavato a favore dell’arte contemporanea italiana: un contributo è stato offerto all’Associazione BASE nata a Firenze nel 1998. Un collettivo di artisti che invitano altri artisti ad esporre nella piccola galleria, che hanno così portato in Toscana un contributo alla conoscenza delle idee e di linguaggi di artisti di fama mondiale.