Brunello, i migliori per Wine Spectator by Bruce Sanderson

È cosa ormai nota che gli americani hanno una speciale predilezione per il Brunello ed è piuttosto palese il motivo. Il Sangiovese in purezza che si produce a Montalcino è il vino rosso più famoso e apprezzato al mondo e chi più degli americani sa riconoscere i prodotti di eccellenza? E Bruce Sanderson, successore di James Suckling alla guida di Wine Spectator, una delle riviste più autorevoli del mondo del vino capace di influenzare i mercati, dopo aver degustato più di 170 Brunello (tra annata 2008 e riserva 2007 e 2006), ha stilato una sua personale classifica, nella quale, sono ben 61 i Brunello, ad essersi aggiudicati un punteggio superiore a 90. E, a spiccare ai vertici della classifica troviamo, con ben 97 punti su 100 disponibili il Brunello di Montalcino Riserva gli Angeli 2007 La Gerla. In seconda posizione, con 96 punti,  il Brunello Riserva 2007 by Caparzo. Sul terzo posto del podio, con 95 punti, ben 6 sono i Brunello a parimerito: Annata 2008 selezione Montosoli per Altesino, Riserva 2007 by Tenuta Greppo Biondi Santi, Riserva  2007 Gualto per Camigliano, Cerretalto 2007 di Casanova di Neri, la cantina Uccelliera con la sua Riserva 2007 e, per finire, Madonna del Piano Riserva 2007 by Valicava.

Montalcino e il Brunello nel nuovo film di Arturaola

È Charlie Arturaola – sommelier uruguaiano con l’Italia nel cuore, poliglotta e “attore del vino”, già protagonista, tra gli altri, del film “El Camino do Vino” e incoronato, nel 2012, “comunicatore dell’anno” da VeronaFiere – che, dopo aver svelato, qualche mese fa, alla Montalcinonews, il titolo del suo nuovo film, dopo aver presentato il suo progetto ad aprile a Vinitaly, la kermès italiana del comparto vitivinicolo più importanti al mondo, lancia la sua idea a Vinexpo, il Salone internazionale del vino e dei distillati più famoso e blasonato al mondo, di scena a Bordeaux in questi giorni. “The duel of wine”, questo il titolo del film, un “road movie” avvincente che corre sulle strade dei più prestigiosi territori del vino del mondo. Una trama “noir” tra enogastronomia e paesaggi mozzafiato. Stando ad alcuni rumors a rappresentare i territori del vino italiano nel film dovrebbero esserci Montalcino e il Brunello della Castello Banfi, una delle aziende vinicole italiane più conosciute al mondo di proprietà di Cristina e James Mariani, accompagnati da Montefalco, con il leader del Sagrantino Caprai, il Piemonte con il Barolo. Per gli Usa dovrebbe esserci la Napa Valley e per la Francia Bordeaux. Immancabile l’Uruguay.

Disoccupati a lavoro tra i filari: e a Montalcino ?

È noto che la vendemmia, per Montalcino e per tutti i territori in cui si produce vino, sia uno dei momenti in cui una cantina ha bisogno di molta manodopera e di assoldare molte “braccia” in più che vadano ad affiancare il personale di azienda. E se fino a qualche anno fa era un’occasione ghiotta per i pensionati che, lavorando tra i filari per qualche mese, riuscivano ad arrotondare la pensione, e per gli studenti che riuscivano, così, a permettersi libri e vacanze oggi, invece, imperversano gli Odt (detti anche braccianti agricoli o giornalieri di campagna) che vengono assunti per l’esecuzione di lavori di breve durata, a carattere saltuario. Perché, in un periodo di crisi come questo, non dare la possibilità di lavorare, anche se a tempo determinato, a coloro che hanno perso il lavoro? Questa idea è venuta a Coldiretti Brescia che, come racconta Il Sole 24 Ore, per venire incontro ai disoccupati della Franciacorta ha varato un progetto che, frutto di un accordo tra l’associazione di categoria, la Fai Cisl territoriale e Demetra srl (società specializzata nella fornitura di servizi per l’agricoltura), capace di diventare un efficace tampone alle pesanti difficoltà del mercato del lavoro, prevede la possibilità, per i disoccupati senza reddito residenti un uno dei 19 comuni della Franciacorta, di trovare un’occupazione stagionale da agosto ad ottobre, durante la vendemmia. Sembra anche che Col diretti abbia intenzione di estendere questo progetto a livello nazionale. Perché  Montalcino non prende spunto da questa idea per sviluppare occupazione sul territorio del Brunello e sui comuni limitrofi?

Contro la sindrome di Marfan: a Casa Raia il convegno internazionale

L’azienda agricola Casa Raia, cantina che a Montalcino produce Brunello biologico, in collaborazione con la Canadian Marfan Association, organizzazione nata in Canada nel 1986 per aiutare le persone con disturbi di Marfan e affini e le loro famiglie, ospiterà, dal 22 al 25 giugno 2013, un convegno internazionale di scienziati e dottori di fama globale. Argomento focale del convegno sarà lo studio di metodi di identificazione e di classificazione di malattie del tessuto connettivo come la sindrome di Marfan. Tra gli argomenti di discussione la classificazione delle malattie aortiche genetiche, la creazione di un consorzio internazionale l’identificazione dei geni patologici relativi all’aorta toracica e la pubblicazione della norma canadese della cura (cioè linee guida per la diagnosi, trattamento e gestione) per la sindrome di Marfan e Malattie Aortiche Genetice sulla base delle classificazioni, sviluppate in parte durante questa riunione internazionale. A partecipare al convegno sarà anche la dottoressa Eloisa Arbustini, direttore del dipartimento Cardiotoracovascolare del Policlinico San Matteo di Pavia.

Vino e moda by Anna Fendi: arriva Negligé Brunello

Cosa succede se due dei simboli dell’eccellenza dell’Italia nel mondo, vino e moda, si incontrano? Nasce una “collezione” senza precedenti.
È Anna Fendi Venturini, erede di una delle case di moda italiane fondata nel 1925 da Edoardo e Adele Fendi e oggi marchio – venduto dalla famiglia nel 2000 – di proprietà della casa francese Louis Vuitton, sebbene ne mantenga la presidenza la sorella Carla e ne guidino la parte creativa, conservando lo stile di famiglia, la figlia Maria Silvia e lo stilista Karl Lagerfeld – di beni lusso tra i più famosi e apprezzati al mondo, a creare questo speciale connubio presentando una collezione di 21 bottiglie, tra vini e distillati, espressione del patrimonio enologico italiano, che sfilano sulla passerella del mondo enoico, “vestite” di nuovo. Etichette studiate ad hoc, ognuna con un “nickname” dedicato al fashion, dal fard alla zip, tutte targate “Afv” (iniziali del nome della stilista). Tra le bottiglie anche il Brunello di Montalcino 2007 La Togata dal nome Negligè, la succinta sottoveste sensuale e provocante, caratteristiche che contraddistingono anche il “re” del Sangiovese.
Un’iniziativa nata dalla passione di Giuseppe Tedesco che, affidandosi a un esperto del settore come Michelangelo Di Toma, Master Taster, ha percorso l’Italia alla ricerca dei vini giusti, quelli che avessero le caratteristiche richieste per diventare una collezione Fendi. La ricerca ha portato ad una selezione con imbottigliamenti riservati in esclusiva che, sotto la sigla “Afv”, riunisce i grandi rossi d’Italia come Brunello, Barolo, Chianti e Amarone, le bollicine di Valdobbiadene e Alta Langa, ibianchi come Soave, Falanghina, Gavi e Vermentino di Gallura e vere e proprie “chicche” come Kerner, Riesling, Castel del Monte Rosato e altri ancora, senza dimenticare Grappa e Acquavite. Così, ogni cantina ha messo a disposizione di Anna Fendi un quantitativo limitato e selezionato della propria produzione. Un totale di circa 15.000 bottiglie che potranno essere acquistate unicamente on-line da una clientela orientata verso un prodotto differente.
“Non vogliamo fare i “vignerons” – spiega Anna Fendi – nasco come stilista ma stavolta anziché progettare abiti o borse ho progettato gli “abiti” per il vino. Il buon Giuseppe Tedesco ha scovato su e giù per l’Italia piccole cantine che nascondono storie di passione dentro una bottiglia di vino. Storie tutte italiane che fanno grande ancora una volta il made in Italy. Pino ha selezionato e scelto alcuni vini per un anno intero e io successivamente ho scelto un “abito” per le bottiglie. Così come quando lavoravo nell’azienda di famiglia mi occupavo della progettazione stavolta è stato anche molto divertente e stimolante, mi sono gettata a capofitto con la passione di sempre a progettare vini. Non voglio fare l’esperta enologa o rincorrere la fama delle grandi famiglie italiane dei vini. Sono e resto Anna Fendi Venturini – spiega – con un gusto e una passione per il bello. Vino compreso. Ecco perché i vini sono targati “Afv” con le iniziali del mio nome. Spero che piaceranno a molti. A cominciare dall’abito e dai nomi presi in prestito dal mondo della moda. Vi sembra curioso che una bottiglia possa chiamarsi tweed o decolleté? Alamaro o flanella? Fard o lamé? A me questi nomi piacciono – conclude la stilista – perché appartengono al mio mondo, alla vita trascorsa negli atelier e questa nuova avventura comincia proprio dal mio passato”.
Info: www.annafendivini.it

Il Consorzio riconferma Fabrizio Bindocci

“Desidero ringraziarvi per la fiducia. Mi impegnerò a sviluppare i progetti già in cantiere e a perseguire l’unità del Consorzio per soddisfare al meglio le esigenze dei produttori”. Così Fabrizio Bindocci, neoeletto presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, al momento della sua riconferma alla guida di una delle associazioni più influenti del territorio, ha iniziato ad illustrare le proprie linee programmatiche. “Un mandato, questo – prosegue Bindocci – che trova linfa vitale nell’unione tra produttori, Consorzio e territorio”. Essendo le aziende uno dei motori principali dell’economia di Montalcino, per il neopresidente è importante che il Consorzio, oltre ad essere il “gestore della denominazione”, assuma il compito di “catalizzatore di energie” capace di attivare nuove sinergie, svolgendo il ruolo di “agenzia di sviluppo” per la promozione e valorizzazione del territorio. “In questo senso – spiega Bindocci – il “progetto Sant’Agostino”, è un esempio. Il Consorzio potrebbe trovarvi una sede definitiva, e l’Amministrazione, a sua volta, collocarvi un centro permanente di documentazione, di educazione al gusto ed attività collaterali, capaci di destagionalizzare l’offerta turistica e creare un circolo virtuoso del Made in Montalcino”. L’altra principale novità che Fabrizio Bindocci ha intenzione di introdurre è il “Codice etico”, una sorta di “autocertificazione”, un insieme di regole deontologiche capaci di definire le azioni dei membri del Consorzio. Inoltre, è intenzione del neopresidente promuovere corsi di formazione per rendere il Brunello sempre più competitivo in Italia e all’estero. “Infine – conclude Bindocci – la fisionomia irregolare del territorio di produzione del Brunello necessita di un progetto, una sorta di carta di orientamento per clienti e appassionati che il Consorzio si ripropone di progettare”.
Ad affiancare Bindocci, per i prossimi tre anni, alla guida del Consorzio del Brunello tre neo vicepresidenti: Patrizio Cencioni, Bernardo Losappio e Francesco Ripaccioli.

The “Vinexpo” experience

Al Vinexpo, il Salone internazionale del vino e dei distillati più famoso e blasonato al mondo, di scena a Bordeaux dal 16 al 20 giugno, non può di certo mancare il Brunello di Montalcino. E così, il “re del Sangiovese”, vola all’appuntamento più importante e atteso nelle agende degli operatori del vino di tutto il mondo, pronto a “duellare” e competere con i vini rappresentati dagli oltre 150 Paesi presenti. Al Vinexpo, la più importante vetrina nel
mondo, con oltre 48.000 visitatori l’anno, 148 paesi e 1.245 giornalisti stimati, sarà presente anche il Consorzio del Brunello di Montalcino, impegnato a sviluppare opportunità e presentare i nuovi prodotti.