Vagaggini tra le nomination di “Wine Star Award” 2013

Paolo VagagginiÈ l’enologo Paolo Vagaggini, considerato uno dei più grandi esperti di Sangiovese (e non a caso, come riporta “Wine Enthusiast’s” (www.wineenthusiast.com) nella motivazione, collabora con quasi un terzo delle aziende di Brunello di Montalcino, ma anche con realtà di Montepulciano e del Chianti Classico) tra le nomination come “Winemaker” per l’edizione 2013 di “Wine Star Award”, che ogni anno premia cantine e personaggi del vino mondiale che si sono particolarmente distinte.
Vagaggini, unico italiano, insieme ai Produttori del Barbaresco e alla Campari, e a comparire tra le nomination della popolare rivista americana Wine Enthusiast’s, si “scontrerà” con Benoit Gouez, “chef de cave” della celebre maison du Champagne Moët et Chandon, Cristina Mantilla, winemaker spagnola che collabora con importanti realtà come Maior de Mendoza, Bodegas del Palacio de Fefinanes, e Adegas Valmiñor, Louisa Rose, a capo del team di enologi della cantina australiana Yalumba, e Charles Smith, fondatore tra l’altro, di K. Vintners nello stato di Washington.

La cantina perfetta? Per “Forbes” deve esserci il Brunello

Come fare ad esaudire il sogno di ogni enoappassionato di possedere una cantina da urlo, con bottiglie rare, pregiate, prestigiose e super costose senza spendere una fortuna? In aiuto arriva la rivista “Forbes”, la rivista americana del lusso per eccellenza che promette, con un budget che si attesta sui 10.000 dollari di investimento, di creare una selezione importante buona sia da bere, che come investimento. La mini-guida sul percorso enoico da seguire per costruirsi una piccola collezione da 10 casse (120) bottiglie, segue, di fatto, il criterio basilare per qualsiasi investirore del mondo: la “diversificazione del portafoglio” titoli, o meglio, etichette. Tra queste, per “Forbes”, non può mancare il Brunello di Montalcino e, specificatamente, nelle annate 2007 e 2008. Ad accompagnare il “re del Sangiovese” devono esserci anche, a rappresentare l’Italia del vino, Sassicaia, Ornellaia, Barolo e Barbaresco. Ma anche i “Premier Cru” come Branaire-Ducru, Cantenac-Brown, Kirwan, Gruaud Larose, Lascombes, d’Armailhac, d’Issan e Giscours. Di certo, non può mancare la Borgogna: Mersault, Chassagne-Montrachet e Chablis, Vosne-Romanée, Givry e Givry-Chambertin, E poi, ovviamente, Champagne. Ma anche, uscendo dall’Europa, i Cabernet della California e Pinot Noir, Syrah e tagli bordolesi della Nuova Zelanda. Per finire, una cassa di Porto millesimati.

Vendemmia 2013: ottima annata per il Brunello e raccolta a metà settembre

Dopo alcune vendemmie caratterizzate da estati torride e raccolta dell’uva anticipata rispetto ai tempi canonici, per l’annata 2013 si torna alla tradizione. Con una estate calda, ma non torrida, senza problemi di siccità e con escursioni termiche che hanno favorito una buona maturazione delle uve, i tempi di raccolta si allungano e tornano ad assomigliare a quelli degli anni Ottanta e Novanta. E questo, come naturale, vale anche per il “re del Sangiovese”. Come spiega il presidente del Consorzio del Vino Brunello, Fabrizio Bindocci, alla Montalcinonews: “siamo indietro di almeno 10 giorni abbondanti. La vendemmia non inizierà prima di metà di settembre, ma, l’annata 2013, se le condizioni climatiche restano invariate fino alla raccolta, promette bene grazie anche  a un andamento climatico – forte escursione termica tra giorno, alte temperature ma giornate ventilate, e notte, quando la temperatura si abbassa notevolmente – che favorisce i profumi e mantiene alta l’acidità e basso il grado alcolico”. Quindi, stando alla dichiarazione del presidente del Consorzio del Brunello, dal punto di vista qualitativo, il 2013, ha tutte le caratteristiche per essere un’ottima annata: “dal punto di vista climatico – afferma Bindocci – ci si avvicina molto alla vendemmia del 1979 e, come ho potuto constatare alcuni giorni fa stappando una bottiglia dell’epoca, il livello qualitativo, anche dopo 34 anni, risulta essere ottimo e duraturo”. Per quanto riguarda invece la quantità di uva, ci si attesta sui valori del 2011: “dopo un 2012 che ha visto, per il clima secco e arido, una produzione molto bassa – conclude Bindocci – questa vendemmia sembra far tornare la produzione ai livelli standard”.

La prima classifica del Rosso by Walter Speller per JancisRobinson.com

SpellerÈ cosa ormai nota che il mondo intero ha una speciale per il Brunello ed è piuttosto palese il motivo. Il Sangiovese in purezza che si produce a Montalcino è il vino rosso più famoso e apprezzato tra i prodotti dell’eccellenza eroica mondiale e, accade spesso che il Rosso di Montalcino, il fratello minore, subisca la notorietà del “re del Sangiovese” e resti un po’ in ombra. Questo però non accade sempre e l’autorevole JancisRobinson.com, quest’anno, pubblica un sodaggio proprio sul Rosso di Montalcino del “super degustatore” Walter Speller. Su un campione di 60 Rosso di Montalcino e altrettante cantine, nella classifica di Speller troviamo, al primo posto, con ben 18 punti, il Rosso di Montalcino 2011 by Gianni Brunelli seguito dal 2011 di Salvioni, dal 2010 Ginestreto di Fuligni e dai 2009 di Poggio di Sotto e Ignaccio di Marroneto. Scendendo ancora un po’ nella classifica di Speller troviamo, a quota 17 punti il Rosso di Montalcino 2010 di Padelletti e i 2011 di Mastrojanni, Paradiso di Manfredi e Poggio Antico. Si attestano, poi, a quota 16.5 punti i Rosso di Montalcino by Poggione, San Polino e Villa Poggio Salvi.

Focus – La classifica completa

18 -     Gianni Brunelli 2011 Rosso di Montalcino

17.5 -  Salvioni 2011 Rosso di Montalcino
Fuligni, Ginestreto 2010 Rosso di Montalcino
Il Marroneto, Ignaccio 2009 Rosso di Montalcino
Poggio di Sotto 2009 Rosso di Montalcino

17 -     Il Paradiso di Manfredi 2011 Rosso di Montalcino
Mastrojanni 2011 Rosso di Montalcino
Poggio Antico 2011 Rosso di Montalcino
Padelletti 2010 Rosso di Montalcino

16.5 – Il Poggione 2011 Rosso di Montalcino
San Polino 2011 Rosso di Montalcino
Villa Poggio Salvi 2011 Rosso di Montalcino

16+ -   Agostina Pieri 2011 Rosso di Montalcino

16 -    Belpoggio 2011 Rosso di Montalcino
Brunelli 2011 Rosso di Montalcino
Castello Romitorio 2011 Rosso di Montalcino
Crocedimezzo 2011 Rosso di Montalcino
Máté 2011 Rosso di Montalcino
Silvio Nardi 2011 Rosso di Montalcino
Caparzo 2010 Rosso di Montalcino
Le Chiuse 2010 Rosso di Montalcino
Donatella Cinelli Colombini 2010 Rosso di Montalcino

15.5+ – Fossacolle 2011 Rosso di Montalcino

15.5 – Argiano 2011 Rosso di Montalcino
Banfi, Poggio alle Mura 2011 Rosso di Montalcino
Barbi 2011 Rosso di Montalcino
Camigliano 2011 Rosso di Montalcino
Canalicchio di Sopra 2011 Rosso di Montalcino
Casanuova delle Cerbaie 2011 Rosso di Montalcino
Corte dei Venti 2011 Rosso di Montalcino
Le Ragnaie 2011 Rosso di Montalcino
Sesti 2011 Rosso di Montalcino
Talenti 2011 Rosso di Montalcino
Castello di Velona 2010 Rosso di Montalcino
La Fornace 2010 Rosso di Montalcino
La Velona 2010 Rosso di Montalcino

15 -    Bonacchi 2011 Rosso di Montalcino
Canalicchio di Franco Pacenti 2011 Rosso di Montalcino
Canneta 2011 Rosso di Montalcino
Caprili 2011 Rosso di Montalcino
Col d’Orcia 2011 Rosso di Montalcino
Collelceto 2011 Rosso di Montalcino
Fattoi 2011 Rosso di Montalcino
La Gerla 2011 Rosso di Montalcino
Lisini 2011 Rosso di Montalcino
Mocali 2011 Rosso di Montalcino
Le Potazzine Gorelli 2011 Rosso di Montalcino
La Rasina 2011 Rosso di Montalcino
Sesta 2011 Rosso di Montalcino
Capanna 2010 Rosso di Montalcino
Cupano 2010 Rosso di Montalcino
Le Macioche 2010 Rosso di Montalcino
Il Poggiolo, Sassello 2010 Rosso di Montalcino

14.5 -  Castiglion del Bosco 2011 Rosso di Montalcino
Collemattoni 2011 Rosso di Montalcino
Fanti 2011 Rosso di Montalcino
Piancornello 2011 Rosso di Montalcino
La Poderina 2011 Rosso di Montalcino
Poggio il Castellare 2011 Rosso di Montalcino

13 -    Loacker, Corte Pavone 2011 Rosso di Montalcino

“The Best of Italy Tasting”: il Brunello trionfa

Da Antinori ad Allegrini, da Biondi Santi a Castello Banfi, passando per Casanova di Neri fino ad arrivare al Poggione. Ecco alcuni esempi delle tantissime griffe del Brunello protagoniste del “New York Wine Experience” by Wine Spectator, la rivista cult degli enoappassionati a stelle e strisce, di scena nella Grande Mela dal 24 al 26 ottobre. Una selezione che conferma la passione degli americani per il vino italiano, e che vede, con una forte presenza di Brunello di Montalcino (ben 13 cantine su 49) le migliori etichette del Belpaese insieme a mostri sacri del vino francese e  mondiale. Un evento che avrà come prestigiosa location il Marriott Marquis di New York City e che in tre giorni molto densi con protagonisti 250 vini di prim’ordine provenienti da tutto il mondo, comprenderà il “Critics’ Choice Grand Tastings”, la degustazione dei vini dei migliori enologi mondiali e vari seminari di approfondimento.

 

Focus – Le cantine di Brunello protagoniste del “Wine Spectator’s New York Wine Experience” 2013

Allegrini
Altesino
Antinori
Castello Banfi
Biondi-Santi
Casanova di Neri
Ciacci Piccolomini d’Aragona
Frescobaldi
Eredi Fuligni
Gaja
Siro Pacenti
Il Poggione
Terre Nere