Tra i “Sole di Veronelli” 2014: c’è il Brunello by San Filippo

Sono i “Sole di Veronelli”, ossia la top selection dei 20 vini che hanno emozionato, stupito e deliziato e che, ogni anno, Luigi Veronelli, il grande maestro della critica enogastronomia, propone agli enoappassionati. Nell’edizione 2014 della “Guida Oro I Vini di Veronelli”, presentata ieri a Casa Artusi, a Forlimpopoli e da oggi disponibile in libreria, ci sono anche Montalcino ed il suo Brunello. A rappresentare il fazzoletto di Toscana dove il Sangiovese si esprime in tutta la sua potenza e importanza, c’è la cantina San Filippo con il suo Brunello Riserva 2007 Le Lucére.
Dal gusto moderno, questo Brunello mostra sentori di menta e sapori di ciliegia e prugna, con accenti di vaniglia e pane tostato. È un vino pulito ed equilibrato, con echi di spezie su un finale persistente.

Focus – I “Sole di Veronelli” 2014

Alto Adige Lagrein Masetti Cent’Anni 2011 Dürer – Weg, Salorno (Bolzano)

Barolo Riserva Vigna Rionda 2007 Massolino – Vigna Rionda, Serralunga d’Alba (Cuneo)

Bolgheri Rosso Superiore Montepergoli 2008 Santini Enrico, Castagneto Carducci (Livorno)

Brunello di Montalcino Riserva Le Lucére 2007 San Filippo, Montalcino (Siena)

Carmenère Vigneti delle Dolomiti 2007 Tenuta San Leonardo, Avio (Trento)

Core Aglianico Campania 2011 Montevetrano, San Cipriano Picentino (Salerno)

Duality Sauvignon Venezia Giulia 2009 Specogna Leonardo, Corno di Rosazzo (Udine)

Duecuori Veneto Bianco Passito 2009 Le Vigne di San Pietro, Sommacampagna (Verona)

Etna Rosso Cirneco 2010 Terrazze dell’Etna, Randazzo (Catania)

Fiano di Avellino 2012 Colli di Lapio, Lapìo (Avellino)

Gabbro Toscana 2010 Montepeloso, Suvereto (Livorno)

Gravina Bianco Poggio al Bosco 2012 Botromagno, Gravina di Puglia (Bari)

Grignolino del Monferrato Casalese Bricco del Bosco Vigne Vecchie 2008 Accornero Cà Cima,
Vignale Monferrato (Alessandria)

Moscato dello Zucco Sicilia 2009 Cusumano, Partinico (Palermo)

Nigredo Primitivo Puglia 2010 Chiaromonte Nicola, Acquaviva delle Fonti (Bari)

Poggio alle Gazze Toscana 2011 Tenuta dell’Ornellaia, Castagneto Carducci (Livorno)

Renicci Toscana 2007 Renicci, Suvereto (Livorno)

Rosso di Sera Toscana 2010 Poggiopiano, San Casciano Val di Pesa (Firenze)

Taurasi Riserva Terzotratto Etichetta Bianca 2007 I Favati, Cesinali (Avellino)

Val di Cornia Ciliegiolo Trafui 60 2008 Banti Jacopo, Campiglia Marittima (Livorno)

Ciao Primo, artigiano illuminato del Brunello

La comunità di Montalcino e del Brunello dice addio a Primo Pacenti, conosciuto in città come “Baffino”, scomparso ieri, dopo anni di malattia. Primo, tra i produttori illuminati del territorio, acquistò “Canalicchio di Sopra” nel 1958 e, negli anni in cui molti lasciavano Montalcino, lui è stato uno dei pochi a credere nel Brunello. Produsse la sua prima bottiglia nel 1966, anno in cui questo vino entra a far parte della Denominazione di Origine Controllata (Doc). Fu vice presidente del Consorzio del Brunello, l’organo di tutela e di controllo del vino di Montalcino, a fare spalla ad Enzo Tiezzi e, alla fine degli anni ’80, presidente del Consorzio del Rosso di Montalcino, quando ancora, il fratello minore del Brunello, aveva un proprio organo di controllo. Oggi sono i nipoti Simonetta, Marco e Francesco, che portano avanti, come terza generazione, il lavoro che Primo con amore, passione e professionalità, iniziò quasi 60 anni fa.

“Vitigno Italia” 2013: oro al Florus Moscadello by Castello Banfi

“Vitigno Italia”, nata a Napoli nel 2005, rappresenta nel calendario fieristico italiano il secondo appuntamento dopo il Vinitaly di Verona e il concorso che promuove, al quale possono partecipare i vini prodotti in aree nazionali da qualunque vitigno, autoctono o alloctono, quest’anno ha premiato Montalcino valorizzando il territorio non per il supo Brunello ma per un altro vitigno.  Con la medaglia d’oro per i passiti al Florus Moscadello 2010 della Castello Banfi, “Vitigno Italia” ci ricorda che il territorio di Montalcino nella sua tradizione vitivinicola, che lo contraddistingue da sempre, era famoso per il suo Moscadello e non per il “re” del Sangiovese che affonda le sue radici in una storia abbastanza recente (alla fine dell’Ottocento). Un premio importante, dunque, sia per la Castello Banfi, che, con la produzione del Florus, resta legata alla tradizione di Montalcino pur andando in una direzione che si apre all’innovazione, ma anche per tutto il territorio che non può e non deve dimenticare le proprie origini e potrebbe tornare a sviluppare un vitigno che, fin dalle sue origini è stato apprezzato e decantato da chiunque lo potesse degustare.

Brunello, Montalcino e Jacopo Biondi Santi a “Tg2 Insieme”


Una bottiglia di Brunello 1968 Riserva Biondi SantiÈ nello spazio di “Tg2 Insieme” “cibo e dintorni” condotto da Laura Pintus che, questa mattina, è andato in onda uno speciale su Montalcino e il suo Brunello. Ospite d’onore Jacopo Biondi Santi e il suo prezioso nettare. Un momento molto commovente della trasmissione, è stata la messa in onda di una intervista del Tg2 realizzata con il Dottor Franco Biondi Santi, il fedele e prezioso “guardiano” della tradizione del Brunello e “custode” del famoso Sangiovese, scomparso, all’età di 91 anni, lo scorso 7 aprile.

Jacopo Biondi Santi racconta la tradizione della vendemmia nella Tenuta Greppo

Tempo di vendemmia nella culla del Brunello alla tenuta Greppo. È Jacopo biondi santi che porta le telecamere della Montalcinonews nella terra e tra i filari in cui è nato, nell’ottocento, il Brunello di Montalcino e il 2013 è una vendemmia che porta indietro nel tempo con i tempi di maturazione dell’uva.

“Una vendemmia ritardata rispetto agli anni scorsi – racconta Jacopo Biondi Santi – e un ritorno ai vecchi modelli, alla tradizione. Le piogge degli scorsi giorni non hanno danneggiato l’uva, anzi, hanno dato ossigeno alle piante e l’uva continua a maturare in modo perfetto in vigna. Le analisi di cantina dimostrano che questa potrebbe essere una vendemmia a  stelle plus plus”.

Montalcino terra di tradizione e contiunuità con il passato e oggi Jacopo Biondi Santi vendemmia l’uva di Bbs 11, il clone di sangiovese che venne tipizzato dal nonno Ferruccio. Una tradizione e una continuità che si tramanda da generazioni.

“Assoluta qualità”, il Brunello secondo Slow Wine 2014

Un fascino legato alla produzione enologica che aumenta a dismisura percorrendo le strade circondate da vigneti che conducono verso i centri abitati, architetture antiche di straordinario valore culturale e autenticità: sono le denominazioni Brunello di Montalcino, Chianti Classico e Nobile di Montepulciano, tra le più prestigiose aree vitate toscane, forti di una solida e profonda tradizione storica. Slow Wine pubblica il resoconto annuale delle denominazione partendo dal ricordo di Franco Biondi Santi, scomparso all’età di 91 anni nei giorni di Vinitaly, un uomo che ha rappresentato e passerà alla storia come immensa figura del mondo del vino e che, con il suo lavoro, ha contribuito in modo decisivo alla fama mondiale del Brunello di Montalcino, attraverso coerenza e orgoglioso rispetto della tradizione. Così Slow Wine ricorda “il dottore” e sottolinea il ruolo di protagonista enologico della Toscana rappresentato dal Brunello di Montalcino. “Prova corale di assoluta qualità soprattutto se consideriamo che le annate 2008 e 2007 sono state vendemmie tutt’altro che facili” secondo Slow Wine che spiega come per la prima “certe asperità tanniche già evidenziate nel corso di Benvenuto Brunello potevano incidere non poco sulla piacevolezza complessiva dell’assaggio: almeno per i vini segnalati dalla nostra Guida, così non è stato. In debito di complessità ma davvero godibili le Riserve 2007. Un’annata rotonda, ampia e ricca di calore che può far innamorare gli amanti del sangiovese più opulento e ricco di materia”. Tra le selezioni di Slow Wine spiccano il Rosso di Montalcino 2011 di Mastrojanni, straordinario esempio di classe e piacevolezza, così come il Rosso di Montalcino 2010 del Passo del Lume Spento, vino quotidiano godibile e articolato. Tra le annate 2008 di Brunello di Montalcino vale la pena assaggiare Pietroso, campione di equilibrio tra tradizione e modernità. E la prima volta, per Slow Wine, anche Marino Colleoni, autore di un Brunello 2008, leggiadro e pieno di sapore. Acuto splendido anche del Podere San Lorenzo con una splendida Riserva 2007.

Focus: Montalcino secondo Slow Wine 2014

Vino Slow
Brunello di Montalcino 2008 – Podere Sante Marie Colleoni
Brunello di Montalcino 2008 – Baricci
Brunello di Montalcino 2008 – Camigliano
Brunello di Montalcino 2008 – Piancornello
Brunello di Montalcino Riserva 2007 – Le Chiuse
Brunello di Montalcino Riserva 2007 – Il Paradiso di Manfredi
Brunello di Montalcino Riserva 2007 – Fattoi
Brunello di Montalcino Riserva 2007 – Fornacina
Brunello di Montalcino Riserva 2007 – Pian delle Querci
Brunello di Montalcino Riserva 2007 – Terre Nere
Brunello di Montalcino Vigna Soccorso Riserva 2007 – Tiezzi
Rosso di Montalcino 2011 – Mastrojanni

Grande vino
Brunello di Montalcino 2008 – Pietroso
Brunello di Montalcino Riserva 2007 – Costanti
Brunello di Montalcino Riserva 2007 – Poggio di Sotto
Brunello di Montalcino Bramante Ris. 2007 – Podere San Lorenzo
Brunello di Montalcino Riserva 2007 – Biondi Santi Tenuta Il Greppo
Brunello di Montalcino Phenomena Riserva 2007 – Sesti Castello di Argiano
Brunello di Montalcino Poggio al Vento Riserva 2006 – Col d’Orcia
Brunello di Montalcino Riserva 2006 – Tenuta Le Potazzine Gorelli

Vino Quotidiano
Rosso di Montalcino 2010 – Passo del Lume Spento