Il Brunello 2010 visto da Monica Larner “The Wine Advocate”

“I 100/100 sono una dedica al territorio, cui questo vino è legato fin dal suo nome, quello di una chiesa, la Madonna delle Grazie, che è uno dei suoi più antichi e storici gioielli di Montalcino. Sono entusiasta di questo riconoscimento che conferma che gli sforzi che ho fatto negli anni, sempre rimanendo legato alle tradizioni del territorio e alla mia natura, siano oggi ripagati. Condividere poi il riconoscimento con Giacomo è, senza dubbio, un onore: le due facce del farevino , l’esperienza e la professionalità di Neri e la mia passione, si incontrano e racchiudono in sé cioò che significa produrre Brunello”. Così Alessandro Mori, racconta alla Montalcinonews la notizia del punteggio pieno, i 100/100 appunto, assegnati da Monica Larner, inviata speciale di Robert Parker, il guru americano della critica enologica mondiale, creatore di una delle sue pubblicazioni più autorevoli, “The Wine Advocate”, al suo Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2010. Al proprietario de Il Marroneto fa eco Giacomo Neri, anche lui salito sull’Olimpo a pieni voti con il suo Tenuta Nuova 2010: “Questo riconoscimento – spiega – premia il nostro vino e il grande lavoro svolto in vigna e in cantina in tutti questi anni, sempre proteso all’unicità e alla qualità dei vini e ci ripaga degli sforzi fatti per portare il Brunello nel mondo come simbolo della grandezza enologica italiana. Una grande soddisfazione deriva anche dal fatto che, l’impegno e la costanza che mettiamo nel nostro lavoro, vengono confermati ogni anno. Questa è la quinta volta che riceviamo i 100/100”.
Ma sono molti i Brunello ed i Rosso di Montalcino ad aver conquistato il cuore, ed il palato, di Monica Larner durante i suoi assaggi proprio sul territorio.
Sarà per la vendemmia, che ha permesso al Sangiovese di esprimersi pienamente nella sua versatilità e nelle sue infinite potenzialità, ma l’annata 2010 ha messo Montalcino e le sue denominazioni su un piedistallo, ripristinando la fiducia su un vitigno che, negli ultimi anni, forse, era stato un pò sottovalutato e “rinnegato”.
Su un bouquet di 218 assaggi, Monica Larner ha “piazzato” ben 49 etichette tra i 94 ed i 100/100, e tra queste, molte vanno ad incalzare i due punteggi pieni: Canalicchio di Sopra 2010, la Cerbaiona 2010 ed Il Poggione 2010 ottengono 98/100, Ciacci Piccolomini d’Aragona Vigna di Pianrosso 2010, Pieve di Santa Restituta 2010, Sassetti Livio Pertimali 2010 e Uccelliera 2010 guadagnano 97 punti, Le Ragnaie 2010, Altesino Montosoli 2010, San Filippo 2010 Brunello di Montalcino Le Lucere 2010, Sesta di Sopra 2010 e Mastrojanni 2010 si attestano a 96 punti.
L’entusiasmo della stampa americana verso il Brunello ed il Rosso rappresenta una grande vittoria per questo vino e per il territorio di Montalcino che fa sperare in una ulteriore apertura verso il mercato d’Oltreoceano, già prospero, ma con grandi potenzialità di incremento.

Parker: 100/100 a Casanova di Neri e Il Marroneto

“Da un punto di vista qualitativo, sta andando sempre meglio con le nuove generazioni c’è stata una vera e propria esplosione qualitativa, specie nel Sud, a partire da Sicilia e Sardegna, ma in generale ovunque, dalla Toscana al Piemonte, ci sono sempre più vini di qualità, e chi ne beneficia è ovviamente il consumatore. Sono sicuro che Monica Larner sia la persona giusta per giudicarli, è abile ed ha entusiasmo. All’ultima annata di Brunello ha assegnato due punteggi perfetti, ossia due 100/100, e sono entrambi vini che ho assaggiato personalmente, e condivido sia l’entusiasmo che i voti per due vini assolutamente maestosi, quel genere di vini in grado di farci sognare”. Così spiega, a WineNews, uno dei siti più cliccati dagli appassionati del wine & food d’Italia, Robert Parker, il guru americano della critica enologica mondiale, creatore di una delle sue pubblicazioni più autorevoli, “The Wine Advocate”, capace di rendere immortale un vino, l’assegnazione del punteggio pieno, 100/100, a due Brunello di Montalcino 2010: Tenuta Nuova di Casanova di Neri e Madonna delle Grazie by Il Marroneto.
“Dare i 100/100 è un’emozione ed una grande responsabilità – sottolinea, sempre a WineNews, Monica Larner, corrispondente in Italia per “The Wine Advocate” -  per arrivare ad un punteggio del genere devono coincidere diversi aspetti: ci vuole una grande annata, ci vogliono aziende che sappiano lavorare bene, e vini in grado di far sognare. Tutto questo, a Montalcino, c’è, perché l’annata 2010 è stata davvero straordinaria per il Brunello. Nei miei assaggi sono stata colpita in modo particolare da questi due vini, molto diversi tra loro, uno rappresenta uno stile più moderno, l’altro uno stile più tradizionale, ma ci tengo a sottolineare che si tratta di due grandi espressioni del Sangiovese: qui si parla di grandi vini, non di un parallelismo tra stile, né tanto meno di una contrapposizione, l’idea di dividere l’enologia di un territorio in due scuole mi dà quasi fastidio, siamo all’inizio di un nuovo capitolo, andiamo oltre, e parliamo di Sangiovese in maniera concreta”.
Ci sono crocevia nel mondo del vino, in grado di cambiare la vita non solo ad un vino in particolare e all’azienda che lo produce, ma ad un intero territorio ed alla sua denominazione, elevandoli all’ennesima potenza nell’immaginario di tutti, dai collezionisti agli esperti, dai “colleghi” ai semplici eno-appassionati. Perché, d’ora in avanti, quel vino sarà per sempre ricordato per l’eccezionalità dell’evento che lo ha visto protagonista. Tanto straordinario quanto raro. Ed è priorio questo che è accaduto alle due cantine di Montalcino, salite nell’Olimpo dell’enologia grazie al duro lavoro e alla passione che contraddistingue tutti i grandi vignaioli.
Un riconoscimento che “è la gioia più grande nella mia carriera di viticoltore costellata di soddisfazioni – dice, a WineNews, Giacomo Neri, alla guida di Casanova di Neri – che dedico alla famiglia Neri ed a tutto il team di Casanova di Neri, perché è solo facendo squadra che si può raggiungere certi risultati”. Anche per Alessandro Mori, proprietario de Il Marroneto, “i 100/100 sono una dedica al territorio, cui questo vino è legato fin dal suo nome, quello di una chiesa, la Madonna delle Grazie, che è uno dei suoi più antichi e storici gioielli di Montalcino”.
“Penso che da oggi in poi ne sentiremo parlare anche al di là della cerchia del mondo del vino – aggiunge, a Winenews, uno dei siti più cliccati dagli appassionati del wine & food d’Italia, il guru Robert Parker – sono vini destinati a far conoscere in tutto il mondo la propria grandezza. E penso anche che Monica abbia un futuro radioso di fronte a sé, sono felice per lei, eccitato per “The Wine Advocate” e davvero onorato e gratificato di avere colleghi così. Vorrei spendere qualche parola per chi negli ultimi anni ha lavorato sui vini italiani per noi, come Monica, ed io non potrei essere più entusiasta della sua integrità ed indipendenza, e soprattutto, la cosa più importante, della sua passione per i vini italiani, che si traduce in una grande conoscenza del Paese, ed in una copertura radicale e molto positiva di tutti territori del vino italiano”.
Ma attraverso uno dei suoi “alfieri” più importanti e famosi, come il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2010 di Casanova di Neri ed il Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2010 de Il Marroneto, quello di Parker è un riconoscimento all’Italia del vino che finora, nei suoi giudizi, più che una rarità, è una chimera: un onore, non solo per i due vignaioli ma anche per tutto il territorio di Montalcino e per la denominazione che rappresentano nel Belpaese ed in giro per il mondo.

22 cantine di Brunello per “Terre di Toscana”

Il momento “magico” della mescita di un BrunelloDegustare denominazioni importanti della Toscana come il Brunello di Montalcino, il Chianti ed il Chianti Classico, il Nobile di Montepulciano, la Vernaccia di San Gimignano, ed i rossi di Bolgheri, dai più celebri a quelli dei nuovi interpreti, per spingersi fino all’estremo sud andando a scoprire la Maremma del Morellino di Scansano e la sua costa. Ma anche la possibilità di assaporare vini provenienti dalle zone emergenti del Granducato come il Montecucco, la Val di Cornia, la Val d’Orcia, Cortona, le Colline lucchesi, pisane e massesi, e quelle insolite e sorprendenti, dalla Garfagnana al Mugello.
Torna la nuova edizione di Terre di Toscana, una tra le più importanti kermesse dedicate al vino toscano, e di Golisizia, evento nell’evento, elogio alla cucina dei grandi chef regionali. Ben 130 vignaioli, in rappresentanza della migliore produzione vitivinicola del territorio, saranno pronti domenica 1 e lunedi 2 marzo 2015 per far assaggiare ai visitatori oltre 600 grandi etichette e raccontare le proprie storie di vita e di vite negli spazi dell’Una Hotel Versilia di Lido di Camaiore.
E Montalcino sarà presente con ben 22 cantine e molte etichette di Brunello da gustare e assaporare.
Anche questa nuova edizione di Terre di Toscana sarà caratterizzata da interessanti novità, grazie alle aziende che vi prenderanno parte per la prima volta. Ci saranno le realtà da più tempo attive, che hanno fatto la storia del rinascimento enoico italiano, accanto ai giovani vignaioli ed al loro entusiasmo, ed una folta rappresentanza di realtà “eco friendly”, sia biologiche che biodinamiche. Il vino sarà, come sempre, accompagnato da delizie gastronomiche toscane accuratamente selezionate: dai salumi, ai formaggi, all’olio, alle conserve, ai dolci, fino a quello che di più gustoso offre il paniere locale. Il tutto presentato personalmente dagli artigiani del gusto.

Focus: Le cantine di Brunello presenti a Terre di Toscana
Argiano
Banfi
Fattoi
Fornacina
Fuligni
Il Marroneto
La Cerbaiola-Salvioni
Le Chiuse
Le Ragnaie
Lisini
Mastrojanni
Pietroso
Poggio di Sotto
Ruffino
SanLorenzo
Sesti
Solaria-Patrizia Cencioni
Tenuta Col d’Orcia
Tenuta di Sesta
Tenuta Il Poggione
Tenuta Le Potazzine
Val di Suga-Trerose
Ventolaio

Consorzio in convegno

“Normativa Vitivinicola: novità, aggiornamenti e orientamenti”. Questo il titolo del convegno di scena a Montalcino, venerdì 27 febbraio 2015, ore 9 nella splendida cornice della Chiesa di Sant’Agostino ideato, organizzato e voluto dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino per affrontare uno degli argomenti più ostici del mondo dell’agricoltura, la legislazione che regola il settore vitivinicolo, e cercare di dare delle risposte a tutti coloro che operano nel settore. Ad intervenire, oltre al presidente Fabrizio Bindocci, ed il sindaco di Montalcino, Silvio Franceschelli, molte personalità: Giovanni Goglia, Laura Striglio, Luciano Boanini, Maddalena Guidi.

La videochat di Fabrizio Bindocci: Montalcino ed il Brunello a 360 gradi

Un momento importante, quello di oggi, per il Brunello. Ospite di Anna Scafuri, alla videochat “Italia a Tavola” oggi, il presidente del Consorzio del Brunello, Fabrizio Bindocci, ha avuto l’opportunità di parlare del territorio di Montalcino e del suo Brunello. Attraverso le domande del pubblico Bindocci ha avuto modo di affrontare molti degli argomenti salienti che riguardano Montalcino e le sue eccellenze. Partendo da argomenti di attualità come il Benvenuto Brunello appena concluso che ha dato modo, attraverso gli importanti insegnamenti di Carlo Petrini, il patriarca di Slow Food, ai produttori di riflettere sull’importanza della valorizzazione dell’agricoltura dell’enologia e di Madre Terra. Ma non solo. l’inaugurazione di Expo è alle porte e molti vogliono sapere che ruolo avrà il Brunello all’interno dell’evento. “Expo? – spiega Bindocci – un momento importante per l’economia italiana e per quanto riguarda il Consorzio del Brunello ci sono stati incontri per capire cosa ci riserva questo evento. Ad oggi abbiamo ancora molti dubbi e stiamo pensando di lavorare forse in modo più presente sui vai Fuori Expo con la Regione Toscana e con altri consorzi. Questo ad ora il nostro orientamento. Il motivo? I costi troppo elevati e, come è venuto fuori nei vari incontri con I rappresentanti degli altri consorzi della Toscana, manca un vero e proprio filo conduttore in grado di raccogliere tutte le varie facce della “medaglia enologica” del Belpaese”.
Parlando più specificatamente di territorio, il presidente Bindocci ha chiarito quanto sia importante “dare un volto” ai luoghi dove si producono eccellenze: “spetta anche a noi produttori far conoscere il luogo di provenienza del Brunello per agevolarne la comprensione di coloro che ne acquistano e ne bevono. Il territorio di Montalcino è, esteticamente bellissimo e affascinante e attrae un milione e mezzo di persone all’anno. Ma ci sono dei difetti e delle problematiche. Mancano servizi adeguati all’utenza e alla fama. C’è carenza, fatte rare eccezioni, di strutture alberghiere di qualità e l’alta cucina, magari stellata, degna del vino che qui si produce, è assente”.
Ma, dalla videochat emergono anche fattori positivi che riguardano Montalcino ed il mondo del vino che caratterizza il territorio. Si tratta, infatti, come ricorda Fabrizio Bindocci, di un’isola felice dove le aziende hanno forti potenzialità, anche economiche, che si reinvestono non solo nella costruzione di cantine moderne e funzionali, ma anche in studi enologici e nuove tecnologie, ma anche nell’assunzione di personale qualificato.
Non poteva poi certo mancare una descrizione più che dettagliata dei vari disciplinari di produzione con un’ampia spiegazione anche delle altre eccellenze: “anche il Rosso da ottime soddisfazioni ed il Moscadello che, oltre ad essere, storicamente, il vino del territorio è anche molto conosciuto e amato, soprattutto dal gentil sesso” e di come vengono assegnate le stelle alle annate. “Le stelle all’ultima vendemmia – spiega Bindocci – vengono date in base a 45 campioni, di vino atto a divenire Brunello di Montalcino, rappresentativi del 60% della produzione. I campioni vengono vautati da una commissione di esperti che assaggiano “alla cieca” e, attraverso la media dei giudizi di tutti si arriva a stabilire quale sia il numero di stelle più congruo da attribuire all’annata”.
Fatto innegabile è poi che Montalcino ed il suo Brunello siano conosciuti e apprezzati in tutto il mondo: non c’è ristorante o enoteca che, se soprattutto di alto livello, non abbia in carta o sullo scaffale una buona fornitura del “re” del Sangiovese. Come spiegato dal presidente del Consorzio, ci sono mercati già abbondantemente “rodati” mentre altri, soprattutto in Asia, dove ancora, anche se presente, è necessario far conoscere il Brunello.
Non poteva mancare, poi, un ricordo per la famiglia che ha inventato il Brunello e per il dottor Franco Biondi Santi, testimone della tradizione e del know how che ha caratterizzato la famiglia.
Passaggio importante è stato anche quello in cui Bindocci ha parlato della sinergia tra pubblico e privato: “a Montalcino, questo, è un discorso che abbiamo iniziato e cerchiamo, tra istituzioni, anche regionali, e Consorzio, di portare avanti nel migliore dei modi, lavorando quotidianamente in squadra per il bene del territorio”.

Brunello 2010: la “Top 10” by Slow Wine

“5 stelle strameritate”, questo il verdetto dello staff, formato da Stefano Ferrari, Fausto Ferroni, Vito Lacerenza, Fabio Pracchia, Jonathan Gebser e Davide Panzieri, di Slow Wine alle prese, nei giorni scorsi a Montalcino, in occasione di Benvenuto Brunello 2015, con l’annata 2010, considerata da molti come una delle più grandi degli ultimi decenni. Dopo gli assaggi il verdetto è questo: un’annata molto bella ma non omogenea. Ci sono dei fattori che devono essere obbligatoriamente considerati: la tecnica ed il talento del produttore, per esempio, essenziali per la riuscita del vino anche in vendemmie eccezionali come la 2010. Generalmente è un’annata di bella freschezza, a volte però l’acidità non è accompagnata da polpa adeguata. Chi ha saputo interpretare bene l’annata ha ottenuto vini di grande equilibrio, freschezza, eleganza, molto classici nel profilo gustativo, con un frutto integro, tannini solidi e maturi.
Giudizi interessanti che hanno portato alla redazione di una classifica che racchiude in 10 migliori assaggi di Brunello 2010.

Focus – La Top 10 by Slow Wine
Brunello di Montalcino 2010 Fattoi
Brunello di Montalcino 2010 Fuligni
Brunello di Montalcino 2010 Lambardi
Brunello di Montalcino 2010 Le Chiuse
Brunello di Montalcino Vigna Vecchia 2010 Le Ragnaie (anche Fornace)
Brunello di Montalcino 2010 Il Paradiso di Manfredi
Brunello di Montalcino 2010 Pietroso
Brunello di Montalcino 2010 Poggio di Sotto
Brunello di Montalcino 2010 Salvioni
Brunello di Montalcino 2010 Sesti

Carlo Petrini e Nello Baricci: incontro tra “patriarchi”

È Slow Food, il movimento che conta più di 100.000 soci in 130 Paesi, nato dal genio di Carlo Petrini, che più di vent’anni fa ha cambiato il modo di pensare, vedere e vivere il cibo. Tutto cominciò a Montalcino quando, nel 1982, il giorno della Sagra del Tordo, il gruppo dell’Arci Langhe, capitanato proprio da Petrini, venne ospitato ad un pranzo, giudicato scadente dai piemontesi. Il primo incontro, quindi, non fu certo amore a prima vista, ma aprì la strada ad un cammino di successo. Ci furono scambi di opinione ma, alla fine, nel 1986, la strada del buon cibo e del ben mangiare ebbe la meglio e prese vita l’Arcigola: un concorso dedicato alle cucine degli Arci di tutta Italia che premiava, a Montalcino, la gastronomia di qualità. Sono trascorsi più di 30 anni ma il legame che si è sviluppato proprio in quel periodo si riscopre oggi consolidato e forte. A dimostrarlo il fatto che Carlin Petrini è stato uno dei protagonisti dell’edizione 2015, su cui è appena calato il sipario, di Benvenuto Brunello, la kermesse che presenta al mondo le nuove annate dei vini di Montalcino che si affacciano sui mercati mondiali.
Fortemente voluto dal Consorzio del Brunello perchè rappresentasse, attraverso la mattonella celebrativa dedicata quest’anno alla vendemmia 2014, la sua personale idea di ciò che rappresentano il territorio di Montalcino ed il suo Brunello, Petrini ha, con il suo modo stravagante, scherzoso e irriverente ricordato le origini di Slow Food ed il suo primo incontro-scontro con Montalcino e la sua comunità.
Ed il trentennale legame tra il genio che ha dato il via al “Rinascimento” del cibo e nuova dignità al piacere della tavola, e Montalcino si è anche visto attraverso i social media che hanno documentato ed immortalato un incontro, in terra di Brunello, ricco di significato.
Carlin Petrini ha voluto omaggiare, andando a fargli visita a Nello Baricci, uno dei patriarchi della denominazione, ancora in attività alla tenera età di 94 anni che ha incontrato molto volentieri il suo “vecchio” amico piemontese. Classe 1921, Nello Baricci riesce, insieme alla famiglia ad acquisire un piccolo appezzamento di terra nel 1955, quando ancora il Brunello era praticamente sconosciuto e nel 1967 è tra i fondatori del “Consorzio del Vino Brunello di Montalcino”, una libera associazione fra produttori che nasce con lo scopo di tutelare, difendere e promuovere quel vino, allora di e per pochi, il cui prestigio andava, però, sempre più crescendo.
Un uomo umile e semplice ma che può, senza ombra di dubbio, essere annoverato nella schiera di quei “piccoli produttori” che hanno contribuito, e che continuano a contribuire a far grande il Brunello di Montalcino.
Un incontro, dunque, quello tra Carlo Petrini e Nello Baricci, che rappresenta, chiarifica ed esplica ciò che il fondatore di Slow Food ha affermato durante il suo intervento al convegno di Benvenuto Brunello: “voi produttori non dovete mai dimenticare che prima di tutto siete uomini della terra. Non c’è futuro per il vino se non ce n’è per l’agricoltura e nel mondo dell’enogastronomia, come in qualsiasi altro settore, l’elemento dal quale non si può prescindere è l’umiltà”.

Sua maestà il Brunello a “Italia a Tavola”: in video chat Fabrizio Bindocci

E’ considerato la Ferrari dei vini italiani. Parliamo del Brunello di Montalcino, il grande vino docg toscano, esportato in tutto il mondo, simbolo di italianità e di un distretto agricolo che è diventato tra i più ricchi d’Italia. Sarà questo l’argomento di mercoledì 24 febbraio 2015 della videochat firmata Rai TG1 Online “Italia a tavola” con Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino che rappresenta oltre duecento produttori. Modera Anna Scafuri.

Guarda la videochat
http://www.rai.it/dl/videochat/ContentSet-5126d780-3c73-42e9-94a8-025f0db2b5ac-new.html

Riflessioni su Benvenuto Brunello 2015

Un’edizione eccezionale, quella del 2015 di Benvenuto Brunello.
Sarà per la nuova affascinante ambientazione, che ha visto protagonista il complesso monastico di Sant’Agostino, sarà per le ottime annate in degustazione e, sarà, forse, anche perchè Montalcino ed il suo Brunello non passano mai di moda ma la kermesse, giunta alla sua XXII edizione, si è conclusa ieri con numeri record.
“Rispetto all’anno scorso – ha commentato il Presidente del Consorzio Fabrizio Bindocci – sono state circa il 30% in più le presenze alla manifestazione (oltre 5.000 persone) tra giornalisti e operatori del settore, provenienti da tutto il mondo. Merito indubbiamente della grande attesa verso questa annata, il 2010, che si è dimostrata all’altezza delle aspettative”.
Le giornate di venerdì e sabato hanno visto protagonista la stampa, con più di 1000 giornalisti che hanno  degustato il Brunello 2010, la Riserva 2009, il Rosso 2013, il Sant’Antimo e il Moscadello. Sabato e domenica gli stand dei 135 produttori partecipanti sono invece stati presi d’assalto dai 4000 operatori del settore, tra ristoratori, importatori, proprietari di enoteche ecc., accorsi a Montalcino per non perdere questa straordinaria opportunità.
Insieme al vino, l’altro grande protagonista della manifestazione è stato Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, che ha firmato la piastrella celebrativa della vendemmia 2014. Nel suo intervento Petrini ha elogiato il lavoro dei produttori di Brunello e del Consorzio nel fare un grande vino in un grande territorio, ma ha ricordato anche l’importanza di difendere tutta l’agricoltura e di riscoprire quei valori fondamentali che legano i contadini alla terra e che hanno permesso all’Italia di esportare la propria cultura enogastronomica in tutto il mondo.
Infine un grande successo ha avuto anche l’evento nell’evento organizzato dal Consorzio in occasione di questa edizione di Benvenuto Brunello: la cena in onore del Brunello 2010. Il brindisi, che ha coinvolto 26 ristoranti nel mondo, da Washington a Hong Kong, passando per New York, Bruxelles e Roma, ha raccolto pareri entusiasti non solo dai proprietari dei locali, scelti tra quelli che negli anni hanno vinto il premio Leccio d’Oro, ma anche dagli stessi clienti, che su facebook, twitter e gli altri canali social hanno accolto l’invito del Consorzio e postato le loro foto in onore del “re Brunello” (#bb2015 #brunello2010 #brunello) .

30 anni di Gala Italia: Biondi Santi re dell’asta enoica

Il Gala Italia by Italian Wine & Food Institute compie 30 anni e ha organizzato, con un grandissimo successo, notevolmente superiore alle più rosee previsioni della vigilia, nei grandi saloni dell’esclusivo Pierre Hotel di New York, la trentesima edizione dell’evento.
Un successo che ha visto approdare a New York i grandi produttori italiani, numerose personalità e vip accolti da circa 1000 ospiti che hanno potuto degustare 100 grandissimi vini italiani di speciali annate, tra cui certo non potevano mancare prestigiose etichette di Brunello di Montalcino, per questa celebrazione del successo del vino italiano negli Stati Uniti. Un successo strepitoso che non ha precedenti e che ha permesso di dare ampio risalto alla grande affermazione del vino italiano negli States ed ai produttori che ne sono stati gli artefici.
Dalla culla del Brunello è volato alla volta della “Big Apple”, per partecipare all’evento insieme a molti colleghi italiani Tancredi Biondi Santi con tre bottiglie della sua Riserva 1985, proprio per celebrare i trenta anni del Gala Italia, che si sono poi rivelate le protagoniste assolute dell’evento.
Per celebrare i trent’anni, questa edizione ha visto dare vita ad un evento nell’evento.
Le indiscusse stelle del Gala Italia 30 sono state, infatti, proprio le bottiglie di tutte le cantine partecipanti, rigorosamente dell’annata 1985, esposte con grande risalto nel grande salone del Pierre Hotel che, come si addice alle stelle, sono state ampiamente fotografate e filmate e sono state le protagoniste di una ricca asta di beneficenza.
Il lotto più gettonato? Ovviamente quello con il Brunello di Montalcino Riserva Biondi Santi 1985 che, da una partenza d’asta di 1.400 dollari è stato battuto e venduto a 3.000 dollari.
Un buon risultato per la cantina che, alla fine dell’Ottocento ha dato i natali al Brunello: una conferma di quanto il lavoro, una tradizione enologica che si tramanda di padre in figlio, da generazioni, siano delle qualità indispensabili per essere riconosciuti e apprezzati nel mondo.

Focus – Le grandi stelle del Gala Italia by Brunello di Montalcino
Brunello di Montalcino Riserva 1985, Biondi Santi;
Brunello di Montalcino Riserva del Fiore 1985, Fattoria dei Barbi;
Brunello di Montalcino 1985, Castelgiocondo;
Brunello di Montalcino 1985, Castello Banfi;
Brunello di Montalcino Riserva 1985, Col d’Orcia;