Banca Mps: “cresce, malgrado la crisi, il valore dei vigneti”

“C’è una fascia geografica nel Nord Italia che va dal Piemonte al Veneto che, malgrado la crisi, continua a mantenere sostenuto il valore dei vigneti a ettaro. Chi ha investito in appezzamenti da Barolo nella bassa Langa, tra i vigneti eroici di Chambave in Valle d’Aosta, attorno al lago di Caldaro in Alto Adige, nella piana Rotaliana a nord di Trento, nell’area delle bollicine del Bresciano, nella zona di Valdobbiadene nel Trevigiano, nel basso Piave attorno a San Donà, sui Colli Euganei vicino a Padova ha fatto un buon affare. Più a sud degli Appennini tiene bene la Toscana dove, dopo un decennio di forte crescita, il valore dei vigneti è ancora alto, soprattutto i filari Docg e filari nelle aree del Chianti Classico e di Montalcino. Più a sud, l’unica zona vocata alla vitivinicoltura a mantenere alti valori fondiari è quella dei Castelli Romani, area di rifornimento storico dell’enorme mercato della capitale. Le regioni meridionali e le isole hanno invece forti spazi di crescita dato che i costi ad ettaro sono ancora abbordabili mentre l’enologia meridionale ha fatto passi da gigante attraendo investitori in aree particolarmente vocate e appetibili, oltre che per la realtà vitivinicola, anche per le risorse storico-artistiche e paesaggistiche, come nel caso della Sicilia orientale attorno all’Etna e occidentale, nel Trapanese, e nella Puglia salentina”. Questo si legge tra le righe di uno studio, condotto da Banca Mps secondo cui l’Italia, tra il 1999 ed il 2014, ha visto diminuire i suoi ettari vitati scendendo da 792.000 a 642.000 ma, allo stesso tempo, è la crescita dell’identità dei vini di pregio e con essa il valore dei vigneti. Al punto che, mentre il valore dei terreni agricoli in generale è diminuito negli ultimi anni, costantemente, a partire dal 2004, quello dei vigneti più pregiati, soprattutto al Nord, ha quantomeno tenuto, se non, in qualche caso aumentato, soprattutto, ovviamente, in quei territori che hanno lavorato per far crescere il mercato ed il prestigio dei loro vini.
Tra i vigneti più quotati, in media (dati Inea 2013), ci sono quelli a Barolo nelle zone della bassa Langa di Alba, sui 600.000 euro ad ettaro (con punte di 750.000 e, in rarissimi casi, oltre il milione), seguiti da quelli Doc nella zona del Lago di Caldaro (Bolzano), sui 500.000 euro, e da quelli Docg nella zona del Prosecco di Valdobbiadene, oltre i 400.000 euro. Seguono poi vigneti Docg del Brunello di Montalcino, oltre i 350.000 euro ad ettaro, e quelli a nord di Trento a 320.00. Interessante, nello studio Mps, anche la fotografia complessiva del vigneto Italia: 341.000 gli ettari a Doc o Docg, 123.000 quelli a Igt, e 177.600 quelli per il vino comune.
La Sicilia è la Regione più vitata in assoluto, con 101.000 ettari, ma il primato per il vigneto a Denominazione va alla Toscana, con 51.000.
E se 90 varietà di vitigni coprono il 77% della superficie totale, le prime 15 da sole valgono il 52%, con al top il Sangiovese (53.000 ettari), il Trebbiano (37.000) ed il Montepulciano (27.000), seguiti da Glera (alla base del Prosecco, con 26.000 ettari), il Merlot (23.000 ettari), il Pinot Grigio ed il Catarratto (22.000 ettari a testa) e lo Chardonnay, a 19.700 ettari.

Sotheby’s: all’incanto da Montalcino Biondi Santi 1955 e Rennina 2008 di Pieve Santa Restituta

Il 17 giugno 2015 sarà protagonista anche l’Italia, a Londra alla prossima asta di Sotheby’s con lotti, che andranno ad affiancare i fine wine francesi.
Bottiglie che, solitamente, si fatica a vedere all’incanto come l’eccezionale ed ambitissima bottiglia di Brunello di Montalcino Riserva 1955 di Biondi Santi, stimata 550-600 sterline, o come la bottiglia di Sassicaia 1997 Tenuta San Guido (120-150 sterline), le magnum e doppie magnum del 2007 e del 2008 di “Caberlot” del Podere Il Carnasciale, stimate dalle 200 alle 800 sterline e le 36 bottiglie di Sorì Tildin di Gaja 2006, stimate 800-1000 sterline (ogni 6 bottiglie). Ma di Gaja saranno battute anche 6 bottiglie del Brunello Rennina 2008 di Pieve Santa Restituta, per 300-360 sterline. Tra le primizie enologiche del Belpaese anche una bottiglia di Barolo Riserva Speciale Monfortino 1978 di Giacomo Conterno, con prezzo d’asta 440-550 sterline, 2 bottiglie di Amarone Recioto della Valpolicella, Bertani del 1959 e 3 bottiglie del 1964 (680-880 sterline) e 3 mezze bottiglie di Vin Santo Avignonesi di 3 annate diverse (1987, 1990, 1991) stimate 550-650 sterline l’una.
Per gli amanti dello Champagne, invece, saranno battute anche una verticale dal 1979 el 1998 di Krug Clos du Mesnil con base d’asta tra le 7.800 e le 9.500 sterline, Louis Roederer Cristal, Dom Pérignon Oenothèque e Taittinger Comtes de Champagne, in diversi formati dal 1960 al 2002, oltre a nove rare nabucodonosor di Moët et Chandon, e due Jeroboams di Perrier Jouët Belle Epoque 1995.
L’asta, che prevede di incassare sulle 930.000 sterline, avrà 1050 lotti da battere tra cui gli immancabili Romanée Conti (2 bottiglie del 2005), Chateau Lafite, Chateau Latour e Chateau Margaux, tutti e tre “presenti” con una cassa del 2000. Chateau Lafite e Chateau Margaux sono presenti anche con alcune casse delle annate ‘88 e ’89. Tra i top lot anche 12 bottiglie di Domaine Leroy Musigny 1972 stimata tra le 20 alle 30.000 sterline e 6 bottiglie di Petrus 1989, in ottime condizioni, stimate 11.000-15.000 sterline.

“Napa Valley Auction”: brilla il lotto di Bulgheroni (Podere Brizio)

Quali sono gli ingredienti che possono rendere esplosiva un’asta benefica? Il meglio della Napa Valley, un parterre si produttori e collezionisti ed una star, John Legend: tutto questo è la “Napa Valley Auction”, l’asta benefica che, giunta all’edizione n. 35, che ha raccolto 15,8 milioni di dollari che porterà nelle casse delle associazioni no-profit locali, che si occupano di salute ed educazione dei più piccoli, che vanno a sommarsi al ricavato delle precedenti edizioni per un totale, in 35 anni, di 145 milioni di dollari donati dalla Napa Valley Vintners (www.napavintners.com), l’associazione dei produttori della regione enoica più prestigiosa e conosciuta degli Stati Uniti.
Tra i top lot, anche gli 840.000 dollari raggiunti dal lotto messo in palio da Alejandro Bulgheroni Estate, che in Italia è proprietario di due aziende, una a Montalcino, Podere Brizio, ed una nel Chianti, Dievole: un viaggio per quattro tra Napa, Mendoza, Argentina e Uruguay, con visite in cantina, degustazioni di olio d’oliva e tanto golf, oltre a grandi formati di vecchie annate (per un totale di tre lotti, battuti a 280.000 dollari l’uno). Tra le singole bottiglie, da segnalare i 500.000 dollari raggiunti da una 12 litri di Screaming Eagle Oakville 2012. A brillare, anche sopra al musicista premio Oscar John Legend (per la canzone originale del pluripremiato “Selma”), un lotto triplice: tutte le 35 annate dalla mitica Opus One, l’azienda nata dalla joint venture tra due personaggi mitici della storia del vino moderna, Robert Mondavi ed il Barone Philippe de Rothschild, in formato magnum, insieme ad un viaggio di due settimane in Europa, con visite nelle cantine più prestigiose di Francia (da Château Mouton-Rothschild a Bordeaux a Château de Beaucastel a Châteauneuf-du-Pape, passando per la griffe dello Champagne Pol Roger), Spagna (nella griffe della Rioja Vega Sicilia) ed Italia (ospiti nell’avveniristica tenuta di Antinori a Bargino, nel cuore del Chianti Classico). Alla fine, le tre offerte vincenti hanno toccato gli 800.000 dollari ciascuna, per un totale di 2,4 milioni di dollari, nuovo record per un singolo lotto.

“Oscar del Vino”: consacrazione per Jacopo Biondi Santi

“È una grande soddisfazione per me ricevere un premio speciale di questo tipo. Rappresenta il raggiungimento di un traguardo, il riconoscimento per il lavoro svolto in questi anni, e la consacrazione della filosofia che ha caratterizzato il lavoro della mia famiglia ed il mio sia a Montalcino che a Scansano”. Con queste parole, Jacopo Biondi Santi ha commentato, in una intervista rilasciata alla Montalcinonews, l’Oscar dei Sommelier Italiani ricevuto proprio per le sue due aziende sabato scorso a Roma durante la celebrazione degli Gli “Oscar del Vino”, evento glamour, per la regia di Franco Ricci (Fondazione Italiana Sommelier). Unica, prestigiosa ed esclusiva, l’edizione 2015, la n. 17, animata dalla Fondazione Italiana Sommelier e Bibenda (che potrà anche essere rivista, nella seconda serata, del 1 luglio, su RaiDue) ha visto ascendere tra le star del vino proprio Jacopo Biondi Santi, erede di una famiglia che ha dato molto a Montalcino ed al suo territorio, sia in termini di popolarità sia, soprattutto in campo scientifico ed enoico, e che, attraverso studi e sperimentazioni ha portato avanti una filosofia che ha fatto la fortuna della cantina Biondi Santi e del Brunello di Montalcino. “Piantare, anche a Montepò, gli stessi cloni di Sangiovese (BBS11) che abbiamo a Montalcino, mi ha permesso – conclude Biodni Santi – di dimostrare che una diversificazione del prodotto finale è possibile anche senza un uso diverso di tecniche di cantina. La differenza può e nasce dal territorio, dalla diversità di clima, di altitudini e di composizione dei terreni, la differenza, in sostanza la fanno le microzone”.


Focus – I Vincitori

Gli “Oscar del Vino”, evento glamour, per la regia di Franco Ricci (Fondazione Italiana Sommelier), ieri a Roma (e poi il 1 luglio su Rai2), ha incoronato le star del vino d’Italia: come miglior rosso è stato eletto il Taurasi Vigna Macchia dei Goti 2010 delle Cantine Antonio Caggiano; il miglior bianco è il Sicilia Contea di Sclafani Chardonnay 2012 di Tasca d’Almerita, le migliori bollicine Dubl 2011 di Feudi di San Gregorio di Antonio Capaldo, il miglior rosato è il Brut 2011 di Terrazze dell’Etna, il miglior vino dolce è il Vinsanto del Chianti Classico 2004 di Fontodi; la migliore azienda vinicola è quella di Santadi, con il suo grande Carignano del Sulcis Superiore Terre Brune 2010, ha battuto rispettivamente il Centopassi (Libera Terra) con Tendoni di Trebbiano 2012, e il Brunello di Montalcino Riserva 2008 della Tenuta Greppo di Biondi Santi.
Gli “Oscar del Vino” 2015, una delle manifestazioni più belle ed eleganti del mondo enoico, sono anche andati al produttore di Lambrusco, Ceci, per Bolle di Lambrusco To You (la migliore etichetta con il miglior vino), al Vino Nobile di Montepulciano 2011 delle Tenute del Cerro, come miglior vino di grande qualità e prezzo, e all’Olio Extravergine di Oliva Unico 2014 de “Le Amantine”.
La “Notte delle Stelle” ha visto anche l’assegnazione degli “Oscar del Vino” all’enologo Donato Lanati, all’Enoteca al Ponte di Bergamo, alla grappa Castagner, al Ristorante pugliese “Le Lampare” di Trani, alla trasmissione tv di RaiDue “Signori del Vino” di Marcello Masi e Rocco Tolfa (con le importanti partecipazioni editoriali di Marco Simonit ee Elena Russo), al seguitissimo blog “Giallo Zafferano” di Sonia Peronaci. L’Oscar “per il migliore addetto commerciale e della promozione” è andato a Cristiana Lauro. Un premio speciale, nella “Notte delle Stelle”, anche per “l’Ambasciatore del vino italiano nel mondo”, il cantante e produttore di vino Al Bano Carrisi.
L’Oscar del Vino, condotto da Franco Ricci e da Andrea Delogu, affascinante conduttrice dalle tante sfaccettature (“basterebbe scrivere che sono nata a Rimini per farvi capire che volente o nolente sono cresciuta con la musica da club e la buona cucina”), oltre che da Fede e Tinto di “Decanter” di RadioDue, quest’anno ha visto la presenza tra i vip di Al Bano, in veste sia di produttore che di cantante, dell’artista Renato Zero, della conduttrice tv Mara Venier, dallo chef tv Cesare Marretti, dall’attrice comica Maria Pia Timo e di altre star del mondo dello spettacolo.

Notte degli “Oscar del Vino”: in lizza Brunello Biondi Santi

Les jeux sont faits. Sono ormai chiuse le votazioni online e i vincitori sono già stabiliti ma per conoscere le stelle enoiche che brilleranno nella magica notte degli “Oscar del Vino” di Bibenda, con la regia di Franco Ricci, alla guida della Fondazione Italiana Sommelier, bisognerà aspettare ancora qualche ora. La “Notte delle Stelle”, quando finalmente si conosceranno tutti i vincitori, andrà in scena dal Rome Cavalieri, e poi anche in onda su Rai2, sabato 6 giugno 2015.
In lizza, nella categoria “Miglior azienda vinicola”, anche Biondi Santi con il suo Brunello di Montalcino Riserva 2008 che dovrà vedersela con Centopassi Tendoni di Trebbiano 2012 e Santadi con il Carignano del Sulcis Superiore Terre Brune 2010; Sandrone con il Barolo Cannubi Boschis 2010, Cantine Antonio Caggiano con il Taurasi Vigna Macchia dei Goti 2010 e Speri con l’Amarone della Valpolicella Classico Vigneto Monte Sant’Urbano 2010 per il “Miglior vino rosso”.
A contendersi la palma di “Miglior vino Bianco” sono invece Tasca d’Almerita con il Sicilia Contea di Sclafani Chardonnay 2012, Jermann con il Vintage Tunina “Tappo a vite” 2005, e Cataldi Madonna con il Pecorino Giulia 2013; il “Miglior vino spumante”, ancora, sarà uno tra il Dubl + 2011 di Feudi di San Gregorio, il Verdicchio dei Castelli di Jesi Brut M. C. Ubaldo Rosi Riserva 2008 di Colonnara e il Soldati La Scolca Brut d’Antan Millesimato 2003 de La Scolca.
In corsa per il “Miglior vino rosato” ci sono l’Alto Adige Brut Rosé Athesis Talento Metodo Classico di Kettmeir, loa Spumante Metodo Classico 4478 Nobleffervescence di Quatremillemètres, ed il Rosé Brut 2011 di Terrazze dell’Etna; il Moscato Passito di Saracena 2013 di Cantine Viola, il Vinsanto del Chianti Classico 2004 di Fontodi ed ilMoscato Giallo Passito Baronesse Baron Salvadori 2011 di Nals Margreid si contendono il titolo di “Miglior vino dolce”.
Infine, saranno il Molise Aglianico Contado 2012 di Majo Norante, il Frascati Superiore Vigneto Santa Teresa 2013 di Fontana Candida ed il Vino Nobile di Montepulciano 2011 Tenute del Cerro a correre per la categoria “Miglior vino di grande qualità-prezzo”, e il Bolle di Lambrusco To You di Ceci, il Trentino Chardonnay del Diaol Ritratti 2013 di La Vis ed il Suisassi 2011 di Duemani per quella di “Migliore etichetta con miglior vino”.
E, come sempre, saranno assegnati i premi al “Migliore olio del raccolto 2014”, nonché i riconoscimenti per il miglior enologo, ristorante, scrittore, addetto commerciale, “Innovazione nel vino”, ed il “Premio speciale della giuria”.

“Vino – A Taste of Italy”: il comitato scientifico omaggia Veronelli, Soldati e Monelli

Tre grandi della scena enoica italiana, narratori della cultura eno-gastronomica del Belpaese e amanti del re del Sangiovese, saranno omaggiati con la tappa del 13 giugno 2015 del viaggio “Il vino nella tradizione gastronomica italiana”, il racconto sul vino italiano ideato e voluto dal Comitato Scientifico del Padiglione “Vino – A Taste of Italiy”, nominato dal Mipaaf nel 2014 e presieduto da Riccardo Cotarella.
Il tema sarà quello relativo a “Il viaggio storico letterario del vino attraverso le interpretazioni di tre scrittori del Novecento”, secolo nel quale la società italiana ha conosciuto uno sviluppo sociale ed economico di grande portata che segnerà profondamente il suo futuro. Da Paese contadino l’Italia si trasformerà in Paese industriale e una parte della cultura italiana avverte il pericolo che molte tradizioni contadine possano perdersi in questo turbinio che sta travolgendo tutto e tutti. Mario Soldati e Luigi Veronelli sono gli intellettuali che per primi avvertono questo pericolo e decidono, del tutto autonomamente, di intraprendere un cammino che li porterà sulle tracce di quella cultura contadina che aveva plasmato la società italiana. Con loro torna d’attualità anche il lavoro svolto da Paolo Monelli con il suo “Ghiottone Errante” del 1935. Tre modi di viaggiare alla scoperta di uomini, cibi, vini, tradizioni gastronomiche di cui l’Italia è ricchissima; tre modi di affrontare i vari temi, tre stili narrativi diversi e addirittura tre mondi lessicali che si sono sempre confrontati, osservati, analizzati e qualche volta persino copiati. Un’attenzione specifica sarà dedicata alla figura di Luigi Veronelli il quale, con i suoi aforismi, i suoi paradossi e le sue provocazioni, è riuscito a stimolare, punzecchiare e redarguire tutto il sistema produttivo e normativo del vino italiano. E si cercherà di dare voce a quei giornalisti e scrittori del passato che con il loro narrare hanno contestualizzato l’opera dei giornalisti più noti e, in chiusura, daremo uno sguardo sul futuro con il linguaggio dei moderni blogger.
Per l’occasione, abbiamo voluto ricordare questi personaggi attraverso una vecchia foto che evoca un viaggio a ritroso nel tempo (1970) in cui alla Tenuta Greppo, Mario Soldati, si affascinava al magico rito della ricolmatura delle “Riserve”. Con lui Tancredi Biondi Santi e un giovane Veronelli, che di Soldati raccolse il testimone, e che, forse ispirato dall’evento, trovò la formula della “degustazione perfetta”, che vale la pena cercare per una vita: “ogni assaggio di Brunello – qualsiasi cru – mi ricorda Mahler”, confessando che era “millanta volte meglio suggerire al lettore musica, canto, poesia” di un vino e non puntigliose espressioni enoiche.

L’Espresso degusta

“La 2010 risulta essere una delle annate più celebrate a Montalcino. In questo momento i vini rappresentano caratteristiche non del tutto omogenee come capita in tutte le annate: ci sono comunque dei vini di livello più alto e vini, come sempre accade, di livello inferiore e questo evidentemente va riferito al talento dei produttori e alla qualità dei territori. È un’annata che nelle versioni migliori presenta caratteristiche di notevole potenzialità e di longevità perchè sono vini ricchi ma dall’acidità sostenuta che garantisce freschezza e tenuta nel tempo. Le versioni migliori potrebbero raggiungere alti vertici ma la quadratura definitiva dell’annata la avremo solo il prossimo anno quando avremo assaggiato anche le Riserve perchè la 2010 è un’annata che si presta anche alla versione più invecchiata. Per quanto riguarda gli assaggi odierni, l’annata rispetta le attese che si sono create, anche un po’ eccessivamente, in questi mesi. Il nostro giudizio collettivo è che di solito si tende ad estremizzare le situazioni. Il 2009 per esempio è stata un’annata inferiore alla 2010 ma non così tragica come è stata descritta: tutto sommato c’erano dei buoni Brunello, non adatti forse all’invecchiamento ma ottimi vini e, forse, la 2010 è stata dipinta con tinte più rosee di quanto meritasse. Sicuramente rappresenta un’annata dalle notevoli prospettive ma non tutto il prodotto 2010 a Montalcino può essere considerato eccezionale”. Questi i giudizi sull’annata 2010 di Ernesto Gentili per L’Espresso arrivato, con il suo staff, a Montalcino per i consueti assaggi al Consorzio del Brunello.

Guarda il Video

“A Taste of Greatness”: l’Italia vola a New York con Casanova di Neri e Marroneto

“A Taste of Greatness”, la masterclass del “Robert Parker Grand World Tour” (www.grandworldtour.com), di scena il 26 giugno al Mandarin Oriental di New York, avrà due ospiti di eccezione Made in Montalcino. A rappresentare l’Italia, infatti, ed il re del Sangiovese le due etichette valutate 100/100 da “The Wine Advocate”: Casanova di Neri Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2010 e Il Marroneto Brunello di Montalcino Madonna Delle Grazie 2010. Una degustazione esclusiva (695 dollari il prezzo del biglietto), guidata dallo stesso Robert Parker, oltre che dalla “editor in chief” di “The Wine Advocate”, la Master of Wine Lisa Perrotti-Brown, la responsabile dell’Italia Monica Larner, e Jeb Dunnuck che si occupa della Francia (Rhone Valley e Languedoc-Roussillon), della California e dello Stato di Washington.
Tra i vini in batteria, al fianco dei Brunello, altri cinque nettari da 100/100: i californiani Sine Qua Non Ode to E Grenache 2004 e Hundred Acre Vineyard Ark 2007, i francesi Domaine la Barroche Pure 2005 e Chateau Pontet Canet 2009, e l’australiano Clarendon Hills Astralis 2010, oltre allo Chateau Leoville-Las Cases 2009 (98+) ancora dalla Francia, l’Henschke Mount Edelstone 2010 (97+) dall’Australia, ed il Kumeu River Hunting Hill Chardonnay 2012 dalla Nuova Zelanda.

“Premio Casato Prime Donne”: è possibile inviare gli scatti per la sezione fotografica

I campi verdi di grano della campagna di MontalcinoCon le sezioni “Prima Donna”, “Io e Montalcino”, “Premio Consorzio del Brunello”, “Montalcino, la sua storia, la sua arte, il suo vino”, torna, il 13 settembre 2015, il “Premio Casato Prime Donne”, un premio per le donne che si distinguono, nei più diversi ambiti, per il loro operato, per la loro passione nel lavoro e per l’impegno che hanno messo per raggiungere risultati importanti, ma non solo, un riconoscimento che valorizza il buon giornalismo e l’arte. Il premio ha anche una sezione fotografica “Genti e terre dei vini Brunello e Orcia”. Tutti i “fotografi che intendono partecipare hanno tempo fino al 16 giugno 2015 per inviare i propri scatti. La commissione, tutta al femminile è guidata dalla presidente Francesca Colombini Cinelli e composta da Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri, Daniela Viglione. Della giuria d’onore fanno parte, Sergio Zavoli, il sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli, Mario Fregoni, Leone Piccioni ed il presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci.
Da 17 anni il “Premio Casato Prime Donne” viene organizzato dalla prima cantina italiana, quella della Signora del Brunello, Donatella Cinelli Colombini, con un organico interamente femminile, un simbolo per la parità di genere fra le botti. E’ qui che rimangono le tracce permanenti dei vincitori. Le fotografie vincitrici, di ogni edizione, sono esposte nella sala intitolata a Ilda Bartoloni la giornalista Rai, scomparsa nel 2009, a cui si deve il carattere attuale del Premio. Le dediche dettate delle Prime Donne, accompagnano un percorso meditativo nella cantina e nei vigneti del Brunello che si arricchisce ogni anno anche con l’istallazione di un artista toscano.

“Top of the Dop” incoming a Montalcino

Nuovo appuntamento a Montalcino per la campagna di informazione e valorizzazione sui vini e sui salumi a denominazione d’origine “Top of the Dop”. Dal 7 al 9 giugno 2015, per poi proseguire in Franciacorta per il tour nei giorni 10 e 11 giugno 2015, sarà la città del Brunello a fare incoming per giornalisti ed addetti ai lavori provenienti dal Regno Unito, con l’obiettivo di implementare la conoscenza dei prodotti vinicoli e di salumeria italiani più prestigiosi per un maggior mercato europeo. Gli eventi, infatti, che hanno visto altri importanti incontri oltre che con il Regno Unito, con la Germania, comprendono anche corsi di cucina, educational per consumatori, seminari e sono organizzati con il Consorzio di Tutela del Franciacorta, un progetto promosso da Federdoc e IVSI e cofinanziato dalla Comunità Europea e dallo Stato Italiano. Ad accogliere i giornalisti inglesi saranno le etichette: Banfi, Camigliano, Tenuta San Giorgio, Le Macioche, Caprili, Capanna, Altesino, Caparzo.
Chi saranno gli ospiti di questo appuntamento con “Top of the Dop” a Montalcino? Hamish Anderson, Richard Woodard, Nina Caplan, Nathan Hill, Sally Heaston e Heather Dougherty.

Focus – I Profili
Hamish Anderson

Hamish Anderson è capo sommelier e Wine Buyer per Tate Restaurant Group. Ha inoltre
contribuito ad una serie di pubblicazioni e le sue “raccomandazioni” nell’edizione del sabato del Telegraph Magazine ispirano molte migliaia di lettori ogni settimana. Hamish ha curato le cantine del Tate per oltre dieci anni e ha sviluppato una solida reputazione come uno dei principali scrittori di vino. Hamish ha iniziato la sua carriera nel mondo del vino al famoso ristorante Bibendum, a lungo celebrato per la sua ampia e innovativa carta dei vini. Hamish si occupa di assistere anche privati nell’acquisto di vini.
Richard Woodard
Un giornalista qualificato, Richard Woodard ha lavorato otto anni di lavoro per l’Anglia Daily Times, un quotidiano regionale in Inghilterra. Nel settembre del 2000, è entrato a Wine & Spirit International come redattore e responsabile per la scrittura, messa in servizio e la produzione di una vasta gamma di contenuti connessi alle imprese rilevanti per l’industria internazionale di bevande.
Richard lascia Wine & Spirit Internazionale alla fine del 2005 per intraprendere la carriera di freelance. Da allora, scrive articoli e reportage regolarmente per riviste Imbibe, just-drinks.com e bevande Internazionale. Scrive anche occasionalmente per The Mail su Live Magazine Domenica.
Nina Caplan

Nina è stata nominata Fortnum & Mason bere Writer of the Year e Louis Roederer internazionale Vino Editorialista of the Year nel 2014. Scrive da oltre 15 anni di argomenti che spaziano dal vino all’arte, dal cibo al cinema alla cultura.
Scrive una colonna premiata sul vino per il New Statesman e un altra per Privat Air
magazine. Nina esamina anche l’arte e la fotografia per Time Out e scrive sui viaggi e
cultura internazionale per la Domenica Telegraph, Condé Nast Traveller e molte altre varie pubblicazioni.
Nathan Hill
Nathan Hill è Presidente di uva Onestà, www.honestgrapes.co.uk, un nuovo club vino sviluppato
con Tom Harrow (fondatore del blog WineChap) per high net worth individuals per coloro che amano i vini artigianali di alta qualità. Honest grapes promuove i produttori di tutto il mondo, con una particolare attenzione per l’Italia e la Borgogna. Nathan sostiene Tom nel suo ruolo di blogger e
wine writer indipendente, con colonne regolari in Financial Times e altri testate.
Sally Heaston
Sally è uno dei soli 300 Master of Wine nel mondo, ma è anche uno dei pochi scrittori di vino indipendenti ad avere sia il Master of Wine che un master in giornalismo. Non contenta,
quando ha lasciato il suo lavoro nel settore industriale, scrive per Decanter, Il Drinks business e molte altre testate di settore.
Un’altra parte considerevole del lavoro di Sally è rappresentato dalla consulenza per l’industria del vino in sourcing, che comprende anche l’insegnamento sia per operatori che per consumatori.
Inoltre, Sally si noleggia per eventi aziendali per offrire divertimento e bizzarro degustazione di vini
Heather Dougherty
Heather è una scrittrice freelance di vino. Tiene una rubrica per il Surrey Advertiser, un gruppo editoriale locale fondamentale nel sud-est dell’Inghilterra, e anche occasionalmente per Harpers Wine & Spirit e altre testate.
Ha istituito Rosso Bianco & Rosato, nel 2006, una società specializzata in organizzazione di eventi e degustazioni private. Heather è anche un giudice regolare sia per il Wine Challenge ed è presidente dell’Associazione dei Wine Educators da maggio 2014.