Assessore Remaschi in visita al Consorzio del Brunello

Questa mattina a Montalcino è arrivato l’Assessore all’Agricoltura della Regione Toscana, Marco Remaschi, per far visita alla sede del Consorzio del Brunello. Ad accoglierlo, oltre al presidente Fabrizio Bindocci e ad alcuni consilieri del consorzio di tutela anche il sindaco di Montalcino, Silvio Franceschelli.

Col d’Orcia a “Vertigo Wine” al China City Pavilion, Vini Expo da brivido a Milano

Sono 24 i vini da capogiro che il Consorzio Grandi Cru d’Italia ha selezionato, lungo tutto lo stivale, per l’aperitivo che nei quattro giovedì del mese di luglio ha animato i “Vertigo Wine” organizzati nel China City Pavilion ubicato di fronte alla stazione centrale di Milano, in piazza Duca d’Aosta, e realizzato per intensificare la collaborazione Italia-Cina proprio mentre si celebra il 45° anniversario dell’avvio delle relazioni diplomatiche fra i due paesi, attraverso la sinergia fra le città di Shanghai e Milano. Infatti il progetto di City Pavilion è stato assicurato dalle due città con l’intento di parlare di Expo all’interno della città che lo ospita ed accogliere le delegazioni che stanno visitando il sito dell’esposizione universale.
Tra le zone vinicole selezionate non poteva certo mancare Montalcino ma questa volta, a gran sorpresa, non per il suo Brunello ma per un Sant’Antimo, quello a base di Pinot Grigio, biologico di Col d’Orcia. Dimostrazione proprio del fatto che a Montalcino il Brunello è l’espressione più tradizionale della supremazia delle varietà delle uve locali, ma che anche altri famosi vitigni possono dare grandi risultati. Alcuni, come Cabernet, Merlot o Chardonnay hanno un gusto ed una diffusione internazionali. Il Pinot Grigio è, insieme al Sangiovese, la più diffusa e apprezzata varietà di uva di origine italiana nel mondo. Ed il Sant’Antimo Pinot Grigio è il risultato di una migrazione prosperosa dall’originario nord Italia alle colline soleggiate della Toscana. Il vino che ne deriva ha un intenso frutto, sebbene gentile ed elegante, un invitante sapore, una grande amabilità.

2015: tutte le carte per un Brunello eccezionale

Montalcino immersa nei vignetiA Montalcino è piena estate ma non tutti riposano, c’è chi, tra i filari di Brunello, sta decidendo, dopo un’attenta e meticolosa osservazione di variazioni e fasi climatiche, il destino delle uve che già iniziano a prendere colore. La fine di luglio è il momento ideale per fare le prime valutazioni sull’andamento vendemmiale e per buttar giù ipotesi di come potrà essere l’annata di Brunello di Montalcino che a breve sarà vendemmiata. “La stagione vinicola – spiega alla Montalcinonews il presidente del Consorzio del Brunello, Fabrizio Bindocci – è abbastanza avanzata da permetterci di iniziare a parlare concretamente, con dati alla mano, di quale possa essere l’esito dell’annata 2015. Valutando l’andamento climatico di questi ultimi mesi, possiamo affermare che le premesse perchè la prossima vendemmia si trasformi in una annata di Brunello eccezionale ci sono tutte ma, come i nostri nonni ci hanno insegnato, in campagna è il meteo ad avere l’ultima parola, quindi non è il caso di sbilanciarsi fino a raccolta terminata. Facendo, però, delle considerazioni sull’andamento stagionale che ha caratterizzato questa vendemmia fino ad oggi, possiamo dire che le condizioni, con forte caldo nelle ore diurne e clima temperato nella notte, sono quelle ottimali per il Sangiovese e per Montalcino. Fondamentali, poi, sono state le piogge, oltre i 30 millimetri, che dalla seconda metà di luglio si sono abbattute sul territorio del Brunello, fornendo acqua alle viti, mitigando le temperature e portando un effetto benefico ai grappoli”. Risulta essere il caldo, quindi, l’elemento fondamentale per l’annata 2015 che potrebbe anche vedere, in netto contrasto con ciò che si è verificato lo scorso anno, un inizio della raccolta anticipato. “I grappoli – conclude Bindocci – stanno procedendo in modo ottimale alla maturazione che sembra avanzare in modo corretto e in tempi ristretti facendo prevedere una vendemmia anticipata già intorno alla metà di settembre (15-20)”.

Falcão enoturista nella città del Brunello

Considerato uno dei più forti centrocampisti del suo tempo, Paulo Roberto Falcão, un allenatore di calcio ed ex calciatore brasiliano, sembra essere anche un vero appassionato di vino, ed in particolare del Brunello di Montalcino. Classe 1953, passato dai campi di calcio brasiliani fino a quelli di Inter e Roma, inserito nel 2004 nella FIFA 100, la lista dei 125 migliori giocatori viventi, selezionata da Pelé e dalla FIFA in occasione delle celebrazioni del centenario della federazione , oggi, oltre a commentare le partite trasmesse da Rede Globo e collaborare come opinionista del giornale Zero Hora e dell’emittente Radio Gaúcha, Falcão va in giro a degustare il nettare di Bacco. E, proprio ieri, è arrivato nella città del Brunello per assaporare il Sangiovese più conosciuto ed apprezzato al mondo e ammirare i paesaggi della suggestiva Toscana.

Il Brunello visto da Eric Asimov “The New York Times”

Eric Asimov, pluripremiato scrittore ed esperto di wine&food, in un pezzo uscito negli scorsi giorni sul celeberrimo “The New York Times”, racconta il Brunello di Montalcino visto dal suo punto di vista. L’articolo esordice dicendo che: “come ogni grande vino, il Brunello di Montalcino ha avuto la sua parte di calunniatori. Persone che conosco e rispetto che hanno deriso questo vino voluto troppo grando, o non sufficientemente specchio di un terroir o eccessivamente manipolato per adatarsi a critici e mode”. Asimov, nel ricordare che esempi di criticità ci sono stati sul territorio di Montalcino, afferma che: “i migliori esempi di Brunello di Montalcino sono tra i più grandi vini del mondo, una credenza che è stata resa ancora più forte da una recente degustazione di alcune vecchie annate di Biondi-Santi, forse il più grande di tutti i produttori di Brunello, ma uno il cui stile è stato sonoramente assalito nel 1990 e il primo decennio di questo secolo. Ogni vino in degustazione era una riserva, fatta solo nelle migliori annate dai vitigni più antichi della Tenuta. Le vecchie bottiglie (diverse migliaia, appunto) sono stati acquistati nel 2013 direttamente dalla famiglia Biondi Santi da Sergio Esposito di Italian Wine Merchants, che ha detto il suo obiettivo essere quello di farle arrivare nelle mani di collezionisti e ristoranti, oltre che in quelle di consumatori disposti a pagare prezzi che vanno fino a 1.500 dollari per una Riserva.
I vini che ho assaggiato, del 1975, ’68, ’64 e ’55 erano semplicemente meravigliosi, puri, profumati, complessi e giovanili. Vini come questi sono tesori, e dimostrano la grandezza possibile a Montalcino. Se questi sono esempi di ciò che può essere raggiunto, come si fa a non amare il Brunello di Montalcino?
In questo contesto è stato affascinante gustare 20 bottiglie della vendemmia 2010, che è stata ampiamente acclamata per la sua eccellenza. Per la degustazione, Firenze Fabricant ed io siamo stati raggiunti da Jeff Kellogg, direttore del vino a Maialino vicino Gramercy Park, e Nathan legno, direttore del vino a Carbone nel Greenwich Village.
Non c’era Biondi-Santi in degustazione. Avevamo a disposizione solo vini che compriamo al dettaglio con un tetto massimo di 100 dollari che ha escluso molti grandi nomi del Brunello come appunto Brunello Biondi-Santi, Soldera, Poggio di Sotto e Cerbaiona, per citarne solo alcuni. Comunque, abbiamo avuto un campione rappresentativo della vendemmia.
Questi erano i grandi vini, caratterizzati da frutta matura e opulenza. Eppure i produttori di maggior successo sono stati in grado di bilanciare frutta, tannini e acidità, per ottenere vini strutturati che invecchiano per anni ma restano piacevolmente giovani”.
Tre stelle e mezzo vanno al Brunello di Montalcino 2010 Conti Costanti, seguito, a quota tre dal 2010 di Donatella Cinelli Colombini, Canalicchio di Sopra, Fattoria dei Barbi e Poggio Il Castellare. Con due stelle e mezzo ci sono i Brunello di Montalcino 2010 di Gianni Brunelli, Fornacina, Caparzo, Fanti e Castello di Romitorio.

Il Vigneto si connette, con Case Basse e Gaja a Montalcino arriva il progetto iXem Cam

Attraverso microcamere che controllano i grappoli d’uva ad ogni ora, il vignaiolo, attraverso un comune smartphone èin contatto diretto con la vite che “si racconta” comunicando, per esempio, se ha sete, freddo o abbastanza sole. L’ultimo campo di applicazione studiato da iXem Labs del Politecnico di Torino è quello della viticoltura virtuale: con la tecnologia wireless il vigneto diventa ‘smart’.
Il progetto, realizzato insieme alle Cantine Gaja di Barbaresco, all’azienda Case Basse Soldera di Montalcino, e alla Stazione Sperimentale per la Viticoltura Sostenibile di Panzano in Chianti, applica, infatti, le più avanzate tecnologie wi-fi al monitoraggio delle viti, per favorire la qualità del prodotto e ottimizzare le tecniche di coltivazione.
A firmare il progetto di wifi delle vigne, una sorta di telemedicina della produzione vitivinicola, è lo scienziato Daniele Trinchero, docente del dipartimento di elettronica e telecomunicazioni del Politecnico di Torino che coltiva anche una passione per il vino, tanto che è anche membro dell’Associazione Italiana Somellier. Pionieri del progetto che si chiama IXemCam – una webcam in grado di catturare immagini ad alta definizione e, allo stesso tempo, di rilevare temperatura e umidità, come spiega Trinchero in un in’intervista alla Montalcinonews – sono stati i piemontesi del Barbaresco ma oggi la tecnologia è arrivata anche nelle terre di Siena, a Montalcino e a Montepulciano. Il progetto è sviluppato dal laboratorio iXem, diretto proprio da Trinchero. “Siamo specializzati – spiega – nelle applicazioni di nicchia delle comunicazioni wireless: il monitoraggio dell’ambiente, l’assistenza ai servizi, l’agricoltura intelligente, il monitoraggio in alta montagna”. Spesso i progetti, nascono dalla conoscenza personale di realtà che apparentemente con applicazioni di telecomunicazioni non avrebbero nulla a che fare: “mettiamo insieme cose diverse – spiega – mettiamo a frutto la mentalità degli italiani di sapersi un pò arrangiare. Gli americani non lo capiscono, sono più rigidi, legati a schemi precostituiti”. E così lo stesso laboratorio ha messo in piedi un progetto sul monitoraggio degli acquedotti in Qatar, che è durato quattro anni. Un sistema rivoluzionario già applicato sulle colline del barbaresco: poca spesa e ottimi risultati. “intervenendo subito, quanto spuntano insetti o malattie, si evitano sostanze chimiche. Le microcamere che controllano i grappoli d’uva ogni ora e sul cellulare il vignaiolo apprende se hanno sete, freddo o abbastanza sole”. Non solo questa tecnologia porterebbe anche ad un notevole risparmio economico: trattare un vigneto con il metodo tradizionale costa 900 euro per ettaro, con i sensori wi-fi bastano 225 euro, un risparmio di quasi 700 euro ad ettaro.

“Il piccolo enologo”: firmare un vino è possibile al Casato Prime Donne

Tutti gli enoappassonati sognano di avere un vino proprio, che mostri il proprio carattere, i tratti distintivi della personalità e di poter dire: “questo vino l’ho fatto io”. Da oggi tutto questo è possibile grazie alla Signora del Brunello, Donatella Cinelli Colombini.
Il progetto è una novità assoluta in Italia: si chiama “piccolo enologo”, un nome simile al gioco per bambini “piccolo chimico” con cui tantissimi di noi hanno fatto i primi passi nel magico mondo della sperimentazione. Ma in questo caso si rivolge agli adulti, anzi a wine lovers adulti che vogliono provare l’emozione di fare un grande vino secondo il loro gusto. Due le location di questa esperienza, a scelta tra Casato Prime Donne a Montalcino e Fattoria del Colle a Trequanda nel Sud della Toscana. La partecipazione minima è di 4 persone (18€ ciascuno) e la massima è di 12 (16€).
Il programma dura circa due ore ed è molto coinvolgente: si inizia con la visita guidata ai vigneti e alla cantina. Al Casato Prime Donne, dove nasce e matura il Brunello, le botti sono intercalate da dipinti che narrano la storia di Montalcino, mentre alla Fattoria del Colle, in cui vengono prodotti Orcia, Chianti Superiore e Supertuscan, la cantina è nel sotterraneo della villa cinquecentesca e ci sono anche l’eremo con i Brunello antiquari e il sottotetto della vinsantaia. Due piccole cantine boutique, molto diverse ma ugualmente interessanti.
Durante la visita gli ospiti preleveranno il Sangiovese in purezza da una botticella di rovere ed inizieranno una degustazione molto particolare: primo assaggio con Rosso di Montalcino – un Sangiovese in purezza che mostra tutte le migliori qualità di questo vitigno ovvero eleganza, armonia e finezza concentrate in un vino giudicato 91/100 dalla prestigiosa rivista inglese “Decanter” – e secondo assaggio con Leone Rosso Doc Orcia, 60% Sangiovese e 40% Merlot. I wine lovers iniziano quindi in questo modo il loro percorso nell’affascinante e complesso argomento del blend, prima di cimentarsi, loro stessi, a mescolare Sangiovese, Merlot e Sagrantino, 3 vini nati da vitigni diversi, vinificati e maturati in botte separatamente. Cilindri graduati, bicchieri e tante prove per cercare quell’equilibrio perfetto fra alcool, acidità e tannini: i risultati finali si confronteranno poi con il vero Supertuscan contenente gli stessi vini, ovvero “Il drago e le 8 colombe” giudicato con 90/100 da “Wine Spectator”. Un assaggio che si presenta semplicemente come un primo passo nel mondo delle degustazioni tecniche, un modo divertente per misurarsi con la difficile arte dell’enologo, una professioni per la quale occorrono molto talento e molti anni di studio. Quella che viene proposta è un’esperienza importante e unica per chi ama davvero il grande vino e vuole capirlo profondamente. Al termine della “performance”, ciascun partecipante potrà portare a casa – oltre a molte nuove conoscenze – anche un diploma, scherzoso ma non troppo, da attaccare nella propria bottiglieria.

Il Brunello con 21 “Corone” domina la guida “ViniBuoni d’Italia”

Sono la Toscana, con il Brunello in testa e il Piemonte, con 59 vini premiati, a guidare il podio, seguite da Friuli Venezia Giulia (compresa l’Istria) con 40 e sul terzo gradino il Veneto con 36. Exploit della Campania, al quarto posto, con 30 vini premiati. Ecco i verdetti estivi delle “Corone” delle guida “ViniBuoni d’Italia” 2016, edita da Touring Editore, e curata da Mario Busso e Luigi Cremona che, come succede ormai da qualche anno a questa parte, apre con largo anticipo la lunga stagione delle guide e dei premi.
La pubblicazione, totalmente focalizzata sui vitigni autoctoni e tradizionali, ha promosso a pieni voti 465 (erano 420 nella scorsa edizione), attribuendo loro il simbolo dell’eccellenza di “ViniBuoni d’Italia”: le “Corone”.
Un nuovo traguardo ed una conquista per il Brunello che, con le sue 21 etichette premiate, si conferma ai vertici dell’enologia italiana.

Focus – Etichette di Brunello premiate
Biondi Santi-Tenuta Greppo, Brunello di Montalcino Docg Tenuta Greppo-Jacopo Biondi Santi 2010
Biondi Santi-Tenuta Greppo, Rosso di Montalcino Doc Tenuta Greppo-Jacopo Biondi Santi 2011
Casanova di Neri, Brunello di Montalcino Docg Tenuta Nuova 2010
Cerbaiona, Brunello di Montalcino Docg 2010
Col d’Orcia, Brunello di Montalcino Docg Riserva Poggio al Vento 2008
Fuligni, Brunello di Montalcino Docg 2010
Il Marroneto, Brunello di Montalcino Docg Madonna delle Grazie 2010
La Fortuna, Brunello di Montalcino Docg Giobi 2010
Le Ragnaie Brunello di Montalcino Docg Fornace 2010
Le Ragnaie, Brunello di Montalcino Docg V V 2010
Lisini, Brunello di Montalcino Docg Ugolaia 2009
Mastrojanni, Brunello di Montalcino Docg Vigna Loreto 2010
Pietroso, Brunello di Montalcino Docg 2010
Podere Salicutti, Brunello di Montalcino Docg Piaggione 2010
Poggio di Sotto, Brunello di Montalcino Docg 2010
Sesti, Brunello di Montalcino Docg 2010
Siro Pacenti, Brunello di Montalcino Docg Vecchie Vigne 2010
Stella Viola di Campalto, Rosso di Montalcino Doc 2011
Tenuta di Sesta, Brunello di Montalcino Docg 2010 Tenuta Le Potazzine, Brunello di Montalcino Docg 2010
Tenuta San Giorgio, Brunello di Montalcino Docg Ugolforte 2010
Tiezzi, Brunello di Montalcino Docg Vigna Soccorso 2010

Con il “Premio Casato Prime Donne” vota lo scatto più bello

Un territorio estremamente fotogenico, quello toscano, ad alto valore espressivo e comunicativo, soggetto ideale per scatti d’autore o per istantanee di semplici appassionati di fotografia.
Ma anche il protagonista di un concorso fotografico a lui tutto dedicato. È il Premio Casato Prime Donne, con una sezione interamente dedicata, a celebrare, ogni anno, proprio il paesaggio toscano con i suoi colori e le sue sfumature con cinque fotografie finaliste che possono essere votate on line fino al 31 agosto all’indirizzo www.cinellicolombini.it.
La cerimonia di premiazione avrà luogo a Montalcino nel week end 12-13 settembre e riguarderà anche le sezioni giornalistiche e la “Prima Donna”, personaggio emblematico dell’universo femminile. I vincitori sono scelti dalla giuria di cui fanno parte Francesca Cinelli Colombini (presidente), Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione.
Dopo la premiazione, l’immagine vincitrice sarà esposta in modo permanente nella sala Ilda Bartoloni del Casato Prime Donne a Montalcino, insieme alle migliori delle precedenti 16 edizioni. Una galleria fotografica che racconta il territorio, in cui nascono i vini Brunello e Orcia. Nel corso degli anni le foto rivelano un’evoluzione nella percezione del paesaggio: dal minimalismo, all’approccio concettuale, fino al taglio fantasy. Quest’anno emerge una chiara
tendenza a usare il colore come costruttore di emozioni. Una scelta che sorprendentemente può applicarsi anche al bianco e nero.

Riconoscimenti che valorizzano il lavoro a Montalcino

Due titoli importanti e ambiti, due riconoscimenti internazionali che premiano il lavoro dei produttori e dei cittadini di Montalcino e confermano il valore del territorio.
I protagonisti di questa storia sono Gabriele Gorelli, grafico pubblicitario, classe 1984, che ha superato le selezioni per diventare Master of Wine, e Sandro Chia, illustre artista e produttore di Brunello di Montalcino nella cantina Castello Romitorio, che conquistato il 2015 Champion Red Wine Award.
Dopo una durissima selezione, Gabriele ha superato l’esame del primo anno della scuola per diventare Master of Wine, assegnato dall’accademia londinese che forma le più eccellenti personalità del mondo del vino. Il percorso è ancora lungo e difficile (gli esami da superare sono tre), ma Gabriele ha tutte le carte in regola per diventare il prossimo MW italiano. Attualmente sono soltanto 322 i Master of Wine nel mondo, distribuiti in tutti i paesi del globo, dagli USA all’Africa, passando per l’Asia, l’Europa e l’Australia.
Sandro Chia e il suo Brunello di Montalcino 2010 “Filo di Seta” hanno invece conquistato il 2015 Champion Red Wine Award assegnato al miglior vino rosso del mondo dal prestigioso “International Wine Challenge”. Per Chia si tratta di una seconda volta: già nel 2010 il suo Brunello di Montalcino Riserva 2004 Castello Romitorio aveva ottenuto lo stesso riconoscimento. Dopo i numerosi riconoscimenti, gli elogi dei critici nazionali ed internazionali e i dati di vendita, questo premio conferma ancora una volta l’eccellenza dell’annata 2010 del grande rosso toscano.
“Montalcino, il suo tessuto sociale ed economico sono in ottima salute e questi due riconoscimenti lo dimostrano – ha commento il Presidente del Consorzio del Brunello Fabrizio Bindocci. Siamo fieri e orgogliosi del lavoro dei nostri concittadini e Il Consorzio ne vuole rendere pubblicamente merito. Esempi virtuosi come quello di Gabriele e di Sandro Chia contribuiscono senza dubbio a portare il marchio del Brunello e del territorio nel mondo”.