Montalcino a “Wine in Sanremo”, il festival delle eccellenze vinicole

Cento produttori, seicento etichette provenienti dall’Italia e tre da Montalcino, ma anche degustazioni e dibattiti. Tutto questo è “Wine in Sanremo” (www.wineinsanremo.it) che da sabato 10 a lunedì 12 ottobre, porterà nella cittadina del ponente ligure alcune fra le migliori etichette d’Italia. Tante le sorprese per i winelovers, che potranno degustare il Brunello di alcune tra le più rinomate cantine made in Montalcino, come Banfi e Val di Suga, o partecipare alla verticale di Brunello di Montalcino Col d’Orcia, in agenda il 10 ottobre.

Questa prima edizione dell’evento propone al Palafiori di Sanremo un ricco programma di degustazioni per approfondire la conoscenza di etichette storiche e zone vinicole tutte da scoprire. Accanto alle degustazioni e per tutta la durata del Salone, al Palafiori il ristorante stellato sanremese Paolo e Barbara curerà un punto ristoro d’eccezione in cui verranno proposti piatti della tradizione locale.

Miglior Rosso per Daniele Cernilli? Cerbaiona 2010

Tempo di vendemmia ma anche tempo di guide enoiche e, ad ottobre, tanti sono i vademecum del vino che fanno la loro comparsa sugli scaffali delle librerie. Il 10 ottobre 2015 sarà la “Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2016” firmata da Daniele Cernilli, il Doctor Wine in persona, ad essere presentata a Milano il 10 ottobre 2015, con, come consuetudine, anche una degustazione dei 130 vini capaci di aggiudicarsi un punteggio di 95/100 o più. Intanto, sono stati resi noti i premi speciali e tra questi spicca il Brunello di Montalcino ed una delle cantine più conosciute in Italia e all’estero: la Cerbaiona. È proprio l’annata 2010 del Brunello di Diego Molinari e sua moglie Nora, unica etichetta a raggiungere il punteggio di 99/100, ad aggiudicarsi il titolo di miglior vino rosso dell’anno. Un altro traguardo per il Brunello e per Montalcino.
Per quanto riguarda gli altri riconoscimenti, tra i bianchi il migliore è stato il Greco di Tufo Greco G 2010 di Pietracupa, il premio per le bollicine va al Trentodoc 976 Riserva del Fondatore Brut 2005 Letrari, mentre il vino dolce dell’anno è il Verdicchio dei Castelli di Jesi Passito Tordiruta 2008 di Terre Cortesi Moncaro. E ancora, il vino col miglior rapporto qualità/prezzo è il Montepulciano d’Abruzzo Ilico 2013 di Dino Illuminati, mentre il vino capace di coniugare alta qualità e tiratura in diverse centinaia di migliaia di bottiglie, è il Tignanello di Antinori. Passando alle cantine, l’azienda dell’anno è in Sardegna, la Dettori di Alessandro Dettori, il produttore emergente, invece, viene da Barolo, ed è la Cascina Amalia di Paolo Boffa. Il premio alla cooperazione va a Domizio Pigna, presidente della cantina La Guardiense, l’enologo dell’anno è una comunità di winemaker, l’associazione dei Kellermeister altoatesini. Infine, il premio alla vitienologia sostenibile, al Wine Research Team e al suo coordinatore Vincenzo Tassinari.

Annata 2015: parla Giampiero Pazzaglia

“Per il Brunello di Montalcino sarà una grande annata. Tipo quella del 2010, direi. Ci aspettiamo circa nove milioni di bottiglie di Brunello, un milione di Rosso di Montalcino e oltre tre milioni di bottoglie di Rosso Igt”. Così, Giampiero Pazzaglia, coordinatore del Consorzio Brunello di Montalcino ha spiegato la vendemmia 2015 ad Askanews, una delle principali agenzie italiane. “Quanto alle gradazioni dei vini – prosegue Pazzaglia – saranno attorno ai 14-14 gradi e mezzo, un classico per un vino come il Brunello che, per definizione, è al ad alta gradazione. Quello della vendemmia 2015 sarà un vino, dunque, con una “grande struttura”, con sapori ricchi di frutto e di tannini: saranno vini molto nobili ed eleganti”.
Come spiega Pazzaglia: “il clima ha favorito l’andamento della vendemmia del Brunello di Montalcino, che sta andando molto bene. Il mese di settembre è stato molto bello, il clima temperato con vento di tramontana, tale da far avere delle bucce delle uve molto importanti per la produzione di un vino come il Brunello di Montalcino”. Il 70% delle uve sono già in cantina, ancora qulache giorno per il Sangiovese: il 2015 sarà un’annata di grande attese, dopo il 2014 un po’ deludente. La produzione è prevista comunque in diminuzione in una quota tra il 5% e l’8% in resa in vino, perchè il periodo climatico “asciutto” ha determinato una resa minore. Si tratta comunque di circa 110-112 mila quintali di uve che corrispondono a circa 76 mila ettolitri di vino.

Brunello: 150 anni dalla prima vendemmia

Brunello-1865

Brunello-1865

La storia del vino di Montalcino inizia da lontano e la prima vendemmia risale a ben 150 anni fa. Furono infatti Clemente Santi e Tito Costanti, con la vendemmia 1865 a dare il via alla nascita di questo prestigioso vino, oggi conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
Il Brunello, come lo conosciamo oggi nasce negli anni dell’Unità d’Italia. Infatti, è proprio tra il 1865 e il 1869 che si intensificano i tentativi di vinificare l’uva di Brunello in purezza e maturare il vino in botte ma, fino a quegli anni, produrre un vino rosso con quattro o cinque anni di invecchiamento era qualcosa di eccezionale in Italia. Qualcosa, che sembrava un esclusiva dei prestigiosi vini francesi, fino ad allora.
Ma quando compare, in un documento ufficiale, la prima volta il nome “Brunello”? Secondo i documenti risale al 1870, quando a Siena si tenne una storica Expo provinciale di “Arti belle, industrie e agraria”, che raccoglieva 436 vini. Da Montalcino arrivarono 10 produttori, che presentavano tipologie tra le più variegate, da “moscadello” a “rosso comune”, da “vin santo” a “bianco comune”. Ma dagli atti originali risulta che furono solo in 3 a presentare la tipologia “Brunello”: Santi (con una vendemmia 1865), Costanti (1865 e 1869) e Galassi (1868).
Ma non finisce qui. La relazione della commissione ampelografica della Provincia di Siena, risultato di studi fatti dal settembre 1875 all’ottobre 1876, ci porta a dire, grazie a un manoscritto ritrovato nella cantina di Castelgiocondo di Guido Angelini, che il Brunello sia stato uno dei vini più studiati nella seconda metà dell’800.
E quale migliore celebrazione di questa importante ricorrenza, se non con una vendemmia, la 2015, che ha tutte le carte in regola per essere annoverata fra le migliori vendemmie di sempre?

“Slow Wine”: ecco le “chiocciole” 2016

Con l’arrivo dell’autunno, come ogni anno, finisce, per gli enoappassionati l’attesa e si scoprono quali sono i vini più apprezzati da esperti e guide. Oggi è la volta delle “chiocciole”, 188 quell dell’edizione 2016, della guida Slow Wine, edita da Slow Food. Sono 6 in più dello scorso anno, e rappresentano il vertice di una piramide qualitativa fatta da 1.917 cantine presenti in guida, in pratica, quelle che per l’associazione della chiocciola possono essere considerate come una sorta di Bignami del “Buono, pulito e giusto”, vale a dire quelle in grado di interpretare al meglio i valori (organolettici, territoriali, ambientali e identitari) della filosofia Slow Food. Tra le Regioni, in testa il Piemonte, con 30 aziende “chiocciolate”, davanti alla Toscana a quota 28 ed al Friuli Venezia Giulia con 17 (www.slowfood.it). Per quanto riguarda il Brunello, che non poteva certo mancare, sono 4 le etichette a rappresentare il re del Sangiovese in guida: Baricci, Fattoi, Il Paradiso di Manfredi e Le Chiuse. Una ottima prestazione, per Montalcino ed il suo prodotto principe e soprattutto per le etichette in guida che, dopo la nomina dello scorso anno, sono riuscite a riconfermare la loro presenza ed il loro valore.

Save the date: appuntamenti con il Brunello

Un modo per conoscere il Brunello ed il territorio in cui esso nasce, ma anche un modo per imparare come degustarlo.
Il mese di ottobre sarà un periodo ricco per tutti gli appassionati di vino per avvicinarsi al re del Sangiovese. Tante infatti, a Montalcino e fuori, le iniziative organizzate dal Consorzio del Vino Brunello. Si inizia con lo stage degli enotecari Vinarius. In pratica, come tutti gli anni, un gruppo di enoteche dell’Associazione Vinarius (quest’anno saranno n. 8 esercizi) in visita a Montalcino, dal 4 al 6 ottobre 2015, per assistere a con seminari enologici e agronomici presso il Consorzio e degustazioni sia dei vini delle nuove annate in commercio,sia di vecchie e prestigiose annate del re del Sangiovese, guidate dai produttori di Brunello. Ma anche visite aziendali con attenzione al vigneto, alla cantina e poi con degustazioni anche verticali di vecchie annate.
Ma non finisce qui. Per chiunque cercasse un modo particolare e suggestivo di visitare Expo per portare a casa il ricordo di una esperienza irripetibile, il Consorzio del Brunello organizza degustazioni guidate da uno dei massimi esperti di vino italiano, ed in particolare di Brunello.
Venerdì 9 ottobre 2015 (dalle ore 17.30 alle 19) e venerdì 16 ottobre 2015 (dalle ore 15 alle 16.30) il Padiglione del Vino A Taste of Italy aprirà le sue porte e nella terrazza (sala Symposium) Ian D’Agata – giornalista, medico, scrittore, divulgatore enogastronomico da oltre 25 anni, ma anche direttore scientifico di Vinitaly International Academy, fra i più noti winewriter del mondo – guiderà i presenti alla scoperta del Brunello di Montalcino 2010.

“Di vigna in vigna” con Le Ragnaie

Nell’opera “Di vigna in vigna”, il libro di Tiziano Gaia che racchiude 40 itinerari, altamente selezionati, in giro per l’Italia del vino tra charme, alta cucina e ospitalità, Montalcino c’è con la cantina Le Ragnaie. Una guida turistica, dedicata non solo a chi ama il vino ma a chi crede che viverlo in prima persona, là dove viene prodotto, sia la più emozionante delle esperienze e, fra le sei cantine raccolte all’interno della sezione “Crete Senesi” c’è, circondata da boschi, ulivi e vigneti, in mezzo alla bellezza del territorio del Brunello, Le Ragnaie.

Dalle Langhe al Salento, dalla Valtellina al Sulcis, passando per il Chianti e la Costiera Amalfitana, la guida si pone come una proposta di viaggio alternativo, una ricognizione nelle cantine italiane che hanno affiancato all’eccellenza enologica la possibilità di pernottare, mangiare, ritemprarsi in una spa, o godere di una mostra d’arte ad un passo dalle botti in cui affinano alcuni dei più grandi vini made in Italy e nel cuore di quel paesaggio vitivinicolo che tutto il mondo invidia.

Focus:
Tiziano Gaia è nato a Torino. Per anni vice-curatore della guida Vini d’Italia, ha scritto centinaia di articoli, tenuto laboratori e organizzato quattro edizioni dei “Tre Bicchieri”, una delle più grandi degustazioni al mondo. Ha collaborato alla stesura del libro Grandi Vini di Joe Bastianich, best seller negli Usa. Nel 2014 ha scritto e co-diretto il film “Barolo Boys. Storia di una rivoluzione”. Collabora stabilmente con la guida Slow Wine.

Opportunità: ecco il “Finanziamento Riequilibrio Agricoltura”

Montalcino, culla del Brunello ma anche territorio agricolo dalle mille sfaccettature. Qui si coltiva la vite ma molte altre sono le risorse che dalla terra arrivano e che costituiscono, per molti degli abitanti del territorio le risorse per vivere. Sempre dalla campagna sterminata che costituisce il territorio di Montalcino, con i suoi innumerevoli poderi o ville, rappresenta il luogo ideale dove far sorgere agriturismi per ospitare turisti alla ricerca di una esperienza indimenticabile immersi nella campagna ma a pochi chilometri di distanza da una città che racchiude, in ogni sua pietra, una storia ed una cultura che si perdono nei secoli.
Proprio per tutti coloro che vivono di agricoltura e di agriturismo è arrivato il “Finanziamento Riequilibrio Agricoltura”, che rappresenta l’opportunità per chi vuole realizzare una ristrutturazione finanziaria della sua azienda agricola o agrituristica. Si tratta di un finanziamento agricolo a medio-lungo termine che sostiene l’impresa nella ristrutturazione finanziaria dell’azienda, nella ricostituzione delle scorte e dei danneggiamenti per cause naturali.
Beneficiari sono le piccole imprese che operano in tutto il territorio nazionale nei settori agricolo, forestale, zootecnico – incluse le aziende che svolgono attività connesse e collaterali – nonchè per le imprese agrituristiche, sempre che l’attività risulti connessa, complementare e subordinata a quella agricola (che deve rimanere principale). È un finanziamento a medio-lungo termine, concesso ai sensi dell’articolo. 43 del Decreto Legislativo n.385/93 e finalizzato a sostenere ogni tipologia di investimento, sia di esercizio che di miglioramento. Si può richiedere “Finanziamento Riequilibrio Agricoltura” per sostenere progetti di: ristrutturazione finanziaria, ricostituzione danneggiati, ricostituzione delle scorte, anticipo pluriennale dei premi pac,consolidamento di passività onerose. Per progetti di investimenti e sviluppo sono previste ulteriori forme di agevolazioni finanziarie.
Massimale finanziamento:max 750.000 euro, per finanziamenti anticipo premi pac è finanziabile sino all’80% del premio spettante. Con ricorso ai fondi europei entro un limite massimo di 12.500.000 euro.
La tipologia di tasso applicata può essere fisso oppure variabile e lo spreed è in funzione del rating.
La periodicità delle rate potrà essere di tre tipi: mensili, trimestrali o semestrali. La durata massimaconsentita da tale finanaziamento agricolo è in funzione della finalità dell’intervento e andrà da un minimo di 2 anni ad un massimo di 30 anni.

Valore dell’uva e valore del vino. Il caso del Brunello

Se i dati, forniti da Gambero Rosso, mostrano che, in generale, il valore dell’uva, così come rivelato dai prezzi di mercato, è un terzo del valore del vino sfuso, ci sono però alcune eccezioni legate alla specificità e scarsità della materia prima che si determina in condizioni di successo di mercato del prodotto finale, come è il caso del Brunello di Montalcino, per i quali l’incidenza del valore dell’uva sul vino sfuso cresce notevolmente. Così come il rapporto domanda-offerta, strategie dei singoli, reperibilità delle uve sono alcuni dei fattori che influiscono sul prezzo finale di un vino si deve altresì considerare che la filiera del vino è caratterizzata da diversi mercati intermedi: uva, vino appena prodotto, vino maturo pronto per l’imbottigliamento.
Naturalmente questi mercati sono tra loro in una relazione di funzionalità, ma comunque sono separati, quindi con specifiche funzioni di domanda e offerta, espresse da soggetti diversi. In più sono caratterizzati da calendari di attività diversi. Tutto ciò fa sì che il meccanismo per fissare i prezzi operi in modo indipendente e che, in certe circostanze particolari, per alterazioni della domanda o dell’offerta, si stabiliscano dei prezzi apparentemente insensati, ossia che un prodotto intermedio costi comparativamente di più di quello trasformato. Questo può avvenire per motivi congiunturali oppure perché qualche operatore mette in atto comportamenti strategici di accaparramento. Certamente questi fenomeni sono più rilevanti nelle filiere dove i mercati intermedi hanno un peso particolare, veicolando una quota rilevante del flusso della filiera.
Quello del vino è un mercato complesso nel quale ogni singolo prodotto ha un suo mercato specifico, anche se sussistono relazioni di correlazione tra prodotti dovute alla loro sostituibilità. Nella misura in cui il prodotto di ogni vino ha una sua indipendenza, e quindi una specifica domanda e una specifica offerta, si determina una dinamica autonoma dei prezzi che può ridurre o accrescere i differenziali di prezzo tra alcuni prodotti rispetto a quello che si ritiene ordinario, dato il pregio dei prodotti in questione. Quando si verificano queste deviazioni dai rapporti che si considerano naturali, per effetto della modifica significativa di un prezzo di un prodotto per uno shock sull’offerta, è poi interessante vedere cosa succede al prezzo degli altri prodotti. Ci si può, infatti, attendere che i prodotti legati da una relazione di sostituibilità con il prodotto che ha visto per primo crescere il prezzo esibiranno un aumento di prezzo, con un ripristino almeno parziale del differenziale; la cessazione della carenza dell’offerta che ha innescato il meccanismo dovrebbe poi riportare i livelli e i differenziali di prezzo allo stato originario, a meno che la modifica dei prezzi non abbia indotto modiche permanenti alle funzioni di domanda e di offerta dei prodotti in gioco.

I re dei rossi italiani nuovamente insieme: ecco l’edizione 2015 di “BaroloBrunello”

Sono il Barolo ed il Brunello, i re dei rossi italiani che tornano ad incontrarsi nella seconda edizione di “BaroloBrunello” la degustazione ad alto livello lanciata lo scorso anno da WineZone, che si occupa di progettare e realizzare eventi di comunicazione integrata legati al mondo del vino. Il 13 e il 14 novembre, nel Castello di Barolo, i grandi nettari si incontrano ancora una volta per promuovere assieme due territori d’eccellenza del vino italiano.
Un’edizione n. 2 di Barolo-Brunello, che vede “la conferma di produttori che hanno scritto la storia del vino nel mondo e che praticamente solo in questo evento è possibile incontrare fianco a fianco”, spiegano i promotori.Un evento già destinato a diventare un appuntamento fisso, visto che si sa già che l’edizione 2016, dopo due anni consecutivi nelle Langhe, sarà a Montalcino, “in uno scenario del tutto inedito e se possibile ancor più spettacolare del Castello di Barolo”.
Ecco, allora, i produttori che si incontreranno in Langa per “BaroloBrunello 2015” al Castello di Barolo: “giocheranno in casa” cantine come G.Alessandria, Boroli, il Castello di Verduno, Cavallotto, Ceretto, Chiarlo, G.B.Burlotto, Giuseppe Rinaldi, Marengo, Massolino, Principiano, Rivetto, Vajra, Roberto Voerzio, Scarzello e Vietti; arriveranno, invece, in terra piemontese dai vigneti del Brunello Altesino e Baricci, Canalicchio di Sopra e Capanna, Caprili, Casanova di Neri, Col d’Orcia, Il Marroneto, Salicutti, Il Poggione, Le Potazzine, La Mannella e Lisini, Mastrojanni e Poggio di Sotto, Talenti e Uccelliera.
L’Enoteca Regionale del Barolo farà, invece, da sfondo alla degustazione verticale tra “i Giganti del Vino”, condotta dal sommelier Luca Gardini, che metterà a confronto due grandi produttori di Barolo e di Montalcino: Elvio Cogno e Casanova di Neri.
Un format ed un incontro tra i due grandi rossi italiani “a cui partecipano in prima persona gran parte dei produttori” e che “sottolinea una volta di più lo strettissimo rapporto che esiste tra il lavoro dell’uomo, la storia delle famiglie e il loro territorio. E stiamo parlando di eccellenze mondiali”.
Il programma delle due giornate si snoda in diversi momenti. La degustazione è libera, tra i 30 produttori presenti nei 30 tavoli di degustazione. A seguire, una Cena di Gala al Moda Wine Restaurant di Monforte d’Alba con tutti i produttori che porteranno annate rare dalle loro riserve personali.