Marco Keller: “vi presento la mia nuova cantina tecnologica e green”

“Non volevo nè il finto antico nè il super moderno firmato dall’architetto famoso, L’idea di base era avere, dove prima c’era una collina con un uliveto, una cantina semi interrata con una facciata dall’aria “misteriosa” che al primo sguardo non ne facesse capire la funzione. Da qui la decisione di non avere portoni frontali ma solo laterali mentre le finestre sono a nastro e posizionate in alto con vetri specchianti il bosco in modo che da fuori non si veda niente”. Così Marco Keller, che a Montalcino produce Brunello al Logonovo, descrive la sua nuova cantina.
E così, la facciata si presenta rivestita di particolari pannelli fotovoltaici che, non solo hanno risolto il problema del rivestimento che non doveva essere nè finto antico nè moderno, ma appunto tecnologico e “green”, ma, data l’esposizione a sud, si è ridotto contemporaneamente anche il problema dell’isolamento termico.
La forma a imbuto del tunnel centrale ben visibile dall’esterno perché aperto, oltre a convogliare lo sguardo sulla scala molto scenografica che porta agli uffici, ha anche una funzione importantissima perché permette di alloggiare, durante la vendemmia, i tavoli di cernita al riparo dal sole e dalle intemperie senza l’utilizzo di antiestetici tendoni o tettoie. All’interno del tunnel ci sono poi i portoni vetrati a tutta altezza che a sorpresa,  scoprono progressivamente, mano a mano che ci si addentra, il locale vinificazione e la barriccaia. Le mattonelle nere in basalto resistentissime dei pavimenti fanno da contrasto all’acciaio satinato dei tini e al giallo delle pareti. Corpi illuminanti studiati appositamente e non usuali in una cantina contribuiscono all’effetto scenografico e alla sicurezza sul lavoro. La doppia parete contro terra ha permesso di nascondere  nello scannafosso tutte le tubazioni e collegamenti tecnologici lasciando i locali a vista puliti.
Le gronde in zinco tedesco scoperto su un’antica chiesa in Germania (anziché nel solito rame), si adattano cromaticamente meglio al nero e al grigio dei pannelli, la balaustra in vetro del terrazzo superiore e la scritta in inox che sembra fatta da Cartier, sono l’unico tocco di raffinatezza (con il giallo Veuve Clicquot all’interno) di una struttura prefabbricata industriale altrimenti volutamente lasciata a vista. “La mia idea – prosegue Keller – è che bisogna ricordarci che una cantina è in realtà una struttura con le sue esigenze di funzionalità ed efficienza economica. Il lay out razionale, la qualità impiantistica e la sostenibilità sono le premesse per risultati futuri.
Su questi altari è stata sacrificata senza rammarico la cantina su 2 livelli “gravitazionale” del progetto iniziale. La copertura in ghiaia del tetto se non è abbastanza coreografica, perlomeno non richiede preziosa acqua per innaffiare, permettendo invece l’atterraggio degli elicotteri e lo svolgimento di eventi conviviali.
Il restauro dei casali esistenti destinati all’accoglienza ha valorizzato le facciate esterne, per il resto si è badato, con un certo minimalismo non sempre economico, alla praticità ed efficienza energetica e tecnologica, specie nella scelta dei materiali e degli impianti”.
Idee chiare per Keller nel realizzare una struttura efficiente, rispettosa dell’ambiente sia dal punto di vista estetico che ecologico, ma davvero originale e bella nella sua solo apparente essenzialità.

Ais festeggia i 50 anni con un Brunello 1965 Col d’Orcia

L’Associazione Italiana Sommelier (A.I.S.) compie 50 anni e festeggia nel luogo dove fu ufficialmente fondata il 7 luglio 1965, The Westin Palace di Milano, allora chiamato semplicemente hotel Palace.
All’inizio furono 20 iscritti, oggi l’associazione ne vanta oltre 32.000.
A festeggiare insieme ad Ais anche il Conte Francesco Marone Cinzano che, per celebrare questo importante traguardo per l’associazione, ha voluto omaggiare il presidente Antonello Maietta di una bottiglia del suo prestigioso Brunello di Montalcino 1965 Col d’Orcia, anno in cui, da un’intuizione di Gianfranco Botti, imprenditore e gourmet, e di Jean Valenti, sommelier di origine francese che all’epoca prestava la sua opera nel tempio della cucina italiana, il ristorante Savini di Milano, nasce l’Associazione Italiana Sommelier con lo scopo e il merito, di dare valore e dignità alla figura del sommelier ed estendere al contempo la conoscenza e la valorizzazione del vino italiano.
In tempi nei quali perfino in un ristorante di prestigio come il Savini il vino veniva scelto in base dalla distinzione tra bianco e rosso e servito in anonime caraffe, gli sforzi di Botti e Valenti servirono a trasformare la città di Milano nel crocevia del vino di qualità. Grazie all’Associazione Italiana Sommelier una vera evoluzione ha traversato la penisola dagli anni sessanta fino ad oggi, una sorta di rivoluzione culturale che ha fatto scoprire a tutto il mondo i pregi del vino italiano di qualità. Fondamentale fu la diffusione capillare dell’associazione e i suoi corsi didattici svolti con metodo codificato che hanno avuto il merito di avvicinare il pubblico al mondo del vino.
150 aziende provenienti da tutta Italia hanno preso parte ai festeggiamenti, una giornata di celebrazione tra assaggi, degustazioni e talk show. Una festa che segna solo l’inizio delle celebrazioni dedicate a quest’anniversario speciale. Il presidente nazionale Antonello Maietta ricevendo per l’occasione il prezioso tastevin commemorativo, presentato a Vinitaly 2015, da una staffetta di presidenti regionali rappresentata da Maria Rosaria Romano presidente di AIS Calabria, ha dichiarato, infatti, che le celebrazioni proseguiranno anche nei prossimi mesi e culmineranno a novembre nel Congresso Nazionale che, simbolicamente, si svolgerà a Milano, dove tutto ebbe inizio.

“Sette note in sette notti”: il Brunello al Museo Civico di Siena

Arte, enogastronomia e musica si fondono per dare vita a un evento unico. Domani, sabato 26 settembre 2015 il Museo Civico di Siena apre le sue porte a “Sette note in sette notti’ per un’anteprima speciale, dedicata ai cittadini. Dalle ore 17.30 andrà in scena la preview della terza edizione di “Sette note in Sette notti’, organizzata dal Comune, con ingresso gratuito per i residenti. L’evento è stato pensato per offrire ai cittadini e agli ospiti della città un assaggio di quello che sarà il cuore di una rassegna che si snoderà, tutti i giovedì dalle ore 21 alle ore 23, per sette settimane con sette aperture in notturna del Museo Civico dal 5 novembre al 17 dicembre, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Studi Musicali ‘Rinaldo Franci’ e la Fondazione Siena Jazz ed Enoteca Italiana.
L’evento si intitola “Racconti dal Museo” e comprende la visita guidata alla Maestà di Simone Martini. Ad accompagnare i visitatori sarà Veronica Randon storica dell’arte del Comune di Siena, che svelerà segreti e curiosità che si celano dietro l’opera e dietro la committenza del governo dei Nove. Alle ore 18 è prevista una pausa di gusto a cura di Enoteca Italiana con assaggi di Chianti Colli Senesi DOCG, Vernaccia di San Gimignano DOCG, Brunello di Montalcino DOCG, Rosso di Montalcino DOC, Vino Nobile di Montepulciano DOCG, Rosso di Montepulciano DOC, Chianti Classico DOCG. Alle 18.15 sarà la volta della performance musicale a cura dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “Rinaldo Franci” che vedrà salire sul palco Carlotta Dalia alla chitarra. A seguire, in rappresentanza della Fondazione Siena Jazz l’esibizione di Francesco Fiorenzani alla chitarra con un’improvvisazione libera di composizioni estemporanee, scritte dal musicista.

Il taglio del grappolo con il vicepresidente del Consorzio Francesco Ripaccioli

Un simbolico primo taglio del grappolo di Sangiovese, quello che la Montalcinonews ha immortalato con Francesco Ripaccioli, vicepresidente del Consorrzio del Brunello, della 2015 che si preannuncia una vendemmia da annoverare negli annali di Montalcino e del suo nettare più prelibato e prestigioso.
“Siamo al cospetto di una grande annata – racconta Francesco Ripaccioli – con unve eccezionali ed un andamento climatico a dir poco perfetto. Ci aspettiamo una grande vendemmia, ricca, con concentrazioni importanti e dai profumi estremamente eleganti, frutto di un settembre dalle forti escursioni termiche. Anche i vignaioli a Montalcino sono in grado di sopportare e superare annate difficili come la 2014, una vendemmia come quella di quest’anno era necessaria e probabilmente non è un caso che ci si stia avviando alla conclusione della promozione di un’annata fantastica come quella del 2010 e ci si avvii a lavorare su una altrettanto entusiasmante come la 2015 anche se la scaramanzia del produttore impone di non dare giudizi definitivi fin quando non si ha la certezza di avere in cantina una annata eccellente ci sono tutte le carte perche questa lo sia. La conferma che Montalcino sia un territorio vasto e complesso ma che lavora con un concetto di terroir: le annate, anche se diverse, attraverso scelte e sacrifici di produttori esperti, riescono sempre a ottenere degli ottimi vini e delle bottiglie eccezionali”.

Brunello re delle aste enoiche di tutto il mondo

Da un’indagine di Winenews sembra che, per le case d’asta di tutto il mondo e per i vini all’incanto, dagli States ad Hong Kong, passando per Londra e per il web, la stagione autunnale sia iniziata con ottime premesse. E per il Brunello di Montalcino, nelle aste di tutto il globo c’è sempre un poto d’onore.
Dalla casa di Chicago Hart Davis Hart (www.hdhwine.com), che ha piazzato 2.000 lotti per 5,4 milioni di dollari dove “viaggiano forte”, guidati dal Brunello di Case Basse di Gianfranco Soldera e Valdicava gli italiani: Bruno Giacosa, Gaja, Sassicaia, Case Basse (Soldera), Solaia, Domenico Clerico, Quintarelli, Dal Forno, Paolo Scavino.
A New York, invece, Acker Merrall & Condit (www.ackerwines.com), ha incassato 4,6 milioni di dollari, dove il lotto più pagato è stato quello di 20 bottiglie di Coche-Dury Corton Charlemagne di annate dalla 1990 alla 2010, battuto a 49.400 dollari, con l’Italia che ha fatto bene soprattutto con il lotto da 12 bottiglie di Barolo Riserva Rocche del Falletto 2004 di Bruno Giacosa a 8.028 dollari, con la magnum di Barolo Monfortino Riserva 1970 di Conterno, a 5.558, con le 6 bottiglie di Amarone della Valpolicella Riserva 1988 di Quintarelli a 4.940, e con la magnum di Brunello di Montalcino Riserva 1982 di Case Basse (Soldera) a 3.211 dollari.

Brunello & “Golosaria 2015”

È la “Top Hundred” di Paolo Massobrio e Marco Gatti, che ogni anno premia i 100 migliori vini d’Italia selezionati tra le etichette più sconosciute, quelle che spesso restano fuori dai riflettori ma che hanno potenziale e carisma da vendere, a premiare, tra i nettari più meritevoli, il Brunello di Montalcino. A salire sul palco di “Golosaria”, in programma dal 17 al 19 ottobre al MiCo – Milano Congressi, per portare in alto la bandiera del vino Made in Tusvcany e del Sangiovese in purezza, e per “uscire allo scoperto” e farsi apprezzare da un pubblico più vasto, saranno l’annata 2008 della Cantina Bolsignano e la 2010 di Fornacina e Fattoria del Pino.
Una classifica, quella ideata da Gatti e Massobrio, che si conferma “una delle migliori occasioni per i talent scout del vino italiano”, si legge in una nota, e dalla quale “emerge come si stiano a poco a poco affermando tre grandi macrozone del vino: una a Nord con Piemonte, Lombardia e Veneto; un centro con le regioni del sangiovese Emilia Romagna e Toscana e a sud la bella affermazione di Campania e Calabria, con la sorpresa dell’Abruzzo e la conferma della Sicilia che si impone come una delle regioni più premiate”.
“Questa selezione – dichiarano Paolo Massobrio e Marco Gatti alla vigilia di Golosaria e della loro nuova guida ai ristoranti d’Italia il Gatti&Massobrio – è il polso reale delle tendenze produttive in atto. Molti dei vini premiati appartengono alla schiera dei biologici e biodinamici, che hanno raggiunto una sorta di maturità. Il fatto di non premiare mai la cantina degli anni passati, è diventato un metodo che ci obbliga a scoprire la vitalità della vitienologia italiana”.

Focus – Vini “Top Hundred” 2015
Valle d’Aosta
La Crotta de Tanteun e Marietta – Aosta – Vallée d’Aoste Pinot Gris 2013

Piemonte
Abbona Marziano – Dogliani (CN) – Langhe Bianco Cinerino 2006
Bersano – Nizza Monferrato (AT) – Barbera d’Asti Superiore Nizza “Generala” 2010
Cantina Alice Bel Colle – Alice Bel Colle (AL) – Asti Metodo Classico
Ca’ Rossa – Canale d’Alba (CN) – Roero “Audinaggio” 2012
Casa Wallace – Cremolino (AL) – Il Bianco (b – Sauvignon)
Colle Manora – Quargnento (AL) – Monferrato Bianco “Mila Collezione” 2013
Cuvage – Acqui Terme (AL) – Spumante Blanc de Blancs
Davide Cavelli – Prasco (AL) – Ovada “Bricco Le Zerbe” 2012
Germano Ettore – Serralunga d’Alba (CN) – Alta Langa Brut Metodo Classico
Nervi Az. Vitivinicola – Gattinara (VC) – Gattinara “Valferana” 2009
Podere Rocche dei Manzoni – Monforte D’alba (CN) – Barolo “Rocche” 2010
Roberto Sarotto – Neviglie (CN) – Barbaresco “Gaia Principe” 2012
Rocco di Carpeneto – Carpeneto (AL) – Ovada “Steira” 2012
San Bernardo – Gavi (AL) – Gavi del Comune di Gavi 2014
Tenuta Carretta – Piobesi d’Alba (CN) – Edoardo Miroglio Brut Metodo Classico 2008
Tenuta Olim Bauda – Incisa Scapaccino (AT) – Barbera d’Asti Superiore Nizza 2011
Trediberri – La Morra (CN) – Barolo 2011
Venturino Giancarlo E Figli – Vaglio Serra (AT) – Barbera d’Asti Superiore “Bastianèt” 2009

Liguria

Feola Mauro “Specchio di Vitae” – Chiusavecchia (IM) – Riviera Ligure di Ponente Pigato “O Mai Bén” 2014
Selvadolce – Bordighera (IM) – Terrazze dell’Imperiese Bianco “Crescendo”

Lombardia

Antonio Ligabue – Capo Di Ponte (BS) – Minego
Calatroni – Montecalvo Versiggia (PV) – Spumante Brut Metodo Classico “Pinot 64”
Cascina Maddalena – Sirmione (BS) – Lugana 2014
Castello di Stefanago – Baruffaldi – Fortunago (PV) – Provincia di Pavia Riesling “San Rocco” 2011
Folini – Chiuro (SO) – Valtellina Superiore Valgella “Dos Bel” 2011
La Costaiola – Rossetti e Scrivani – Montebello della Battaglia (PV) – Oltrepò Pavese Pinot Nero Brut Metodo Classico Vsq Rossetti E Scrivani
Menegola Walter – Castione Andevenno (SO) – Valtellina Sassella “Rupestre” 2010
Montenato Griffini – Bosnasco (PV) – Oltrepò Pavese Bonarda “PuntoFermo” Etichetta Nera Affinato in Legno di Rovere 2006
Pasini – Az. Agr. San Giovanni – Raffa Di Puegnago (BS) – Lugana “Busocaldo” 2009
Tenuta degli Angeli – Carobbio degli Angeli (BG) – Extra Brut degli Angeli Metodo Classico
Tenuta Monte Delma – Passirano (BS) – Franciacorta Brut

Veneto
Colmello – Pat Del Colmèl – Castelcucco (TV) – Montello E Colli Asolani Recantina “Pat Del Colmèl” 2011
Corte San Benedetto – Negrar (VR) – Amarone della Valpolicella Classico 2011
Frozza – Vidor (TV) – Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Dry “Col dell’orso”
La Dama – Negrar (VR) – Amarone della Valpolicella Classico 2011
Monte dall’Ora – San Pietro in Cariano (VR) – Amarone della Valpolicella Classico “Stropa” 2007
Opificio del Pinot Nero – Gambugliano (VI) – Spumante Brut Metodo Classico “Quattro”
Roeno – Brentino Belluno (VR) – Cristina V.T. 2011
Tenuta Dalle Ore – Trissino (VI) – Monti Lessini Bianco “Mappale 77”

Trentino

Letrari – Rovereto (TN) – Trentodoc Dosaggio Zero Riserva 2008
Salizzoni – Calliano (TN) – Marzemino Superiore Ziresi 2013
Vivallis – Nogaredo (TN) – Trentino Superiore “Castel Beseno” 2013

Alto Adige
Radoar – Velturno (BZ) – Vigneto delle Dolomiti Muller Thurgau “Etza” 2011

Friuli Venezia Giulia

Emilio Bulfon – Valeriano (PN) – Delle Venezie Piculit Neri
Guerra Albano Wines – Montina di Torreano (UD) – Cof Bianco “Passion”2012
Kovac – Doberdò del Lago (GO) – Venezia Giulia Terrano 2011
Vigna Traverso – Prepotto (UD) – Cof Merlot 2010
Zorzettig di Zorzettig Cav. Giuseppe – Cividale Del Friuli (UD) – Cof Refosco dal Peduncolo Rosso 2012

Emilia Romagna
Bragagni – Podere Le Fiene – Brisighella (RA) – Ravenna Sangiovese “Casa I Frati” 2009
Cantina della Volta – Bomporto (MO) – Lambrusco di Sorbara “Rimosso” 2013
Monte delle Vigne – Ozzano Taro (PR) – Nabucco 2010
San Valentino – Rimini – Rubicone Rosso “Vivian” 2011
Tenuta Mara – San Clemente (RN) – Maramia (r – Sangiovese) 2013
Terzoni Claudio Soc. Agr. – Vernasca (PC) – Colli Piacentini Malvasia “Sorsi D’incanto” 2014
Vigne dei Boschi – Brisighella (RA) – Ravenna Bianco “Monterè” 2011

Toscana
Badia di Morrona – Terricciola (PI) – Vin Santo del Chianti 2009
Bolsignano – Montalcino (SI) – Brunello di Montalcino 2008
Fattoria Del Pino – Montalcino (SI) – Brunello di Montalcino 2010
Fornacina – Montalcino (SI) – Brunello di Montalcino 2010
Le Macchiole – Bolgheri (LI) – Toscana “Messorio” (r – Merlot) 2011
Lorenzo e Paolo Marchionni a Vigliano – San Martino alla Palma (FI) – Toscana Rosso “L’Erta” 2010
Tenuta Casteani – Gavorrano (GR) – Maremma Toscana Sangiovese “Spirito Libero Rosso” 2013
Tenute Perini – Castiglione della Pescaia (GR) – Toscana Vermentino Passito “Campochiaro” 2010
Tua Rita – Suvereto (LI) – Giusto di Notri 2010
Val Di Toro – Grosseto – Maremma Toscana “Val Di Toro” 2010
Tiberini – Podere Le Gaggiole – Montepulciano (SI) – Vino Nobile Di Montepulciano 2012
Valentini – Massa Marittima (GR) – Monteregio Di Massa Marittima Rosso 2013

Marche

Marconi Vini – San Marcello (AN) – Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore “Etichetta Nera” 2013
Poderi San Lazzaro – Offida (AP) – Offida Rosso “Grifola” 2011
Santa Barbara – Barbara (AN) – Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva “Stefano Antonucci” 2012

Umbria
Bussoletti Leonardo – Narni (TR) – Narni Rosso “05035” 2014
La Madeleine – Orvieto (TR) – Umbria Rosso “Sfide” 2012

Lazio
Le Quinte – Montecompatri (RM) – Lazio Bianco “Trecciole” 2013
Ômina Romana – Soc Agr. Forestale La Torre – Roma – Lazio Rosso Cuvée “Diana Nemorensis I” 2011

Abruzzo

Catabbo – San Martino in Pensilis (CB) – Tintilia del Molise Riserva 2009
Ciavolich – Loreto Aprutino (PE) – Montepulciano d’Abruzzo “Fosso Cancelli” 2007
I Fauri – Chieti – Cerasuolo d’Abruzzo “Baldovino” 2014
Lidia & Amato – Controguerra (TE) – Cerasuolo d’Abruzzo “Daan” 2014
Tenuta Terraviva – Tortoreto (TE) – Colli Aprutini “Solorosso” 2012

Puglia
Angiuli Donato – Maccone – Adelfia (BA) – Spumante Brut Metodo Ancestrale
Cardone – Locorotondo (BA) – Locorotondo “Il Castillo” 2013
Cupertinum – Copertino (LE) – Salento Rosso Primitivo “Cupertinum” 2013
Vespa – Vignaioli Per Passione – Manduria (TA) – Spumante Brut Rosé “Noitre”

Campania
Bajola – Forio D’ischia (NA) – Ischia Bianco “Bajola” 2013
San Paolo Az. Agraria – Torrioni (AV) – Campania Bianco “Suavemente” 2014
Vigna Villae – Taurasi (AV) – Irpinia Coda Di Volpe “Costa Delle Rose” 2014

Calabria
Cataldo Calabretta Viticoltore – Cirò Marina (KR) – Cirò Rosé
Donnici99 – Cosenza – Brigante 2014
Feudo Dei Sanseverino – Saracena (CS) – Terre Di Cosenza Calabria Pollino Moscato Passito “Mastro Terenzio” 2012
Poderi Marini – San Demetrio Corone (CS) – Calabria “Basileus” (r – Magliocco) 2012

Sicilia
Cantine Barbera – Menfi (AG) – Sicilia Grillo “Coste Al Vento” 2013
Felice Modica – Noto (SR) – Sicilia Nero D’avola “Arà-Eloro” 2009
Feudi Del Pisciotto – Niscemi (CL) – Terre Siciliane Grillo 2013
Feudo Ramaddini – Marzamemi (SR) – Passito Di Noto “Al Hamen” 2013
Pietradolce – Castiglione Di Sicilia (CT) – Etna Rosso “Barbagalli” 2012
Tenuta Gorghi Tondi – Mazara Del Vallo (TP) – Spumante Brut Grillo “Palmares”
Tenuta San Giaime – Az. Agr. Alesio Gaetano Cicco – Gangi (PA) – Terre Siciliane Syrah 2014

Sardegna
Fradiles – Atzara (NU) – Isola dei Nuraghi Bovale “Bagadiu” 2012
Giba 6mura – Giba (CI) – Carignano del Sulcis Giba Rosso 2012

Case con vigneto, a Montalcino i prezzi top

Secondo un’analisi, stilata dal portale idealista.it, i prezzi delle case seguono il valore delle etichette Doc ed incorona Montalcino e il Chianti senese quali località dove i prezzi di ville e case rurali circondate da vigneti costano di più.
I casali toscani e umbri sono i più blasonati e anche i più costosi, qui l’offerta sovrasta per qualità e prezzo tutte le altre aree. Il prezzo dei casali nel Senese, in luoghi come il Chianti e Montalcino è in media di 3.154 euro al metro quadrato, cifra che può variare anche di molto a seconda della tipologia di fabbricato ad uso in parte abitativo (castello, villa padronale, casale rustico). Per la metratura si parte dai 300 metri quadrati a salire, una costante che riguarda tutte le proprietà agricole dell’Italia enoica, i cui valori di mercato scendono raramente sotto il milione di euro.
L’offerta in toscana rimane preponderante rispetto al resto della Penisola e i vigneti del Bel Paese sono tra i più ambiti dagli investitori nazionali e internazionali. Questo ha contribuito a mantenere il valore del patrimonio immobiliare elevato negli anni, diversamente da quanto accaduto per i terreni destinati ad altre coltivazioni.
“Dopo l’ondata di investitori stranieri – afferma Vincenzo De Tommaso, responsabile ufficio studi di Idealista – gli italiani sono tornati protagonisti: i passaggi di proprietà tra aziende vitivinicole sono sempre più appannaggio di imprenditori già presenti nel mondo del vino, anche se le eccezioni non mancano. Da non dimenticare che il successo di questo ritorno alla campagna è in parte strumentale all’attività dell’azienda vinicola, in parte alla tenuta del valore dell’investimento nel tempo, oltre all’integrazione con l’attività turistico-ricettiva (agrituristico), in grado di generare ulteriore reddito”.
Negli ultimi anni, complice la crisi, il mattone ha subito un calo dei prezzi e così l’investimento nei terreni coltivati a vigneto hanno sostituito la casa come bene rifugio. Nel caso dei prezzi dei vigneti a denominazione, secondo una rilevazione di Assoenologi del 2014, i terreni non solo hanno conservato il loro peso patrimoniale, ma si sono rivalutati fino al 20%.
Oggi un ettaro d vigneto in Italia viene venduto mediamente a 36.000 euro, contro i meno di 20mila euro dei terreni ad altra vocazione. La classifica dei vigneti italiani stilata da WineNews, uno dei siti più cliccati dagli amanti del wine&food, vede quelli altoatesini al top con 550.000 euro l’ettaro, seguiti da quelli dell’Amarone con quotazioni oscillanti fra i 480.000 e i 500.000 euro, e quelli del Prosecco nei territori di Conegliano e Valdobbiadene, dove la forbice sta tra i 380.000 e i 350.000 euro ad ettaro, analogamente alle quotazioni dei vigneti trentini. A Barolo e Montalcino, capitali dei grandi vini italiani, i prezzi vanno, rispettivamente a 350.000 euro e tra i 350 e i 330.000 euro.

A Case Basse Soldera il Molecular and Analytical Wine Varietal Authentication

Il tema dell’autenticazione varietale del vino è un tema molto interessante e altamente dibattuto e che da anni vede coinvolti il mondo della ricerca, i produttori e i consumatori del nettare di Bacco.
Il 9 settembre 2015, Montalcino è stato lo scenario di una giornata di studio, ospitata Da Gianfranco Soldera alla sua cantina Case Basse, dal titolo “Molecular and Analytical Wine Varietal Authentication”. Coinvolte le tre Università Toscane (Siena, Firenze e Pisa), il Dipartimento di Biotecnologia e Genetica dell’Università di Tras-os-Montes e Alto Douro (Portogallo), Bionat Italia, il Cra-Vit di Conegliano Veneto e Il Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf).
La giornata ha consentito di riunire in un unico tavolo di lavoro e confronto aperto, il mondo Toscano della ricerca universitaria (Rita Vignani di Università di Siena, Lisa Granchi del dipartimento fiorentino e Claudio dell’Università degli Studi di Pisa) già attivamente impegnato in una collaborazione scientifica nell’ambito del progetto “Winefinger”, finanziato dalla Regione Toscana e coordinato da Siena. Il progetto incentrato proprio sul territorio di Montalcino, come sistema di studio per la tracciabilità molecolare integrata e possibile modello da esportare ad altre regioni, è focalizzato alla messa a punto di sistemi molecolari e biochimici per la determinazione analitica dell’uvaggio di vini sperimentali e commerciali, sia monovarietali che blended. Sempre nell’ambito dello stesso progetto, si inserisce anche la collaborazione con il Portogallo (Paula Martins Lopes) che sancisce una base di scambio fattivo sul piano della ricerca in materia di determinazione della composizione varietale del vino, basata su analisi del Dna. Essenziale e stimolante anche la partecipazione del gruppo del Cravit di Conegliano Veneto (Massimo Gardiman, Giacomo Morreale, Daniele Migliaro) che collabora da anni con l’Università di Siena ed altri centri di ricerca nazionali e internazionali (Niab National Institute of Agricultural Botany, UK- David Lee), sul tema della messa a punto di un pannello di marcatori molecolari, ottimizzato per funzionare nel Dna residuo di Vitis vinifera ancora presente nel vino e sulla validazione statistica delle analisi genetico-molecolari per l’attribuzione di un genotipo esatto ad una traccia genetica nel vino, in caso di Dna mescolato.
Grazie alla presenza di Bionat Italia (Giuseppe Stampone) è stata anche sondata la prospettiva applicativa e di sviluppo commerciale di queste tecniche fortemente all’avanguardia e in corso di affermazione a livello internazionale.
Di particolare interesse e attualità è stato anche l’intervento del Direttore del laboratorio dell’Icqrf con sede a Perugia, Maria Grazia Piangerelli, che pur evidenziando le numerose attività di controllo ispettivo già messe in opera dell’Ente Ministeriale e dagli altri Enti governativi e forze dell’ordine deputati a tale ruolo, sottolinea la necessità di reperire nuovi strumenti analitici validati, sensibili ed affidabili a supporto della tracciabilità dell’origine del vino, per la tutela del consumatore e del prodotto di qualità Made in Italy.
Grazie a questo evento, sono state gettate le basi per la fondazione di un gruppo di lavoro permanente interdisciplinare, internazionale e “multi-tasking”- dalla ricerca, alla produzione, all’utilizzo ai fini legali- in materia di autenticazione varietale dei vini.

“Risveglio agricolo”

Era il 20 agosto 1899 quando “Il Progresso” mostra di aver compreso quale fosse il vero problema dell’agricoltura a Montalcino che rimaneva nella sua arretratezza, pubblicando un articolo dal titolo “Risveglio agricolo. E a Montalcino?”.
Dopo aver mostrato i passi da gigante fatti in Italia verso nuovi metodi, razionali ed efficaci contro la malattia delle viti e degli olivi, coltivazioni di cui Montalcino già all’epoca si faceva vanto, la nascita di consorzi per l’impianto di reti a difesa dalla grandine anche nel vicino Monte Amiata, si rivolge ai possidenti di Montalcino così dicendo: “sentono i nostri proprietari affetto per l’agricoltura? Duolci dirlo, fatta eccezione per debito di giustizia dell’egregio signor Ferruccio Biondi Santi, di questo perfetto gentiluomo e benemerito cittadino che tutti i suoi capitali ha impiegato e continua ad impiegare nei mezzi più adatti a provocare lo sviluppo di tutta la potenzialità produttiva delle sue terre e specialmente dei suoi vigneti che attraggono l’ammirazione di quanti hanno occasione di visitarli, nessuno dà mostra di nutrire amore per l’agricoltura. E non solo i nostri proprietari sono restii a vivere la vita dei campi ma continuano a collocare i loro capitali nelle banche piuttosto che impiegarli in tutto ciò che deve considerarsi necessario alla coltivazione del suolo. Anziché continuare a passare le intere giornate nel gioco del biliardo oppure sui divani delle farmacie, prediligano l’aria pura dei campi per ottenere copiosi frutti dalla loro terra”.
Su questo dibattito si inserisce Ferruccio Biondi Santi che scrive una lettera pubblica nel numero del 3 settembre 1899: “mi sforzo a prendere la penna in mano, fatica per me improba … Ringrazio delle espressioni tanto, troppo benevole a mio riguardo, ma non posso negargli buone, né queste, né le altre concernenti i miei concittadini che a giudizio dell’articolista, sono sempre ai tempi di papà Noè!” anche se poi cerca di smorzare gli spigoli dicendo: “non divido davvero la sua opinione … varcando il suo accreditato giornale i limiti ilcinesi, potremmo, a tenore dell’articolo essere giudicati tutti una massa d’indolenti, di asini e peggio di viziosi ciò che, per Dio, non è vero”.
Di tutta risposta, a margine della lettera di Ferruccio Biondi Santi, il Temperini, autore dell’articolo su “Il Progresso”, conferma le sue valutazioni sui “proprietari che non sentono affatto amore per l’agricoltura” e rincarava la dose sollevando anche il problema delle condizioni in cui erano tenute le “case coloniche, in stato di sensibile deperimento”. Concludeva poi senza risparmiare nessun giudizio negativo: “nell’articolo “Risveglio agricolo” non ci sono esagerazioni, c’è invece tutta la verità che continueremo a dire piaccia o dispiaccia”.

Stocchi e Carpino vincono il Grand Prix d’Autunno

Si è chiusa con un grande successo di partecipazione la seconda edizione del Grand Prix d’Autunno, la gara promossa da Qn – La Nazione, Qs – Quotidiano Sportivo, assieme a vari preziosi sponsor tra cui il Consorzio del Brunello di Montalcino. La parte logistica ed organizzativa della manifestazione invece si è avvalsa anche questa volta dell’efficienza del comitato Uisp di Siena, che ha messo a disposizione la sua rete per le iscrizioni e per tutto ciò che riguardava le esigenze dei partecipanti. Dal cuore pulsante di Siena, ovvero Piazza del Campo, fino alla tenuta della Bagnaia, che in questi giorni ospita il prestigioso concorso ippico. Il tutto attraverso un percorso immerso nel verde di paesaggi mozzafiato, nella campagne della Val di Merse con scorci davvero unici.
Un Grand Prix che ovviamente ha permesso a tutti i partecipanti di arrivare a destinazione, anche a chi aveva scelto la passeggiata ludico motoria di 5 chilometri con l’arrivo alla frazione di Sant’Andrea. Numero di partecipanti, quasi 500, eguagliato rispetto ad un anno fa, e grande organizzazione, pongono le basi, più che solide, per una terza edizione, quella del 2016, che si appresta ad essere ancora più emozionante. Ai nastri di partenza ieri pomeriggio tanti corridori esperti, ma anche semplici appassionati, partiti assieme al direttore de La Nazione, Pier Francesco De Robertis, che indossava la pettorina numero uno. Al traguardo di Bagnaia si sono distinti specialmente i primi tre arrivati: Paolo Stocchi, dell’Amatori Podistica Arezzo, Giacomo Valentini, della Polisportiva Chianciano e Andrea Silicani, dell’Atletica Casone di Parma. Tra le donne invece menzioni particolari, nell’ordine, per Angela Carpino, della Mens Sana, Raffaella Malverti, della Podistica Correggio e Romina Sedoni, del Gruppo Sportivo Lammari di Lucca. Ma al di là dei singoli, il successo è stato di tutti, anche dei partecipanti alla passeggiata ludico motoria. Correre fa bene al fisico e alla mente, ma anche agli altri, visto che l’intero ricavato della giornata è stato devoluto all’associazione senese Le Bollicene, che da anni opera nella nostra città.