Brunello di Montalcino 2011: parla Antonio Galloni

“I Brunello di Montalcino 2011 hanno un compito molto difficile, quello di trovarsi in mezzo tra la 2010, annata superba, e la 2012, altamente promettente. Siamo difronte a vini molto diversi tra una cantina e l’altra ed è obbligo essere selettivi. Le migliori etichette di Brunello 2011 sono caratterizzate da corpo, estensione e profumi seducenti, tutte caratteristiche che le rendono adatte ad essere bevute nell’immediato senza ulteriore invecchiamento”. Così Antonio Galloni, ex “pupillo” di Robert Parker oggi “one man show” con il suo Vinous nato nel 2013 , ha descritto l’annata 2011 di Brunello di Montalcino. “Un insolito inverno caldo-secco – spiega Antonio Galloni – ha fatto germogliare le viti diverse settimane in anticipo preparando una stagione totalmente e drammaticamente anticipando anche la fioritura. Sbalzi climatici, poi, hanno portato ad una prima parte dell’estate insolitamente fresca e cupa. Alcuni produttori hanno cercato di allontanare lo spettro delle malattie aprendo tettoie che facessero circolare in modo migliore l’aria, altri hanno diradato la frutta in vigna per far maturare in modo migliore l’uva che rimaneva sulla vite. Ad agosto, poi, un colpo di calore secco è arrivato dall’Africa ed ha disidratato le piante cuocendo molta della frutta in vigna. Anche se, secondo la maggior parte dei coltivatori, il picco di calore è durato solo pochi giorni, le temperature sono rimaste elevate a lungo, anche di notte, non donando sollievo alla vite che vorrebbe escursione termica tra giorno e notte. Questo picco caldo di agosto ha lasciato la sua firma in molti vini dove si sente frutta matura e arrostita. Gli zuccheri hanno continuato a salire, lasciando indietro la maturazione fisiologica. I vignaioli hanno dovuto scegliere tra una raccolta precoce per preservare la freschezza molto rischiosa per la probabilità di tannini troppo acerbi, o aspettare la maturazione fisiologica rischiando zuccheri elevati e tasso alcolico esagerato. Per questo genere di condizioni climatici la produzione 2011 non è lineare ma cambia da produttore a produttore. Con rare eccezioni il 2011 risulta un vino da bere senza un particolare invecchiamento e che patiscono l’età in modo anomalo rispetto al Brunello in generale”.
Dopo un assaggio di diversi Brunello, Galloni ha constatato che la 2011 è un’annata che sembra già invecchiata, dai colori aranciati e sapori caratteristici di annate già più avanzate nel tempo. “La vendemmia – spiega Galloni – è molto più forte sul lato nord di Montalcino, dove le temperature sono generalmente più fresche rispetto al sud, e dove un certo numero di vigneti si trova posizionato. Purtroppo, il Consorzio dei produttori ha resistito ad ogni tentativo di fare una mappatura del territorio di Montalcino e dividerlo in zone seguendo le caratteristiche dei microclimi che compongono il territorio del Brunello.  L’altro, e altrettanto importante, problema del 2011 è il tempo che il vino, da disciplinare, deve trascorrere in botte. Con poche eccezioni che confermano la regola, il tempo prolungato in botte è stato il bacio della morte per l’annata”.

Il Consorzio del Brunello vola in Canada

Il Brunello, ed i suoi produttori non riposano mai e sono in costante movimento per promuovere, presentare e far conoscere le nuove annate in giro per il mondo. E questi primi mesi dell’anno sono sempre molto frenetici e densi di impegni e iniziative. Dopo essere approdati, in gennaio, negli Stati Uniti con Benvenuto Brunello in Usa, l’anteprima a Montalcino due settimane fa e vari altri eventi in Italia, nei prossimi giorni i produttori voleranno ad Ovest per partecipare a varie iniziative per presentare le nuove annate in Canada.
Si inizia il 7 marzo con un seminario rivolto ai product consultants del Monopolio per proseguire l’8 marzo con 2 Walk Around Tasting di cui uni riservato a Trade e Media e l’altro ai consumatori, mentre il 9 marzo si terrà un seminario guidato rivolto agli studenti della George Brown College.

“Barbatelle ovvero Una di vino commedia”: l’opera di Carlo Cignozzi musicata da Luis Bacalov torna sul palco dell’Auditorium Giuseppe Verdi

Il vino, si sa, è l’arte dell’incontro ed il Brunello, nettare detto da meditazione, ne è il simbolo. Senza il Brunello, magari l’uomo che fa sentire Mozart alle vigne, Carlo Cignozzi, che produce Brunello a Montalcino al Paradiso di Frassina, e Luis Bacalov, premio Oscar per le musiche de Il Postino, forse, non si sarebbero mai conosciuti e, forse non avrebbero mai dato vita ad un’opera in musica. “Barbatelle ovvero Una di vino commedia”, questo il titolo dell’opera presentata lo scorso giugno in occasione di Expo e che il prossimo aprile sarà replicata in Italia per poi, con tutta probabilità, prendere il volo per un tour internazionale. Carlo Cignozzi, che da da parecchi anni ormai “alleva” i suoi vigneti al suono delle arie di Mozar, ha scritto il libretto con Franca Verducci. Ridendo e scherzando, insomma, con cantanti nel ruolo dei grandi rossi si affrontano temi importanti, che Cignozzi aveva già trattato nella commedia di qualche anno fa che ha ispirato questa opera buffa che torna all’Auditorium milanese Giuseppe Verdi di Largo Mahler venerdì 15 aprile (alle ore 20) e domenica 17 aprile (alle ore 16). Focus – La storia di Luis Bacalov I maggiori vini francesi e italiani hanno un diverbio importante, in quanto il duca di Cabernet- Sauvignon, che non è altro che il vitigno omonimo che ha inondato il mondo di sé – dall’Europa alle Americhe, dall’Australia al Sud Africa – a sua volta non vuole avere vitigni autoctoni, a cominciare dagli italiani (Nebbiolo, Sangiovese, etc.) che gli facciano ombra. Ma neanche francesi, come il Pinot Noir, del quale il duca è fortemente geloso, al punto di trovare un escamotage per sminuirlo, fino a farlo sparire dal mercato. Trattandosi del tiranno del grande impero bordolese, l’ostilità a questa supremazia del duca raccoglie il consenso sia dei vini italiani sia di alcuni vini francesi dissidenti e malcontenti – Merlot e Cabernet Franc tra gli altri – i quali, per una ragione o per l’altra, non ne possono più del duca. Intanto i vini italiani, che si sono costituiti in una gran loggia vinicola, organizzano una congiura, usando Malvasia come spia (una specie di Mata Hari), che va come ospite a un direttorio del grande impero bordolese, convocato dal duca, invitata da Merlot. Segue tutta una serie intrecci, fino a che scoppia la rivoluzione: il Duca viene fatto prigioniero dai francesi dissidenti, i quali proclamano l’impero bordolese decaduto, con beneplacito degli italiani (vini autoctoni) e dei francesi sminuiti dal Cabernet Sauvignon. Il tutto, all’insegna del buffo in senso operistico. Il compositore – il Premio Oscar Luis Bacalov – per scrivere quest’opera ha lavorato anche con spunti e sequenze delle musiche strumentali mozartiane. La morale dell’opera risulta chiara allo spettatore e si collega direttamente al tema di Expo Milano 2015: bisogna lasciare la biodiversità fiorire senza imposizioni; bisogna accettarle senza pregiudizi e, anzi, favorirle, coltivarle, diffonderle, perché costituiscono una ricchezza per l’uomo e per il pianeta. Focus – Note di regia di Carlos Branca Per questa opera originale, dal soggetto nuovo e accattivante, perfettamente attuale, ho pensato che sarebbe stato interessante trovare un codice di recitazione moderno, popolare, del nostro tempo. Quando noi registi veniamo chiamati lavorare su opere classiche, molto spesso siamo condizionati da tutto il materiale che ci ha preceduto e spesso il nostro lavoro di concetto registico può risultare un po’ “forzato”. Inoltre mi succede molte volte, durante la direzione attoriale dei cantanti lirici (non dimentichiamo che oltre ad essere cantanti, sono attori), di trovarmi di fronte a dei clichè che chiamo “effetto cinema muto”, in quanto gli interpreti esprimono situazioni, anche drammatiche, con gesti esagerati, forzatamente descrittivi, con l’effetto e a volte, di rendere caricaturale o falsa un’Aria drammatica. In questo caso, tuttavia, ho approfittato ampiamente e consapevolmente di questi clichè, trattandosi di un’opera buffa, avendo a disposizione un cast di cantanti e attori molto bravi ed espressivi, che ho potuto far muovere sulla scena senza suscitare in loro la paura per la voce e per il canto. Biografie Luis Bacalov Pianista, compositore (Misa Tango ha aperto il Festival di Pasqua della Accademia Nazionale di Santa Cecilia nel 1999; Il Postino, Premio Oscar a Los Angeles per la musica del film), direttore d’orchestra (nominato direttore stabile della Orchestra della Magna Grecia). Nato a Buenos Aires, inizia la sua formazione musicale all’età di cinque anni, studiando pianoforte con Enrique Barenboim, continuando quindi con Berta Sujovolsky (allieva di Artur Schnabel). Comincia ben presto l’attività concertistica in Argentina come solista e in duo con il violinista Alberto Lisy, nonchè in gruppi di musica da camera. Fa ricerche sul folklore musicale di varie nazioni sudamericane, lavorando in questa disciplina per la Radio e la Televisione Colombiana, dove inoltre fa conoscere, come interprete, la produzione pianistica delle Americhe dell’Ottocento e del Novecento. In Italia e in Francia, a partire dagli anni ’60, si dedica anche alla composizione di musiche per il cinema, collaborando con registi quali Lattuada, Damiani, Scola, Petri, Faccini, Giraldi, Wertmüller, Kurys, Stora, Lefebvre, Borowczyk, Greco, i fratelli Frazzi, Pasolini, Fellini, Radford e Rosi. Per le musiche de Il Postino, con la regia di Michael Radford, ha avuto numerosi premi e nomination: il Davide di Donatello, il Globo d’Oro della Stampa Estera in Italia, il Nastro d’Argento dell’Associazione dei Critici Cinematografici, il Premio Oscar della Academy of Motion Pictures Arts and Science, il Premio Bafta (British Academy for Film and Television Arts), il Premio Nino Rota. Per La tregua di Francesco Rosi ha ottenuto una nomination per il Davide di Donatello, mentre per il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini una nomination dalla A.M.P.A.. Ha vinto il Globo d’oro per la musica del film Il Consiglio d’Egitto di Emidio Greco. È anche l’autore delle musiche di Il cielo cade con la regia dei fratelli Frazzi, con i quali ha collaborato anche per Almost American. Come pianista si è dedicato a partiture di Bach, Chopin, Beethoven, Strawinskij e Berio, tra le altre. Come direttore d’orchestra, accanto al repertorio tradizionale e contemporaneo, esegue musiche di autori latino-americani, incluse le sue proprie. Ha inaugurato la Cavea dell’Auditorium – Parco della Musica di Roma il 2 luglio 2003 con il programma “Cinema Italiano”, dirigendo l’Orchestra della Accademia Nazionale di Santa Cecilia. È stato interprete al pianoforte del suo Triple Concierto, per soprano, bandoneon e pianoforte, con la Santa Barbara Symphony Orchestra in California in prima esecuzione, eseguito poi con la Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e con la Rotterdam Philharmonic. È stato ospite dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dove ha suonato con la concittadina Martha Argerich in occasione dei programmi dedicati ad autori latino americani. Ha partecipato al concerto di fine anno del Teatro San Carlo di Napoli. È autore di composizioni per chitarra, violino, per vari gruppi strumentali e per pianoforte e orchestra. La sua composizione per soli, coro e orchestra intitolata Misa Tango, registrata dalla D.G.G. sotto la direzione di Myung-Whun Chung con Placido Domingo, Ana Maria Martinez e Hector Ulises Passarella, è stata eseguita a Roma con l’Orchestra della Accademia Nazionale di Santa Cecilia durante il Festival di Pasqua 1999. Per la D.G.G. Luis Bacalov ha registrato, nella rielaborazione per pianoforte e orchestra, i tanghi di Piazzolla e il suo Tangosain. L’intero album DGG\Universal ha avuto la nomination al Latin American Grammy Awards 2001. Luis Bacalov Ha diretto la prima esecuzione mondiale della sua prima opera teatrale Estaba la Madre, è andata in scena al Teatro Nazionale di Roma per il Teatro dell’Opera di Roma, con la regia di Giorgio Barberio Corsetti, nel 2004 e ripetuta nel 2005. A Città del Messico nel 2006 ha diretto la prima mondiale della sua opera Un ingenioso hidalgo en America. Nel luglio 2008 ha diretto, a Siena per l’Accademia Musicale Chigiana, la prima mondiale della sua opera-balletto y Borges cuenta que …,con la regia di Giorgio Barberio Corsetti. L’Ente Arena di Verona gli ha tributato un omaggio con un concerto gala al Teatro Filarmonico da lui stesso diretto. Nel 2008 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli ha conferito il Premio Vittorio de Sica per la Cultura come personalità di rilievo nel campo della musica. È docente di Composizione di musica per il cinema alla Accademia Chigiana di Siena. Ha formato un quartetto con bandoneón, contrabbasso, percussioni e pianoforte, con il quale esegue composizioni che ricercano punti d’incontro fra diverse culture musicali, approdando a un risultato fortemente sincretico (musica etnica, urbana, contemporanea). Con il quartetto ha suonato al Teatro San Carlo Felice di Genova, Teatro Regio di Parma, Teatro Massimo Bellini di Catania, Teatro Olimpico di Roma e al Teatro dell’Opera di Roma in uno spettacolo di danza “Aria Tango” con la coreografia di Micha van Hoecke. Nel 2014 è stato coordinatore artistico di “Festival Tango” per “Un’estate con la musica”, la stagione estiva de laVerdi. Giancarlo Cignozzi, librettista. Avvocato in Milano per 35 anni, nel 2000 fonda l’azienda vitivinicola Il Paradiso di Frassina. Già in piena esperienza sul territorio di Montalcino sin dal 1972, aveva creato dal nulla la Tenuta Caparzo, oggi una delle più importanti aziende del Brunello. Nel suo percorso Montalcinese, diviene amico e sostenitore delle tesi di Luigi Veronelli, aiutando a sviluppare tra i piccoli vignaioli di Montalcino il concetto di “crus”, di “terroir” e di naturalezza produttiva, operando nel Consorzio del Brunello come Sindaco e legale. Negli anni di crescita del Brunello, allora quasi sconosciuto nel mondo, si fa paladino dei piccoli produttori aiutandoli ad affacciarsi nel mercato del vino e nel mondo mediatico. Unitamente ai puristi di Montalcino, da sempre Cignozzi è stato protagonista nella lotta per la difesa dell’intangibilità del “Sangiovese Grosso”, unico e indiscusso vitigno del Brunello e del Rosso di Montalcino. Nel 1999, vende la propria quota maggioritaria della società Caparzo, divenuta troppo grande per la sua filosofia produttiva e trova finalmente nel podere de Il Paradiso di Frassina la dimensione e la suggestione di un sito a giusta misura per un piccolo e fantasioso vignaiolo. Ci vorranno quasi due anni per restaurare questo antico podere risalente all’anno mille ed abbandonato da oltre cinquant’anni, e alla fine il suo sogno si avvera. In questo meraviglioso sito, viene folgorato dalla magia della musica tra i vigneti. La storia di tale sofferto e luminoso percorso è raccolta nel suo libro L’uomo che sussurra alle vigne edito da Rizzoli nel 2011, ora reperibile su Amazon book. Il libro testimonia tutte le tappe esistenziali, emozionali e tecniche dell’ intuizione che sfocerà nel progetto di musicoterapia applicato alla vigna, divenuto oggetto di ricerca delle Università di Firenze e di Pisa. Tra il 2000 e il 2001 quattro ettari di “Sangiovese di Brunello” vengono messi a dimora al Il Paradiso di Frassina e crescono coccolati con musiche sacre e barocche diffuse da alcune casse acustiche. Per dare un tono unico, geometrico e discreto al tessuto armonico, nel 2008 i ricercatori scelgono la musica di Mozart come unico manto protettivo dei vigneti di Brunello. Dal 2002 in poi gli esperimenti sugli effetti delle frequenze sonore sulla “vitis vinifera”, sono condotti al Paradiso di Frassina con la collaborazione dell’ equipe del Professor Stefano Mancuso dell’Università di Firenze per gli aspetti bio-fisiologici e del Professor Andrea Lucchi dell’Università di Pisa per gli aspetti entomologici. Nel 2006 la U.S. Bose Company, incuriosita da tali ricerche, fornisce gratuitamente gli apparati di diffusione sonora, grazie all’interessamento personale del suo fondatore Amar Bose. Successivamente, fino al 2012, è intervenuta Bose Italia, finanziando le ricerche universitarie con un importante contratto pluriennale. La pubblicazione finale delle ricerche è in fase di attuazione e apparirà sulle riviste internazionali del settore Bioviticolo, a conferma della serietà e dell’importanza delle sperimentazioni. Nel frattempo è stata presentata domanda di brevetto si in Italia che in Europa. L’interesse per questo studio ha già creato emulazione tra alcuni viticultori italiani e stranieri. È auspicabile che quando le ricerche saranno pubblicate e diffuse a livello internazionale, confortate da un protocollo operativo e dai relativi brevetti, molte tra le imprese viticole, accoglieranno le sperimentazioni biomusicali aprendo un percorso naturale a “dosaggio zero” sulla chimica e sulle manipolazioni genetiche. Per continuare le sperimentazioni di questa importante ricerca scientifica, occorrono fondi privati e pubblici che ad oggi è difficile reperire in questo nostro “Bel Paese”. “Se è vero che l’armonia musicale apre uno scenario inaspettato in agricoltura , occorre anche sondare tutte le frequenze udibili, nonché gli infra e gli ultra suoni al fine di completare in laboratorio e in campo l’indagine sugli effetti del suono nel mondo vegetale”. Professor Stefano Mancuso & Giancarlo Cignozzi Erina Gambarini, Maestro del Coro. Figlia d’arte, ha iniziato la sua attività artistica a 13 anni al Teatro alla Scala di Milano, come voce bianca, protagonista nell’opera di Britten Il giro di vite. Dopo alcuni anni di intensa attività solistica, ha proseguito lo studio del pianoforte con il padre, lo studio del canto, come soprano, con Teresa Stich Randall a Vienna, direzione interpretazione corale e musica da camera con Marcel Couraud, tecnica vocale e interpretazione con Schmidt-Gaden. Ha collaborato con la RSI, la RAI, la Fenice di Venezia, Teatro Sociale di Como, Teatro Olimpico e Valle di Roma, Teatro Carignano di Torino, Verdi di Trieste, La Pergola di Firenze, Teatro Grande di Brescia. Ha inciso numerosi CD per Nuova Era, Carrara e Ricordi. Nel 1989 fonda il gruppo corale Canticum Novum, che in pochi anni si distingue per la qualificata e ricca attività artistica e parallelamente dirige vari gruppi strumentali. Nel 1996 inizia la sua collaborazione con il Maestro Romano Gandolfi, che nel 1998 la chiama come sua assistente e maestro del coro in occasione della costituzione del Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, incarico che ricopre tuttora. Ha collaborato con molti direttori d’orchestra, tra i quali Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Gianandrea Gavazzeni, Aldo Ceccato, Ettore Gracis, Oleg Caetani, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Rudolf Barshai, Vladimir Jurowski, Helmuth Rilling, Leonard Slatkin, Nevil Marriner, Roger Norrington, Vladimir Fedoseyev, Robert King. Dal 1997 è membro dell’Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo per i suoi meriti artistici. Carlos Branca, Regia. Regista di teatro di prosa, lirica, attore e maestro di teatro, è nato a Buenos Aires, Argentina, da genitori italiani. A luglio 2014 è partito il suo nuovo spettacolo Con el repiro del Tango, con Luis Bacalov e l’attore Michele Placido. Nel maggio 2013 ha realizzato lo spettacolo Tango y nada mas, insieme con Giorgio Zagnoni (direttore artistico del Teatro Manzoni di Bologna) e Luis Bacalov. Sempre con Bacalov, ha diretto Estaba la madre (opera lirica rappresentata in Italia e in Argentina), Baires concerto, Y Borges cuenta que… (con la regia di Giorgio Barberio Corsetti), Mi Buenos Aires Querid. In Italia dal 2006, lavora nei principali teatri nazionali: Regio di Parma, Manzoni di Bologna, Verdi di Busseto, Accademia Chigiana di Siena, fra gli altri. Laureato in Giurisprudenza all’Università di Buenos Aires, diplomato presso la Scuola di Teatro di Buenos Aires, diretta da Raúl Serrano, col quale collaborò in numerosi progetti teatrali, ha frequentato il corso di regia lirica presso l’Istituto Superiore d’Arte del Teatro Colón. Come regista di opera lirica ha diretto, fra le altre, il Barbiere di Siviglia di Rossini nel Teatro Lola Membrives e nelle sale di varie province argentine. Per l’Istituto Superiore d’Arte del Teatro Colón ha diretto Il sogno di Ulisse del maestro Bruno D’Astoli e La Dirindina di Scarlatti. Nella stagione 2005 ha realizzato la regia de La scala di seta di Rossini al Teatro Avenida e l’opera lirica Tlausicalpan (prima mondiale) di E. Mastronardi al Teatro Argentino, che nel 2006 ha ottenuto il Premio della critica come migliore opera dell’anno. Nel teatro di prosa ha diretto più de cinquanta opere di autori argentini e internazionali, fra cui La madre di Brecht, Le astuzie di Scapino, Tartufo e Il malato immaginario di Molière. Dal 2010 dirige Assenza, spettacolo musicale da lui ideato, in vari teatri Italiani. Tiene master class di tecnica teatrale per cantanti lirici insieme con il maestro Paolo Coni in Italia. Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi. Dalla sua fondazione nel 1951, a opera di Paolo Grassi e Giorgio Strehler, la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi è un punto di riferimento formativo per il mondo teatrale italiano. Collegata nei suoi primi anni di vita al Piccolo Teatro, in seguito gestita dal 1967 dal Comune di Milano, entra a far parte nel 2000 della Fondazione Scuole Civiche di Milano, di cui costituisce il Dipartimento di Teatro. I suoi corsi coprono la completa gamma di attività professionali nel campo dello spettacolo. La ricerca continua di una formazione al passo con i tempi caratterizza la storia e l’identità della Scuola Paolo Grassi. Se la finalità di ogni Scuola è l’immissione dei propri allievi nel mondo del lavoro, l’impegno dell’istituzione milanese è sempre stato quello di accompagnare gli studenti nelle “trasformazioni” del sistema teatrale. Da qui un’originale storia pedagogica e un’identità innovativa non si è mai ancorata a metodi cristallizzati. Una caratteristica che le è riconosciuta dal mondo del lavoro teatrale nazionale ed internazionale. La Scuola è aperta alla testimonianza del pensiero innovatore di tutti i principali maestri del XX secolo; nella sua pedagogia è facile riconoscere contributi di Stanislavskij, Copeau, Brecht, Strehler, Lecoq. La capacità di offrire formazione di base di alta qualità permettendo al contempo la differenziazione dei percorsi, dei talenti e delle carriere, è il tema su cui si gioca l’eccellenza di una Scuola di teatro.

“Cantine Aperte di Cristallo”: il vino incontra le cristallerie di Toscana

Vino e cristallo: un binomio inscindibile che il Movimento Turismo del Vino Toscana vuole mettere in evidenza. Per questo il 5 marzo, a Colle di Val d’Elsa, bellissimo borgo in provincia di Siena, è in programma la seconda edizione di Cantine Aperte di Cristallo, l’evento promosso come detto dal Movimento Turismo del Vino Toscana in collaborazione con il Consorzio del Cristallo e i sommelier dalla Fisar delegazione Siena Val d’Elsa. Oltre venti cantine da tutta la Toscana troveranno posizione all’interno delle cinque cristallerie aderenti all’iniziativa dando la possibilità unica di degustare il vino all’interno dei laboratori artigiani dove si producono i calici. «A pochi giorni dalla seconda edizione possiamo dirci soddisfatti per la partecipazione sia di cantine che di cristallerie – spiega il presidente del MTV Toscana, Violante Gardini – segno evidente che è una manifestazione che può crescere e che darà la possibilità di scoprire, oltre alle eccellenze artigianali e vitivinicole toscane, anche un borgo turistico di rara bellezza quale è Colle di Val d’Elsa». Focus – Iniziative a “Cantine Aperte di Cristallo” Cristallerie e Cantine Aperte. Dalle 10 alle 18 del 5 marzo le cinque cristallerie aderenti al progetto saranno aperte e ospiteranno ciascuna alcune delle venti cantine aderenti all’iniziativa accogliendo i “wine lovers” e tutti gli appassionati con dei kit di degustazione che prevedono, tra le altre cose, un calice da degustazione e la mappa di tutti i punti di assaggio dislocati tra il centro storico e i quartieri della città. Il visitatore quindi potrà prima apprezzare le numerose imprese di cristallo della capitale italiana di questo settore potendo anche acquistare a prezzi speciali non solo i bicchieri, ma anche tutta l’oggettistica realizzata, per poi quindi scoprire le migliori aziende vitivinicole della Toscana assaggiando e con la possibilità di acquistare direttamente sul posto. «Dobbiamo ringraziare il Consorzio del Cristallo di Colle di Val d’Elsa nella persona del presidente Giampiero Brogi che anche per questa edizione è stato molto partecipe nell’organizzazione di questo evento – sottolinea il vicepresidente dell’MTV Toscana, Federico Taddei – e che permetterà ai visitatori anche di farsi creare dei calici personalizzati avvicinandosi quindi ancora di più a questo mondo». La partecipazione ha un costo di 7 euro che permette di ricevere in omaggio il porta calice del MTV Toscana e il calice della Fisar. Tra degustazioni e corsi di “bon ton” del vino. I sommelier della delegazione della Fisar Siena Val d’Elsa capitanata dal delegato Vincenzo Niccolini accompagneranno gli appassionati alla scoperta dei migliori vini regionali con momenti di degustazione, o semplicemente raccontando i singoli prodotti nei banchi d’assaggio all’interno delle cristallerie e del museo del cristallo. Inoltre, in concomitanza con la prima edizione della Festa delle Donne del Vino in Toscana, due sommelier della Fisar Rosa nella giornata si occuperanno di fare le due lezioni a ingresso gratuito per tutti coloro che vorranno partecipare. Due momenti per spiegare il “bon ton” a tavola, su come scegliere il vino, ma anche su come servirlo, apparecchiarlo in tavola e spiegarlo in base al menu ed entrambe si terranno presso la cristalleria Colle Vilca alle 12 e alle 16. Scoprire l’arte della molitura. Il Consorzio del Cristallo di Colle di Val d’Elsa, associazione di produttori sorta con l’obiettivo di promuovere non solo l’arte di molare di questo distretto, ma anche le bellezze artistiche e paesaggistiche, ha aderito con molto entusiasmo a questa nuova edizione di Cantine Aperte di Cristallo. Se da un lato infatti gli addetti del vino spiegheranno le peculiarità di questo prodotto, dall’altro i molatori e gli imprenditori del settore cristallo racconteranno i segreti di questa vera e propria arte che vede in Colle di Val d’Elsa uno dei principali poli produttivi a livello mondiale. In collaborazione con le cristallerie aderenti sono promossi dei veri e propri tour per mostrare i principali passaggi della produzione di cristallo. Una occasione unica per vedere da vicino i forni accesi e le macchine in funzione, l’arte di soffiare a bocca il cristallo e la possibilità di far incidere il proprio nome sul calice da degustazione. Le cristallerie partecipanti sono Colle Vilca, Museo del Cristallo, La Grotta del Cristallo, Cristallo d’Arte – Mario Belli, Moleria Franco Cucini.

Marica Gasparro e le origini meridionali del Sangiovese

“Le origini del Sangiovese: dal sud Italia a Montalcino e oltre …”. Con questo studio Marica Gasparro, ricercatrice del Crea Viticoltura ed Enologia di Turi (Bari), si è aggiudicata il diploma di eccellenza scientifica del Premio Internazionale Brunello di Montalcino Case Basse Soldera per giovani ricercatori under 35 edizione 2015. L’origine meridionale del Sangiovese, in seguito alla diffusione della viticoltura dalla Grecia verso l’Europa occidentale, è stata dimostrata dai ricercatori del Crea. Solo più tardi il Sangiovese, selezionato e coltivato nell’Italia meridionale, è certamente approdato in Toscana, anche nel comprensorio di Montalcino, divenendo uno dei più diffusi e importanti vitigni italiani a livello mondiale. Tutto questo è stato possibile analizzando le relazioni di parentela “padre-figlio” attraverso l’utilizzo di differenti approcci come ampelografia, ricerche storiche e caratterizzazione molecolare.
Il lavoro presentato da Marica Gasparro, ha avuto lo scopo di scoprire il pedigree del Sangiovese. Analizzando la collezione di germoplasma viticolo, sono stati individuati due genitori putativi del Sangiovese: il Ciliegiolo e il Negrodolce, un’antica varietà recuperata nella Puglia meridionale, considerata perduta nel secolo scorso. Inoltre, i ricercatori hanno riscontrato che tre varietà di vini recuperate in Calabria e in Sicilia (Gaglioppo di Cirò, Mantonicone e Nerello Mascalese) derivano dall’incrocio con il Sangiovese.

Terre di Toscana 2016. Ecco il parterre del Brunello

Torna, domenica 28 e lunedì 29 febbraio 2016, la nona edizione di Terre di Toscana (www.terreditoscana.info), una tra le più importanti kermesse dedicate al vino toscano, e Golisizia, evento nell’evento, elogio alla cucina dei grandi chef regionali. Uno spaccato unico e irripetibile che permette di incontrare, negli spazi dell’Una Hotel Versilia di Lido di Camaiore, nomi tanto prestigiosi e che vede convergere ogni anno migliaia di persone, fra appassionati consapevoli ed operatori professionali da tutta Italia, giornalisti e i buyers internazionali.
Ben 130 produttori, fra vignaioli di nicchia e marchi di livello internazionale, in rappresentanza della migliore produzione vitivinicola del territorio come il Brunello di Montalcino, il Chianti ed il Chianti Classico, il Nobile di Montepulciano, la Vernaccia di San Gimignano, ed i rossi di Bolgheri, dai più celebri a quelli dei nuovi interpreti, per spingersi fino all’estremo sud andando a scoprire la Maremma del Morellino di Scansano e la sua costa. Ma anche la possibilità di assaporare vini provenienti dalle zone emergenti del Granducato come il Montecucco, la Val di Cornia, la Val d’Orcia, Cortona, le Colline lucchesi, pisane e massesi, e quelle insolite e sorprendenti, come i Colli di Luni, la Garfagnana, il Casentino, il Mugello, l’Isola del Giglio, la Versilia.
E Montalcino sarà presente con ben 25 cantine e molte etichette di Brunello da gustare e assaporare.

Focus: Le cantine di Brunello presenti a Terre di Toscana
Argiano
Banfi
Barbi
Baricci
Col d’Orcia
Il Marroneto
La Cerbaiola-Salvioni
La Gerla
Le Chiuse
Le Ragnaie
Lisini
Mastrojanni
Pietroso
Podere Salicutti
Podere San Giacomo
Poggio di Sotto
San Lorenzo
San Polo
Sesti
Stella di Campalto
Talenti
Tenuta di Sesta
Tenuta Il Poggione
Tenuta Le Potazzine
Tiezzi

Brunello di Montalcino 2011: prime impressioni by Massobrio

“A Montalcino s’è scoperta anche la figura del degustatore-ghiottone. Ossia quello che prima assaggia le riserve del 2010, con la paura che finiscano. E poi una volta obnubilato da tanta bontà si butta sui 2011. I produttori ti dicono che il 2011 non era il 2010, ma poi qualcuno fa la riserva anche del 2011. C’è una media buona soddisfazione per questa annata che entra in commercio”. Così Paolo Massobrio di La Stampa racconta le sue impressioni per l’edizione 2016 di Benvenuto Brunello e svela i suoi vini preferiti.
Per il Brunello 2011 c’è “un poker da scoprire. Quello di Tassi, davvero eccellente sia nella linea base sia nella selezione Franci, che abbiamo trovato superiore. Grande rivelazione per noi è poi stato il Brunello 2011 di Campogiovanni. Accanto a loro ai vertici assoluti due nostri antichi amori, che si i confermano di anno in anno: Fattoi e Fanti.
Ma nella rosa dei finalisti, con voti superiori ai 4 asterischi, ci sono: Salvioni, La Rasina, Ridolfi “dalla speziatura marcata” Argiano, Capanne Ricci, Uccelliera, Potazzine, Poggio Antico, Mastrojanni, Silvio Nardi, Talenti, San Polo, La Fiorita, Il Poggione, Citille di Sopra, Col d’Orcia, Sesti, Sesta di Sopra e “una spettacolare” Tenuta di Sesta. “Aveva infine una speziatura elegante Baccinetti, altra scoperta degli anni passati in crescita, così come Tiezzi. W il Brunello 2011”.

Enrico Rossi: “una task force anti frodi alimentari”

La Toscana, con tutte le sue eccellenze enogastronomiche, si trova spesso nel mirino delle frodi alimentari. Il sequestro più ingente, forse, è stato quello della primavera del 2014: 30.000 bottiglie di vino contraffatto, tra Brunello di Montalcino e Chianti e Chianti classico con anche la cantina di Andrea Bocelli tra quelle truffate. Una frode “alimentare” senza precedenti, con un danno anche di immagine enorme per la Toscana. Per questo, la Regione ha stretto un patto d’acciaio con le procure di Grosseto, Firenze, Arezzo e Siena contro i truffatori dell’olio, del vino, del formaggio, mettendo a disposizione dei magistrati, fino alla fine della legislatura, gli esperti delle Asl per dare la caccia ai contraffattori dei prodotti con il bollino made in Tuscany.
Una vera e propria task force di personale specializzato e giovani del servizio civile, una cinquantina in tutto, da distaccare presso le Procure della repubblica di Arezzo, Firenze, Grosseto e Siena per prevenire e reprimere le frodi in campo agroalimentare. L’idea è del governatore Enrico Rossi che ieri ha fatto approvare alla sua giunta due delibere specifiche.
Per reclutare il personale Asl ci sarà un bando: sarà l’Estar, l’ente regionale di supporto tecnico ad occuparsene. Si cercano venti dipendenti delle Asl di riferimento che saranno assegnati alle Procure tramite comando. Il numero sarà proporzionale alle Dop e Igp di ogni singolo territorio, ovvero le denominazioni di origine e indicazioni geografiche protette. Maggiore è il numero di Dop e Igp, maggiore sarà il personale che la Regione impegnerà. In provincia di Firenze ci sono 21 fra Dop e Igp e saranno 4 i dipendenti Asl che verranno assegnati alla Procura della Repubblica, ad Arezzo (18 Dop e Igp) 3 dipendenti, a Grosseto (23) saranno 4 i dipendenti Asl, infine a Siena dove risultano 36 fra Dop e Igp, ci saranno 7 dipendenti Asl che andranno in comando alla Procura della Repubblica. Altri due dipendenti saranno inoltre assegnati alla Procura presso la Corte di appello di Firenze. Ai 20 dipendenti Asl si affiancheranno trenta giovani del servizio civile regionale. Per loro un’esperienza importante. Requisiti richiesti per la partecipazione al progetto di servizio civile, che avrà la durata di otto mesi ed è finanziato per 112 mila euro, sono il diploma di scuola media superiore e conoscenze informatiche di base, con riferimento ai principali software. Le due delibere licenziate dalla giunta servono a dare concreta attuazione al protocollo d’intesa che sarà firmato prossimamente fra la Regione e le procure di Firenze, Arezzo, Siena e Grosseto, di cui la Regione ha già deliberato l’approvazione il 26 gennaio scorso.

“Opera Wine”: 8 Brunello alla “Anteprima” di Vinitaly

“OperaWine: Finest Italian Wines, 100 Great Producers”, la lista che segue i terroir d’Italia, stilata da “Wine Spectator”, unico responsabile deputato alla scelta dei “Top 100” d’Italia per “Anteprima” Vinitaly 2016, si tinge di Brunello. È il “re” del Sangiovese, eccellenza del made in Italy enoico e vino che gli americani amano, la denominazione che, per il quarto anno consecutivo si conferma la più rappresentata, in assoluto (ben 11 etichette su 101), nell’“evento degli eventi” che aprirà, sabato 9 aprile 2016 al Palazzo della Granguardia, la kermesse di Verona che, quest’anno festeggia i suoi primi 50 anni. Molte le conferme per il Brunello di Montalcino che, tra le 8 etichette che debutteranno nell’edizione 2016, annovera una novità, Castello Banfi. Sempre presenti le etichette di Brunello by Altesino, Biondi Santi, Casanova di Neri, Mastrojanni, Il Poggione, Siro Pacenti e Valdicava a cui fanno eco importanti brand dell’Italia enoica con interessi a Montalcino come Allegrini, che in terra di Brunello produce con la cantina San Polo, Gaja con Pieve Santa Restituta, Marchesi Antinori con la cantina Pian delle Vigne, Marchesi de’ Frescobaldi con CastelGiocondo e San Felice con Campogiovanni.
Un bel traguardo per Montalcino che consolida il suo ruolo e l’importanza del lavoro che, negli anni, ha svolto e continuerà a svolgere nella produzione di Brunello, il suo prodotto principe e della sua promozione nel mondo.

Focus – Le cantine di Brunello a OperaWine 2016

Altesino – Brunello di Montalcino Montosoli 2010
Biondi Santi – Brunello di Montalcino 2008
Casanova di Neri – Brunello di Montalcino Cerretalto 2008
Castello Banfi – Brunello di Montalcino Poggio alle Mura Riserva 2008
Il Poggione – Brunello di Montalcino 2007
Mastrojanni – Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2007
Siro Pacenti – Brunello di Montalcino 2007
Valdicava – Brunello di Montalcino Madonna del Piano Riserva 2006

“Vite d’Impresa”: convegno by Giovani Imprenditori Confindustria Alto Milanese

Family Business, internazionalizzazione, passaggio generazionale: questi i temi al centro dell’evento “Vite d’Impresa”, organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Alto Milanese, su un’idea della Domino Communication. Il prossimo 22 marzo, a partire dalle ore 18.00, Villa Jucker di Legnano ospiterà tre donne imprenditrici, rappresentanti del Made in Italy nel mondo del vino, e Montalcino non poteva certo mancare. Dal Piemonte parteciperà Mariacristina Oddero (Cantine Oddero), dalla Lombardia Isabella Pelizzatti Perego (cantina ARPEPE), e dalla Toscana Donatella Cinelli Colombini (cantine Cinelli Colombini). “Abbiamo scelto di coinvolgere queste aziende vinicole – spiega Egidio Alagia, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Alto Milanese – perché si tratta di aziende famigliari che hanno già affrontato il passaggio generazionale con successo, con produzioni di eccellenza e la necessità di consolidare la propria presenza all’estero. Tutte caratteristiche che le accomunano alle nostre tipiche imprese manifatturiere”. “Attraverso i racconti delle tre protagoniste – conclude Alagia -  moderati da Franz Botré, editore e direttore delle prestigiose testate Spirito diVino e Arbiter, vorremmo che emergesse come i risultati non arrivino mai per caso, al contrario grazie a una strategia chiara, a scelte ponderate, pazienza e perseveranza, coraggio di osare e capacità di accettare rischi anche in situazioni critiche”. A seguire, dalle ore 20.45, si svolgerà una degustazione su invito, condotta dalle tre imprenditrici sulle loro produzioni, abilmente accostate alle portate proposte dallo chef del ristorante EL PATIO di Legnano. Sei grandi vini: Barbera d’Alba Superiore e Barolo per Oddero; Brunello di Montalcino e “Cenerentola” per Cinelli Colombini; Rosso di Valtellina e Valtellina Superiore Sassella Rocce Rosse per Arpepe, in rappresentanza di tre fra i più pregiati territori vinicoli italiani. Un’occasione importante, dunque, per conoscere la vita delle imprese esaltata dalle storie delle dirette protagoniste, valorizzata dalla più gustosa delle Brand Experience: il cibo e il vino. Questo speciale incontro è reso possibile grazie alla sponsorizzazione di alcune imprese del territorio che credono nell’iniziativa: AutoCentauro, Banca Reale Mutua, Druantia Azienda Agricola Alagia, OK Network, T’a Milano, Longino & Cardenal, Pierluigi Fossa Fotografo. Domino Communication. Agenzia di comunicazione B2B e B2C, che offre da vent’anni servizi integrati offline e online, ponendosi sempre al fianco di piccole e medie imprese italiane, ma anche di multinazionali con sedi e personale all’estero. Domino Communication interpreta la comunicazione come uno strumento per il supporto alle vendite e come stimolo, verso il mercato, al fine di favorire la relazione commerciale. L’agenzia fa parte di un network di agenzie internazionali, Quintmark Network, con sedi in tutte le principali nazioni Europee e negli Stati Uniti. La gamma servizi offerti comprende: consulenza di comunicazione, advertising e creatività, graphic design, ufficio stampa e relazione con i media, progettazione organizzazione e gestione eventi, realizzazione video, web design, gestione social media.