Consorzio del Brunello: i nomi del nuovo cda

Per i viticoltori Talenti Riccardo (Talenti) e Nardi Emilia (Tenute Silvio Nardi); in rappresentanza dei vinificatori Zannoni Angelo (La Fortuna) e Pallesi Simone (Castiglion del Bosco); per gli imbottigliatori Cencioni Patrizio (Capanna), Cortonesi Tommaso (La Mannella), Fanti Elisa (Tenuta Fanti), Palazzesi Elia (Collelceto), Ricci Ferruccio (Capanne Ricci), Schwarz Fabian (La Magia), Rubegni Adriano (Podere La Vigna), Bernazzi Gianni (Azienda Bellaria di Bernazzi Gianni), Allegrini Maria (San Polo), Machetti Andrea (Mastrojanni), Cinelli Colombini Stefano (Fattoria dei Barbi): sono questi i “nuovi consiglieri del Brunello”, ovvero coloro che guideranno il Consorzio, uno tra gli organi più importanti del territorio, per i prossimi tre anni. Una giornata importante, quella di oggi per Montalcino, che ha visto i produttori di Montalcino soci del Consorzio impegnati nel voto.
Il candidato che risulta essersi aggiudicato il maggior numero di consensi è Cencioni Patrizio con 150 voi.
Rimane solo di conoscere il nome del futuro presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino; e per saperlo, bisogna, però, attendere ancora qualche giorno, quando il nuovo consiglio direttivo si insedierà e eleggerà il nuovo leader del Consorzio.

Focus – I voti
Categoria Viticoltori

Talenti Riccardo 132 voti
Nardi Emilia 114 voti
Categoria Vinificatori
Zannoni Angelo 92 voti
Pallesi Simone 79 voti
Categoria Imbottigliatori
Cencioni Patrizio 150 voti
Cortonesi Tommaso 123 voti
Fanti Elisa 113 voti
Palazzesi Elia 109 voti
Ricci Ferruccio 103 voti
Schwarz Fabian 103 voti
Rubegni Adriano 99 voti
Bernazzi Gianni 83 voti
Allegrini Maria 68 voti
Machetti Andrea 67 voti
Cinelli Colombini Stefano 66 voti

A Podere Le Ripi si sperimenta la tecnica del tree climbing

Arrampicarsi sugli alberi in modo da facilitare l’accesso all’interno della chioma per muoversi da un ramo all’altro in assoluta sicurezza grazie all’ausilio di imbragature e corde. È il tree climbing è una tecnica di arrampicata nata negli Stati Uniti e che, in seguito, si è diffusa anche in Europa. Questa tecnica è principalmente impiegata per eseguire operazioni di potatura, abbattimento, consolidamento o ancoraggio. Con questo sistema si può potare o abbattere qualsiasi albero dal più piccolo al più grande. Il tree climbing permette di raggiungere punti dove le piattaforme non possono arrivare ed al contrario degli automezzi non reca danni agli apparati radicali, inoltre evita di avere un motore acceso tutto il tempo del lavoro evitando cosi smog, rumori ed ingombri eccessivi.
Il rispetto per la natura è dunque il cardine della filosofia del tree climbing e anche di quella di Podere Le Ripi dell’eclettico vip-vigneron Francesco Illy, che, in occasione di Cantine Aperte, negli scorsi giorni, ha organizzato, per tutti i turisti che sono arrivati in azienda, una dimostrazione proprio di questa tecnica innovativa ed assolutamente ecosostenibile.
Podere Le Ripi, ha da poco inaugurato, in occasione di Benvenuto Brunello, in febbraio, la sua nuova “particolare” cantina. Si tratta di una cantina realizzata usando le arti degli antichi: dai rapporti fra le dimensioni, rigorosamente in sezione aurea, all’uso di mattoni e malta a base di calce viva. Una cantina biodinamica, con il vigneto Bonsai più denso al mondo (62.500 viti per ettaro), dove “ogni azione è espressione della ricerca dell’armonia in ogni sua forma”.

“Decanter Italy Fine Wine Encounter”, Montalcino c’è con i vini di Castiglion del Bosco

Castiglion del Bosco, una delle più grandi e antiche tenute del territorio del Brunello di Montalcino, dal 2003 proprietà di Massimo e Chiara Ferragamo, partecipa all’esclusivo evento “Decanter Itay Fine Wine Ercounter” che andrà in scena sabato 4 giugno 2016 a Londra, al The Landmark Hotel. L’evento offre la possibilità di degustare centinaia di vini di eccellenza provenienti dalle principali regioni italiane, assaggiarne le varietà autoctone, e scoprire nuove peculiarità di ogni denominazione. Castiglion Del Bosco, che da quest’anno ha ottenuto la certificazione biologica, presenterà quattro tra le perle della sua produzionevini, che potranno essere acquistati e che saranno in degustazione nella Grand Ballroom . Sarà possibile degustare lo Chardonnay lgt Toscana 2015, il Rosso di Montalcino Doc 2014, il Brunello di Montalcino Docg 2011 ed il Millecento Brunello di Montalcino Riserva Docg 2010. Importante partecipazione per Castiglion del Bosco e splendida vetrina per la cantina e per la Denominazione Brunello di Montalcino.

Focus – Schede tecniche dei vini
Chardonnay Igt Toscana 2015

Un vino ricco e complesso, di grande eleganza ed equilibrio. È uno chardonnay fragrante e piacevole, mai troppo opulento. La vinificazione, parzialmente svolta in legno, esalta le componenti aromatiche varietali. Il tappo in vetro Vinolok mantiene inalterate la freschezza e le note floreali, La produzione media annua si aggira sulle 15.000 bottiglie nei formati 0,375/0.750 litri. L’annata 2015 è da ricordare per la grande qualità. La primavera, fresca e piovosa, ha dato alle viti la giusta spinta vegetativa, e ha portato una buona riserva idrica ai terreni, I vigneti, infatti, non hanno subito lo stress tipico delle annate calde. Le uve sono arrivate a piena maturazione con circa 7 giorni di anticipo sulla media, le grandi escursioni termiche che hanno caratterizzato il mese di settembre hanno contribuito a maturazioni polifenoliche lente e complete. Le uve raccolte erano sane ed integre, con grappi piccoli e spargoli; ottimi sia il contenuto zuccherino che le acidità.
Rosso di Montalcino Doc 2014
Le uve destinate alla produzione del Rosso di Montalcino provengono dalla vigna di Gauggiole, nella zona Nord di Castiglion del Bosco. li vino che ne nasce è armonico, di grande piacevolezza e buona struttura, con un finale persistente e si caratterizza per un colore rosso rubino e un bouquet delicato.
La produzione media annua si aggira sulle 45.000 bottiglie nei formati 0.375/0,750 litri.
L’annata 2014 è una delle annate più particolari dal punto di vista climatico: un inverno piovoso, ma non freddo, ha portato un leggero anticipo nella ripresa vegetativa ma, l’equilibrio è stato riportato dalle temperature fresche di primavera e inizio estate, ed è continuato con un’estate piovosa e non particolarmente calda, Le vigne hanno vegetato molto bene, grazie alla buona presenza di acqua nel terreno, favorendo una fioritura e un’allegagione regolari. Le maturazioni sono progredite lentamente e in maniera uniforme, favorendo la sintesi di aromi primari molto interessanti. Grazie ad una buona gestione del vigneto si è giunti alla vendemmia con uve sane dalle maturazioni uniformi.
Brunello di Montalcino Docg 2011
Complessità, raffinata eleganza e un avvolgente palato sono le caratteristiche di questo grande Sangiovese coltivato nei 42 ettari del magnifico vigneto Capanna, unico a Montalcino per caratteristiche e posizione. Capanna è il vigneto per antonomasia, un corpo unico che corre sul crinale della collina come un enorme e docile fiume verde. La conduzione biologica del Brunello di Montalcino ne esalta l’espressione nel vino che si presenta con un intenso rosso rubino e riflessi granati; i profumi classici del Sangiovese sono netti e prorompenti, in bocca si sviluppa In una progressione infinita.
La produzione media annua si aggira sulle 90.000 bottiglie nei formati 0.750/1,5/3,0/5.0 litri.
L’annata 2011 si è distinta per un anticipo di circa 15 giorni nella ripresa vegetativa dovuta alle temperature invernali superiori alla media. L’inizio dell’estate, fresca e piovosa, ha mantenuto un ottimo stato idrico nei terreni con viti in buon equilibrio ed apparati fogliari sviluppati, ma senza eccessi vegetativi. Le alte temperature della fine dell’estate hanno rallentato l’accrescimento vegetativo e le uve hanno accumulato ottimi livelli di zuccheri. La vendemmia è stata lunga e frazionata, iniziata con un leggero anticipo rispetto alla media, terminata oltre la prima decade di ottobre per le uve dei Crus più alti.
Millecento Brunello di Montalcino Riserva Docg 2010
Prodotto solo in annate eccezionali Millecento è il Brunello di Montalcino Riserva con una personalità davvero inconfondibile: elegante, integro, persistente e di grande importanza. Per questo vino, proveniente da una parte del vigrieto Capanna, Castiglion del Bosco ha individuato gli Otto migliori ettari e fl ha selezionato le uve per creare un vino straordinario, complesso e dai toni caldi e seducenti.
Millecento proviene da un’accurata selezione di questi 8,5 ettari esposti per metà a sudovest e per metà a sud-est. Il versante sud-est regala eleganza, finezza e tenuta acida, quello sud-ovest complessità e longevità.
La produzione media annua si aggira sulle 7.000 bottiglie nei formati 0,750 /1,5 /3.0/5,0 litri.
L’annata 2010 è caratterizzata innanzitutto da un ritardo nell’avvio del germogliamento causato dalle basse temperature primaverili. Il periodo estivo è stato contrassegnato da tempo bello e stabile che ha ristabilito gli equilibri vegetativi. L’invaiatura è iniziata circa dieci giorni più tardi rispetto alla media dell’ultimo decennio. Come spesso accade, i ritardi nelle maturazioni portano ad ottimi equilibri nell’acino dando il tempo necessario ai tannini di maturare perfettamente. La vendemmia, iniziata con un ritardo di circa 8 giorni rispetto alla media, ha dato uve con grande ricchezza estrattiva e ottimo rapporto fra acidi, zuccheri e polifenoli.

“Cantine Aperte 2016”: un successo a Montalcino

Un’edizione di “Cantine Aperte” più che positiva per Montalcino, quella del 2016. L’iniziativa del Movimento Turismo del Vino, che ha visto coinvolte 10 aziende del Brunello nel week end appena trascorso, ha avuto un ottimo riscontro di pubblico ed ha portato nelle cantine centinaia di enoappassionati, attirati sia dal bel tempo, ma anche dal poter degustare direttamente in cantina un buon bicchiere di Brunello. “Noi abbiamo avuto le prime visite già dalle 9.30 del mattino – fanno sapere da Col di Lamo – ed è stato un flusso continuo fino all’aperitivo-degustazione che avevamo preparato per la sera della domenica nella nostra terrazza”. Riscontro più che positivo anche per Castello Banfi, che ha portato a visitare le cantine “oltre 300 persone. Molte delle quali si sono poi intrattenute anche in enoteca”. “Quello che ci ha fatto estremamente piacere – dicono dalla Fattoria dei Barbi – è l’interesse che le quasi 200 persone arrivate hanno avuto per la storia della nostra azienda. Oltre a voler degustare i nostri prodotti, si è vista proprio la voglia di conoscere le radici del nostro territorio e cosa c’è intorno al nostro vino”. “Cantine Aperte per la nostra azienda ha avuto un ottimo riscontro di presenze (maggiore rispetto al 2015) – affermano da Col d’Orcia – sia provenienti dall’Italia che anche dall’estero. Dei 150 enoappassionati che hanno vistato le cantine, molti erano appassionati e cultori del vino di alto livello”. Stesso discorso anche per il Poggione: “noi abbiamo aderito all’iniziativa solo la domenica, ma abbiamo quasi 150 persone nell’arco della giornata, molte di più rispetto agli anni passati”. Ma Cantine Aperte 2016 è stato anche molto positivo anche per Villa Le Prata, alla sua prima adesione: “Per noi era la prima volta – fanno sapere – e siamo molto soddisfatti: un’esperienza positiva, una vetrina molto importante per la nostra realtà. Molti italiani ma anche qualche straniero e sicuramente persone interessate a scoprire cosa c’è dietro la bottiglia di Brunello che bevono”. “Da noi, purtroppo, non c’è stato un gran flusso di persone – dicono da Tenute Silvio Nardi – ma avevamo molte persone comunque per alcune degustazioni nella nostra azienda che hanno reso piacevole il week end”. “Da noi – spiegano dal Casato Prime Donne – una buona affluenza anche se in calo rispetto allo scorso anno. Pubblico, però molto interessato, attento e colto. Clienti prevalentemente toscani”.

Brunello: i cloni di Sangiovese e la loro importanza per le cantine

B-Bs 11 di Biondi Santi, inventore del Brunello di Montalcino, ma anche CRA-BR 1141 e CRA-BR 1872 del Barone Ricasoli, firma del Chianti Classico o l’UNIMI – CAPRAI -25 ANNI, l’UNIMI – CAPRAI – COBRA e l’UNIMI – CAPRAI – COLLEPIANO, del produttore umbro di Sagrantino Caprai. Sono solo alcuni dei cloni, registrati perlopiù dai grandi vivai del Belpaese, come Rauscedo, o dalle facoltà di Agraria delle Università, da Milano a Firenze, ma anche dalle singole Regioni, per un totale di 1.778 cloni diversi iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, dove compaiono centinaia di varietà di uva da vino, ognuna delle quali con diversi cloni. Ma ce ne sono alcuni, una parte minoritaria ma di straordinaria importanza nel panorama ampleografico d’Italia, creati e spesso registrati dalle singole aziende. Il più famoso è appunto il clone di Sangiovese B-Bs 11 (Brunello Biondi Santi, vite n. 11, ndr), che identifica dal 1978 la produzione di Biondi-Santi, storica griffe del Brunello di Montalcino.
Il ruolo delle aziende, del resto, è destinato ad essere cruciale nella ricerca e nella costituzione di nuovi cloni: è qui, tra i filari degli imprenditori enoici del Belpaese, che si “nascondono” i custodi della storia viticola d’Italia, quelle antiche viti di cui si parla tanto perché custodi di peculiarità genetiche uniche, vera cifra del concetto stesso di terroir. Qualche esempio? Tra i 114 cloni di Sangiovese, il vitigno di cui esistono più declinazioni, ce ne sono ben 6 registrati anche grazie al lavoro di Castello Banfi (tra i costitutori al fianco di Istituti di ricerca ed Università di tutto il Belpaese), leader del Brunello di Montalcino (BF 10, BF 30, TIN-10, TIN-50, JANUS-10 e JANUS-20), e 2 costituiti da un altro big del Brunello, Col d’Orcia (SG-CDO-4 e SG-CDO-6).
Fino ad ora, però, la ricerca non è stata certo in prima linea nel recupero e nello studio della ricchezza varietale del vigneto Italia. “Il Sangiovese, ad esempio, è stato a lungo trascurato dalla ricerca – racconta a WineNews, uno dei siti più cliccati dagli amanti del wine&food, il professor Attilio Scienza, docente di Enologia all’Università di Milano – tanto che le prime selezioni le abbiamo fatte noi, insieme a Castello Banfi, la prima cantina ad investire nella selezione clonale aziendale, percependo il bisogno di avere dei cloni di Sangiovese che infatti usa ancora oggi. Siamo alla fine degli anni ’70, quando i produttori si erano già accorti di come il Sangiovese fosse una varietà particolarmente complicata e sensibile alla variabilità: la viticoltura che nacque dalla fine della mezzadria era di scarsa qualità, ed anche la nascita dei Super Tuscan, in qualche modo, ne fu una conseguenza – spiega il professor Scienza – perché sono la risposta di alcune grandi aziende per produrre un vino sì a base Sangiovese, ma con vitigni che allora venivano definiti miglioratori, come Cabernet e Merlot. Un altro tentativo fu quello di togliere dal taglio classico del Chianti i vitigni bianchi, per farne poi il Galestro. Ma alla base mancava la qualità proprio del Sangiovese, ecco perché le aziende più attente iniziarono una selezione clonale al loro interno. Fu un lavoro lungo, noi a Banfi per portare a termine la selezione delle serie JANUS e TIN ci abbiamo messo 12 anni, non scegliendo un super clone, ossia su un Sangiovese che potesse rappresentare un po’ tutta la caratteristica della varietà, ma un clone debole, selezionando delle tipologie capaci di riproporre in vigna una variabilità ordinata, in grado di adattarsi al meglio al terroir ed alle condizioni ambientali, in termini di acidità del terreno, esposizione, e quant’altro. Fu – continua Scienza – un progetto di selezione ed interazione con l’ambiente, ed è questa la direzione che dovrebbe prendere la ricerca delle aziende: l’obiettivo deve essere quello di interpretare la variabilità del vitigno. Del resto, la stessa Toscana è l’esempio di come diversi terroir incrocino diverse varietà di Sangiovese. L’impegno delle aziende, però, è recente, nasce dalla presa di coscienza di avere in vigna prezioso materiale genetico, sulle vecchie viti, che rischia di sparire, perché non è presente nei cataloghi dei vivaisti. L’ideale – conclude il professore di Enologia – sarebbe che ogni azienda selezionasse i propri cloni, espressione dell’azienda stessa e del territorio. Le Università, volendo, hanno tutti gli strumenti, ed i cosi sarebbero tutt’altro che proibitivi”.

“Jazz & Wine”: con Banfi la musica a Montalcino

Nata dalla collaborazione tra Banfi, la nota azienda vinicola di Montalcino, la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz di Roma ed il Comune di Montalcino, la prestigiosa rassegna ha in serbo un ricco calendario che spazia tra varie forme jazz, con 6 concerti dal 12 al 17 luglio. Per il 19° anno consecutivo musicisti italiani ed internazionali di grande prestigio artistico,celebrano sul palco montalcinese l’incontro tra la grande musica jazz e il vino di qualità. L’appuntamento per il primo concerto, martedì 12 luglio, è all’interno delle storiche mura di Castello Banfi, con il trio del pianista e cantante afroamericano Johnny O’Neal. Dal 13 luglio il festival si trasferisce nella trecentesca Fortezza di Montalcino con una big band – 20 elementi in tutto – nata per celebrare il grande binomio che ha reso questo festival famoso nel mondo: la Jazz & Wine Orchestra diretta da Mario Corvini (ft. Ronnie Cuber e Susanna Stivali). Il 14 luglio la rassegna prosegue con Ronnie Cuber e Tonino Horta Quintet. Venerdì 15 luglioè la volta del livornese Bobo Rondelli che sul palco ilcinese presenta il suo progetto teatrale “Ciampi ve lo faccio vedere io”. Sabato 16 luglio si continua con il sax di Gaetano Partipilo in “Besides Live”. Ospite speciale per il festival Jazz&Wine la voce splendida e carica di groove di Simona Bencini, voce storica dei Dirotta su Cuba. Domenica 17 luglio ci attende un finale straordinario, con il debutto sul palco di Jazz&Wine in Montalcino del celebre jazzista italiano, di fama internazionale, Paolo Fresu Quintet. Questa edizione del festival si affianca ad una grande novità. Il 12 luglio, in occasione del concerto inaugurale a Castello Banfi, saranno presentati alla stampa i lavori realizzati durante la Montalcino Wine and Design Week in cui sei designers di fama internazionale, hanno sviluppato le loro opere in collaborazione con produttori toscani leader di marmo e metallo. Le opere, in mostra nei giorni successivi presso la sede di OCRA e Castello Banfi,saranno vendute all’asta durante la Fashion & Design Week di Londra,il prossimo settembre. Il progetto è frutto della collaborazione di Banfi con Matter of Stuff (piattaforma di design con sede a Londra, fondata nel 2014 dagli architetti Simona Autieri e Sofia Steffenoni) e OCRA (Officina Creativa dell’Abitare, un’officina di arte e cultura, punto di riferimento nel territorio di Montalcino, dove si coltivano talenti e idee legati al concetto dell’Abitare). Per il diciannovesimo anno consecutivo due piaceri così intimi ed intensi, la musica jazz ed il grande vino di qualità, celebrano con crescente successo il loro entusiasmante incontro nella città simbolo del Brunello, Montalcino. Confermato il gemellaggio tra Jazz & Wine in Montalcino, Jazz&Wine of Peace di Cormòns e Zola Jazz & Wine. Toscana, quindi, Friuli Venezia Giulia ed Emilia, unite all’insegna della musica di qualità e del buon vino. Un confronto imperdibile, con realtà territoriali e produttive diverse tra loro, ma accomunate dalla stessa passione per il grande jazz.

Elezioni: 23 i candidati per il Consorzio del Brunello

Scaduti i termini per la presentazione, ed anche quelli per il ritiro delle candidature per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, è il momento di scoprire chi si è presentato per far parte del direttivo che guiderà uno degli enti più importanti del territorio per il triennio 2016-2019. I candidati sono, in totale, 23 e, tra coloro che si sono resi disponibili a far parte del direttivo, si celano i 15 futuri consiglieri ed il presidente che sarà, come da statuto, eletto durante l’insediamento del nuovo direttivo. A comporre il Consiglio direttivo saranno i candidati che si sono presentati nelle 3 diverse categorie che caratterizzano i soci del Consorzio e avranno, come rappresentanti nel Cda  2 dei candidati che si sono presentati nella sezione viticoltori, 2 tra coloro che concorrono in quella dei vinificatori e 11 dalla sezione imbottigliatori. Non resta, per sapere i nomi che faranno parte del direttivo, che attendere l’assemblea ordinaria del 31 maggio (ore 15, atrio della Biblioteca Comunale di Montalcino), durante la quale i soci del Consorzio del Brunello saranno chiamati alle urne.

Focus – Ecco tutti i nomi che correranno per il cda del Consorzio

Sezione Viticoltori
Allegrini Maria – San Polo
Bellaccini Leonardo – Società Agricola San Felice
Cinelli Colombini Stefano – Fattoria dei Barbi
Dragoni Giuliano – Col d’Orcia
Furi Enrico – Pinino
Nardi Emilia – Tenute Silvio Nardi
Pallesi Simone – Castiglion del Bosco
Passeri Alberto – La Gerla
Pellegrini Elena – Cerbaia
Sassetti Lorenzo – Sassetti livio – Pertimali
Schwarz Fabian – La Magia
Talenti Riccardo – Talenti
Sezione Vinificatori
Allegrini Maria – San Polo
Bellaccini Leonardo – Società Agricola San Felice
Cinelli Colombini Stefano – Fattoria dei Barbi
Furi Enrico – Pinino
Ostan Marco – Bertani Domains
Pallesi Simone – Castiglion del Bosco
Passeri Alberto – La Gerla
Pellegrini Elena – Cerbaia
Sassetti Lorenzo – Sassetti livio – Pertimali
Schwarz Fabian – La Magia
Talenti Riccardo – Talenti
Zannoni Angelo – La Fortuna
Sezione Imbottigliatori
Allegrini Maria – San Polo
Bellaccini Leonardo – Società Agricola San Felice
Bernazzi Gianni – Azienda Bellaria di Bernazzi Gianni
Cencioni Patrizio – Capanna
Cinelli Colombini Stefano – Fattoria dei Barbi
Cortonesi Tommaso – La Mannella
Fanti Elisa – Tenuta Fanti
Furi Enrico – Pinino
Ghezzi Gualtiero – Camigliano
Machetti Andrea – Mastrojanni
Ostan Marco – Bertani Domains
Palazzesi Elia – Collelceto
Pallesi Simone – Castiglion del Bosco
Passeri Alberto – La Gerla
Pellegrini Elena – Cerbaia
Ricci Ferruccio – Capanne Ricci
Rubegni Adriano – Podere La Vigna
Sassetti Lorenzo – Sassetti Livio – Pertimali
Schwarz Fabian – La Magia
Talenti Riccardo – Talenti
Zannoni Angelo – La Fortuna

Montalcino: al via il “Progetto di Mappatura del Territorio”

24.000 ettari a disposizione del turista e dell’appassionato di vino per scoprire, conoscere, gustare e attraversare uno dei territori icona della Toscana nel mondo.
E’ il cuore del progetto di mappatura del territorio voluto dal Consorzio del Vino Brunello che ha siglato un accordo con la società montalcinese Copernico al fine di mappare nel dettaglio tutta l’area del comune di Montalcino. Un progetto unico del suo genere in Italia che renderà fruibile ai visitatori la localizzazione dei vigneti e di tutte le colture presenti rendendo onore ad un elemento caratterizzante Montalcino ed unico il Brunello: la biodiversità e l’equilibrio tra i vari ambiti territoriali.
L’idea di fondo è quella di partire dalla valorizzazione di questo concetto: Montalcino non è una vigna sterminata ma un unicum creato nei decenni che ha reso possibile l’affermazione mondiale del Brunello. Una realtà che il Consorzio vuole rendere sempre più fruibile sia per l’appassionato – che vuole visitare le cantine ma anche vedere le vigne da cui nascono i vini preferiti – sia per il turista che invece vuole godere al meglio di quanto il territorio può offrire.
In questa ottica la mappatura che sta per iniziare rappresenterà la banca dati di base per la creazione ed implementazione di importanti applicazioni web e mobile device dedicati al settore turistico ricettivo, da mettere a disposizione dei produttori e degli operatori montalcinesi.
Il sistema si avvarrà delle più alte tecnologie di geolocalizzazione ad uso privato attualmente a disposizione e sarà il primo nel suo genere a rendere in maniera interattiva la mappatura di un territorio ad altissima vocazione vitivinicola e con un grande valore ambientale.
Secondo il Presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci “è uno strumento che mettiamo a disposizione dei produttori per valorizzare al meglio i loro vini e soprattutto per dare ancora più risalto al grande concetto di terroir che anima il nostro territorio”.
Per il Vice Presidente Francesco Ripaccioli, che in questi anni ha coordinato la comunicazione e la promozione “si tratta di un progetto innovativo che riunisce la necessità di fruizione di un grande territorio da parte del turista appassionato e la prima vera mappatura del territorio montalcinese, esaltandone il grande valore della diversità, valore che rende grande Montalcino nel mondo e che lo ha portato negli anni a conquistarsi la posizione di leadership a livello internazionale”.
Per il Vice Presidente Patrizio Cencioni, che in questi anni ha coordinato la commissione tecnica del Consorzio, si tratta di una base di partenza implementabile, un servizio per i produttori che potranno sviluppare e customizzare per gestire al meglio il loro patrimonio.
Il progetto è già stato affidato e il risultato finale sarà presentato durante Benvenuto Brunello 2017, all’interno delle celebrazione dei 50 anni del Consorzio.

Sandro Chia dal Brunello a Barolo per l’etichetta dedicata a Joe Bastianich

“Sono molto felice che un prestigioso consorzio,vanto della tradizione e cultura di questo paese mi abbia chiesto di creare l’immagine per un’etichetta che celebri un così importante evento. Ho pensato di lavorare sul tema del panneggio, una tovaglia prima di essere stesa sul tavolo ed essere imbandita con cibi e vivande. L’immagine della tovaglia mi è sembrata la più adatta ad evocare la gioia della tavola e il rito antico della degustazione dei prodotti del lavoro e della terra. Mi ricordo che quando in casa appariva la tovaglia era per tutti noi un momento di grande allegria”. Così Sandro Chia, eccellente esponente della Transavanguardia che si divide tra l’Italia e gli Usa, e produttore di Brunello a Castello Romitorio a Montalcino, ha raccontato a WineNews, uno dei siti più cliccati dagli amanti del wine&food, la genesi di una nuova opera davvero speciale. Il celebre artista-vigneron è stato chiamato a “vestire” un Barolo, molto particolare: la Selezione Ufficiale del Barolo Docg 2012, una limited edition numerata dedicata a Joe Bastianich, uno dei personaggi più eclettici del mondo del wine & food, restaurant man con base in Usa, anche lui vip & vigneron, e anche lui in Italia. Due destini incrociati, con Bastianich che, ospite d’onore il 12 giugno all’Enoteca Regionale del Barolo al Castello Falletti a Barolo, sarà testimonial della nuova annata del “re” dei vini – a 50 anni dal conferimento della Doc, il 23 aprile del 1966 – firmando l’etichetta d’artista di Chia, “felice – dice Sandro Chia – che un prestigioso territorio, vanto della tradizione e cultura di questo Paese mi abbia chiesto di creare l’ immagine per un’etichetta che celebri un così importante evento”. La Selezione Ufficiale sarà la bottiglia istituzionale negli eventi dell’Enoteca Regionale del Barolo. “Un’Annata alla Vostra Attenzione” è l’evento promosso dall’Enoteca Regionale del Barolo per presentare agli operatori del settore e al grande pubblico il Barolo 2012 (annata che WineNews ha già assaggiato e che, apparentemente “piccola”, potrebbe venir fuori bene tra qualche anno, un po’ come è accaduto con il 2008, con vini meno alcolici e strutturati, ma dotati di buona acidità e di un tannino non graffiante, ndr), e nel quale ci sarà l’ideale passaggio di consegne da Alessandro “Map Man” Masnaghetti, padrino del Barolo 2011, a Joe Bastianich, testimonial della nuova annata. Ogni anno la Selezione viene dedicata ad un personaggio particolarmente noto e stimato della società, della cultura, della scienza, dello spettacolo o dell’economia e per questa edizione è stato scelto Bastianich. Un’idea, spiega Federico Scarzello, presidente dell’Enoteca, “nata perché con il suo importante ruolo di imprenditore al top della ristorazione mondiale, con oltre 30 locali sparsi tra Stati Uniti, Friuli ed Estremo Oriente, ha fatto dell’eccellenza italiana e della produzione vinicola il suo fiore all’occhiello, sostenendo i prodotti di qualità e conferendo particolare visibilità ed attenzione al Barolo nelle carte dei vini dei suoi ristoranti in giro per il mondo. Abbiamo iniziato il nostro percorso con il wine writer e critico Ian D’Agata, seguito dalla regina dei wine writer Jancis Robinson, dalla corrispondente italiana per “The Wine Advocate” Monica Larner e da Masnaghetti, il principale esperto delle grandi vigne d’Italia e del Barolo”. A firmare le etichette grandi artisti come Francesco Tabusso (Barolo 2000), Carlo Sismonda (Barolo 2001), Nevio Doz (Barolo 2002), Ugo Nespolo (Barolo 2003), Silver (Barolo 2004), Beverly Pepper (Barolo 2005), Park Eun Sun (Barolo 2006), Mikhail Shemyakin (Barolo 2007), Kyoji Nagatani (Barolo 2008), Joe Tilson (Barolo 2009), Enzo Gribaudo (Barolo 2010) e Zhang Hong Mei (Barolo 2011). Per la Selezione Ufficiale un Comitato Tecnico ha valutato 20 campioni di Barolo 2012, “nella maggioranza dei casi di media struttura, ma decisamente godibile sin da subito, con una freschezza di fondo che fa però ben sperare su una discreta tenuta nel tempo”. La sua consegna, nel “Tempio dell’Enoturista” al Castello Falletti, segna l’avvio della “Settimana del Barolo” (12-18 giugno), con l’assaggio della Selezione guidato dall’enologo Armando Cordero, il tu per tu tra Bastianich ed i giornalisti Sergio Miravalle e Giancarlo Montaldo, e il grande banco d’assaggio dedicato all’annata 2012.

Giornalisti e Master of Wine Uk a Montalcino

“Non si può bere un vino senza conoscere e visitare il territorio dove viene prodotto. I luoghi, le persone, i terreni, la passione… ti fanno apprezzare maggiormente il sapore e ti fanno capire chi c’è dietro al Brunello”. Questo, in sintesi, è il messaggio che i giornalisti e i Masters of Wine inglesi hanno lasciato alla MontalcinoNews durante l’incoming voluto dal Consorzio del Brunello di Montalcino per far degustare le ultime produzioni di Brunello. Quello che ha più impressionato gli ospiti delle cantine è stata però la professionalità dei winemakers, la loro passione e il loro impegno, nel fare sì che dalle vigne esca un prodotto di eccellenza.
“La cosa più utile di questo viaggio è stata vedere Montalcino, le sue vigne e i suoi territori – ammette Demetri Walters – fino ad ora ho sempre bevuto Brunello non conoscendo il luogo dove si produce. I paesaggi di Montalcino sono sorprendenti e i panorami sembrano usciti da qualche dipinto famoso. E sono molto colpito anche dalla qualità molto alta del vino”. “Potendo assaggiare il Brunello di annate passate – commenta Justin Keay – siamo riusciti a capirne l’evoluzione e il vero potenziale”. “Nonostante io non sia un’amante del Sangiovese – dice Lilyane Weston – sono rimasta molto colpita dai vini di Montalcino. Oltre ad essere molto gradevoli, mi ha impressionato la loro diversità”. “Quello che ho apprezzato di più è stata la diversità di suoli che possiamo trovare nelle vigne di Montalcino – ha concluso Patricia Stefanowicz – e questa è la vera forza che hanno i diversi produttori di Brunello”.

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