“Bottiglie che fanno la storia dell’enologia mondiale”: Aste Bolaffi e Slow Food si incontrano all’incanto

“Parlare di aste di vini può sembrare solo un esercizio di stile, addirittura un po’ snob e modaiolo. Non è così se l’interlocutore è Bolaffi, il primo che in Italia ha catalogato le più grandi bottiglie e fatto una guida con Luigi Veronelli. Diventa un esercizio di cultura per far conoscere un pregiato patrimonio vinicolo italiano, ancora poco considerato nelle altre aste internazionali. È chiaro che l’acquisto non sarà possibile per tutti, ma si potranno, attraverso catalogo e sito, scoprire bottiglie che contribuiscono a creare la storia dell’enologia mondiale”. Così Carlo Petrini, uno dei più importanti personaggi ed intellettuali del nostro tempo, fondatore e presidente internazionale di Slow Food, ha commentato la vendita primaverile di vini rari e pregiati organizzata da Aste Bolaffi in collaborazione con Slow Food Editore che andrà in scena il 25 e il 26 maggio a Torino. Il catalogo, composto da 862 lotti per una base complessiva di 575.000 euro, spazia dall’intero panorama enologico italiano a quello francese, unendo ai produttori più blasonati interessanti cantine di riferimento per gli intenditori. Biodiversità, nomi prestigiosi e annate importanti sono le caratteristiche della selezione dei 456 vini che, già dall’apertura, conferma l’alto livello delle etichette proposte. Quasi ogni regione italiana o grande denominazione è rappresentata, a partire dal Piemonte con un bell’assortimento di Barbaresco Gaja dal 1962 al 2001, Barolo Monfortino Giacomo Conterno dal 1934 al 2008, Barolo dal 1958 al 1981 della cantina Mascarello, e vari Barolo di Vietti dal 1986 al 2009. Dal Veneto, Amarone di Quintarelli e di Dal Forno, anche in formati particolari. Dalla Toscana molte bottiglie importanti, il Brunello sarà protagonista con alcune bottiglie speciali, ma anche Masseto, oltre a un’ampia proposta di Sassicaia, inclusa una bottiglia del 1985, etichetta che ogni appassionato di vino vorrebbe nella propria collezione (base 700 euro). Per quanto riguarda i vini francesi, nella selezione dei Bordeaux si trova uno dei lotti più importanti della vendita, costituito da 12 bottiglie di Château Lafite Rothschild 2010 (base 6mila euro). Tra i Bourgogne, una verticale di otto Chevalier Montrachet Grand Cru, DomaiLne Leflaive dal 1996 al 2010 (base 2.500 euro) e una selezione del celebre Domaine de la Romanée Conti 1990 (base 15mila euro). A partire dal lotto 457, i vini, tutti provenienti da un’unica, eccezionale, cantina emiliana, rappresentano altrettante tappe di un tour attraverso i Grands Crus e Premiers Crus di Borgogna, un po’ di Côte du Rhone e alcuni italiani, con Bruno Giacosa a fare da padrone. Presenti il Domaine Georges Comte de Vogué con, tra gli altri lotti, tre bottiglie di Musigny Blanc Grand Cru 1990 (base 3mila euro), Dugat-Py con 10 Chambertin 2007 (base 5mila euro) e la maison Dominique Laurent con sei magnum di Bonnes Mares Grande Cuvée Vieilles Vignes Grand Cru 2009 (base 1500 euro). Tra i Bordeaux, il top lot della vendita: sei magnum di Château Le Pin 1989 (base 12mila euro), cui si affiancano quattro Château Cheval Blanc 2006 (base 2mila euro) e tre Petrus 1989 (base 3mila euro). Infine, una selezione di Domaine Leroy 1999 (12 bottiglie, base 3.900 euro). Chiude la vendita un prestigioso insieme di whisky e distillati, tra cui spiccano un raro imbottigliamento di St James 1885 (base 8.400 euro) e due bottiglie di The Macallan 1940 (base 5.500 euro ciascuno).

Focus – I lotto di Montalcino al dettaglio
Lotto n. 254

Brunello di Montalcino Tenuta Greppo Biondi Santi
Riserva 1964 – 1 bottiglia
Riserva 1970 – 2 bottiglia
3 bottiglie
Base d’asta 375 euro
Lotto n. 255
Brunello di Montalcino Tenuta Greppo Biondi Santi
Riserva 1982 – 1 bottiglia
1 bottiglia
Base d’asta 150 euro
Lotto n. 256
Brunello di Montalcino Tenuta Greppo Biondi Santi
Riserva 1982 – 3 bottiglie
3 bottiglie
Base d’asta 450 euro
Lotto n. 257
Brunello di Montalcino Tenuta Greppo Biondi Santi
Riserva 1982 – 1 bottiglia
Riserva 1985 – 8 bottiglie
9 bottiglie
Base d’asta 1.350 euro
Lotto n. 258
Brunello di Montalcino Tenuta Nuova Casanova di Neri
2010 – 3 bottiglie
3 bottiglie
Base d’asta 200 euro
Lotto n. 259
Brunello di Montalcino Case Basse Soldera
Riserva 1986 – 1 bottiglia
Riserva 1993 – 2 bottiglie
3 bottiglie
Base d’asta 450 euro
Lotto n. 260
Brunello di Montalcino Case Basse Soldera
Riserva 1987 – 12 bottiglie
12 bottiglie
Base d’asta 1.800 euro
Lotto n. 261
Brunello di Montalcino Case Basse Soldera
Riserva 1990 – 3 bottiglie
Riserva 1994 – 3 bottiglie
6 bottiglie
Base d’asta 900 euro
Lotto n. 262
Brunello di Montalcino Case Basse Soldera
Riserva 1995 – 1 bottiglia
Riserva 1997 – 1 bottiglia
Riserva 1998 – 1 bottiglia
Riserva 2000 – 1 bottiglia
Riserva 2001 – 2 bottiglia
6 bottiglie
Base d’asta 1.200 euro
Lotto n. 263
Brunello di Montalcino Il Poggione
2010 – 2 bottiglie
2010 – 3 bottiglie
2 bottiglie e 1 Magnum
Base d’asta 150 euro
Lotto n. 264
Brunello di Montalcino Vecchie Vigne Siro Pacenti
2010 – 5 bottiglie
5 bottiglie
Base d’asta 200 euro
Lotto n. 265
Brunello di Montalcino Tenuta Col d’Orcia
Riserva 1968 – 3 bottiglie
1 bottiglia
Base d’asta 100 euro
Lotto n. 266
Luce, Tenuta Luce della Vite
2001 – 2 bottiglie
2004 – 1 bottiglia
3 bottiglie
Base d’asta 125 euro
Lotto n. 267
Selezione Toscana
Riserva 1993 – 1 Magnum di Brunello di Montalcino Frescobaldi e Ferrè
1999 – 3 bottiglie Percarlo San Giusto a Rentennano
2000 – 1 bottiglia L’Apparita, Castello di Ama
2005 – 2 bottiglie Tignanello, Antinori
6 bottiglie e una Magnum
Base d’asta 350 euro
Lotto n. 268
Selezione Toscana
Riserva 1982 – 1 bottiglia di Brunello di Montalcino Tenuta Greppo Biondi Santi
1990 – 1 bottiglia Sassicaia Tenuta San Guido
2 bottiglie
Base d’asta 300 euro
Lotto n. 269
Selezione Toscana
1996 – 2 bottiglie Luce, Tenuta Luce della Vite
2004 – 2 bottiglie Vigna D’Alceo, Castello dei Rampolla
4 bottiglie
Base d’asta 250 euro

Cantine Aperte: torna a Montalcino l’evento firmato Mtv

In Vespa alla scoperta dei territori del vino toscano. E’ il motivo scelto dal Movimento Turismo del Vino della Toscana per la nuova edizione di Cantine Aperte che torna dal 28 al 29 maggio con la sua ventiquattresima edizione, per allietare le giornate di tutti gli appassionati di turismo all’aria aperta e per i migliaia di wine lovers che come ogni anno affolleranno le oltre 80 cantine del Movimento che già hanno aderito all’iniziativa. L’ultimo fine settimana di maggio sarà dunque all’insegna del cosiddetto “enoturismo” con tanti programmi di diversa natura organizzati dalle aziende vitivinicole, ma tutti con un comune denominatore: far conoscere da vicino il vino e far vivere esperienze uniche in cantina. “Una manifestazione che cresce di anno in anno, di pari passo con la conoscenza del vino da parte dei sempre più appassionati presenti – spiega il presidente del Movimento Turismo del Vino Toscana, Violante Gardini – e visto che per noi è fondamentale unire il territorio al vino, nell’anno dei 70 anni dalla prima Vespa abbiamo deciso di coinvolgere alcuni Vespa Club di tutta la regione per unire il fascino delle nostre cantine a quello dei bellissimi paesaggi che le circondano utilizzando un cult del Made in Italy, la Vespa appunto”. In vespa in cantina. Saranno centinaia, o forse di più, le vespe che arriveranno in contemporanea nelle cantine aperte toscane in questi due giorni. MTV Toscana ha infatti deciso, in occasione del 70esimo anno dalla nascita della Vespa, di mettere insieme gli appassionati di questo storico motociclo, simbolo del Made in Italy nel mondo, attraverso i vari Vespa Club che aderiranno all’iniziativa portando nei territori di riferimento i propri soci che potranno scoprire non solo le cantine, ma anche le bellissime strade che si percorrono per arrivarci. E per chi vorrà acquistare il vino nessun problema per il trasporto: un accordo tra Movimento Turismo del Vino Toscana e l’agenzia di spedizioni Speedy srl di Firenze infatti permetterà di organizzare spedizioni in tutto il mondo a prezzi speciali durante il periodo di Cantine Aperte. Dalle terre del Brunello a quelle del Nobile, passando per Chianti e arrivando fino alla Maremma e alle coste nord della Toscana. Un territorio così vasto e così variegato, quello del vino toscano, che grazie a Cantine Aperte potrà essere scoperto con i programmi promossi dalla aziende aderenti. Si va dalla musica all’arte, dagli spettacoli alle cacce al tesoro nei vigneti, passando per show cooking e giochi di una volta. Inoltre attivata la collaborazione con l’associazione Club Amici del Toscano con degustazioni di sigaro in abbinamento ai vini (riservate agli iscritti, maggiorenni, vecchi e nuovi soci del Club). Cantine Aperte offre ai visitatori e agli enoturisti non solo la possibilità di degustare i grandi vini della Toscana, ma soprattutto un modo insolito e unico di vivere la campagna e il vino in particolare. Ogni azienda che aderisce all’iniziativa organizzerà in uno dei due giorni o in entrambi, eventi di varia natura, tutti legati al vino. Focus – Le Cantine Aperte di Montalcino Col di Lamo Casato Prime Donne Castello Banfi Col d’Orcia Fattoria dei Barbi Il Poggione Podere le Ripi Tenuta Silvio Nardi Val di Suga Villa Le Prata

Brunello nell’indice “Wine Lister”

Si chiama Wine Lister, ed è il sistema definitivo, in millesimi, guidato da dati e tecnologia, per giudicare i fine wines, un indice sintetico, che armonizza e mette insieme tutti i dati sensibili su un vino – dalla forza del marchio al prezzo, passando per la liquidità e, ovviamente, i giudizi dei maggiori critici enoici del mondo, da Jancis Robinson ad Antonio Galloni, passando per Bettane & Dessauve – pensato dalla wine writer Ella Lister, che al progetto ha dedicato quattro anni di lavoro e studio. E come poteva mancare il Brunello in questa “super lista”. “Ogni discussione – racconta la Lister alla pubblicazione Uk “The Drinks Business” – ha rivelato un diverso insieme di sfide, ma ciò che ha messo tutti d’accordo è stata la necessità di uno strumento più completo per valutare i vini. È grazie al contributo dei tanti input che hanno guidato la mia ricerca che posso dire che Wine Lister raccoglie, analizza e aggrega tutti i dati sensibili realmente importanti in un vino”. Così, per capire la popolarità di una certa etichetta verranno usati i dati di Wine-Searcher, mentre i risultati delle aste saranno forniti dal Wine Market Journal e l’andamento dei prezzi di mercato sarà monitorata attraverso la piattaforma Wine Owners. I dati acquisiti attraverso questa rete di collaborazioni e ricerche vengono poi armonizzati attraverso un algoritmo, ed i risultati presentati, come detto, su una scala di 1.000 punti, con l’obiettivo di garantire il massimo della trasparenza ed oggettività nel modo di giudicare un vino. “Abbiamo una tale quantità di dati – spiega Henry Woodsend, direttore tecnologico di Wine Lister – che possiamo realmente differenziare i punteggi con un livello di precisione simile: la scala di 100 punti, in realtà, non è sufficiente a comprendere appieno le sfumature tra un vino e l’altro, specie perché di quei 100 punti nella maggior parte dei casi si utilizza solamente il 20% superiore”. Lanciato alla fine di aprile racchiude decine di migliaia di annate, che coprono, ad oggi, 2.000 diverse etichette da tutto il mondo. Ed il Brunello di Montalcino non può certo mancare. Una intera sezione, infatti, è dedicata al “re del Sangiovese”.

I migliori Brunello per Wine Spectator

È cosa ormai nota che gli americani hanno una speciale predilezione per il Brunello ed è piuttosto palese il motivo. Il Sangiovese in purezza che si produce a Montalcino è il vino rosso più famoso e apprezzato al mondo e chi più degli americani sa riconoscere i prodotti di eccellenza? E Bruce Sanderson, successore di James Suckling alla guida di Wine Spectator, una delle riviste più autorevoli del mondo del vino capace di influenzare i mercati, dopo aver degustato Brunello di Montalcino annata 2011 e Riserva 2010, ha stilato una sua personale classifica.
Focus – Tutti i Punteggi
Brunello Riserva 2010 98_ Uccelliera Brunello di Montalcino Riserva 2010
97_ Donatella Cinelli Colombini Brunello di Montalcino Riserva 2010
96_ Altesino Brunello di Montalcino Riserva 2010
96_ Camigliano Brunello di Montalcino Riserva 2010 Gualto
96_ Renieri Brunello di Montalcino Riserva 2010
96_ San Filippo Brunello di Montalcino Riserva 2010 Lucère
96_ Val di Cava Brunello di Montalcino Riserva 2010 Madonna del Piano
95_ Biondi Santi Tenuta il Greppo Brunello di Montalcino Riserva 2010
95_ La Fortuna Brunello di Montalcino Riserva 2010
95_ Marchesi de’ Frescobaldi Brunello di Montalcino Riserva 2010 CastelGiocondo Ripe al Convento
95_ La Gerla Brunello di Montalcino Riserva degli Angeli 2010
95_ Sesta di Sopra Brunello di Montalcino Riserva 2010
94_ Caprili Brunello di Montalcino Riserva 2010 Ad Alberto
94_ Castiglion del Bosco Brunello di Montalcino Riserva 2010 Millecento
94_ Ciacci Piccolomini d’Aragona Brunello di Montalcino Riserva 2010 Vigna di Pianrosso Santa Caterina d’Oro
94_ Collemattoni Brunello di Montalcino Riserva 2010 Vigna Fontelontano
94_ Collosorbo Brunello di Montalcino Riserva 2010
94_ Fanti Brunello di Montalcino Riserva 2010
94_ La Fornace Brunello di Montalcino Riserva 2010
94_ Eredi Fuligni Brunello di Montalcino Riserva 2010
94_ Mocali Brunello di Montalcino Vigna delle Raunate Riserva 2010
94_ Silvio Nardi Brunello di Montalcino Riserva 2010 Poggio Doria
94_ Siro Pacenti Brunello di Montalcino PS Riserva 2010
94_ Il Palazzone Brunello di Montalcino Riserva 2010
94_ Poggio di Sotto Brunello di Montalcino Riserva 2010
94_ Poggio Salvi Brunello di Montalcino Riserva 2010
94_ Poggio San Polo Brunello di Montalcino Riserva 2010
94_ Il Poggione Vigna Paganelli Brunello di Montalcino Riserva 2010
94_ Castello Romitorio Brunello di Montalcino Riserva 2010
94_ San Felice Campogiovanni Il Quesrcione Brunello di Montalcino Riserva 2010 94_ Livio Sassetti Brunello di Montalcino Pertimali Riserva 2010
93_ Brunello di Montalcino Pian delle Vigne Brunello di Montalcino Riserva 2010 Vigna Ferrovia
93_ Castello Banfi Brunello di Montalcino Riserva 2010 Poggio alle Mura
93_ Canalicchio di Sopra Brunello di Montalcino Riserva 2010
93_ Caparzo Brunello di Montalcino Riserva 2010
93_ Conti Costanti Brunello di Montalcino Riserva 2010
93_ Martoccia di Brunelli Brunello di Montalcino Riserva 2010
93_ Mocali Brunello di Montalcino Riserva 2010
93_ Terralsole Brunello di Montalcino Riserva 2010
92_ Argiano Brunello di Montalcino Riserva 2010
92_ Castello Banfi Brunello di Montalcino Riserva 2010 Poggio all’Oro
92_ Fattoria dei Barbi Brunello di Montalcino Riserva 2010
92_ Fattoi Brunello di Montalcino Riserva 2010
92_ La Serena Brunello di Montalcino Riserva 2010 Gemini
92_ La Togata Brunello di Montalcino Riserva 2010
Brunello di Montalcino 2011
94_ Fattoi Brunello di Montalcino 2011
93_ Altesino Brunello di Montalcino 2011 Montosoli
93_ Caparzo Brunello di Montalcino 2011 La Casa
93_ Caprili Brunello di Montalcino 2011
93_ Donatella Cinelli Colombini Brunello di Montalcino 2011
93_ Donatella Cinelli Colombini Prime Donne Brunello di Montalcino 2011
93_ Mocali Brunello di Montalcino 2011
93_ Renieri Brunello di Montalcino 2011
93_ La Serena Brunello di Montalcino 2011
92_ Altesino Brunello di Montalcino 2011
92_ Casanova di Neri Brunello di Montalcino 2011
92_ Col d’Orcia Brunello di Montalcino 2011
92_ Conti Costanti Brunello di Montalcino 2011
92_ Eredi Fuligni Brunello di Montalcino 2011
92_ Lisini Brunello di Montalcino 2011
92_ Martoccia di Brunelli Brunello di Montalcino 2011
92_ Siro Pacenti Brunello di Montalcino 2011
92_ Agostina Pieri Brunello di Montalcino 2011
92_ Le Ragnaie Brunello di Montalcino 2011 Fornace
92_ Le Ragnaie Brunello di Montalcino 2011 Vecchie Vigne
92_ San Filippo Brunello di Montalcino 2011 Le Lucère
92_ Uccelliera Brunello di Montalcino 2011
91_ Castello Banfi Brunello di Montalcino 2011 Poggio alle Mura
91_ Casanova di Neri Brunello di Montalcino 2011 Tenuta Nuova
91_ Castiglion del Bosco Brunello di Montalcino 2011
91_ Le Chiuse Brunello di Montalcino 2011
91_ Ciacci Piccolomini d’Aragona Brunello di Montalcino 2011
91_ Collemattoni Brunello di Montalcino 2011
91_ Collosorbo Brunello di Montalcino 2011
91_ Fanti Brunello di Montalcino 2011
91_ La Fiorita Brunello di Montalcino 2011
91_ Marchesi de’ Frescobaldi CastelGiocondo Brunello di Montalcino 2011
91_ La Mannella Brunello di Montalcino 2011
91_ La Mannella Brunello di Montalcino 2011 I Poggiarelli
91_ Il Marroneto Brunello di Montalcino 2011 Madonna delle Grazie
91_ Mocali Brunello di Montalcino 2011 Vigna delle Raunate
91_ Poggio San Polo Brunello di Montalcino 2011
91_ Il Poggione Brunello di Montalcino 2011
91_ Tenuta Le Potazzine Brunello di Montalcino Gorelli 2011
91_ Livio Sassetti-Pertimali Brunello di Montalcino 2011
91_ La Togata Brunello di Montalcino 2011
90_ Castello Banfi Brunello di Montalcino 2011
90_ Camigliano Brunello di Montalcino 2011
90_ Canalicchio di Sopra Brunello di Montalcino 2011
90_ Castiglion del Bosco Brunello di Montalcino 2011 Campo del Drago
90_ Centolani Brunello di Montalcino 2011 Pietra Nera
90_ Centolani Brunello di Montalcino 2011 Tenuta Friggiali
90_ Col di Lamo Brunello di Montalcino 2011
90- La Colombina Brunello di Montalcino 2011
90_ Donna Olga Brunello di Montalcino 2011
90_ Fanti Brunello di Montalcino 2011 Vallocchio
90_ La Gerla Brunello di Montalcino 2011
90_ Lazzeretti Brunello di Montalcino 2011
90_ Il Marroneto Brunello di Montalcino 2011
90_ Mastrojanni Brunello di Montalcino 2011
90_ Silvio Nardi Brunello di Montalcino 2011
90_ Silvio Nardi Brunello di Montalcino 2011 Casale del Bosco
90_ Poggio di Sotto Brunello di Montalcino 2011
90_ Poggio Salvi Brunello di Montalcino 2011
90_ Poggio Salvi Brunello di Montalcino 2011 Pomona
90_ Le Ragnaie Brunello di Montalcino 2011
90_ San Felice Campogiovanni Brunello di Montalcino 2011
90_ Terralsole Brunello di Montalcino 2011
90_ Podere La Vigna Brunello di Montalcino 2011

Con “Top of the Dop” il Brunello vola in Germania

Nuovo appuntamento per la campagna di informazione e valorizzazione sui vini e sui salumi a denominazione d’origine “Top of the Dop”. Dopo che Montalcino ha ospitato, i giorni scorsi, l’incoming per giornalisti ed addetti ai lavori provenienti dal Regno Unito, con l’obiettivo di implementare la conoscenza dei prodotti vinicoli e di salumeria italiani più prestigiosi per un maggior mercato europeo, è arrivato il momento, per i produttori di Montalcino di volare in Germania. L’appuntamento con il Brunello e le etichette Bottega, Capanna, Caparzo, Caprili, Castelgiocondo, Loacker Corte Pavone e Talenti è per il 23 maggio 2016 ad Amburgo, il 24 a Berlino e il 25 a Monaco con i seminari condotti dal giornalista Christian Eder e sono organizzati in cooperazione con la rivista Vinum. Alla degustazione guidata sarà possibile degustare il Brunello di Montalcino 2011 ed il Brunello di Montalcino Riserva 2010.

Unione Italiana Vini: Antonio Rallo è il nuovo presidente

Antonio Rallo è il nuovo presidente di Unione Italiana Vini. Lo ha eletto all’unanimità il nuovo Consiglio Nazionale nel suo primo insediamento avvenuto oggi nella sede UIV di Milano. Antonio Rallo, già vicepresidente vicario, impegnato da anni in UIV sui temi della promozione e dell’OCM vino, succede a Domenico Zonin e resterà in carica per il prossimo triennio. Sono state assegnate anche le cariche per le federazioni nazionali e Montalcino ed il Brunello saranno rappresentati all’interno dell’associazione. Cariche che sono andate a Ernesto Abbona (Marchesi di Barolo) per quella degli Industriali Vinicoli, Lamberto Frescobali (che a Montalcino produce Luce della Vite e il Brunello a CastelGiocondo) per quella dei Viticoltori e Produttori di Vino, e Quirico Decordi (Decordi) per quella del Commercio Vinicolo.
A dare supporto e sostegno a Lamberto Frescobaldi, sempre da Montalcino, anche Enrico Viglierchio, dg di Castello Banfi, eletto oggi vicepresidente.
“Ringrazio i consiglieri per la fiducia che hanno manifestato nei miei confronti – commenta Antonio Rallo, presidente di Unione Italiana Vini. Accetto questo ruolo con piacere e grande responsabilità, raccogliendo l’eredità del presidente e del Consiglio Nazionale uscente, che hanno saputo creare all’interno di Unione Italiana Vini un clima di collaborazione fattiva stimolando un’intensa attività in tutti i settori di interesse del comparto con risultati concreti sotto gli occhi di tutti. Proprio per questo, chiedo fin d’ora a Domenico Zonin di continuare il cammino al nostro fianco, portando il prezioso contributo che ha consentito a Unione Italiana Vini di essere riconosciuta quale principale riferimento istituzionale per il mondo vitivinicolo a livello nazionale e di raccogliere sinceri apprezzamenti anche a livello comunitario”.
“Da oggi stesso – continua Antonio Rallo – ci metteremo al lavoro per valorizzare i punti di forza emersi in questi anni, interpretando in senso autentico lo “spirito di continuità” che vuole lo sviluppo ulteriore dell’azione politica e l’implementazione dell’organizzazione interna. Per un’associazione che sia sempre più inclusiva verso tutte le imprese del ciclo economico della filiera vitivinicola (piccole e grandi imprese, viticoltori, cooperative, industria e commercio, consorzi e altre forme associative) e, pertanto, diventi maggiormente rappresentativa dell’intera filiera stessa. Un’associazione “di tutti gli imprenditori e per tutti gli imprenditori” che sappia farsi interprete dei principi dell’etica d’impresa, dei valori territoriali e dello spirito di filiera”. “Lascio la presidenza con grande serenità – aggiunge Domenico Zonin – perché so che Antonio Rallo sarà una guida sicura per Unione Italiana Vini. In questi anni abbiamo lavorato molto per ampliare la base sociale e sviluppare una capacità nuova di dialogare con la politica e le istituzioni italiane ed europee. I risultati sono stati ottimi grazie alla partecipazione delle aziende alla vita associativa ed alla costruzione di un efficace gioco di squadra nel Consiglio Nazionale che ha permesso di essere più veloci nell’affrontare le varie tematiche proposte dall’attualità, rapidi nell’assumere decisioni sugli orientamenti politici, quindi tempestivi nel dare risposte alla politica, alle istituzioni e al mercato. Ringrazio l’attivismo, l’impegno e il coinvolgimento di tutti i Consiglieri che hanno supportato la mia presidenza, dando prova di una maturità nelle scelte e nei comportamenti che, con Antonio, sono certo crescerà ancora in futuro. Il Consiglio Nazionale – conclude Zonin – è diventato in questi anni un luogo di confronto e dibattito tra le diverse anime della filiera: penso ai viticoltori, ai commercianti, agli industriali fino alle cooperative, come non era mai successo prima”. Oltre ad Antonio Rallo, il consiglio ha eletto anche un vice presidente vicario della Confederazione, Ernesto Abbona, presidente della Federazione Nazionale degli Industriali Vinicoli, e un vice presidente, Quirico Decordi, presidente della Federazione Nazionale del Commercio Vinicolo.

Tanto Brunello al matrimonio di Luca Gardini

Tanto Brunello al matrimonio di uno dei più famosi sommelier italiani. Luca Gardini, sommelier campione del mondo nel 2010 e trend setter per quanto riguarda il vino in Italia, ha detto sì nella sua Romagna ed ha sposato la sua compagna Sara Amadori (sommelier anch’essa). Ma cosa si beve ad un matrimonio del genere? Molto Brunello, a quanto pare. Secondo le indiscrezioni, oltre ai brindisi di rito con le bollicine, alle tavole degli invitati sono circolate molte bottiglie di Rosso e Brunello di Montalcino di Le Potazzine di Gigliola Giannetti e Giuseppe Gorelli, Casanova di Neri di Giacomo Neri e Ciacci Piccolomini d’Aragona di Paolo Bianchini. Tra gli altri vini presenti, anche il Barolo di Mascarello, l’Oreno di Setteponti, il Cabochon di Monterossa, il rosato di D’Attoma e il Sangiovese Caciara di Enio Ottaviani.

 

Mauricio Pochettino beve Brunello con Sir Alex Ferguson

Il Brunello di Montalcino, da sempre nelle tavole importanti di tutto il mondo è, questa volta, uno dei protagonisti di un incontro “calcistico” particolare. Siamo a Londra dove Guardiola ringrazia il West Ham, lo United saluta quasi certamente la Champions League, Mourinho non fa salti di gioia e… Sir Alex Ferguson incontra Mauricio Pochettino. È stato un martedì intensissimo a Londra per il presente e il futuro della Premier League. Il saluto a Upton Park, storico impianto degli Hammers, preceduto dall’assalto al bus dello United che ha rigettato l’Inghilterra nel terrore degli hooligans. Poi la vittoria della squadra di Bilic, che ha condannato, anche se non matematicamente, il Manchester all’Europa League. E nel pomeriggio, il pranzo tra Sir Alex e l’attuale allenatore del Tottenham ha completato gli ingredienti di una giornata thrilling. I tabloid britannici hanno pizzicato Sir Alex Ferguson a pranzo nel centro di Londra con Mauricio Pochettino, allenatore del Tottenham da tempo indicato come possibile allenatore dei Red Devils. La dirigenza del Tottenham ha riferito ai media inglesi di essere a conoscenza dell’incontro tra Sir Alex, nell’area direttiva dello United, e il proprio tecnico, il quale ha da poco rinnovato con gli Spurs fino al 2021. I due si erano incontrati in occasione di un premio e si erano accordati per un incontro. Questi, in sostanza, i tentativi di smorzare la questione. Ma non è un mistero che da tempo Ferguson abbia individuato Pochettino come proprio preferito come tecnico dei Red Devils. E sulla tavola dell’incontro tra Sir Ferguson e Pochettino un Brunello di Montalcino 2011.

Falso Brunello, funzionari danesi a Montalcino

Falso Brunello, funzionari danesi a Montalcino

 

“Incontrare i funzionari danesi è stato importante: ci hanno spiegato che i tempi della giustizia in Danimarca sono molto rapidi e che entro 6 mesi avremo le condanne definitive. È bello vedere quanto, anche fuori dai confini italiani, ci sia grande attenzione nei riguardi delle frodi alimentari. Fondamentale, poi, è stata la sinergia tra la Guarda Forestale di Siena e le autorità danesi. Un doveroso ringraziamento va senza dubbio al dottor Brogi, responsabile dell’operazione e alla Forestale, che ogni giorno veglia non solo sul nostro territorio inteso come ambiente, ma vigila attentamente anche su tutti i prodotti di eccellenza, Brunello compreso”. Così Fabrizio Bindocci ha commentato, alla MontalcinoNews, la visita di ieri dei 2 funzionari della Squadra mobile veterinaria e alimentare danese, a Montalcino per l’inchiesta che ha portato alla scoperta di un falsificatore di Brunello e di Amarone di Valpolicella, che, in uno scantinato di Copenaghen, nascondeva più di duecento bottiglie contraffatte.

La delegazione danese, accompagnata da funzionari del Corpo Forestale dello Stato, è stata ospite del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino ed ha fatto visita anche alla Tenuta Fanti, azienda vittima della contraffazione.

“La qualità dei prodotti agroalimentari – ha dichiarato Giuseppe Vadalà, comandante regionale del Corpo forestale dello Stato per la Toscana – e l’eccellenza nazionale e Toscana si tutelano insieme, Forze di Polizia e produttori, dove occorre, sul territorio nazionale ma anche sui mercati esteri dove più facilmente vengono venduti i prodotti contraffatti, per questo la partnership da sempre esistente fra il Corpo forestale dello Stato e il Consorzio del Brunello di Montalcino non può che essere considerata un ulteriore presidio per l’integrità del territorio da cui proviene questa eccellenza e del prodotto”.

Montalcino tra le 110 imprese più virtuose by Anna Di Martino su “Corriere Economia”

Il mercato italiano del vino cresce in modo esponenziale ed il Brunello di Montalcino sembra godere di ottima salute stando alla puntuale analisi della giornalista Anna Di Martino, che ha stilato la classifica delle 110 imprese vitivinicole più virtuose del Belpaese, oggi consultabile sulle pagine del “Corriere Economia” del quotidiano “Corriere della Sera” (www.corriere.it).
Sulle 110 “migliori” cantine italiane, ben 7 producono Brunello di Montalcino. Al n. 20 si piazza Banfi, una delle cantine leader del territorio di Montalcino con un fatturato, nel 2015, pari a 73,71 milioni (+5,3% sul 2014)ed un export che si aggira intorno al 41,6 milioni pari al 56,4% della produzione (15,7 milioni di bottiglie prodotte) della cantina che possiede ben 970 ettari vitati, 17 in affitto e da lavoro a 335 dipendenti.
Una fotografia, quella di Anna Di Martino, che analizza un campione sempre più significativo del mercato italiano, caratterizzato da un confronto crescente tra aziende private e mondo cooperativo.
Nel 2015, le 110 aziende prese in esame rappresentano un giro d’affari di 5,4 miliardi di euro (di cui 3,1 miliardi proveniente dall’export, che rappresenta il 58% sul fatturato complessivo). Hanno prodotto 1,9 miliardi di bottiglie, occupando oltre 11.000 persone. Le magnifiche 110, che pesano per il 43,7% sul giro d’affari totale del comparto, hanno chiuso l’ultimo esercizio con il segno più davanti al totale introiti: +4,47%, percentuale che sale fino al 5,72% guardando all’export e facendo registrare un confortante segno positivo anche in Italia (+2,79%), a riprova che qualcosa si sta muovendo anche nel mercato interno.
Tra gli imprenditori presenti nella classifica della Di Martino, sono ben 6 quelli che hanno interessi su Montalcino: al n. 4 si piazza Marchesi Antinori, che a Montalcino produce Brunello a Pian delle Vigne con un fatturato di 180,35 (4,7% sul 2014), export pari a 109,7 milioni (65,4%), con un totale di bottiglie prodotte di 23,4 milioni per un totale di 2.842 ettari e 441 dipendenti.
Al n. 15 si trova Frescobaldi, che a Montalcino possiede le Tenute di Castelgiocondo e Luce della Vite, e, con 530 dipendenti, 1350 ettari vitati e 10,7 milioni di bottiglie, nel 2015 ha prodotto un fatturato di 95,1 milioni (+10,80% sul 2014) di cui 61,2, pari al 68%, in export. Al n. 16 c’è Ruffino con un fatturato di 92,45 milioni (13%) export che arriva all’86% (93%) della produzione che, nel 2015 si è attestata sui 15,7 milioni di bottiglie per un totale di 450 ettari e 158 dipendenti.
Bottega, si piazza al n. 30 della classifica di Anna Di Martino – con 49 milioni (14%) di fatturato, di cui 36,7 milioni (75%) di export e 12,8 milioni di bottiglie prodotte su un totale di 33 ettari vitati e 130 dipendenti -mentre Bertani Domains – con i suoi 140 dipendenti, 440 ettari vitati ed una produzione di 3,7 milioni di bottiglie che ha generato 23,8 milioni di fatturato ed una crescita sul 2014 pari al 14,40% con export che si aggira sui 13,5 milioni (57%) – si piazza al n. 61.
A Chiudere la classifica di Montalcino, al n. 106 Agricola San Felice con 11,3 milioni di fatturato (+7% sul 2014), 6,4 milioni di export pari al 56,9% del totale delle 1,36 bottiglie prodotte su 215 ettari vitati e grazie al lavoro di 70 dipendenti.
Ottimo nuovo “piazzamento” per Montalcino ed il suo Brunello che dimostrano di non cedere il passo e di essere sempre al top tra le eccellenze enoiche del Belpaese.