Wine night! ‪#‎brunello‬ ‪#‎snapchat‬ con Dolcenera

Dolcenera, al secolo Emanuela Trane, nota cantautrice italiana, ama il Brunello di Montalcino e non ne fa segreto. Nei giorni scorsi, infatti, la cantante di “Siamo tutti là fuori”, “Sorriso Nucleare”, “Un Mondo Perfetto”, “Com’è straordinaria la vita”, ha “postato” una foto su Facebook in cui beve un bicchiere del rosso italino più famoso nel mondo accompagnata da questa “didascalia”: Wine night! ‪#‎brunello‬ ‪#‎snapchat‬.

I giudizi de L’Espresso: “un Brunello autentico”

“La prima impressione è quella di un Brunello autentico. Ed è un vero piacere per chi ama questo vino e questo territorio in cui si cominciano a distinguere sempre con maggior nettezza rispetto ad un passato, nemmeno troppo lontano, le differenze di annate, di zone, di sottozone. Insomma, una maggiore corrispondenza tra territorio, clima, annata ed il vino che assaggiamo nel calice. Ci piace molto perché ci sembra che la maturità e la consapevolezza dei produttori siano arrivate al punto di non sentire più il bisogno di “addomesticare”, sia pure con mezzi assolutamente corretti e leciti, il vino, e riescano a fornire una proposta più autentica e schietta al mondo. È sempre più importante  in un mercato globalizzato avere una faccia, una “razza”, un’origine da rivendicare nel mondo”. Così, ai microfoni della MontalcinoNews, Antonio Paolini, in questi giorni, con il team di La Guida de L’Espresso, al Consorzio del Brunello a Montalcino, per i consueti assaggi. “Per il Brunello 2011 – prosegue Paolini – se dobbiamo dare un consiglio è quello di berlo. È un vino pronto, forse più facile da capire per coloro che non conoscono questa Denominazione. Potrebbe essere un magnifico ticket per avvicinarsi al Brunello. Sempre che i produttori facciano anche un’altra cosa che va fatta: cominciare a differenziare i prezzi tra le varie annate. Se il 2010 è stata un’annata splendida, e lo dicono tutti, deve esser fatta pagare di più, mentre per il 2011, vendemmia quotata di meno, il prezzo dovrebbe essere più contenuto. Per quanto riguarda la degustazione della Riserva 2010 che andremo a breve ad affrontare, ci aspettiamo che entrino in campo e siano pronte quando “l’allenatore le chiama dalla panchina”. A parte gli scherzi – conclude Antonio Paolini – le Riserve, o sono di un’annata eccezionale e possono dare spunti davvero ottimi o risultano essere deludenti”.

 

In attesa di un presidente

A distanza di poco più di una settimana dalle elezioni che hanno visto i soci scegliere la rosa dei 15 che guideranno l’ente nel triennio 2016-2019, Il Consorzio del Brunello di Montalcino è in attesa di scegliere il proprio presidente. Da statuto, spetta al membro più anziano tra i neo-eletti (Marilisa Allegrini) convocare il primo cda dal quale uscirà il nome di chi guiderà i produttori di Montalcino. Per sapere chi sarà il prossimo presidente bisogna attendere il 14 giugno quando, in sede di consiglio di amministrazione, verrà eletto a maggioranza. Nel frattempo, i nuovi consiglieri proseguono con incontri e confronti per delineare strategie.

A Castiglion del Bosco “La Festa della Domenica”

Per tutti coloro che amano la cucina toscana e italiana di qualità e la sua autenticità, le domeniche d’estate di Rosewood Castiglion del Bosco – resort italiano situato a Montalcino, in Toscana, fondato da Massimo e Chiara Ferragamo nel 2003 e, dal gennaio 2015, all’interno della prestigiosa collezione Rosewood Hotels&Resorts – saranno animate da “La Festa della Domenica”.
A partire da domenica 12 giugno 2016 fino a fine agosto, tutte le domeniche, dalle ore 18.30 alle ore 20.30, sarà possibile vivere l’atmosfera gioiosa e informale di una vera sagra Toscana, in un contesto di rara bellezza, eleganza e unicità.
Nel borgo medievale di Rosewood Castiglion del Bosco, circondati dalle dolci colline dell’incantevole campagna toscana, avvolti dai colori caldi e intensi del tramonto ilcinese, dal sottofondo delle canzoni popolari e dalle creazioni uniche degli artigiani locali, potrete degustare convivialmente un’ampia selezione di piatti tipici della cucina toscana e italiana, di vini regionali e deliziosi aperitivi del Bel Paese. Nell’area Banco dei Sapori, la scelta va dalla panzanella toscana, ai carciofo sott’olio, all’insalata di farro e ortaggi; nel Banco del Salumaio troverete un trionfo di salumi tipici toscani (tra cui la Finocchiona, il Salame Toscano, sua Maestà la Porchetta). Poi un ricco Banco del Fattore dedicato ai tipici formaggi toscani, primo tra tutti il Pecorino, e ancora l’angolo delle verdure dell’Orto, della Pasta, delle Pizze rigorosamente cotte nel forno a legna dell’Osteria La Canonica.
E infine, prima dei golosi dolci, un omaggio alle carni cotte alla griglia; dal pollo arrosto, alla rosticciana, alla salsiccia, alla costoletta d’agnello.
Le opzioni di menu sono due: 65€ a persona (bevande escluse) o 90€ a persona (comprensivo di bevande), senza dimenticare il pacchetto esclusivo e fatto su misura per i piccoli ospiti (45€ dai 3 ai 12 anni, gratis per i bambini al di sotto dei tre anni).

Sviluppo rurale, innovazioni e nuove leve: in Toscana si può

Nuovi investimenti potrebbero interessare Montalcino ed il suo Brunello. Banca CR Firenze ed il Ministero dell’agricoltura, infatti, si sono uniti per sostenere crescita, internazionalizzazione, innovazione, formazione e ricambio generazionale delle aziende agricole con una manovra in tre mosse: il sostegno finanziario per attivare investimenti in Toscana per 1,25 miliardi di euro, azioni per facilitare l’utilizzo dei fondi comunitari dei Piani di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020 che assegnano alla regione 962 milioni di euro e, infine, il prolungamento, per le aziende in difficoltà, del periodo di sospensione dei mutui da 12 a 24 mesi. Il patto è stato spiegato nei giorni scorsi a Palazzo Incontri, presenti esponenti di alcune tra le aziende di punta della viticoltura toscana, da Frescobaldi, che a Montalcino produce Brunello a CastelGiocondo e possiede la Tenuta Luce della Vite, a Piccini. È una scommessa finanziaria su un settore poco strutturato sotto il profilo aziendale ma con grandi eccellenze qualitative e potenzialità produttive: sul territorio regionale è concentrato il 9% degli ettari coltivati in Italia a vite e il 6,6% degli addetti dell’industria del vino, mentre è la quarta regione nella coltivazione dell’olivo (con 8,2% degli ettari totali) e quinta per incidenza sul totale degli addetti nell’industria degli oli (la Toscana è la prima regione in Italia per export di olio e la quarta nell’industria del vino con aumenti tra il 2008 e il 2015 rispettivamente del 78% e del 68%). Alla base c’è l’accordo “Diamo credito all’agroalimentare”, siglato dal Mipaaf e da Intesa-Sanpaolo, gruppo del quale fa parte Banca Cr Firenze. Col patto il gruppo bancario ha reso disponibile per la Toscana un plafond complessivo in tre anni di 1 miliardo di euro (6 a livello nazionale) per finanziare processi virtuosi nel settore agricolo, denari che – si stima – potranno generare nella regione nuovi investimenti per oltre 1,25 miliardi di euro. Sul fronte dei fondi comunitari previsti dai Psr – ha spiegato Pierluigi Monceri, direttore regionale di Intesa Sanpaolo – saranno invece promossi interventi finanziari e servizi di consulenza per facilitare l’accesso alle risorse. Mipaaf e Banca realizzeranno, infine, un’indagine conoscitiva con la collaborazione di Ismea per studiare le esigenze di credito delle aziende. In Toscana Banca CR Firenze si è già spesa per il settore attraverso alcune iniziative. Una è la promozione di 29 i contratti di filiera, il 30% delle quali operanti per l’appunto nel settore agroalimentare, per un giro d’affari complessivo di 5 miliardi di euro e con il coinvolgimento di oltre 1.400 fornitori e circa 5.000 dipendenti. Altra iniziativa l’apertura in Italia di 400 filiali “verdi”, di cui 48 in Toscana, animate da 100 specialisti

Cda Consorzio, prime impressioni

4 giorni di calma attendono ora il Consorzio del Brunello di Montalcino dopo le elezioni del Consiglio d’Amministrazione per i prossimi 3 anni. Passata la fase calda per la scelta dei nomi, adesso si pensa a chi sono i candidabili per la presidenza, con i lavori del nuovo consiglio che inizieranno già da lunedì. Le elezioni del nuovo consiglio portano però ad alcune riflessioni. La scelta per i nuovi consiglieri è ricaduta infatti, per la maggior parte, su persone del luogo, conoscitori del territorio e delle dinamiche di Montalcino. Ma la tendenza è stata anche quella di scegliere consiglieri giovani, che portino linfa e forze nuove all’interno del Consorzio. La lista è insomma un giusto mix di giovani vogliosi, produttori esperti e vecchie conoscenze. Come Patrizio Cencioni dell’azienda Capanna e già presidente del Consorzio del Brunello in passato, che ha saputo accaparrarsi ben 150 preferenze, e che i rumors vedevano come nuovo traghettatore di questo consiglio. Voci smentite però alla MontalcinoNews direttamente da lui: “Sono molto contento e la mozione di fiducia che deriva da questa elezione mi rende molto orgoglioso e grato ai miei colleghi. Non ho però l’intenzione di candidarmi a presidente perché è un ruolo che richiederebbe molto tempo, che purtroppo non ho. La priorità, ora, è per la mia azienda. Spero che si prenda l’incarico – conclude – una figura che possa dedicare alla causa molte più forze di quanto non possa fare io”. Tanti voti anche per Riccardo Talenti (132), figura non nuova al consiglio, che ritorna dopo 3 anni di riposo: “questa votazione è stata un segnale forte del territorio, per il territorio. Importanti saranno però gli innesti dei giovani e dei produttori che si sono affacciati da poco sul territorio. È un mix vincente che porterà sicuramente qualcosa di buono”. Molti voti (123) per un volto nuovo del consiglio, Tommaso Cortonesi de La Mannella, al suo primo mandato: “Sono molto contento di tutta la stima e la fiducia dei miei colleghi. Ho visto molti giovani come me nella lista e sono sicuro che sapremo far bene e proseguire l’ottimo lavoro portato avanti da Fabrizio Bindocci e dal consiglio precedente. La lista, fatta da tanti imprenditori del territorio, giovani e nomi di aziende importanti, sarà sicuramente all’altezza della situazione”.
Molti volti nuovi ma, come già anticipato, anche tante vecchie conoscenze tra cui Andrea Machetti, uno dei possibili candidati alla presidenza già dai rumors che hanno accompagnato l’iter di queste elezioni: uomo esperto e che conosce bene le dinamiche consortili e che, da tempo, contribuisce fattivamente nel Consorzio del Brunello.
La sorpresa arriva poi da candidati come Stefano Cinelli Colombini, di una delle cantine, la Fattoria Dei Barbi, che ha scritto la storia del territorio, che, dopo esser rimasto fuori alle scorse elezione e alla vigilia di questo nuovo banco di prova dato per sfavorito, è riuscito a rientrare nella rosa dei 15 che guiderà il Consorzio nei prossimi tre anni. Altro nome importante è quello di Maria Allegrini, griffe eccellente dell’Amarone che da alcuni anni produce Brunello a San Polo: un volto nuovo nel cda del Consorzio ma che può dare, attraverso nuove e diverse prospettive, grandi spunti per la crescita del territorio.

Con Bindocci, dal disciplinare alla Fondazione

“Auguro a questo nuovo gruppo di lavorare in armonia per la crescita e lo sviluppo del Brunello e del territorio in cui questo prezioso nettare nasce. Sono sicuro che sia un team qualificato e competente, assolutamente in grado di fare un ottimo lavoro, portare avanti i progetti ereditati dal consiglio uscente, creare nuovi spunti e studiare nuove iniziative utili non solo ai produttori di Brunello e agli amanti dei vini che a Montalcino si producono, ma a tutti coloro che abitano e vivono il territorio e che qui ogni giorno arrivano”. Questo, all’indomani dalle elezioni del nuovo direttivo del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, l’augurio del presidente uscente, Fabrizio Bindocci fatto attraverso la MontalcinoNews ai 15 consiglieri eletti ieri in tarda serata nell’assemblea dei soci. “È finito il nostro mandato – prosegue Bindocci – e devo dire la verità, sono oltremodo orgoglioso di essere stato il presidente di questo ente e di aver potuto ricoprire questo prestigioso e importante ruolo. Gli ultimi tre anni sono stati molto impegnativi, ma anche ricchi di soddisfazioni e iniziative. Un primo passo importante è stato fatto con l’approvazione, da parte dei produttori, delle modifiche apportate ai disciplinari di produzione che il Consorzio tutela, divenute necessarie e indispensabili per la salvaguardia delle Denominazioni di Montalcino. Ma non ci siamo fermati qui. Il 2016 è stato l’anno più significativo per il nostro mandato e della svolta per il Consorzio del Brunello: abbiamo potuto, dopo un lungo lavoro di relazioni e sinergie, avviare i lavori, nel complesso dell’ex Convento di Sant’Agostino, uno dei luoghi simbolo della città di Montalcino, dove sorgerà la nuova sede del Consorzio. Altra operazione importante, per cui è stato firmato l’atto notarile e che lasciamo nelle mani di coloro che stanno prendendo il nostro posto, è la costituzione della “Fondazione Territoriale Brunello di Montalcino”, nata per sostenere finanziariamente progetti di sviluppo sul territorio”.