Paolo Fresu a Montalcino racconta il connubio tra musica e vino

Chiude con il “botto” la strepitosa edizione n. 19 di “Jazz & Wine in Montalcino”, con lo storico quintetto capitanato da Paolo Fresu, jazzista italiano di fama internazionale, che per la prima volta è salito sul palco della rassegna promossa da Banfi, cantina leader del Brunello di Montalcino, in collaborazione con la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz di Roma e il Comune di Montalcino. Un finale scoppiettante con un’analisi di Fresu, che ai microfoni della MontalcinoNews ha analizzato il binomio musica d’autore e vino di qualità.

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Nipote Merkel dice sì a Montepulciano, ma beve Brunello

Dai vigneti di Brunello ai filari del Nobile, quello tra il figlio dell’imprenditore tedesco proprietario del colosso degli autonoleggi, Sixt, e la nipote di Angela Merkel, che, da rumors della MontalcinoNews, agenzia di comunicazione territoriale, si diranno sì domani nella rinascimentale Basilica di San Biagio a Montepulciano, sarà un matrimonio da favola in “salsa italiana”. Non solo per la location, a cavallo tra due dei territori del vino più famosi, ma anche per i banchetti dove ad accompagnare i piatti dello chef Chicco Cerea, tre Stelle Michelin del ristorante Da Vittorio a Brusaporto (Bergamo), ci sarà nei calici il Brunello di Montalcino. Da giorni, a Montalcino si lavora alacremente per organizzare le nozze vip superblindate e il dispiegamento di forze dell’ordine, tra cui l’esercito, lasciano presagire la presenza tra i 500 selezionatissimi invitati, anche della Cancelliera tedesca, che da sempre ama l’Italia e dove spesso sceglie di trascorrere le sue vacanze.
Tensostrutture gigantesche che si affacciano sulle vigne di Brunello, staff di cuochi e camerieri, un “esercito” di guardie del corpo e addetti alla sicurezza, perfino un servizio sanitario completo di ambulanze: tutto, da indiscrezioni della MontalcinoNews, è pronto per festeggiamenti da mille e una notte. Ma come si svolgeranno le celebrazioni? Da almeno cinque giorni sono stati prenotati ben tre Castelli, gioielli storico-artistici: Castello Banfi e la Velona a Montalcino, e Castel Porrona a Cinigiano. Proprio quest’ultimo, sarà questa sera la suggestiva ed affascinante location di una vera e propria “Festa all’italiana” che, coinvolgendo tutto il borgo, ricorda da vicino una sagra di Paese, ma con un’eccezione degna di nozze da vip: una “cena all’italiana” con la regia dello chef tristellato Chicco Cerea, tra polenta condita con carni e pesce, salumi e formaggi Dop e carri “allegorici” di frutta e verdura, Salvatore Salvo, tra i più celebri pizzaioli italiani, in arrivo direttamente da Napoli con il suo forno a legna per preparare la sua pizza, e le celebri mozzarelle espresse di Raffaele Barlotti. Ad accompagnare il tutto, nei calici, ci sarà il Brunello di Montalcino, accanto ad altre etichette rigorosamente del territorio. Per la cerimonia, la “carovana”, si sposterà a Montepulciano, quando, alle 11, gli sposi pronunceranno il “sì” nella Basilica di San Biagio, per poi tornare a Montalcino, per un ricevimento a Le Marchegiane, tra i vigneti di Brunello – con un panorama che spazia dal Monte Amiata fino alla Maremma – dalle 19 andrà avanti fino alle 5 del mattino e che vedrà nuovamente impegnato, nella realizzazione dei piatti, lo chef Cerea e la sua brigata.

“Banfi Wine & Design”: 6 etichette celebrano il Brunello

Nato dalla collaborazione di Banfi con MOS (Matter of Stuff) e OCrA (Officina Creativa dell’Abitare), “Banfi Wine & Design” è un progetto artistico che celebra il carattere esclusivo del vino simbolo della cantina leader del territorio: il Brunello di Montalcino Castello Banfi.
Maturato sulla scia della prima edizione di “MOS Designer Residencies Competition” – concorso in cui promettenti designer hanno potuto progettare, sviluppare e realizzare le proprie opere grazie a Toscari e Carrara Design Factory, aziende toscane leader nella realizzazione di oggetti unici di design e di alta qualità in materiali come il metallo, il vetro e il marmo – “Banfi Wine & Design” ha dato modo ai 6 vincitori (Alessandro Zambelli, Nina Cho, Olga Bielawska, Tim Vanlier, Tomas Gabzdil Libertiny, Studio UUfie) di esprimersi attraverso il loro genio ispirandosi al “re” del Sangiovese.
Ma come nasce il “Banfi Wine & Design”? Il talento dei questi 6 giovani designer è stato così travolgente che Banfi ha deciso di lanciare loro una vera e propria sfida, chiedendogli di creare una speciale etichetta che andasse a raccontare una speciale edizione limitata di Brunello di Montalcino Castello Banfi 2011. Il progetto prevede la produzione di casse in legno personalizzate contenenti sei bottiglie numerate, da 750 ml., e con un’etichetta creata da ciascun artista.
I designer hanno tratto ispirazione dalla loro personale reinterpretazione dell’etichetta ufficiale del Brunello Castello Banfi, guidati nel loro lavoro dai sei pilastri su cui si fonda la filosofia della cantina di Montalcino: territorio, tradizione, innovazione, qualità, passione e sostenibilità.
Le bottiglie di Banfi Wine & Design saranno battute all’asta a settembre durante la London Design Festival, oltre che successivamente a New York e Hong Kong. Il ricavato delle aste sarà devoluto in beneficienza.

Con Banfi torna “Jazz & Wine in Montalcino”

Da quasi 20 anni la celebre cantina di Montalcino, fa incontrare i suoi vini con i più grandi musicisti italiani ed internazionali.
Appuntamento fisso per gli amanti della musica jazz e dei grandi vini, nato dalla collaborazione tra Banfi, cantina leader del Brunello di Montalcino, la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz di Roma ed il Comune di Montalcino, “Jazz & Wine in Montalcino” porterà sui palcoscenici di Castello Banfi e della Fortezza di Montalcino, due tra i gioielli simbolo del territorio, un ricco calendario che spazia tra varie forme jazz.
Calici alla mano, il primo appuntamento dell’edizione n. 19 è domani tra le storiche mura di Castello Banfi, con il trio del pianista e cantante afroamericano Johnny O’Neal. Dal 13 luglio, come da tradizione, il festival si trasferisce nella trecentesca Fortezza di Montalcino con una big band – 20 elementi in tutto – nata per celebrare il grande binomio che ha reso questo festival famoso nel mondo: la Jazz & Wine Orchestra diretta da Mario Corvini (insieme a Ronnie Cuber e Susanna Stivali). Il 14 luglio a salire sul palco, Ronnie Cuber e Tonino Horta Quintet. Il 15 luglio è la volta del livornese Bobo Rondelli con il suo progetto teatrale “Ciampi ve lo faccio vedere io”. Il 16 luglio si continua con il sax di Gaetano Partipilo in “Besides Live”. Ospite speciale per “Jazz & Wine” la voce splendida e carica di groove di Simona Bencini, voce storica dei “Dirotta su Cuba”. Grandissimo appuntamento il 17 luglio con il debutto sul palco di “Jazz & Wine in Montalcino” del celebre jazzista italiano, di fama internazionale, Paolo Fresu Quintet.
Il Festival sarà anche a Giampiero Rubei,ideatore, anima e cuore del “Jazz & Wine”. Nel segno della continuità, la Direzione Artistica è affidata al figlio, Paolo Rubei.
Chicca di questa edizione di una delle rassegne più longeve d’Italia sarà, in occasione del concerto inaugurale del 12 luglio a Castello Banfi, la presentazione alla stampa dei lavori realizzati durante la Montalcino Wine and Design Week. Sei designers di fama internazionale, mostreranno le opere sviluppate in collaborazione con produttori toscani leader di marmo e metallo. Le opere, in mostra nei giorni successivi ad OCrA e Castello Banfi, saranno battute all’asta nella Fashion & Design Week di Londra, il prossimo settembre. Il progetto è frutto della collaborazione di Banfi con Matter of Stuff (piattaforma di design con sede a Londra, fondata nel 2014 dagli architetti Simona Autieri e Sofia Steffenoni) e OCrA (Officina Creativa dell’Abitare, un’officina di arte e cultura, punto di riferimento nel territorio di Montalcino, dove si coltivano talenti e idee legati al concetto dell’Abitare).
E continua il gemellaggio tra “Jazz & Wine in Montalcino”, “Jazz & Wine of Peace” di Cormòns e “Zola Jazz & Wine”. Toscana, quindi, Friuli Venezia Giulia ed Emilia, unite all’insegna della musica di qualità e del buon vino e accomunate dalla stessa passione per il grande jazz.

Il Brunello fa breccia in Corea del Sud grazie a Col d’Orcia

Col d’Orcia alla conquista dei nuovi mercati orientali. L’azienda biologica di proprietà del conte Francesco Marone Cinzano ha cominciato infatti a diffondersi, beneficiando degli accordi commerciali stipulati dall’Unione Europea con i paesi extraeuropei, in Corea del Sud, diventando un ambasciatore del nostro territorio. Grazie alla qualità dei prodotti esportati è riuscita a farsi largo in uno dei mercati più complessi per l’export del vino, entrando così anche tra i case study della Commissione Europea quale realtà medio/piccola che ha beneficiato degli accordi extracontinentali.
“Esportiamo in tutto il mondo ma la Corea del Sud è un caso emblematico per la nostra azienda – spiega il presidente di Col d’Orcia a La Nazione – infatti è stato possibile abbattere gli alti dazi doganali, che compromettevano l’export dei vini italiani in Corea del Sud, e distribuire 1.500 bottiglie ogni anno, le quali contribuiscono a far crescere l’interesse dei coreani verso la Toscana, ed in particolare verso la Val d’Orcia e Montalcino. Da parte nostra confermiamo l’impegno ad utilizzare questa crescita per salvaguardare il nostro territorio e per farlo crescere grazie alla ricerca di nuove tecnologie in sintonia con l’ambiente”.

I Consigli Comunali dicono Sì alla Fusione

Per i Consigli Comunali di Montalcino e San Giovanni d’Asso il progetto di fusione deve andare avanti. Nei giorni scorsi infatti entrambe le assemblee hanno approvato la mozione unitaria dei gruppi di maggioranza e minoranza affinché i sindaci dei due comuni siano a richiedere alla regione di promulgare la proposta di legge per l’ipotesi di fusione. Ora la parola passa alla Regione Toscana che dovrà indire il referendum attraverso il quale cittadini si pronunceranno se ratificare o meno questa scelta.
Secondo la legislazione vigente questa decisione presenta molti aspetti positivi sotto il profilo amministrativo, economico e della valorizzazione e promozione dei territori. Innanzitutto se si sfrutta l’occasione data dalla finestra prevista dal legislatore, la fusione garantisce la possibilità per il costituendo Ente di mantenere la propria autonomia amministrativa senza dover confluire obbligatoriamente nelle Unioni de Comuni al pari della possibilità di riassumere integralmente il personale che andrà in pensione, contrariamente a quanto avviene ordinariamente ove è consentita una assunzione ogni quattro pensionamenti, consentendo al comune di poter continuare a garantire i sevizi erogati a cittadini che diversamente sarebbero a rischio.
Non meno rilevante la norma attuale prevede importanti incentivi economici nell’ordine di svariti milioni di euro in 10 anni, che consentirebbero importanti investimenti in infrastrutture e servizi anche con operazione di riduzione della tassazione per garantire una maggiore equità sociale.
Ma non solo. Come sottolinea il Sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli “i gruppi consiliari di maggioranza e minoranza hanno giustamente valutato e proposto l’ipotesi fusione la quale è un’opportunità, per i nostri cittadini affinché si possa mantenere i livelli di interesse sui servizi (scuole, trasporti, servizi sociali e sanitari etc..) che diversamente sarebbero a rischio numerico, al pari del poter garantire ai cittadini buoni standard nei servizi di prossimità, razionalizzando i costi di gestione delle amministrazioni fuse e garantendo il turnover integrale nei dipendenti, diversamente non reintegrabili con le norme attuali che prevedono una assunzione ogni quattro pensionamenti e mi domando come faremo a tenere aperti gli uffici, a garantire il trasporto scolastico, il taglio dell’erba, l’organizzazione delle manifestazioni e garantire i servizi in generale? Per un territorio con una storia ed una rilevanza economica come il nostro è determinante mantenere la propria autonomia amministrativa senza essere costretti a dover entrare in contenitori, come sono le unioni dei comuni, non consoni per la nostra realtà; così facendo continueremo a mantenere il centro decisionale nel nostro comune senza doverlo conferire per legge a realtà esterne, in definitiva l’affermazione della nostra indipendenza a fronte di una deriva centralista. Se poi in futuro le norme cambiassero e fossimo costretti a ragionare in termini diversi comunque avremmo la possibilità per la nostra estensione e confini di poter scegliere con chi collaborare, senza costrizioni, al pari di essere noi stessi soggetti aggregatori. L’istituendo comune nasce già con indubbi vantaggi sia per il turismo sia per le imprese locali, in quanto trattasi di territori con peculiarità paesaggistiche, storico culturali, produttive uniche. Qual è quel comune che al suo interno può vantare delle produzioni inimitabili ed invidiate in tutto il mondo come il Brunello, il tartufo bianco, il miele, l’olio, i formaggi, lo zafferano in contesto rurale e paesaggistico di biodiversità come quello del costituendo Comune di Montalcino ove il paesaggio sito Unesco si coniuga con le bellezze della Val d’Asso, la francigena, il treno storico Natura, attraversando i nostri centri storici sino all’Abazia di S. Antimo ed alla Grancia di Montisi. Le produzioni come il tartufo, unitamente alla risorsa termale, quest’ultima presente in entrambi comuni, potranno contribuire con le tradizioni, l’arte, la culture e le iniziative che dovranno esse messe a sistema, a destagionalizzare in nostri luoghi che soffrono troppo i mesi invernali e non possono più permetterselo”.
“Anche il Consiglio Comunale del mio Comune – aggiunge Fabio Braconi Sindaco di San Giovanni D’Asso – ha condiviso in maniera unitaria tutto il percorso che ha portato a questa decisione. Nel percorso fin qui svolto abbiamo cercato di coinvolgere e informare tutta la Cittadinanza e posso dire che per adesso abbiamo riscontri positivi. Senza aggiungere altro a ciò che ha spiegato il Sindaco di Montalcino Franceschelli, che condivido in pieno, aggiungo anche che la debolezza amministrativa, vicina al collasso, del mio Comune potrebbe mettere a rischio l’erogazione di tutti i servizi. E’ necessario intraprendere questa strada per dare garanzie di continuità all’erogazione degli stessi e nuove prospettive alla nostra comunità. Tutto questo potrà avvenire se saremo un corpo unico con Montalcino in modo da offrire nuove opportunità di crescita e di sviluppo a tutto il nostro tessuto sociale e economico nel breve e medio periodo. Oltre a questo considero l’istituzione del Municipio di San Giovanni D’Asso un baluardo a garanzia dell’erogazione dei servizi di prossimità e della salvaguardia dell’identità storico-culturale del territorio. Il costituendo Comune di Montalcino avrà la forza necessaria per garantire il mantenimento dei servizi e degli uffici non direttamente erogati dall’Amministrazione Comunale come le Poste la Caserma dei Carabinieri e i servizi Sanitari e potrà essere un’importante leva di sviluppo per tutto il territorio nel suo insieme”.
Positivo anche il commento del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino che desidera sottolineare come “sarà un’opportunità perchè la fusione porterebbe elementi interessanti. Ad iniziare dal mantenimento del nome Montalcino, molto importante dal punto di vista dell’immagine del Brunello. Inoltre ci sarebbero i vantaggi legati al connubio Brunello – tartufo per portare più turismo sul territorio tra l’autunno e l’inverno, da sempre un periodo di bassa stagione nella zona”.
Per quanto riguarda invece l’aspetto molto delicato, relativo alle zone di produzione del Brunello il Consorzio ribadisce che “rimarranno quelle attuali senza nessuna modifica. Del resto, nella proposta di modifica del disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata e garantita del vino “Brunello di Montalcino”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 3 agosto 2015, è espressamente detto che la zona di produzione delle uve atte a produrre il vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita “Brunello di Montalcino” comprende l’intero territorio amministrativo del comune di Montalcino in provincia di Siena, così come delimitato alla data dal 30 novembre 2011 (data di approvazione del disciplinare di produzione consolidato). Ed anzi, nessun ampliamento della superficie vitata è previsto nemmeno entro i limiti già prefissati, fino al 2016. Inoltre, sempre a tutela della qualità e quindi del consumatore, già da anni il Consorzio ha scelto addirittura di diminuire le rese per ettaro: per la vendemmia 2015, ad esempio, da 80 quintali ad ettaro (come da disciplinare) si è scesi a 65 quintali/ettaro e 75 quintali per il primo ettaro per ciascuna azienda, scelta confermata anche per l’annata 2016 nell’assemblea del 31 maggio scorso. Questo oltre che per garantire la qualità serve anche a contenere il numero delle bottiglie e quindi mantenere congruo il prezzo del vino. Non avrebbe dunque senso andare ad aumentare le superfici vitate. Il Consorzio ricorda infine che queste ultime (nel complesso 3.500 ettari, di cui solo 2.100 a Brunello) sono la minima parte del territorio montalcinese, che è di ben 24mila ettari”.
Le prossime tappe: il Presidente della Regione dovrà, prima del 1° agosto, emanare un decreto che avvii le procedure che porteranno i cittadini alle urne che, attraverso un referendum (tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre) si esprimeranno sulla proposta di fusione. Se la cittadinanza voterà a favore dell’unione, il Presidente della Regione Toscana, attraverso apposita legge, istituirà il costituendo Comune di Montalcino, allargato al territorio di S. Giovanni d’Asso che sarà qualificato come Municipio. Così si arriverà allo scioglimento dei consigli comunali (entro il 31 dicembre) e all’insediamento, dal 1° gennaio 2017, di un Commissario Prefettizio che avrà il compito di traghettare alle elezioni, che si terranno nei termini di legge tra il 10 aprile e il 10 giugno, il “Comune di Montalcino allargato al territorio di San Giovanni d’Asso”.

Nelle notti di agosto torna a Montalcino “Calici di Stelle”

Mettete insieme la magia del cielo d’estate, una pioggia di stelle cadenti ed il sapore inconfondibile del Brunello di Montalcino. Per la notte di San Lorenzo, le cantine del Movimento Turismo del Vino tornano ad animare Montalcino attraverso una serata di degustazioni, al Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello. Tutti pronti, dunque, per l’appuntamento imperdibile di venerdì 12 agosto, dalle ore 17.30.

La Porsche è come il Brunello

La classe non è acqua, di sicuro è vino e soprattutto il Brunello di Montalcino. A ricordarlo è GQ Italia, la rivista trimestrale statunitense dedicata all’universo maschile, attraverso un pezzo su “Le 15 auto più stilose di sempre”. Ma cosa c’entrano le auto con il nettare di Bacco? Come esistono auto potenti lussuose così anche nel mondo dell’enologia esistono vini possenti e costosi. E molte sono le similitudini tra i motori ed i ruggenti Rossi italiani. Ma a quale auto di lusso è stato paragonato il Brunello nella famosa rivista. Ovviamente al simbolo di stile ed eleganza: la Porsche. “Presentata nel 1963v – si legge su GQ Italia- e ancora in produzione, è considerata da molti la vettura sportiva migliore di sempre. Giunta oramai alla centesima serie (non è vero, sono meno), brilla per figaggine in particolare in alcune annate – proprio come un buon vino, per capirsi un Brunello di Montalcino. Il nostro “sommelier” consiglia: 911 S del 1967, 911 Turbo del 1975 o una ottima 911 Speedster del 1989”.
Ennesima dimostrazione che il Brunello non solo è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, ma che ha un posto, più che meritato, nell’olimpo dei prodotti di altagamma.

Banfi e “Jazz & Wine in Montalcino”

Per il diciannovesimo anno consecutivo torna la musica jazz tra i vigneti del Brunello di Montalcino. Dal 12 al 17 luglio musicisti italiani ed internazionali di grande prestigio artistico, celebreranno sul palco montalcinese l’incontro tra la grande musica jazz e il vino di qualità. Nata dalla collaborazione tra Banfi, la nota azienda vinicola di Montalcino, la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz di Roma ed il Comune di Montalcino, la prestigiosa rassegna ha in serbo un ricco calendario che spazia tra varie forme jazz, con 6 concerti dal 12 al 17 luglio. Per il 19° anno consecutivo musicisti italiani ed internazionali di grande prestigio artistico,celebrano sul palco montalcinese l’incontro tra la grande musica jazz e il vino di qualità, L’appuntamento per il primo concerto, martedì 12 luglio, è all’interno delle storiche mura di Castello Banfi, con il trio del pianista e cantante afroamericano Johnny O’Neal. Dal 13 luglio il festival si trasferisce nella trecentesca Fortezza di Montalcino con una big band – 20 elementi in tutto – nata per celebrare il grande binomio che ha reso questo festival famoso nel mondo: la Jazz & Wine Orchestra diretta da Mario Corvini (ft. Ronnie Cuber e Susanna Stivali). Il 14 luglio la rassegna prosegue con Ronnie Cuber e Tonino Horta Quintet. Venerdì 15 luglioè la volta del livornese Bobo Rondelli che sul palco ilcinese presenta il suo progetto teatrale “Ciampi ve lo faccio vedere io”. Sabato 16 luglio si continua con il sax di Gaetano Partipilo in “Besides Live”. Ospite speciale per il festival Jazz&Wine la voce splendida e carica di groove di Simona Bencini, voce storica dei Dirotta su Cuba. Domenica 17 luglio ci attende un finale straordinario, con il debutto sul palco di Jazz&Wine in Montalcino del celebre jazzista italiano, di fama internazionale, Paolo Fresu Quintet. Questa edizione del festival si affianca ad una grande novità. Il 12 luglio, in occasione del concerto inaugurale a Castello Banfi, saranno presentati alla stampa i lavori realizzati durante la Montalcino Wine and Design Week in cui sei designers di fama internazionale, hanno sviluppato le loro opere in collaborazione con produttori toscani leader di marmo e metallo. Le opere, in mostra nei giorni successivi presso la sede di OCRA e Castello Banfi,saranno vendute all’asta durante la Fashion & Design Week di Londra,il prossimo settembre. Il progetto è frutto della collaborazione di Banfi con Matter of Stuff (piattaforma di design con sede a Londra, fondata nel 2014 dagli architetti Simona Autieri e Sofia Steffenoni) e OCRA (Officina Creativa dell’Abitare, un’officina di arte e cultura, punto di riferimento nel territorio di Montalcino, dove si coltivano talenti e idee legati al concetto dell’Abitare). Per il diciannovesimo anno consecutivo due piaceri così intimi ed intensi, la musica jazz ed il grande vino di qualità, celebrano con crescente successo il loro entusiasmante incontro nella città simbolo del Brunello, Montalcino. Confermato il gemellaggio tra Jazz & Wine in Montalcino, Jazz&Wine of Peace di Cormòns e Zola Jazz & Wine. Toscana, quindi, Friuli Venezia Giulia ed Emilia, unite all’insegna della musica di qualità e del buon vino. Un confronto imperdibile, con realtà territoriali e produttive diverse tra loro, ma accomunate dalla stessa passione per il grande jazz. Il festival sarà anche un tributo alla memoria del compianto Giampiero Rubei,ideatore, anima e cuore del Jazz & Wine. Nel segno della continuità, la Direzione Artistica è affidata al figlio, Paolo Rubei.

“BaroloBrunello” arriva a Montalcino

Eleganti e longevi, due vini che rappresentano il volto più prestigioso dell’enologia italiana, riconosciuti in tutto il mondo come i brand per eccellenza del Made in Italy Piemonte e Toscana di nuovo insieme per una degustazione speciale. Torna, sabato 12 e domenica 13 novembre 2016, nel Chiostro di Sant’Agostino a Montalcino, la terza edizione di “BaroloBrunello”, confermando un appuntamento che punta a divenire una tradizione. Il primo, il Barolo, nasce nel cuore delle Langhe, Patrimonio dell’Umanità per il paesaggio vitivinicolo: è stato il vino dei re della casa Savoia, ma è anche definito nel settore “il re dei vini”. Il secondo, il Brunello, è il frutto dei vigneti delle colline toscane senesi intorno a Montalcino, primo vino a essere entrato nelle più importanti aste internazionali delle bottiglie da grande invecchiamento. Molte affinità ma anche tante marcate differenze, tradizione e spirito d’innovazione, caratteristiche e aneddoti che da sempre scatenano discussioni tra gli esperti e accesi confronti: ma anche stretti rapporti che li accomunano, come il lavoro dell’uomo in vigna, le storie di famiglia e di territorio. Il Barolo ed il Brunello si incontrano a Sant’Agostino, uno dei simboli di Montalcino che racchiudono la storia, l’arte e la cultura del territorio, per un evento unico nel panorama italiano riservato al pubblico di appassionati e professionisti del settore. Sabato 12 e domenica 13 novembre 2016 il nuovo, grande confronto diretto con produttori che hanno scritto la storia del vino nel mondo e che, praticamente, solo in questa occasione è possibile incontrare fianco a fianco. L’evento, promosso da WineZone, che si occupa di progettare e realizzare manifestazioni di comunicazione integrata legati al mondo del vino, prevede una due giorni di degustazioni e seminari ed una esclusiva Cena di Gala per un confronto diretto con i produttori. In assaggio oltre 40 prestigiose etichette. Per il Barolo, scenderanno in campo Boroli, Castello di Verduno, Cavallotto, Ceretto, Comm. G.B. Burlotto, Damilano, Elvio Cogno, Elio Grasso, Ettore Germano, Ferdinando Principiano, G.D. Vajra, G. Alessandria, Giovanni Rosso, Giulia Negri, Giuseppe Rinaldi, Marengo, Paolo Scavino, Parusso, Renato Ratti, Roberto Voerzio e Vietti. A rappresentare Montalcino ed il suo Brunello, invece, le etichette di Altesino, Baricci Colombaio Montosoli, Canalicchio di Sopra, Capanna, Caprili, Casanova di Neri, Cava d’Onice, Col d’Orcia, Cupano, Il Marroneto,Il Poggione, La Mannella, Le Ragnaie, Lisini, L’Uccelliera, Mastrojanni, Pederi Salicutti, Pietroso, Poggio di Sotto, Salvioni, Talenti e Tenuta le Potazzine.