Cantine Aperte in Toscana presenta il vino a “fumetti”

Venticinque anni fa nasceva, proprio in Toscana, l’evento che ha rivoluzionato la comunicazione del vino. Cantine Aperte raggiunge l’edizione numero 25 in Toscana, là dove è nato in via sperimentale, il 28 maggio, quando, oltre 80 cantine del Movimento Turismo del Vino Toscana apriranno le porte agli enoappassionati, organizzando, per due giorni, eventi nell’evento che rappresentano un modo di festeggiare il vino italiano e toscano in particolare. “Ormai le cantine sono aperte tutto l’anno e l’enoturismo è un fenomeno in continua crescita – commenta il presidente di MTV Toscana, Violante Gardini – Cantine Aperte è quindi da considerarsi come la festa non solo del vino, ma per tutti gli appassionati di un tipo di turismo che nel nostro Paese rappresenta un modello di successo che ha cambiato il modo di conoscere e consumare il vino”.
La grande novità di questa venticinquesima edizione di cantine aperte sarà la collaborazione tra il Movimento Turismo del Vino Toscana e la fiorentina Scuola Internazionale di Comics, la più importante accademia internazionale per la formazione di artisti del fumetto. Grazie a questa partnership la Scuola metterà a disposizione dei fumettisti che si divideranno tra le cantine aperte nell’ultima domenica di maggio. Ogni cantina avrà un artista diverso che racconterà attraverso le immagini il vino “a fumetti” per l’appunto. Un modo per coinvolgere il visitatore, ma anche per dimostrare che la comunicazione di questo grande prodotto, il vino, sta cambiando. “Nasce con questi presupposti la collaborazione con la Scuola di Comics – continua Violante Gardini – e abbiamo scelto proprio Cantine Aperte per dare il via a questo percorso perché il fumetto riesce a esprimere con immediatezza ciò che racconta attraverso le immagini, un modo nuovo quindi per comunicare il vino ai consumatori, strizznando l’occhio soprattutto a coloro che si avvicinano al nettare di Bacco”.
Oltre alle dimostrazioni artistiche dei fumettisti, le cantine che parteciperanno all’event, organizzeranno molte attività collaterali per fare da sfondo alle degustazioni. Dalla musica all’arte, dai giochi in campagna ai piatti tradizionali di ogni territorio. Ce ne sarà insomma per tutti i gusti in ogni denominazione del territorio toscano.

Focus – Cantine Aperte
Da 25 anni, nato proprio in Toscana, è oggi l’evento enoturistico più importante in Italia. Nel 1992 in Toscana partì come evento sperimentale, su idea della fondatrice e allora presidente del Movimento Turismo del Vino, Donatella Cinelli Colombini. Visto il grande successo che ebbe, dal 1993, ogni ultima domenica di maggio, le cantine socie del Movimento Turismo del Vino aprono le loro porte al pubblico, favorendo un contatto diretto con gli appassionati di vino. Cantine Aperte è diventato nel tempo una filosofia, uno stile di viaggio e di scoperta dei territori del vino italiano, che vede, di anno in anno, sempre più turisti, curiosi ed enoappassionati avvicinarsi alle cantine, desiderosi di fare un’esperienza diversa dal comune. Cantine Aperte è un marchio di proprietà del Movimento Turismo del Vino, registrato e protetto giuridicamente per contrastarne qualunque abuso/imitazione e garantire ai consumatori qualità e professionalità nell’accoglienza, tratti distintivi delle cantine MTV.

Focus – L’Associazione Movimento Turismo del Vino Toscana
L’Associazione Movimento Turismo del Vino Toscana è un ente non profit che raccoglie oltre 90 fra le più prestigiose cantine del territorio regionale, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti quello della qualità dell’accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione.

Antonio Conte: “mi piace molto il Brunello di Montalcino”

Ex centrocampista, ex Ct della Nazionale di calcio italiana ed oggi allenatore del Chelsea, Antonio Conte, si diverte con i giornalisti in conferenza stampa. Nel video uscito ieri su gazzetta.it, Conte parla di vino e moda. Alla domanda di un giornalista se ama e beve vino, risponde che non ne va pazzo ma che gli piace bere un buon bicchiere di vino rosso e aggiunge: “mi piace molto il Brunello di Montalcino, è ottimo per me!”.

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Donatella Cinelli Colombini alla deputazione generale Mps

“Sono felice di iniziare questa nuova avventura e, anche se restano ancora alcune nomine da fare, posso già dire che spero saremo un gruppo affiatato e che lavoreremo in comunione di intenti per gestire le risorse a nostra disposizione”. Questa la dichiarazione rilasciata alla MontalcinoNews da Donatella Cinelli Colombini, produttrice di Brunello nella cantina tutta al femminile Casato Prime Donne, e già, qualche anno fa, assessore al Comune di Siena, all’indomani della designazione come membro della deputazione generale del Monte dei Paschi di Siena, da parte del consiglio regionale. La scorsa settimana era stata la seconda commissione a dare il via libera alla proposta di designazione e, nella seduta di martedì, è arrivato il voto favorevole del consiglioha reso ufficiale la designazione. A caldeggiare il nome Cinelli Colombini il consigliere regionale Stafano Scaramelli, legato all’imprenditrice da un rapporto di stima. In commissione la candidatura della signora del Brunello aveva ottenuto sei voti favorevoli su dieci. Unica ad esprimersi contro la consigliera Simona Galletti del Movimento 5 Stelle. Si erano astenuti Jacopo Alberti e Roberto Salvini della Lega Nord e Marco Stella di Forza Italia. Voto favorevole da tutti i consiglieri del Partito Democratico.

BaroloBrunello ed i “maestri” del vino: dopo Barolo, Montalcino e Lugano, in programma una tappa a Milano

Tra “accademie”, “famiglie” e quant’altro, ora arrivano i “maestri” del vino: almeno cosi “Wine Zone” ha scelto di chiamare quelli di Barolo e Brunello di Montalcino, due dei vini più importanti d’Italia che, dopo aver rinsaldato il loro legame nei rispettivi territori di origine, hanno varcato i confini italiani e, con “BaroloBrunelloInternational”, l’evento firmato proprio da “Wine Zone” di Andrea Zarattini, Emanuele Varino e Stefano Pancera, sono approdati in Svizzera, a Lugano.
Una spinta decisiva a “varcare il confine”, arrivata dal successo della tappa a Montalcino (dopo le prime due a Barolo) di “BaroloBrunello”, che aveva suscitato l’interesse di oltre 600 visitatori provenienti da tutta Italia, ma anche da Argentina, Brasile, Svizzera, Germania, Spagna, Francia, Inghilterra, Norvegia, Polonia, Principato di Monaco, Serbia, Svezia, Russia, Usa e Giappone. Così, i “maestri” (Gian Piero Marrone, Giuseppe Mascarello e Figlio, Boglietti Enzo, Burzi Alberto, Cavallotto, Diego Conterno, Dosio, Elvio Cogno, Ettore Germano, Fratelli Alessandria, Giacomo Borgogno & Figli, Gianfranco Alessandria, Le Strette, Marengo Mario, Pelassa, Principiano Ferdinando, Rivetto dal 1902, Scarzello Giorgio & Figli, Vajra e Vietti per il Barolo; Banfi, Canalicchio di Sopra, Caprili, Casanova di Neri, Cava d’Onice, Col d’Orcia, Ferrero Claudia, Fuligni, Il Marroneto, La Mannella, Mastrojanni, Pietroso, Podere Le Ripi, Poggio di Sotto, Sanlorenzo, Talenti, Tenuta Il Poggione e Uccelliera per il Brunello di Montalcino) saranno protagonisti nel “Lac – Lugano Arte e Cultura”, centro culturale dedicato alle arti visive, sceniche e alla musica. Con “uno dei punti di riferimento culturali della Svizzera che diventerà, per la prima volta, parte integrante di una degustazione, evento da sempre fortemente legato agli spazi in cui si svolge.
Ma non finisce qui. Quello di “BaroloBrunello” sta diventando un vero e proprio tour che porta in giro per l’Italia e non solo le due rockstar del vino italiano. Il club dei “maestri” piemontesi e toscani è inarrestabile, infatti, e sembra che si stia già preparano una nuova tappa della kermesse, questa volta a Milano.

Il Brunello al Wine Spectator’s Grand Tour 2017

Montalcino fa la parte del leone, con ben 16 realtà enoiche presenti sul territorio che voleranno negli States dal 6 al 12 maggio, per il Wine Spectator’s Grand Tour 2017, uno dei road show più esclusivi e attesi, promosso dalla rivista che ha scelto una rosa di 240 vini tra tutti quelli che hanno conquistato un punteggio superiore a 90/100, che farà tappa a Las Vegas (6 maggio), Chicago (9 maggio) e Miami (12 maggio). Montalcino ed il suo Brunello confermano dunque il loro potenziale a livello mondiale e daranno bella mostra di sé in una delle “vetrine” internazionali più prestigiose confermando la passione americana per il “re” del Sangiovese.

Focus – Le cantine di Montalcino dello Wine Spectator’s Grand Tour 2017
Allegrini (è presente a Montalcino con San Polo)
Altesino
Antinori (è presente a Montalcino con Pian delle Vigne)
Castello Banfi
Bertani (è presente a Montalcino con Val di Suga)
Caparzo
Carpineto
Casanova di Neri
Ciacci Piccolomini d’Aragona
Marchesi de’ Frescobaldi (è presente a Montalcino con CastelGiocondo)
Fuligni
Luce della Vite
Siro Pacenti
Ruffino (è presente a Montalcino con Greppone Mazzi)
San Felice (è presente a Montalcino con Campogiovanni)
Valdicava

BaroloBrunello International sbarca a Lugano il 25 e il 26 marzo

Ai blocchi di partenza BaroloBrunello International, l’evento che si terrà questo fine settimana, il 25 e 26 marzo a Lugano. Forte del successo dell’ultimo incontro tenutosi lo scorso novembre a Montalcino, che ha suscitato l’interesse di oltre 600 visitatori provenienti da tutta Italia, ma anche da Argentina, Brasile, Svizzera, Germania, Spagna, Francia, Inghilterra, Norvegia, Polonia, Principato di Monaco, Serbia, Svezia, Russia, USA e Giappone, BaroloBrunello diventa sempre più completo e si apre ai mercati internazionali. La prestigiosa cornice del LAC. Lugano Arte e Cultura, centro culturale dedicato alle arti visive, sceniche e alla musica, è l’esclusivo teatro di questo primo appuntamento all’estero. Uno dei punti di riferimento culturali della Svizzera diventerà, per la prima volta, parte integrante di una degustazione – evento da sempre fortemente legato agli spazi in cui si svolge. Il vino è arte e dunque possiamo affermare che questi selezionati produttori italiani sono gli “artisti” di Langhe e Montalcino che espongono le loro opere in una struttura simbolo dell’arte contemporanea. Da questa edizione BaroloBrunello International introdurrà nella kermesse anche un nuovo spazio, il Cabinet Project, riservato esclusivamente agli operatori di settore che vogliano approfondire in incontri “one to one” i rapporti con i produttori selezionali per l’edizione Svizzera. La forza di BaroloBrunello sta nella rigorosa e indipendente selezione dei partecipanti scelti esclusivamente dal team di WineZone, coordinato da Andrea Zarattini, Emanuele Varino e Stefano Pancera, attraverso assaggi che seguono canali indiretti: acquisti in enoteca, manifestazioni, presentazioni alla stampa e cantine di collezionisti. “Solo dopo aver selezionato la cantina ci rechiamo dal produttore e nella sua vigna – precisa Andrea Zarattini di WineZone – senza mai richiedere campioni per procura e sempre dopo diversi assaggi, incontri, confronti. Oltre alla qualità premiamo l’idea e la rappresentatività che una cantina incarna del territorio d’appartenenza. L’eccellenza non si improvvisa, non si compra: si conquista”. Espositori selezionati e numero limitato di ingressi: questa è la formula vincente – secondo gli organizzatori di WineZone – per assicurare e favorire la relazione tra chi ama l’eccellenza vinicola italiana e i diretti artefici di quest’arte. Focus – I protagonisti di BaroloBrunello International Barolo Agricola Gian Piero Marrone, Az. Agr. Giuseppe Mascarello e Figlio, Boglietti Enzo, Burzi Alberto, Cavallotto, Diego Conterno, Dosio, Elvio Cogno, Ettore Germano, Fratelli Alessandria, Giacomo Borgogno & Figli, Gianfranco Alessandria, Le Strette, Marengo Mario, Pelassa, Principiano Ferdinando, Rivetto dal 1902, Scarzello Giorgio & Figli, Vajra, Vietti. Brunello di Montalcino Banfi, Canalicchio di Sopra, Caprili, Casanova di Neri, Cava d’Onice, Col d’Orcia, Ferrero Claudia, Fuligni, Il Marroneto, La Mannella, Mastrojanni, Pietroso, Podere Le Ripi, Poggio di Sotto, Sanlorenzo, Talenti, Tenuta Il Poggione, Uccelliera.

Keller vende Logonovo a Frescobaldi, ma conserva il vigneto di Malbec

Nel 2003, quando Marco Keller ha acquistato Logonovo a Montalcino, aveva in mente il progetto di un’azienda che sfruttasse un terroir ineguagliabile e incontaminato per realizzare “il vino che non c’era”. Contro ogni logica di territorio piantò Sangiovese, Petit Verdot, Syrah, Merlot, Sagrantino e per ultimo, 9.000 m di Malbec con marze provenienti da piante secolari argentine ancora su piede franco. Un piccolo vigneto con densità di impianto di 1 m x 1 m e con sistema di allevamento ad alberello che lui stesso definisce “assurdo” per la difficoltà di lavorazione ed i relativi costi. Si trova proprio davanti alla sua splendida casa (che resta di sua proprietà perché a Montalcino è facile arrivare se si è appassionati di vino, ma è difficile distaccarsene) e, forse proprio perché è il più difficile tra i suoi progetti, è una specie di figlio più amato degli altri.
Nel frattempo costruisce una bella e funzionale cantina che diventa il suo centro operativo. Due i vini prodotti negli 11 Ha di vigneto di proprietà: “Cinqueperlogonovo” prodotto tutti gli anni, come dice il nome stesso, dal blend dei 5 vitigni principali in percentuali diverse a seconda dell’andamento della vendemmia, e il “centopercento” frutto di un solo vitigno, il migliore prodotto ogni anno.
Con la vendemmia 2014 esce per la prima volta il frutto del vigneto di Malbec (piantato nel 2010) che viene chiamato “Vergena” dal nome del podere dove si trovano casa e vigneto. Si tratta di un blend con Merlot e Petit Verdot perché il vigneto è al primo anno di produzione e sembrava necessitare di “aiuto”. Stessa scelta per il 2015, ma i risultati delle due vendemmie sono così affascinanti che promettono benissimo anche dalla vendemmia 2016 a partire dalla quale il vino diventa un 100% Malbec. E’ il segno inequivocabile che la scelta di Marco Keller è giusta: quello di Montalcino è un terroir così formidabile che qualsiasi vitigno acquisisce un carattere unico.
Nel 2016 arriva la proposta dei Marchesi Frescobaldi di acquistare l’azienda. Marco Keller ci pensa a lungo, è un progetto cui è molto attaccato, forse quello cui si è più attaccato tra i tanti sviluppati in una vita costellata da successi. Ma quando si ama qualcosa si è capaci anche di lasciarla perché segua un destino ancora più felice dell’attuale. Il pregio della vendita ai Marchesi Frescobaldi è, infatti, anche quello di riunire sotto il tetto di Castelgiocondo, tutto il lascito Angelini alle Pie Disposizioni di Siena che l’hanno custodito per mezzo secolo evitando la cementificazione di una nuova cantina che era già stata deliberata.
Così decide di rispettare l’obiettivo che si era dato fin dall’inizio cioè di fare almeno 10 vendemmie e infatti Logonovo è nato 13 anni fa. Due soli crucci: non essere riuscito ad inaugurare la cantina in maniera adeguata e non aver piantato una piccola vigna con il Grenache. Ora i vini prodotti a Logonovo sono destinati a diventare bottiglie per appassionati che non rinunciano ad avere in cantina il frutto di un’esperienza di successo. Da ora in poi … fortunato chi potrà dire di averle assaggiate!
Adesso il progetto cambia e si sposta tutto sul Malbec e su Vergena, un’altra sfida che promette di essere altrettanto ben riuscita.

“Progetto Sanguis Jovis”: convegno a Vinitaly per la Fondazione Banfi

Vinitaly rappresenta da sempre una delle vetrine internazionali più importanti per le cantine di tutto il mondo, e Montalcino non è esclusa, per far conoscere non solo le diverse etichette prodotte ma anche la filosofia aziendale. E quale occasione migliore della kermesse veronese (9-12 aprile 2017) per dedicarsi anche alla cultura enologico-agronomica che sta dietro al calice di vino? La Fondazione Banfi per l’edizione 2017 di Vinitaly ha così deciso di organizzare, nella riproduzione del Castello di Poggio alle Mura, allestito all’interno della fiera un convegno dal titolo “Sanguis Jovis”. Interverranno il presidente della Fondazione Banfi, Rodolfo Maralli, il professor Attilio Scienza, Docente di Viticoltura, Dipartimento di Produzione Vegetale dell’Università degli Studi di Milano con lo studio dal titolo Il Sangiovese, Principe dei Rossi, il professor Ordi¬nario di Economia e Gestione delle Imprese alla Sapienza di Roma, Alberto Mattiacci, che presenterà il progetto “Sanguis Jovis” e modererà Giorgio Dell’Orefice, giornalista de Il Sole 24 Ore. L’appuntamento è per 9 aprile 2017 alle ore 15:00 (Stand Castello Banfi – Padiglione 9/D6).

Kerin O’Keefe e i giudizi sulla Riserva 2011

Dopo le recensioni sul Brunello di Montalcino 2012 è arrivato il momento, per Kerin O’Keefe, italian editor di “Wine Enthusiast” dal 2013, di dare i giudizi anche alla Riserva 2011.
Con il punteggio massimo assegnato, 96 punti, primeggiano Tenuta Greppo Biondi Santi e Il Colle. Seguono, a 95 punti, la Riserva 2011 di Collosorbo e Poggio di Sotto.

Focus – I punteggi al Brunello Riserva
96. Biondi Santi Brunello di Montalcino Riserva 2011
96. Il Colle Brunello di Montalcino 2011
95. Collosorbo Brunello di Montalcino Riserva 2011
95. Poggio di Sotto Brunello di Montalcino Riserva 2011
94. La Poderina Brunello di Montalcino Riserva Poggio Abate 2011
94. Podere Brizio Brunello di Montalcino Riserva 2010
93. Banfi Brunello di Montalcino Riserva Poggio alle Mura 2011
93. Caparzo Brunello di Montalcino Riserva 2011
93. Col d’Orcia Brunello di Montalcino Nastagio 2011
93. Villa Poggio Salvi Brunello di Montalcino Riserva 2011
92. Casisano Tommasi Brunello di Montalcino Riserva Colombaiolo 2011
92. La Gerla Brunello di Montalcino Riserva Gli Angeli 2011
92. Livio Sassetti Brunello di Montalcino Dieci 2007
91. Castelli Martinozzi Brunello di Montalcino Riserva 2010
91. Tassi Brunello di Montalcino Riserva Franci 2011
91. Podere Le Ripi Brunello di Montalcino Riserva I Lupi e Le Sirene 2011
91. SassodiSole Brunello di Montalcino Riserva 2010
91. Tenuta La Fuga Brunello di Montalcino Riserva Le Due Sorelle 2011
90. Campogiovanni Brunello di Montalcino Riserva Quercione 2011
90. Castiglion del Bosco Brunello di Montalcino Riserva Millecento 2011
90. Col d’Orcia Brunello di Montalcino Riserva Poggio al Vento 2010
90. Fattoria dei Barbi Brunello di Montalcino Riserva 2011
90. Le Macioche Brunello di Montalcino Riserva 2011
90. Marchesato degli Aleramici Brunello di Montalcino Riserva 2011
90. Sesti Brunello di Montalcino Riserva Phenomena 2011
90. Talenti Brunello di Montalcino Trentennale 2011
90. Tenuta di Sesta Brunello di Montalcino Riserva 2011
90. Villa al Cortile Brunello di Montalcino Riserva 2011
89. Màtè Brunello di Montalcino Riserva 2010
89. Val di Suga Brunello di Montalcino Poggio al Granchio 2011
88. Fanti Brunello di Montalcino Riserva Vigna Le Macchiarelle 2011
88. Fattoria La Lecciaia Brunello di Montalcino Riserva 2011
88. La Collina dei Lecci Brunello di Montalcino Riserva 2011
88. La Fornace Brunello di Montalcino Riserva 2011
88. Màtè Brunello di Montalcino 2011
88. Mocali Brunello di Montalcino Riserva 2011
88. Podere La Vigna Brunello di Montalcino Riserva 2011
88. Podere Paganico Brunello di Montalcino Riserva 2011
88. Sensi Brunello di Montalcino Boscoselvo 2011
88. Val di Suga Brunello di Montalcino Vigna del Lago 2011
87. Camigliano Brunello di Montalcino Gualto 2011
87. Citille di Sopra Brunello di Montalcino Riserva 2011
87. Val di Suga Brunello di Montalcino Vigna Spuntali 2011

Gardini: “il Brunello tra i migliori vini del mondo”

Per il sesto anno consecutivo Luca Gardini, uno fra i più talentuosi degustatori internazionali, suggerisce, sulla Gazzetta dello Sport, le sue etichette indimenticabili e, come ogni volta, il Brunello di Montalcino lascia il segno.
Dopo aver premiato un Porto, un Dom Perignon, il Barolo Cà d’Morissio di Mauro Mascarello, il Riesling di Prum e, lo scorso anno con 100/100, il Brunello Riserva Cerretalto 2010 di Casanova di Neri, quest’anno incorona, con 99 punti, Willi Schaefer Riesling Aulese Graacher Domprobst 2015. Al secondo posto, sempre con 99 punti torna il Brunello di Montalcino di Casanova di Neri con l’etichetta Tenuta Nuova 2012 seguito, sul terzo gradino del podio, dal Bordeaux 2015 Chateau Pichon Baron, sempre a 99 punti.
Nella classifica dei 50 più quotati vini secondo Gardini, sono altri i Brunello a comparire. Al n. 12 si trova il Brunello de Il Marroneto Madonna delle Grazie 2012 con 98 punti seguito dal Brunello 2012 Pianrosso di Ciacci Piccolomini d’Aragona al n. 25 con 96 punti, per chiudere al n. 30 con Le Potazzine che conquistano sempre 96 punti.