Vendemmia 2017: il punto

Work in progress per la vendemmia 2017 a Montalcino. Nonostante una primavera segnata da una carenza di precipitazioni, ad oggi, la vite non ha subito danni o problemi e le riserve idriche risultano essere sufficienti, anche per affrontare un’estate priva di pioggia. Come, infatti, si è potuto constatare in anni di siccità, la mancanza di precipitazioni non ha minato il potenziale delle vendemmie e non ha reso impossibili ottime annate di Brunello, anche se un po’ di pioggia non guasterebbe. In questa risulta difficile fare delle previsioni, una cosa, però, è certa: lavorare in vigna e tenere sotto controllo terreni e vegetazione.

Consorzio del Brunello a Vinexpo 2017

Hall 1, Tuscan Pavillon, Stand AB 72. Ecco le coordinate del Brunello di Montalcino all’evento internazionale tra i più importanti del settore Vinexpo 2017, a Bordeaux, di scena fino dal 18 al 21 giugno. Al tavolo consortile si potranno trovare le etichette di Altesino e Caparzo, Fattoria dei Barbi, Bottega, Capanna, Carpineto, CastelGiocondo – Marchesi Frescobaldi, Celestino Pecci, Col d’Orcia, Collosorbo, Donatella Cinelli Colombini, Il Poggione, La Fiorita, Poggio Antico, Poggio dell’Aquila, Poggio Il Castellare, Terre Nere e Uccelliera. In degustazione il Brunello 2012, la Riserva 2011, il Rosso di Montalcino 2014 e 2015, il Moscadello e il Sant’Antimo. Nato nel 1981, Vinexpo è sicuramente tra i saloni del vino più prestigiosi in Europa, e non solo per la località in cui si svolge, ma anche per il numero e il prestigio degli espositori.

Castello Banfi presenta il primo Bilancio di Sostenibilità

È attraverso il Bilancio di Sostenibilità che Banfi desidera rendere conto con piena trasparenza dell’impatto delle sue attività nel contesto sociale e ambientale dei territori in cui opera. Un progetto che viene da lontano: era il 2005 quando la cantina conquistava la certificazione etica, primo passo verso uno sviluppo sostenibile che oggi, per Castello Banfi, si è tradotto in realtà con un documento che mostra una realtà variegata che abbraccia diverse aree di business che si riflettono sul territorio e la comunità. Un progetto importante, per una delle aziende leader del Brunello, che inizia oggi e che, negli anni, potrebbe allargarsi e coinvolgere tutte le aziende del territorio.

“Benvenuto Brunello Italia ON TOUR!”

Per l’estate 2017, dalla collaborazione tra il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino e WineZone, un gruppo di professionisti che operano nell’ambito dell’ideazione, organizzazione e realizzazione di eventi legati al mondo del vino, nasce un nuovo modo di vivere i grandi vini di Montalcino. L’iniziativa si chiama “Benvenuto Brunello Italia ON TOUR!” e parte in agosto da Courmayeur con aperitivi, chiacchierate, incontri e divertimento.

Castello Banfi presenta il primo Bilancio di Sostenibilità

È attraverso il Bilancio di Sostenibilità che Banfi, cantina leader del territorio del Brunello, desidera rendere conto con piena trasparenza dell’impatto delle sue attività nel contesto sociale e ambientale dei territori in cui opera. Questa mattina, al Castello di Poggio alle Mura, gioiello e simbolo della cantina, è stato presentato il bilancio, redatto con il supporto tecnico-metodologico di Price Waterhouse Coopers, considerando le linee guida del Global Reporting Initiative (GRI), durante una tavola rotonda moderata da Giorgio dell’Orefice, firma del Sole 24Ore. Sono intervenuti il direttore generale di Banfi, Enrico Viglierchio, Paolo Bersani, partner – performance assurance leader di PWC e Carlo Alberto Pratesi, professore di Marketing, Innovazione e Sostenibilità all’Università Roma Tre. Una prima tappa, questa, per un progetto che viene da lontano. Era, infatti, il 2005 quando la cantina conquistava la certificazione etica, primo passo verso uno sviluppo sostenibile che oggi, per Castello Banfi, si è tradotto in realtà. Negli ultimi anni sono stati apportati importanti cambiamenti organizzativi all’interno della struttura delle società Banfi, con l’obiettivo di mantenere il giusto equilibrio tra la sostenibilità economica e sociale ed il sogno di realizzare progetti. Nel 2015 Banfi ha avviato il proprio percorso di rendicontazione delle tematiche sociali, ambientali ed economiche attraverso la redazione del “numero zero” del Bilancio di Sostenibilità. Con la redazione del N. 1, indirizzata a tutti i suoi stakeholder, l’azienda intende proseguire nel processo di rendicontazione delle tematiche di CSR, nella cui cura è quotidianamente impegnata, così come anche nella gestione delle relazioni con i propri interlocutori. Il documento rappresenta una realtà variegata come quella di Banfi, che abbraccia diverse aree di business riconducibili sinteticamente alla produzione e commercializzazione vitivinicola, oltre che all’ospitalità, attraverso il filo conduttore della Corporate Social Responsibility. I dati riportati in bilancio sono stati raccolti e verificati a cura dei diversi responsabili di funzione utilizzando i sistemi informativi aziendali, oltre alla specifica documentazione interna disponibile ed alle altre fonti ufficiali. Per la redazione di questa prima edizione sono stati individuati sette temi, a cui viene dedicato un capitolo ciascuno, trattati individuando gli stakeholder di riferimento e alcuni indicatori di performance che ne descrivono i tratti peculiari. Il periodo temporale considerato per il primo Bilancio di Sostenibilità è quello compreso fra il 1 gennaio 2016 e il 31 dicembre 2016. I dati e le informazioni riportate, laddove possibile, fanno riferimento anche ai precedenti due esercizi (2015 e 2014) offrendo in tal modo la possibilità di effettuare un confronto fra i dati di un intero triennio. Il ciclo di rendicontazione è annuale ed il perimetro di rendicontazione si estende alle società Banfi Agricola S.r.l. e Banfi S.r.l., per le quali non viene predisposto il bilancio consolidato per cui i relativi dati economico-finanziari sono acquisiti dai singoli bilanci d’esercizio. Ad oggi Banfi gestisce oltre 1.000 ettari di vigneto tra la Toscana e il Piemonte, con un fatturato che nel 2016 ha raggiunto 72 milioni di euro, toccando circa 90 paesi nel mondo. Un progetto importante, per una delle aziende leader del Brunello, che inizia oggi e che, negli anni, potrebbe allargarsi e coinvolgere tutte le aziende del territorio.

Maurizio Martina a Montalcino parla di lavoro e sostenibilità

“Penso che la legge che abbiamo approvato per contrastare il caporalato sia fondamentale per garantire la qualità del lavoro e dei diritti dei lavoratori. Era una legge tanto attesa e vado orgoglioso del fatto che sia stata tradotta in fatto. L’esperienza di Montalcino sia straordinaria e unica nel Paese. Il lavoro di equilibrio tra uomo e natura, produzioni e territorio sia fondamentale, in particolar modo in zone come questa. Lavoro da custodire e valorizzare ed aprire al mondo ma sempre con la gelosia di un contesto che non deve essere mai snaturato. Credo che, in tema di sostenibilità, a Montalcino si sia fatto molto in questi anni, soprattutto lavorando sul biologico. Siete un territorio dalla enorme vocazione biologica e dovete continuare ad esprimere questa leadership lavorando sempre più su questo tipo di produzioni”. Così Maurizio Martina, ieri a Montalcino – dopo aver visitato la nuova sede del Consorzio del Vino Brunello dove ha incontrato il presidente Patrizio Cencioni, che l’ha omaggiato del confanetto realizzato per i festeggiamenti dei 50 anni del Consorzio, ed alcuni produttori, per parlare del Brunello e dell’agricoltura italiana – dialogando di lavoro e sostenibilità in agricoltura, ha indicato, ai microfoni della MontalcinoNews, quale, secondo lui, sia la ricetta giusta, per un territorio come quello di Montalcino, per crescere ed evolversi, nel rispetto del territorio, della sua produzione e della sua natura paesaggistica.

Indicazioni Geografiche: accordo tra Europa e Cina

Come si legge su WineNews, Unione Europea e Cina hanno pubblicato formalmente un elenco di 200 Indicazioni Geografiche – 100 europee e altrettante cinesi – che potranno essere considerate “protette” reciprocamente attraverso un accordo bilaterale, che sarà firmato nel corso del 2017. Una pubblicazione, quella dell’elenco, redatto nel Summit Unione Europea – Cina, in cui emerge il primato italiano con ben 26 Ig presenti, ed il Brunello è tra queste, che facilita la protezione dei prodotti citati da imitazioni e usurpazioni e che intende essere un accordo dai reciproci vantaggi commerciali perché si pone come obiettivo l’aumento della consapevolezza dei consumatori nonché l’aumento della domanda di prodotti di alta qualità di entrambe le parti. Ad oggi le Indicazioni Geografiche registrate in Europa sono oltre 3.300 e sempre nell’Ue sono protetti anche altri 1.250 nomi non comunitari, soprattutto grazie a accordi bilaterali come quello con la Cina. In termini di valore, il mercato delle indicazioni geografiche dell’UE ammonta a circa 54,3 miliardi di euro e insieme costituiscono il 15% delle esportazioni totali di prodotti alimentari e delle bevande. Duecento, quindi, le Ig citate nel documento pubblicato il 2 giugno, di cui ben 26 italiane, che può vantare il primato di Paese con il numero più elevato di Indicazioni a cui viene riconosciuta la protezione internazionale: Aceto Balsamico di Modena, Asiago, Asti, Barbaresco, Bardolino Superiore, Barolo, Brachetto d’Acqui, Bresaola della Valtellina, Brunello di Montalcino, Chianti, Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, Dolcetto d’Alba, Franciacorta, Gorgonzola, Grana Padano, Grappa, Montepulciano d’Abruzzo, Mozzarella di bufala campana, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano, Prosciutto di Parma, Prosciutto San Daniele, Soave, Taleggio, Toscano, Nobile di Montepulciano. Con il rafforzamento di questo accordo bilaterale di cooperazione fra Cine ed Ue, si và a tutelare l’importante flusso di importazioni di prodotti agroalimentari europei che raggiungono ogni anno la Cina: una buona notizia per i produttori europei dal momento che quello dell’agroalimentare cinese è uno dei mercati più grandi al mondo, con prospettive di ulteriore crescita grazie ai gusti della nuova classe media che sceglie sempre più spesso di consumare prodotti alimentari europei. L’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche (www.aicig.it) enfatizza l’importanza di tale accordo per i prodotti italiani attraverso le parole del Segretario Leo Bertozzi, che ha spiegato come quello odierno sia “un risultato importantissimo che origina nel 2012 con il riconoscimento di un primo gruppo di 10 Indicazioni Geografiche europeee e altrettante cinesi. Detto risultato è foriero di tre interessanti assunti: dimostra l’importanza delle Indicazioni Geografiche a livello internazionale, apre le porte ad un ulteriore ampliamento del gruppo di 100 Ig anche ad altre Denominazioni in futuro e soprattutto smentisce l’azione del Consortium for Common Food Names fondato negli Stati Uniti, nato per opporsi alla tutela delle denominazioni registrate nell’Ue e quindi agente in direzione contraria alla Cina, che sta invece portando avanti una seria politica di riconoscimento delle Ig europee”.

Gambero Rosso: i giudizi sui vini di Montalcino

“La vera ed entusiasmante sorpresa di quest’anno è senza dubbio la sequenza del Rosso di Montalcino 2015, a mio avviso molto convincente nella media, con diverse punte interessanti. Sequenza che attribuisce una identità propria a questo vino, sempre un po’ sottovalutato in favore del Brunello”. Così, Paolo De Cristofaro, in trasferta a Montalcino con la squadra del Gambero Rosso per i consueti assaggi delle annate entrate in commercio all’inizio dell’anno, ha descritto il Rosso di Montalcino 2015. “Annata eterogenea per il Brunello 2011 Riserva – prosegue De Cristofaro – con vini carnosi e piacevoli e di pronta beva”. È poi la volta di Eleonora Guerini che, ai microfoni della MontalcinoNews, ha così descritto il Brunello 2012: “Annata eterogenea anche per il 2012, molto calda che ha favorito i versanti più freschi del territorio. Vendemmia pronta con frutto ben espresso, tannini non sempre omogenei e acidità a volte non perfettamente manifestata. Annata pronta con piacevolezza e belle sensazioni, che non ha nella longevità il suo punto di forza ma connota a Montalcino un ripensamento stilistico che rende onore alla Denominazione”.