A scuola di vendemmia, gli studenti dell’Agrario di Montalcino a lezione in vigna

A scuola di vendemmia a Montalcino. Una nuova e inedita esperienza per i ragazzi dell’Istituto “Ricasoli”di Siena che quest’anno ha introdotto, per la prima volta, una sezione nella patria del Brunello. Ieri mattina è stato il primo giorno in vigna per i ventidue studenti della classe Prima che, dopo essersi cambiati, con un mezzo della scuola e accompagnati dal docente, si sono recati presso l’azienda “Il Poggione”. Tema dell’esercitazione, ovviamente considerato il periodo, è stata la vendemmia. Gli studenti, muniti di paniere, forbici e attrezzi del mestiere, hanno così scoperto trucchi e tecniche sulla raccolta dell’uva, sulla manutenzione della vigna, oltre alla misurazione del livello degli zuccheri, tutti aspetti che rappresentano un momento fondamentale nel processo produttivo del vino. “Già a scuola – ha spiegato Luca Pastorelli professore di Esercitazioni Agrarie alla Montalcinonews – avevamo fatto una preparazione su cosa è la vendemmia. Con il direttore e il personale dell’azienda i ragazzi hanno potuto svolgere una serie di attività sul campo come, ad esempio, l’analisi degli zuccheri. Sono stati molto felici e motivati, d’altronde molti di loro vivono in campagna e conoscono già l’ambiente della vigna. Quella di oggi (ieri ndr) è la prima di una serie di attività che faremo una volta a settimana, stiamo stipulando delle convenzioni con delle aziende del territorio. Dopo la vendemmia, affronteremo il tema della raccolta delle olive e poi la sistemazione delle aree verdi”. Gli studenti, prima di recarsi in vigna, si sono intrattenuti con l’amministratore delegato de “Il Poggione”, Fabrizio Bindocci, che ha spiegato loro l’importanza di questo progetto su cui anche lui crede molto.

Nella top 50 dei “Best Italian Wine Awards” 2017 il Brunello di Montalcino occupa sei posizioni

“Best Italian Wine Awards” 2017, il Brunello di Montalcino non vince ma è ben rappresentato in classifica con sei aziende tra le prime cinquanta. Vince l’Oreno 2015 di Sette Ponti, un altro vino toscano. Il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2012 di Casanova di Neri, si classifica al quinto posto. Undicesima piazza invece per il Brunello di Montalcino Poggio di Sotto Riserva 2011 mentre al quindicesimo e al sedicesimo posto troviamo rispettivamente il Brunello di Montalcino Pianrosso 2012 di Ciacci Piccolomini d’Aragona e il Brunello di Montalcino 2012 prodotto da Biondi Santi. Scorrendo la graduatoria in venticinquesima posizione c’è il Brunello di Montalcino Riserva 2011 Le Potazzine, mentre al trentaquattresimo posto si piazza il Brunello di Montalcino 2012 di Col d’Orcia. La giuria era guidata da Luca Gardini e Andrea Grignaffini, con i Master of Wine Christie Canterbury (Usa), Tim Atkin (Uk) Kenichi Ohashi (Giappone) e Amaya Cervera (Spagna), e critici e giornalisiti italiani come Daniele Cernilli (Doctor Wine), Luciano Ferraro (Corriere della Sera), Antonio Paolini (L’Espresso), Marco Tonelli (Spirito di Vino) e Pier Bergonzi (Gazzetta dello Sport – Gazzagolosa). Oggi è in programma la premiazione ufficiale a Milano.

Il Brunello nella Top Hundred 2017 di Papillon

Presentati i Top Hundred 2017 di Papillon. Il progetto, portato avanti dai due giornalisti “con il papillon”, Paolo Massobrio e Marco Gatti, individua cento cantine nuove con un vino che possa salire agli onori del miglior vino d’Italia. I Top Hundred di Papillon saliranno sul palco milanese di Golosaria domenica 12 novembre, per la prima volta, perché da quindici anni non viene mai premiata la cantina degli anni precedenti. Nella lista dei cento è rappresentata anche la nostra città con il Brunello di Montalcino 2012 di Sassodisole e il Brunello di Montalcino 2012 prodotto da “Uccelliera”. Per quanto riguarda la categoria, introdotta lo scorso anno, “Fuori di top” (dove troviamo cantine, per lo più piccole o piccolissime e spesso nuove, con vini eccezionali scoperti a chiusura della selezione effettuata con degustazioni collettive) tra i trenta vini promossi direttamente sul campo o da Massobrio o da Gatti, c’è anche il Brunello di Montalcino Riserva “Lupi e Sirene” 2008 di Podere Le Ripi.

Nove aziende di Montalcino partecipano all’asta benedica dell’Associazione Tumori Toscana

Un’asta di beneficenza con i migliori vini italiani, per supportare l’Associazione Tumori Toscana (A.T.T.), impegnata nella cura gratuita e a domicilio dei malati oncologici. Succederà sabato 16 a Firenze, presso un gioiello d’architettura Liberty, il Tepidarium del Roster, con un battitore d’eccezione come Curzio Mazzi, direttore dell’Istituto Vendite Giudiziarie di Arezzo e Siena. Verranno venduti 47 lotti che rappresentano il meglio dell’enologia toscana. Dal Chianti Classico al Nobile di Montepulciano, dal Bolgheri al Montescudaio, fino al Brunello di Montalcino. A partecipare alla lodevole iniziativa anche nove aziende di Montalcino: Banfi, Cantine Leonardo da Vinci, Camigliano, Caparzo, Col d’Orcia, La Magia, Le Ragnaie, Tenuta San Giorgio e Villa Poggio Salvi.

Informazioni – Organizzata in collaborazione con Confesercenti Firenze e Fisar Delegazione Firenze, l’iniziativa, patrocinata dal Comune di Firenze, si svolgerà sabato 16 settembre alle ore 18 nel Giardino dell’Orticultura di Firenze. Ospite d’onore sarà Stefano Agnoloni, esperto di Lifestyle e Buone Maniere, che svelerà alcuni utili segreti sul mondo del vino. I fondi raccolti saranno impiegati per ampliare il servizio di Cure Domiciliari Oncologiche gratuite rivolto ai malati della Toscana. Per info e prenotazioni, contattare Paola Neri al 3356586211.

La famiglia Cotarella investe a Montalcino in una delle zone più storiche del territorio

La Famiglia Cotarella è pronta a mettere radici a Montalcino. Secondo quanto anticipato da WineNews, l’azienda di famiglia, fondata dai fratelli Renzo e Riccardo Cotarella, e ora guidata dalle figlie Dominga, Marta ed Enrica Cotarella, ha comprato cantina e vigneti (6 ettari di terreno, di cui 3,5 vitati tutti a Brunello di Montalcino) in una delle zone più storiche del territorio, tra la Fattoria dei Barbi di Stefano Cinelli Colombini e Podere Salicutti (acquistato nel 2016 dalla famiglia Eichbauer, big dell’edilizia in Germania e fondatrice del ristorante bistellato Michelin “Tantris” a Monaco di Baviera). Un arrivo importante, che porta il nome di una delle famiglie più importanti dell’enologia italiana contemporanea (Renzo Cotarella è uno degli enologi manager più affermati del Belpaese, Riccardo è enologo di fama mondiale, alla guida di Assoenologi e presidente della Union Internationale des Œnologues) nel cuore di uno dei territori del vino al top nel mondo, per un nuovo sodalizio all’insegna dell’eccellenza enoica. Una storia iniziata nel 1979, con la fondazione della Falesco (www.falesco.it) da parte di Renzo e Riccardo Cotarella, che si è sviluppata tra Umbria e Lazio, e che ora, sotto il nuovo brand “Famiglia Cotarella” sviluppato nel 2015 proprio per segnare il passaggio generazionale alla guida dell’azienda da parte di Dominga, Marta ed Enrica, continua tra vigneti che fanno parte del “gotha” vinicolo mondiale.

Nuovi voucher e vendemmia, parlano le associazioni che rappresentano i produttori

È un’annata difficile e anomala dal punto di vista climatico, che obbligherà (e sta obbligando) i produttori di vino di tutt’Italia a trovare soluzioni eccezionali in vigna e a seguire con un occhio attento le vinificazioni in cantina. A questo strano contesto si aggiunge, però, anche un problema pratico non indifferente, da mesi denunciato dai sindacati di categoria, Cia e Coldiretti in primis: i nuovi voucher (nel caso delle imprese si parla di Cpo, Contratti di Prestazione Occasionale, spiegati qui dall’Inps, https://goo.gl/eSxiGh, ndr), e il loro difficile uso in campo. Questa, infatti, è la prima vendemmia senza quello strumento che 10 anni fa era nato proprio per agevolare le operazioni di raccolta uva: era il 2008, ha ricordato di recente Coldiretti, e oggi fra ritardi burocratici, limiti gestionali e poca chiarezza, rischia di mettere in serie difficoltà le aziende, soprattutto quelle più piccole, nel periodo più delicato dell’anno viticolo. WineNews ha sentito Fivi, Federvini e Uiv – Unione Italiana Vini, le associazioni che rappresentano i produttori, grandi e piccoli, per capire le conseguenze che i nuovi voucher stanno avendo sulle vendemmie italiane.
“È sicuramente venuto a mancare uno strumento snello – commenta Matilde Poggi, presidente della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti – che permetteva ai vignaioli di poter impiegare in modo veloce, semplice e legale quella manodopera che ad intermittenza serve durante l’anno per i lavori in campagna. Che alternative ci sono? Temo solo il contratto a tempo determinato, chiaramente più costoso e laborioso…”. E, fra registri telematici e giacenze cartacee, certamente anche questa soluzione non va nella direzione di semplificazione tanto attesa (e promessa) dai vignaioli.
Consapevole delle difficoltà è anche Federvini, nonostante la vendemmia non sia ancora iniziata per molti associati: “solitamente la maggior parte di noi si rivolge a gruppi organizzati di terzisti – spiega Sandro Boscaini, presidente Federvini – o effettua la raccolta meccanica, quindi è un problema che ci sfiora solo in minima parte. Ma il tema c’è e se ne sta parlando, perché togliere uno strumento agile e collaudato, nonostante le sue distorsioni, e sostituirlo con qualcosa di complicato e poco chiaro, è come abbattere un palazzo stabile per una finestra rotta. Di certo i terzisti vedranno aumentare le richieste e dovranno trovare più manodopera”.
“I nuovi voucher non aiutano affatto il sistema agricolo” aggiunge Paolo Castelletti, segretario generale Uiv (Unione Italiana Vini), secondo cui il nuovo sistema “ha tolto il valore primario allo strumento, cioè la semplicità, flessibilità ed economicità: quelli di oggi non sono né semplici né tantomeno flessibili. I produttori sono stati costretti ad assumere con i vecchi contratti, che come sappiamo hanno costi ben maggiori; e se le grandi aziende che hanno una forza economica e organizzativa diversa, riusciranno a gestire la situazione, pur caricandosi di costi maggiori ancora più gravosi in una vendemmia difficile come l’attuale, la situazione sarà insostenibile per le migliaia di microimprese viticole che utilizzano in questo periodo lavoratori stagionali”. I nuovi voucher hanno quindi, secondo la Uiv, riportato indietro il Paese di almeno 5 anni: “il vecchio sistema aveva sicuramente dei limiti, ma bastavano degli aggiustamenti senza stravolgerlo completamente”.

Il Brunello che piace nel mondo, l’imprenditore Katsuyasu Ito in visita a Montalcino

Una visita gradita a Montalcino da parte di un importante imprenditore appassionato del nostro territorio e in particolare del suo prodotto principe, il Brunello. Katsuyasu Ito, è il presidente di Resorttrust, e quindi a capo dell’importante catena giapponese di alberghi e di ristoranti di alta fascia presenti in varie parti del mondo. Ito nei giorni scorsi ha incontrato il presidente del Consorzio del Vino Brunello, Patrizio Cenioni. Si è trattato di un’occasione che avrà dei riflessi positivi per tutto il territorio anche perché la catena ha deciso di investire nel Brunello per un ulteriore salto di qualità d’immagine delle loro strutture. Resorttrust, infatti, propone un periodo temporale speciale dove, accanto a un menù particolare viene servito il Brunello di Montalcino. Un vino che continua dunque ad avere appeal internazionale e che si conferma come sinonimo di qualità e di stile.

Il Premio “Città di Montalcino” a Zeffiro Ciuffoletti. “La vitivinicoltura è la più grande rivoluzione di successo dopo l’Unità di Italia”.

Si è conclusa la diciannovesima edizione del Laboratorio di Storia Agraria a Montalcino. Due giorni di dibattiti e approfondimenti a cui hanno partecipato esperti e studiosi accademici. Un appuntamento che si rinnova di anno in anno ed è ormai radicato nel territorio. Il Laboratorio di Storia Agraria, appuntamento firmato dal Centro studi per la storia delle campagne e del lavoro contadino, prosegue nella propria mission confermandosi uno degli eventi nazionali di riferimento in chiave storiografica.

Domenica 3 settembre, in Piazza del Popolo, sono stati consegnati i premi promossi dal Comune di Montalcino e dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino (presente il direttore Giacomo Pondini per la consegna dei riconoscimenti). Il Premio “Città di Montalcino” per la storia della civiltà contadina è stato assegnato al professor Zeffiro Ciuffoletti. “La vitivinicoltura – ha introdotto Ciuffoletti – è la più grande rivoluzione di successo dopo l’Unità di Italia”. Al momento dell’unificazione, si legge nell’intervento, la prima statistica del Regno riportava che l’Italia esportava 322.841 ettolitri di vino prevalentemente da taglio. Mentre la Francia esportava sopra 3 milioni di ettolitri di vini di qualità. “Adesso l’abbiamo superata in termini di esportazione – ha aggiunto Ciuffoletti – nella grande competizione del vino l’Italia è vincente, questo è l’importante”. Il professore ha sottolineato come, quando è nato il Consorzio del Vino Brunello, c’erano circa 25 produttori, adesso ce ne sono migliaia con 9 milioni di bottiglie prodotte. Qui subentra il fattore paesaggio e la sua compatibilità con numeri così importanti. Anche se, come spiega Ciuffoletti, il paesaggio italiano e toscano è stato fatto più dall’uomo che dalla natura. Spetta all’uomo cercare gli equilibri e la compatibilità, come da queste parti, in realtà, è successo. “Se non ci fosse stata la vitivinicoltura pensate al paesaggio come sarebbe cambiato. La conservazione del senso della misura è tipico della cultura toscana, abbiamo un senso di equilibrio che commuove gli studiosi che vengono qui. La bellezza del paesaggio è un valore aggiunto, per questo bisogna trovare il giusto equilibrio che viene dalla cultura dell’uomo, dalle sue necessità economiche, ma anche dal senso antico e classico, quella della misura”. E Montalcino è famosa nel mondo anche per il suo paesaggio e per riuscire a trovare una pregevole armonia tra tutte le componenti.

Manfredi Rutelli ha invece elencato le motivazioni del premio per Ugo Chiti; è lui l’esponente del mondo dello spettacolo a cui è stato assegnato il “Città di Montalcino” grazie al suo linguaggio teatrale originale e sperimentale. Chiti ha ringraziato e subito dopo si è esibito in una performance che ha strappato applausi.

Durante l’evento ha preso la parola anche Alfio Cortonesi, direttore del Centro studi per la storia delle campagne e del lavoro contadino. “Al laboratorio – illustra Cortonesi – partecipano studiosi legati al mondo rurale e contadino, aspetti che sono per noi importanti da preservare nella storia e nella cultura. Il prossimo anno il Laboratorio festeggerà il ventennale, abbiamo raggiunto risultati molto buoni. Il Centro Studi ha promosso una serie di conferenze alla Scuola Primaria e al Linguistico, le riproporremo potenziandole. Vogliamo che il Laboratorio sia un radicamento alla società che lo ospita. Vorrei esprimere gratitudine a Cristina Paccagnini che il prossimo anno non ci potrà supportare (andrà in pensione ndr) ma anche alla Montalcinonews e alla WineNews per il supporto dato con cordialità”. “C’è passione nelle parole di Cortonesi – spiega l’assessore Christian Bovini – ringrazio il Laboratorio, avere dei punti fermi per noi è una certezza. Tante realtà lavorano compatte all’unisono, la Montalcinonews come media partner ma anche il Consorzio del Vino Brunello, l’Amministrazione Comunale e l’Ufficio della Cultura. Ringrazio tutti i membri della giuria”. Giuliano Pinto ha spiegato le motivazioni del premio assegnato a Zeffiro Ciuffoletti. Il professore di Storia Contemporanea dell’Università di Firenze, ha fatto un intervento articolato dal titolo “La vitivinicoltura italiana una rivoluzione di successo”.

Cantine Aperte in vendemmia, c’è pure Montalcino

Torna un grande classico del Movimento del Turismo del Vino (MTV), “Cantine Aperte in vendemmia”, un evento che da decenni muove milioni di enofili in ogni parte d’Italia nel periodo più affascinante dell’anno. Il tema di questa edizione sarà “Le mani del vino”.

Due le aziende di Montalcino che aderiscono all’iniziativa: Col d’Orcia e Fattoria dei Barbi. Col d’Orcia apre le porte i giorni 8, 9, 15 e 16 settembre (ore 9-13, 14.30-17), offrendo una degustazione e una visita alla cantina. È obbligatoria la prenotazione (tel. 0577 80891). Fattoria dei Barbi, invece, offre nei giorni sabato 9 e domenica 10 settembre la possibilità di visitare le vigne cariche di Sangiovese, con uno speciale trekking istruttivo e divertente guidato da Stefano Cinelli Colombini, le antiche cantine (con degustazione finale), e il Museo, per un salto nella storia del Brunello. Poi tutti a tavola alla Taverna dei Barbi per pranzo o cena a base di piatti tipici ispirati alla vendemmia. Biglietto di ingresso: 35 euro (comprende tutte le attività e pranzo o cena inclusi). È gradita la prenotazione. Contatti: info@fattoriadeibarbi.it, tel. +39 0577 841111.

Cotarella: “aborro quando sento parlare di annata del secolo, è povera anche sul piano qualitativo”

La stagione della vendemmia è arrivata e sono già arrivate alcune valutazioni da parte degli esperti. Che annata sarà? A livello di previsioni c’è chi è fiducioso e chi meno. Alla fine si faranno i conti di una stagione comunque anomala. Oggi è arrivato un parere importante, quello di Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, intervenuto al convegno sul vino rosso nella città di Camerano, in provincia di Ancona. L’evento è stato organizzato dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini in occasione dei 50 anni della Doc del Rosso Conero. “Parlare di questa stagione mi mette tanta tristezza. Ad oggi la vendemmia registra dati negativi in tutte le regioni. La situazione è ancora più pesante del -24% che abbiamo stimato qualche giorno fa. Aborro quando sento alcuni colleghi parlare di annata del secolo, è un’annata povera anche sul piano qualitativo: gli enologi non devono seguire logiche di mercato né cercare di indorare la pillola, non è utile per nessuno”. Queste considerazioni di Cotarella lasciano il segno e suonano, allo stesso tempo, sincere e realiste, fotografando una situazione molto particolare e che sta comunque preoccupando molti addetti ai lavori anche nel nostro territorio. Il presidente di Assoenologi ha sottolineato che pure in Francia e in Spagna lo scenario è simile a quello italiano. Per poi concludere con una considerazione: “a fronte di un innalzamento del grado zuccherino, riscontriamo comunque un’altissima acidità. E questo è molto anomalo”.