Top 100 Wine Spectator, il Brunello di Montalcino è il primo vino italiano

L’Italia sfiora il podio grazie a Montalcino con il Brunello che si consacra come il “re” dei vini del Belpaese. Anche se ci sono gli Stati Uniti, ancora una volta, a conquistare il gradino più alto della “Top 100” di Wine Spectator, una delle classifiche più attese dal mondo enoico. Svetta il Merlot Napa Valley Three Palms Vineyard 2014 Duckhorn con l’Italia enoica che si spinge fino ad un passo dal podio, con il Brunello di Montalcino 2012 di Casanova di Neri, alla posizione n. 4, a conferma di una costanza qualitativa con pochi paragoni, dopo il primo posto, raggiunto nel 2006, con il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2001. Per l’Italia, complessivamente, sono 16 le etichette in chart, proprio come nel 2016. Siamo ancora lontani dal record del 2001, quando i vini in classifica furono ben 21. Il Brunello (ma anche il Rosso di Montalcino) è comunque protagonista assoluto della famosa “top 100”: troviamo infatti l’Altesino Brunello di Montalcino 2012 Montosoli alla posizione n.11 ed il Campogiovanni Brunello di Montalcino 2012 Agricola San Felice alla n. 20. Si classifica invece al n. 46 il Poggione Rosso di Montalcino 2015. Se gli Usa sono in vetta come numero di etichette (31) seguiti dalla Francia (18) al terzo posto troviamo l’Italia con 16. La Toscana con sei etichette, di cui la metà di Brunello, si è dimostrata la regione “più gettonata” del Belpaese.

Quando l’arte del Brunello di Montalcino incontra lo sport nasce un museo speciale

Vino e sport, un binomio che a Montalcino si sublima con l’azienda Ciacci Piccolomini d’Aragona. Paolo Bianchini non è solo un noto produttore di Brunello ma è anche uno sportivo a tutto tondo. E i suoi ottimi rapporti con il mondo dei pedali lo hanno spinto ad un’idea più unica che rara: costruire a pochi metri di distanza dalla cantina un vero e proprio museo che farebbe la gioia di qualsiasi appassionato di ciclismo: dentro ci troviamo magliette storiche e bici d’epoca che sono dei veri e propri pezzi rari da collezione. Moser, Casagrande, Scarponi, Cipollini, Fondriest, Bitossi, Colnago, sono solo alcune delle “chicche” appartenute ai grandi campioni ed oggi custodite gelosamente in azienda. Bianchini è stato (e lo è anche oggi!) un bravo ciclista e tuttora conserva forti legami con il mondo della bicicletta. Non a caso, infatti, tanti campioni spesso vengono da queste parti per parlare di ciclismo, ricaricare le pile tra un impegno agonistico e l’altro e sorseggiare un buon calice di Brunello di Montalcino. Bici e vino un legame solido e in forte crescita come testimoniato dai numeri di un turismo sportivo in rialzo e che qui, grazie alle strade bianche e ai suggestivi panorami, trova abbondante terreno fertile. E poi ci sono i grandi eventi: l’Eroica, la Granfondo del Brunello ma anche quella “mitica” tappa del Giro d’Italia 2010 che passò proprio per Montalcino e che fu impreziosita dalla vittoria di un campione come Cadel Evans con Vincenzo Nibali che quel giorno si trovava in maglia rosa nella grande corsa a tappe italiana vinta poi da Ivan Basso. Ma Bianchini ha anche la “sua squadra”, l’Asd Brunello Bike dove l’obiettivo non è solo vincere le tappe ma anche fare bene nel sociale: il ricavato dell’acquisto della maglia da parte dei sostenitori viene infatti devoluto in beneficienza. Sport, vino e solidarietà. Un tridente imbattibile e che merita un brindisi. A base di Brunello naturalmente…

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Top 10 “Wine Spectator”, il Brunello di Montalcino 2012 Casanova di Neri è l’unico vino italiano presente

C’è un vino solo al comando, un Brunello di Montalcino, a tenere alta la bandiera del ricco e variegato panorama enoico del Belpaese nelle prime dieci posizioni della “Top 100” del magazine Usa “Wine Spectator”, ritenuta da molti la più importante, sotto il profilo del valore aggiunto, del mondo del vino: è il Brunello di Montalcino 2012 di Casanova di Neri, alla posizione n. 4 (al n. 1 il Merlot Napa Valley Three Palms Vineyard 2014 Duckhorn). “Un Brunello ben strutturato, lineare e vibrante, capace di offrire una lunghezza eccezionale ed un finale sinuoso, da godere appieno tra il 2020 ed il 2035. Ha aromi e sapori di lampone, ciliegia, fiori, ma anche mineralità e tabacco”, come ha scritto nelle sue note di degustazione la firma di “Wine Spectator” Bruce Sanderson. Un’affermazione che bissa, in qualche modo, il primo posto, raggiunto nel 2006, con il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2001 di Casanova di Neri che poi è stata anche l’ultima volta che l’Italia è riuscita a guadagnare il gradino più alto del podio. Capace, negli anni, di coniugare costanza qualitativa e dimensioni produttive, Casanova di Neri conta su 35 ettari vitati a Brunello, in alcune delle zone più prestigiose e vocate del territorio, come Cerretalto e Tenuta Nuova, a cui ora se ne aggiungono, stando ai rumors WineNews, altri 7 ettari, nella zona di Sesta, acquistati per 5 milioni di euro. Ettari divisi tra Sesta, Fiesole, il vigneto che circonda la cantina, Poderuccio, tra le querce di fronte alla cantina, Podernuovo, il più alto dell’azienda, Le Cetine, su una collina a schiena d’asino immersa nella macchia mediterranea, Pietradonice, vigna piantata su una antica cava di onice, Cerretalto, una vecchia vigna in un anfiteatro naturale sul torrente Asso, e Spereta. “E’ stata sicuramente una piacevolissima sorpresa – queste le parole di Giacomo Neri rilasciate ieri alla Montalcinonews – dopo undici anni ritorniamo in alto in questa prestigiosa classifica e c’è una davvero una grande soddisfazione in azienda. Dedico questo risultato a mia madre in particolare, poi a tutta la famiglia e ai preziosi collaboratori che ogni giorno mettono passione, sacrificio e impegno in quello che fanno”.

Un brindisi “stellato” a base di Brunello di Montalcino con gli chef Bartolini e Bottura

Oggi a Parma, nella suggestiva cornice del Teatro Regio, è stata presentata la nuova Guida Michelin Italia, edizione 2018. Tante le personalità del mondo del vino, della stampa e dei sapori italiani che hanno seguito e partecipato all’evento. Montalcino, logicamente, non poteva mancare quando si parla di eccellenze enogastronomiche. E nella foto ricordo c’è anche il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino con il vicepresidente Tommaso Cortonesi che appare insieme ai grandi chef Enrico Bartolini e Massimo Bottura oltre ad alcune firme di settore come Anna de Martino, Anna Scafuri, Licia Granello, Alessandro Regoli e Federico Pizzinelli di WineNews. Calici al cielo e cin cin con il re dei rossi, il Brunello di Montalcino, ovvio!

BaroloBrunello, nel weekend i maestri del vino si riuniscono a Milano

Si avvicina sempre di più l’appuntamento con BaroloBrunello, il girotondo del vino ideato dalla squadra di WineZone che sabato 18 e domenica 19 novembre vedrà le Officine del Volo di Milano trasformarsi in teatro privilegiato per più di 50 maestri del Barolo e del Brunello di Montalcino. I produttori porteranno in scena i loro giocattoli pregiati, come vuole il filo conduttore dell’evento, che assegna a ciascuno di loro un gioco che richiama le origini, la tradizione e lo stile di ogni cantina.

Oltre al walk around tasting sono in programma tre Masterclass che daranno modo di immergersi totalmente nel mondo di Bacco. Gli iscritti alle sessioni guidate conosceranno i vini in programma, ma non in che bicchieri verranno serviti, all’insegna del motto “quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare”.

Si comincia sabato 18 novembre (ore 15.30) parlando di Barolo con 5 vini, 5 comuni per 5 personalità differenti. Alle 17.30 i Vini tenaci che nascondono storie incredibili e appassionanti. Alle ore 11.30 della domenica si parla invece di Brunello di Montalcino degustando 5 vini caratterizzati da stili e piglio diversi: Il Marroneto di Alessandro Mori, Caprili di Giacomo Bartolommei, Castiglion del Bosco, Azienda Agricola Ventolaio e Voliero. Il sabato (ore 20.30), verrà allestita la cena di Gala aperta al pubblico e curata in prima persona da Roberto Rossi del Ristorante Il Silene (1 Stella Michelin), che condurrà i presenti nell’abbinamento tra grandi piatti e vini di prestigio.

La vendita dei ticket è esclusivamente online, aperta sino ad esaurimento dei 250 ingressi previsti per ciascuna giornata. Comprando il biglietto per la degustazione al banco si potrà prenotare in anticipo il posto alle Masterclass che prevedono 20 posti a sedere ciascuna.

Sono 28 i maestri del Brunello di Montalcino che quest’anno parteciperanno all’importante appuntamento: Altesino, Argiano, Az. Agr. Ventolaio, Banfi, Baricci, Canalicchio di Sopra, Capanna, Caprili, Castiglion del Bosco, Cava d’Onice, Col d’Orcia, Cortonesi-La Mannella, Cupano, Fuligni, Il Bosco di Grazia, Il Marroneto, La Gerla, Lisini, Mastrojanni, Pietroso, Podere Salicutti, Poggio di Sotto, Sanlorenzo, Sesti, Talenti, Tenuta Le Potazzine, Terre Nere Campigli Vallone, Uccelliera.

Tartufo e Brunello mai così vicini

Tartufo e Brunello non sono mai stati così vicini. Prima la fusione tra Montalcino e San Giovanni d’Asso, poi la Mostra Mercato del Tartufo Bianco, che si è aperta lo scorso fine settimana proprio a San Giovanni, si ripeterà il prossimo weekend (18-19 settembre) e ha visto presente, per la prima volta, il pregiato vino di Montalcino. Rosso, Brunello ma anche i bianchi ad arricchire gli stand dislocati per le vie e le piazze del centro storico, e poi le due cene gourmet ad esaltare il connubio tra tartufo, Brunello ed Orcia. Il tutto mentre continua l’ambizioso progetto del distretto rurale. “Passata l’emergenza amministrativa (assunzioni, appalti ecc…), a novembre-dicembre inizieremo a ragionare sul distretto rurale – spiega il sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli -. San Giovanni d’Asso nel senese è la capitale del tartufo, noi dobbiamo ragionare con gli altri Comuni per fare una serie di eventi spalmati sulla Provincia, col fine di valorizzazione al meglio il prodotto. È un grande progetto che aiuterà a far crescere anche Montalcino”. “Come tutte le Mostre Mercato in Italia sta andando bene per quanto riguarda il numero di presenze, non per la quantità del prodotto”, commenta Michele Boscagli, presidente dell’associazione nazionale Città del Tartufo, che ha sede a San Giovanni d’Asso.

“La siccità ha messo in crisi i prodotti spontanei, come miele e olio, e anche il tartufo non fa eccezione. I cambiamenti climatici sono davvero insostenibili. La qualità è ottima ma si parla di un 70-80% in meno di prodotto. Tartufi di questa tipologia lo scorso anno costavano 1.500 euro al chilo, adesso 6.000. I prezzi sono alti e purtroppo non alla portata di tutti”. Il progetto del distretto rurale, per Boscagli, si può già manifestare in un’occasione del genere, “dove si mettono in vetrina le eccellenze di un vasto territorio. Brunello e tartufo sono due comprimari, due protagonisti dei piatti. Vanno saputi abbinare perché se il vino si può degustare da solo, il tartufo no, va ben abbinato”. Ci ha provato, con successo, l’alta cucina dell’Unione Regionale Cuochi Toscani, sabato scorso. Il 18 novembre, invece, altro galà in omaggio a tartufo, Brunello ed Orcia con gli chef Maurizio Corridori e Claudia Bigi, International Chef Academy of Tuscany (ore 20 al Castello di San Giovanni d’Asso, obbligatoria la prenotazione).

A Firenze il “rinascimento” della viticoltura e dell’enologia italiana con il Congresso n. 72 di Assoenologi

Se il “nuovo rinascimento” della viticoltura e dell’enologia italiana e mondiale si sta sviluppando sotto il grande mantello della “sostenibilità”, non poteva esserci migliore palcoscenico della Firenze “culla del Rinascimento” culturale ed in larga parte anche vinicolo italiano per raccontarlo (grazie soprattutto al genio di Giacomo Tachis, che sarà ricordato in diversi momenti e grandi degustazioni), e fare il punto delle situazione. E così sarà proprio il capoluogo toscano ad ospitare il Congresso n. 72 di Assoenologi, che avrà come tema portante proprio “La scienza della sostenibilità del vino”, intesa come conoscenza a 360° gradi del tema. Che, dal 17 al 20 novembre, sarà sviscerato dal punto di vista vigna, del mercato, del consumatore, dell’economia, della ricerca genetica, ma anche della ristorazione, con spaccati ed esperienze dall’Italia e dal mondo, raccontati da personaggi di indiscussa autorevolezza.

Si parte il 17 novembre, alle ore 14, in maniera multisensoriale, con la degustazione guidata da Pierluigi Gorgoni e Filippo Bartolotta (il globe trotter wine teacher che ha guidato la degustazione del presidente Obama, attraverso grandi e particolari vendemmie e vini d’Italia, ndr), che sarà un viaggio attraverso la Toscana del vino tra Chianti, Chianti Classico, Brunello di Montalcino, Vino Nobile di Montepulciano e Vernaccia di San Gimignano, che sarà gusto preludio all’apertura ufficiale del Congresso (tutto alla Stazione Leopolda, ndr), con gli interventi del presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella, del copresidente della Unione International des Oenologues Serge Dubois, i presidenti di Simest Salvatore Rebecchini e di Federvini Sandro Boscaini, e delle autorità locali, dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi al sindaco di Firenze Dario Nardella, passando per gli assessori all’agricoltura della Regione Marco Remaschi, e del Turismo di Firenze Anna Paola Concia. Inoltre, sarà ci scena il premio Assoenologi-Versini 2017 a Daniela Fracassetti dell’Università di Milano, e la presentazine del libro firmato dall’associazione, “Vinifera – l’Italia dei Vitigni”, con il commento de “I signori del Vino” Marcello Masi e Rocco Tolfa (Rai2).

Sabato 18 novembre si entra nel vino dei lavori, con l’approfondimento sul tema de “La Scienza della Sostenibilità del Vino”, con gli interventi del pioniere della biodinamica in Francia, Nicolas Joly (Coulée de Serrant), del celebre winemaker californiano Steve Matthiasson (Matthiasson Wines), e ancora di Ruenza Santandrea, coordinatrice del Settore Vitivinicolo Alleanza Cooperative Italiane Agroalimentare, l’agronomo Ruggero Mazzili, fondatore della Stazione sperimentale per la viticoltura sostenibile – Spevis, Stefano Vaccari, capo dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi del Ministero delle Politiche Agricole (che presenterà i primi dati sui controlli dopo l’introduzione dei registri telematici di cantina), e del giornalista Andrea Zanfi. Nel pomeriggio, grande degustazione dei vini del Paese ospite, il Portogallo, guidata dagli enologi Josè Maria Soares Franco (J. Portugal Ramos) e David Guimaraens (Taylor’s & Fladgate), per un viaggio nel bicchiere tra Alentejo, Douro e il Porto, nelle sue diverse interpretazioni ed età. Chiusura di giornata all’insegna del bionomio tra vino e cultura, visto che nella bellissimo e storico Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, sarà di scena il concerto dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, con la lettura di poesie dedicate al vino.

Domenica 19 novembre, invece, si parlerà ancora del macrotema della sostenibilità, ma inquadrata sotto diversi punti di vista. Il patron di Eataly Oscar Farinetti la affronterà da quello del consumatore, l’ad di Marchesi Antinori Renzo Cotarella parlerà di sostenibilità economica e aziendale, mentre Attilio Scienza, docente dell’Università di Milano, approfondirà il tema della sostenibilità della genetica. A seguire, poi, si parlerà anche della “sostenibilità dell’alta ristorazione”: sul palco, moderati dalla giornalista Fiammetta Fadda, gli chef stellati Antonia Klugman (Ristorante l’Argine a Dolegna del Collio), Ciccio Sultato (Il Duomo di Ragusa) e Yoji Tukoyoshi (Tukoyoshi di Milano), e ancora il cotitolare del Ristorante Ceresio 7 (Milano) Edoardo Grassi, il direttore marketing di Marchesi Antinori Enrico Chiavacci, Lorenzo Donini, docente di Scienza dell’Alimentazione all’Università La Sapienza di Roma, ed il titolare dell’agenzia di comunicazione e design Pescerosso Benedetto Condreas.
Nel pomeriggio, doppia degustazione di alto livello. Prima saranno protagonisti il Brunello di Montalcino ed il Chianti Classico, nel tasting guidato da Luciano Ferraro (Corriere della Sera), e poi la degustazione di due vini mito della Toscana e dell’Italia, icone nel mondo, il Tignanello di Antinori e il Sassicaia di Tenuta San Guido, legati dalla firma e dal ricordo di Giacomo Tachis, che saranno raccontanti e presentati dai loro produttori, due grandi nomi assoluti del vino italiano, Piero Antinori e Nicolò Incisa della Rocchetta. A chiudere i lavori, sarà il giornalista e produttore Bruno Vespa, che condurrà un faccia a faccia, una sorta di “Porta a Porta” enoico, con i presidenti dei Consorzi di Bolgheri, del Brunello di Montalcino, del Chianti, del Chianti Classico, del Vino Nobile di Montepulciano e dei Vini di San Gimignano, prima della serata di gala con Carlo Conti e Peppino di Capri. E poi, dal Granducato, appuntamento per il 2018, con il Congresso n. 73 che sarà di scena a Trieste.

Il Giappone accoglie il Brunello di Montalcino, da Osaka a Tokyo tanti apprezzamenti per il re dei rossi

Sol Levante e Montalcino, separati da tanti chilometri di distanza ma uniti da una solida stima reciproca. Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino diventa protagonista in Giappone. Prosegue il tour in Oriente dopo le tappe a Taipei e Hong Kong. La settimana sta continuando nel Paese più importante dell’Asia orientale che ormai da anni ha iniziato ad affezionarsi al vino e all’italian style. Il Consorzio è approdato ieri ad Osaka dove all’ora di pranzo si è tenuto il Walk around trade tasting. Subito dopo è iniziata la master class dedicata al Brunello di Montalcino 2012 con un focus sulle aziende Donatella Cinelli Colombini, Il Poggione, Sassodisole, Máté, Belpoggio. Una trentina i partecipanti tra wine-lovers e addetti ai lavori con la consueta curiosità e attenzione mostrata per una delle eccellenze più famose del Belpaese. Salutata Osaka, il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino è arrivato nella capitale Tokyo dove si è tenuto un seminario andato “sold-out” sul Brunello di Montalcino 2012 delle aziende Barbi, Fanti, La Magia, Caparzo e Col d’Orcia. La degustazione proseguirà fino alle ore 20 e aprirà, dopo i professionisti del settore, anche ai tanti appassionati. Tokyo, la città più importante della nazione che rappresenta la terza economia al mondo, ha accolto con entusiasmo la delegazione partita da Montalcino. Ben 240 persone hanno partecipato al trade, 150 wine-lovers sono invece attesi per la serata. Il Giappone, così come le altre tappe precedenti, è un mercato interessato al vino e che ha molte potenzialità interessanti. Un benvenuto così caloroso può essere sicuramente di buon auspicio per il futuro. Queste le aziende presenti in Giappone: Barbi, Belpoggio, Capanna, Caparzo, Col d’Orcia, Cortonesi-La Mannella, Donatella Cinelli Colombini, Fanti, Il Poggione, La Fiorita, La Magia, Máté, Mocali, Sassodisole.

Il Brunello di Montalcino ha un fan speciale, è Richard Thaler Premio Nobel per l’Economia

Richard Thaler è un noto economista statunitense famoso (non solo) per aver ricevuto nel 2017 il Premio Nobel per l’Economia ma anche per essere una voce influente nell’opinione pubblica mondiale grazie alle sue teorie sulla finanza comportamentale. Thaler, però, è anche un raffinato appassionato di grandi vini. E in particolare del nostro Brunello di Montalcino. Lo abbiamo sentito qualche sera fa a Report, la popolare trasmissione d’inchiesta in onda sulla Rai e condotta da Sigfrido Ranucci. Thaler oggi insegna all’Università di Chicago e da più di dieci anni punta ad aiutare le persone a risparmiare per il futuro. In Italia storicamente lo sappiamo fare, negli USA un po’ meno visto che la voce fuori campo del servizio ha sottolineato come “un americano su tre non mette da parte neanche un dollaro per la pensione”. “La cosa più importante – dice nell’intervista Thaler – è che la gente cominci da subito a crearsi un programma di risparmio”. Questo perché, continua il professore, “risparmiare deve diventare la priorità. Ognuno di noi ha delle passioni, io per esempio ce l’ho per il buon vino. Ma prima di tutto si deve risparmiare e poi si beve il Brunello”. Perché poi, alla fine, ai piacere della vita non bisogna rinunciare e il Brunello è uno di questi. Parola di Premio Nobel.

A scuola di gusto, i bambini delle scuole di Montalcino imparano la sana alimentazione con Winenews e Banfi

A San Martino l’agricoltura si riposa, ma non i suoi più piccoli custodi: i bambini delle scuole di Montalcino che, tra la matematica e l’italiano, coltivano l’orto e imparano in classe l’abc della sana alimentazione, protagonisti del “Laboratorio Winenews per l’Educazione al Gusto”, progetto interdisciplinare con tutte le materie scolastiche ideato dalla WineNews, ripartito nell’anno scolastico 2017-2018 nelle Scuole dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di Primo Grado dell’Istituto Comprensivo “Insieme” grazie alla Castello Banfi. Nato nel 2008 da un’idea dei fondatori di WineNews Alessandro Regoli ed Irene Chiari, la mission del Laboratorio “La nostra terra Dacg-Da amare con gusto”, che ha incontrato la sensibilità della cantina leader del territorio del Brunello, spiegano, “è quella di avvicinare le nuove generazioni al territorio ed ai suoi prodotti, ed educarle ad un’alimentazione corretta: oltre 250 bambini che, con le “mani nella terra”, durante tutto l’anno e seguendo il ciclo delle stagioni, dalla semina al raccolto, si prendono cura di un orto urbano nel centro storico di Montalcino, cuore del progetto e dove ha sede WineNews, e tra i banchi di scuola, imparano divertendosi” a creare “Rose nell’insalata”, trasformare il cibo in arte, conoscere l’olio, il tartufo o le api, e studiano i principi nutrivi e la piramide alimentare all’interno delle “classiche” materie scolastiche. “Nel 2018 Banfi festeggia 40 anni sul territorio, anche di attenzione e di interesse verso i progetti che lo coinvolgono – sottolinea Rodolfo Maralli, direttore marketing Castello Banfi – siamo un’azienda fondata sull’educazione, al gusto, alla tipicità ed al territorio, che consideriamo il nostro valore aggiunto quando esportiamo, e convinta che, farlo fin dalla tenera età, è fondamentale per creare consapevolezza su quale siano la sua ricchezza ed i suoi punti di forza: investendo sul territorio e nell’educazione, e promuovendoli, il progetto WineNews sposa doppiamente la nostra filosofia. In un Paese che troppo spesso, forse, dimentica di esser fondato sull’agricoltura, la speranza è di educare le generazioni del futuro ad un rapporto corretto e sostenibile con la terra”. Con referenti l’insegnante Sonia Corsi (per la Scuola Primaria) e l’agronoma Gabriella Ferrari (per la Winenews), il progetto si articola in laboratori didattici in aula sui prodotti del territorio, basati sull’approccio sensoriale per i più piccoli, considerati all’interno delle diverse materie scolastiche (italiano, storia, scienze, matematica, arte, geografia …) per i più grandi; nella coltivazione dell’orto e nella realizzazione di orti nei giardini delle scuole; in attività ludico-didattiche, incontri con esperti e visite alle aziende, tutto in compagnia dell’agronoma. Il Laboratorio prevede l’inserimento degli argomenti legati all’educazione al gusto, alla conoscenza dei prodotti tipici del territorio e alla regole per una sana alimentazione, nelle materie del Piano dell’Offerta Formativa (P.O.F), spaziando tra queste con un approccio interdisciplinare, coinvolgente e divertente. Nel nuovo anno scolastico, coinvolge a Montalcino la classe dei 4 anni della Scuola dell’Infanzia (con la cura dell’orto e il laboratorio ispirato al libro di Bruno Munari “Le rose nell’insalata”), tutte le 10 classi della Scuola Primaria (con la coltivazione dell’orto, i percorsi didattici “Cibo e arte”, “Le api”, “Liscio come l’olio” e “Il Tartufo”, e lo studio della piramide alimentare), le classi seconde della Scuola Secondaria di Primo Grado (con i laboratori di scienze del cibo e di cucina nelle aule didattiche di WineNews), e la classe quarta della Scuola Primaria di Torrenieri. Partito dal territorio del Brunello, grazie alla sua formula “esportabile”, il “Laboratorio Winenews per l’Educazione al Gusto” è attivo anche nelle scuole del Chianti Classico grazie alla storica famiglia del vino italiano Marchesi Antinori, a Montefalco con il sostegno di Caprai, la cantina artefice della rinascita del Sagrantino, e nell’azienda bio “ante litteram” della Fattoria di Fiorano di Alessia Antinori, sull’Appia Antica a pochi passi da Roma.