Il saluto del Consorzio del Brunello ad Assunto Pieri

Anche il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino piange la scomparsa di uno dei fondatori, Assunto Pieri, conosciuto da tutti come Sunto, che lo scorso 16 gennaio aveva compiuto 96 anni. Personaggio “storico” di Montalcino, Pieri aveva creato la propria azienda, Bellaria, nel 1963, poi passata al nipote Gianni Bernazzi agli inizi del 2000. “Il suo impegno per il territorio – si legge in una nota del Consorzio – lo aveva portato anche a ricoprire ruoli pubblici ed entrare in Consiglio Comunale. Fra i pionieri del Brunello di Montalcino, convinto assertore del sistema dell’eccellenza montalcinese, è stato fra i più consapevoli protagonisti della crescita internazionale della denominazione. La sua competenza, il suo entusiasmo, i suoi racconti sulla Montalcino del passato hanno tramandato nei giovani il senso dello sforzo comune per crescere insieme, nonostante le difficoltà, come persone e come comunità”.

Ciao Sunto, se ne va uno dei padri fondatori del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino

Ciao Sunto, Montalcino non ti dimenticherà. Se ne è andato Assunto Pieri, colui che ha dato vita all’azienda agricola Bellaria e tra i padri fondatori del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino. Aveva 96 anni. Un uomo conosciuto e apprezzato da tutti, un simbolo della Montalcino che si è rimboccata le maniche e che, con sacrifici e tanto lavoro, ha contribuito al successo di un territorio. Insieme all’amata moglie Bruna Tempori, Sunto, così era chiamato da tutta Montalcino, nel 1963 comprò il casolare e il terreno su cui poi si è sviluppata l’azienda. Una filosofia rigorosa e “tutta di un pezzo” nella produzione del vino, basata sul rispetto del territorio e della vigna. Dal 2000 la conduzione dell’azienda è passata nelle mani del nipote, Gianni Bernazzi, che, nonostante abbia contribuito a una forte modernizzazione di Bellaria, ha tenuto fede agli insegnamenti del nonno. A cui era veramente molto attaccato. “Mi ha insegnato, come produttore, a seguire la natura e a rispettarla. Come uomo l’importanza e il valore della correttezza”. Queste le parole di Gianni, pronunciate con voce commossa, alla Montalcinonews. Pieri, 97 anni, lascia la figlia Paola e i nipoti Gianni e Claudio. Oltre a un grande vuoto in tutta la città. Ma il suo insegnamento e i suoi valori dureranno per sempre. I funerali si terranno lunedì alle ore 15.30 al Santuario della Madonna di Montalcino. (Fonte: Montalcinonews)

Il Brunello di Montalcino presente ad Opera Wine 2018

Sono nove i Brunello di Montalcino che saranno degustati durante Opera Wine 2018, la grande degustazione-evento del 14 aprile che fa da anteprima a Vinitaly. La lista dei vini da assaggiare è stata pubblicata dagli organizzatori e la Toscana, con 25 vini, è la più rappresentata, seguita da Piemonte (16) e Veneto (15). Opera Wine aveva già svelato lo scorso dicembre le 107 cantine partecipanti, selezionate dalla rivista americana Wine Spectator, delle quali erano presenti diciassette produttori di Brunello di Montalcino: Allegrini, Altesino, Antinori, Banfi, Bertani, Biondi Santi, Carpineto, Casanova di Neri, Famiglia Cotarella, Gaja, Il Poggione, Frescobaldi, Mastrojanni, San Felice, Siro Pacenti, Tommasi Family Estates, Val di Cava.

Focus – Le nove etichette di Brunello di Montalcino a Opera Wine 2018

Brunello di Montalcino Montosoli 2011 di Altesino

Brunello di Montalcino Tenuta Greppo Riserva 1997 di Biondi-Santi

Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2006 di Casanova di Neri

Brunello di Montalcino Poggio alle Mura 2012 di Castello Banfi

Brunello di Montalcino 2010 de Il Poggione

Brunello di Montalcino Castelgiocondo 2012 di Marchesi de’ Frescobaldi

Brunello di Montalcino Vigna Schiena d’Asino 2010 di Mastrojanni

Brunello di Montalcino PS Riserva 2010 di Siro Pacenti

Brunello di Montalcino Madonna del Piano Riserva 1988 di Valdicava

(Fonte Montalcinonews).

Tre 100/100 negli assaggi di Brunello di Montalcino di Kerin O’Keefe (Wine Enthusiast)

L’annata 2013 del Brunello di Montalcino continua a raccogliere consensi. L’ultimo arriva dalla penna di Kerin O’Keefe, italian editor di “Wine Enthusiast”, che ha comunicato i suoi 10 migliori assaggi, insieme alle 5 migliori Riserve 2012. Da notare ben tre punteggi perfetti, quei 100/100 che la wine writer americana, in tutta la sua carriera, aveva assegnato solamente altre cinque volte. Al top troviamo il Brunello di Montalcino 2013 Le Chiuse, il Brunello di Montalcino Riserva 2012 Ciacci Piccolomini d’Aragona Vigna di Pianrosso Santa Caterina d’Oro ed il Brunello di Montalcino Riserva 2012 Conti Costanti. Appena un gradino più in basso, tra i Brunello 2013, troviamo l’Altesino Montosoli, con 99 punti, seguito da Baricci, Conti Costanti e Salvioni, con 97 punti. Ed ancora, i Brunello di Montalcino 2013 Pieve Santa Restituta Sugarille, San Polo, Salicutti Piaggione e Castelgiocondo, con 96 punti. Tra i Brunello di Montalcino Riserva 2012, invece, troviamo Padelletti, Le Gode e Gianni Brunelli a quota 96 punti. “Si tratta di un’annata classica dove i migliori 2013 hanno un notevole potenziale di invecchiamento, come non ho visto da anni – scrive Kerin O’Keefe -. Ho assaggiato 181 dei Brunello appena usciti e ho dato a 112 vini 90 punti o più, con ben 21 che hanno ricevuto 95 punti o più, compreso un punteggio perfetto di 100. I vini migliori sono sorprendenti, con una radiosità che è mancata in molti dei Brunelli più muscolosi, più accessibili e più alcolici a cui ci siamo abituati nelle ultime annate. Il 2013 richiederà pazienza per raggiungere il suo massimo potenziale. A differenza di anni estremamente caldi e secchi, che sono diventati la norma a Montalcino dalla metà degli anni Novanta, il 2013 è stato un tuffo nel passato: un anno fresco, con abbondanti piogge in primavera e la prima parte dell’estate. I viticultori che sono arrivati a settembre con uve sane – continua O’Keefe – hanno potuto godere del clima mite e soleggiato, e hanno prodotto vini fragranti di medio corpo, carichi di finezza. I migliori sono impeccabilmente equilibrati, con acidità vibrante e tannini fermi ma nobili”.

Grande interesse e tanti appuntamenti: il successo del Brunello a ProWein 2018

Una forte presenza di buyers dall’Asia e dal Nord Europa e tantissimi appuntamenti fissati durante i tre giorni di manifestazione. Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino si è ritagliato un ruolo da protagonista anche a Düsseldorf, durante ProWein 2018 (18-20 marzo), uno degli eventi, rivolti agli addetti ai lavori e al pubblico specializzato, più importanti al mondo. Dopo gli Stati Uniti, Montalcino, il Canada e la Germania, non c’è un attimo di tregua per il Brunello che è adesso pronto per un altro viaggio. Destinazione Verona, con Vinitaly 2018 (15-18 aprile).

Il Brunello di Montalcino protagonista al “ProWein” di Düsseldorf

Dopo la trasferta in Canada per il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino è arrivato il momento di ritornare in Europa e presenziare al “ProWein” di Düsseldorf, Germania, uno degli eventi, rivolti agli addetti ai lavori e al pubblico specializzato, più importanti al mondo. I numeri della rassegna sono importanti: nel 2017 sono stati contati 6.616 espositori, 60 Paesi espositori, 400 specialità alcoliche, 58.500 visitatori specializzati, 130 Paesi visitanti. Il Brunello di Montalcino intanto è stato già protagonista con una degustazione-seminario condotto da Christian Eder, giornalista di “Vinum”. Ma non mancheranno altre iniziative nei prossimi giorni della fiera!

Sanguis Jovis, parte la Winter School con al centro la comunicazione del vino

Ad Ocra, Montalcino, questa mattina è partita la Winter School Sanguis Jovis, il progetto, ideato dalla Fondazione Banfi, ripetuto in versione “invernale” dopo l’esordio dello scorso settembre. Ma la formula questa volta è cambiata, parliamo in particolar modo dei contenuti: il marketing e la comunicazione saranno al centro della tre giorni di approfondimento che vedrà la presenza di relatori ed esperti del mondo del vino. Questa mattina, prima dell’inizio delle lezioni, c’è stata la presentazione dell’iniziativa davanti ai venti partecipanti in arrivo da tutta Italia (oltre ottanta le domande). “Il nostro – dice Rodolfo Maralli, presidente della Fondazione Banfi – è un progetto ambizioso che coniuga formazione, ricerca scientifica e comunicazione, un tema, quest’ultimo che sta crescendo moltissimo. Venti anni fa Montalcino era uno dei territori più poveri della Toscana, oggi è il più ricco grazie al vino. Sapersi muovere nel labirinto della comunicazione è importante, e la Winter School viene incontro a questa esigenza”. Alberto Mattiacci, direttore di Sanguis Jovis, entra nello specifico. “Vogliamo staccarci dai soliti corsi di formazione moltiplicando i vari punti di vista. Lo storytelling aiuta la maturazione dei ricavi di un’attività. La forma è sostanza, è questo principio vale ancora di più nel mondo del vino”. Lo storytelling del Sangiovese nell’era digitale è l’argomento chiave della Winter School e ogni giorno sarà sviluppato con professionisti del settore che racconteranno la loro esperienza. Numerose saranno le attività formative per analizzare a 360° un tema decisamente attuale. Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino è partner del progetto.

Oscar del Vino, a Roma il Brunello di Montalcino premiato due volte

Oscar del Vino, vince anche Montalcino e il Brunello. A Roma, presso il Rome Cavalieri Waldorf Astoria, si è tenuta la diciannovesima edizione della kermesse firmata dalla Fondazione Italiana Sommelier guidata da Franco Ricci. L’attesa era tutta riposta per gli “Oscar” ai vini vincitori, tre in nomination per ognuna delle nove categorie. Gli Oscar sono stati assegnati, si tratta dell’esordio per questa modalità, in versione “live”, con una degustazione in “9 tempi” che ha visto le singole etichette nella “short list” delle candidature presentate da ogni relatore e votate attraverso un sistema telematico che ha raccolto in tempo reale i voti dei degustatori. Nella categoria il “Miglior vino emergente”  a vincere è stato il Brunello di Montalcino Paesaggio Inatteso 2012 di Camigliano. Gli altri vini in “nomination” erano l’Alto Adige Schiava Hexenbichler 2015 di Cantina Tramin e il Viognier Ars Magna 2014 di Ômina Romana. Il “Paesaggio Inatteso” è una selezione del miglior sangiovese dell’azienda, derivante da una singola vigna di circa due ettari con un affinamento di trenta mesi in botti di rovere di slavonia. Ma tra i premi speciali della giuria che sono stati attribuiti dall’Accademia degli Oscar, Montalcino finisce ancora una volta in evidenza. Nei riconoscimenti ai quattro grandi vini protagonisti della storia della viticoltura italiana, che hanno contribuito in modo fondamentale alla crescita della fama della nostra produzione nel mondo, figura pure il Brunello di Montalcino di Biondi Santi 2011 in buona compagnia del Cervaro della Sala di Castello della Sala, Masseto di Tenuta dell’Ornellaia e Sassicaia di Tenuta San Guido. (Fonte Montalcinonews)

A Montalcino torna l’Alta Scuola del Sangiovese

Ad un anno dalla sua nascita, “Sanguis Jovis – Alta Scuola del Sangiovese”, primo Centro di Studi permanente sul Sangiovese ideato dalla Fondazione Banfi, è pronto a ripartire. Dopo il successo della prima edizione della Summer School, lo scorso settembre, mercoledì si inaugura la Winter School con un tema di grandissima attualità: lo storytelling del Sangiovese nell’era digitale. Fino a venerdì, negli spazi di OCRA (Officina Creativa dell’Abitare), a Montalcino, ventidue studenti selezionati con bando di ammissione (circa ottanta le domande ricevute) potranno seguire un percorso di formazione orientato al marketing e alla comunicazione del Sangiovese nell’era digitale (https://fondazionebanfi.it/it/sanguis-jovis/). “Sanguis Jovis è nato nel 2017 nel territorio simbolo di questo vitigno, Montalcino, grazie ad un’idea della Fondazione Banfi – spiega Attilio Scienza, Presidente di Sanguis Jovis – l’ obiettivo è lo sviluppo e la divulgazione della cultura e della conoscenza di questo vitigno, conoscenza che si può ampliare solo con la formazione”. Ad entrare nei dettagli del corso è Alberto Mattiacci, Direttore Scientifico di Sanguis Jovis. “Approfondiremo l’elevato contributo di valore – spiega il professore – che viene riconosciuto alla componente intangibile della bottiglia. Con l’ausilio di illustri accademici e professionisti del settore, offriremo un’ampia panoramica nell’ambiente digitale social, con particolare riferimento alle produzioni del Sangiovese proiettato in un mercato globalizzato, in cui la digitalizzazione diviene strumento necessario per la sua diffusione e conoscenza”. Al progetto “Sanguis Jovis – Alta Scuola del Sangiovese” partecipano 14 partner, tra cui il Comune di Montalcino, il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, la Fondazione Bertarelli e la Montalcinonews.

Prosegue il tour in Canada e anche a Montreal il Brunello strappa applausi

Dopo Toronto il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino approda a Montreal, altra bella e importante città del Canada che ha ospitato la nuova tappa del “Wine Tasting Canada”. La formula è quella ormai collaudata con il Seminario (che ha contato 74 iscritti) che ha svelato al pubblico i segreti e le peculiarità del “re” del Sangiovese. Non è mancato, proprio come a Toronto, il “Walk Around Tasting”, dove i wine lovers hanno preso “d’assalto” gli stand per conoscere ed apprezzare le caratteristiche del prodotto simbolo di Montalcino. E così, ancora una volta, il Brunello ha fatto centro davanti a un’attenta platea internazionale!