Quote rosa al 20%. I Consorzi (Brunello compreso) dovranno adeguarsi?

Mancano pochi giorni alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del “Collegato Agricoltura” approvato al Senato nei primi giorni di luglio. Il testo, all’articolo 2, prevede l’introduzione nello statuto dei Consorzi di tutela del settore agroalimentare, quelli del vino compresi, di criteri che assicurino un equilibrio tra i generi nell’attribuzione degli incarichi all’interno dei consigli di amministrazione, ed il Consorzio del Brunello, in buona compagnia con molti altri Consorzi di tutela del vino italiani, potrebbe doversi adeguare. La norma concede 6 mesi di tempo per l’adeguamento, a partire proprio dalla data di pubblicazione della legge nella Gazzetta Ufficiale. 6 mesi in cui, chi non è in regola, dovrà mettere mano allo statuto e fare spazio a componenti di sesso femminile per una quota minima che inizialmente era prevista al 20%, con l’obiettivo di raggiungere un terzo del totale. Secondo la promotrice del disegno di legge e componente della Commissione agricoltura alla Camera, Colomba Mongiello, l’introduzione del Collegato agricolo della norma sulla parità di genere è sia un modo per valorizzare il ruolo femminile, sia il rispecchiamento della realtà imprenditoriale del comparto agroalimentare italiano: “le imprenditrici – sottolinea la deputata del Partito Democratico – guidano oggi il 30% delle aziende. Ecco perché come già accade per gli organi direttivi delle società controllate dalle pubbliche amministrazioni, è giusto adeguare gli statuti prevedendo un equilibrio fra i sessi”. Dal Consorzio del Brunello, il presidente Patrizio Cencioni, spiega: “abbiamo visionato alcune circolari in merito e, alla sua pubblicazione, avremo modo di leggere e studiare nel dettaglio la legge. Solo a quel punto sapremo quali sono le indicazioni, prenderemo atto delle nuove norme, e valuteremo tutti gli aspetti di questa legge”. Ma quanti sono i Consorzi del vino che riusciranno a rispettare le nuove norme? Com’è l’attuale situazione dei consigli di amministrazione? Da un rapido sondaggio tra i principali enti del comparto emerge che nessuno è in regola con la quota minima del 20%. Quindi, tutti,Consorzio del Vino Brunello di Montalcino compreso, dovranno mettere mano allo statuto e soprattutto saranno chiamati a rivedere la composizione dei consigli. Molti Consorzi hanno appena rieletto i cda e sembra non abbiano tenuto conto dell’imminente entrata in vigore della legge. Ad oggi, quelli interpellati da Tre Bicchieri che risultano quantomeno vicini alla quota del 20% sono 5: Vino Orcia, Vernaccia di San Gimignano, Prosecco Docg, Soave e, appunto, il Brunello di Montalcino. Altri, come il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, è passato, con l’ultima tornata di nomine, da un encomiabile 25% ad un 8.3%. E ci sono Consorzi che sono addirittura a quota 0. Ma cosa accadrà a chi non sarà in regola con l’entrata in vigore della legge? È prevista la diffida e, in caso di mancata ottemperanza, la decadenza degli organi direttivi.

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