“Vivino’s 2017 Wine Style Awards”: il Brunello c’è

Sono molte, nell’era del web, le classifiche di testate importanti del mondo del vino, e, sempre di più, si fanno strada quelle generate dagli utenti. Esempio eccellente è quella di Vivino, che ha pubblicato i suoi “Vivino’s 2017 Wine Style Awards”, con i vincitori che emergono dai rating assegnati dagli oltre 21 milioni di utenti della app che è diventata il punto di riferimento mondiale dei wine lovers (selezioanti tra le etichette che anno ricevuto almeno 50 recensioni nello scorso anno). E, ovviamente, tante categorie sono dedicate all’Italia. Scorrendo le classifiche delle quali, di fatto, emerge che non c’è poi una differenza così significativa, salvo poche eccezioni, tra le etichette più premiate dai wine lovers e quelle più celebrare dalla critica mondiale. Partiamo da quelle più “generiche”, tra quelle selezionate da WineNews, uno dei siti più cliccati dagli amanti del wine&food: secondo gli utenti di Vivino, il miglior “Rosso dell’Italia Centrale” è il Masseto 2010, seguito dal Renaia Rosso Umbria 2012 di Morami, e dal Solaia 1997 di Antinori. Il premio per il “Bianco dell’Italia Centrale”, invece è andato al Cambrugiano Verdicchio di Matelica Riserva 2011 di Cantine Belisario, davanti al Trebbiano d’Abruzzo 2010 di Valentini e al Cervaro della Sala 2011 di Castello della Sala di Antinori. Tra i rossi del Sud Italia trionfa la Puglia: il più quotato è il Graticciaia 2010 di Agricola Vallone, seguito dal Nero di Troia 2013 di Canace, e poi dall’Amanero Sicilia 2013 della linea Selezione Fellini del gruppo svizzero Schuler. Tra i bianchi del Meridione, invece, al top per gli utenti di Vivino c’è il Fiorduva Costa d’Amalfi 2012 di Marisa Cuomo, seguito dal Maria Costanza Bio Sicilia 2015 di Azienda Agricola G. Milazzo, e dall’Exultet Fiano di Avellino 2014 di Quintodecimo. Mentre tra i migliori Pinot Grigio del Nord Italia, al top c’è il Pinot Grigio Alto Adige 2011 di Santa Margherita, poi vengono il Pinot Grigio Dessimis 2013 di Vie di Romans, ed il Pinot Grigio Südtirol-Alto Adige Sanct Valentin 2013 di San Michele Appiano. Ma tante sono le categorie dedicate a Vivino alle denominazioni più importanti del vino italiano ed il Brunello spicca tra le varie etichette preferite dagli enonauti. Il n. 1 tra i Brunello di Montalcino è il Brunello di Montalcino Riserva 2004 di Case Basse di Gianfranco Soldera, davanti al Brunello di Montalcino “Madonna delle Grazie” 2010 de Il Marroneto e al Brunello di Montalcino Cerretalto 2010 di Casanova di Neri. Tra i vini di Bolgheri, invece, al top c’è il mitico Sassicaia 1985 della Tenuta San Guido, davanti all’Ornellaia 2008 e alla Vendemmia d’Artista Special Edition 2012, entrambi di Tenuta dell’Ornellaia. Il miglior Chianti Classico, invece, è il Chianti Classico Gran Selezione 2010 di Castello di Meleto, davanti al Castello di Monna Lisa Chianti Classico Riserva 2010 di Villa Vignamaggio, e al Solatio Chianti Classico Riserva 2010 di Basilica Cafaggio. Il Chianti Rufina Vigneto Bucerchiale Riserva 2010 di Selvapiana è, invece, il migliore tra i Chianti, seguito dal Vigneto Montesodi Chianti Rùfina 2011 di Castello di Nipozzano di Fescobaldi, dal Chianti Collector Series Riserva 2012 di Dellatorri. Per il Nobile di Montepulciano, invece, il n. 1 è il Vino Nobile di Montepulciano Asinone 2011 di Poliziano, davanti al Vino Nobile di Montepulciano Riserva Grandi Annate 2007 di Avignonesi e al Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2011 di Fattoria della Talosa. Ci sono, poi, l’Amarone della Valpolicella, che vede al vertice dei rating l’Amarone della Valpolicella Classico 2000 di Quintarelli, seguito dall’Amarone della Valpolicella Vigneto Monte Lodoletta 2006 di Romano Dal Forno, e dall’Amarone della Valpolicella Classico Campo Inferi Riserva 2010 di Brunelli. Per il Barolo, invece, al top c’è il Barolo Monfortino Riserva 2008 di Giacomo Conterno, davanti al Barolo Falletto 2007 di Bruno Giacosa, e al Barolo Brunate Le Coste 2008 di Giuseppe Rinaldi. Rimanendo in Piemonte, il “Vivino’s 2017 Wine Style Awards” per il Barbaresco va al Barbaresco 2001 di Gaja, seguito dal Barbaresco Riserva Pajé 2011 di Produttori del Barbarescoe dal Barbaresco Martinenga 2008 di Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Grésy. Per la Sardegna, invece, occhi puntati sul Cannonau: il migliore è il Cannonau di Sardegna Ballu Tundu Reserva 2010 di Giuseppe Sedilesu, davanti al Fortis 2013 di Argiolas e al Cannonau Mamuthone di Sardegna 2014 di Giampietro Puggioni. Tra le denominazioni bianchiste, invece, sotto i riflettori Soave, con al vertice il Soave Pieve Vecchia 2012 di Fasoli Gino, davanti al Recioto di Soave Le Colombare 2011 e al Soave Classico La Rocca 2013 entrambi di Pieropan, e il Gavi, con al top il Gavi dei Gavi Bianco Secco 2013 de La Scolca, il Gavi 2015 di Tenuta San Pietro e il Gavi 2015 di Marchesi di Barolo. E non poteva mancare il mondo Prosecco: il n. 1 è il Valdobbiadene Cartizze Superiore 2014 di Col Vetoraz, davanti al Valdobbiadene Prosecco Superiore Primo Franco 2013 di Nino Franco, e al Valdobbiadene Prosecco Superiore Crede Brut 2011 di Bisol.

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