Brunello, la storia in bottiglia

Se sono i libri, quelle affascinanti fonti di sapere e conoscenza, a raccontare la storia, le tradizioni, la cultura e l’evoluzione dell’uomo nei secoli, cos’è capace di rivelare la vita di un vino se non proprio le vecchie annate e le bottiglie che ne conservano la memoria? Se poi si tratta di un vino come il Brunello di Montalcino, che fa, della sua longevità, il suo tratto stilistico fondamentale, le bottiglie delle vecchie annate rappresentano ciò che di più prezioso abbiamo per scoprire il racconto, per ogni cantina diverso, del passato, unico e inconfondibile, che la caratterizza. Entrare in una cantina di Brunello, a volte dei veri e propri caveau blindati, dove i produttori conservano, con cura maniacale le bottiglie storiche dell’azienda, rappresenta, per un appassionato di vino, un’esperienza davvero suggestiva e affascinante. E quando, poi, si ha il privilegio di stappare alcune di quelle antiche bottiglie polverose e gustare quei vini che parlano di tempi passati, del lavoro della natura e dell’uomo e dell’evoluzione del vino e di chi lo ha prodotto, sembrerà come di trovarsi in una antica biblioteca a sfogliare antichi volumi che raccontano la storia del mondo.

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