“Pensare locale, agire globale”: parola di Oscar Farinetti

Nei giorni in cui Oscar Farinetti, patron di Eataly, la catena degli store del gusto dedicata all’acquisto, alla degustazione e alla vendita di soli cibi di alta qualità italiana, presenti in tutto lo Stivale, e nei quatto angoli del Pianeta, arriva a Siena, ricordiamo quando nel 2014, in occasione di Benvenuto Brunello, fu chiamato dal Consorzio a firmare la piastrella celebrativa della vendemmia 2013. In quell’occasione Farinetti spronò i produttori di Montalcino invitandoli ad impadronirsi delle proprie biodiversità, a prendere coscienza del grande patrimonio che il Belpaese ha e imparare a comunicarlo al mondo. Nella Chiesa di Sant’Agostino, durante il consueto convegno, descrisse il Brunello come “un’eccellenza a forte identità locale, frutto di un grande vitigno autoctono, distribuito, goduto e ammirato nel mondo. Il nostro Paese, per risorgere, ha bisogno proprio di prodotti così! I “guru” del marketing sostengono che si debba “pensare globale e agire locale”. Invece bisogna fare esattamente il contrario, soprattutto in Italia. Dobbiamo “pensare locale e agire globale” perché in Italia, in ogni luogo, basta andare in profondità per scoprire giacimenti di storia, cultura, bontà e bellezza. “Pensare locale e agire globale” è la più bella strategia per il vino ed è ciò che i produttori di Brunello hanno saputo fare, affermando il loro prodotto nel mondo”.

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