Il Vinitaly dei produttori tra bilanci e propositi per il futuro

Un’annata splendida dalle ottime potenzialità che già nei primi mesi dell’anno ha dimostrato di piacere e di essere forte sul mercato. Questo il sentiment più che positivo sulle vendite dei primi tre mesi e sulle prospettive del Brunello 2012 registrato dalla MontalcinoNews durante Vinitaly. A parlare proprio i produttori di Montalcino che hanno spiegato anche come vedono il futuro della Denominazione e quale sia la ricetta per far crescere la notorietà del “re” del Sangiovese (il video su www.montalcinonews.com). Per Francesco Marone Cinzano (Col d’Orcia) il modo migliore per attrarre pubblico è quello di “lavorare per migliorarsi e comunicare attraverso argomenti forti da proporre. I padri fondatori del Consorzio ci hanno indicato una strada ben precisa, quella di puntare sui toponimi e lavorare sulle grandi diversità che il nostro territorio ha e fare in modo che queste ci uniscano in un unico grande progetto di zonazione del Brunello”. “Fondamentale – spiega Emilia Nardi (Tenute Silvio Nardi) – è puntare sulla ricerca scientifica e sullo studio del terroir, informare chi ci acquista, anche sugli aspetti più tecnici è importante per farci conoscere ed apprezzare sempre di più”. Altro aspetto fondamentale, secondo Paola Gloder Montefiori (Poggio Antico), è quello di “lavorare di più e meglio per qualificare l’accoglienza a Montalcino che c’è, funziona, ma ha bisogno di crescere, perché è attraverso l’esperienza che forniamo agli appassionati e ai turisti che si aumenta la notorietà del territorio e del Brunello”. “Puntare sulla tradizione del nostro prodotto è fondamentale – spiega Lorenzo Pacenti (Canalicchio – Franco Pacenti) – perché è proprio il passato che ci insegna a lavorare per creare un prodotto di alta qualità”. Giacomo Neri (Casanova di Neri) aggiunge che “la la miglior azione di marketing che possiamo fare è lavorare sempre meglio in vigna e dedicare grande attenzione in cantina per fare ottimi vini ed esaltare ciò che la natura ci ha donato”. La chiave del successo sembra poi essere la coesione. “Dobbiamo lavorare uniti – spiega Fabio Tassi (Tassi) – credere in noi stessi, ma anche essere professionali e promuovere la qualità del nostro Brunello in modo professionale e trasparente”. “Se crediamo nello spirito di squadra e lavoriamo in comunione di intenti possiamo vincere sui mercati e nel cuore dei consumatori”, spiega Paolo Bianchini (Ciacci Piccolomini d’Aragona) al quale fa eco Elia Palazzesi (Collelceto): “Consorzio e produttori devono fare fronte comune e perseguire uniti un’unica filosofia”.

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