Montalcino piange Nello Baricci, uno dei fondatori del Consorzio del Brunello

A pochi giorni dalle celebrazioni dei 50 anni del Consorzio del Brunello di Montalcino, i produttori ilcinesi piangono la scomparsa di uno dei fondatori.
E morto oggi a Siena (dove era stato ricoverato) Nello Baricci, che insieme ad altri 24 produttori nel 1967, all’indomani del riconoscimento per il Brunello di una delle prime otto DOC in Italia – fondò il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, fra le prime e più importanti realtà in Italia per la tutela e promozione del vino.
Nato a Montalcino nel 1921 da una famiglia di vignaioli mezzadri, sposato con Ada, nel 1955 creò l’azienda agricola Colombaio Montosoli (nella parte nord ovest del territorio ilcinese), è stato uno degli artefici che hanno contribuito alla crescita ed al successo internazionale del grande rosso toscano. Dopo la prima annata di Rosso di Montalcino prodotta nel 1968 e quella di Brunello nel 1971, e prima DOCG nel 1980, ha condotto la sua azienda – insieme alla figlia Gabriella, al genero Pietro Buffi ed ai nipoti Federico e Francesco – ad una serie costante di riconoscimenti ed affermazioni in Italia e nel mercato mondiale.
Il Presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino Patrizio Cencioni ha voluto ricordarlo con queste parole: “oggi è scomparso un grande uomo, un grande amico ed un eccellete produttore cui saremo sempre grati per tutto ciò che ha fatto. Lo onoreremo fra pochi giorni quando era già previsto per lui un giusto e doveroso tributo in occasione dei 50 anni del Consorzio. Insieme ad un gruppo di coraggiose e lungimiranti personalità creando il Consorzio pose le basi di tutto ciò che oggi noi siamo e del successo internazionale della denominazione. Sempre con lo stesso coraggio ed orgoglio, insieme a tutta la famiglia, ha condotto la sua azienda a Montosoli, faticosamente costruita nel 1955, portandola a diventare una delle migliori espressioni del nostro territorio. Il suo impegno, i suoi consigli, la sua disponibilità sono sempre stati per tutti noi una risorsa preziosa così come la qualità e l’eccellenza dei suoi vini lo sono stati per l’enologia italiana. Lo ricorderemo portando avanti i valori e la saggezza che hanno sempre caratterizzato il suo lavoro e la sua persona, valori che ha saputo trasmettere alla famiglia e ai suoi nipoti Federico e Francesco oggi alla guida dell’azienda, a cui siamo tutti vicini”.

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