Camigliano Blues Festival, quando il Brunello incontra la musica

Una rassegna musicale da intenditori che punta sulla qualità e che propone a tavola, e durante le esibizioni, una ricca selezione di vini di Montalcino. Domani inizia la dodicesima edizione del “Camigliano Blues”. Un festival nato per volontà degli appassionati di musica e che conta sull’entusiasmo e la forza lavoro dell’Associazione Culturale Ricreativa di Camigliano; 140 soci sparsi per tutto il territorio di Montalcino che si ritrovano quando c’è da costruire qualcosa di bello per il piccolo borgo. La manifestazione musicalmente è cresciuta nel corso degli anni grazie alla collaborazione con il “Torrita Blues” che ne cura – con Luca Romani – la direzione artistica. Aprirà la serata la Moscato Blues Band, formazione che si è esibita ad “Effetto Blues” di Torrita, e che anticiperà l’ingresso dei musicisti Bonfanti e Gnola coadiuvati da Marza Band. Sabato 5 agosto la seconda serata sempre nel borgo di Camigliano. Oltre all’aspetto musicale c’è anche quello legato ai sapori e alle eccellenze locali. Perché se è vero che Montalcino ha unito il suo nome al jazz, anche con il blues il Brunello ha da anni un legame speciale. D’altronde vino e musica è un binomio che va sempre d’accordo e che piace al pubblico. Non è dunque un caso che la cena, accompagnata dai grandi vini del territorio, è uno dei punti di forza del Camigliano Blues. Un festival che vive grazie anche alle aziende vinicole della zona che supportano l’evento. “La nascita del Camigliano Blues – spiega Elia Palazzesi, presidente dell’Associazione Culturale e Ricreativa – deriva infatti dall’abbinamento con il vino. In origine ci chiamavamo “Blues&Vino” poi abbiamo deciso di mettere il nome di Camigliano. Tutte le aziende del territorio, a rotazione, sponsorizzano il festival e nella carta dei vini si può scegliere ogni anno tra 7-8 etichette diverse. Per noi il loro appoggio è fondamentale per andare avanti altrimenti sarebbe davvero molto difficile. Avevamo pensato di legare il blues al territorio e il territorio da noi vuol dire soprattutto vino. Puntiamo a serate di qualità, non ci interessa il pienone ma attirare un pubblico appassionato di musica che vuole godersi il concerto magari accompagnato da un buon calice di rosso”.

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