Il Premio “Città di Montalcino” a Zeffiro Ciuffoletti. “La vitivinicoltura è la più grande rivoluzione di successo dopo l’Unità di Italia”.

Si è conclusa la diciannovesima edizione del Laboratorio di Storia Agraria a Montalcino. Due giorni di dibattiti e approfondimenti a cui hanno partecipato esperti e studiosi accademici. Un appuntamento che si rinnova di anno in anno ed è ormai radicato nel territorio. Il Laboratorio di Storia Agraria, appuntamento firmato dal Centro studi per la storia delle campagne e del lavoro contadino, prosegue nella propria mission confermandosi uno degli eventi nazionali di riferimento in chiave storiografica.

Domenica 3 settembre, in Piazza del Popolo, sono stati consegnati i premi promossi dal Comune di Montalcino e dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino (presente il direttore Giacomo Pondini per la consegna dei riconoscimenti). Il Premio “Città di Montalcino” per la storia della civiltà contadina è stato assegnato al professor Zeffiro Ciuffoletti. “La vitivinicoltura – ha introdotto Ciuffoletti – è la più grande rivoluzione di successo dopo l’Unità di Italia”. Al momento dell’unificazione, si legge nell’intervento, la prima statistica del Regno riportava che l’Italia esportava 322.841 ettolitri di vino prevalentemente da taglio. Mentre la Francia esportava sopra 3 milioni di ettolitri di vini di qualità. “Adesso l’abbiamo superata in termini di esportazione – ha aggiunto Ciuffoletti – nella grande competizione del vino l’Italia è vincente, questo è l’importante”. Il professore ha sottolineato come, quando è nato il Consorzio del Vino Brunello, c’erano circa 25 produttori, adesso ce ne sono migliaia con 9 milioni di bottiglie prodotte. Qui subentra il fattore paesaggio e la sua compatibilità con numeri così importanti. Anche se, come spiega Ciuffoletti, il paesaggio italiano e toscano è stato fatto più dall’uomo che dalla natura. Spetta all’uomo cercare gli equilibri e la compatibilità, come da queste parti, in realtà, è successo. “Se non ci fosse stata la vitivinicoltura pensate al paesaggio come sarebbe cambiato. La conservazione del senso della misura è tipico della cultura toscana, abbiamo un senso di equilibrio che commuove gli studiosi che vengono qui. La bellezza del paesaggio è un valore aggiunto, per questo bisogna trovare il giusto equilibrio che viene dalla cultura dell’uomo, dalle sue necessità economiche, ma anche dal senso antico e classico, quella della misura”. E Montalcino è famosa nel mondo anche per il suo paesaggio e per riuscire a trovare una pregevole armonia tra tutte le componenti.

Manfredi Rutelli ha invece elencato le motivazioni del premio per Ugo Chiti; è lui l’esponente del mondo dello spettacolo a cui è stato assegnato il “Città di Montalcino” grazie al suo linguaggio teatrale originale e sperimentale. Chiti ha ringraziato e subito dopo si è esibito in una performance che ha strappato applausi.

Durante l’evento ha preso la parola anche Alfio Cortonesi, direttore del Centro studi per la storia delle campagne e del lavoro contadino. “Al laboratorio – illustra Cortonesi – partecipano studiosi legati al mondo rurale e contadino, aspetti che sono per noi importanti da preservare nella storia e nella cultura. Il prossimo anno il Laboratorio festeggerà il ventennale, abbiamo raggiunto risultati molto buoni. Il Centro Studi ha promosso una serie di conferenze alla Scuola Primaria e al Linguistico, le riproporremo potenziandole. Vogliamo che il Laboratorio sia un radicamento alla società che lo ospita. Vorrei esprimere gratitudine a Cristina Paccagnini che il prossimo anno non ci potrà supportare (andrà in pensione ndr) ma anche alla Montalcinonews e alla WineNews per il supporto dato con cordialità”. “C’è passione nelle parole di Cortonesi – spiega l’assessore Christian Bovini – ringrazio il Laboratorio, avere dei punti fermi per noi è una certezza. Tante realtà lavorano compatte all’unisono, la Montalcinonews come media partner ma anche il Consorzio del Vino Brunello, l’Amministrazione Comunale e l’Ufficio della Cultura. Ringrazio tutti i membri della giuria”. Giuliano Pinto ha spiegato le motivazioni del premio assegnato a Zeffiro Ciuffoletti. Il professore di Storia Contemporanea dell’Università di Firenze, ha fatto un intervento articolato dal titolo “La vitivinicoltura italiana una rivoluzione di successo”.

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