Cencioni: “Vendemmia, situazione disomogenea. C’è chi ha finito e chi ha appena cominciato”

“La situazione a Montalcino è diversificata di zona in zona. Chi era molto avanti, soprattutto nella zona sud, ha già vendemmiato o sta per concludere. Altri sono a metà, alcuni cominciano adesso. Chi ha potuto attendere l’arrivo delle piogge e l’abbassamento della temperatura ne ha beneficiato. Si parla di 10-15°, le uve sono rientrate nella normalità con una maturazione non più forzata ma più progressiva”. Patrizio Cencioni, presidente del Consorzio del Brunello, scatta un’istantanea sulla raccolta del Sangiovese a Montalcino. “È una situazione particolare, è vero – continua Cencioni – ma alla siccità in estate ci siamo abituati. Il problema è la scarsità di pioggia in inverno e primavera. Tutte le annate calde richiedono la cura di ogni particolare e anche i costi salgono, però speriamo di avere una buona qualità”. Tra chi è in netto anticipo coi tempi, per esempio, troviamo Caparzo e Altesino, come ci spiega la proprietaria Elisabetta Gnudi Angelini: “in genere cominciamo adesso, stavolta invece siamo partiti un mese prima (lo scorso 24 agosto) e siamo alle battute finali. Montosoli è l’ultimo che stiamo vendemmiando. Gli altri anni poteva capitare una settimana di differenza, ma mai un mese. A sud i vigneti hanno sofferto di più, mi aspetto una perdita del 25%, mentre a nord l’uva è sanissima”. Si avvia alla conclusione anche Canalicchio Franco Pacenti, che si è mosso con la prima raccolta il 9 settembre e ha aspettato le ultime “piogge per riequilibrare i parametri, visto che il grado alcolico si era alzato tanto – spiega Lorenzo Pacenti – la selezione la facciamo sempre, però è una raccolta particolare rispetto al solito. In genere nel giro di una settimana si raccoglie tutto, stavolta i tempi sono più dilatati. Il raccolto è diminuito di circa il 30%. Non è tanto per il caldo estivo, perché i terreni argillosi trattengono l’acqua e si è registrata solo una scottatura dovuta al sole, senza comunque l’ingiallimento di foglie, quanto per la gelata di fine aprile, che ha colpito i germogli quando erano già lunghi 20 cm”. L’azienda Uccelliera di Andrea Cortonesi è partita il 14 settembre e chiuderà in settimana. Linea simile per Podere Casisano, che ha iniziato il 18 e lavorerà fino al weekend. Banfi concluderà entro fine mese, ma se il tempo sarà clemente la raccolta verrà dilatata fino ai primi di ottobre. Chi è in leggero ritardo rispetto alla media è Castiglion del Bosco, che ha raccolto nei vigneti più giovani e la settimana prossima si dedicherà i vigneti migliori. Una scelta, fanno sapere dall’azienda, per sfruttare queste giornate di settembre che fanno la differenza, anche grazie alla posizione in cui sono situati i vigneti. Oltre alla disomogeneità della raccolta, un’altra questione d’attualità, sempre legata al calo della produzione, è quella degli ungulati. Secondo Confagricoltura Toscana, che ha chiesto lo stato di calamità, la riduzione del raccolto nella regione è in gran parte dovuta agli animali che continuano ad asportare interi grappoli dai vitigni. “Noi abbiamo recintato la maggior parte dei vigneti – spiega Patrizio Cencioni – e neanche con quelli si riesce a salvare l’uva al 100%. Il cinghiale si sta evolvendo, prima passava sotto la rete e adesso salta sopra. Ma almeno mangia l’uva quando è matura. Caprioli e daini provocano un danno più consistente perché puntano ai germogli in primavera”

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