Col d’Orcia, il segreto della longevità

Il Conte Francesco Marone Cinzano, proprietario della Tenuta Col d’Orcia, parla di un viaggio alla scoperta di un versante e di una parte importante della storia del Brunello di Montalcino: il segreto della longevità. Situata sulle falde della zona sud di Montalcino, quasi come una terrazza che guarda sul fiume Orcia, la tenuta copre un territorio coltivato da secoli: alcuni degli olivi di Col d’Orcia, infatti, hanno più di quattrocento anni, piantati a filari, “a dimostrazione – spiega Francesco Marone Cinzano – che il clima eccezionale di queste zone a sud di Montalcino e la tipologia dei terreni unici, che venivano già sfruttati secoli fa, per una produzione agricola che andava, già allora, oltre all’autoconsumo”.
“Qui a Col d’Orcia siamo legati a questo territorio, alla storia e alla tradizione di Montalcino: pensiamo che la vera essenza del Brunello sia la capacità di invecchiare e migliorare nel tempo”. La tradizione di Montalcino vuole le botti grandi, per un “lento affinamento nel silenzio” e nella bottaia di Col d’Orcia, una delle più grande di Montalcino, regna il silenzio dominato solo da botti di rovere di Slavonia, barriques di rovere francese di pregiata provenienza e bottiglie di Brunello datate 1960, ’70 e ’80.
“È importante fare evolvere il Brunello – aggiunge Marone Cinzano – dargli modo di sentire il passaggio delle stagioni, lasciare che il tempo faccia il suo lavoro in queste grandi botti, perfette per l’affinamento del Brunello”. È la tradizione, quindi, a vincere a Col d’Orcia che riconosce nella longevità l’espressione peculiare del successo del Brunello e di Montalcino nel mondo.

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