Disoccupati a lavoro tra i filari: e a Montalcino ?

È noto che la vendemmia, per Montalcino e per tutti i territori in cui si produce vino, sia uno dei momenti in cui una cantina ha bisogno di molta manodopera e di assoldare molte “braccia” in più che vadano ad affiancare il personale di azienda. E se fino a qualche anno fa era un’occasione ghiotta per i pensionati che, lavorando tra i filari per qualche mese, riuscivano ad arrotondare la pensione, e per gli studenti che riuscivano, così, a permettersi libri e vacanze oggi, invece, imperversano gli Odt (detti anche braccianti agricoli o giornalieri di campagna) che vengono assunti per l’esecuzione di lavori di breve durata, a carattere saltuario. Perché, in un periodo di crisi come questo, non dare la possibilità di lavorare, anche se a tempo determinato, a coloro che hanno perso il lavoro? Questa idea è venuta a Coldiretti Brescia che, come racconta Il Sole 24 Ore, per venire incontro ai disoccupati della Franciacorta ha varato un progetto che, frutto di un accordo tra l’associazione di categoria, la Fai Cisl territoriale e Demetra srl (società specializzata nella fornitura di servizi per l’agricoltura), capace di diventare un efficace tampone alle pesanti difficoltà del mercato del lavoro, prevede la possibilità, per i disoccupati senza reddito residenti un uno dei 19 comuni della Franciacorta, di trovare un’occupazione stagionale da agosto ad ottobre, durante la vendemmia. Sembra anche che Col diretti abbia intenzione di estendere questo progetto a livello nazionale. Perché  Montalcino non prende spunto da questa idea per sviluppare occupazione sul territorio del Brunello e sui comuni limitrofi?

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