Montalcino e la vite: la storia che segna il futuro

“Lo studio della storia è imprescindibile per comprendere e affrontare nelle sue problematiche il presente – spiega il professor Alfio Cortonesi (Università Tuscia) – e non è neppure da spiegare come Montalcino rappresenti il luogo simbolo del legame con la terra, l’agricoltura, la coltivazione della vite e la produzione di vino”. Ed è proprio a Montalcino, un territorio impervio, isolato ma dalle risorse smisurate, che, da sempre, si sono sviluppate personalità capaci, idee brillanti, che hanno portato, nonostante tutto, questo territorio, nei secoli, a dialogare con il mondo. Un luogo ricco, vocato all’agricoltura, ma anche all’arte, all’artigianato e alla ricerca. La coltivazione della vite riguarda il territorio di Montalcino da sempre e ciò è dovuto a diversi fattori. Se le caratteristiche morfologiche, geologiche e climatiche risultano essere perfette per la coltivazione della vite, il lavoro dell’uomo ha fatto in modo che crescesse dando buoni frutti. Ma la storia della vite, a Montalcino, non è sempre stata legata al Brunello. Anche se oggi è il prodotto principe del territorio, la coltivazione del Sangiovese, è abbastanza recente e affonda le proprie radici, in casa Biondi Santi, solo alla fine dell’Ottocento.

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