Lavoro, stranieri e melting pot: così Bonomi

È Aldo Bonomi, uno dei più importanti sociologi italiani, che si occupa delle dinamiche sociali, antropologiche ed economiche dello sviluppo territoriale, ad intervenire su uno dei temi caldi che riguardano il mondo del vino e i territori come Montalcino: gli immigrati e il loro lavoro tra i filari. In risposta all’Inchiesta “Versa il melting pot nel bicchiere” – condotta da Winenews.it, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere – sulla percentuale degli stranieri nei Comuni più importanti dell’Italia del vino, “Straniero è una “parola magica”, importante, una parola che produce a volte anche paura – dice Bonomi. Che usiamo in termini positivi, come quando parliamo della conquista dei mercati stranieri, quando siamo capaci di fare globalizzazione, e ne siamo entusiasti. A volte, invece, questa parola evoca un senso di “invasione”, come nel dibattito sempre aspro attorno all’immigrazione. Dal mio punto di vista, questa parola rappresenta una sola cosa: opportunità. È un’opportunità quando si presenta come “braccia”, che, non dimentichiamo, sono uomini e quindi dobbiamo stare molto attenti a ragionare su chi lavora nella nostra agricoltura e nei nostri territori. E poi ci sono – spiega il sociologo – i nuovi residenti, stranieri che, stanziandosi in quei luoghi, seguono il percorso del vino, perché il vino, lo sappiamo, ha la capacità di ridisegnare un territorio e la sua immagine, in distretti come Montalcino o come quello del Prosecco, dove anche i meccanismi produttivi rendono bello il paesaggio. A conferma di come il vino non sia solo un progetto commerciale, ma anche una forma per stabilire nuove reti di convivenza, nei lavori e nel mercato. Oltre che – conclude – un potente veicolo di immagine e turismo per i territori”. Ed è proprio quest’ultimo concetto che Montalcino ha fatto suo, da sempre. Un territorio, quello del Brunello, che, oltre ad essere uno dei simboli dell’enologia italiana nel mondo, è esempio di accoglienza e integrazione razziale, a tutti i livelli: dagli stranieri che arrivano per cercare lavoro nelle cantine di Brunello a chi, quelle cantine le compra. Un piccolo melting pot che in questa comunità di poco più di 5.000 abitanti sembra funzionare perfettamente.

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