Brunello e Belpaese enoico sempre più protagonisti delle aste internazionali

Il Brunello di Montalcino e le etichette più prestigiose del Belpaese, dai più celebri Supertuscan ai grandi vini piemontesi, sono sempre più presenti nelle aste delle case più prestigiose a livello mondiale. Le quotazioni sono sempre più rilevanti e l’interesse dei collezionisti cresce tanto da far finire i lotti italiani negli “highlights” che le case d’asta utilizzano per lanciare i propri eventi.
È il caso di Hart Davis Hart (www.hdhwine.com) che, il 27 e 28 giugno, a Chicago, manderà in scena il suo più grande incanto di sempre, da cui si aspetta di ricavare tra i 5,7 e gli 8,5 milioni di dollari. E, tra i top lot in asta, insime “ai solitit francesi”, da Château Lafite Rothschild a Château Cheval Blanc, da Château Latour a Château Pétrus fino a Domaine de la Romanée-Conti, si fanno spazio le migliori griffe italiane, primo fra tutti il Brunello. Tra i piemontesi – Giacosa, Gaja, Conterno, Rinaldi, Sandrone, Elio Altare, Paolo Scavino, Vietti e Mascarello -, i Supertuscan – Ornellaia, Sassicaia, Tignanello, Solaia e Masseto – ed il Veneto, con gli Amarone di Allegrini, Quintarelli, infatti Montalcino ed il suo Brunello sbancano con ben 25 (sui 3.000 complessivi) lotti di ben 15 cantine diverse. Da Casanova di Neri a Canalicchio di Sopra, da Valicava a Poggio Antico, da Case Basse Soldera a Pieve Santa Restituta, da Ciacci Piccolomini d’Aragona a Uccelliera, da Altesino a Due Portine-Gorelli, Sassetti Livio-Pertimali a Siro Pacenti, da Cerbaiona a Cerbaiola, fino ad arrivare a Conti Costanti: queste le etichette di Brunello all’incanto con delle basi d’asta che partono da un minimo di 350 fino ad un massimo di 5500 euro.
Un buon risultato per Montalcino ed il suo nettare che inizia a conquistare, non solo uno spazio sugli scaffali di tutto il mondo ma anche nel cuore e nelle cantine dei collezionisti più prestigiosi.

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