Anteprima Usa: il 2010 è l’anno del Brunello

La grande attesa per il re del Sangiovese 2010 è finita: la settimana scorsa, l’ultimo nato in casa Brunello, il 2010, ha attraversato l’oceano per sbarcare negli States per l’edizione americana di “Benvenuto Brunello”. Ed il grande interesse – che nei mesi scorsi si era creato intorno all’uscita sul mercato di quella che sembrava avere tutte le caratteristiche di un’ottima annata – in questi primi giorni di degustazione a stelle e strisce, non ha deluso le enormi aspettative sul re del Sangiovese.
“Il Brunello 2010 – spiega Francesco Ripaccioli, vicepresidente del Consorzio del Vino Brunello, volato negli States – è stato salutato dal mercato americano con una grande risposta in termini di visitatori alle manifestazioni ed apprezzamento per la qualità dei vini presentati. Sto assistendo in questi giorni di presentazioni aziendali ad una grande euforia dei principali buyers del mercato americano che rappresenta il più importante “ponte” per i nostri vini”.
Altissima qualità dei vini, un mix omogeneo ed interessante tra stile, eleganza, profondità, purezza del frutto e acidità: tutte componenti formali di un vino che, se in equilibrio come risultano nell’annata appena sbarcata sui mercati, lo rendono degno di nota dalle ottime potenzialità.  Ma un’annata, per diventare storica, ha bisongo anche di risposte convincenti dal mercato e sembra che per il Brunello 2010 ci siano ottime possibilità di vincere anche in questo settore. Come spiega Ripaccioli: “ci troviamo di fronte ad un mercato, quello americano, con un pil in crescita, che sta bene economicamente e sembra tornato agli anni ’90, a cui si aggiunge un cambio euro dollaro che favorisce le esportazioni come non accadeva dal 2005. Insomma una grande trepidazione a cui aggiungerei anche il grande rapporto che Montalcino ha costruito, per la sua capacità di raccontare un territorio unico, con i sommellier dei più grandi gruppi di ristorazione (molti dei quali di ownership italiana o comunque italo americana) che raccontano ed esaltano i nostri vini giornalmente ai tavoli. Credo e questa e’ la mia sensazione che questa sia un nuovo punto di partenza per Montalcino, per il futuro di montalcino, un nuovo standard qualitativo da cui non dobbiamo staccarci. I grandi buyer – conclude il vicepresidente Ripaccioli – e gli attori principali di questo vino sono tutti in attesa di vedere dove saremo in grado di portare la qualità con le Riserve 2010 che usciranno il prossimo anno”.

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