Carlo Petrini e Nello Baricci: incontro tra “patriarchi”

È Slow Food, il movimento che conta più di 100.000 soci in 130 Paesi, nato dal genio di Carlo Petrini, che più di vent’anni fa ha cambiato il modo di pensare, vedere e vivere il cibo. Tutto cominciò a Montalcino quando, nel 1982, il giorno della Sagra del Tordo, il gruppo dell’Arci Langhe, capitanato proprio da Petrini, venne ospitato ad un pranzo, giudicato scadente dai piemontesi. Il primo incontro, quindi, non fu certo amore a prima vista, ma aprì la strada ad un cammino di successo. Ci furono scambi di opinione ma, alla fine, nel 1986, la strada del buon cibo e del ben mangiare ebbe la meglio e prese vita l’Arcigola: un concorso dedicato alle cucine degli Arci di tutta Italia che premiava, a Montalcino, la gastronomia di qualità. Sono trascorsi più di 30 anni ma il legame che si è sviluppato proprio in quel periodo si riscopre oggi consolidato e forte. A dimostrarlo il fatto che Carlin Petrini è stato uno dei protagonisti dell’edizione 2015, su cui è appena calato il sipario, di Benvenuto Brunello, la kermesse che presenta al mondo le nuove annate dei vini di Montalcino che si affacciano sui mercati mondiali.
Fortemente voluto dal Consorzio del Brunello perchè rappresentasse, attraverso la mattonella celebrativa dedicata quest’anno alla vendemmia 2014, la sua personale idea di ciò che rappresentano il territorio di Montalcino ed il suo Brunello, Petrini ha, con il suo modo stravagante, scherzoso e irriverente ricordato le origini di Slow Food ed il suo primo incontro-scontro con Montalcino e la sua comunità.
Ed il trentennale legame tra il genio che ha dato il via al “Rinascimento” del cibo e nuova dignità al piacere della tavola, e Montalcino si è anche visto attraverso i social media che hanno documentato ed immortalato un incontro, in terra di Brunello, ricco di significato.
Carlin Petrini ha voluto omaggiare, andando a fargli visita a Nello Baricci, uno dei patriarchi della denominazione, ancora in attività alla tenera età di 94 anni che ha incontrato molto volentieri il suo “vecchio” amico piemontese. Classe 1921, Nello Baricci riesce, insieme alla famiglia ad acquisire un piccolo appezzamento di terra nel 1955, quando ancora il Brunello era praticamente sconosciuto e nel 1967 è tra i fondatori del “Consorzio del Vino Brunello di Montalcino”, una libera associazione fra produttori che nasce con lo scopo di tutelare, difendere e promuovere quel vino, allora di e per pochi, il cui prestigio andava, però, sempre più crescendo.
Un uomo umile e semplice ma che può, senza ombra di dubbio, essere annoverato nella schiera di quei “piccoli produttori” che hanno contribuito, e che continuano a contribuire a far grande il Brunello di Montalcino.
Un incontro, dunque, quello tra Carlo Petrini e Nello Baricci, che rappresenta, chiarifica ed esplica ciò che il fondatore di Slow Food ha affermato durante il suo intervento al convegno di Benvenuto Brunello: “voi produttori non dovete mai dimenticare che prima di tutto siete uomini della terra. Non c’è futuro per il vino se non ce n’è per l’agricoltura e nel mondo dell’enogastronomia, come in qualsiasi altro settore, l’elemento dal quale non si può prescindere è l’umiltà”.

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