Melting Pot da Winenews al Bonomi Pensiero

Tra i vigneti di Brunello a Montalcino, dietro al successo di uno dei vini simbolo dell’enologia italiana, c’è anche il lavoro di migliaia di stranieri, che vivono e lavorano nel terroir e, qui, la loro presenza, il 15%, è più alta della media nazionale, la più alta nella Toscana enoica del “melting pot”. A dirlo è l’inchiesta “Versa il melting pot nel bicchiere” condotta da WineNews, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere a cui fa eco il pensiero di Aldo Bonomi, uno dei più importanti sociologi italiani, che si occupa delle dinamiche sociali, antropologiche ed economiche dello sviluppo territoriale, che proprio in riferimento all’inchiesta ha dichiarato che la parola “Straniero”, termine che spesso fa paura, è e deve essere sinonimo di opportunità soprattutto quando si presenta come “braccia” e come forza lavoro rappresentate dai nuovi residenti. Ed in distretti come Montalcino, dove anche i meccanismi produttivi rendono bello il paesaggio, anche gli stranieri contribuiscono a  ridisegnare un territorio a conferma di come il vino non sia solo un progetto commerciale, ma anche una forma per stabilire nuove reti di convivenza, nei lavori e nel mercato,  Oltre che un potente veicolo di immagine e turismo per i territori”. Ed è proprio quest’ultimo concetto che Montalcino ha fatto suo, da sempre. Un territorio che, oltre ad essere uno dei simboli dell’enologia italiana nel mondo, è esempio di accoglienza e integrazione razziale, a tutti i livelli. Un piccolo melting pot che in questa comunità di poco più di 5.000 abitanti sembra funzionare perfettamente.

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